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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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Prima di pranzo ho ascoltato per la prima volta i Canti di prigionia di Dallapiccola, mi sono piaciuti molto. Peccato che sono letteralmente introvabili in cd... L'edizione sentita su youtube (Zender) com'è considerata? C'è anche Salonen ho visto.

Adesso invece sto ascoltando i Canti di liberazione, ma mi stanno piacendo meno.

Comunque a chi apprezza.

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18 minuti fa, glenngould dice:

Questo disco ce l'avevo, comprato due anni fa mi pare. La direzione della 2a sinfonia, a lungo andare, non mi ha convinto proprio, non sopporto quel tipo di suono sottile, arioso, nel repertorio post romantico. Inoltre, preferisco un Mahler più di "pancia". Invece, Stele di Kurtag che accompagna è magnifica, la concezione lucida e cristallina che in Mahler mi dà fastidio qui va benissimo. Edizione nettamente superiore a quella di Abbado con i Berliner. Passabile il Kol Nidre di Schoenberg, ma preferisco ancora quello di Boulez.

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1 ora fa, superburp dice:

Prima di pranzo ho ascoltato per la prima volta i Canti di prigionia di Dallapiccola, mi sono piaciuti molto. Peccato che sono letteralmente introvabili in cd... L'edizione sentita su youtube (Zender) com'è considerata? C'è anche Salonen ho visto.

Adesso invece sto ascoltando i Canti di liberazione, ma mi stanno piacendo meno.

Comunque a chi apprezza.

Zender e Salonen vanno benissimo. C'è poca scelta in questo repertorio, ma per fortuna è di qualità.

Ricambio Maderna con

Berg: 3 Pezzi dalla Suite Lirica

New York Philharmonic, Boulez

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@Majaniello

1) ieri sera, prima di dormire, ho indagato gli 861 (!) numeri d'opus di Czerny, e anche la roba senza numero. C'è di tutto: sinfonie, musica sacra, quartetti, lieder... Ha veramente fatto ogni cosa. Possibile che sia tutto da cestinare? Qualche pezzetto della Sonata n. 6 l'ho orecchiato, mi appresto ad ascolti più approfonditi.

2) Il 22 di Viotti fai bene a ricordartelo: è uno dei pochi suoi concerti a non essere mai uscito di repertorio! Grumiaux lo fa alla grande.

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6 minuti fa, Wittelsbach dice:

C'è di tutto: sinfonie, musica sacra, quartetti, lieder... Ha veramente fatto ogni cosa. Possibile che sia tutto da cestinare?

Finalmente ci si pone su un autore tedesco (anzi austriaco, in questo caso) una delle domande che invece tanti si pongono spesso, anche troppo, sugli autori italiani...

 

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18 minuti fa, kraus dice:

Finalmente ci si pone su un autore tedesco (anzi austriaco, in questo caso) una delle domande che invece tanti si pongono spesso, anche troppo, sugli autori italiani...

Il motivo per cui gli artisti italiani sono più trascurati è proprio perchè in Italia c'è tanta gente come te, mentre negli altri paesi il senso di appartenenza e la sintonia con le proprie radici culturali è più spiccato, e fa sì che anche i peti dei loro artisti siano valorizzati.

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Ragazzi io ci provo.

Valentin Silvestrov

Sinfonia n. 7

Orchestra sinfonica nazionale lituana, dir. Christopher Lyndon-Gee

Si tratta di un'opera in un unico movimento di circa 17 minuti. Ho letto paragoni a Mahler (il canto estremo a una civiltà perduta, ecc.)

Vediamo, anzi ascoltiamo.

Sono arrivato a circa quindici minuti di ascolto, sono piuttosto perplesso. Alcune idee interessanti soprattutto a livello timbrico, melodie dolciastre, semplicità infantile, non tutto da buttare, però non ci trovo nulla di molto significativo né di originale.

Sul finale c'è una specie di soffio, quasi un rantolo che lentamente, ansimando, si spegne. Un effetto drammatico che mi pare sia già stato usato da qualcun altro, ma non ricordo.

Effettivamente è una conclusione abbastanza sinistra.

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22 minuti fa, giordanoted dice:

Sul finale c'è una specie di soffio, quasi un rantolo che lentamente, ansimando, si spegne. Un effetto drammatico che mi pare sia già stato usato da qualcun altro, ma non ricordo.

Effettivamente è una conclusione abbastanza sinistra.

Non so se ce ne siano altri, ma lui il migliore:

 

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28 minuti fa, giordanoted dice:

Ragazzi io ci provo.

Valentin Silvestrov

Sinfonia n. 7

Orchestra sinfonica nazionale lituana, dir. Christopher Lyndon-Gee

Si tratta di un'opera in un unico movimento di circa 17 minuti. Ho letto paragoni a Mahler (il canto estremo a una civiltà perduta, ecc.)

Vediamo, anzi ascoltiamo.

Sono arrivato a circa quindici minuti di ascolto, sono piuttosto perplesso. Alcune idee interessanti soprattutto a livello timbrico, melodie dolciastre, semplicità infantile, non tutto da buttare, però non ci trovo nulla di molto significativo né di originale.

Sul finale c'è una specie di soffio, quasi un rantolo che lentamente, ansimando, si spegne. Un effetto drammatico che mi pare sia già stato usato da qualcun altro, ma non ricordo.

Effettivamente è una conclusione abbastanza sinistra.

Mamma mia, Silvestrov... povero Giordano! :o 

----

Berg: Sonata per pianoforte op.1

Yvonne Loriod, pianoforte

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34 minuti fa, Madiel dice:

Mamma mia, Silvestrov... povero Giordano! :o 

 

Avevo letto un articolo su un blog musicale che di solito propone scelte eccentriche ma interessanti, ma stavolta direi proprio che non è di mio gusto, anche se il direttore Lyndon-Gee e l'orchestra lituana ce la mettono tutta.

Ora invece:

Michael Tippett, symphony 4

Bournemouth symphony orchestra, dir. Richard Hickox

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42 minuti fa, giordanoted dice:

Avevo letto un articolo su un blog musicale che di solito propone scelte eccentriche ma interessanti, ma stavolta direi proprio che non è di mio gusto, anche se il direttore Lyndon-Gee e l'orchestra lituana ce la mettono tutta.

Ora invece:

Michael Tippett, symphony 4

Bournemouth symphony orchestra, dir. Richard Hickox

Io lo stesso, non ho mai trovato nessun pezzo di Silvestrov non dico interessante, ma almeno potabile. E' il classico autore che piace a una certa fascia di pubblico contemporaneo e a certi ambientini chic (da citare a un apericena :D ), un po' lagnoso o un po' atteggiato nel suo pessimismo nero (direi meglio ancora seriosità), dall'emozione diretta, a tratti minimal, alla Gorecki o alla Kanchely. Pesante e basta.

Tippett sta proprio su un altro pianeta. La 4a è ambiziosissima, un tentativo di descrizione autobiografica e fisica al cubo, con tanto di "respiro", l'afflato vitale e animico tradotto in suoni. 

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7 minuti fa, Madiel dice:

Io lo stesso, non ho mai trovato nessun pezzo di Silvestrov non dico interessante, ma almeno potabile. E' il classico autore che piace a una certa fascia di pubblico contemporaneo e a certi ambientini chic (da citare a un apericena :D ), un po' lagnoso o un po' atteggiato nel suo pessimismo nero (direi meglio ancora seriosità), dall'emozione diretta, a tratti minimal, alla Gorecki o alla Kanchely. Pesante e basta.

Tippett sta proprio su un altro pianeta. La 4a è ambiziosissima, un tentativo di descrizione autobiografica e fisica al cubo, con tanto di "respiro", l'afflato vitale e animico tradotto in suoni. 

Madiel, a proposito di Silvestrov non potevi dire di meglio. Fa parte di quella serie di compositori che rappresentano una sorta di corrispettivo musicale di film come La grande bellezza.

Al contrario, la Quarta di Tippett è un lavoro impressionante, anche sul piano emotivo. La prima volta che la sentii, mi fece quasi perdere il sonno.

 

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20 minuti fa, Snorlax dice:

Madiel, a proposito di Silvestrov non potevi dire di meglio. Fa parte di quella serie di compositori che rappresentano una sorta di corrispettivo musicale di film come La grande bellezza.

Eccellente paragone, chapeau ! :victory:

Cita

Al contrario, la Quarta di Tippett è un lavoro impressionante, anche sul piano emotivo. La prima volta che la sentii, mi fece quasi perdere il sonno.

 

Pure a me, ma un effetto ancora più devastante (la citazione di Beethoven !!!) fu l'ascolto successivo della 3a (le scoprii insieme, ma all'inverso del loro numero perchè la sua durata mi aveva un po' spaventato e l'avevo lasciata per ultima). Due capolavori incandescenti, rappresentazioni del mondo e di un grande uomo, che mi fecero innamorare una volta per tutte di Tippett. Musica così non ne fanno più oggi <_<

Comunque, ricambio il (sempre) grande Malipiero con

Webern: 1a Cantata op.29 (1939)

Ilona Steingruber, soprano; Chorale E. Brasseur e Orchestre du Domaine musicale diretti da Pierino Boulez

Stasera sono in fase musicale stitica :cat_lol:

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Arrivati oggi...

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EAN 3576072000066

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EAN 5099705398029

Ascoltare anche solo il Z. Kodaly da questa intesa di coppia femminile islandese 2004, in questa presa, da urlo, Erma, Paris, e il Franchomme per A. Bylsma 1993 su Stradivari "Servais" 1702 con L. Orkis su Érard "The Queen Victoria" 1854 in presa Sony, e finire disteso sul pavimento per me un tutt'uno: quella stendhaliana è una sindrome capace di dare flash più potenti e morbidi d'altre sostanze, in particolare una pinta da un paio di UK Units, che è una delle poche cui posso riferirmi: per intervento sul tono muscolare ma anche per stimolazione neuronale di sottigliezza e lucida esplorazione.

Alla fine ho preso ad alternarli...

ma ...azz!

J. Bell e R. Capuçon insieme o_O a Verbier 2011 ...

spostato al volo il cursore sul DAB+ ... salvo tirarmi anche su dal pavimento, perché qui si tratta di un altro ascolto, di un professionismo quel tanto gelido formidabile affacciato, Photoshop, la disposizione d'animo all'ascolto è diversa, da sala da concerto (e tante grazie, RAI, averne di tali possibilità per me, lock o non lock) (magnifica questa Festival Chamber Orchestra).

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2 ore fa, giordanoted dice:

Ragazzi io ci provo.

Valentin Silvestrov

Sinfonia n. 7

Orchestra sinfonica nazionale lituana, dir. Christopher Lyndon-Gee

Si tratta di un'opera in un unico movimento di circa 17 minuti. Ho letto paragoni a Mahler (il canto estremo a una civiltà perduta, ecc.)

Vediamo, anzi ascoltiamo.

Sono arrivato a circa quindici minuti di ascolto, sono piuttosto perplesso. Alcune idee interessanti soprattutto a livello timbrico, melodie dolciastre, semplicità infantile, non tutto da buttare, però non ci trovo nulla di molto significativo né di originale.

Sul finale c'è una specie di soffio, quasi un rantolo che lentamente, ansimando, si spegne. Un effetto drammatico che mi pare sia già stato usato da qualcun altro, ma non ricordo.

Effettivamente è una conclusione abbastanza sinistra.

Mi sovviene che un decennio fa questo signore irruppe nel mio stereo con questo:

41UzZuyE5yL._AC_UL320_.jpg

Il fatto che non ne serbi in alcun modo memoria mi preoccupa.

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53 minuti fa, Madiel dice:

Io lo stesso, non ho mai trovato nessun pezzo di Silvestrov non dico interessante, ma almeno potabile. E' il classico autore che piace a una certa fascia di pubblico contemporaneo e a certi ambientini chic (da citare a un apericena :D ), un po' lagnoso o un po' atteggiato nel suo pessimismo nero (direi meglio ancora seriosità), dall'emozione diretta, a tratti minimal, alla Gorecki o alla Kanchely. Pesante e basta.

Ossignur, ecco che dovevo fare. Ho da qualche parte un cd cellophanato della Terza. Ma ora voglio farmi male e ascolto qualcos’altro di lui. Se sopravvivo vi faccio sapere.

Comunque questo pomeriggio ho dato con Czerny: musica da camera con archi e fiati.

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Vi dirò: risaputo ma nemmeno male. Il Nonetto ha qualche innocente schubertismo, mentre la Grande Serenata vede il suo momento migliore nel secondo tempo, un Allegro grazioso in sette variazioni piuttosto estrose, affidate a diversi strumenti. A @Majaniello e @kraus

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27 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ossignur, ecco che dovevo fare. Ho da qualche parte un cd cellophanato della Terza. Ma ora voglio farmi male e ascolto qualcos’altro di lui. Se sopravvivo vi faccio sapere.

Non Aprite Quella Porta (Dvd): Amazon.it: Alexandra Daddario, Tania  Raymonde, John Luessenhop, Alexandra Daddario, Tania Raymonde, Carl  Mazzocone: Film e TV   :doh:

---

Amici mi segnalano un video appena caricato, con un lavoro pirotecnico del bravo Edoardo Dadone, un musicista giovane e promettente

 

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6 minuti fa, Wittelsbach dice:

71TQ7eCYIIL._SX355_.jpg

Da tempo non ascoltavo bruttezze simili. Non so nemmeno definirle.

@Madiel

E quel disco è pure fatto bene, nel senso che è ben suonato e diretto :who-let-rip: Ti avevo avvertito, ora te lo ascolti tutto e zitto! :cat_lol: La celebre Terza è pure peggio.

Intanto, io sono passato dalla chitarra battente del pezzo di Dadone a un super-classico

Roussel: Suite n.2 da Bacchus et Ariane

Chicago SO, Martinon

:on_the_quiet:

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