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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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"Aspé, mo' me fermo 'n attimo. Questa Sonatuzza in do diesis minore la finisco dopo pranzo". Fu così che...

Schubert - un"FINISHED" Piano Sonata in C sharp minor D.655 - 1st movement completed by Neil Crossland:

Come avverte il video, il 2°, il 3° e il 4° movimento sono composti, incisi e suonati da Neil Crossland ma, mi raccomando, non ne abusate!

Morale della fiaba: "Schubert comincia presto, finisce presto e di solito...":

 

 

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14 ore fa, Majaniello dice:

Ma dici sull'essere storicamente fondamentale? io tutte le fonti che ho letto lo riportano come un caposcuola, che ha influenzato tutta l'opera italiana del '7-'800 ma anche Handel e, per via indiretta, Mozart. 

Basso "il più grande compositore di opere del '700, un genio, un simbolo del suo tempo, il sinonimo di opera all'italiana", Abbiati "il maggior rappresentante dell'epoca aurea del melodramma", Casella "il maggior compositore di opere teatrali del suo tempo", Ronga "modello esemplare per i maestri italiani e stranieri", "un faro che illuminerà i secoli a venire", "solitario, si ergeva molte spanne sopra i contemporanei", aggiungendo che era il più importante dopo Monteverdi (il discorso è lungo e coinvolge pure Bononcini, che Ronga disprezza come modaiolo), Treccani: "Più di ogni altro suo contemporaneo ha contribuito alla formazione di quel linguaggio agile e vario che da ultimo si risolverà nello stile mozartiano.", Oxford History: "Scarlatti could be looked upon as the culminating figure of opera’s first century. By reshaping and standardizing the legacy he inherited, he laid the foundation for the next century of operatic development". Dizionario Biografico degli Italiani: "nel primo Settecento l’arte di Scarlatti fu considerata una pietra di paragone del buon gusto musicale tra i mecenati. Il giudizio si è mantenuto intatto fino ai nostri giorni. Tra i tanti e diversi dati che lo comprovano si possono menzionare: l’influsso esercitato dalla musica di Scarlatti su Georg Friedrich Händel nel primo decennio del Settecento; la riscoperta delle sue opere da parte del maestro di canto e collezionista Alessandro Orsini nella Roma del secondo Ottocento; l’opinione espressa da Claude Debussy in un articolo del 1903". Dizionario Grove: "Alessandro Scarlatti è realmente il fondatore di quel linguaggio musicale del quale si sono serviti i compositori classici per esprimere i loro pensieri fino alla fine del periodo viennese. Sviluppo tematico, equilibrio della frase melodica, armonia cromatica: tutti gli artefici che il secolo decimosettimo aveva introdotti come tentativi, sono da lui adoperati in un tessuto unito e morbido, che raggiunge la perfezione in colui che, se bene non avesse mai conosciuto il suo vero maestro, fu tuttavia il suo miglior discepolo: Mozart."

Tanti altri ce ne saranno. Considerando che l'opera franco-tedesca deriva da Lully, praticamente Monteverdi trapiantato e modificato, e l'opera italiana Verdi incluso deriva da Scarlatti abbastanza palesemente, la storia del melodramma si può far discendere da questi due fondamentali italiani, Monteverdi e Scarlatti, nati artisticamente all'inizio e alla fine del '600 (a cui aggiungerei forse Stradella come tassello intermedio, su cui fortunatamente si sta facendo un bel lavoro di recupero). Poi, senza leggere tutta sta roba, basta ascoltare un paio di dischi per capire che siamo di fronte ad un gigante.

Interessante... E io ho pure la Griselda che ben conosci.

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4 minuti fa, giordanoted dice:

Pierre Boulez

Éclat

Ensemble Intercontemporain, Pierre Boulez

Senz'altro una delle grandi opere di Pierino.

Pare proprio di sì, con buona pace di Urvizzo :cat_lol: (uno dei tre cd che butta via nel famoso video contiene proprio questa edizione)

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Adesso, giordanoted dice:

Ah adesso me lo guardo il video in questione, sarà l'angolo del buonumore della domenica. 

Assolutamente ridicolo! Anche Rituel in memoriam Bruno Maderna, sempre nello stesso cd, è da considerare opera maggiore di Pierino :cat_smile:

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Prendendo spunto dall'odierna recensione hurwitziana.

Forse quello che mal reggo delle Cantate bachiane, oltre alla ripetizione per più e più volte degli stessi due versi e delle stesse melodie, per quanto belle possano essere (stile opera seria, per intenderci), è quell'atmosfera pietista già difficilmente compatibile coi tempi moderni, figuriamoci poi col mio epicureismo... A me 'sti testi in cui si parla continuamente di "deserto del peccato", "voglio morire, tanto che vivo a fà", "tanto 'sta vita conta come er due de picche", "Gesulino mio", "come me movo me fùrmini", ecc. fanno salire il crimine biologico. 

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Due ascolti simpatici tra ieri e oggi.

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La Passione di Salieri è scritta su un libretto di Metastasio, come sempre ricco di manierismi e dettagli sentimentali nella scrittura. La musica è solida, non cupa come ci aspetterebbe, molto ingegnosa. E' in debito coi linguaggi teatrali dell'epoca: ma se si guarda bene, anche Bach, sia pure in modo diverso, trasferiva questi linguaggi nelle sue composizioni. La sapienza teatrale in prima persona di Salieri si profonde in alcune arie con difficili passaggi virtuosistici, tra l'altro.
Di gran valore l'esecuzione appassionata e scintillosa dell'orchestra di Spering. I cantanti non sono male, ma hanno il problema dell'italiano, che è corretto o quasi corretto nella pronuncia, ma piuttosto alieno in accento e articolazione della prosodia. Mi è piaciuta molto, comunque, Franziska Gottwald, mezzosoprano, che rende con grandissima bravura l'aria di Giovanni "Ritornerà fra voi", che contiene acrobazie non proprio banali. Il basso Muller-Brachmann, insigne liederista, è discreto ma palesa qualche estraneità stilistica.
Spero che il nostro @kraus, e non solo, gradisca.

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Sigismond Thalberg era il maggior virtuoso di piano dell'epoca di Chopin. Si dice che gareggiasse con Liszt. Come molti colleghi, Thalberg non si limitava a eseguire, ma componeva di suo pugno. Questo Concerto è del 1830, dunque risalente ai diciott'anni (soltanto) dell'artista. Da un punto di vista musicale, non ha nessuna delle innovazioni "romantiche" che fecero grande Listz, difatti viene inserito, a ragione, nel pieno dell'estetica Biedermeier. Anche il virtuosismo posto in essere ha poco di "diabolico" o paganiniano. E' una composizione pesantemente influenzata dalla musica operistica del tempo, Rossini soprattutto: più avanti Thalberg ne scrisse infatti numerose parafrasi, e pure di Bellini. E' un pianismo piuttosto inoffensivo, molto salottiero, tutto svolazzi garbati e notine acutine. L'orchestra ha un accompagnamento al minimo indispensabile.
Nello stesso cd sto ascoltando anche Souvenirs de Beethoven, una Fantasia che riempie di ghiribizzi l'Allegretto della Settima. Epocale.

@Majaniello

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1 minuto fa, Wittelsbach dice:

Due ascolti simpatici tra ieri e oggi.

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La Passione di Salieri è scritta su un libretto di Metastasio, come sempre ricco di manierismi e dettagli sentimentali nella scrittura. La musica è solida, non cupa come ci aspetterebbe, molto ingegnosa. E' in debito coi linguaggi teatrali dell'epoca: ma se si guarda bene, anche Bach, sia pure in modo diverso, trasferiva questi linguaggi nelle sue composizioni. La sapienza teatrale in prima persona di Salieri si profonde in alcune arie con difficili passaggi virtuosistici, tra l'altro.
Di gran valore l'esecuzione appassionata e scintillosa dell'orchestra di Spering. I cantanti non sono male, ma hanno il problema dell'italiano, che è corretto o quasi corretto nella pronuncia, ma piuttosto alieno in accento e articolazione della prosodia. Mi è piaciuta molto, comunque, Franziska Gottwald, mezzosoprano, che rende con grandissima bravura l'aria di Giovanni "Ritornerà fra voi", che contiene acrobazie non proprio banali. Il basso Muller-Brachmann, insigne liederista, è discreto ma palesa qualche estraneità stilistica.
Spero che il nostro @kraus, e non solo, gradisca.

Grazie WIttels, non solo per la dedica dell'ascolto, ma anche per la recensione :) Claro que sì che gradisco, pur non avendo forse mai ascoltato quest'oratorio di Salieri. In ogni caso lo farò al più presto perché è un autore che trovo eccellente. Magari faccio un'invasione di campo (nel caso specifico, il campo di @Majaniello) e mi ascolto in sovrappiù anche il concerto di Thalberg.

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6 minuti fa, Wittelsbach dice:

Sigismond Thalberg era il maggior virtuoso di piano dell'epoca di Chopin. Si dice che gareggiasse con Liszt. Come molti colleghi, Thalberg non si limitava a eseguire, ma componeva di suo pugno. Questo Concerto è del 1830, dunque risalente ai diciott'anni (soltanto) dell'artista. Da un punto di vista musicale, non ha nessuna delle innovazioni "romantiche" che fecero grande Listz, difatti viene inserito, a ragione, nel pieno dell'estetica Biedermeier. Anche il virtuosismo posto in essere ha poco di "diabolico" o paganiniano. E' una composizione pesantemente influenzata dalla musica operistica del tempo, Rossini soprattutto: più avanti Thalberg ne scrisse infatti numerose parafrasi, e pure di Bellini. E' un pianismo piuttosto inoffensivo, tutto svolazzi garbati e notine acutine. L'orchestra ha un accompagnamento al minimo indispensabile-
Nello stesso cd sto ascoltando anche Souvenirs de Beethoven, una Fantasia che riempie di ghiribizzi l'Allegretto della Settima. Epocale.

@Majaniello

Mai ascoltato niente di Thalberg, un nome effettivamente ricorrente nel periodo. Sì Rossini è un'influenza comune un po' a tutto il biedermeier del primo '800, o forse al contrario era Rossini che abbracciava certi stilemi tipici dell'epoca e li traghettava altrove, non ho mai approfondito seriamente. Quegli svolazzi rossiniani si ascoltano anche in diversa musica strumentale di Weber e i Hummel, per dire due nomi "grossi".

3 minuti fa, kraus dice:

Grazie WIttels, non solo per la dedica dell'ascolto, ma anche per la recensione :) Claro que sì che gradisco, pur non avendo forse mai ascoltato quest'oratorio di Salieri. In ogni caso lo farò al più presto perché è un autore che trovo eccellente. Magari faccio un'invasione di campo (nel caso specifico, il campo di @Majaniello) e mi ascolto in sovrappiù anche il concerto di Thalberg.

Questa Passione era un'altra di quelle cose che consigliava Alucard! Campo mio parliamone :D Sono tornato all'opera lirica dopo anni e mi sono appassionato a musiche che non mi ero mai filato tanto... sono in piena fase di approfondimento. Probabilmente sono molto più esperto di opera dell'800, ma se ne parla già tanto.

°°°°

Io sto ascoltando l'Arnold che amo di più:

 

Questa è una chicca, però @Madiel dovreste aggiungerlo nel titolo, io l'ho scoperto per caso che questa era la prima assoluta!

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Adesso, Majaniello dice:

Io sto ascoltando l'Arnold che amo di più:

 

Questa è una chicca, però @Madiel dovreste aggiungerlo nel titolo, io l'ho scoperto per caso che questa era la prima assoluta!

C'è scritto nella descrizione del video ! :cat_lol:

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39 minuti fa, Majaniello dice:

Lo so, l'ho scoperto là, solo che nella ricerca non compare... io l'ho scelto a simpatia, perchè era di Wellesz!

Nel titolo del video non si può mica scrivere tutto, non ci sta :D Le cose migliori sono sempre da noi... :closedeyes:

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Chavez: Sarabanda, per orchestra d'archi (1943)

idem

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2 ore fa, Majaniello dice:

Mai ascoltato niente di Thalberg, un nome effettivamente ricorrente nel periodo. Sì Rossini è un'influenza comune un po' a tutto il biedermeier del primo '800, o forse al contrario era Rossini che abbracciava certi stilemi tipici dell'epoca e li traghettava altrove, non ho mai approfondito seriamente. Quegli svolazzi rossiniani si ascoltano anche in diversa musica strumentale di Weber e i Hummel, per dire due nomi "grossi".

Tra l'altro lui e Hummel facevano parte di quelli che Schumann chiamava "i filistei". Ho riletto di recente alcune considerazioni di Claudio Casini sulla vita e il pensiero di Schumann: ebbene, per il nostro Robert i filistei, nemici per eccellenza, erano questi svogliati e bulimici autori di musica strumentale esteriore e virtuosistica, che si esauriva in se stessa. Questo almeno secondo Schumann e i romantici "alti", e non credo avessero tutti tuttissimi i torti.

Basta vedere questo:

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Il Concerto di Czerny comincia in modo sinceramente promettente, con un piglio beethoveniano e tormentato. Poi però si perde rapidamente in superficialismi e trovatine che scadono quasi subito, anche qui, nel manierismo da salotto. Che delusione!

2 ore fa, Majaniello dice:

Questa Passione era un'altra di quelle cose che consigliava Alucard! Campo mio parliamone :D Sono tornato all'opera lirica dopo anni e mi sono appassionato a musiche che non mi ero mai filato tanto... sono in piena fase di approfondimento. Probabilmente sono molto più esperto di opera dell'800, ma se ne parla già tanto.

A te e a @kraus (che ringrazio) consiglio una nasata di questa:

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Mi è finalmente venuto in mente di cercarla su Spotify, e finalmente ho capito come mai due desaparecidi di lusso come @Conte Caramella e @Novalis la considerassero addirittura un capolavoro. Per quanto mi riguarda, non so se lo sia, ma ritengo ci vada molto vicino. Inoltre l'esecuzione e l'interpretazione, se non sono perfetti, poco ci manca. E' una cosiddetta "Cantata Drammatica" piena di climi diversi, inventiva, idee musicali ed espressive a non finire. Davvero, dateci uno sguardo, mi piacerebbe sapere quello che ne pensate voi.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Tra l'altro lui e Hummel facevano parte di quelli che Schumann chiamava "i filistei". Ho riletto di recente alcune considerazioni di Claudio Casini sulla vita e il pensiero di Schumann: ebbene, per il nostro Robert i filistei, nemici per eccellenza, erano questi svogliati e bulimici autori di musica strumentale esteriore e virtuosistica, che si esauriva in se stessa. Questo almeno secondo Schumann e i romantici "alti", e non credo avessero tutti tuttissimi i torti.

E' proprio così, è musica superficiale che si esaurisce in se stessa! nella migliore delle ipotesi è ingegnosa, sicuramente è lontana dal romanticismo propriamente detto (che poi per me è un motivo d'attrattiva). Va presa come un passatempo, poi ci sono cose buone e cose meno buone. 

Cita

Basta vedere questo:

Il Concerto di Czerny comincia in modo sinceramente promettente, con un piglio beethoveniano e tormentato. Poi però si perde rapidamente in superficialismi e trovatine che scadono quasi subito, anche qui, nel manierismo da salotto. Che delusione!

Mai sentiti i concerti, una volta provai le sinfonie e le ho trovate terribili, anche confrontate a quelle di gente come Mehul o Wilms. Di Czerny mi piacciono alcune sonate, anche Kraus ne è fan!

Cita

A te e a @kraus (che ringrazio) consiglio una nasata di questa:

Mi è finalmente venuto in mente di cercarla su Spotify, e finalmente ho capito come mai due desaparecidi di lusso come @Conte Caramella e @Novalis la considerassero addirittura un capolavoro. Per quanto mi riguarda, non so se lo sia, ma ritengo ci vada molto vicino. Inoltre l'esecuzione e l'interpretazione, se non sono perfetti, poco ci manca. E' una cosiddetta "Cantata Drammatica" piena di climi diversi, inventiva, idee musicali ed espressive a non finire. Davvero, dateci uno sguardo, mi piacerebbe sapere quello che ne pensate voi.

Quando sono arrivato io Caramella scriveva già poco, peccato, lui mi pare combattesse per certe rivalutazioni. Di Reicha ho ascoltato solo qualcosa di cameristico, per cui è famoso, musica fatta bene con qualche arditezza armonica. L'ascolterò!

A proposito di superficialità, mentre tiravamo fuori gli addobbi natalizi, il 22 da qui:

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Viotti doveva essere una figura davvero importante all'epoca, non immaginavo. Ascoltando questo concerto, che di fatto non è mai uscito dal repertorio (ci sono diverse registrazioni di grandi violinisti, presumibilmente nella vecchia edizione riorchestrata da Cherubini), risulta chiaro come questo fosse diventato il modello del concerto per violino ottocentesco in tutta la mitteleuropa. I più grandi concerti tedeschi, Beethoven, Mendelssohn e Brahms, pagano un debito enorme (e spesso pure dichiarato) verso la scrittura lirica, malinconica e un po' melensa di Viotti e in generale della scuola parigina da lui fondata (Kreutzer è un nome di certo familiare). L'accompagnamento orchestrale è davvero rudimentale e poco interessante (pensate ai concerti di Chopin), in pratica l'unica protagonista è la melodia, e bisogna dire che Viotti aveva una specie di disposizione innata al cantabile. Io non sono un grande fan dei detti concerti, figuriamoci di questo, però se piace il genere merita l'ascolto. Rimonda in effetti è molto bravo, l'impostazione è più ottocentesca che classica (volta a sottolineare la "modernità" del linguaggio, presumo) e anche la Camerata Ducale suona in maniera piuttosto tradizionale. Ripresa audio strana, violino in primissimo piano e orchestra più dietro, riverberata. 

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Il Concerto di Czerny comincia in modo sinceramente promettente, con un piglio beethoveniano e tormentato. Poi però si perde rapidamente in superficialismi e trovatine che scadono quasi subito, anche qui, nel manierismo da salotto. Che delusione!

Eppure Czerny ha avuto delle notevoli levate d'ingegno (mi scuso se mi ripeto, ma questa Sonata in re minore che segue, consigliatami da Maja alcuni anni fa, è uno schianto), anche se in confronto a Beeth ci fa sempre la figura del pedante e dell'accademico:

Cita

A te e a @kraus (che ringrazio) consiglio una nasata di questa:

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Prendo nota e aggiungo nella lista degli ascolti imminenti ;) 

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2 ore fa, Ives dice:

 

Dovrebbe essere più stringato questo ragazzo, però... Ci ho perso mezza giornata per vederlo, ma ne è valsa la pena :D 

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ciao a tutti! 
 
 
ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1876 nasce a Cadice Manuel de Falla
- nel 2008 muore a Swansea il direttore d'orchestra Richard Hickox
 
______________________
 
 
boulez: structures per due pianoforti, libro secondo
 
florent boffard, pierre-laurent aimard, pianoforti
 
dal solito cofano dg
 
 
 
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