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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


Madiel
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10 minuti fa, giobar dice:

Ma come faceva? Avrà avuto qualche ghost writer! Oltre tutto non scriveva soltanto cantate...

Ha anche vissuto parecchio (86 anni)...

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ciao a tutti!

 

ANNIVERSARI DI OGGI
- nel 1895 nasce ad Hanau Paul Hindemith
- nel 1941 nasce a Vercelli il chitarrista, musicologo e compositore Angelo Gilardino
- nel 1993 muore a Monaco Lucia Popp
- nel 1966 nasce a Milano il soprano Roberta Invernizzi
- nel 1720 nasce a Lunéville il compositore Charles-Antoine Campion
- nel 1876 nasce a Nicolosi il tenore Giuseppe Anselmi
 
____________________
 
boulez: sonata per piano n. 2
 
maurizio pollini, pianoforte
 
dal solito cofano dg:
 
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e... boh! 

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Ascolto che mi ha interessato ma non mi ha coinvolto. Forse ha ragione @Madiel, ho un gusto troppo "cittadino", se ho capito che significa... mi piacciono la Russia francesizzata di Stravinsky, l'Ungheria teutonizzata del Bartok seconda maniera, insomma tutti folclorismi inseriti all'interno di un perimetro intellettuale. Qua mi pare che di razionalista non ci sia nulla, osservata da un punto di vista accademico la scrittura è molto basica, c'è un'asperità rocciosa fatta di ripetizioni, asserzioni corali omoritmiche, colori primari spremuti direttamente dal tubetto che mi hanno fatto pensare a Mussorgsky, un altro irregolare che ha sviluppato un linguaggio delle radici in maniera molto originale e completamente viscerale. L'aspetto positivo è che Janacek sfugge dalla retorica del trombonismo tetesco, la potenza deriva dalla sostanza grezza e non dalla volontà di costruire una grandiosità posticcia. Ancerl perfetto per questo genere, sulla carta e pure alla prova dell'ascolto.

Questa va a @superburp che vedo che l'ascolta spesso.

A proposito di messe-non messe, un altro classico più nelle mie corde:

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Solo Bernstein (per me il più grande interprete di Haydn dell'epoca pre-filologica) aveva capito la grandezza di questo Haydn delle ultime messe, in pratica delle grandi sinfonie con coro. Questa anzi è proprio l'ultima, che di messa tradizionale ormai conserva ben poco (il contrappunto severo sarà 5 minuti su 40). Quando da ragazzo leggevo libri o articoli su Beethoven trovavo tutta un'aneddotica sul vecchio Haydn che non riusciva a capire le prime composizioni del giovane Ludwig. Riascoltando questa messa si direbbe che il settantenne maestro non rimase così indietro come si voleva far credere, anzi molti passaggi li avrebbe potuti tranquillamente scrivere il suo geniale allievo (nel 1802 sarebbe stato ben possibile). Kuijken inappuntabile, bravissimo il coro e per una volta pure i solisti!

Questa va ad @Ives (quali sono le tue referenze hippe per le messe?)

 

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12 minuti fa, Majaniello dice:

e... boh! 

61zmI-rH5ML.jpg

Ascolto che mi ha interessato ma non mi ha coinvolto. Forse ha ragione @Madiel, ho un gusto troppo "cittadino", se ho capito che significa... mi piacciono la Russia francesizzata di Stravinsky, l'Ungheria teutonizzata del Bartok seconda maniera, insomma tutti folclorismi inseriti all'interno di un perimetro intellettuale. Qua mi pare che di razionalista non ci sia nulla, osservata da un punto di vista accademico la scrittura è molto basica, c'è un'asperità rocciosa fatta di ripetizioni, asserzioni corali omoritmiche, colori primari spremuti direttamente dal tubetto che mi hanno fatto pensare a Mussorgsky, un altro irregolare che ha sviluppato un linguaggio delle radici in maniera molto originale e completamente viscerale. L'aspetto positivo è che Janacek sfugge dalla retorica del trombonismo tetesco, la potenza deriva dalla sostanza grezza e non dalla volontà di costruire una grandiosità posticcia. Ancerl perfetto per questo genere, sulla carta e pure alla prova dell'ascolto.

Cioè, è primitivo e selvatico ! Ti dà tutto quello che può generosamente e subito, senza mediazioni e senza pensarci su. Questo è il pregio e il limite di Janacek. Lo si adora o lo si disprezza, difficile una via di mezzo. Comunque non lascia indifferenti.

Il cd in questione è perfetto.

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On 15/11/2020 at 17:55, Majaniello dice:

Allora, due parole sul mottetto Deus judicium tuum, da questo disco:

Conoscevo Telemann come compositore "leggero", gioviale, dai mille colori, talvolta eccentrici ma tutto sommato ascrivibili alla tavolozza dell'entertainer di lusso. Sarà che ho beccato il pezzo sacro sperimentale diciamo così, non so mi dirà @Wittelsbach , ma in questi venti minuti se ne ascoltano di ogni, dal duetto col basso continuo ai cori  handeliani, all'aria accompagnata da due fagotti, fino al naturalismo vivaldiano (nel coro Et dominabitur a mari ci sono delle note ribattute affidate alle voci con un effetto mai ascoltato prima). Ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è l'armonia ardita e scivolosissima di alcuni numeri, non solo modulazioni lontane ma anche molte deviazioni, in alcuni punti così strette da essere disorientanti, con un uso spregiudicato (mi verrebbe da dire "moderno" per il 1737) dell'accordo di settima diminuita. Puro effettismo? può darsi, ma tant'è... comunque una sorpresa!

Aaha bell'affare fai chiedendolo a me, Telemann ci ha lasciato talmente tante cose, anche tra quelle che effettivamente possediamo... No, non lo conoscevo e in effetti lo stile è quello.

 

22 ore fa, kraus dice:

Come avrebbe detto qualcuno, "Ossignùr, sembra di essere all'opera" :D Ed ecco Telemann scrivere arie, cori e concertati come un operista (lo era, tra l'altro, a differenza di Bach) anche se sta musicando un Salmo: va poi da sé che, nell'ambito della musica sacra, c'è chi scrive rivolto al futuro (i compositori barocchi, per esempio) e chi al passato (altro esempio: i compositori classici); in realtà il fulcro di questo genere di lavori (il contrappunto, giusto per recare all'ascoltatore l'idea di infinito e di trascendente) fa sì che i primi scoprano forme nuove e i secondi adottino quelle vecchie rivestendole di formule e ritmi aggiornati.

Bach comunque, lo dico per i familiari in ascolto, non era affatto ignaro di musica teatrale! Era assai meno fuori dal mondo di quanto si potesse pensare, conosceva tutto e tutti, italiani compresi.
Molte delle sue cantate implementano, nelle arie soprattutto, una scrittura e una struttura tipicamente operistica, con tutte le convenzioni del caso. Ci sarei arrivato se avessi continuato (ma non è affatto chiuso, anzi) il mio progetto di analisi-ascolto-racconto delle cantate.
Sentite questa bellissima aria tripartita con tanto di coloratura semi-acrobatica, nella bellissima cantata bwv 121 per il secondo giorno del tempo di Natale, da me conosciuta nell'edizione di Karl Richter con Fischer-Dieskau, ma ottima anche in questa di Gardiner e di un basso non indicato ma niente affatto male:

 

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20 ore fa, giobar dice:

Ma come faceva? Avrà avuto qualche ghost writer! Oltre tutto non scriveva soltanto cantate...

 

19 ore fa, kraus dice:

Ha anche vissuto parecchio (86 anni)...

Eh già. Prima di diventare cieco o quasi, compose moltissimo. Se contiamo che Mozart, in 36 anni di vita, ha 626 composizioni censite a catalogo...

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42 minuti fa, Wittelsbach dice:

Bach comunque, lo dico per i familiari in ascolto, non era affatto ignaro di musica teatrale! Era assai meno fuori dal mondo di quanto si potesse pensare, conosceva tutto e tutti, italiani compresi.
Molte delle sue cantate implementano, nelle arie soprattutto, una scrittura e una struttura tipicamente operistica, con tutte le convenzioni del caso. Ci sarei arrivato se avessi continuato (ma non è affatto chiuso, anzi) il mio progetto di analisi-ascolto-racconto delle cantate.
Sentite questa bellissima aria tripartita con tanto di coloratura semi-acrobatica, nella bellissima cantata bwv 121 per il secondo giorno del tempo di Natale, da me conosciuta nell'edizione di Karl Richter con Fischer-Dieskau, ma ottima anche in questa di Gardiner e di un basso non indicato ma niente affatto male:

 

Questa è una notizia!

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

 

Eh già. Prima di diventare cieco o quasi, compose moltissimo. Se contiamo che Mozart, in 36 anni di vita, ha 626 composizioni censite a catalogo...

Ma per Telemann parliamo di numeri enormi. Anche ad ammettere una straordinaria facilità di scrittura in modalità "buona la prima" a mo' di reporter di guerra che non ha possibilità di ripensamenti, la quantità di opere di Telemann è impressionante. Non credo che il paragone con Mozart regga: anche a ipotizzare che fosse campato fino a 80 anni tenendo lo stesso ritmo di scrittura, si giungerebbe a circa 1400 pezzi. E considera pure che fra i 626 pezzi di Mozart ce ne sono anche brevissimi: i 4 minuti dell'Ave Verum o di una sonata da chiesa si prendono un numero di catalogo al pari delle Nozze di Figaro. Invece per Telemann sono 1736 le "sole" cantate sacre.  Aggiungiamo tutte le altre numerosissime cose che ha scritto e io continuo a restare basito. So molto poco della sua biografia, ma non scherzavo poi molto quando accennavo ai ghost writers: magari aveva segretari e allievi che facevano ciò che nell'800 facevano i collaboratori di Alexandre Dumas o che oggi fa lo staff (occulto o palese) di molti autori a mitraglia di best-seller letterari internazionali. 

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16 ore fa, Majaniello dice:

Questa va ad @Ives (quali sono le tue referenze hippe per le messe?)

Grazie, è un gran bel disco. Riferimenti hip: Kuijken, Pinnock, Immerseel, Hickox, Weil, Burdick/Glover (Naxos). Poi dipende pure da messa a messa. Ricambio con:

Saint-Saëns

Concerto pour piano No.2

Ravel

La Valse

Roussel

Bacchus et Ariane - Suite No. 2

Bertrand Chamayou - piano

Orchestre National du Capitole de Toulouse

Fabien Gabel

 

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14 ore fa, giobar dice:

Ma per Telemann parliamo di numeri enormi. Anche ad ammettere una straordinaria facilità di scrittura in modalità "buona la prima" a mo' di reporter di guerra che non ha possibilità di ripensamenti, la quantità di opere di Telemann è impressionante. Non credo che il paragone con Mozart regga: anche a ipotizzare che fosse campato fino a 80 anni tenendo lo stesso ritmo di scrittura, si giungerebbe a circa 1400 pezzi. E considera pure che fra i 626 pezzi di Mozart ce ne sono anche brevissimi: i 4 minuti dell'Ave Verum o di una sonata da chiesa si prendono un numero di catalogo al pari delle Nozze di Figaro. Invece per Telemann sono 1736 le "sole" cantate sacre.  Aggiungiamo tutte le altre numerosissime cose che ha scritto e io continuo a restare basito. So molto poco della sua biografia, ma non scherzavo poi molto quando accennavo ai ghost writers: magari aveva segretari e allievi che facevano ciò che nell'800 facevano i collaboratori di Alexandre Dumas o che oggi fa lo staff (occulto o palese) di molti autori a mitraglia di best-seller letterari internazionali. 

Telemann già quand'era in vita era noto per la sua velocità... poi le cantate sono composizioni brevi e relativamente semplici, per uno di mestiere come Telemann era un gioco da ragazzi. A volerne scrivere una al giorno ci si impiega 5 anni, non un tempo enorme rispetto a 60 anni di carriera. Certo il suo catalogo fa spavento in ogni caso, ma è pure vero che capolavori noti a tutto il mondo non ne ha fatti (o li ha fatti e non sono noti), anche la Tafelmusik è solo più celebre, ma di livello pari al resto. Insomma, era uno con una buona qualità media che lavorava chiaramente sulla quantità.

Ricordo quando Sgarbi fu chiamato a periziare degli Schifano ritenuti falsi. Non si capiva come il pittore potesse aver prodotto così tanto in così poco tempo (parlo del periodo maturo). Il critico sentenziò che i quadri erano tutti autentici, Schifano ci metteva 5 minuti a fare uno scarabocchio su una busta da lettere, molto meno di quanto c'avrebbe messo un presunto falsario chiamato ad imitare il gesto del maestro. Certo, aggiunse Sgarbi, l'autenticità non è sinonimo di qualità, ma allo stesso tempo il fatto che ci siano in giro molte opere di scarso valore non significa che non siano autentiche.

Non è certo da escludere quello che dici, si sa di allievi e aiutanti che davano una mano con le orchestrazioni, i recitativi e altri lavoretti di completamento del genere (normale quando si andava di fretta e si aveva tanto lavoro da sbrigare), però sul catalogo di Telemann (TWV) è stato fatto un lavorone come su Bach e Mozart, quante false attribuzioni potranno esserci?

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9 minuti fa, superburp dice:

Finalmente trovo l'Armida diretta da Gatti completa. Non è quella in cd, ma una recita dal vivo (anche meglio per quanto mi riguarda).

A Wittel, Pink, Kovskij, Ives, kraus e chi altro apprezza.

Stupenda! anche quella in cd era presa dal Rossini Festival però, semmai era un collage di diverse performances live (forse intendevi questo).

Non ti nascondo che anni fa sono stato tentato da questo:

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Armida a 50 anni? lei può.

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20 minuti fa, superburp dice:

Finalmente trovo l'Armida diretta da Gatti completa. Non è quella in cd, ma una recita dal vivo (anche meglio per quanto mi riguarda).

A Wittel, Pink, Kovskij, Ives, kraus e chi altro apprezza.

Grazie :) Visto che si parla di Telemann, ricambio con questa sua prelibatezza:

 

 

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ciao a tutti!

 

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1959 muore a Rio de Janeiro Heitor Villa-Lobos
- nel 1925 nasce a Schenectady il direttore d'orchestra e compositore Charles Mackerras
- nel 1727 muore a Dublino il compositore Johann Sigismund Kusser
- nel 1998 muore a Friburgo il compositore, direttore d'orchestra, pianista e docente Norbert Moret
- nel 1958 muore a Parigi la pianista Marcelle Meyer
- nel 1960 nasce a Solihull il direttore d'orchestra e corale, organista e clavicembalista John Butt
- nel 1815 muore a Londra il cantante e compositore Luigi Asioli

____________________________

 

boulez: livre pour quatour (vers. 1962)

quartetto parisii

su spotify dal solito cofano dg

 

 

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Ok, tre brani da qui, provo a scrivere due parole (tanto c'è @Madiel che mi corregge - non essere troppo severo con Franco!). Lied è basato su un frammento di Opus Scir di Sinopoli. Gli strumenti a percussione e l'arpa dettano il ritmo, come fosse un accompagnamento, mentre il "canto lirico" è dato dalla sovrapposizione delle linee degli altri strumenti. Tutto il pezzo è scritto in pianissimo (con 4 p addirittura), sicchè la giustapposizione dei timbri e lo stridore armonico (in ogni coppia di strumenti l'uno è mezzo tono più su dell'altro) danno al pezzo una sonorità vitrea, smerigliata, e lievemente cangiante. Più acquatica, nel senso di annegamento, la sensazione che trasmette Lumen, in cui gli strumenti hanno ruoli ancora più distinti: celesta e vibrafono costruiscono lo sfondo, ottavino e clarinetto basso (quando si dice alti e bassi) si impegnano nelle melodie, viola e violoncello marcano il ritmo a corde vuote, come dei paletti. Mi piacerebbe attribuire dei significati psicanalitici ad ogni "Io" rappresentato nel brano dalle famiglie di strumenti, ma non lo farò! :D Al contrario di Lied, Lumen (basato su un tema di Dallapiccola, in memoria del quale è stato scritto il brano) ha uno sviluppo più ad arco, con un culmine e una rapida estinzione finale. E' un pezzo plumbeo e a suo modo tragico, in maniera donatoniana. Ash è un pezzo più schizofrenico, d'un'ironia involontaria e disperata (il cembalo è sempre uno strumento impertinente!), con un grande interplay tra gli strumenti. Fu un pezzo scritto un po' controvoglia (lui insegnava a Siena e ogni anno doveva portare una composizione), in uno dei periodi no (eufemismo) che il maestro attraversava. Non vorrei sbagliarmi, ma io ci sento una serie di sviluppi continui di incredibile maestria e almeno due temi principali, uno breve, molto caratterizzato sul piano ritmico da pause e intervalli larghi, e un altro di figurazioni a scala più o meno sconnesse. E' possibile che i temi siano più d'uno (ad esempio quello che si ascolta a un certo punto chiaramente esposto dal piano) e siano tutti derivati da un'unica idea...boh è un pezzo piuttosto incasinato e molto "lavorato" (a proposito di mestiere) ma paradossalmente è il più immediato e divertente, anche se il più oggettivista (se po' dì?). Che poi, più Franco cercava di prendere le distanze da sè stesso, più rappresentava incosciamente il casino che aveva in testa (ma questa prendetela come una mia suggestione).

@Snorlax @glenngould @Euripide

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3 ore fa, Majaniello dice:

Stupenda! anche quella in cd era presa dal Rossini Festival però, semmai era un collage di diverse performances live (forse intendevi questo).

Non ti nascondo che anni fa sono stato tentato da questo:

71r-jWhHp7L._SL1400_.jpg

Armida a 50 anni? lei può.

Devo dire che dal punto di vista teatrale l'esecuzione è un po' ingessata e noiosetta, in Scimone c'è più entusisasmo.

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