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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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8 minuti fa, giobar dice:

Sì, ma un conto è la morte, anche da giovanissimo come Lekeu, per cause naturali o accidentali. Un'altra cosa è precipitare per anni nell'annichilimento totale fino all'esito tragico. Ci vedo qualcosa di diverso anche rispetto ai suicidi improvvisi o comunque non così a lungo "preparati"

Certo la sua fu una fine veramente tragica. Talmente tragica, come dici tu, da condizionare l'ascolto delle sue incisioni.

Se a questo aggiungi sorti drammatiche, per quanto accidentali, dei compositori, in me produce talvolta un effetto doppiamente scoraggiante. 

 

4 minuti fa, Madiel dice:

Bernstein non ha mai inciso neanche la 4a (almeno per quanto ne so), che è la sinfonia più importante di Ives. La 1a è sempre stata vista come un lavoro minore (che non è), ha ricevuto attenzione discografica in ritardo e solo in tempi recenti ne hanno inciso l'edizione critica (Sinclair). Penso sia stata vista a lungo più come un saggio giovanile che come un'opera autonoma. L'autore si fa le ossa con una forma grande e una orchestra sinfonica classica, ma senza tagliare ancora i ponti con la tradizione europea di Dvorak, Brahms e Beethoven. Troppo prudente per chi ama le avventure della 2a e di tutte le opere sinfoniche ivesiane del primo decennio del XX secolo.

Per quanto sia un atteggiamento che ha riservato agli esordi di altri compositori, specie europei, mi ha sempre sorpreso nei confronti di una sinfonia (peraltro di autore americano) tutt'altro che minore - sulla quale mi sembra di aver letto parole dello stesso Bernstein 🤔 - e vicina agli esiti europei ben presenti nel suo repertorio (es. Dvorak). 

_______

L'Ives soirée continua con 

Sinfonia N.3

Northern Sinfonia - James Sinclair

 

a @Wittelsbach @Madiel e... @Ives? :)

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Luigi CHERUBINI
Requiem in re minore

Coro filarmonico ceco
Orchestra filarmonica ceca
Igor Markevitch

Che interpretazione straordinaria! Altro che compositore grigio e barboso, qui Markevitch e i complessi di Praga (complice il grandissimo direttore del coro Josef Veselka) mettono in luce l'inventiva, la fantasia, la potenza drammatica, l'inventiva costruttiva e anche la capacità coloristica di Cherubini. E il coro (solo maschile) è pazzesco. Disco meraviglioso (e insieme c'è la più michelangiolesca esecuzione della Messa dell'incoronazione di Mozart che abbia mai sentito).

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8 minuti fa, giobar dice:

Luigi CHERUBINI
Requiem in re minore

Coro filarmonico ceco
Orchestra filarmonica ceca
Igor Markevitch

Che interpretazione straordinaria! Altro che compositore grigio e barboso, qui Markevitch e i complessi di Praga (complice il grandissimo direttore del coro Josef Veselka) mettono in luce l'inventiva, la fantasia, la potenza drammatica, l'inventiva costruttiva e anche la capacità coloristica di Cherubini. E il coro (solo maschile) è pazzesco. Disco meraviglioso (e insieme c'è la più michelangiolesca esecuzione della Messa dell'incoronazione di Mozart che abbia mai sentito).

Con questa tua descrizione l'acquisto è obbligato.

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William Schuman, Third Symphony

NY Philharmonic, Bernstein

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ciao a tutti! 

 

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1900 nasce a Pietroburgo il direttore d'orchestra Efrem Kurtz
- nel 1926 nasce a Sydney il soprano Joan Sutherland
- nel 1983 muore a Parigi la compositrice Germaine Tailleferre
- nel 1905 nasce a Northampton il compositore, direttore d'orchestra e docente William Alwyn
 
_________________
 
 

 

qualcosa si semplice, dato che è da un mese e mezzo che non ascolto un c*************** :D

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1 ora fa, Well dice:

Per quanto sia un atteggiamento che ha riservato agli esordi di altri compositori, specie europei, mi ha sempre sorpreso nei confronti di una sinfonia (peraltro di autore americano) tutt'altro che minore - sulla quale mi sembra di aver letto parole dello stesso Bernstein 🤔 - e vicina agli esiti europei ben presenti nel suo repertorio (es. Dvorak). 

La sinfonia n.1 è ispirata a modelli europei, ma ci sono alcune libertà rispetto a quanto facevano i "Bostonians" come il suo maestro Parker. Poi ha una certa felicità inventiva, bei temi solidi e ben sviluppati, proprio non la vedo come un pezzo minore di Ives. 

Cita

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L'Ives soirée continua con 

Sinfonia N.3

Northern Sinfonia - James Sinclair

 

a @Wittelsbach @Madiel e... @Ives? :)

E io ricambio con

Antheil: Sinfonia n.4 (1943)

Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt, Wolff

Un lavoro importante nella produzione neoromantica di Antheil, che definisce una volta per tutte il nuovo canone a cui si atterrà in seguito. All'epoca ebbe un successo strepitoso grazie a Stokowski e rilanciò la fama l'autore.

54 minuti fa, giobar dice:

Luigi CHERUBINI
Requiem in re minore

Coro filarmonico ceco
Orchestra filarmonica ceca
Igor Markevitch

Che interpretazione straordinaria! Altro che compositore grigio e barboso, qui Markevitch e i complessi di Praga (complice il grandissimo direttore del coro Josef Veselka) mettono in luce l'inventiva, la fantasia, la potenza drammatica, l'inventiva costruttiva e anche la capacità coloristica di Cherubini. E il coro (solo maschile) è pazzesco. Disco meraviglioso (e insieme c'è la più michelangiolesca esecuzione della Messa dell'incoronazione di Mozart che abbia mai sentito).

Capolavoro! E' un classico del repertorio cherubiniano. Di recente volevo comprare questo cd, ma le magre finanze mi hanno fatto rimandare l'acquisto al prossimo mese.

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55 minuti fa, giobar dice:

Luigi CHERUBINI
Requiem in re minore

Coro filarmonico ceco
Orchestra filarmonica ceca
Igor Markevitch

Che interpretazione straordinaria! Altro che compositore grigio e barboso, qui Markevitch e i complessi di Praga (complice il grandissimo direttore del coro Josef Veselka) mettono in luce l'inventiva, la fantasia, la potenza drammatica, l'inventiva costruttiva e anche la capacità coloristica di Cherubini. E il coro (solo maschile) è pazzesco. Disco meraviglioso (e insieme c'è la più michelangiolesca esecuzione della Messa dell'incoronazione di Mozart che abbia mai sentito).

Sono completamente d'accordo, disco indimenticabile. Contando l'epoca in cui fu inciso, è anche da lodare il fatto che si sia scelto di registrare questa tarda opera cherubiniana - per me il suo capolavoro assoluto nel genere sacro - credo, fino a quel tempo, sconosciuta ai più (e pure oggi non è che si senta molto spesso).

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51 minuti fa, giordanoted dice:

Con questa tua descrizione l'acquisto è obbligato.

 

Guarda, davvero un disco incredibile. Preso usato su amazon.uk a meno di 4 euro spedizione compresa. Oltre tutto sembra nuovo di fabbrica: non un graffio nè un'impronta.

 

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2 ore fa, giobar dice:

Luigi CHERUBINI
Requiem in re minore

Coro filarmonico ceco
Orchestra filarmonica ceca
Igor Markevitch

Che interpretazione straordinaria! Altro che compositore grigio e barboso, qui Markevitch e i complessi di Praga (complice il grandissimo direttore del coro Josef Veselka) mettono in luce l'inventiva, la fantasia, la potenza drammatica, l'inventiva costruttiva e anche la capacità coloristica di Cherubini. E il coro (solo maschile) è pazzesco. Disco meraviglioso (e insieme c'è la più michelangiolesca esecuzione della Messa dell'incoronazione di Mozart che abbia mai sentito).

Mi sento un po' colpevole, l'ultimo ad aver usato termini del genere sono stato io...
Comunque di Cherubini Markevitch incise anche altro se non sbaglio. In ogni caso i due Requiem fanno parte del Cherubini che prediligo, anche se tuttora conosco solo il vecchio Muti in un doppio cd di Amadeus, che poi erano le registrazioni Emi.

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Come diceva @Majaniello in un suo recente intervento, gli strumenti antichi non sono per forza garanzia di chissà che: dipende da come si suonano, e spesso anche esecutori del genere cadono in stilemi interpretativi che molti aborrono quando vengono realizzati da orchestre o strumentisti moderni.
Qui abbiamo il caso opposto. La Capella Istropolitana di Bratislava, quante incisioni ha fatto per la Naxos? Moltissime. Si tratta di un'orchestra da camera che spazia, nel repertorio, da Corelli a Respighi, però con maggiore predilezione per barocco e classicismo.
Sinceramente non mi aspettavo molto da questo cd, in verità assaporato su Spotify. E invece, sorpresa, mi trovo a ricredermi. I concerti di Manfredini sono stati registrati nel 1996, con l'eccezione dell'ultimo, il numero 12, il Pastorale per il Santissimo Natale (l'ha fatto pure Karajan nel suo celebre disco contenente anche gli omologhi di Torelli e Locatelli), inciso nel 1991, probabilmente per un altro disco contenente una raccolta di concerti grossi italiani. A condurre il tutto è Jaroslav Krcek, un signore dalla biografia molto interessante, e comunque non uno specialista del ramo. Sorprende perché le esecuzioni sono stilisticamente consapevolissime, leggere e scorrevoli, ritmate, variate nella dinamica, con archi suonati senza vibrato o quasi: un risultato similare a quello delle suites di Telemann interpretate da Patrick Peire per Brilliant.
Comunque questi concerti del pistoiese sono di una brevità quasi aforistica, e anche di una certa varietà strutturale e compositiva. Lo stile è del barocco apollineo alla Corelli, più che di quello sfogato alla Vivaldi.

Dediche varie... @giobar, @hurdy-gurdy, @Fibbo

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8 ore fa, giordanoted dice:

Sì avevo letto, un personaggio davvero unico Crazy George. Mi piacciono molto queste figure così complesse e versatili, come anche Hedy Lamarr appunto. Invece sul fronte delle malignità, devo aver letto da qualche parte che Robert Craft accusò Antheil di aver fatto un "plagio" da un'opera di Stravinsky, credo proprio dal Sacre, ma non ricordo quale fosse l'opera incriminata.

Del Sacre, sinceramente, non ne ho mai sentito parlare, ma non lo escludo. Neppure credo di aver mai individuato delle citazioni nei pezzi che conosco. Parlare di plagio forse è esagerato, sarà stata piuttosto una citazione. Invece, nei primi lavori sinfonici di Antheil (1a Sinfonia, 1° Concerto per pianoforte) ci sono citazioni letterali del Petrushka. Sono così evidenti da far pensare quasi a una ossessione da parte del giovane compositore americano.

---

Poco fa ho sentito su youtube circa metà di Ein Heldenleben diretto da Thielemann: una cagata pazzesca, mai ascoltato diretto così male. Lasciato all'inizio della battaglia, c'erano così tante imprecisioni e imperfezioni che mi sono innervosito. Poco dopo qualcuno ha bloccato il video, anche youtube si è rifiutato :cat_lol:

Continuo con

Shostakovich: Sinfonia n.10

Finale

URSSS SSO, Rozhdestvensky

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N-simo ritorno al '700 di Schubert (in fin dei conti ci era nato, in quel secolo): con questa piacevole Sonata, tra un finale in mi bemolle anziché nel la bemolle d'impianto nonché formule e procedimenti di sviluppo caratteristici di pochi decenni prima, anche un dilettante può esaltarsi al piano.

Una sorta di tributo per i principianti che anche Schubert ha versato, al pari di tanti altri autori presenti e trascorsi (Beethoven, Mozart e CPE Bach tra i più illustri, tralasciando Haydn che, rispetto ai suddetti, "scriveva facile"). 

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8 ore fa, Madiel dice:

Poco fa ho sentito su youtube circa metà di Ein Heldenleben diretto da Thielemann: una cagata pazzesca, mai ascoltato diretto così male. Lasciato all'inizio della battaglia, c'erano così tante imprecisioni e imperfezioni che mi sono innervosito. Poco dopo qualcuno ha bloccato il video, anche youtube si è rifiutato :cat_lol:

Vabbé Madiel, allora diciamo che Thielemann, non si lava, puzza e scorreggia in pubblico. A tutti una interpretazione può persuadere o meno, provocando reazioni anche fortemente contrastanti, ma se ti riferisci a questo:

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...io lo trovo un live - anche se al giorno d'oggi è facile che le incisioni dal vivo siano rattoppate  - riuscito anche dal punto di vista tecnico, l'ho ascoltato più di una volta con la partitura sotto gli occhi e non ho affatto notato tutte quelle imprecisioni e imperfezioni a cui fai riferimento. Io Thielemann poi lo trovo un eccellente straussiano, e questa interpretazione, al contrario di te, a me piace moltissimo.

Sia chiaro che non voglio fare l'ariete di Thielemann ma spacciarlo per un concentrato di incapacità mi pare eccessivo. C'è già Hurwitz che ci mette del suo, non buttiamo benzina sul fuoco...

P.s. Non metto le faccine, perché quando tento di inserirle, talvolta mi si impalla il sito. Capita pure a voi?

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12 ore fa, Wittelsbach dice:

Mi sento un po' colpevole, l'ultimo ad aver usato termini del genere sono stato io...
 

Ma forse avevi ragione rispetto al panorama esecutivo normale, che di Cherubini - non so perché - esalta proprio l'aspetto grigio, cerimonioso, accademico. E anche Muti, mi pare di ricordare dai suoi dischi che non ascolto da parecchio, non sfugge a questo approccio serioso. Ascolta il duo Markevitch-Veselka e ti troverai davanti a un paesaggio sonoro del tutto diverso: come osservare le Tre Cime di Lavaredo in una caliginosa giornata di pioggia e poi in una sfolgorante e tersa giornata di sole come c'è qui da me oggi :D

12 ore fa, Wittelsbach dice:

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(...)
Sinceramente non mi aspettavo molto da questo cd, in verità assaporato su Spotify. E invece, sorpresa, mi trovo a ricredermi. (...) Sorprende perché le esecuzioni sono stilisticamente consapevolissime, leggere e scorrevoli, ritmate, variate nella dinamica, con archi suonati senza vibrato o quasi: un risultato similare a quello delle suites di Telemann interpretate da Patrick Peire per Brilliant.
Comunque questi concerti del pistoiese sono di una brevità quasi aforistica, e anche di una certa varietà strutturale e compositiva. (...)

Dediche varie... @giobar, @hurdy-gurdy, @Fibbo

Mi hai incuriosito, perché da anni, da quando ho archiviato il cd nella mia discoteca, ero straconvinto che fosse uno dei pezzi più squisitamente e irrimediabilmente brutti della mia collezione, poco più di un sottobicchiere. Gli darò un'altra chance  :thumbsup_anim:

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15 minuti fa, Snorlax dice:

Vabbé Madiel, allora diciamo che Thielemann, non si lava, puzza e scorreggia in pubblico. A tutti una interpretazione può persuadere o meno, provocando reazioni anche fortemente contrastanti, ma se ti riferisci a questo:

...io lo trovo un live - anche se al giorno d'oggi è facile che le incisioni dal vivo siano rattoppate  - riuscito anche dal punto di vista tecnico, l'ho ascoltato più di una volta con la partitura sotto gli occhi e non ho affatto notato tutte quelle imprecisioni e imperfezioni a cui fai riferimento. Io Thielemann poi lo trovo un eccellente straussiano, e questa interpretazione, al contrario di te, a me piace moltissimo.

Sia chiaro che non voglio fare l'ariete di Thielemann ma spacciarlo per un concentrato di incapacità mi pare eccessivo. C'è già Hurwitz che ci mette del suo, non buttiamo benzina sul fuoco...

P.s. Non metto le faccine, perché quando tento di inserirle, talvolta mi si impalla il sito. Capita pure a voi?

Ammazza da ieri avete scritto tutti un sacco! ma che è l'effetto coprifuoco?

Dai Snorly, ti do atto che alcuni momenti possono essere coinvolgenti (a patto che piaccia Strauss in chiava post-wagneriana), ma la battaglia è un disastro, si sente proprio che Chris non sa mettere ordine in una scrittura così incasinata. Ne parlavo qui un paio di anni fa, sforzandomi di essere equilibrato e clemente. Tu come reference hai Beecham, che è grandioso, non mi dire che non senti differenza. Curiosità, Furtwangler l'ha mai fatto "l'eroe"?  

10 minuti fa, giobar dice:

Ma forse avevi ragione rispetto al panorama esecutivo normale, che di Cherubini - non so perché - esalta proprio l'aspetto grigio, cerimonioso, accademico. E anche Muti, mi pare di ricordare dai suoi dischi che non ascolto da parecchio, non sfugge a questo approccio serioso.

Giobar è proprio così! E' una caratteristica di Muti e della sua concezione marmorea della musica classicista. Io infatti penso che sia un pessimo interprete di questo repertorio, antiquatissimo nella concezione, anzi forse le messe di Cherubini, anche in virtù di quel che rappresentano nel percorso personale e psicologico dell'autore, sono le cose migliori che ha fatto in quest'ambito, assieme a qualche commedia della scuola napoletana. Le opere serie che ho sentito fatte da lui, da Gluck a Jommelli passando per Salieri fino a Spontini, sono una mazzata nelle balle non indifferente, e in fondo anche del repertorio sinfonico di quel periodo potrei dire la stessa cosa. E' un gran peccato, perchè Muti è l'unico (!!) grande vecchio del podio che si sia dedicato assiduamente a questo repertorio fatto, ribadisco, da lavori di prima grandezza che attendono solo una giusta riscoperta. Lo stesso rigore, che nel classicismo suona polveroso e mortificatorio, diventa un incredibile catalizzatore d'energia nella musica romantica e modernista, come se Muti fosse in grado di contenere e convogliare nelle giuste direzioni le forze esplosive di quelle musiche. E' sempre una mia visione della cosa ovviamente.

10 minuti fa, giobar dice:

Mi hai incuriosito, perché da anni, da quando ho archiviato il cd nella mia discoteca, ero straconvinto che fosse uno dei pezzi più squisitamente e irrimediabilmente brutti della mia collezione, poco più di un sottobicchiere. Gli darò un'altra chance  :thumbsup_anim:

No dai, Manfredini lo citavo assieme ad altri ieri, quella generazione di violinisti-compositori figli spirituali di Corelli contiene un sacco di pezzi da novanta, come minimo erano grandissimi artigiani che sapevano come si "costruisce" la musica, che per me vale tantissimo. Ma forse ti riferivi agli interpreti... :D 

Va bene, io ho preso spunto dagli interventi precedenti e ho ascoltato queste due sinfonie:

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La prima di Ives è così bella che è impossibile farla male (ma da Mehta ho ascoltato anche un'eccellente seconda), la sorpresa è un'ottava di Dvorak leggerissima e luminosissima, quasi classicista, che per la prima volta mi ha fatto apprezzare davvero questo pezzo! 

Che ne dite @Snorlax @Ives

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5 minuti fa, Majaniello dice:

Ammazza da ieri avete scritto tutti un sacco! ma che è l'effetto coprifuoco?

Dai Snorly, ti do atto che alcuni momenti possono essere coinvolgenti (a patto che piaccia Strauss in chiava post-wagneriana), ma la battaglia è un disastro, si sente proprio che Chris non sa mettere ordine in una scrittura così incasinata. Ne parlavo qui un paio di anni fa, sforzandomi di essere equilibrato e clemente. Tu come reference hai Beecham, che è grandioso, non mi dire che non senti differenza. Curiosità, Furtwangler l'ha mai fatto "l'eroe"? 

Beh, Maja, dalla tua puoi anche avere ragione sulla battaglia, ma questo non basta per fare di tutta l'esecuzione una "cagata pazzesca". Probabilmente sarò sordo io, ma a me quel Ein Heldenleben piace, e pure parecchio. Se ti può interessare, le mie references - anche assai differenti tra loro - sono queste (a dir la verità non conosco affatto Beecham, non sapevo nemmeno l'avesse inciso):

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Di Furt sicuramente non esiste testimonianza discografica, ma probabilmente l'ha diretto. Devo controllare!

 

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18 minuti fa, Majaniello dice:

Va bene, io ho preso spunto dagli interventi precedenti e ho ascoltato queste due sinfonie:

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La prima di Ives è così bella che è impossibile farla male (ma da Mehta ho ascoltato anche un'eccellente seconda), la sorpresa è un'ottava di Dvorak leggerissima e luminosissima, quasi classicista, che per la prima volta mi ha fatto apprezzare davvero questo pezzo! 

Che ne dite @Snorlax @Ives

Sono perfettamente d'accordo, l'Ottava diretta da Mehta è eccezionale, forse la mia preferita (anche Ives ottimo, nonostante il taglio draconiano nel finale). Io l'accosto alla lettura ben più poderosa di Giulini a Chicago, ma ammetto che ci vuole lo stomaco forte:

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51 minuti fa, Majaniello dice:

No dai, Manfredini lo citavo assieme ad altri ieri, quella generazione di violinisti-compositori figli spirituali di Corelli contiene un sacco di pezzi da novanta, come minimo erano grandissimi artigiani che sapevano come si "costruisce" la musica, che per me vale tantissimo. Ma forse ti riferivi agli interpreti... :D 

 

I "figli spirituali di Corelli" (:clapping:) in genere mi piacciono assai. Effettivamente mi riferivo al disco che, per come me lo ricordo, non mi aveva dato una immagine men che interessante dell'autore.

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39 minuti fa, Snorlax dice:

(a dir la verità non conosco affatto Beecham, non sapevo nemmeno l'avesse inciso):

Mmm sarà stato qualcun'altro allora! 

Credo sia l'ultima incisione in assoluto del maestro, esplosiva:

R.Strauss: Ein Heldenleben - Don Quixote: Sir John Barbirolli, Sir Thomas  Beecham: Amazon.it: Musica

che belle le copertine originali:

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2 ore fa, giobar dice:

Ma forse avevi ragione rispetto al panorama esecutivo normale, che di Cherubini - non so perché - esalta proprio l'aspetto grigio, cerimonioso, accademico. E anche Muti, mi pare di ricordare dai suoi dischi che non ascolto da parecchio, non sfugge a questo approccio serioso. Ascolta il duo Markevitch-Veselka e ti troverai davanti a un paesaggio sonoro del tutto diverso: come osservare le Tre Cime di Lavaredo in una caliginosa giornata di pioggia e poi in una sfolgorante e tersa giornata di sole come c'è qui da me oggi :D

Mi hai incuriosito, perché da anni, da quando ho archiviato il cd nella mia discoteca, ero straconvinto che fosse uno dei pezzi più squisitamente e irrimediabilmente brutti della mia collezione, poco più di un sottobicchiere. Gli darò un'altra chance  :thumbsup_anim:

Bella l’immagine montana...

Quanto a Manfredini, io rispetto tantissimo I Musici, ma ho provato a sentire la loro versione e si sente che rispetto a questa di Krcek è più vecchia di trent’anni.

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2 ore fa, Snorlax dice:

Vabbé Madiel, allora diciamo che Thielemann, non si lava, puzza e scorreggia in pubblico. A tutti una interpretazione può persuadere o meno, provocando reazioni anche fortemente contrastanti, ma se ti riferisci a questo:

51RMu9-YS1L._AC_UL600_SR600,600_.jpg

...io lo trovo un live - anche se al giorno d'oggi è facile che le incisioni dal vivo siano rattoppate  - riuscito anche dal punto di vista tecnico, l'ho ascoltato più di una volta con la partitura sotto gli occhi e non ho affatto notato tutte quelle imprecisioni e imperfezioni a cui fai riferimento. Io Thielemann poi lo trovo un eccellente straussiano, e questa interpretazione, al contrario di te, a me piace moltissimo.

Sia chiaro che non voglio fare l'ariete di Thielemann ma spacciarlo per un concentrato di incapacità mi pare eccessivo. C'è già Hurwitz che ci mette del suo, non buttiamo benzina sul fuoco...

P.s. Non metto le faccine, perché quando tento di inserirle, talvolta mi si impalla il sito. Capita pure a voi?

Sì, credo sia proveniente da quel cd. Stavolta Hurwitz ha proprio ragione. Nella sua recensione parla di tutta di una serie di problemi tecnici, che mi sembrano evidenti al solo ascolto distratto, non è un problema di eccentricità interpretativa. Ti assicuro che in alcuni momenti della battaglia sembrava incapace di tenere l'orchestra. Brutto, brutto, brutto disco.

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