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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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Colgo l'occasione del mio ascolto attuale per chiedere agli utenti del forum cosa pensano dell'integrale dei concerti di Beethoven edita lo scorso anno da Deutsche Grammophon con Jan Lisiecki e l'Academy of St Martin in the fields. 

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Al momento sto ascoltando il concerto n. 3 e devo dire sono piacevolmente stupito. Il giovane Lisiecki mi era già noto per una padronanza sorprendente della tecnica, alla quale mancava comprensibilmente una pienezza ed una consapevolezza espressiva. Queste registrazioni però, almeno nei primi concerti, mi sembra provino intenzioni più mature: sono fresche, pulite, ben punteggiate e molto ben colorite. Manca, forse, un po' di energia. 

Splendida la coda del primo tempo. 

https://youtu.be/BP6xtGXwyP4?t=960

 

Buona giornata!

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Questa me l'ero persa per strada:

@Madiel @superburp 😮

Comunque ragazzi sinfonie anni '60 > sinfonie anni '40, che dite? (anche se la 5 mi piace moltissimo). Come mood sembra un altro compositore, anche la scrittura è più arrovellata.

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On 5/11/2020 at 16:00, giordanoted dice:

No non la conosco, ma del resto non conosco nemmeno le opere di Weber (avrò ascoltato una volta il Franco Cacciatore, distrattamente, alla radio) e ho sempre avuto timore che queste opere fossero più importanti diciamo così storicamente che per il loro valore intrinseco (metto nel mazzo pure Cherubini, che probabilmente, poveraccio, non c'entra niente).

Argomenti a suffragio di questa mia tesi? Nessuno, zero spaccato, puro e semplice e pigro pregiudizio.

In effetti temo di non essere un grande amante dell'opera romantica come genere. Sì mi piace Wagner, ma a parte lui, la mia opera preferita di quel periodo (poco posteriore) è... Hänsel und Gretel!

Ho rinunciato da tempo a dare una logica ai miei gusti musicali.

Quindi grazie per l'indicazione! Appena passa questo momento in cui ho a malapena il tempo di ascoltare un notturno di Chopin o un'aria cantata da Tauber, o al massimo l'ennesima Terza di Bruckner (vabbè per Bruckner il tempo lo trovo sempre, sono un caso irrecuperabile) affronterò anche il viaggio spontiniano.

Intanto ascolto quest'aria!

p.s.

Ascoltata, davvero molto bella e Cerquetti elisia.

 

Ma va, non pensavo ignorassi Weber. Pensa che il Freiscütz è una delle mie opere preferite in assoluto. Euryanthe la dovrei riascoltare col libretto, idem per l'Oberon (che ho ascoltato col libretto trovato su internet, mentre dovrei usare quello originale del cd di Kubelik perchè c'erano un po' di tagli e mi perdevo - maledetti file digitali! -). Per i miei gusti però il Freischütz è la più riuscita.

23 ore fa, Madiel dice:

Grazie ! Grandissimo Mackerras, ma oramai sono giusto alla conclusione che Ancerl con Janacek sia insuperabile. Ricambio con questo:

Ciurlionis: Il mare, poema sinfonico

Orchestra Sinfonica Nazionale Lituana diretta J. Domarkas

Nelle sue memorie Stravinsky ricordava Ciurlionis, ma ne accennava solo come pittore (molto probabile che ignorasse la sua musica). Lo ammirava molto. Ricordava con rammarico che possedeva molti suoi quadri, che teneva in una cascina in campagna dove si rifugiava per comporre, perduti con la rivoluzione.

Ho visto un po' di foto su google, non sono per niente male i suoi quadri. Il mare lo devo riascoltare, mi è parso simile come stile a La foresta, ma non ne ricordo molto.

Intanto ascolto Bernstein che dirige la Creazione di Haydn:

In controdedica a Snorlax e Kovskij ed in dedica a Well ed a chi altro apprezza.

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2 ore fa, Majaniello dice:

Questa me l'ero persa per strada:

@Madiel @superburp 😮

Comunque ragazzi sinfonie anni '60 > sinfonie anni '40, che dite? (anche se la 5 mi piace moltissimo). Come mood sembra un altro compositore, anche la scrittura è più arrovellata.

Ma perchè scegliere ? Sono interessanti tutti e due i periodi di Malipiero, sostanzialmente la sua musica non cambia.

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4 ore fa, Well dice:

Colgo l'occasione del mio ascolto attuale per chiedere agli utenti del forum cosa pensano dell'integrale dei concerti di Beethoven edita lo scorso anno da Deutsche Grammophon con Jan Lisiecki e l'Academy of St Martin in the fields. 

UCCG-1858_yzs_extralarge.jpg?12032020025

 

Boh, non conosco. Comunque, diffido a priori di uno che porta un castoro sulla fronte :cat_lol:

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2 minuti fa, Madiel dice:

Ma perchè scegliere ? Sono interessanti tutti e due i periodi di Malipiero, sostanzialmente la sua musica non cambia.

E mica ho detto che sono brutte le prime sinfonie, a me piacciono pure le Impressioni... forse non cambia il suo modo di comporre, ma la musica cambia, ho ascoltato di recente proprio la 6 e la 7... i riferimenti alla tradizione che erano molto evidenti nelle suddette sono messi in ombra e subentra una sorta di tensione o inquietudine che prima veniva fuori solo a tratti o in maniera filtrata... a naso sono anche più complesse dal punto di vista compositivo, non so forse è successo qualcosa nella vita del compositore per cui il suo mondo interiore è mutato, o forse ha subito nuove influenze (sei tu l'esperto). E poi, avrai anche tu le tue preferite no? 😛

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44 minuti fa, Majaniello dice:

E mica ho detto che sono brutte le prime sinfonie, a me piacciono pure le Impressioni... forse non cambia il suo modo di comporre, ma la musica cambia, ho ascoltato di recente proprio la 6 e la 7... i riferimenti alla tradizione che erano molto evidenti nelle suddette sono messi in ombra e subentra una sorta di tensione o inquietudine che prima veniva fuori solo a tratti o in maniera filtrata... a naso sono anche più complesse dal punto di vista compositivo, non so forse è successo qualcosa nella vita del compositore per cui il suo mondo interiore è mutato, o forse ha subito nuove influenze (sei tu l'esperto). E poi, avrai anche tu le tue preferite no? 😛

Diventano cromatiche, ci sono occasionali citazioni seriali, ma il modo di scrivere e l'attitudine spirituale è la stessa. E' vero che il lirismo sembra attenuarsi e che il suono diventa brusco, l'elemento drammatico rimane in evidenza e più innervato (il 1° movimento della 9a per esempio). Nella 10a, però, le caratteristiche espressive ci sono tutte: i movimenti veloci sono aspri e cromatici, con una orchestrazione pungente, ma quelli lenti restano dolenti e diatonici come nelle prime sinfonie.

Finita la guerra mondiale Malipiero inizia a sentirsi fuori posto, viene incalzato dal cambiamento radicale del linguaggio di quel periodo e non può restare insensibile a certe sperimentazioni. Ha, però, il genio di reinventarsi alla sua maniera, per cui le opere tarde pur presentaneo elementi contrastanti e innovatori, contengono il consueto modo di fare musica a "episodi". A partire dalle sinfonie dei primi anni sessanta rifiuta ogni elemento costitutivo del lessico seriale, ma inserisce lo stesso qualche elemento dodecafonico nel tessuto delle opere. Il cromatismo, che era presente nei lavori del periodo 1918-1920, riappare in forma virulenta ma serve solo per dare sapore, passami il termine, alla materia, a renderla più drammatica e tesa. Malipiero rifiuta le imposizioni tecniche della serie sul materiale. Rifiuta anche le conseguenze dell'atonalismo e dell'atematismo, e continua a rimanere fedele ad alcune forme classiche (per esempio, in molte opere rimangono elementi danzanti). Come conseguenza, però, rifiutando l'espansione tematica e gli sviluppi di una materia sempre più ingestibile con i suoi parametri di lavoro, le dimensioni dei movimenti si riducono. Sono sinfonie in miniatura, che contengono però ogni elemento lessicale malipieriano esaltato alla massima potenza. Ciò che colpisce di più, però, è l'attitudine drammatica della sua musica, Malipiero non nasconde di essere un sopravvissuto della sua epoca e di avere nostalgia del passato remoto. E' un continuo guardare indietro con un forte pessimismo nei confronti del presente. E' consapevole che non può tornare al passato, ma andare avanti diventa sempre più difficile. Qua sta, per me, il maggiore fascino della produzione tarda.

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Beethoven: Sinfonia n.2 op.36

Wiener, Bernstein

Forse la mia sinfonia beethoveniana preferita -_-

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25 minuti fa, Well dice:

Poveretto, un progresso alla volta! 

:cat_lol:

A proposito, ma dove sei stato in questi dieci anni ? Perchè ti sei ricordato del forum adesso ? Confesso che sono curioso! :o

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55 minuti fa, Madiel dice:

:cat_lol:

A proposito, ma dove sei stato in questi dieci anni ? Perchè ti sei ricordato del forum adesso ? Confesso che sono curioso! :o

Eh, tante cose! Diciamo che al tempo mi ero allontanato per l'atteggiamento non proprio consono di alcuni utenti per l'età che avevo. Negli anni poi ogni tanto son venuto a sbirciare perché questo forum è un grande pozzo da cui attingere consigli. Per il resto durante gli ultimi mesi di reclusione il tempo a casa è aumentato a dismisura e di conseguenza anche gli ascolti...mi son detto rilanciamoci in pista! Ci stavo pensando da un po'

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1 ora fa, Well dice:

Per il resto durante gli ultimi mesi di reclusione il tempo a casa è aumentato a dismisura e di conseguenza anche gli ascolti...mi son detto rilanciamoci in pista! Ci stavo pensando da un po'

Ottimi propositi :thumbsup_still: 

----

Beethoven: Sinfonia n.3

Wiener, Bernstein

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On 4/11/2020 at 22:53, Persephone dice:

Buonasera a tutti voi miei carissimi.

Per onorare la nuova veste del forum che ci ospita dedico uno dei miei ascolti di oggi. 

Missa l'homme armé , Agnus Dei, Pierre de la Rue.

La melodia profana  L'homme armé fu utilizzata per moltissime composizioni sacre tra il 1450 e la fine del XVII secolo, da parte di molti grandi compositori. ( Johannes Ockeghem, Josquin Desprez, Palestrina...)

 

La dedico a chi gradisce ed in particolar modo a @il viandante del sud come controdedica.

 

 

 

Persy vostra 🌹

 

On 4/11/2020 at 20:55, Endymion dice:

Conosco e gradisco assai. In controdedica

estendo a chiunque gradisca.

Grazie ragazzi!

Ora ascolto fresco fresco d'acquisto, finalmente posso ascoltare queste musiche di scena:

a chi gradisce

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On 2/11/2020 at 15:52, superburp dice:

A kraus, Ives, Kovskij e Snorlax.

Grazie mille Super :) Ci sta la controdedica con il pezzo forte della schubertiade in onda sul mio giradischi in questi giorni:

 

 

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On 5/11/2020 at 14:40, Majaniello dice:

Wagneriani la conoscete l'Agnese di Spontini? è l'opera romantica tedesca più importante assieme all'Oberon, procuratevela:

@Snorlax @Wittelsbach @giordanoted @superburp @giobar e ovviamente @Pinkerton

 

Per rendere la forza travolgente della modulazione spontiniana, Maja, occorreva la voce straordinaria, a un tempo bronzea e trepida, composta e appassionata, di Anita Cerquetti, qui colta nel repertorio più congeniale ai suoi mezzi egregi e alla sua tecnica superiore.

In controdedica il tenore di quell'Agnese.

Estendo a Wittel, che sicuramente apprezzerà.

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4 ore fa, Majaniello dice:

@Snorlax ti piace Mozart?

Beh sì, ma come mai questa domanda? Io però mi sto ascoltando questo, che ti dedico:

Piotr I. Ciaikovskij, Serenata per archi in do maggiore, Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, Sir Colin Davis

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Per me, uno dei migliori dischi di Colin Davis. Coadiuvato dalla splendida sezione degli archi dell'orchestra bavarese, il direttore britannico esibisce un suono sontuoso ma sempre bilanciatissimo, mai opulento. Davis non lo vedrei a suo agio con altri lavori ciaikovskiani - il suo aplomb talvolta rischia di tramutarsi in noia - ma in questo caso il risultato è sicuramente da tenere in considerazione. Splendida cura del fraseggio e delle dinamiche e grande cantabilità rendono l'esecuzione riuscitissima, esecuzione registrata impeccabilmente dai tecnici Philips. Consigliatissimo, anche per l'altrettanto ottimo Dvorak presente nel medesimo disco.

...dedico anche a @Ives, @superburp, @giordanoted, @glenngould, @Wittelsbach e a chi gradisce...

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Gershwin

Porgy and Bess Suite (Catfish Row)

Chicago Symphony Orchestra

James Levine

@Snorlax mai sentito quel disco di Davis, credo proprio che non amasse Tchaikovsky o non lo ritenesse vicino alla sua sensibilità di interprete. Come pure con Strauss, eccetto Ariadne, che fece al Covent Garden e poi negli ultimi anni a Dresda. Rarissime le incisioni in disco (forse qualche disco "alimentare" con i concerti nel periodo Philips) e ancor meno presente nei programmi dal vivo.

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33 minuti fa, Ives dice:

Gershwin

Porgy and Bess Suite (Catfish Row)

Chicago Symphony Orchestra

James Levine

@Snorlax mai sentito quel disco di Davis, credo proprio che non amasse Tchaikovsky o non lo ritenesse vicino alla sua sensibilità di interprete. Come pure con Strauss, eccetto Ariadne, che fece al Covent Garden e poi negli ultimi anni a Dresda. Rarissime le incisioni in disco (forse qualche disco "alimentare" con i concerti nel periodo Philips) e ancor meno presente nei programmi dal vivo.

Infatti a dirigere le sinfonie del russo non ce lo vedo proprio! Qui invece la sua impronta quasi classicista trova la sua giusta dimensione. Strauss sulla carta mi pare uno dei compositori più estranei alla sua sensibilità. 

Altro suo disco che non conoscevo, ma che mi ha piacevolmente sorpreso è stato questo:

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...chissà @Madiel cosa ne pensa?

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2 ore fa, Pinkerton dice:

Per rendere la forza travolgente della modulazione spontiniana, Maja, occorreva la voce straordinaria, a un tempo bronzea e trepida, composta e appassionata, di Anita Cerquetti, qui colta nel repertorio più congeniale ai suoi mezzi egregi e alla sua tecnica superiore.

In controdedica il tenore di quell'Agnese.

Estendo a Wittel, che sicuramente apprezzerà.

Pink io ho sempre pensato che sia la Cerquetti che la Tebaldi fossero perfette per quel repertorio primo-ottocentesco che da un lato aveva ancora pesanti retaggi neoclassicheggianti e dall'altro si apriva ad un romanticismo eroico e luminoso, non ancora decadente. Secondo me gli impresari dei primi anni '50 lo avevano capito bene, non a caso la Cerquetti fu impiegata in Agnese, Abenceragi, Oberon, nel tardo Rossini e, ovviamente in Norma, e la Tebaldi - prima del suo periodo mainstream - cantava Cortez, Olimpia, Tell, Tannhauser, Lohengrin e persino Giovanna d'Arco. Oggi non credo che si disegnino percorsi così su misura per i giovani cantanti.

26 minuti fa, Snorlax dice:

Beh sì, ma come mai questa domanda? Io però mi sto ascoltando questo, che ti dedico:

 

:D era la dedica del mio ascolto, della serie "se ti piace Mozart puoi gradirlo"!

Io stamattina ho ascoltato Tartini. Devo dire che per anni l'ho snobbato, tra i violinisti seguaci di Corelli (i vari Geminiani, Locatelli, Manfredini, Bonporti, Veracini ecc) mi sembrava il più superficiale, forse per il suo scarso uso del contrappunto, o forse per un mio pregiudizio non so... tempo fa ho letto che Basso nella sua enciclopedia gli dedicava un intero paragrafo di svariate pagine e mi sono incuriosito. Devo dire che le sonate a tre in particolare, dietro l'apparente semplicità, nascondono una raffinatezza assoluta sia nell'invenzione melodica che in certe soluzioni armoniche e ritmiche nient'affatto banali, forse il genio sta proprio nella naturalezza. Casazza al top.

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A queste è seguito l'ascolto di questo bellissimo cd di gioiellini neobarocchi di Dallapiccola, altro autore di grande raffinatezza e capacità lirica che sto imparando ad apprezzare per bene negli ultimi anni, magnifici anche gli interpreti (Bruno Canino è un grande):

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Sia la Tartiniana II che i due studi sono stati anche orchestrati (gli studi sono diventati Due Pezzi per orchestra, di cui si trovano almeno un paio di incisioni). 

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