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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2020

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19 minuti fa, Madiel dice:

No, nessuna influenza di Schoenberg e neppure della musica tedesca. Era pure un anti-wagneriano, figurarsi... Pur essendo modernista, Prokofiev non è neppure un compositore d'avanguardia della sua epoca.

"l'eterno secondo" :D  ho letto da qualche parte oggi, dopo Stravinskij, da parte di qualche critico. Stravinskij invece se non ricordo male infatti ebbe a che fare eccome con la dodecafonia mi pare in una fase della sua vita (forse l'ultima? non ricordo)

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8 minuti fa, Euripide dice:

"l'eterno secondo" :D  ho letto da qualche parte oggi, dopo Stravinskij, da parte di qualche critico. Stravinskij invece se non ricordo male infatti ebbe a che fare eccine con la dodecafonia mi pare in una fase della sua vita (forse l'ultima? non ricordo)

Sono due autori molto diversi che non andrebbero accostati. Stravinsky è stato dodecafonico in vecchiaia, all'incirca dal 1952.

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Lascio l'ultimo movimento della 2a di Mahler a data da destinarsi. Ritorno su Berners

Berners: Fugue in C (1924) e Trois Morceaux (1918, dedicati a Malipiero !)

Royal Liverpool PO, Wordsworth

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36 minuti fa, Madiel dice:

Sono due autori molto diversi che non andrebbero accostati. Stravinsky è stato dodecafonico in vecchiaia, all'incirca dal 1952.

non andrebbero accostati e sono pienamente d'accordo, ma almeno ebbero modo di conoscersi, almeno da quanto ho letto (mi pare a Parigi, assieme a Debussy e altri che non ricordo). Invece con Schoenberg mi chiedo proprio se Prokofiev lo conoscesse, cioè se era al corrente della stravolgente rivoluzione rappresentata dall'avvento della dodecafonia. Ne era al corrente e se ne infischiò totalmente? oppure non ne sapeva proprio nulla di ciò che stava accadendo? questo mi chiedo.

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29 minuti fa, Euripide dice:

non andrebbero accostati e sono pienamente d'accordo, ma almeno ebbero modo di conoscersi, almeno da quanto ho letto (mi pare a Parigi, assieme a Debussy e altri che non ricordo). Invece con Schoenberg mi chiedo proprio se Prokofiev lo conoscesse, cioè se era al corrente della stravolgente rivoluzione rappresentata dall'avvento della dodecafonia. Ne era al corrente e se ne infischiò totalmente? oppure non ne sapeva proprio nulla di ciò che stava accadendo? questo mi chiedo.

Fermo restando che Stravinsky è, nel complesso, più geniale di Prokofiev, per lo meno non ebbe mai i paurosi cali qualitativi che quest'ultimo ebbe a partire dal 1935 e mantenne una costante influenza sulla musica occidentale direi fino ad oggi. Prokofiev ebbe scarso riscontro anche in URSS ed sempre rimasto un compositore isolato.

Per un certo periodo i due si frequentarono a Parigi, per via delle comuni amicizie russe, ma i rapporti si ruppero definitivamente quando Prokofiev decise di tornare in URSS. Stravinsky negli anni sessanta fece delle affermazioni molto dure su questo ritorno e scrisse senza mezzi termini che lo fece solo per tornaconto personale (secondo me è vero). Ricorda anche che comuni contatti gli riferirono che in Russia chiedeva sempre notizie sulle sue ultime composizioni, come se lo considerasse una specie di modello. Riguardo a Schoenberg, non credo si siano mai incontrati. Presumo conoscesse bene cosa stesse facendo perchè Schoenberg era noto nell'Europa degli anni venti e trenta, ma Prokofiev se ne tenne ben lontano perchè la sua estetica è all'opposto dell'espressionismo. In seguito, in Russia, parlava sempre male delle avanguardie occidentali, ma non so fino a che punto ne fosse veramente convinto. 

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16 minuti fa, Madiel dice:

 Riguardo a Schoenberg, non credo si siano mai incontrati. Presumo conoscesse bene cosa stesse facendo perchè Schoenberg era noto nell'Europa degli anni venti e trenta, ma Prokofiev se ne tenne ben lontano perchè la sua estetica è all'opposto dell'espressionismo. In seguito, in Russia, parlava sempre male delle avanguardie occidentali, ma non so fino a che punto ne fosse veramente convinto. 

grazie, era questo quello che volevo sapere ;)

(anche se dovrei mettermi a letto sto riascoltando la Quarta di Prokofiev, l'allegro eroico del primo movimento è strabellerrimo e mi trasmette parecchia energia :D)

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15 ore fa, kraus dice:

Eccellente composizione, Viandante, grazie ;) Ho poco di lui, ma quel poco mi è piaciuto e dovrei approfondire quanto meno la sua musica da camera, quasi equamente divisa tra quartetti e quintetti per archi (36 e 34 rispettivamente). Questa predilezione per gli strumenti ad arco indurrebbe a definirlo, più che il Beethoven*, il "Boccherini francese".

Vedo dalla scheda wikipediana che ha composto anche una decina di trii per pianoforte e quattro sinfonie; ti controdedico quella che è ritenuta la sua opera principale:

* A proposito, unisciti alla nostra discussione sul Titano, mi farebbe piacere :) 

Grazie della dedica e dell'invito, io sono solo un appassionato, non m'intendo molto di questioni tecniche, ad ogni modo, lo farò volentieri, se sentirò di poter apportare qualcosa :)

11 ore fa, Persephone dice:

Ohhh siiìi , ci piace !!!

I lavori per archi sono davvero di livello eccelso.

Controdedica a @il viandante del sud e a te Kraus.

Davvero Viandante , unisciti a noi ! Sta venendo fuori una ricca disquisizione su Ludwing

 

 

 

Grazie, ho questo cd e cpnto di acquisire gli altri

4 ore fa, Persephone dice:

Si parlava del Titano e del suo "stunt men" francese 😁

Ma mi è capitato il caro cuginetto Shubert.

Certo..era bravino pure lui eh...

Vero @kraus @giobar @Snorlax @il viandante del sud ?

Poi mi piacciono questi "accademy of San Martino nei campi" 😁😁😁😁

Bravi !

Buon ascolto

Persy 🌹

 

A proposito, non trovate che Onslow abbia dei tratti pre-schubertiani? I suoi movimenti lenti hanno delle brume malinconiche che mi fanno pensare al buon Franz Peter.

 

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Lutoslawski: Doppio Concerto per oboe, arpa e orchestra da camera

i coniugi Holliger e Symphonieorchester des Baryerischen Rundfunks diretti dall'Autore

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la "Sortie" in mi bemolle maggiore di Léfebure-Wely:

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I. Jules Massenet : Castilliane and Aragonaise from 'Le Cid' 00:00-05:00

II. Charles Gounod : Dance of the Nubian Slaves Girls from 'Faust' 05:00-07:40

III. Georges Bizet : Marche and Dance Bohémienne from 'La jolie fille de Perth' 07:40-14:00

IV. Léo Delibes : Airs de danse from 'Lakmé' 14:00-20:55

Cincinnati Pops Orchestra - Erich Kunzel

 

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Edizione diretta da Giulini, narrata da Peter Ustinov e realizzata con il teatro delle marionette di Salisburgo. Questo il cofanetto dei DVD:

Risultato immagini per ustinov Mozart salzburg theater"

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buongiorno a tutti!

segnalo solo il listone degli anniversari di oggi, poi mi metto alla ricerca di una edizione del balletto Il figliol prodigo consigliatomi da zio Mad:

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1929 nasce a Lipsia il direttore d'orchestra Heinz Roegner
- nel 1957 muore a New York Arturo Toscanini
- nel 1600 nasce a Spoleto il poeta, librettista, compositore e uno dei primi cantanti castrati italiano Loreto Vittori
- nel 2012 muore ad Amsterdam il cembalista e direttore d'orchestra Gustav Leonhardt
- nel 1728 nasce a Bari Niccolò Piccinni
- nel 1700 muore a Vienna il librettista e compositore Antonio Draghi
- nel 1886 muore a Milano Amilcare Ponchielli
 
:cat_lol:

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28 minuti fa, Euripide dice:
- nel 1929 nasce a Lipsia il direttore d'orchestra Heinz Roegner
 

Questo direttore misconosciuto piace a @Majaniello :cat_lol:

°°°°°°

Tchaikovsky

Eugene Onegin/Act 3 - Polonaise

Staatskapelle Dresden

James Levine

 

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35 minuti fa, Ives dice:

Questo direttore misconosciuto piace a @Majaniello :cat_lol:

 

onestamente non so chi sia, chissà, forse me lo ritrovo segnato nell'agenda proprio perchè in passato devo aver letto qualche suo post di ascolti :cat_lol:

Intanto... vediamo se riusciamo a capirci qualcosa

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13 ore fa, Euripide dice:

grazie, era questo quello che volevo sapere ;)

(anche se dovrei mettermi a letto sto riascoltando la Quarta di Prokofiev, l'allegro eroico del primo movimento è strabellerrimo e mi trasmette parecchia energia :D)

Io sono un prokofieviano di ferro, e, se gradisci, ti propongo una lista di ascolti irrinunciabili per chi voglia conoscere a fondo Sergej

Sinfonie 1, 3, 4, 5

Sonate per pianoforte 6-7-8-9

Senz'altro l'opera Il Giocatore - le altre, per varie ragioni, sono più problematiche e complesse (e c'è da dire che non le conosco bene).

Balletto Romeo e Giulietta

Musiche per film di Eisenstein Alexander Nevskij (o la cantata che ne è stata tratta)

Concerto per violino n. 2

Poi, "a mio modesto avviso" come si dice, Prokofiev non va inquadrato in un contesto di avanguardia sì o no. È una cosa a parte. In fondo è sempre rimasto uno strano miscuglio di barbaro civilizzato, di ragazzino scapestrato e geniale. Tutti i grandi musicisti del suo tempo l'avranno influenzato, per il solo fatto che li ha sentiti ma, come si evince dal suo capolavoro, che per me è la Quinta sinfonia, alla fine il suo cuore batteva per Beethoven, o per Haydn (sinfonia Classica) e al limite anche per Tchaikovsky (se non altro per certi effetti spettacolari-grandiosi nelle orchestrazioni, o nella tecnica di ripetizione sempre più "eroica" dei temi). 

Nulla di più distante e diverso che Stravinsky e Prokofiev. Proprio il sole e la luna, cane e gatto. Il primo aggiornatissimo, scaltrissimo, salottiero, affabile e ironico in modo tagliente ma dolce, Prokofiev invece, a detta di Sviatoslav Richter che lo conosceva bene (fu dedicatario di alcune sonate per pianoforte) era "terribile", nel senso che faceva proprio paura. Era una personalità aggressiva (e pare anche un temibile scacchista). A leggere i suoi diari, emerge un uomo di quasi nessuno spessore umano e intellettuale. Una macchina.

La musica di Prokofiev va ascoltata come una malia sediziosa e pericolosa, consci dei suoi aspetti demoniaci e - spesso  - scacciati o contrastati da passaggi incredibilmente lirici (vedi le ultime sonate per pianoforte, dichiaratamente ispirate alle ultime di Beethoven).

Ma, secondo me, quando Prokofiev, compositore istintivo quant'altri mai, era in vena, non ce n'era per nessuno degli altri due russi. Le sue melodie sono memorabili, i suoi scatti e guizzi armonici creano sorprese e svolte sottilissime, e, è vero, non ci sono le ambiguità e le sofisticate elaborazioni di linguaggi antichi e diversi come in Stravinsky, ma, a mio giudizio, c'è qualcosa di più importante: cioè la riemersione pura e vera di una "instabilità nevrotica", di una inquietudine russa al suo stato nudo e crudo, aperto e quasi di sfida. Sfida che, in termini così imprudenti e talora controproducenti, Stravinsky non ebbe mai il coraggio di portare.

Un solo esempio: lo Scherzo della Terza sinfonia: una pagina da brividi come pochi altri hanno saputo fare.

Sono solo opinioni labili e personali.

 

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1 minuto fa, Wittelsbach dice:

Anche a @giordanoted e numerosi altri appassionati di Bruckner!

Certo, Heinz Rogner è stato un grande interprete di Bruckner, fautore di una linea diretta, d'attacco frontale delle partiture, un approccio a tutta prima assurdo con Bruckner, eppure con lui funziona.

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13 minuti fa, giordanoted dice:

Io sono un prokofieviano di ferro, e, se gradisci, ti propongo una lista di ascolti irrinunciabili per chi voglia conoscere a fondo Sergej

Sinfonie 1, 3, 4, 5

Sonate per pianoforte 6-7-8-9

Senz'altro l'opera Il Giocatore - le altre, per varie ragioni, sono più problematiche e complesse

Balletto Romeo e Giulietta

Musiche per film di Eisenstein Alexander Nevskij (o la cantata che ne è stata tratta)

Concerto per violino n. 2

Poi, "a mio modesto avviso" come si dice, Prokofiev non va inquadrato in un contesto di avanguardia sì o no. È una cosa a parte. In fondo è sempre rimasto uno strano miscuglio di barbaro civilizzato, di ragazzino scapestrato e geniale. Tutti i grandi musicisti del suo tempo l'avranno influenzato, per il solo fatto che li ha sentiti ma, come si evince dal suo capolavoro, che per me è la Quinta sinfonia, alla fine il suo cuore batteva per Beethoven, o per Haydn (sinfonia Classica) e al limite anche per Tchaikovsky (se non altro per certi effetti spettacolari-grandiosi nelle orchestrazioni, o nella tecnica di ripetizione sempre più "eroica" dei temi). 

Nulla di più distante e diverso che Stravinsky e Prokofiev. Proprio il sole e la luna, cane e gatto. Il primo aggiornatissimo, scaltrissimo, salottiero, affabile e ironico in modo tagliente ma dolce, Prokofiev invece, a detta di Sviatoslav Richter che lo conosceva bene (fu dedicatario di alcune sonate per pianoforte) era "terribile", nel senso che faceva proprio paura. Era una personalità aggressiva (e pare anche un temibile scacchista).

La musica di Prokofiev va ascoltata come una malia sediziosa e pericolosa, consci dei suoi aspetti demoniaci e - spesso  - scacciati o contrastati da passaggi incredibilmente lirici (vedi le ultime sonate per pianoforte, dichiaratamente ispirate alle ultime di Beethoven).

Ma, secondo me, quando Prokofiev, compositore istintivo quant'altri mai, era in vena, non ce n'era per nessuno degli altri due russi. Le sue melodie sono memorabili, i suoi scatti e guizzi armonici creano sorprese e svolte sottilissime, e, è vero, non ci sono le ambiguità e le sofisticate elaborazioni di linguaggi antichi e diversi come in Stravinsky, ma, a mio giudizio, c'è qualcosa di più importante: cioè la rimersione pura e vera di una "instabilità nevrotica" di una inquietudine russa al suo stato nudo e crudo, aperto e quasi di sfida. Sfida che, in termini così imprudenti e talora controproducenti, Stravinsky non ebbe mai il coraggio di portare.

Sono solo opinioni labili e personali.

 

grazie infinite @giordanoted !!!! terrò presenti le tue osservazioni in futuro ;)

ti va in dedica il balletto Il figliol prodigo di cui sopra ;)

su wiki qualche info:

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_figliol_prodigo_(Prokof'ev)

 

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Adesso, Euripide dice:

grazie infinite @giordanoted !!!! terrò presenti le tue osservazioni in futuro ;)

ti va in dedica il balletto Il figliol prodigo di cui sopra ;)

Grazie.

Dimenticavo ovviamente il Concerto per pianoforte n. 3, il migliore della serie, secondo me.

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20 minuti fa, giordanoted dice:

Era una personalità aggressiva (e pare anche un temibile scacchista).

Confermo. In un'ideale squadra di scacchi dei compositori e musicisti, Prokofiev sarebbe la seconda scacchiera o poco meno, superato di netto dal solo Philidor, che d'altronde era uno dei più bravi scacchisti del suo tempo e meno noto come compositore, benché fosse un abile operista di cui è possibile trovare qualche registrazione.

Prokofiev giocò contro fior di avversari che non lesinarono complimenti nei suoi confronti: nel '34 diede parecchio filo da torcere a Tartakower, uno dei massimi scacchisti d'ogni tempo, il quale "descrisse il suo avversario come un campione di forza" (Fox, James - Scaccomania, pag. 59). Riuscì addirittura a pattare con Lasker, campione del mondo dal 1897 al 1921, e a battere il campione mondiale successivo (1921-27), un certo José Raul Capablanca (per dire). Credo sia anche l'unico tra i nostri beniamini che sia riuscito a compiere un'impresa simile, un po' come se Henze avesse pattato con Kasparov o come se Muti battesse Carlsen.

Qui la partita vinta con il cubano Capablanca, uno dei miti assoluti degli scacchi:

 

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55 minuti fa, Wittelsbach dice:

Anche a @giordanoted e numerosi altri appassionati di Bruckner!

 

53 minuti fa, giordanoted dice:

Certo, Heinz Rogner è stato un grande interprete di Bruckner, fautore di una linea diretta, d'attacco frontale delle partiture, un approccio a tutta prima assurdo con Bruckner, eppure con lui funziona.

Vi dico la verità: mai piaciuto. Per mia parte, lo casso quasi totalmente nel Bruckner sinfonico, tuttavia lo trovo molto più interessante nel coté sacro (Messe, Te Deum) in cui stranamente non si ritrovano la violenza e l'asprezza delle interpretazioni sinfoniche. E' Bruckner preso troppo di petto - e di corsa - che ha persino qualcosa di bandistico nel volersi emancipare da certe tradizioni interpretative. A me è sempre parso superficialotto. Se proprio devo cercare delle letture di rottura, qualche decennio prima Rosbaud aveva fatto molto di meglio: intepretazioni dure, tutte d'un pezzo, che mettono totalmente da parte quell'alone mistico da sempre associato alle partiture di questo compositore. Interpretazioni, quelle di Rosbaud, che da una parte sembrano guardare a Mendelssohn e dall'altra al modernismo. Tagliate un po' con l'accetta anche queste, ma con una profondità di lettura - e di dettaglio - a cui Rogner penso non sia mai arrivato.

In ogni caso, credo che la Germania orientale abbia dato degli interpreti (bruckneriani, e non solo) assai superiori a Rogner: Abendroth, Konwitschny, K. Sanderling, Kegel, Suitner, per dire i primi nomi che mi vengono in mente...

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1 ora fa, Euripide dice:

onestamente non so chi sia, chissà, forse me lo ritrovo segnato nell'agenda proprio perchè in passato devo aver letto qualche suo post di ascolti :cat_lol:

Non puoi non averlo notato, non fosse altro per la lunghezza (ma anche pregnanza) di certi suoi posts. :cat_lol:

1 ora fa, Wittelsbach dice:

Anche a @giordanoted e numerosi altri appassionati di Bruckner!

Ah non ricordavo, mea culpa...😮

°°°°°°

Turina

Evangelio, Op. 12

Orquesta Ciudad de Granada

Juan de Udaneta

 

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1 ora fa, Euripide dice:

 

Intanto... vediamo se riusciamo a capirci qualcosa

appena finito di ascoltare. Erano anni (letteralmente) che non mi ascoltavo un balletto anche con la diretta visione della scena e coreografia (di cui non ci capisco nulla). Comunque, vicenda esile, tratta dal vangelo di Luca, e già questo me la rende ostica essendo ateo fino al midollo. Ho anche acchiappato una versione youtube con l'audio che fa cacare, non ho potuto quindi neppure godere appieno della musica. Ho intravisto sempre sul tubo un'altra versione con Roždestvenskij, mentre su spotify non ne ho trovata neppure una, che strano! tranne una suite tratta dal balletto. Comunque più tardi riprovo con Rozdestvenskij, però ascolterò solo la musica...

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