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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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19 ore fa, Wittelsbach dice:

Beh dai, Novalis (i cui contributi erano quasi sempre molto succosi peraltro) era convinto che ci fosse il GOMBLODDO contro i compositori minori, che l’Idomeneo facesse schifo, che Gluck fosse superiore a Mozart e che il maggior autore dell’Ottocento fosse il plumbeo Cherubini.

Premesso che tra Mozart e Gluck scelgo Mozart tutta la vita, e premesso che ritengo Gluck tecnicamente pure modesto (melodista legnoso, contrappuntista imbarazzante), non mi stupisce trovare qualcuno che lo preferisce a Mozart! Gluck si è ritagliato nella storia il suo posto anche facendo dei suoi limiti una virtù (non mi pare poco) e lasciandosi guidare dai collaboratori giusti, sperimentando con coraggio (anche a costo di fiaschi clamorosi) un'idea di spettacolo totale e imprimendo una forte accelerazione a quel processo di rinnovamento dell'opera seria che era in atto già da un bel po' di anni ma che aspettava una figura catalizzatrice. L'Idomeneo non fa schifo, ma è un'opera meno interessante e moderna, nel senso di "al passo con la sua contemporaneità", delle due Ifigenie gluckiane. Oppure possiamo dire che è bellissima ma che non sposta niente nel dibattito attorno all'opera seria che si animava nel secondo '700. Non mi pare così strano che qualcuno preferisca Gluck a Mozart come in fondo accetto il fatto che si preferisca Wagner a Verdi, ed è un paragone non casuale il mio, giacchè di Wagner, nel bene e nel male, potrei dire le stesse identiche cose che ho detto di Gluck.

18 ore fa, Madiel dice:

proprio plumbeo no! :cat_sad:

Infatti, si può dire pure noioso (io non lo penso), ma persino la sua opera più tetra - Medea - ha un fuoco che proprio non assocerei a quest'aggettivo. Magari Witt si riferisce alle messe.

18 ore fa, Pinkerton dice:

Sono qua Maja, e leggo sempre le tue belle note (o pippe che dir si voglia, come tu le chiami).

Naturalmente concordo con te quando dici che una valutazione pregiudizievole, sia positiva che negativa, su un artista è viziata in partenza e anche quando dici che comunque per valutare una materia occorre conoscerla.

Aggiungo poi che la Antonacci aveva fuoco e sensibilità ( per tacere che era una bella gnocca) ma conosceva poco o nulla il passaggio di registro in acuto.

Grande Luciano! Ti abbraccio

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5 minuti fa, Wittelsbach dice:

Me la fecero conoscere su IAMC quando ero minorenne!

Ah però... Pensa che io prima della maggiore età avevo sentito giusto Le Nozze di Figaro (e solo il primo atto) e Spontini manco sapevo ancora che esistesse.

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Ok pago pegno anche io:

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La Jupiter non è la mia sinfonia di Mozart preferita (prima ci sono la Haffner, la Praga e la Linz), però il finale è assolutamente travolgente! Il disco me l'ha consigliato @Ives e dovrebbe essere la registrazione del famoso video in cui Koopman si sbraccia come un burattino impazzito.

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5 minuti fa, Wittelsbach dice:

E comunque, mettiamo in chiaro una cosa: le note di Maja non sono pippe. Sono pipponi! 🤪

Ultimamente sto cercando, invano, di trasformarle in semplici pippe, spero apprezziate lo sforzo :P 

°°°°

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Un Koopman decisamente a suo agio col repertorio italiano, gran disco!

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Ma che sforzo, io rivoglio quello di sempre.

L'ultimo Mozart fatto da Koopman che ho ascoltato è stata la sua Zaide radiofonica inclusa nella Mozart Edition di Brilliant. Se la cavava bene. Mi manca del tutto il suo Flauto Magico, molto criticato e presto uscito di catalogo. Magari c'è su Spotify...

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Peccato non averla proposta a suo tempo nella discussione sugli ascolti della settimana. Una composizione atipica per il mister, che stavolta punta più sulla struttura e sulla pienezza dei contenuti (tutto si tiene a meraviglia) che non sulla melodia e sulla scorrevolezza delle idee. Che ci sono eccome, ma sono sottoposte a un trattamento haydniano di cui non si aveva traccia nei precedenti Quartetti KV 168-183, rimodellati sull'op. 9 e 17 del suo padre musicale.

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Bela Bartok, Sergei Prokofiev, Claudio Abbado, Chicago Symphony, London  Symphony, Shlomo Mintz, Ambrosian Singers - Bartok: The Miraculous  Mandarin; 2 Portraits/Prokofiev: Scythian Suite - Amazon.com Music

Prokofiev: Suite Scita

Ancora una conferma che quando Abbado da giovane incideva con la Chicago faceva (quasi sempre) grandi cose.

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15 minuti fa, kraus dice:

Peccato non averla proposta a suo tempo nella discussione sugli ascolti della settimana. Una composizione atipica per il mister, che stavolta punta più sulla struttura e sulla pienezza dei contenuti (tutto si tiene a meraviglia) che non sulla melodia e sulla scorrevolezza delle idee. Che ci sono eccome, ma sono sottoposte a un trattamento haydniano di cui non si aveva traccia nei precedenti Quartetti KV 168-183, rimodellati sull'op. 9 e 17 del suo padre musicale.

Si può sempre aprire una nuova sessione di ascolti settimanali, se ci sono persone interessate...

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17 ore fa, Majaniello dice:

Ok pago pegno anche io:

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La Jupiter non è la mia sinfonia di Mozart preferita (prima ci sono la Haffner, la Praga e la Linz), però il finale è assolutamente travolgente! Il disco me l'ha consigliato @Ives e dovrebbe essere la registrazione del famoso video in cui Koopman si sbraccia come un burattino impazzito.

Bellissimi. Quelli con le sinfonie giovanili e le serenate/divertimenti sono ancor più riusciti. Furono ristampati nella serie economica della Apex.

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Benjamin Britten, Four sea interludes & Passacaglia from "Peter Grimes", Concertgebouw Amsterdam, Eduard van Beinum

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Registrazione d'antan - siamo nel 1953 - di questi celebri estratti britteniani. L'ottimo mono di casa Decca esalta alla perfezione la concertazione asciutta e rigorosa di van Beinum, che trova la sua più perfetta realizzazione nella Passacaglia, di cui il direttore olandese dà una lettura pervasa di un sottile quanto palpabile nervosismo. La compagine orchestrale risponde perfettamente, mettendo in luce tutto il suo virtuosismo, soprattutto nei settori di legni e ottoni. Sicuramente un disco che gli amanti di questo compositore - me compreso - dovrebbero ascoltare più spesso.

...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud (+Britten, -Bax! :rolleyes:) e a chiunque gradisca...

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41 minuti fa, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Four sea interludes & Passacaglia from "Peter Grimes", Concertgebouw Amsterdam, Eduard van Beinum

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Registrazione d'antan - siamo nel 1953 - di questi celebri estratti britteniani. L'ottimo mono di casa Decca esalta alla perfezione la concertazione asciutta e rigorosa di van Beinum, che trova la sua più perfetta realizzazione nella Passacaglia, di cui il direttore olandese dà una lettura pervasa di un sottile quanto palpabile nervosismo. La compagine orchestrale risponde perfettamente, mettendo in luce tutto il suo virtuosismo, soprattutto nei settori di legni e ottoni. Sicuramente un disco che gli amanti di questo compositore - me compreso - dovrebbero ascoltare più spesso.

...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud (+Britten, -Bax! :rolleyes:) e a chiunque gradisca...

eh, ma tutte tu le trove le stramberie :D Ricambio

Bartok: il Mandarino meraviglioso

London SO e Ambrosian Singers, Abbado

Questa edizione completa del Mandarino, invece, mi esalta molto meno della Suite Scita che l'accompagna. Senz'altro un'esecuzione maggiore, ma gli preferisco Boulez anni '70.

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On 24/10/2020 at 23:13, il viandante del sud dice:

E' commovente vedere (e sentire) l'impegno profuso dalle case britanniche per i compositori di casa, anche i minori dei minori. Magari in Italia fosse così (a occhio penso alla Tactus e alla Dynamic, non so se ce ne siano altre, ma non siamo ai livelli albionici)

Visto che - @giordanoted - ascolti musica british, se gradisci, dedico:

anche a @Endymion; @kraus; @superburp

Grazie @viandante, a proposito di grandi compositori italiani, in controdedica

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1 ora fa, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Four sea interludes & Passacaglia from "Peter Grimes", Concertgebouw Amsterdam, Eduard van Beinum

Registrazione d'antan - siamo nel 1953 - di questi celebri estratti britteniani. L'ottimo mono di casa Decca esalta alla perfezione la concertazione asciutta e rigorosa di van Beinum, che trova la sua più perfetta realizzazione nella Passacaglia, di cui il direttore olandese dà una lettura pervasa di un sottile quanto palpabile nervosismo. La compagine orchestrale risponde perfettamente, mettendo in luce tutto il suo virtuosismo, soprattutto nei settori di legni e ottoni. Sicuramente un disco che gli amanti di questo compositore - me compreso - dovrebbero ascoltare più spesso.

...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp, @il viandante del sud (+Britten, -Bax! :rolleyes:) e a chiunque gradisca...

Britten è tuttora un compositore che non riesco affatto ad amare. Malgrado molti lo considerino più geniale di Walton, per me vale il contrario. Il vero appagamento con lui l'ho riscontrato di rado, ad esempio nella rara Gloriana e in vari momenti di Morte a Venezia e del Sogno di una notte di mezza estate.

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48 minuti fa, Madiel dice:

eh, ma tutte tu le trove le stramberie :D Ricambio

Bartok: il Mandarino meraviglioso

London SO e Ambrosian Singers, Abbado

Questa edizione completa del Mandarino, invece, mi esalta molto meno della Suite Scita che l'accompagna. Senz'altro un'esecuzione maggiore, ma gli preferisco Boulez anni '70.

Te lo stavo per dire. Ho conosciuto questo balletto con quest'edizione, però oggi mi pare che al di là di alcuni momenti genericamente furiosi non funzioni così bene. Io comunque preferisco la più concisa suite, oltre ad Ormandy e Ozawa tempo fa ascoltai sul tubo questa, trovandola molto coinvolgente:

36 minuti fa, giordanoted dice:

Nicolas Gombert

Magnificat 2

Tallis Scholars diretti da Peter Phillips

Commento sintetico su musica e esecuzione: sublime.

A tutti gli amanti della polifonia rinascimentale (in questo caso, franco-fiamminga).

Mai sentito! ora lo cerco:

Fu verosimilmente allievo di Josquin Desprez

 

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2 minuti fa, Wittelsbach dice:

Britten è tuttora un compositore che non riesco affatto ad amare. Malgrado molti lo considerino più geniale di Walton, per me vale il contrario. Il vero appagamento con lui l'ho riscontrato di rado, ad esempio nella rara Gloriana e in vari momenti di Morte a Venezia e del Sogno di una notte di mezza estate.

Non ti piace nemmeno il Peter Grimes, o Billy Budd? Ci sono pagine di bellissima musica, e anche il dramma regge bene, come del resto anche in Giro di vite.

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14 minuti fa, Majaniello dice:

 

Mai sentito! ora lo cerco:

Fu verosimilmente allievo di Josquin Desprez

 

Sì, e la sua figura è abbastanza misteriosa e affascinante (senza entrare nel merito di questioni morali ovviamente). A quel che ho letto, era al servizio di Carlo V, e viaggiava al suo seguito. A un certo punto il suo nome sparisce dai documenti, e pare che cadde in disgrazia per un rapporto illecito con uno dei puer di cui era maestro di canto, e per questo fu condannato a anni di galera nel senso proprio, cioè la condanna al remo. Sembra che ottenne il perdono dell'imperatore proprio con i Magnificat. Uno di quei casi in cui l'ascolto delle opere non può che mescolarsi alla biografia, come Gesualdo o altri.

Generalmente la critica concorda nel ritenere queste opere tarde dei capolavori, e io concordo con la critica! Mentre le prime composizioni avevano una polifonia più densa e complessa, in queste ultime prevale l'aspetto devozionale e espiatorio. Fu anche un importante autore di mottetti, perlopiù sacri, e canzoni profane.

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8 minuti fa, giordanoted dice:

Non ti piace nemmeno il Peter Grimes, o Billy Budd? Ci sono pagine di bellissima musica, e anche il dramma regge bene, come del resto anche in Giro di vite.

Qualcosa, ma sinceramente non lo ascolto volentieri.

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22 minuti fa, Majaniello dice:

Te lo stavo per dire. Ho conosciuto questo balletto con quest'edizione, però oggi mi pare che al di là di alcuni momenti genericamente furiosi non funzioni così bene. Io comunque preferisco la più concisa suite, oltre ad Ormandy e Ozawa tempo fa ascoltai sul tubo questa, trovandola molto coinvolgente:

 

Io ho un parere diametralmente opposto, penso che invece sia funzionale alla trama. Studiato bene il balletto completo, la Suite alla fine interessa meno (si tronca pure di netto con quella coda esasperata che da sola non significa nulla). Non si vive di sola forza cinetica! Almeno, questo è quello che mi è capitato, scoprendo l'edizione integrale molto tardi. Piuttosto, sono rare le incisioni fatte a regola d'arte. Ultimamente ne ho sentite parecchie, con qualche grossa delusione (Dorati 2a Decca, un macigno). Alla fine pare che l'unico che funzioni veramente bene sia Boulez I (Sony), oltre ad essere granitico ed omogeneo in tutta la partitura, negli episodi conclusivi riesce pure a rendere alla perfezione le influenze impressioniste francesi su Bartok. Anche l'edizione tarda DG è grandiosa, ma più rilassata e con una tendenza al suono lucente, "karajanesque", che trovo un po' stucchevole. Invece, Abbado ne dà una lettura schizofrenica, non sembra trovare un autentico equilibrio tra i vari episodi, al netto di una concezione sonora tagliente e assai incisiva. Si oscilla tra momenti geniali ad altri più discutibili (proprio il finale lo trovo abbastanza corrivo e spento). La Suite Scita che accompagna, lo riconfermo dopo parecchi ascolti oggi, è veramente eccellente.

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21 minuti fa, Wittelsbach dice:

Britten è tuttora un compositore che non riesco affatto ad amare. Malgrado molti lo considerino più geniale di Walton, per me vale il contrario. Il vero appagamento con lui l'ho riscontrato di rado, ad esempio nella rara Gloriana e in vari momenti di Morte a Venezia e del Sogno di una notte di mezza estate.

Trovo curiosissima la tua scelta con opere poco apprezzate dal pubblico. Io direi, invece, The Turn of Screw e Peter Grimes (questo con moderazione), sono decisamente più scontato! 

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