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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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14 ore fa, Madiel dice:

Le piace Brahms ? - No, lo odio! E sopporto pure poco le varie derivazioni mascherate che hanno continuato nel XX secolo :cat_lol:

Non lo conosco con precisione, ma facendo delle indagini qualche tempo fa stavo per comprare un suo cd. Mi pare proprio questo che hai ascoltato. Avevo sentito degli estratti interessanti, ma poi senza un prezzo particolarmente vantaggioso avevo lasciato perdere. 

Ecco, a proposito di particolare perfezione ed equilibrio, ti dedico questo gioiello di Panufnik

Autumn Music, per orchestra (1962, rev. 1965)

Andrzej Panufnik - Symphonic Works Vol.3: Sinfonia Mistica/Autumn Music/Hommage  a Chopin/Rhapsody (CPO Audio CD)

(Uh, con questo mi accorgo di aver raggiunto i 21mila post ! :o Il massimo "rank" previsto in forum: dieci bollini).

Altra musica, altri uomini...

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6 ore fa, Ives dice:

W.Schuman

American Festival Overture

New York Philharmonic

Leonard Bernstein

 

Bella esecuzione, in diversi punti praticamente identica a quella celebre incisa dal vivo a Los Angeles nel 1983 (DG, che ho ascoltato giusto ieri !!) Mette solo troppa enfasi a 7:00 e accelera un pochino nella coda, ne dà una lettura tutta muscoli e sudore giusto per impressionare il pubblico televisivo. 

Schuman usava gli ottoni in maniera superlativa, come spesso accade ai compositori statunitensi e inglesi, abituati a lavorare con le bande.

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A essere onesti, in gran parte della simpatica musica di Satie qui presente c'è poco o nulla: una specie di anticipazione del minimalismo, con reiterazioni continue in Vexations e nella Musique d'ameublement. Più interessante l' "Intermezzo Sinfonico" Relache, concepito nella forma del rondò e latore di frizzanti sonorità.
Più succoso il pezzo da concerto di Hindemith, con le bizzarre sonorità del trautonium, a metà tra clarinetto e tromba.
Un cd strano, forse più interessante per la bizzarria del programma che per reale contenuto musicale.

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27 minuti fa, Wittelsbach dice:

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A essere onesti, in gran parte della simpatica musica di Satie qui presente c'è poco o nulla: una specie di anticipazione del minimalismo, con reiterazioni continue in Vexations e nella Musique d'ameublement. Più interessante l' "Intermezzo Sinfonico" Relache, concepito nella forma del rondò e latore di frizzanti sonorità.
Più succoso il pezzo da concerto di Hindemith, con le bizzarre sonorità del trautonium, a metà tra clarinetto e tromba.
Un cd strano, forse più interessante per la bizzarria del programma che per reale contenuto musicale.

Tra l'altro, Vexations dura non so quante ore, l'edizione in questione è una parte minima della follia prevista da Satie! :D  Il Trautonium è stato uno degli strumenti "elettronici" più noti negli anni trenta, scrissero per questo mezzo diversi autori tedeschi (Hindemith e Genzmer i più noti) ma, a differenza del coevo Ondes Martenot, non sopravvisse alla moda. 

Trautonium - Wikipedia

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22 minuti fa, Madiel dice:

Tra l'altro, Vexations dura non so quante ore, l'edizione in questione è una parte minima della follia prevista da Satie! :D 

 

A fine maggio Igor Levit ne diede una versione di 24 ore in diretta streaming su youtube. La segnalai pure in questo topic. Ha lasciato su youtube una versione "dimezzata" di circa 12 ore e una breve di una dozzina di minuti.

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39 minuti fa, Madiel dice:

Tra l'altro, Vexations dura non so quante ore, l'edizione in questione è una parte minima della follia prevista da Satie! :D  Il Trautonium è stato uno degli strumenti "elettronici" più noti negli anni trenta, scrissero per questo mezzo diversi autori tedeschi (Hindemith e Genzmer i più noti) ma, a differenza del coevo Ondes Martenot, non sopravvisse alla moda.

Caspita, già non sopportavo la selezione di nove minuti proposta dal pianista Dalberto...

Ora comunque...

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Il Corroboree di Antill è sempre stato un mio amoraccio.
Spesso definito, con qualche ragione ma anche molta faciloneria, il Sacre australiano, questa suite compendia tutta una serie di sonorità che vorrebbero rievocare gli ancestrali rituali degli aborigeni dell'Oceania. Meno spinta la Outback Overture, anch'essa frutto di ispirazioni naturalistiche della savana australiana.

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Heitor Villa-Lobos, Chôros No. 10 "Rasga o Coração", Coro e Orchestra sinfonica di San Paolo, John Neschling

cover.jpg

I dischi di Villa-Lobos mi sono arrivati prima di quello che pensavo, e sono molto contento, perché in questo periodo difficile è il tipo di ascolto che ci vuole. Devo dire che era un bel po' di tempo che non mi divertivo così: il Chôros No. 10 mi ha sicuramente regalato un quarto d'ora di felicità. In questo lavoro si distinguono abbastanza nettamente due parti: la prima - tutta strumentale - dove Villa-Lobos con la sua consueta abilità timbrica dipinge in maniera efficacissima i suoni e l'atmosfera della giungla brasiliana, mentre nella seconda fa il suo ingresso la compagine corale intonando delle cantilene popolari corroborate da numerose espressioni onomatopeiche. L'effetto è a dir poco trascinante, grazie ad un uso disinvolto ed efficacissimo delle percussioni. L'esecuzione mi pare eccezionale, anche se, a dir la verità, è un repertorio che purtroppo conosco assai poco.

Un gran bell'ascolto che dedico a @Majaniello, @Wittelsbach, @Madiel, @Ives, @superburp e a tutti quello che possono gradire...

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12 minuti fa, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Chôros No. 10 "Rasga o Coração", Coro e Orchestra sinfonica di San Paolo, John Neschling

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I dischi di Villa-Lobos mi sono arrivati prima di quello che pensavo, e sono molto contento, perché in questo periodo difficile è il tipo di ascolto che ci vuole. Devo dire che era un bel po' di tempo che non mi divertivo così: il Chôros No. 10 mi ha sicuramente regalato un quarto d'ora di felicità. In questo lavoro si distinguono abbastanza nettamente due parti: la prima - tutta strumentale - dove Villa-Lobos con la sua consueta abilità timbrica dipinge in maniera efficacissima i suoni e l'atmosfera della giungla brasiliana, mentre nella seconda fa il suo ingresso la compagine corale intonando delle cantilene popolari corroborate da numerose espressioni onomatopeiche. L'effetto è a dir poco trascinante, grazie ad un uso disinvolto ed efficacissimo delle percussioni. L'esecuzione mi pare eccezionale, anche se, a dir la verità, è un repertorio che purtroppo conosco assai poco.

Un gran bell'ascolto che dedico a @Majaniello, @Wittelsbach, @Madiel, @Ives, @superburp e a tutti quello che possono gradire...

Grazie. Villa-Lobos è un autore che non ho mai approfondito, ma prima o poi ascolterò qualcosa dato che il Sud America mi attira (quando non fa il verso all'Europa).

Ricambio con questo pezzo che dedico anche a Madiel e giordano russofilo:

Mi sembra un gran bel pezzo.

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22 minuti fa, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Chôros No. 10 "Rasga o Coração", Coro e Orchestra sinfonica di San Paolo, John Neschling

I dischi di Villa-Lobos mi sono arrivati prima di quello che pensavo, e sono molto contento, perché in questo periodo difficile è il tipo di ascolto che ci vuole. Devo dire che era un bel po' di tempo che non mi divertivo così: il Chôros No. 10 mi ha sicuramente regalato un quarto d'ora di felicità. In questo lavoro si distinguono abbastanza nettamente due parti: la prima - tutta strumentale - dove Villa-Lobos con la sua consueta abilità timbrica dipinge in maniera efficacissima i suoni e l'atmosfera della giungla brasiliana, mentre nella seconda fa il suo ingresso la compagine corale intonando delle cantilene popolari corroborate da numerose espressioni onomatopeiche. L'effetto è a dir poco trascinante, grazie ad un uso disinvolto ed efficacissimo delle percussioni. L'esecuzione mi pare eccezionale, anche se, a dir la verità, è un repertorio che purtroppo conosco assai poco.

Un gran bell'ascolto che dedico a @Majaniello, @Wittelsbach, @Madiel, @Ives, @superburp e a tutti quello che possono gradire...

Sentirai, sentirai...
Viceversa, le Bachianas Brasileras mi prendono meno, o almeno non tutte mi conquistano.
Hanno la mia approvazione le sinfonie poi.

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3 ore fa, Madiel dice:

 

Schuman usava gli ottoni in maniera superlativa, come spesso accade ai compositori statunitensi e inglesi, abituati a lavorare con le bande.

A proposito di fisse personali:

29 minuti fa, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Chôros No. 10 "Rasga o Coração", Coro e Orchestra sinfonica di San Paolo, John Neschling

 

I dischi di Villa-Lobos mi sono arrivati prima di quello che pensavo, e sono molto contento, perché in questo periodo difficile è il tipo di ascolto che ci vuole. Devo dire che era un bel po' di tempo che non mi divertivo così: il Chôros No. 10 mi ha sicuramente regalato un quarto d'ora di felicità. In questo lavoro si distinguono abbastanza nettamente due parti: la prima - tutta strumentale - dove Villa-Lobos con la sua consueta abilità timbrica dipinge in maniera efficacissima i suoni e l'atmosfera della giungla brasiliana, mentre nella seconda fa il suo ingresso la compagine corale intonando delle cantilene popolari corroborate da numerose espressioni onomatopeiche. L'effetto è a dir poco trascinante, grazie ad un uso disinvolto ed efficacissimo delle percussioni. L'esecuzione mi pare eccezionale, anche se, a dir la verità, è un repertorio che purtroppo conosco assai poco.

Un gran bell'ascolto che dedico a @Majaniello, @Wittelsbach, @Madiel, @Ives, @superburp e a tutti quello che possono gradire...

Bellissimi i Choros, tranne forse quello mastodontico per pianoforte e orchestra (si dice che Rubinstein si sia sempre rifiutato di suonarlo :D ). 

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10 ore fa, Snorlax dice:

Heitor Villa-Lobos, Chôros No. 10 "Rasga o Coração", Coro e Orchestra sinfonica di San Paolo, John Neschling

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Un gran bell'ascolto che dedico a @Majaniello, @Wittelsbach, @Madiel, @Ives, @superburp e a tutti quello che possono gradire...

Ed è pure un gran bel disco, che possiedo !

10 ore fa, Majaniello dice:

A proposito di fisse personali:

 

Ottima fissa, approvo senza condizioni! :cat_smile:

10 ore fa, superburp dice:

Grazie. Villa-Lobos è un autore che non ho mai approfondito, ma prima o poi ascolterò qualcosa dato che il Sud America mi attira (quando non fa il verso all'Europa).

Ricambio con questo pezzo che dedico anche a Madiel e giordano russofilo:

Mi sembra un gran bel pezzo.

Che sorpresa, il nostro burpo alle prese con Lokshin. Sono contento ti sia piaciuto :cat_smile: Questo pezzo ce l'ho, ma non l'ho ancora ascoltato. Provvederò a breve.

11 ore fa, Wittelsbach dice:

 

51d8lTy1hKL.jpg

Il Corroboree di Antill è sempre stato un mio amoraccio.
Spesso definito, con qualche ragione ma anche molta faciloneria, il Sacre australiano, questa suite compendia tutta una serie di sonorità che vorrebbero rievocare gli ancestrali rituali degli aborigeni dell'Oceania. Meno spinta la Outback Overture, anch'essa frutto di ispirazioni naturalistiche della savana australiana.

Stasera vi siete tutti superati ascoltando pezzi uno più interessante dell'altro! :o Comunque, anche se qualcuno lo ha scritto, con il Sacre non c'entra niente di niente! Si dice che Antill neppure lo conoscesse, perchè a quel tempo non era ancora stato eseguito in Australia. Il balletto è esclusivo frutto del suo talento e delle sue osservazioni dirette della musica aborigena.

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4 minuti fa, Madiel dice:

Che sorpresa, il nostro burpo alle prese con Lokshin. Sono contento ti sia piaciuto :cat_smile: Questo pezzo ce l'ho, ma non l'ho ancora ascoltato. Provvederò a breve.

Ne hai parlato così tanto che mi hai incuriosito. Tra l'altro ho appena letto la sua biografia di Wikipedia, ci credo che era anche più pessimista di Shostakovich!

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Bravino Glenn. Ma magari, se incontri Mozart lassù, chiedigli due righe scusa: a volte le frasi di pessimo gusto restano sul gozzo anche se, come diceva Guareschi, le anime dei morti abbandonano in terra l'ira insieme alla carne.

A proposito: https://ilmiolibro.kataweb.it/storiebrevi/399011/dialogo-tra-dio-e-glenn-gould/

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6 ore fa, superburp dice:

Ne hai parlato così tanto che mi hai incuriosito. Tra l'altro ho appena letto la sua biografia di Wikipedia, ci credo che era anche più pessimista di Shostakovich!

Per me è stata una straordinaria scoperta e ci tenevo a farvelo sapere :cat_smile: 

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Scelsi: Krishna e Radha, improvvisazione per flauto e pianoforte (1986)

Carin Levine, flauto; Giacinto Scelsi, pianoforte

Questo pezzo non esiste! In pratica non è stato mai scritto e l'unica testimonianza è la presente registrazione. Scelsi accoglieva volentieri in casa musicisti che gli chiedevano dei pezzi, ma da anziano il più delle volte lasciava cadere le richieste preferendo divertirsi con i suoi ospiti improvvisando al pianoforte. Spesso i "concerti" tra amici venivano registrati con mezzi di fortuna, in questo caso verosimilmente un mangianastri: il suono è scatolare al massimo, si sentono in lontananza sì e no le volute del flauto e qualche tintinnio incerto di un pianoforte mezzo scordato. Una musica mistica che proviene da lontano, nello spazio e nel tempo. Pare che nell'archivio Scelsi ci siano diverse incisioni fatte così. Fedele alla sua filosofia dell'istante, che gli impediva di scrivere nel dettaglio una qualsiasi partitura, accontentava gli amici lavorandoci insieme sul momento perchè la musica è vita, esistenza immediata in suoni. Il breve lavoro, nonostante i  limiti tecnici della ripresa sonora, ha un suo strano fascino (mi ricorda una vaga musica da tempio tibetano). 

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Zitta zitta, nel tubo si nasconde una Sarti Sacred Music Edition (vedo anche un Gloria in excelsis Deo del 1791 di lunghezza brilliantiana, vale a dire di ca. 50 minuti). Insomma, ho qualcosa da scoprire in questi giorni... 

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10 ore fa, Madiel dice:

Scelsi: Krishna e Radha, improvvisazione per flauto e pianoforte (1986)

Carin Levine, flauto; Giacinto Scelsi, pianoforte

Questo pezzo non esiste! In pratica non è stato mai scritto e l'unica testimonianza è la presente registrazione. Scelsi accoglieva volentieri in casa musicisti che gli chiedevano dei pezzi, ma da anziano il più delle volte lasciava cadere le richieste preferendo divertirsi con i suoi ospiti improvvisando al pianoforte. Spesso i "concerti" tra amici venivano registrati con mezzi di fortuna, in questo caso verosimilmente un mangianastri: il suono è scatolare al massimo, si sentono in lontananza sì e no le volute del flauto e qualche tintinnio incerto di un pianoforte mezzo scordato. Una musica mistica che proviene da lontano, nello spazio e nel tempo. Pare che nell'archivio Scelsi ci siano diverse incisioni fatte così. Fedele alla sua filosofia dell'istante, che gli impediva di scrivere nel dettaglio una qualsiasi partitura, accontentava gli amici lavorandoci insieme sul momento perchè la musica è vita, esistenza immediata in suoni. Il breve lavoro, nonostante i  limiti tecnici della ripresa sonora, ha un suo strano fascino (mi ricorda una vaga musica da tempio tibetano). 

Celi avrebbe apprezzato probabilmente.

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Piuttosto dozzinale il Miserere sartiano, nonostante nei commenti del video si gridi al miracolo (succede sempre quando ci si accorge che all'epoca di Mozart, Beethoven e Haydn tutti i compositori - toh, ma pensa! - sapevano più o meno comporre). Sotto il video dell'Oratorio russo, pur nettamente migliore del Miserere suddetto, leggi il commento del solito trombottista che invoca persino la ricostruzione della critica musicale del '700. 

Niente del genere: si tratta semplicemente di eseguire qualche autore precedentemente ancora ineseguito e metterlo al posto che gli compete. Nessuna rivoluzione, nessun ribaltone, nessuna divina caduta, nessun attacco a Vienna: le note sono lì, basta suonarle. E dopo che qualcuno le ha suonate, si capisce benissimo perché si parla di compositori minimi, minori mestieranti, minori artigiani, minori con un capolavoro in tutta la vita, minori bravi, maggiori e supremi. E c'è molto materiale valido, rimarchevole o di eccellente qualità, ma non ci sono sorpassi in vetta.

Intanto mi rifaccio le orecchie con

 

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52 minuti fa, kraus dice:

Piuttosto dozzinale il Miserere sartiano, nonostante nei commenti del video si gridi al miracolo (succede sempre quando ci si accorge che all'epoca di Mozart, Beethoven e Haydn tutti i compositori - toh, ma pensa! - sapevano più o meno comporre). Sotto il video dell'Oratorio russo, pur nettamente migliore del Miserere suddetto, leggi il commento del solito trombottista che invoca persino la ricostruzione della critica musicale del '700. 

Niente del genere: si tratta semplicemente di eseguire qualche autore precedentemente ancora ineseguito e metterlo al posto che gli compete. Nessuna rivoluzione, nessun ribaltone, nessuna divina caduta, nessun attacco a Vienna: le note sono lì, basta suonarle. E dopo che qualcuno le ha suonate, si capisce benissimo perché si parla di compositori minimi, minori mestieranti, minori artigiani, minori con un capolavoro in tutta la vita, minori bravi, maggiori e supremi. E c'è molto materiale valido, rimarchevole o di eccellente qualità, ma non ci sono sorpassi in vetta.

Alla triade viennese però, se si parla di lavori corali, dobbiamo aggiungere almeno lui:

71zeLb5d8dL._AC_SL1201_.jpg

la sua musica sacra per me è stata davvero una sorpresa! e non solo il Requiem, le altre messe che ho ascoltato hanno tutte grande qualità in termini di idee e capacità costruttiva, si sente che Haydn jr. era uno specialista del genere, non me l'aspettavo, da un compositore che nella musica strumentale mi piaceva ma che, fondamentalmente, può considerarsi nella media. 

Più volte in forum sono state citate le messe di Cherubini, a ragione. Appartengono all'ultima sua stagione creativa, e rappresentano un po' quello che gli ultimi quartetti sono per Beethoven, da un lato un esercizio di intimo solipsismo, una sorta di resistenza all'incipiente romanticismo, dall'altro un banco di sperimentazione sui linguaggi musicali tra passato e futuro. Beethoven ad esempio mi pare assolutamente poco portato per il genere sacro, se si esclude la Solemnis che pure, va detto, è un lavoro originale e atipico, e solo esteriormente appartenente al genere. Su Mozart non dico se no poi mi mangi :D però negli anni sono passato tra quelli che il suo capolavoro sacro è la Messa in do (anche qui, penso incida il fatto che sia un lavoro sui generis e molto personale). 

Mi piacerebbe sentire qualche messa di Hummel, ho letto che raccolgono la lezione di J. Haydn, le ha incise Hickox per Chandos.

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23 minuti fa, Majaniello dice:

Alla triade viennese però, se si parla di lavori corali, dobbiamo aggiungere almeno lui:

Spoiler

71zeLb5d8dL._AC_SL1201_.jpg

la sua musica sacra per me è stata davvero una sorpresa! e non solo il Requiem, le altre messe che ho ascoltato hanno tutte grande qualità in termini di idee e capacità costruttiva, si sente che Haydn jr. era uno specialista del genere, non me l'aspettavo, da un compositore che nella musica strumentale mi piaceva ma che, fondamentalmente, può considerarsi nella media. 

Ti dirò: ho ascoltato anch'io er cofanone, ma tra la musica sacra ricordo per l'appunto bene lo svettante Requiem in do minore che hai citato; il resto l'ho un po' perso di vista, pur apprezzandolo. Anche nel suo caso, non me la sento di rivoluzionare podi e classifiche. Bravo bravissimo in molte occasioni, ma il genio è in altri lidi.

Cita

Più volte in forum sono state citate le messe di Cherubini, a ragione. Appartengono all'ultima sua stagione creativa, e rappresentano un po' quello che gli ultimi quartetti sono per Beethoven, da un lato un esercizio di intimo solipsismo, una sorta di resistenza all'incipiente romanticismo, dall'altro un banco di sperimentazione sui linguaggi musicali tra passato e futuro. Beethoven ad esempio mi pare assolutamente poco portato per il genere sacro, se si esclude la Solemnis che pure, va detto, è un lavoro originale e atipico, e solo esteriormente appartenente al genere. Su Mozart non dico se no poi mi mangi :D però negli anni sono passato tra quelli che il suo capolavoro sacro è la Messa in do (anche qui, penso incida il fatto che sia un lavoro sui generis e molto personale). 

Ce pò sta, peccato per l'incompiutezza e lo stile che a volte baroccheggia: tettuppensa che un giorno, ascoltando il Credo separatamente, l'ho scambiato per un pezzo di Vivaldi (proprio una bella figura, vai...) :) Paradossalmente, nel Requiem (che sento più compiuto della Messa, sotto tutti i punti di vista) i rimandi al passato si aggiornano e si vestono di Classicismo. Perciò, secondo il mio personalissimo cartellino (cit.), sono entrambi capolavori a pari merito. Quanto alle altre messe mozartiane, son superate dai pezzi sacri disseminati lungo tutta la sua generosa produzione. 

23 minuti fa, Majaniello dice:

Mi piacerebbe sentire qualche messa di Hummel, ho letto che raccolgono la lezione di J. Haydn, le ha incise Hickox per Chandos.

Uhm(mel)... Giuannepomuceno mi ha lasciato soddisfatto a metàglio, come direbbe Maccio. Quel che è stato inciso nel box brillante (3 CD), se ben ricordo, è di buon livello, ma non eccelso.

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P.P. (Post post) Della Solemnis beethoveniana non ci ho ancora capito nulla, anche se sotto sotto mi piace :unsure:

Intanto, altri lussi alla tastiera, per chi li ha uditi e per chi non c'era:

 

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A me, per esempio, la messa di S. Francesco sembra un'opera che meriterebbe ben altra visibilità, non so poi se è un capolavoro (non ho ancora capito i parametri del capolavoro) ma vogliamo dire sottovalutata? per usare un'altra espressione abusata :D 

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Esecuzione tradizionale ma di gusto classico, come sempre con Rilling. Ascoltatela @Wittelsbach @glenngould @Snorlax 

Ci sono alcuni dischi della Carus (che di solito ha roba di qualità) che andrebbero indagati. Chissà se @Ives li conosce.

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