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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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Stasera, abbuffata di musica inglese del XX secolo, proprio quella che più volte ho pubblicamente denigrato. 

In ordine:

Vaughan Wiliams, A London Symphony (versione originale del 1913) London Symphony diretta dal compianto Richard Hickox.

George Butterworth, The Banks of Green Willow, stessi esecutori

Herbert Howells, Elegy op. 15, New Philharmonia diretta da Adrian Boult (pezzo stupendo, che non avevo mai ascoltato, ispirato alla Fantasia su Tallis di Vaughan Williams, ma secondo me più bello, più profondo)

Herbert Howells, Music for a Prince Suite, stessi interpreti del precedente.

Che dire? Un bellissimo programma. Hickox è stato giustamente celebrato per la sua London in versione originale, tra l'altro la presa sonora è davvero eccellente. Butterworth non è affatto un riempitivo (è nello stesso cd della London Sypmphony), ha una sua profonda e tragica poesia (basti pensare alla tragicità della ballata cui è ispirato). Howells è, secondo me, un maestro un po' misconosciuto.

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9 minuti fa, Wittelsbach dice:

Bene bene, vedremo. Tu 10 anni fa il cd con la sinfonia l’avevi un po’ stroncato.

Sì, e lo stronco anche oggi almeno per la musica. Sulle esecuzioni e le incisioni niente da dire. Pare che le sinfonie siano state incise negli anni settanta dallo stesso autore sul podio.

Cita

Un aneddoto interessante su Borries: era il primo violino dei Berliner quando costoro dovettero votare se reinsediare Fürtwangler o adottare Celibidache come direttore musicale. Borries fu l’unico orchestrale a votare per Celibidone! 😳

Accidenti, ho sbagliato la grafia: ho messo una "e" di troppo !! :cat_lol:  Il tizio era Borris, che nulla c'entra con il suo praticamente identico collega dei Berliner ! :rofl:

 

 

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Adesso, Madiel dice:

Sì, e lo stronco anche oggi almeno per la musica. Sulle esecuzioni e le incisioni niente da dire. Pare che le sinfonie siano state incise negli anni settanta dallo stesso autore sul podio.

Ho sbagliato la grafia, ho messo una "e" di troppo !! :cat_lol:  Il tizio era Borris, che nulla c'entra con il suo praticamente identico collega dei Berliner ! :rofl:

 

Hanno pure lo stesso nome!

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Adesso, Wittelsbach dice:

Hanno pure lo stesso nome!

Una coincidenza stranissima, stesso nome e cognome che si legge uguale! Borris in realtà era un ebreo tedesco nato Zuckermann.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Stefano Molardi e Hans Fagius forse. Io non nego di essere attirato anche dal Weinberger della cpo.

Molardi l'avevo assaggiato tempo fà, perchè è un'integrale Brilliant recente... non si può dire che mi abbia colpito, ma pochi pezzi e ascoltati distrattamente possono anche fuorviare. Fagius credo sia stato ristampato sempre su Brilliant in qualche cofanone, da quello che ho letto in giro potrebbe fare al caso mio. 

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1 ora fa, Majaniello dice:

Molardi l'avevo assaggiato tempo fà, perchè è un'integrale Brilliant recente... non si può dire che mi abbia colpito, ma pochi pezzi e ascoltati distrattamente possono anche fuorviare. Fagius credo sia stato ristampato sempre su Brilliant in qualche cofanone, da quello che ho letto in giro potrebbe fare al caso mio. 

Mi sento di scrivere un po' perché l'organo bachiano mi appassiona.
Ti ho citato Molardi perché mi è venuto in mente che è un moderno e un "moderato", e poi perché è mio amico, come del resto lo è Simone Stella.

Fagius è molto interessante. Non fa cose strane, ma gli organi svedesi antichi che adopera hanno un sound "antico", rustico e pepato, tra i più particolari che abbia sentito in disco.
Della Alain ho il cofanetto che hai sentito tu, e quello immediatamente precedente. Quest'ultimo in verità non l'ho mai sentito. Ora è stato ristampato pure il primissimo. Ma si può dire che non c'è da stupirsi sull'uso di organi storici (in tutti e tre mi pare!), se si pensa che un "vecchio" come Walcha, classe 1907, per le sue registrazioni insistette per utilizzare strumenti d'epoca: sull'organo c'è stato un pionierismo filologico da non sottovalutare.

Vuoi sapere qual è una integrale che mi ha sempre incuriosito? Questa qui:

51DAxZc4FcL._AC_SX355_.jpg

Il mio interesse ha varie ragioni, alcune delle quali irrazionali:

1. Il prezzo: quand'era in vendita su jpc, era la più costosa sul mercato.
2. L'organista, amico di amici musicisti, molto considerato.
3. L'introduzione di Alberto Basso.
4. L'organo impiegato, che però non fa tanto al caso tuo: è uno strumento moderno, costruito tra l'83 e l'86 nella chiesa di Santa Maria Segreta a Milano, per volere di mons. Luigi Villa, storico parroco morto a 99 anni (!) nel 2009. E' uno strumento molto considerato, e ti basterà una sommaria ricerca per apprezzare le stagioni musicali di cui è perno, davvero intensissime.

In tema di prezzo, la più economica per anni è stata la leggendaria edizione di Wolfgang Stockmeier, divisa in due cofanetti e pubblicata da Membran: dico "è stata" perché ultimamente il suo reperimento a buon prezzo si è fatto più problematico. In origine, era stata incisa dall'Electrola e occupava 26 LP, era la più completa mai uscita fino ad allora (1977-1980). Col tempo, il modo di suonare di Stockmeier ha prestato il fianco a qualche critica: è stato considerato più vecchio di Walcha da alcuni ascoltatori.

Uno che tutto sommato mi mette curiosità è il dimenticato per eccellenza:
0028947786283.jpg

In origine era più piccolo, e il cofanetto aveva una bella copertina dorata con un organo in mezzo. In seguito, Preston integrò alle registrazioni anni Ottanta delle aggiunte, terminate nel 1999: i cd così sono diventati 14. Di questi dischi si parla poco o pochissimo, sono stati sempre snobbati in quanto incisione molto parziale e non li ho mai visti tra i suggeriti. Occorrerebbe un ascolto.

Tra quelle che posseggo c'è questa:

vernet_bach.jpg.webp

A dir poco ipertrofica, contiene anche concerti con orchestra, che poi sono trascrizioni di quelli al clavicembalo. Ancora non mi ci sono buttato. Particolare bizzarro: l'impaginazione del libretto ha uno stile molto casereccio. I francesi di solito tendono a svagare quando fanno Bach, vedremo un po'...

Poi c'è l'outsider:

Bach_Organ_Survey_HURFORD_Decca-Italy_Di

Ristampa del vecchio box Decca, organi americani: probabilmente quando uscì per questo motivo doveva essere vista come l'integrale più "diversa". Io non la possiedo ma conosco alcuni pezzi, in cui si sentono registri ad ancia molto spettacolari ma appunto molto americani.

Da ultimo, chiudo con due vere curiosità, e qui si rientra nel pionierismo:

51AmJk7W5dL.jpg

Vari organisti e vari organi, tutti Silbermann antichi. Registrazioni in massima parte degli anni Sessanta, qualcuna dei Settanta e una del 1992.

51u343nsv9L._AC_SY355_.jpg

16 cd, registrazioni 1970-1985.

 

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Sono sempre convinto che Galuppi sia stato un genio. Questo è uno dei concerti per due flauti più belli che abbia mai sentito. Un adagio veramente geniale.

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8 ore fa, Wittelsbach dice:

Mi sento di scrivere un po' perché l'organo bachiano mi appassiona. [...]

 

Molto interessante... Vernet lo conosco perchè anni fà lo consigliò zeitnote qui in forum. Mi ha dato l'idea di uno stile frizzante e fantasioso ma non tanto dentro la musica, non saprei spiegarlo diversamente. Tuttavia, come ho detto, la mancanza di approfondimento mi impedisce di dare giudizi che non siano solo vaghe impressioni. Chissà perchè poi, per il Bach cembalistico ad esempio ho una (nota) fissa da sempre credo.

Qui ci sono tutte le integrali, non immaginavo fossero così tante:

https://ionarts.blogspot.com/2013/09/a-survey-of-bach-organ-cycles.html

Un altro nome ricorrente tra gli appassionati è Foccroulle, ma da quel che ho letto dovrebbe essere un po' troppo introspettivo per i miei gusti. L'autore del blog segnala tra i suoi preferiti Isoir, che io non ho mai neanche sentito nominare.

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On 15/10/2020 at 19:00, Majaniello dice:

Va bene oggi così, anche perchè stamattina i brani per organo mi hanno conquistato:

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Al redivivo @giordanoted (che secondo me apprezza), ad @Ives (chè secondo me è un disco alla Ives), ovviamente a @hurdy-gurdy e a @giobar che non sopporta le dediche ma "fai finta che sia una segnalazione". 

Merci!

Ricambio restando nei paraggi con questo:

schutz-and-his-legacy-artistsalice-foccroulle-soprano-and-ensemble-inalto-dir-lambert-colson-composerschutzpohle-theile-weckmann.jpg

Anche se la Foccroulle non mi prende/convince del tutto.

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On 19/10/2020 at 23:17, Wittelsbach dice:

Ti ho citato Molardi perché mi è venuto in mente che è un moderno e un "moderato", e poi perché è mio amico, come del resto lo è Simone Stella.

Witt ho ascoltato con una certa attenzione qualcosa del Bach di Molardi. E' molto moderato :D

L'impressione che mi sono fatto è che aggiorni la lezione di Walcha, e cioè privilegi la struttura architettonica (le voci sono sempre chiarissime, come raramente si sentono) ma anche l'espressività delle melodie (mi pare che fosse proprio Walcha che studiava le voci singolarmente, per trovare i giusti sviluppi orizzontali). D'altro canto si sente che l'interprete è di nuova generazione, ad esempio nell'uso selettivo e non indiscriminato del legato e nella pulsazione agogica naturale e nient'affatto meccanica. Ciò che manca, programmaticamente presumo, è la drammatizzazione, il virtuosismo, i chiaroscuri, insomma lo spettacolo. A me un po' di spettacolo piace, magari non a livello di Koopman ecco ma insomma... diciamo che non ritengo sacrilego il fatto che i pezzi abbiano un impatto complessivo che esuli dalla mera scrittura. Comunque nel suo genere mi pare un'interpretazione molto studiata e di piacevole ascolto. 

Poi lo proverò anche con Claudio Merulo, di cui ho visto ha registrato l'integrale.

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2 ore fa, Majaniello dice:

Witt ho ascoltato con una certa attenzione qualcosa del Bach di Molardi. E' molto moderato :D

L'impressione che mi sono fatto è che aggiorni la lezione di Walcha, e cioè privilegi la struttura architettonica (le voci sono sempre chiarissime, come raramente si sentono) ma anche l'espressività delle melodie (mi pare che fosse proprio Walcha che studiava le voci singolarmente, per trovare i giusti sviluppi orizzontali). D'altro canto si sente che l'interprete è di nuova generazione, ad esempio nell'uso selettivo e non indiscriminato del legato e nella pulsazione agogica naturale e nient'affatto meccanica. Ciò che manca, programmaticamente presumo, è la drammatizzazione, il virtuosismo, i chiaroscuri, insomma lo spettacolo. A me un po' di spettacolo piace, magari non a livello di Koopman ecco ma insomma... diciamo che non ritengo sacrilego il fatto che i pezzi abbiano un impatto complessivo che esuli dalla mera scrittura. Comunque nel suo genere mi pare un'interpretazione molto studiata e di piacevole ascolto. 

Poi lo proverò anche con Claudio Merulo, di cui ho visto ha registrato l'integrale.

Merulo mi manca totalmente... 😮

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