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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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57 minuti fa, glenngould dice:

Queste sono le più belle variazioni per pianoforte mai scritte, a mio modesto parere

E dire che allo stesso Beethoven non piacevano :o Eppure anticipano alcuni procedimenti frequenti nelle variazioni beethoveniane e hanno una violenza e incisività del tutto degne dell'autore.

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23 ore fa, Madiel dice:

Denisov: Variazioni sul tema del corale di Bach "Es ist genug" (1984/1986)

Nieuw Sinfonietta Amsterdam diretta da Lev Markiz

Bellissime! Mi sono piaciute dalle prime due battute e le ho riascoltate una decina di volte solo ieri :cat_wub: Magnifici anche l'Epitaph e la Musica da camera, qualche riserva sull'introverso Concerto per due viole, che riascolterò presto per capirci meglio qualcosa - nota: quando leggo "Concerto" e ascolto un sovietico che si ispira al barocco devo togliermi dalla testa la fissazione Schnittke :confused02:. Denisov compositore maggiore, senza dubbio, solo che il suo pessimismo esistenziale è proprio terribile, invade ogni nota.

Intanto riprendo proprio con la

Musica da camera per viola, clavicembalo e archi (1982)

Nobuko Imai, viola; Annelie de Man, clavicembalo

Idem

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1 ora fa, Madiel dice:

Bellissime! Mi sono piaciute dalle prime due battute e le ho riascoltate una decina di volte solo ieri :cat_wub: Magnifici anche l'Epitaph e la Musica da camera, qualche riserva sull'introverso Concerto per due viole, che riascolterò presto per capirci meglio qualcosa - nota: quando leggo "Concerto" e ascolto un sovietico che si ispira al barocco devo togliermi dalla testa la fissazione Schnittke :confused02:. Denisov compositore maggiore, senza dubbio, solo che il suo pessimismo esistenziale è proprio terribile, invade ogni nota.

Intanto riprendo proprio con la

Musica da camera per viola, clavicembalo e archi (1982)

Nobuko Imai, viola; Annelie de Man, clavicembalo

Idem

E' il limite, nel mio caso, che non mi consente di apprezzare appieno molti compositori sovietici. Sarà stato l'effetto della situazione politica...

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43 minuti fa, Majaniello dice:

E' il limite, nel mio caso, che non mi consente di apprezzare appieno molti compositori sovietici. Sarà stato l'effetto della situazione politica...

Non conosco bene Denisov, ma in effetti non ho mai sentito una sola nota "allegra" in suo pezzo, o almeno serena. E' sempre così introverso, il suo pessimismo è sempre evidente. Nelle Variazioni per fortuna manca la nota tragica, rimane un pulviscolo sonoro in cui la musica si perde e alla fine muore. Sembra di stare in un limbo. Nella Musica da camera c'è come una nostalgia per la bellezza ormai sfiorita, rappresentata dalle arcate espressive della viola solista. Il Concerto è ossa senza più carne.

Nei compositori sovietici c'è spesso la nota amara, umoristica o grottesca che li tiene per i capelli e impedisce loro di cadere nel baratro, ma in Denisov è proprio assente. Sembra il côté laico della Gubaidulina. Rimane un autore per pochi eletti.

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21 ore fa, glenngould dice:

Queste sono le più belle variazioni per pianoforte mai scritte, a mio modesto parere

Scusa se torno in argomento, ma più belle anche delle Diabelli?

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5 minuti fa, giobar dice:

Pancho VLADIGEROV
Traumspielsuite

Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin
Horia Andreescu

A proposito del simpatico compositore bulgaro, è appena uscito questo

Teodor Moussev, Ivan Drenikov, Krassimir Gatev, Pancho Vladigerov,  Bulgarian National Radio Symphony Orchestra, Pancho Vladigerov, Alexander  Vladigerov - Piano Concertos 1-5 - Amazon.com Music

Esecuzioni anni sessanta e settanta. 

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34 minuti fa, Madiel dice:

A proposito del simpatico compositore bulgaro, è appena uscito questo

Teodor Moussev, Ivan Drenikov, Krassimir Gatev, Pancho Vladigerov,  Bulgarian National Radio Symphony Orchestra, Pancho Vladigerov, Alexander  Vladigerov - Piano Concertos 1-5 - Amazon.com Music

Esecuzioni anni sessanta e settanta. 

Ho già alcune di quelle registrazioni, che circolano in rete da anni, riprese dagli LP originali della Balkanton. Invece dei concerti n. 4 e 5 ho le esecuzioni dell'autore sotto le bacchette illustri di Nathan Rachlin ed Evgeny Svetlanov alla guida di orchestre russe. Certo non è musica che modifica la scala dei valori assoluti nel 900, ma si lascia ascoltare volentieri e contiene spunti interessanti.

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2 ore fa, kraus dice:

Scusa se torno in argomento, ma più belle anche delle Diabelli?

Te l'avevo detto che era un mio modesto parere :D tuttavia posso limare un po' la mia affermazione specificando che le variazioni in do minore sono le mie preferite tra quelle di Beethoven e al secondo posto in una mia personalissima classifica nella quale al primo stanno le variazioni Goldberg dell'Immenso.

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1 ora fa, giobar dice:

Ho già alcune di quelle registrazioni, che circolano in rete da anni, riprese dagli LP originali della Balkanton. Invece dei concerti n. 4 e 5 ho le esecuzioni dell'autore sotto le bacchette illustri di Nathan Rachlin ed Evgeny Svetlanov alla guida di orchestre russe. Certo non è musica che modifica la scala dei valori assoluti nel 900, ma si lascia ascoltare volentieri e contiene spunti interessanti.

In effetti anche a me hanno impressionato poco, lo stile è abbastanza conservatore e assai disinvolto. Dagli estratti ascoltati on line sembrano una via di mezzo tra il neoclassicismo francese e il pianismo acrobatico di Rachmaninov o Ravel. Si ascoltano, ma se ne può fare a meno.

---

Lokshin: Suite da liriche di F. Villon, per tenore, quartetto e tubaphone (1981)

A. Martynov, tenore; Northern Crown diretto da V. Kataev

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19 ore fa, glenngould dice:

Te l'avevo detto che era un mio modesto parere :D tuttavia posso limare un po' la mia affermazione specificando che le variazioni in do minore sono le mie preferite tra quelle di Beethoven e al secondo posto in una mia personalissima classifica nella quale al primo stanno le variazioni Goldberg dell'Immenso.

Ma pure il mio :) Per esempio stravedo per le Variazioni su una danza russa di Wranitzky e per la loro malinconia (ma, per dirla in una nocciuola, non se l'è mai filate nessuno). Le Goldberg continuo pervicacemente a non capirle, invece... Böh... (un boh rigorosamente teutonico, s'intende).

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Ecco ancora due degli ascolti della scorsa settimana

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Louis Glass (1864-1936) è un norvegese danese oggi pressoché dimenticato. Tra i vari autori nordici dell'epoca, si ritrova a essere quasi coetaneo di Sibelius, senza averne in alcun modo la genialità. Le sue sinfonie, di cui qui abbiamo la Quinta e la Sesta, sono in quello stile post-mendelssohniano che caratterizza quasi tutti i suoi colleghi. E non c'è nemmeno la genuina frescura quasi paesaggistica che si sente nelle musiche di Alfven, oppure la drammaticità di Rangstrom. Molto qualunque la prestazione dell'orchestra della Radio Sudafricana e del direttore Merchbank, presente nel catalogo Marco Polo per la registrazione di musiche di quella terra.

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Qui la faccenda si fa a dir poco scabrosa. Alemdar Karamanov (1934-2007) è un compositore della Crimea, dai tratti difficilmente riassumibili. La Sinfonia n. 3 mescola neoclassicismo ad atonalismi e modernismi vari, al punto da far pensare a un calco di Schnittke. Il Concerto per Pianoforte n. 3, sottotitolato "Ave Maria" (e il libretto del disco, che ho ricuperato sul sito della Naxos, non ne spiega affatto le ragioni) pare viceversa modellarsi sul Concerto di Varsavia di Addinsell, con una retorica magniloquente da non credere.

@Madiel

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9 minuti fa, Wittelsbach dice:

Ecco ancora due degli ascolti della scorsa settimana

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Louis Glass (1864-1936) è un norvegese oggi pressoché dimenticato. Tra i vari autori nordici dell'epoca, si ritrova a essere quasi coetaneo di Sibelius, senza averne in alcun modo la genialità. Le sue sinfonie, di cui qui abbiamo la Quinta e la Sesta, sono in quello stile post-mendelssohniano che caratterizza quasi tutti i suoi colleghi. E non c'è nemmeno la genuina frescura quasi paesaggistica che si sente nelle musiche di Alfven, oppure la drammaticità di Rangstrom. Molto qualunque la prestazione dell'orchestra della Radio Sudafricana e del direttore Merchbank, presente nel catalogo Marco Polo per la registrazione di musiche di quella terra.

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Qui la faccenda si fa a dir poco scabrosa. Alemdar Karamanov (1934-2007) è un compositore della Crimea, dai tratti difficilmente riassumibili. La Sinfonia n. 3 mescola neoclassicismo ad atonalismi e modernisti vari, al punto da far pensare a un calco di Schnittke. Il Concerto per Pianoforte n. 3, sottotitolato "Ave Maria" (e il libretto del disco, che ho ricuperato sul sito della Naxos, non ne spiega affatto le ragioni) pare viceversa modellarsi sul Concerto di Varsavia di Addinsell, con una retorica magniloquente da non credere.

@Madiel

Glass era danese. Anche piuttosto noto in vita, ma la sua fama (di autore conservatore) rimase circoscritta al paese natio e andò sparendo dopo la morte. Strano l'ascolto di questa edizione, perchè le sue sinfonie sono state incise anche da CPO e Dacapo con ben altri esecutori!

Karamanov: chi era costui ? Eh, saperlo.... :cat_lol: Cercando su amazon, salta fuori una blasonatissima incisione Decca con Ashkenazy e la Deutsches SO

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La Sinfonia n.22 "Let it be" ha un movimento iniziale segnato come "Vivace infernale"... mamma mia! :o

 

 

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20 minuti fa, Wittelsbach dice:

Let it be? Su temi dei noti cacofonisti di Liverpool?

Boh ! Da quel che ho visto sarebbero entrambe sinfonie di ispirazione religiosa. Questo signore era ossessionato dai temi escatologici, molte sinfonie sono ispirate a problematiche religiose e apocalittiche. Ho sentito qualcosa on line prima, ma devo dire che non mi pare niente di speciale e non rientra proprio nei miei gusti. Mi sembra un pastrocchio. Citando Schnittke gli hai fatto un magnifico complimento :D 

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Quanto all’edizione di Glass, per quel viaggio avevo fatto una pazzia: il download su Spotify di un’intera playlist da me creata con dischi Marco Polo, da Gibbs a Mosonyi... Tra gli altri, mi sono sparato Glass e quelli che ho già descritto, ma ho ascoltato pure altre ciofeche, tra cui tale Kinsella (niente a che vedere con la nota scrittrice) di cui non ho trattenuto in testa una sola nota... 

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Quanto all’edizione di Glass, per quel viaggio avevo fatto una pazzia: il download su Spotify di un’intera playlist da me creata con dischi Marco Polo, da Gibbs a Mosonyi... Tra gli altri, mi sono sparato Glass e quelli che ho già descritto, ma ho ascoltato pure altre ciofeche, tra cui tale Kinsella (niente a che vedere con la nota scrittrice) di cui non ho trattenuto in testa una sola nota... 

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Questo l'ho incrociato anche io on line, esistono alcuni cd prodotti da Toccata Classics e altri con le sinfonie (n.5, 9, 10): tutte uguali, tutte genericamente classiciste! Mi pare il tipico compositore di area anglosassone che preferisce mantenere uno stile prudente. Scrivono on line che da giovane si occupò di dodecafonia, ma le sinfonie furono composte nel periodo "reazionario" e tonale (iniziato nel 1983), quindi hai ascoltato musica della piena maturità (lui è nato nel 1932). La serie "irish" di Marco Polo si caratterizza, mi pare ancora una volta, per l'insufficienza degli autori selezionati. 

Provo a sentire un movimento della 4a, ma dalle prime battute mi sembra una roba un po' così...

 

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1 ora fa, Madiel dice:

Provo a sentire un movimento della 4a, ma dalle prime battute mi sembra una roba un po' così...

 

Bleah, più che roba è robaccia :cat_sick: Piatta come un asse da stiro. Torniamo alle cose serie...

Hindemith: Sinfonia Mathis der Maler 

Boston SO, Steinberg

 

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10 ore fa, Wittelsbach dice:

Mi pare che Maiacoschi l’avesse ascoltato... Vero @Majaniello?

Vero! diversi anni fa... ne serbo un ricordo confuso però (probabilmente era confusa anche la musica). Forse mi intrigò anche, oggi non so, dopo tutta l'acqua che è passata sotto i ponti a leggere ciò che scrivete mi piacerebbe molto meno. 

Io piuttosto ho scoperto questo, una scoperta solo mia dato che ho notato essere un compositore discretamente noto (e un pittore forse ancor più noto):

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Devo dire che non mi è dispiaciuto affatto! Pensavo fosse una roba confusa alla Scriabin e invece...

Certo lo spettro di Wagner incombe sempre. 

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