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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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3 ore fa, Madiel dice:

Kraus ascolta Schubert e cliccando per sbaglio su un suo link, scopro uno sconosciuto signore quasi omonimo (Heinz Schubert) morto giovane tragicamente nel 1945, autore per lo più di musiche sacre

Mi pare ottima composizione. Di questo video mi piace anche l'immagine, molto "wellesziana".

@glenngould

 

E di cui esiste un pezzo, Hymnisches Konzert, registrato dal vivo da Furt!

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3 ore fa, Madiel dice:

Riprenditi con la salute! :o 

te lo giuro cose da pazzi, se ne va un problema e ne salta fuori un altro, sono andati via i dolori muscolari e adesso ho atroci crisi di cefalea molto invalidanti da una ventina di giorni, per questo non riesco ad ascoltare musica). ho fatto più visite specialistiche nell'ultimo anno che in tutta la mia vita :D la prendo a ridere ma c'è veramente da impazzire. mah speriamo bene, a presto ❤️ 

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10 minuti fa, Euripide dice:

te lo giuro cose da pazzi, se ne va un problema e ne salta fuori un altro, sono andati via i dolori muscolari e adesso ho atroci crisi di cefalea molto invalidanti da una ventina di giorni, per questo non riesco ad ascoltare musica). ho fatto più visite specialistiche nell'ultimo anno che in tutta la mia vita :D la prendo a ridere ma c'è veramente da impazzire. mah speriamo bene, a presto ❤️ 

Insomma, un vecchio rottame :D 

17 minuti fa, superburp dice:

E di cui esiste un pezzo, Hymnisches Konzert, registrato dal vivo da Furt!

Questo non lo sapevo! :o 

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12 minuti fa, Euripide dice:

te lo giuro cose da pazzi, se ne va un problema e ne salta fuori un altro, sono andati via i dolori muscolari e adesso ho atroci crisi di cefalea molto invalidanti da una ventina di giorni, per questo non riesco ad ascoltare musica). ho fatto più visite specialistiche nell'ultimo anno che in tutta la mia vita :D la prendo a ridere ma c'è veramente da impazzire. mah speriamo bene, a presto ❤️ 

In bocca al lupo Eurì, ti rivogliamo presto in salute e all'ascolto!

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7 minuti fa, kraus dice:

In bocca al lupo Eurì, ti rivogliamo presto in salute e all'ascolto!

crepi ❤️ 

 

10 minuti fa, Madiel dice:

Insomma, un vecchio rottame :D 

 

sono le stesse identiche parole che ripeto a me stesso da più di un anno :D 

buonanotte e grazie, a presto ❤️ 

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3 ore fa, Stefano Conti dice:

Non ho parole

Il coro è stupendo, va da sè. Gli oboi stonano parecchio, i bambini cantori mi ammorbano anzichenò. Però era ancora un tipo di filologia "degli esordi" un pò statica.

°°°°°°

Satie

Pièces Froides

Reinbert De Leeuw - piano

 

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4 ore fa, Ives dice:

Il coro è stupendo, va da sè. Gli oboi stonano parecchio, i bambini cantori mi ammorbano anzichenò. Però era ancora un tipo di filologia "degli esordi" un pò statica.

°°°°°°

Satie

Pièces Froides

Reinbert De Leeuw - piano

 

Io non la trovo affatto statica e Harnoncourt resta, per me, un punto di riferimento....sono le esecuzioni filologiche 'moderne' con tutti quegli accenti, quel dinamismo che, secondo me, spesso è arbitrario a infastidirmi (e manco poco). Gli oboi sono originali dell'epoca e non ricostruzioni, si faceva così...Prendiamo, ad esempio l'esecuzione dei Brandenburghesi di Leonhardt, tranne il clavicembalo (di sua proprietà e ricostruito da M. Skowronek) sono tutti strumenti originali....oppure quel meraviglioso flautista che era Bruggen: non credo che abbia mai suonato su copie...spesso brutte copie.

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Uno dei vari concerti scritti dal cornista Giovanni Punto per uso proprio.  

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On 28/9/2020 at 19:46, Madiel dice:

Kraus ascolta Schubert e cliccando per sbaglio su un suo link, scopro uno sconosciuto signore quasi omonimo (Heinz Schubert) morto giovane tragicamente nel 1945, autore per lo più di musiche sacre

Mi pare ottima composizione. Di questo video mi piace anche l'immagine, molto "wellesziana".

@glenngould

 

Ti ringrazio, carissimo, ho veramente apprezzato molto! 

Ricambio con

 

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Giovanni Battista MARTINI
Sei sonate per l'organo e il cembalo (1747)

Ottaviano Tenerani, organo e clavicembalo

Sonate belle e vivaci. Interessante l'alternanza tra clavicembalo (sonate dispari) e organo (sonate pari) prescritta dall'autore.

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Piotr Ilich Ciaikovskij, Concerto per violino e orchestra in re maggiore, Mischa Elman, Hollywood Bowl Orchestra, Eugene Ormandy

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Certe volte, le scoperte più esaltanti, arrivano così, senza preavviso. In un cofanetto Membran, dedicato a Elman - uno dei miei violinisti preferiti, se a qualcuno interessasse - trovo questa non troppo conosciuta registrazione di questo celebre concerto. E' una presa radiofonica del 1947 - dall'audio non proprio ineccepibile, ma comunque perfettamente ascoltabile - che va ad accostarsi alla precedente incisione in studio con Barbirolli sul podio e alla successiva con Boult (anch'essa in studio). Quest'ultima, probabilmente è quella che ha avuto maggiore diffusione: anche se il solista non è proprio al massimo della forma, forse anche a causa di una direzione particolarmente letargica e poco coinvolgente del direttore britannico.

Ecco, questo live credo surclassi le incisioni di cui sopra. Elman è al massimo della sua prestanza: il suono caldo e corposo e il fraseggio accorato sono corroborati ancora da una tecnica perfettamente intatta: un perfetto mix di ingredienti per un concerto come questo. Ormandy accompagna giudiziosamente, assecondando alla perfezione le caratteristiche di questo gigante dell'archetto, oggi, forse, un po' dimenticato. Certo il confronto con un violinista di tutt'altro temperamento come Heifetz negli anni '50, non gli ha giovato dal punto di vista del mercato discografico, ma in questo caso Elman è, come si suol dire, a casa sua, e il tanto decantato perfezionismo tecnico del più giovane collega lituano, sinceramente, non credo basti a farlo sloggiare. Spero che, da semplice appassionato, i violinisti non me ne vogliano. :rolleyes:;)

Performance che non esito a definire come una pietra miliare nella lunga storia dell'interpretazione di questo concerto ciakovskiano, e che dunque dedico a tutti gli amici del Forum, sperando gradiscano...:drinks:

 

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8 ore fa, Snorlax dice:

Piotr Ilich Ciaikovskij, Concerto per violino e orchestra in re maggiore, Mischa Elman, Hollywood Bowl Orchestra, Eugene Ormandy

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Certe volte, le scoperte più esaltanti, arrivano così, senza preavviso. In un cofanetto Membran, dedicato a Elman - uno dei miei violinisti preferiti, se a qualcuno interessasse - trovo questa non troppo conosciuta registrazione di questo celebre concerto. E' una presa radiofonica del 1947 - dall'audio non proprio ineccepibile, ma comunque perfettamente ascoltabile - che va ad accostarsi alla precedente incisione in studio con Barbirolli sul podio e alla successiva con Boult (anch'essa in studio). Quest'ultima, probabilmente è quella che ha avuto maggiore diffusione: anche se il solista non è proprio al massimo della forma, forse anche a causa di una direzione particolarmente letargica e poco coinvolgente del direttore britannico.

Ecco, questo live credo surclassi le incisioni di cui sopra. Elman è al massimo della sua prestanza: il suono caldo e corposo e il fraseggio accorato sono corroborati ancora da una tecnica perfettamente intatta: un perfetto mix di ingredienti per un concerto come questo. Ormandy accompagna giudiziosamente, assecondando alla perfezione le caratteristiche di questo gigante dell'archetto, oggi, forse, un po' dimenticato. Certo il confronto con un violinista di tutt'altro temperamento come Heifetz negli anni '50, non gli ha giovato dal punto di vista del mercato discografico, ma in questo caso Elman è, come si suol dire, a casa sua, e il tanto decantato perfezionismo tecnico del più giovane collega lituano, sinceramente, non credo basti a farlo sloggiare. Spero che, da semplice appassionato, i violinisti non me ne vogliano. :rolleyes:;)

Performance che non esito a definire come una pietra miliare nella lunga storia dell'interpretazione di questo concerto ciakovskiano, e che dunque dedico a tutti gli amici del Forum, sperando gradiscano...:drinks:

 

Io manco lo conoscevo! 😮

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Comunque ho dovuto fare un viaggio di lavoro con una vettura moderna, ossia non dotata di cd ma di attacco per il telefono con applicazioni. Ne ho approfittato per sentire un po' di roba Marco Polo con Spotify.

L'ascolto migliore è stato questo

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Sul vecchio newsgroup IAMC si parlava molto bene di Lindblad, un esempio di Carneade valido secondo loro.
Avevo il cd in lista desideri ma non l'avevo mai comprato. Dunque, ringraziamo Spotify per metterlo a disposizione.
E che dire? Un signor compositore, un beethoveniano o schubertiano di grande valore. Queste due sinfonie hanno solidità costruttiva a tutta prova, fresca spontaneità e ispirazione quantomeno discreta. Da sottolineare la bellissima prova dell'orchestra di Uppsala e del direttore Korsten, ben noto al pubblico italiano per essere stato spesso di casa al teatro di Cagliari, nel momento più aureo della sua storia. La dedica è per @kraus

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All'opposto nella mia scala di gradimento, si è piazzato invece questo Alfred Hill (1869-1960), nativo di Melbourne, uno dei più prolifici compositori australiani, con studi anche in Germania. La seriosità teutonica caratterizza queste due sommarie sinfonie, in pratica rimasticature elgariane senza nerbo, condite da un'orchestrazione quantomeno corretta ma incapaci di risaltare oltre la noia. Sullo stesso andazzo i due poemi sinfonici inclusi. Professionale e compunta la prova dell'orchestra australiana guidata dal professionismo del poco conosciuto Wilfred Lehmann, già violinista nella Royal Philharmonic di Beecham. Non le dedico a nessuno...

Domani racconto gli altri ascolti.

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6 minuti fa, Wittelsbach dice:

 Korsten, ben noto al pubblico italiano per essere stato spesso di casa al teatro di Cagliari, nel momento più aureo della sua storia.

 

Nonché marito di Eva Mei. Per molto tempo è stato primo violino del Mozarteum e assistente di Sandor Vegh e da ciò deriva, inequivocabilmente, la sua straordinaria competenza nella concertazione degli archi.

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

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All'opposto nella mia scala di gradimento, si è piazzato invece questo Alfred Hill (1869-1960), nativo di Melbourne, uno dei più prolifici compositori australiani, con studi anche in Germania. La seriosità teutonica caratterizza queste due sommarie sinfonie, in pratica rimasticature elgariane senza nerbo, condite da un'orchestrazione quantomeno corretta ma incapaci di risaltare oltre la noia. Sullo stesso andazzo i due poemi sinfonici inclusi. Professionale e compunta la prova dell'orchestra australiana guidata dal professionismo del poco conosciuto Wilfred Lehmann, già violinista nella Royal Philharmonic di Beecham. Non le dedico a nessuno...

Domani racconto gli altri ascolti.

Questo no! Proprio mediocre :cat_sick: Me ne occupai anni fa, i vari ascolti fatti sono stati tutti negativi. Spazzatura.

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2 ore fa, giobar dice:

Nonché marito di Eva Mei. Per molto tempo è stato primo violino del Mozarteum e assistente di Sandor Vegh e da ciò deriva, inequivocabilmente, la sua straordinaria competenza nella concertazione degli archi.

Quel disco di Lindblad è una gioia dal punto di vista orchestrale ed esecutivo!

24 minuti fa, Madiel dice:

Questo no! Proprio mediocre :cat_sick: Me ne occupai anni fa, i vari ascolti fatti sono stati tutti negativi. Spazzatura.

Una palude!! 👎🏿

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On 1/10/2020 at 21:26, Wittelsbach dice:

Una palude!! 👎🏿

Dandogli dell'"elgariano" gli hai fatto pure un complimento. Diverse sue sinfonie furono scritte in pieno novecento con quello stile!

Ci sono intere "collezioni" di autori Marco Polo-Naxos che, francamente, non si sa a cosa li hanno stampati a fare. Tempo perso, soldi buttati.

Invece, su un gradino superiore stanno i mediocri della CPO. L'ottima etichetta tedesca, sempre a caccia di rarità, ha pubblicato delle ottime serie, almeno come esecuzioni, riguardanti diversi autori storici scandinavi e olandesi a cavallo tra fine Ottocento e pieno Novecento. Nella serie olandese si distingue solo Henk Badings, a mio parere, decisamente una spanna sopra ai colleghi. Il più singolare, nella sua mediocrità, è tale Julius Roetgen, un ex allievo di Liszt autore di una ventina di sinfonie tutte uguali. Nella tarda maturità diventò sempre più eccentrico, scrivendo sinfonie di dieci minuti, ma niente a che vedere con le reali follie di un Langgaard: in pratica sono movimenti staccati di una sua tipica sinfonia, che in tutto rispettano la forma classica e le coordinate stilistiche tardo romantiche. Sul lato scandinavo va un po' meglio. E' vero che abbondano i mediocri o gli epigoni che è meglio nascondere sotto al tappeto come la polvere (N. Berg, Hemerik, Glass ecc.), però ogni tanto si trovano dei buoni talenti neoclassici come Wirén (ottima la sua 4a Sinfonia del 1952). Invece, trovo inclassificabile Edvin Kallstenius, a tratti interessante e a tratti molto noioso:

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Questo signore scrisse parecchio, si interessava alle ultime conquiste delle avanguardie del suo tempo (morì nel 1967) e aggiornò il suo lessico toccando l'atonalità e perfino una dodecafonia molto edulcorata (già negli anni venti). Partiva da posizioni post romantiche, ma non wagneriane, e si interessò parecchio di folklore nordico. In sostanza, prendeva le formule ritmiche e armoniche dal lessico popolare, ma le immetteva in un tessuto di marca semi-tonale e a volte para-dodecafonica. Il risultato è poco convincente, soprattutto perché gli mancava una personalità spiccata: non basta essere un maestro della variazione delle micro-cellule musicali per fare un capolavoro! Non era neppure un compositore di ispirazione folklorica come i coevi Bartok e Szymanowski, perchè l'elemento popolare è come affogato nella struttura dei pezzi. Atmosfere brumose che ricordano un po' Sibelius, vaghezza armonica e tematica, una orchestrazione fitta e dai timbri gelatinosi, ma è tutto così generico, come sfocato. Sembra non arrivare mai al punto e richiede parecchia attenzione da parte dell'ascoltatore. Pare un minestrone in cui si infila un po' di tutto annullando i vari sapori e senza ottenere una sintesi. Non è moderno, non è anacronistico, è un qualcosa a parte inclassificabile e incompiuto.

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Di Röntgen esiste una fantomatica Sinfonia Bitonale (così il nome). ‘Sto personaggio ha una copertura discografica che a momenti supera quella di Cherubini tra l’altro, e mi sembra curioso.

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On 2/10/2020 at 11:06, Wittelsbach dice:

Di Röntgen esiste una fantomatica Sinfonia Bitonale (così il nome). ‘Sto personaggio ha una copertura discografica che a momenti supera quella di Cherubini tra l’altro, e mi sembra curioso.

Sì, l'ho sentita per curiosità considerato il titolo "modernista" ! Ho sentito anche la 10a, la sinfonia di valzer, credendo di scoprire chissà cosa. I titoli e le brevissime durate facevano pensare a qualche follia langgaardiana, invece è musica romantica di ascendenza lisztiana, senza alcuna originalità, scritta negli anni venti fuori tempo massimo. Meditavo, l'altro giorno, sulla mediocrità di questo e altri compositori coevi, che pur contemporanei di Mahler (Roentgen era di cinque anni maggiore) vissero tantissimo (morì nel 1932 !) non produssero niente di memorabile e godono di considerazione discografica. Torno a ribadire, che a parte il simpatico e disinvolto Badings, che almeno scrisse musica coerente con la sua vita, il resto della serie "olandese" della CPO è proprio inutile. Anche l'unico cd di Diepenbrock serve a poco, perchè del buon compositore olandese (secondo me il migliore olandese a cavallo del 900) hanno fatto delle esecuzioni di seconda scelta.

Riguardo a Cherubini, hai ragione! Sto sbocconcellando la corposa biografia di Confalonieri e noto che per diversi suoi pezzi non ci sono incisioni o la scelta è limitatissima - penso al Requiem del 1836.

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Kaminski: Werk fur Streichorchester (1927)

Deutsche-Kammerakademie Neuss, Skou-Larsen

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