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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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2 ore fa, hurdy-gurdy dice:

Miiiiii la Pluhar  :cat_shocked:  Si salvi chi puo'! Nelle mie contorte categorie mentali sta piu' vicina ad Allevi che al mondo della classica....

Mò non esageriamo dai, Allevi è insuperabile. 😁 Su Kapsberger e Landi ha fatto un gran lavoro e ci stanno le improvvisazioni. Come anche sul repertorio popolare del 500 e del 600. L'ensemble è poi composto da ottimi musicisti. Certo, quando svacca in Purcell o affini, non la reggo manco io.

°°°°°°

Live from Wigmore Hall...

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Ecco a voi Martin Palmeri B)

Misa a Buenos Aires (Misa Tango)

Tango Credo

Il soprano è una iattura:wacko_x:

Ho visto sui vari amazon che ci sono in giro diverse incisioni anche con interpreti di un certo livello (Piquemal, Duczmal...). Da qualche veloce assaggio, credo che si tratti di una sorta di equivalente sudamericano di John Rutter: scrittura corriva, con una certa facilità melodica ed effetti speciali, assai gradito a cori e complessi amatoriali e accademici che vogliono imbarcarsi in qualcosa di nuovo senza far scappare il pubblico fatto di zie, fidanzati, vicini di casa abbastanza digiuni di musica seria.

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9 ore fa, Madiel dice:

Spulciando il catalogo CPO mi salta fuori 'sta roba stranissima

Martín Palmeri: Misa a Buenos Aires "Misatango" & Tango Gloria di  Annekathrin Laabs su Amazon Music - Amazon.it 

Tango Gloria :axehead:

Per il nostro @Wittelsbach :rofl:

Visto che mi hai evocato, mi sono preso la briga di cercare su Spotify. Sembrerebbe un mezzo epigono di Piazzolla.

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50 minuti fa, Wittelsbach dice:

Visto che mi hai evocato, mi sono preso la briga di cercare su Spotify. Sembrerebbe un mezzo epigono di Piazzolla.

Secondo me è diverso, nel senso che Palmeri pretende di unire cose che devono restare separate. Piazzolla si era ritagliato un suo angolo, senza essere più classico ma neppure "leggero" in senso stretto, a suo modo è stato originale. Da giovane scriveva musica di eccellente fattura che risentiva dell'influsso del suo maestro Ginastera. Più che brutto, 'sto Palmeri lo trovo kitsch, almeno nel pezzo che ho ascoltato. 

 

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On 25/9/2020 at 01:01, Wittelsbach dice:

Decisamente meglio Desmaurez!

L'avevo scoperto praticamente giusto al momento, ma è stata una piacevole sorpresa. M'è spuntato fuori solo perché sono iscritto a quel canale.

On 25/9/2020 at 11:38, hurdy-gurdy dice:

Miiiiii la Pluhar  :cat_shocked:  Si salvi chi puo'! Nelle mie contorte categorie mentali sta piu' vicina ad Allevi che al mondo della classica....

Si, alle volte è veramente imbarazzante :wacko::wacko: ...

Hindemith, Sonata per arpa.

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Prima:

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@Snorlax @il viandante del sud @Euripide 

Vabè non ha bisogno di presentazioni... non sarà l'autore più raffinato del mondo, ma è un'ora che non ti annoi un minuto.

In ascolto, le Danze Rituali da questo:

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Questo è invece l'autore più raffinato del mondo! E il box ne è testimonianza. 

Le cinque danze rituali non sono proprio un Jolivet tipico, anche se si inseriscono perfettamente nella poetica della Jeune France. Più che richiamare le atmosfere impressioniste, a me sembrano il classico lavoro "ritualistico" post-Sacre, che non disdegna di trarre ispirazione da opere simili di quel periodo (la danse du rapt suona come un omaggio al Bartok del Mandarino). Benchè il genere solitamente non mi faccia impazzire, quest'uomo scrive l'ennesima paginazza da ascoltarsi d'un fiato, o forse sono io di parte.

Più Jolivet e meno Messiaen!

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Fresco d'acquisto di questo qui:

Franz Schubert. La grande musica strumentale - Luigi Della Croce Libro -  Libraccio.it

mi accingo a vedere un po' l'effetto che fa Schubert ascoltato in ordine cronologico. Anche se nell'introduzione LDC mi ha fatto non poco arrabbiare (per dirla con un eufemismo), una guida all'ascolto su questo autore è la benvenuta. 

Qui vediamo Franz quattordicenne alle prese con una forma libera a lui particolarmente cara. Ci si sarebbe aspettati di vederlo annaspare nell'intento di imitare il modello esplicito (Cherubini, come dice il Della Croce che lo conosce bene, avendogli dedicato due volumi su vita e opere) e invece ti sforna un brano di tutto rispetto. Di fatto, era alla terza o quarta opera strumentale della sua vita: complimenti, ragazzo!

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Per dire, questa è del 1811 o del 1812. Siam lì, insomma, ancora ai primordi di un'invenzione musicale che farà prima manierismo e poi storia. Già in quest'epoca di formazione Schubert propende per un'esposizione a tre temi belli lunghi (forse un primo passo verso la complessità strutturale delle sue composizioni a venire, con tanti saluti e cartoline alla forma sonata). 

La cosa curiosella è che quest'Ouverture viaggia cronologicamente a braccetto con un'altra, intitolata Il cavalier dello specchio (Der Spiegelritter), che a modo suo riprende l'omologa sinfonia d'apertura del Flauto magico, dato che avrebbe dovuto far da preludio a un'opera magica mai completata da Schubert; Della Croce accorda la sua preferenza alla D. 12 a scapito della D. 11, parlando di "progressi evidenti"; ad ogni modo, in rete si trova di tutto e si può assaporare e giudicare per proprio conto anche l'ouverture magggica:

Diciamo che la mano melodica è felicissima fin da subito, magari di tanto in tanto a scapito della struttura. Ma la musica s'aspettava ben altro da Schubert che un bravo melodista: voleva il cantore rassegnato alla sconfitta, anzi la celebrazione e la glorificazione della sconfitta stessa (e Franz l'accontentò in pieno). Cose che capitano.

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Sibelius

Six Songs for Male Choir a cappella

Helsinki University Chorus (YL)

Matti Hyökki

Belle ed evocative, credo di avere in disco anche l'integrale presa tanti anni fa proprio in terra finnica. Ma con diversa copertina.

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Uno esce un secondo fuori dal volenteroso tran tran schubertiano e s'imbatte in una faccenda del genere:

Sulla conclusione trionfale di questo rondò, lacrime agli occhi. "L'ottimismo è il profumo della vita, Gianni!" avrebbe potuto ben dirlo Beethoven. Uno dei casi rarissimi in cui, quando si ascolta la musica, si ascolta anche l'uomo. Direi addirittura che si riesce ad avvertire la fiducia nelle sue forze, quando arriva la commozione. 

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Kraus ascolta Schubert e cliccando per sbaglio su un suo link, scopro uno sconosciuto signore quasi omonimo (Heinz Schubert) morto giovane tragicamente nel 1945, autore per lo più di musiche sacre

Mi pare ottima composizione. Di questo video mi piace anche l'immagine, molto "wellesziana".

@glenngould

 

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21 ore fa, Euripide dice:

grazie maja ma non posso ricambiare, per alcuni problemi che sto cercando di risolvere non posso ascoltare musica in questo periodo. il tempo di rimettermi in sesto e ritorno tra di voi :D 

Riprenditi con la salute! :o 

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