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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2020

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7 minuti fa, kraus dice:

De nada, se ho capito bene si può fare l'iscrizione "aggratis" e non "appagamento" anche sulla pagina che hai direttamente indicato: in cima, sempre a destra, trovi l'opzione composita "Personal Profile: Sign In or Create". Clicca su "Create" e la pagina successiva ti chiederà alcuni dati personali (non quattrini, però). Una volta inseriti i suddetti, accederai al tuo profilo appena creato.

infatti stavo per chiederti proprio questo, cioè ho fatto l'iscrizione gratuitamente al sito della Oxfort University Press ma non al Grove Music on line, cioè quello che mi interessava. Oro provo a fare come dici tu anche per questo sito, speriamo bene :D

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2 minuti fa, Euripide dice:

infatti stavo per chiederti proprio questo, cioè ho fatto l'iscrizione gratuitamente al sito della Oxfort University Press ma non al Grove Music on line,

Anfatti ho combinato il solito guaio...

Cita

cioè quello che mi interessava. Oro provo a fare come dici tu anche per questo sito, speriamo bene :D

...ma spero che vada tutto bene lo stesso :) 

Riascolto i Notturni di Michelino Haydn, nel frattempo.

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9 minuti fa, kraus dice:

Anfatti ho combinato il solito guaio...

...ma spero che vada tutto bene lo stesso :)

purtroppo non funge nemmeno così, cioè risulto iscritto gratuitamente ma per leggere un intero articolo mi chiede di loggare evidentemente con altri dati e un'ulteriore iscrizione. Mi sa che occorre mettere mani al portafogli :D

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6 minuti fa, Euripide dice:

@kraus per esempio vorrei leggere questo articolo per intero:

https://www.oxfordmusiconline.com/grovemusic/view/10.1093/gmo/9781561592630.001.0001/omo-9781561592630-e-0000047365?rskey=8rOQzP&result=1

ma pur essendo registrato mi dice che non ho accesso alla lettura di questo articolo

Se ho capito bene abbiamo fatto la registrazione, ma non l'abbonamento, e quello purtroppo è a pagamento (56 sterline 3 mesi, 215 sterline 1 anno). Mi dispiace :( 

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10 minuti fa, kraus dice:

Se ho capito bene abbiamo fatto la registrazione, ma non l'abbonamento, e quello purtroppo è a pagamento (56 sterline 3 mesi, 215 sterline 1 anno). Mi dispiace :( 

se anch'io ho capito bene però ho accesso libero solo ad una parte degli articoli, ma non a tutti. Per esempio un articolo sulla vita di Bach me lo fa leggere per intero... fa niente, grazie comunque in ogni caso per l'assistenza ;)

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Malipiero: Concerto per pianoforte e orchestra n.6

Bartoli/Saarbrucken SO, Carulli

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2 ore fa, Euripide dice:

intanto sto ascoltando e leggiucchiando qualcosa sul secondo concerto per piano di Prokofiev (Ashkenazy/Previn)

"Il primo movimento, tripartito, ha in un certo senso la funzione di un'introduzione, di uno sviluppo (con una grandiosa cadenza del pianoforte assai impressionante) e di una ripresa. La forma classica vi è adombrata da lontano, ma l'andamento, fin dal tema principale esposto dal pianoforte solo e subito ripreso dai legni che imbastiscono un dialogo molto frammentato, è di tipo rapsodico, quasi improvvisativo, anche se nel disegno generale non manca una certa superiore coerenza formale dell'insieme. Il breve secondo movimento ha il carattere dello Scherzo ed è tutto percorso da scale brillanti e da figurazioni meccaniche del pianoforte, che lo rendono incalzante fino a una fine inattesa e repentina, quasi ex abrupto. Segue l'Intermezzo (Allegro moderato), che tiene il posto del tempo lento. Viene avviato da una figura ostinata dei bassi che poi si distende in passaggi più tranquillamente melodici e cantabili: da notare il riaffiorare, in questa pagina di sorprendente serenità, di reminiscenze del primo movimento. Conclude il Concerto un Finale tempestoso di nome e di fatto, autentico pezzo di bravura per il solista, scatenato in ardui salti di registro e passi in ottava, dove il martellante percussivismo diviene la cifra stilistica più caratteristica del trascendentale élan dell'autore."

Sergio Sablich

Molto bello questo concerto, di gran lunga più interessante e intrigante del primo, oltre che più longevo, nonostante sia stato composto (ma poi riveduto 10 anni dopo nel '23) praticamente nello stesso periodo del primo. Prokofiev oltre che compositore doveva essere anche un gran bel pianista. Mi è piaciuto al punto che lo sto riascoltando di nuovo!

 

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la suite sulle Fontane di Versailles di M.R. Delalande:

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Buongiorno a tutti voi miei cari amici

Da un bel cd di Amadeus di qualche anni fa : " Schubert , overture in re maggiore "in stile italiano" D590 , Adagio ,

Allegro giusto....direi ballabile 😎

Buon ascolto 

Persy 🌹

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Ricavato da un Divertimento, rappresenta nelle prime due tracce il brano iniziale del CD della M. Haydn Collection oggi in esecuzione, dedicato ai concerti per strumenti a fiato di Michelino. All'ottimo divertimento/concerto per clarinetto seguono opere che ricordano un po' quelle del fratello.

Risultato immagini per "horn concerto in D" haydn schlader"

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buongiorno a tutti musicofili! :D

ANNIVERSARI DI OGGI
 
- nel 1949 muore a Madrid il compositore Joaquin Turina
- nel 1943 nasce a Riga il direttore d'orchestra Mariss Jansons
- nel 1956 nasce a Murrayville il tenore Ben Heppner
- nel 1676 muore a Venezia il compositore Francesco Cavalli
- nel 1817 muore a Parigi il compositore francese Pierre-Alexandre Monsigny

bel quintetto di anniversari oggi :D:D

intanto io continuo con lo studio (se così possiamo chiamarlo) di Prokofiev e mi riascolto nuovamente il secondo concerto per per piano, una vera droga per il mio udito (anche se ho letto che il vero capolavoro dovrebbe essere il terzo, ma se ne parla più tardi). Sempre il duo Ashkenazy/Previn, chè questo passa il convento :D ma mi pare una buona accoppiata, se avete di meglio da consigliare, consigliate! potrei sempre reperire da spotify ❤️

 

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M. Gould

Suite from film TV "Holocaust"

The Krakow Philharmonic Orchestra

David Amos

515Keu9G4WL.jpg

I vecchi CD della Koch International dedicati agli autori americani. ^_^

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Un po' di Giovanni Sebastiano 😊

 

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Haba: Quartetto per archi n.16 in quinti di tono op.98

Novak Quartet

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21 minuti fa, Madiel dice:

Haba: Quartetto per archi n.16 in quinti di tono op.98

Novak Quartet

fico questo Haba, leggo da wiki che contribuì alla realizzazione di un pianoforte coi quarti di tono, con tastini bruni oltre a quelli soliti bianchi e neri :ph34r:

-------

dal tubo, finalmente ho un po' di tempo per ascoltare:

Prokofiev: Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in do maggiore op. 26 (Ashkenazy/Previn)

nel frattempo leggiucchio anche qualcosina in merito su questo concerto che da quanto ho già letto dovrebbe trattarsi di quello più riuscito

dedica a zio madiello che tanto non ricambia :cat_tongue:

 

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28 minuti fa, Euripide dice:

fico questo Haba, leggo da wiki che contribuì alla realizzazione di un pianoforte coi quarti di tono, con tastini bruni oltre a quelli soliti bianchi e neri :ph34r:

-------

dal tubo, finalmente ho un po' di tempo per ascoltare:

Prokofiev: Concerto per pianoforte e orchestra n.3 in do maggiore op. 26 (Ashkenazy/Previn)

nel frattempo leggiucchio anche qualcosina in merito su questo concerto che da quanto ho già letto dovrebbe trattarsi di quello più riuscito

dedica a zio madiello che tanto non ricambia :cat_tongue:

 

Ma cosa ricambio, quella edizione del concerto neanche mi piace :cat_lol: Haba lavorò perfino con i sedicesimi di tono, al limite della nostra capacità di percepire le singole note (ma lui ci riusciva, aveva l'orecchio assoluto).

----

Haba: Suite per quattro tromboni in quarti di tono op.72

Varii

 

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On 11/1/2020 at 00:47, kraus dice:

Grazie mille Viandante :) Controdedica prima di andare a nanna:

 

 

Grazie!

On 11/1/2020 at 00:53, Persephone dice:

Grazie mille Viandante !

Come controdedica Stravinsky 

 

 

Grazie!

On 11/1/2020 at 04:15, Madiel dice:

Beh, non lo so se proprio simile, alla fine i due si sono quasi presi a testate :cat_lol: 

Eh, succede quando ci sono due personalità creative di alto livello :D

On 11/1/2020 at 10:13, Snorlax dice:

Franz Joseph Haydn, Missa in angustiis, S. Stahlman, H. Watts, W. Brown, T. Krause, Choir of King's College, Cambridge, London Symphony Orchestra, Sir David Willcocks

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Registrazione storica del capolavoro haydaniano, che in questa esecuzione - captata stupendamente dai tecnici Decca nel 1962 nella Cappella del King's College - viene eseguito recuperando l'orchestrazione originale composta da solamente tre trombe, timpani, organo - c'è un giovanissimo Simon Preston! - e archi. Grazie anche a questo, Willcocks riesce a dare una lettura che ben evidenzia i chiaroscuri di questa partitura, facendo emergere in maniera ottimale la peculiare componente drammatica presente in questo lavoro, tra i meno accomodanti dell'Haydn sacro. Favolosi i solisti, particolarmente coinvolti in questa messa, a cui credo difficilmente altre registrazioni possano fare concorrenza. Quando si dice un classico intramontabile...

...in dedica a @kraus (così recupero la gaffe di ieri!), @Ives, @Wittelsbach, @Persephone, @il viandante del sud e a chi gradisce...

Thank you!

Ora sono preso dall'ascolto di Malipiero:

 

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14 minuti fa, Madiel dice:

Ma cosa ricambio, quella edizione del concerto neanche mi piace :cat_lol:

tutte scuse :cat_tongue:

--------

qualche info sul terzo concerto per piano di Prok:

"La stesura del Concerto aveva occupato Prokofev nei mesi estivi dell'anno precedente, al lavoro in tutta tranquillità in un paesino della costa bretone, Saint-Brévin-les-Pins. «Nel 1913 - raccontava l'autore nel suo schizzo autobiografico - avevo composto un tema con variazioni che poi avevo conservato a lungo. Negli anni 1916 - 1917 avevo tentato alcune volte di prendere in mano il Terzo Concerto, avevo scritto l'inizio (due temi) e due variazioni sul secondo movimento. Nello stesso periodo mi era venuta l'idea di scrivere un "quartetto bianco", vale a dire un quartetto d'archi completamente diatonico, che se si fosse voluto suonare al pianoforte era limitato soltanto ai tasti bianchi [...] ma l'impresa era troppo difficile, avevo paura della monotonia e nel 1921 decisi di smembrare il materiale accumulato [...] il primo e il secondo tema del Finale furono trasferiti nel Finale del Terzo Concerto».

Lo stile diatonico risulta in effetti uno dei caratteri dominanti del lavoro, il più equilibrato e imbevuto di spirito classico tra i suoi cinque Concerti per pianoforte. Il linguaggio di Prokofev, superata l'aggressività dei suoi primi lavori per pianoforte degli anni Dieci, tende verso quella chiarezza fondata sui principi basilari dello stile classico, vale a dire la struttura ben proporzionata dei movimenti, il trattamento polifonico delle voci, la salda organizzazione tonale della forma. Il carattere innovativo della sua musica scaturisce tuttavia dalla dimensione nuova e allargata dei confini di questi elementi del linguaggio tradizionale. Il modernismo di Prokofev risente degli influssi delle avanguardie, benché la sua musica abbia sempre rifiutato atteggiamenti di rottura radicale con il passato. Il pianoforte ha incarnato, nella prima fase della sua produzione, il mezzo privilegiato per esprimere una visione nuova della musica di scuola russa, dalla quale Prokof'ev non si è mai veramente allontanato, nemmeno nei lavori in apparenza iconoclasti come Sarcasmi o Visioni fuggitive.

Nel primo movimento del Concerto la miscela di tradizione e modernità risulta particolarmente evidente. Un Andante guidato da un tema molto delicato dei clarinetti fissa subito il colore tonale dominante del lavoro, do maggiore, collegato all'Allegro seguente, che costituisce la forma principale del movimento. Le caratteristiche del linguaggio di Prokof'ev si manifestano con semplicità e rigore logico. Il pianoforte s'impossessa subito del tema principale, che rappresenta la voce guida di una polifonia molto vivace, animata dal contrappunto delle linee interne e del basso. Il suono dell'orchestra diventa così molto trasparente, lasciando ampio spazio al solista per alimentare il motore ritmico del movimento con una sequenza di figure rapide e spettacolari. Naturalmente la chiara struttura tonale del movimento viene resa più interessante da accordi resi più piccanti da note estranee e da progressioni armoniche sparse nel corso dello sviluppo. La grande energia ritmica diventa quindi un altro ingrediente fondamentale, per tener viva l'attenzione dell'ascoltatore e per dare un impulso nuovo al linguaggio musicale tradizionale. Per questo Prokof'ev accresce il peso della sezione di percussioni dell'orchestra, introducendo anche strumenti estranei alla formazione classica come le nacchere. Dal punto di vista poetico, Prokof'ev accentua al massimo il contrasto tra i momenti lirici, espressi in ampie melodie di carattere russo, e quelli animati da dinamismo ritmico.

La contrapposizione di mondi espressivi lontani costituisce anche il principale aspetto del secondo movimento. Il tema, al quale seguono cinque variazioni e un'ampia coda finale, proviene, come abbiamo visto, da un vecchio progetto. Le variazioni rappresentano un magnifico banco di prova dell'abilità tecnica di Prokof'ev nella composizione, che a volte risulta persino troppo ricercata e in qualche misura esibita. La fisionomia del tema viene sottoposta a profonde trasformazioni e diventa quasi irriconoscibile nel corso delle variazioni, dando vita di volta in volta a episodi di grande tensione lirica e di grottesco sarcasmo, che potrebbero ricordare lo stile di lavori come il balletto Il buffone.

L'ultimo movimento, Allegro, ma non troppo, evoca più degli altri la figura del poeta Konstantin Bal'mont, fuggito in Occidente dopo il 1917 come Prokof'ev, al quale il Terzo Concerto è dedicato. Il poeta, in cambio, scrisse un sonetto intitolato "II Terzo Concerto", sull'onda delle impressioni provate all'ascolto del lavoro dopo la prima esecuzione parigina del 1921. Il carattere visionario e le sospensioni incantate della poesia di Bal'mont sembrano rispecchiarsi nella musica di Prokof'ev, specie in questo movimento finale del Concerto, grazie agli squarci d'intenso lirismo che si aprono nell'incessante movimento ritmico guidato dal pianoforte. Nella sezione centrale del finale, la forbice del carattere espressivo raggiunge la massima apertura, prefigurando lo stile dei lavori più popolari dell'autore, come la Quinta Sinfonia o i grandi balletti rappresentativi.

Il Concerto fu conosciuto presto anche in Unione Sovietica, dove fu presentato per la prima volta già nel 1923 dal pianista Samuil Fejnberg. I grandi pianisti sovietici, a cominciare da Lev Oborin ed Emil Gilels, hanno suonato spesso quest'opera, che è entrata ben presto a far parte del repertorio classico della musica russa del Novecento."

Oreste Bossini

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@kraus @Persephone

visto che state discutendo di Ludovico van e affini, vi dedico l'ascolto di questo pezzo scritto da un compositore da taluni definito il "Beethoven francese" (c'è una qual certa reminiscenza qua e là, ma l'epiteto mi pare esagerato. Ad ogni modo ha scritto degli ottimi quintetti per archi)

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3 minuti fa, il viandante del sud dice:

@kraus @Persephone

visto che state discutendo di Ludovico van e affini, vi dedico l'ascolto di questo pezzo scritto da un compositore da taluni definito il "Beethoven francese" (c'è una qual certa reminiscenza qua e là, ma l'epiteto mi pare esagerato. Ad ogni modo ha scritto degli ottimi quintetti per archi)

Curiosità !!! Ora lo ascolto subito. Vediamo se possiamo esclamare " vive la france" !!

E sentiamo che ne pensa Kraus nostro..

Grazie di cuore Viandante 😊

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Balletto di Serse di Giovan Battista Lulli (Jean Baptiste de Lully):

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