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17 minuti fa, tonysuper dice:

Debussy - musica orchestrale Leonard Bernstein

Accademia di Santa Cecilia

@Madiel

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Come ricordava @Majaniellogiorni fa, questo secondo me è un disco meraviglioso. Forse nessun altro come Bernstein in questo caso ha saputo evidenziare la carnalita' e la passione nascoste nella musica di Debussy. 

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4 ore fa, Majaniello dice:

Questa non è male...

Secondo me è un mezzo pasticcio, nel senso che l'ha concepita ad appena vent'anni senza nessuna chiara idea complessiva, mettendoci dentro un po' di tutto. Ha le stesse influenze del coevo 1° Concerto per pianoforte, se non addirittura le medesime citazioni. Per esempio, un inciso che sembra ripreso da Pétrouchka, opera che doveva essere una specie di ossessione per Antheil in quegli anni. E poi ci sono una certa morbosità scriabiniana nei movimenti lenti e le solite influenze della musica commerciale americana (queste ultime credo abbiano dato il titolo alla sinfonia). Eppure alla fine la confezione complessiva non è male, le idee sono poche ma buone e Antheil dimostrava già un grande talento.

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Si può lavorare accompagnati dalle Sonate di Scarlatti, soprattutto se esegue Ross? Secondo me anche sì, ma è facile distrarsi e perdersi dietro alla musica.  

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ciao a tutti!

ANNIVERSARI DI IERI

- nel 1985 muore a Milano il direttore d'orchestra, pianista e docente Antonino Votto
- nel 1949 nasce a Budapest il direttore d'orchestra e compositore Ádám Fischer
- nel 1950 nasce a Saint-Louis il direttore d'orchestra e di coro Dominique Debart

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1947 nasce a Sustinente il compositore Adriano Guarnieri
- nel 1714 nasce ad Aversa il compositore Niccolò Jommelli
- nel 1659 nasce a Londra Henry Purcell
- nel 1954 nasce a Roma il direttore d'orchestra Francesco la Vecchia
- nel 1966 nasce a Stoccolma il contralto Anna Larsson
- nel 2008 muore a Monmouthshire il direttore d'orchestra Vernon Handley

________________

 

 

 

ho comprato finalmente un cellulare al passo coi tempi, con una generazione di ritardo praticamente :D sostanzialmente l'ho preso per ascoltare musica anche quando faccio un po' di sport fuori casa, ma l'app di spotify funziona una schifezza, è progettata proprio male. menomale che c'è youtube :mellow:

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E quando uno meno se l'aspetta, scopre un genio misconosciuto 

A. Lokshin: Sinfonia n.9 per baritono e orchestra d'archi (1975)

Y. Grigoriev, baritono; Orchestra Sinfonia della Radio di Mosca diretta da G. Rozhdestvenskij

:stun:

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25 minuti fa, Madiel dice:

E quando uno meno se l'aspetta, scopre un genio misconosciuto 

A. Lokshin: Sinfonia n.9 per baritono e orchestra d'archi (1975)

Y. Grigoriev, baritono; Orchestra Sinfonia della Radio di Mosca diretta da G. Rozhdestvenskij

:stun:

Di solito Madiel parla di "talento"... quando usa la parola "genio" è roba grossa. O t'è scappata nell'entusiasmo? :D

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3 ore fa, Majaniello dice:

Di solito Madiel parla di "talento"... quando usa la parola "genio" è roba grossa. O t'è scappata nell'entusiasmo? :D

No, per nulla, l'ho usata di proposito. Lo considerava tale anche Barshai, suo grande estimatore e propugnatore. Sul momento pensavo fosse una esagerazione quando avevo letto di lui on line, invece aveva perfettamente ragione!  Avevo sentito alcuni frammenti della suddetta sinfonia, così mi sono detto: proviamo, vediamo che succede. Risultato, sono rimasto sbalordito. Bellissima anche la strutturalista 4a Sinfonia, l'unica che scrisse per sola orchestra (in alcuni momenti ricorda pure Hartmann). L'11a, invece, devo riascoltarla perchè mi è parsa difficile, diciamo pure ostile. Spesso tende a uscire dalla tonalità. Sia nella 4a che nell'11a ci sono strani echi di Hartmann (!) Loshkin non concede proprio niente, chiede di essere scoperto poco alla volta e richiede impegno. Il tessuto della sua musica è rigorosamente contrappuntistico, si potrebbe parlare di neo-barocchismo in salsa russa, ma è tutto innervato di dissonanze e di scarti ritmici, inoltre l'armonia è densa. Il materiale delle sue opere è minimo, ma viene come "masticato" di continuo. Predilige i colori scuri, è privo di qualsiasi lirismo e spesso la musica è turbolenta, direi sia una specie di espressionista sovietico, un caso più unico che raro. Per semplificare, immaginati lo Shostakovich degli ultimi anni senza pessimismo fatalista e perennemente incaz***to :D  

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Riassumendo: Hartmann, contrappunto neobarocco, dissonanze, scarti ritmici, armonia densa, sviluppi continui, no lirismo, no fato, balle che girano... Sulla carta mi diventa autore del cuore! Appena ho tempo ci provo! 

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7 ore fa, Majaniello dice:

Riassumendo: Hartmann, contrappunto neobarocco, dissonanze, scarti ritmici, armonia densa, sviluppi continui, no lirismo, no fato, balle che girano...

Aggiungerei che ha una mancanza congenita di umorismo, l'aspetto che lo allontana di più da Shostakovich o da altri sovietici di quel tempo. Loshkin sembra completamente reclinato su di sè. Trovo curioso il fatto che per essere un sovietico era indifferente ai problemi sociali o alla propaganda comunista, nel suo catalogo non c'è niente di politico. Ed è significativo che abbia composto la maggior parte delle sue opere dopo il 1956 e che i testi impiegati siano tutti di carattere filosofico, per lo più di natura esistenziale o tragica. Ancora più singolare il catalogo, formato in buona parte da 11 sinfonie e due sinfoniette scritte una dietro l'altra dal 1956 al 1985, tutte cantate tranne la 4a Sinfonia. Scriveva musica di tendenza astratta, fatta solo per sè stesso, che neppure veniva eseguita (o almeno molto raramente). Un artista isolato e amaro, che viveva un po' nel suo mondo.

Sulla carta mi diventa autore del cuore! Appena ho tempo ci provo! 

 

Penso di sì!

---

Loshkin: Sinfonia n.11 per soprano e orchestra da camera (1976)

L. Sodolenko, soprano; Orchestra della Radio di Mosca, Barshai

 

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14 ore fa, Madiel dice:

No, per nulla, l'ho usata di proposito. Lo considerava tale anche Barshai, suo grande estimatore e propugnatore. Sul momento pensavo fosse una esagerazione quando avevo letto di lui on line, invece aveva perfettamente ragione!  Avevo sentito alcuni frammenti della suddetta sinfonia, così mi sono detto: proviamo, vediamo che succede. Risultato, sono rimasto sbalordito. Bellissima anche la strutturalista 4a Sinfonia, l'unica che scrisse per sola orchestra (in alcuni momenti ricorda pure Hartmann). L'11a, invece, devo riascoltarla perchè mi è parsa difficile, diciamo pure ostile. Spesso tende a uscire dalla tonalità. Sia nella 4a che nell'11a ci sono strani echi di Hartmann (!) Loshkin non concede proprio niente, chiede di essere scoperto poco alla volta e richiede impegno. Il tessuto della sua musica è rigorosamente contrappuntistico, si potrebbe parlare di neo-barocchismo in salsa russa, ma è tutto innervato di dissonanze e di scarti ritmici, inoltre l'armonia è densa. Il materiale delle sue opere è minimo, ma viene come "masticato" di continuo. Predilige i colori scuri, è privo di qualsiasi lirismo e spesso la musica è turbolenta, direi sia una specie di espressionista sovietico, un caso più unico che raro. Per semplificare, immaginati lo Shostakovich degli ultimi anni senza pessimismo fatalista e perennemente incaz***to :D  

Ho appena ascoltato la nona sinfonia, con interesse crescente: davvero notevole. Uno dei miei limiti lo incontro nell'avere a che fare con la scrittura orchestrale per soli archi, che raramente mi appassiona e spesso mi pesa, pur essendo uno strumentista ad arco. In questo caso ho trovato l'uso degli strumenti ad arco avvincente. Non ho ancora trovato i testi, quindi non so cosa pensare a proposito del rapporto con il testo, ma la tensione drammatica è perfettamente sostenuta, sia nel tempo lungo della composizione nel suo complesso, sia nell'articolazione dei singoli movimenti. Penso di aver trovato una tazza di tè da mettere insieme alle altre di cui mi servo abitualmente. Grazie della segnalazione, davvero preziosa.

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3 ore fa, besugo dice:

Ho appena ascoltato la nona sinfonia, con interesse crescente: davvero notevole. Uno dei miei limiti lo incontro nell'avere a che fare con la scrittura orchestrale per soli archi, che raramente mi appassiona e spesso mi pesa, pur essendo uno strumentista ad arco. In questo caso ho trovato l'uso degli strumenti ad arco avvincente. Non ho ancora trovato i testi, quindi non so cosa pensare a proposito del rapporto con il testo, ma la tensione drammatica è perfettamente sostenuta, sia nel tempo lungo della composizione nel suo complesso, sia nell'articolazione dei singoli movimenti. Penso di aver trovato una tazza di tè da mettere insieme alle altre di cui mi servo abitualmente. Grazie della segnalazione, davvero preziosa.

I testi sono un problema, non ci sono neanche nel cd e le note sono troppo stringate a riguardo. 

A me era piaciuta subito istintivamente, ne avevo sentito due frammenti on line, ma troppo brevi per dare un giudizio. L'ascolto completo ha confermato la sua qualità. Anche la 4a è bella nella sua complessità strutturalista, più difficile l'11a (tutta strumentale con un passaggio cantato verso la fine), ma sto iniziando ad apprezzarla. Il cd comprende una Fantasia Ungherese per violino e orchestra, scritta nel 1952, ma è solo un riempitivo perchè il lavoro non dice molto, è breve ed è stato aggiunto solo perchè diretto dal vivo da Sanderling (credo sia la prima esecuzione).

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5 minuti fa, Madiel dice:

Molto bello! Da quale cd è tratto ? 

Stavo cercando di capirlo anche io. Tra le informazioni dice:

Les Amis de Philippe  diretti da Sebastian Knebel

ma non trovo nulla a riguardo.
Les Amis de Philippe avevano inciso un doppio CD di cantate di Erlebach, diretti però da Ludger Remy.
Magari è una registrazione dal vivo.

L'unica altra registrazione che trovo è questa, che infatti dice "world premiere":

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1 ora fa, Madiel dice:

I testi sono un problema, non ci sono neanche nel cd e le note sono troppo stringate a riguardo. 

A me era piaciuta subito istintivamente, ne avevo sentito due frammenti on line, ma troppo brevi per dare un giudizio. L'ascolto completo ha confermato la sua qualità. Anche la 4a è bella nella sua complessità strutturalista, più difficile l'11a (tutta strumentale con un passaggio cantato verso la fine), ma sto iniziando ad apprezzarla. Il cd comprende una Fantasia Ungherese per violino e orchestra, scritta nel 1952, ma è solo un riempitivo perchè il lavoro non dice molto, è breve ed è stato aggiunto solo perchè diretto dal vivo da Sanderling (credo sia la prima esecuzione).

Ho ascoltato anche l'11a e devo dire che mi è piaciuta molto anch'essa. Apprezzo molto come la musica mantenga una tensione costante, quasi finalistica, grazie allo sviluppo sapiente di un materiale tutto sommato assai sintetico; inoltre, nel caso dell'11a, la struttura a variazione contribuisce all'edificazione di un arcata narrativa molto efficace, secondo me. Il timbro generale delle due sinfonie mi pare piuttosto diverso, ma in comune conservano un lavoro sulle parti di archi veramente originale e, non so come altro dire, molto fluido e naturale nell'ottenere zone d'ombra e di luce, pieni e vuoti. Comunque, è un autore che sento molto nelle mie corde. Metterebbe conto di leggersi un po' di Martynov, ma traduzioni in italiano non ne ho trovate, a parte una manciata di poesie variamente disseminate in rete, che mi paiono assai belle.

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2 ore fa, besugo dice:

Metterebbe conto di leggersi un po' di Martynov, ma traduzioni in italiano non ne ho trovate, a parte una manciata di poesie variamente disseminate in rete, che mi paiono assai belle.

Segnalo un sito interamente dedicato ad Alexander Lokshin, dove sono inseriti anche molti testi cantati nelle sue opere ed è possibile ascoltare un po' di cose.

http://www.lokshin.org/en.htm?lokshin-recordings-en.htm

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39 minuti fa, giobar dice:

Segnalo un sito interamente dedicato ad Alexander Lokshin, dove sono inseriti anche molti testi cantati nelle sue opere ed è possibile ascoltare un po' di cose.

http://www.lokshin.org/en.htm?lokshin-recordings-en.htm

Grazie, una segnalazione preziosa. Purtroppo i testi della 9a sono solo in cirillico; ho tentato una traduzione on line, ottenendo un prodotto dotato, se non altro, di senso compiuto. Se la traduzione automatica è lontanamente rispondente, almeno, al significato letterale delle poesie, già da un'idea del peso specifico del materiale trattato nel brano.

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