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Cosa state ascoltando ? Anno 2020


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Altre variazioni di lusso a seguire:

Non conosco questo pianista, ma mi sembra che se la cavi benone...

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On 15/8/2020 at 01:05, Wittelsbach dice:

Quanto a Brun, rispondo a Giobar quotando... sopra (ho il cellulare e mi si è incasinato tutto): ho trovato inatteso interesse nel cd numero 10, che contiene un grosso Concerto per violoncello a dir poco bizzarro e soprattutto due pezzi sinfonici con coro, tra cui un certo Verheissung, su testi di Goethe, che ha tratti di follia capaci di farmi pensare addirittura a Langgaard. Poi, alcuni lied originariamente pianistici ma qui arrangiati dal grande Adriano, che muta il piano in sestetto d’archi con fini risultati. @Madiel

 

No, niente Brun per me: ho provato con una sinfonia, ma ci sono rimasto stecchito :cat_sad: Sono tutte uguali e tutte fatte piuttosto male. Se vuoi, ricambio con

Wirén: Sinfonia n.3

Norkopping SO, Dausgaard

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buonanotte a tutti !

ANNIVERSARI DI IERI

- nel 1998 muore a St. Petersburg il soprano Sylvia Stahlman
- nel 1986 nasce a Oslo la violinista Vilde Frang
- nel 1947 nasce a Weehawken il direttore d'orchestra e trombettista Gerard Schwarz
- nel 1881 nasce a Liveni il violinista, pianista, compositore e direttore d'orchestra George Enescu

 

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1561 nasce a Roma il compositore, organista e tenore Jacopo Peri
- nel 1974 nasce a Novosibirsk il violinista, violista e direttore d'orchestra Maxim Vengerov
- nel 1574 muore ad Heidelberg il liutista e compositore Sebastian Ochsenkun
- nel 2017 muore a Starnberg il compositore e direttore d'orchestra Wilhelm Killmayer
- nel 1801 nasce a Miglionico il compositore Francesco Stabile

_____________________

 

da spotify la sinfonia n.3 di tchaikovksy dal cofano muti. ho riascoltato le prime due e l'impressione è sempre la stessa, un po' troppo prevedibili e banalotte. proviamo con la terza ❤️

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11 ore fa, Euripide dice:

 

- nel 1801 nasce a Miglionico il compositore Francesco Stabile

_____________________

 

da spotify la sinfonia n.3 di tchaikovksy dal cofano muti. ho riascoltato le prime due e l'impressione è sempre la stessa, un po' troppo prevedibili e banalotte. proviamo con la terza ❤️

Oh bella, Miglionico ha partorito un compositore...e chi sarebbe costui?

Sono stato millemila volte a Miglionico, ma non ho mai visto nulla dedicato a lui

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3 ore fa, tonysuper dice:

 

 

George Crumb - Metamorphoses Book 1

 

@Madiel

Ottima scelta, sempre grandissimo Crumb! :cat_smile: Un compositore arrivato tardi alla fama, nonostante i premi vinti in USA, e che per anni fu snobbato qui in Europa (pare per motivi legati al suo editore, così mi hanno riferito). Crumb, da parte sua, si è sempre tenuto lontano dai grandi giri pensando a insegnare, a scrivere e a mantenere un basso profilo. Un vero artista e pure un grande uomo,  fedele a se stesso e alla sua Arte.

Ricambio con l'ascolto di questo incredibile doppio che mi sta prendendo da un mese orami, pieno zeppo di pezzi minori o sconosciuti di Shostakovich uno più bello dell'altro. Non si sa cosa scegliere tra le musiche per i film, i cartoni animati, le scene e i pezzi d'occasione. Ci sono pure le parti completate della sua terza opera, la grottesca e divertente "Il grande fulmine," che abbandonò dopo la stroncatura della Lady Macbeth. Il complesso dei due cd è un gran miscuglio di musica colta, popolare, d'avanguardia e di propaganda come solo potevano fare nell'URSS degli anni venti e trenta.

Shostakovich: Orchestral Works by Dmitry Shostakovich: Dmitry ...

Suite dalle musiche per il film "Le montagne dorate" (1933)

Il finale è un vero e proprio concerto per organo e orchestra!

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6 ore fa, Ives dice:

 

Ormai i tablet hanno sostituito i vecchi spartiti...almeno per i cantanti.

Quando funzionano... Alcuni mesi fa un bellissimo concerto del Trio di Parma è stato impreziosito dall'esilarante battaglia di Alberto Miodini con un tablet che non funzionava. Battaglia persa e trionfante ritorno in scena del pianista, soddisfatto nell'esibire una ingiallite e sbocconcellata partitura cartacea 😂

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9 ore fa, glenngould dice:

Oh bella, Miglionico ha partorito un compositore...e chi sarebbe costui?

Sono stato millemila volte a Miglionico, ma non ho mai visto nulla dedicato a lui

non ne ho la più pallida idea di chi sia, se è nelle mie carte è perchè devo averlo incrociato chissà quando su qualche testo che ho o qualche lettura on line :D cmq, c'è una pagina di wiki dedicata a lui, esiste anche una monografia di tale ranaldi:

https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Stabile

__________________

 

ANNIVERSARI DI OGGI

- nel 1951 muore a Londra il compositore e direttore d'orchestra Constant Lambert
- nel 1927 nasce a Monaco di Baviera il compositore e direttore d'orchestra Wilhelm Killmayer
- nel 2009 muore a Melbourne il pianista e compositore Geoffrey Tozer

____________________

 

in questo momento non sto ascoltando nulla fa troppo caldo se ne parla più tardi. ieri ho ascoltato, ma un po' distrattamente, la terza di tchaikovsky / muti. mi ha fatto una bella impressione, la riascolterò dopo per cercare di decifrare meglio i particolari :D 

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3 ore fa, Madiel dice:

Ottima scelta, sempre grandissimo Crumb! :cat_smile: Un compositore arrivato tardi alla fama, nonostante i premi vinti in USA, e che per anni fu snobbato qui in Europa (pare per motivi legati al suo editore, così mi hanno riferito). Crumb, da parte sua, si è sempre tenuto lontano dai grandi giri pensando a insegnare, a scrivere e a mantenere un basso profilo. Un vero artista e pure un grande uomo,  fedele a se stesso e alla sua Arte.

Ricambio con l'ascolto di questo incredibile doppio che mi sta prendendo da un mese orami, pieno zeppo di pezzi minori o sconosciuti di Shostakovich uno più bello dell'altro. Non si sa cosa scegliere tra le musiche per i film, i cartoni animati, le scene e i pezzi d'occasione. Ci sono pure le parti completate della sua terza opera, la grottesca e divertente "Il grande fulmine," che abbandonò dopo la stroncatura della Lady Macbeth. Il complesso dei due cd è un gran miscuglio di musica colta, popolare, d'avanguardia e di propaganda come solo potevano fare nell'URSS degli anni venti e trenta.

Shostakovich: Orchestral Works by Dmitry Shostakovich: Dmitry ...

Suite dalle musiche per il film "Le montagne dorate" (1933)

Il finale è un vero e proprio concerto per organo e orchestra!

Concordo in toto, musiche deliziosissime, mi sono affezionato alla colonna sonora de Le avventure di Korzinka, soprattutto il finale, in questo tipo di musica Shostakovich si divertiva un mondo, secondo me.

 

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Oratorio profano da Thomas Moore che considero la pagina schumanniana maggiore in questo genere (anche più delle per me statiche musiche sul Faust) assieme al Requiem fur Mignon. La narrazione procede per strappi, per quadri staccati, per frammenti di immagini, evocati dalla musica e risolti senza sviluppo. Non c'è vera e propria narrazione anche se il canto è ricco di suggestioni, di invenzioni e di colore (troppo naif l'immagine di un oriente immaginario, molto meglio quella dell'esibizione del dolore, all'inizio della prima parte e maggiormente nella seconda). Schumann riesce splendidamente quando evoca il lied, la ninna-nanna, la ballata popolare, il quadro pastellato alla Mendelssohn (anche se non ha la grazia di quest'ultimo o l'invenzione orchestrale di un Berlioz), il bellissimo mottetto del coro a raffigurarare la fata in lacrime. Insomma, la poesia dei gesti e delle emozioni. Edizione EMI anni '70 diretta con i complessi di Dusseldorf da Henryk Czyz, direttore polacco oggi sconosciuto ma grande specialista di Lutoslawski ai tempi. Concertazione solida, bel tappeto sonoro per i cantanti, tempi mossi e drammaturgicamente lenti, evita però il biedermaier e il sentimentalismo dolciastro. Cast dominato da Edda Moser nel ruolo eponimo. Ottimo il coro, di suono più leggero e nitido rispetto ai cori tedeschi dell'epoca, che canta in platea davanti all'orchestra e non dietro come di consuetudine. @Snorlax e @superburp

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19 ore fa, Madiel dice:

Ottima scelta, sempre grandissimo Crumb! :cat_smile: Un compositore arrivato tardi alla fama, nonostante i premi vinti in USA, e che per anni fu snobbato qui in Europa (pare per motivi legati al suo editore, così mi hanno riferito). Crumb, da parte sua, si è sempre tenuto lontano dai grandi giri pensando a insegnare, a scrivere e a mantenere un basso profilo. Un vero artista e pure un grande uomo,  fedele a se stesso e alla sua Arte.

Ricambio con l'ascolto di questo incredibile doppio che mi sta prendendo da un mese orami, pieno zeppo di pezzi minori o sconosciuti di Shostakovich uno più bello dell'altro. Non si sa cosa scegliere tra le musiche per i film, i cartoni animati, le scene e i pezzi d'occasione. Ci sono pure le parti completate della sua terza opera, la grottesca e divertente "Il grande fulmine," che abbandonò dopo la stroncatura della Lady Macbeth. Il complesso dei due cd è un gran miscuglio di musica colta, popolare, d'avanguardia e di propaganda come solo potevano fare nell'URSS degli anni venti e trenta.

Shostakovich: Orchestral Works by Dmitry Shostakovich: Dmitry ...

Suite dalle musiche per il film "Le montagne dorate" (1933)

Il finale è un vero e proprio concerto per organo e orchestra!

Mi hai incuriosito... proprio l'altro giorno ho beccato questo disco per caso:

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incisione stratosferica ma la musica... che angoscia, e che noia. Shosta mi sta scendendo sempre più, ma se qui dentro c'è roba tipo Nuova Babilonia mi può interessare.

°°°°

Documento mai visto... genio!

verso la fine si vedono addirittura i Six che chiacchierano!

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3 ore fa, Majaniello dice:

Mi hai incuriosito... proprio l'altro giorno ho beccato questo disco per caso:

81HfhsbtVYL._SY355_.jpg

incisione stratosferica ma la musica... che angoscia, e che noia. Shosta mi sta scendendo sempre più, ma se qui dentro c'è roba tipo Nuova Babilonia mi può interessare.

No, è tutta musica ben diversa come ho scritto sopra. Il 2° Concerto per violino è della sua fase "negativa", non fa per te! :D 

°°°°

Documento mai visto... genio!

verso la fine si vedono addirittura i Six che chiacchierano!

Per meglio dire, quello che ne restava all'epoca. Nonostante l'età, si vede che si sono sempre divertiti. Peccato per l'audio pessimo.

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38 minuti fa, Majaniello dice:

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grande musica.

 

E pure grandi esecuzioni! Per i due concerti, dopo anni di ascolti, posso dire che non c'è di meglio.

---

Antheil: Sinfonia n.3 "American" (1939)

Frankfurt SO, Wolff

Ascoltando questo lavoro si capisce perchè le assonanze tra le sinfonie di Antheil e Shostakovich sono solo apparenza. In realtà, Antheil era passato per delle esperienze musicali e di vita del tutto diverse, specie se legate alla musica leggera occidentale degli anni venti, che il collega russo non ebbe o che non riusciva a capire fino in fondo. Nella 3a è anche evidente il dato "folk" bianco tipico della musica americana (nello specifico della California). Antheil, infine, non possedeva eccelse capacità costruttive e artigianali, come scrisse lui stesso lamentandosi proprio della sua 3a, e tanto meno aveva una conoscenza approfondita del repertorio storico (ammise di conoscere poco le sinfonie di Beethoven Brahms, Mahler e Sibelius). Dal punto di vista artigianale era l'opposto di Shostakovich. L'orchestrazione, come ho scritto altrove, è molto diversa, più leggera e sfumata in Antheil per via delle influenze francesi e con ritmi più quadrati memori dell'infatuazione stravinskyana giovanile, e se le assonanze "stilistiche" sono presenti (v. la 4a del 1942) sono generiche e riferite piuttosto al tipo di idioma post romantico impiegato dai due autori.

Nella 3a "American" la narrazione è vicina a quella del poema sinfonico, non c'è un vero e proprio sviluppo dei temi impiegati e i quattro movimenti che la compongono sono autonomi, anche nel materiale sempre vario e ricco di contrasti (che oscilla tra il jazz del finale, gli accenti coplandiani da Far West dello scherzo e l'elegia mahleriana - nella parte lenta c'è proprio un passaggio che ricorda l'adagio della 1a di Mahler !).

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48 minuti fa, Madiel dice:

E pure grandi esecuzioni! Per i due concerti, dopo anni di ascolti, posso dire che non c'è di meglio.

---

Antheil: Sinfonia n.3 "American" (1939)

Frankfurt SO, Wolff

Ascoltando questo lavoro si capisce perchè le assonanze tra le sinfonie di Antheil e Shostakovich sono solo apparenza. In realtà, Antheil era passato per delle esperienze musicali e di vita del tutto diverse, specie se legate alla musica leggera occidentale degli anni venti, che il collega russo non ebbe o che non riusciva a capire fino in fondo. Nella 3a è anche evidente il dato "folk" bianco tipico della musica americana (nello specifico della California). Antheil, infine, non possedeva eccelse capacità costruttive e artigianali, come scrisse lui stesso lamentandosi proprio della sua 3a, e tanto meno aveva una conoscenza approfondita del repertorio storico (ammise di conoscere poco le sinfonie di Beethoven Brahms, Mahler e Sibelius). Dal punto di vista artigianale era l'opposto di Shostakovich. L'orchestrazione, come ho scritto altrove, è molto diversa, più leggera e sfumata in Antheil per via delle influenze francesi e con ritmi più quadrati memori dell'infatuazione stravinskyana giovanile, e se le assonanze "stilistiche" sono presenti (v. la 4a del 1942) sono generiche e riferite piuttosto al tipo di idioma post romantico impiegato dai due autori.

Dici solo questo? a me sembrano simili nelle parti "allegre", magari Shosta è più grottesco, Antheil più leggerino, ma io mi riferisco a cose come questa:

forse è vero il contrario, nel senso che Shosta ha risentito dell'influenza del jazz e dei balli americani tipo foxtrot ecc. quindi è lui che somiglia ad Antheil e non il contrario.

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12 minuti fa, Majaniello dice:

Dici solo questo? a me sembrano simili nelle parti "allegre", magari Shosta è più grottesco, Antheil più leggerino, ma io mi riferisco a cose come queste:

forse è vero il contrario, nel senso che Shosta ha risentito dell'influenza del jazz e dei balli americani tipo foxtrot ecc. quindi è lui che somiglia ad Antheil e non il contrario.

Il lavoro di Antheil con la forma della sinfonia è come semplificato, soprattutto nel contenuto, la sostanza emotiva è oggettivizzata, si sente la profonda influenza che ebbe dai Six, da Stravinsky e, in genere, dalla musica francese neoclassica. La vivacità ritmica è derivata esclusivamente dalla musica popolare e di consumo americana, che Shostakovich conobbe parzialmente e solo per qualche anno, oppure non conobbe affatto. L'impiego che ne fece il russo è piuttosto una mimetizzazione satirica, non c'è niente di vissuto, un po' come il jazz di Stravinsky del Ragtime per intenderci (v. la Jazz Suite n.1 o Tea for Two per esempio). Se fosse come scrivi, allora  ci sarebbero dei "fantasmi" negli scherzi sciostakoviciani di esperienze precedenti riferite a tradizioni extra russe, ma ne dubito. 

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6 minuti fa, Madiel dice:

Il lavoro di Antheil con la forma della sinfonia è come semplificato, soprattutto nel contenuto, la sostanza emotiva è oggettivizzata, si sente la profonda influenza che ebbe dai Six, da Stravinsky e, in genere, dalla musica francese neoclassica. La vivacità ritmica è derivata esclusivamente dalla musica popolare e di consumo americana, che Shostakovich conobbe parzialmente e solo per qualche anno, oppure non conobbe affatto. L'impiego che ne fece il russo è piuttosto una mimetizzazione satirica, non c'è niente di vissuto, un po' come il jazz di Stravinsky del Ragtime per intenderci (v. la Jazz Suite n.1 o Tea for Two per esempio). Se fosse come scrivi, allora  ci sarebbero dei "fantasmi" negli scherzi sciostakoviciani di esperienze precedenti riferite a tradizioni extra russe, ma ne dubito. 

sì io pensavo proprio a cose come questa:

o questa:

che poi è il Shostakovich più figo, dal mio punto di vista ovviamente :D

 

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26 minuti fa, Majaniello dice:

sì io pensavo proprio a cose come questa:

o questa:

che poi è il Shostakovich più figo, dal mio punto di vista ovviamente :D

 

Shostakovich è un altro mondo :cat_smile: Nei pezzi in questione, però, ti faccio notare che ci sono molte citazioni di canzoni popolari, inni o altro materiale di propaganda musicale "di sinistra" del tempo. C'è una vero e proprio lavoro di collage del materiale che anticipa modi espressivi dei tempi odierni.

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Scelsi: Hyxos (1955)

C. Levine, flauto; E. Salmen, percussioni

Quant'è bello questo breve lavoro: gli arabeschi del solista accompagnati da brevi, intensi, colpi metallici di un gong ricordano l'atmosfera sospesa di un tempio buddista.

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