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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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Ragazzi... ben ritrovati.

Vi volevo chiedere una cosa.

Da quando in qua YouTube inserisce annunci pubblicitari in mezzo ai video? Fino al mese scorso non mi era mai e ribadisco mai successo. Ieri ho tentato di ascoltare un pezzo di circa 35 minuti ed è stato interrotto quattro volte dalla pubblicità. C'è chi sostiene che sia sempre stato così (?) e che dipende dalle scelte del canale in questione. Io sono abbastanza certo che se la persona che ha caricato quel video sapesse che viene interrotto quattro volte dalla pubblicità si incazzerebbe non poco. Oppure piglia dei soldi pure lui, e allora è un'altra storia. Sarà un caso che questi annunci così fastidiosi sono iniziati (perché sono iniziati ora) all'incirca in concomitanza con la massiccia promozione di YouTube a pagamento?

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4 ore fa, Eduard Hanslick dice:

Ragazzi... ben ritrovati.

Vi volevo chiedere una cosa.

Da quando in qua YouTube inserisce annunci pubblicitari in mezzo ai video? Fino al mese scorso non mi era mai e ribadisco mai successo. Ieri ho tentato di ascoltare un pezzo di circa 35 minuti ed è stato interrotto quattro volte dalla pubblicità. C'è chi sostiene che sia sempre stato così (?) e che dipende dalle scelte del canale in questione. Io sono abbastanza certo che se la persona che ha caricato quel video sapesse che viene interrotto quattro volte dalla pubblicità si incazzerebbe non poco. Oppure piglia dei soldi pure lui, e allora è un'altra storia. Sarà un caso che questi annunci così fastidiosi sono iniziati (perché sono iniziati ora) all'incirca in concomitanza con la massiccia promozione di YouTube a pagamento?

Chi non muore si rivede, dissero gli apostoli a Gesù Cristo!

Comunque non ne ho la minima idea.
Come te la passi Hanslick? Che ne dici di raccontarci un po' quello che ti sei ascoltato in questi anni? Sono sicuro che apprezzeresti il nuovo acquisto @Snorlax

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Chi non muore si rivede, dissero gli apostoli a Gesù Cristo!

Comunque non ne ho la minima idea.
Come te la passi Hanslick? Che ne dici di raccontarci un po' quello che ti sei ascoltato in questi anni? Sono sicuro che apprezzeresti il nuovo acquisto @Snorlax

Qualche anno fa mi sono trasferito e sono stato senza una vera e propria connessione internet fino all'anno scorso. Inoltre, più o meno contestualmente, ho trovato un lavoro che mi lascia raramente libero la sera (l'unico momento della giornata che reputo adatto all'ascolto come lo intendo io). La lontananza dal forum e la difficoltà di trovare momenti adatti si sono trasformate in una sorta di cane che si morde la coda. La frequentazione del forum era uno stimolo all'ascolto, l'ascolto era uno stimolo a frequentare il forum.

Non è detto che la tendenza possa essere invertita (nonostante un nuovo hobby che porta via altro tempo).

 

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6 ore fa, Ives dice:

Le Matin...e buon 25 aprile a tutti!

Anche a te... e a chi lo festeggia!

ad @.Andrea che l'ascoltava ieri e a @Snorlax

Segue, una sinfonia che mi tocca particolarmente:

 

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Ludwig van BEETHOVEN
Concerto triplo in do maggiore op. 56

Alexander Lonquich, pianoforte - Ilya Gringolts, violino
Mario Brunello, violoncello
Simon Bolivar Youth Orchestra of Venezuela
Claudio Abbado

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Luigi NONO
Il canto sospeso

Susanne Lothar e Bruno Ganz, recitanti
Barbara Bonney, soprano - Susanne Otto, mezzosoprano
Marek Torzewski, tenore
Rundfunkchor Berlin
Berliner Philharmoniker
Claudio Abbado

Vedendo i messaggi di Ives e di Majaniello mi è sorta una domanda cui non ho saputo dare una risposta immediata: ma ci sono opere musicali importanti* specificamente dedicate o ispirate alla resistenza al fascismo e alla liberazione? Lo stesso Canto sospeso che sto ascoltando si pone, in realtà, in una più ampia prospettiva europea. Eppure proprio Nono, per la sua precisa impostazione idologica, avrebbe potuto inserirsi in un filone culturale che in Italia comunque - almeno a livello di letteratura, cinema, teatro e musica popolare - è stato particolarmente ricco e ha offerto un buon numero di opere e di autori di notevole rilievo. C'è stato forse uno strano scollamento fra la tendenza generale del mondo culturale a individuare nella resistenza al fascismo un tema di riflessione centrale e gli autori di musica classica, molti dei quali avevano comunque stretti legami personali, ideologici e politici col mondo dell'antifascismo?

*: pezzi d'occasione o di autori minori ce ne sono; mi riferisco a opere capitali come possono essere, nel cinema, La notte di San Lorenzo o, nella letteratura, Il partigiano Johnny

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1 ora fa, giobar dice:

Luigi NONO
Il canto sospeso

Susanne Lothar e Bruno Ganz, recitanti
Barbara Bonney, soprano - Susanne Otto, mezzosoprano
Marek Torzewski, tenore
Rundfunkchor Berlin
Berliner Philharmoniker
Claudio Abbado

Vedendo i messaggi di Ives e di Majaniello mi è sorta una domanda cui non ho saputo dare una risposta immediata: ma ci sono opere musicali importanti* specificamente dedicate o ispirate alla resistenza al fascismo e alla liberazione? Lo stesso Canto sospeso che sto ascoltando si pone, in realtà, in una più ampia prospettiva europea. Eppure proprio Nono, per la sua precisa impostazione idologica, avrebbe potuto inserirsi in un filone culturale che in Italia comunque - almeno a livello di letteratura, cinema, teatro e musica popolare - è stato particolarmente ricco e ha offerto un buon numero di opere e di autori di notevole rilievo. C'è stato forse uno strano scollamento fra la tendenza generale del mondo culturale a individuare nella resistenza al fascismo un tema di riflessione centrale e gli autori di musica classica, molti dei quali avevano comunque stretti legami personali, ideologici e politici col mondo dell'antifascismo?

*: pezzi d'occasione o di autori minori ce ne sono; mi riferisco a opere capitali come possono essere, nel cinema, La notte di San Lorenzo o, nella letteratura, Il partigiano Johnny

A questa domanda interessante può rispondere un solo uomo: Madiel!

La terza sinfonia di Casella so che è considerata alla stregua di una sinfonia di Shostakovich, nel modo di interpretare il rapporto col regime. Quelli della generazione successiva (i vari Berio, Nono ecc) fanno parte di quella temperie che faceva (e che fa) dell'antifascismo un atteggiamento culturale, poi nella sostanza pare vadano proprio in direzione opposta (in Nono forse è ancora più evidente che in Berio). Non mi risulta che ci sia stato un musicista italiano che sia entrato a gamba tesa nelle questioni politiche e ideologiche (parlo sia del partito del pro che di quello dell'anti), dico con opere che lascino intendere un sentimento autentico, viscerale, dal risultato impattante, un motivo ci sarà. Probabilmente in Italia i meno fascisti di tutti sono quelli che si sono tenuti lontani dal dibattito, per una qualche convenienza, o per un reale atteggiamento di distacco intellettuale. Sono sensazioni eh, non ho condotto alcuno studio in merito (al contrario del Fidelio, per dire :cat_lol: ), sempre meglio precisarlo 😎

Non c'entra niente col discorso, ma un'opera che mi piace e che parla di "liberazione" in senso lato è questa, dal sapore insolitamente forte per un autore che nel mio immaginario resta un edonista, seppur schierato sulla carta:

117260619.jpg

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20 minuti fa, Majaniello dice:

in Nono forse è ancora più evidente che in Berio

Non ho capito questa puntualizzazione. Nono ha scritto parecchie opere, anche molto importanti, manifestando in modo netto il suo orientamento politico, ma - come accennavo prima - il suo orizzonte sembra situato al di là del confine italiano. Eppure - per dirne una - fra i "padri nobili" della musica italiana del dopoguerra c'era persino Massimo Mila, antifascista dell prima ora, condannato a una lunga pena detentiva per motivi politici e infine partigiano.  

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1 ora fa, Majaniello dice:

A questa domanda interessante può rispondere un solo uomo: Madiel!

La terza sinfonia di Casella so che è considerata alla stregua di una sinfonia di Shostakovich, nel modo di interpretare il rapporto col regime. Quelli della generazione successiva (i vari Berio, Nono ecc) fanno parte di quella temperie che faceva (e che fa) dell'antifascismo un atteggiamento culturale, poi nella sostanza pare vadano proprio in direzione opposta (in Nono forse è ancora più evidente che in Berio). Non mi risulta che ci sia stato un musicista italiano che sia entrato a gamba tesa nelle questioni politiche e ideologiche (parlo sia del partito del pro che di quello dell'anti), dico con opere che lascino intendere un sentimento autentico, viscerale, dal risultato impattante, un motivo ci sarà. Probabilmente in Italia i meno fascisti di tutti sono quelli che si sono tenuti lontani dal dibattito, per una qualche convenienza, o per un reale atteggiamento di distacco intellettuale. Sono sensazioni eh, non ho condotto alcuno studio in merito (al contrario del Fidelio, per dire :cat_lol: ), sempre meglio precisarlo 😎

Non c'entra niente col discorso, ma un'opera che mi piace e che parla di "liberazione" in senso lato è questa, dal sapore insolitamente forte per un autore che nel mio immaginario resta un edonista, seppur schierato sulla carta:

 

Sì, ci sono, più o meno dedicate e più o meno programmatiche. Penso al 7° Concerto per orchestra di Petrassi del 1964: proprio in occasione di un grande convegno tenuto a Bologna in quell'anno sulla resistenza furono commissionate parecchie opere. So che scrissero di sicuro Petrassi e Nono, ma ce ne sono altri famosi, basta cercare on line con attenzione. Diventarono pure una moda tra il 1968 e il 1975. Il tema dell'impegno civile, o della "resistenza" se vogliamo chiamarlo come la vulgata, non mi ha mai convinto perchè produce fortissimo dualismo ideologico (se una buona fetta degli italiani oggi è indifferente od ostile dopo settant'anni un motivo ci sarà...)  e di conseguenza me ne sono tenuto alla larga. Anzi, con tutta sincerità, se manca un testo che dichiara le intenzioni dell'autore per me è anche meglio: mi posso concentrare sulla musica in quanto tale ed evitare retro-pensieri. Bisogna anche tenere conto del fatto che il più delle volte sono dediche di comodo (come quella di Petrassi, come scrisse lui stesso), per cui sulla sincerità degli autori non ci metto la mano sul fuoco. Riguardo ai temi libertari c'è Henze sopra citato, che scrisse anche una Die Weisse Rose, ricordo la suite orchestrale "Judische Chronik" ecc. 

Giusto perchè oggi è il 25 ho ascoltato fino alla nausea Casella :cat_lol: A mio modo resisto alla molesta retorica finto-patriottarda

Casella: Pagine di guerra

Orchestra Sinfonica di Roma, La Vecchia

a chi apprezza! 

 

 

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48 minuti fa, giobar dice:

Non ho capito questa puntualizzazione. Nono ha scritto parecchie opere, anche molto importanti, manifestando in modo netto il suo orientamento politico, ma - come accennavo prima - il suo orizzonte sembra situato al di là del confine italiano. Eppure - per dirne una - fra i "padri nobili" della musica italiana del dopoguerra c'era persino Massimo Mila, antifascista dell prima ora, condannato a una lunga pena detentiva per motivi politici e infine partigiano.  

Mila però era una figura molto particolare, antifascista da cima a fondo ma con orizzonti molto aperti e di certo insofferente di qualunque autorità partitica e rigidità ideologica; in particolare polemizzò con lo stesso Nono, quando questi si indignò allorché Mila fece pubblicare per l'Einaudi un saggio di Mario Bortolotto (giudicato un reazionario da Nono e dalla sua cerchia, e che pertanto avrebbe profanato l'editore di sinistra par excellence, Einaudi) e Mila respinse l'indignazione al mittente, con parole a muso duro del tipo "io il partigiano l'ho fatto veramente tu no, non mi insegni chi devo pubblicare o no" (vado a braccio, ma l'epistolario Mila-Nono è molto interessante, lo pubblica Il Saggiatore). Naturalmente, a parte questi screzi politici per la faziosità di Nono, i due si stimavano e non ruppero mai l'amicizia, cosa che, a mio modo di vedere, depone a loro favore.

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Questa credo che possa andare...

Mario Zafred, Sinfonia in onore della Resistenza, ossia Sinfonia n. 4

Qui le mie note d'ascolto, risalenti al 2016:

Cita

La Sinfonia n. 4 "In onore della Resistenza" (1950), diretta dall'eclettico Mario Rossi alla Rai di Milano nel 1965 (sono riuscito a risalire a data e luogo con opportune ricerche).
Beh, che dire, se non che qui, con l'uso della grande orchestra, il calco da Shostakovich da parte di Mario Zafred pare ancor più specchiato? Lo stile di questa sinfonia in quattro movimenti, se si esclude il gigantismo, è quello della n. 11 o della 12 del progenitore russo. Dovrebbe comparire, sul finale della composizione, una citazione del famoso tema "Fischia il vento", ma non mi è sembrato di averla riconosciuta, perché prima di ascoltarla non lo sapevo. Comunque tutti e quattro i tempi, e specialmente il terzo, sono decisamente spinti sul virtuosismo orchestrale, che con altro livello di tecnica acustica si sarebbe apprezzato di più. Il suono purtroppo è quello che è, un mono piuttosto inscatolato e incostante, anche se proprio nel terzo movimento appare più nitido. L'orchestra di Milano suona in un modo impressionante, condotta da un Mario Rossi che pare avere addirittura il diavolo in corpo: ottima interpretazione, dubito che con simile musica si potesse far di meglio.

 

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17 minuti fa, Madiel dice:

Sì, ci sono, più o meno dedicate e più o meno programmatiche. Penso al 7° Concerto per orchestra di Petrassi del 1964: proprio in occasione di un grande convegno tenuto a Bologna in quell'anno sulla resistenza furono commissionate parecchie opere.

Avevo letto da qualche parte qualcosa su questa occasione, tipo che Petrassi in realtà quella volta non voleva fare un'esplicita dedica resistenziale ma soltanto presentare la composizione in un contesto abbastanza prestigioso. Ma ora non ricordo nemmeno dove l'avevo letto.

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Adesso, Wittelsbach dice:

Avevo letto da qualche parte qualcosa su questa occasione, tipo che Petrassi in realtà quella volta non voleva fare un'esplicita dedica resistenziale ma soltanto presentare la composizione in un contesto abbastanza prestigioso. Ma ora non ricordo nemmeno dove l'avevo letto.

Esatto, è proprio così! Nono gli chiese un pezzo per quella occasione e lui mandò il 7° Concerto che era già bello che pronto. 

Giustissima la menzione di Zafred, stavo giusto per farlo anch'io. Ricordavo che aveva scritto una delle sue sinfonie come "resistenti", forse nel catalogo c'è altro.

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Adesso, Madiel dice:

Esatto, è proprio così! Nono gli chiese un pezzo per quella occasione e lui mandò il 7° Concerto che era già bello che pronto. 

Giustissima la menzione di Zafred, stavo giusto per farlo anch'io. Ricordavo che aveva scritto una delle sue sinfonie come "resistenti", forse nel catalogo c'è altro.

Lo stavo appunto per dire, ho guardato nel libretto del doppio cd di Tamayo, ed è effettivamente così. Gimme five!

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Ah: mi sono venuti in mente i Canti di Prigionia di Dallapiccola.

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1 minuto fa, Wittelsbach dice:

Ah: mi sono venuti in mente i Canti di Prigionia di Dallapiccola.

Ci sono anche i Canti di Liberazione!

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13 ore fa, Ives dice:

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Le Matin...e buon 25 aprile a tutti!

Sono dirette dal primo violino?

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2 ore fa, giobar dice:

Non ho capito questa puntualizzazione. Nono ha scritto parecchie opere, anche molto importanti, manifestando in modo netto il suo orientamento politico...

Sì certo, alcune anche abbastanza esplicite... ma poi che linguaggio musicale usi? 

Totalmente basato sulla suggestione. E' più "fascista" (metto le virgolette eh! perchè potrei dire stalinista o cattolica indifferentemente) una musica del genere che non "Faccetta nera", a livello di modalità di comunicazione e di rapporto che vuole stabilire con l'ascoltatore. Che poi sulla carta voglia essere l'evocazione dei campi di sterminio... mah mi pare un bell'esercizio di retorica (chi non è contro i campi di concentramento?! evidentemente non è questo il punto).

Preciso che la mia non è una guerra "di genere", la musica sacra ad esempio la ascolto volentieri (anzi il rinascimento lo vorrei approfondire per bene), perchè mi interessa come l'abilità dell'uomo, ossia la complessità della ragione, porta ad un risultato di carattere emotivo, un'emozione che si può astrarre dalle finalità liturgiche (spesso un mero pretesto per scrivere grande musica); finchè la musica porta in sè un dato formale concreto che possa sottrarsi alle sue finalità allora mi riesce di apprezzarla senza retropensieri, quando invece comincia a prevalere l'aspetto della simulazione sul resto mi inquieto.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto n.21 per pianoforte e orchestra di W.A.Mozart:

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Buongiorno a tutti voi miei cari amici!

Mozart in gran spolvero !

A @kraus

.qualcosa mi dice che gli piacerà 😊

 

 

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81yjXqTXU5L._SX466_.jpg

Personalmente, non cesso mai di sentirmi e risentirmi questo Così fan tutte, uno dei miei prediletti, il primo assolutamente integrale (credo anche nei recitativi, ma soprattutto con tutti i pezzi chiusi, compreso il duettino "Al fato dan legge"). E' degli anni Sessanta, ma trovo che fosse un'edizione dannatamente "avanti" rispetto alla sua epoca. Dirò una cosa che forse scandalizzerà qualche purista: la tradizione mozartiana del Metropolitan, almeno quando non dava le opere in inglese (è capitato pure questo), covava spesso dentro di sé tutti i germi di "italianità" che la pur sublime tradizione austriaca aveva perso.

@Majaniello @Ives

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16 ore fa, Wittelsbach dice:

Sono dirette dal primo violino?

Si, Petra Mullejans.

44 minuti fa, Wittelsbach dice:

81yjXqTXU5L._SX466_.jpg

Personalmente, non cesso mai di sentirmi e risentirmi questo Così fan tutte, uno dei miei prediletti, il primo assolutamente integrale (credo anche nei recitativi, ma soprattutto con tutti i pezzi chiusi, compreso il duettino "Al fato dan legge"). E' degli anni Sessanta, ma trovo che fosse un'edizione dannatamente "avanti" rispetto alla sua epoca. Dirò una cosa che forse scandalizzerà qualche purista: la tradizione mozartiana del Metropolitan, almeno quando non dava le opere in inglese (è capitato pure questo), covava spesso dentro di sé tutti i germi di "italianità" che la pur sublime tradizione austriaca aveva perso.

@Majaniello @Ives

Bellissimo, il mio Cosi preferito, assieme a quello di Davis e a quello di Levine (tolgo Cantelli per motivi d'audio). Qualche difetto c'è, il continuo è cigolante, Leinsdorf un pò inerte in alcuni momenti avrei preferito maggior brio e nitore, l'audio non perfetto, però avercene oggi di cantanti cosi bravi, anche George Shirley era un ottimo cantante, spesso sottovalutato (chissà se ristamperanno prima o poi il suo Idomeneo).

Holst

Short Festival Te Deum

London Symphony Chorus

London Philharmonic Orchestra

Sir Charles Groves

@Wittelsbach

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