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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per due violini e orchestra (interpretato da due mostri sacri del violino) di J.S.Bach:

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7 ore fa, Wittelsbach dice:

Orma i corsivi di Snorlax sono una piacevole certezza!

Ma i dischi fan parte del famoso cofanetto Masur Eurodisc Reckrdings vero?

Ahah, troppa grazia Wittels! :thank_you2:

Sì, arrivano proprio da quel boxino, raccattato tempo fa a prezzo irrisorio su JPC. A parte Schumann e Mendelssohn - che comunque non ho ascoltato integralmente - Bruckner e il Fidelio mi paiono cestinabili senza troppi ripensamenti. Il ciclo bruckneriano avevo provato a riscoltarlo mesi orsono, e all'inizio mi sembrava un pochino meglio di come me lo ricordavo, ma poi, proseguendo con l'ascolto, sono tornato sulle mie posizioni iniziali: letture senza personalità e ripresa del suono imbarazzante. L'avevo regalato, e avevo fatto bene...:wacko:

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Saint-Saëns

Le Déluge, orchestral prelude from the oratorio Op. 45

Ulf Hoelscher, violin

New Philharmonia Orchestra

Pierre Dervaux

@Snorlax poi proverò quello Schumann di Masur, magari riesce veramente bene. Direttore che anche io trovo loffissimo quasi sempre (qualche disco con la New York Philharmonic si salva, ricordo qualche sinfonia di Shosta non malvagia, ma non cose eclatanti). Questo doppio Emi di Dervaux con Hoelscher l'ho consumato da bambino, un piacere riscoltarlo oggi, letture ancora bellissime. Ed era pure in "quadrofonia"!

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la Sinfonia n.3 di Anton Reicha:

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Wolfgang Amadeus Mozart, La clemenza di Tito [Harmoniemusik], Blaser der Berliner Philharmoniker

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Veramente piacevoli questi antichi bignamini operistici - trattasi di trascrizioni risalenti all'epoca mozartiana - per ottetto di fiati. Mentre i meno abbienti si dovevano accontentare di riduzioni per tastiera, c'era invece, chi, pure desinando, si godeva queste bellezze. Poi, col tempo, sono arrivati i mezzi di riproduzione...:mda:

...a @Wittelsbach, @Ives, @Majaniello, @Pinkerton e a chi gradisce...

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Buongiorno a tutti voi miei cari amici

J.S. Bach concerto per 2 violini 1043

Una cascata barocca di sensazioni sublimi.

A @kraus e @Snorlax

 

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5 ore fa, Ives dice:

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Sentito a tratti, non male, ma suono dell'orchestra un pò troppo ordinario, pensavo a letture diverse, più personali. Preferisco Antonini e DeVriend.

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Shostakovich

A selection of Orchestral Waltzes:

I. From the film, Golden Mountains Op. 30 (1931) 00:00-04:45 II. From the incidental music, The Human Comedy Op. 37 (1934) 04:45-07:20 III. From the film, The Return of Maxim Op. 45 (1936) 07:20-10:25 IV. From the film, Pirogov Op. 76 (1947) 10:25-15:05 V. From the film, Michurin Op. 78 (1948) 15:05-17:10 VI. From the film, Unity Op. 95 (1954) 17:10-20:40 VII. From the film, The Gadfly Op. 97 (1955) 20:40-22:55 VIII From the film, The First Echelon Op. 99 (1956) 22:55-25:40 IX. From the operetta, Moscow-Cheremushki Op. 108 (1958) 25:40-27:55

Moscow Chamber Orchestra

Constantine Orbelian

 

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13 ore fa, il viandante del sud dice:

Grazie assai Viandante 😊

Controdedico il mio ascolto di adesso.

Franz Shubert, trio n.2 in si bemolle maggiore.

Buon ascolto 😘

 

 

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Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 6 in si min. "Patetica", Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan

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E' un vero peccato che spesso, generalmente parlando, le incisioni EMI di Karajan passino quasi in secondo piano rispetto alla pletora delle registrazioni DGG. Dato che nel topic dedicato a Bruckner si è parlato del salisburghese, stasera ho rispolverato questa Patetica registrata nel '71 alla Jesus-Christus-Kirche di Berlino. Questo disco vale sicuramente la pena di essere ascoltato; sentiamo infatti il direttore al suo meglio con un compositore con cui aveva sicuramente una particolare affinità, tant'è che Ciaikovskij ha accompagnato Karajan in maniera incessante dall'inizio alla fine - da non trascurare le ultime incisioni DGG coi Wiener - della sua carriera direttoriale. Il primo movimento corre via dritto come un fuso, quasi in maniera toscaniniana; si hanno infatti pochissime concessioni ad alterazioni agogiche e ai rubati; se ciò in più di qualche punto mi ha lasciato perplesso, abbiamo però una perfetta coesione della grande fantasia compositiva sciorinata dal genio russo. L'Allegro con grazia dà a Karajan l'occasione di sfoggiare il suono vellutatissimo degli archi della compagine berlinese, ma è con lo Scherzo - forse uno dei migliori mai incisi - che i Berliner danno il loro meglio: il virtuosismo orchestrale è massimo ed è una gioia per le orecchie: Karajan fa sfogare senza briglie ogni sezione dell'orchestra in un orgia screziatissima di ritmi e di suoni. Il Finale forse non è così tragicamente disperato come ce lo hanno dipinto certi direttori, ma è impossibile non rimanere travolti dalla bellezza - qui assolutamente non fine a sé stessa, come qualche volta capita, purtroppo, col salisburghese - dell'impasto sonoro creato da Karajan: una grande lezione di bilanciamento orchestrale dal più esplosivo fff al più rarefatto ppp. Ho letto pareri contrastanti in rete sulla tecnica di registrazione; a me non spiace affatto: è un po' churchy, ma non c'è troppa perdita di dettaglio e non dà senso di artificiosità, anzi sembra tutto abbastanza naturale. In definitiva, checché ne dica Colombo, questo è il Karajan che mi (ci:rolleyes:) piace...

Dedico a @glenngould, @Wittelsbach, @giordanoted, @Ives e a chi gradisce...

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34 minuti fa, Snorlax dice:

Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 6 in si min. "Patetica", Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan

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E' un vero peccato che spesso, generalmente parlando, le incisioni EMI di Karajan passino quasi in secondo piano rispetto alla pletora delle registrazioni DGG. Dato che nel topic dedicato a Bruckner si è parlato del salisburghese, stasera ho rispolverato questa Patetica registrata nel '71 alla Jesus-Christus-Kirche di Berlino. Questo disco vale sicuramente la pena di essere ascoltato; sentiamo infatti il direttore al suo meglio con un compositore con cui aveva sicuramente una particolare affinità, tant'è che Ciaikovskij ha accompagnato Karajan in maniera incessante dall'inizio alla fine - da non trascurare le ultime incisioni DGG coi Wiener - della sua carriera direttoriale. Il primo movimento corre via dritto come un fuso, quasi in maniera toscaniniana; si hanno infatti pochissime concessioni ad alterazioni agogiche e ai rubati; se ciò in più di qualche punto mi ha lasciato perplesso, abbiamo però una perfetta coesione della grande fantasia compositiva sciorinata dal genio russo. L'Allegro con grazia dà a Karajan l'occasione di sfoggiare il suono vellutatissimo degli archi della compagine berlinese, ma è con lo Scherzo - forse uno dei migliori mai incisi - che i Berliner danno il loro meglio: il virtuosismo orchestrale è massimo ed è una gioia per le orecchie: Karajan fa sfogare senza briglie ogni sezione dell'orchestra in un orgia screziatissima di ritmi e di suoni. Il Finale forse non è così tragicamente disperato come ce lo hanno dipinto certi direttori, ma è impossibile non rimanere travolti dalla bellezza - qui assolutamente non fine a sé stessa, come qualche volta capita, purtroppo, col salisburghese - dell'impasto sonoro creato da Karajan: una grande lezione di bilanciamento orchestrale dal più esplosivo fff al più rarefatto ppp. Ho letto pareri contrastanti in rete sulla tecnica di registrazione; a me non spiace affatto: è un po' churchy, ma non c'è troppa perdita di dettaglio e non dà senso di artificiosità, anzi sembra tutto abbastanza naturale. In definitiva, checché ne dica Colombo, questo è il Karajan che mi (ci:rolleyes:) piace...

Dedico a @glenngould, @Wittelsbach, @giordanoted, @Ives e a chi gradisce...

Sai Snorl, io sono un ormai quasi vecchio e sentimentale. Devo troppo a Karajan per rimetterlo in discussione. Eppoi, sinceramente, questa smania di fare continue revisioni e ripensamenti, palinodie e autocritiche, anche basta. Herbert ha accompagnato la mia fioritura musicale. Lo compravo perché era una star? Certo, però mi piaceva, dopo, all'ascolto. E molto. Ero innamorato del tremolo con cui iniziava la Seconda di Bruckner nella lettura di Karajan e i suoi Berliner. Forse il suo Beethoven lo ascoltavo con meno passione (ma che Eroica, ragazzi, anche quella del ciclo finale in digitale tanto criticato!) ma comunque ogni cd di Karajan - la Quinta di Prokofiev! - era per me una rivelazione. So di essere in minoranza, ma mi innamorai anche del suo Sacre (seconda incisione). Eppoi c'è il Ring... eppoi anche i Brandeburghesi così morbidi e dolci, con quei solisti dei Berliner che insomma erano proprio dei fuoriclasse, al flauto, al violino... E il suo Tchaikovsky coi Wiener! Le ultime tre sinfonie, davvero di un altro mondo, cioè "russe", "esotiche", e poi... Sibelius! La Quinta! Sia nella versione Emi che nella DG (diverse ma bellissime entrambe). Vabbè, si è capito. Io Karajan non lo posso spostare da lassù, perché sposterei anche tutta la mia giovinezza, i vent'anni di ascolti e scoperte e amori musicali.

E la Sesta di Mahler!!!

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Robert SCHUMANN
Sonata per violino e pianoforte n. 2 in re minore op. 121

Gidon Kremer, violino
Martha Argerich, pianoforte

Si tratta non della famosa incisione DG degli anni 80 ma della ripresa live di un concerto a Berlino del 2006. Il risultato è meraviglioso, forse proprio per il valore aggiunto del suonare davanti al pubblico, trattandosi di due autentici animali da palcoscenico. L'intesa è perfetta, a una costante passione che si spinge in alcuni momenti sino al parossismo si affiancano oasi riflessive e di suono quasi trattenuto che incantano, così come incantano alcuni momenti cesellati con tale perfezione che si stenta a credere che si tratti degli stessi interpreti in preda alla furia sentiti pochi istanti prima o dopo. Bellissimo

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16 minuti fa, giordanoted dice:

Sai Snorl, io sono un ormai quasi vecchio e sentimentale. Devo troppo a Karajan per rimetterlo in discussione. Eppoi, sinceramente, questa smania di fare continue revisioni e ripensamenti, palinodie e autocritiche, anche basta. Herbert ha accompagnato la mia fioritura musicale. Lo compravo perché era una star? Certo, però mi piaceva, dopo, all'ascolto. E molto. Ero innamorato del tremolo con cui iniziava la Seconda di Bruckner nella lettura di Karajan e i suoi Berliner. Forse il suo Beethoven lo ascoltavo con meno passione (ma che Eroica, ragazzi, anche quella del ciclo finale in digitale tanto criticato!) ma comunque ogni cd di Karajan - la Quinta di Prokofiev! - era per me una rivelazione. So di essere in minoranza, ma mi innamorai anche del suo Sacre (seconda incisione). Eppoi c'è il Ring... eppoi anche i Brandeburghesi così morbidi e dolci, con quei solisti dei Berliner che insomma erano proprio dei fuoriclasse, al flauto, al violino... E il suo Tchaikovsky coi Wiener! Le ultime tre sinfonie, davvero di un altro mondo, cioè "russe", "esotiche", e poi... Sibelius! La Quinta! Sia nella versione Emi che nella DG (diverse ma bellissime entrambe). Vabbè, si è capito. Io Karajan non lo posso spostare da lassù, perché sposterei anche tutta la mia giovinezza, i vent'anni di ascolti e scoperte e amori musicali.

E la Sesta di Mahler!!!

Sottoscrivo. Io a Karajan perdonerei tutto e al tuo elenco aggiungerei anche Strauss R. gli ultimi lieder con la Janowitz.

Mi aspettavo un tuo intervento, non qui, ma lo aspettavo!

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24 minuti fa, giordanoted dice:

Sai Snorl, io sono un ormai quasi vecchio e sentimentale. Devo troppo a Karajan per rimetterlo in discussione. Eppoi, sinceramente, questa smania di fare continue revisioni e ripensamenti, palinodie e autocritiche, anche basta. Herbert ha accompagnato la mia fioritura musicale. Lo compravo perché era una star? Certo, però mi piaceva, dopo, all'ascolto. E molto. Ero innamorato del tremolo con cui iniziava la Seconda di Bruckner nella lettura di Karajan e i suoi Berliner. Forse il suo Beethoven lo ascoltavo con meno passione (ma che Eroica, ragazzi, anche quella del ciclo finale in digitale tanto criticato!) ma comunque ogni cd di Karajan - la Quinta di Prokofiev! - era per me una rivelazione. So di essere in minoranza, ma mi innamorai anche del suo Sacre (seconda incisione). Eppoi c'è il Ring... eppoi anche i Brandeburghesi così morbidi e dolci, con quei solisti dei Berliner che insomma erano proprio dei fuoriclasse, al flauto, al violino... E il suo Tchaikovsky coi Wiener! Le ultime tre sinfonie, davvero di un altro mondo, cioè "russe", "esotiche", e poi... Sibelius! La Quinta! Sia nella versione Emi che nella DG (diverse ma bellissime entrambe). Vabbè, si è capito. Io Karajan non lo posso spostare da lassù, perché sposterei anche tutta la mia giovinezza, i vent'anni di ascolti e scoperte e amori musicali.

E la Sesta di Mahler!!!

Sarò tranchant...e molto diretta...anche perché sono quasi vecchia anch'io 😁

Sarà perché da piccola , mio padre me lo fece ascoltare per introdurmi nel mondo della musica classica, sarà perché secondo me ha sempre un certo non so che di diverso da altri.

Ma a me Herbie piace ! E anche molto !

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8 ore fa, noone dice:

Credo di aver capito il pensiero del Maestro Colombo, ed in parte lo condivido ed in parte no. Per me tutto ciò che viene creato con estrema perizia tecnica, ispirazione, talento, stile, passione, precisione, genialità, sincerità, chiarezza, naturalità è senza tempo. Per questo motivo io inserirei Karajan nello stesso gruppo di Mitropoulos, Toscanini ecc. Il suo Bruckner non è datato, è semplicemente meraviglioso, e sempre lo sarà. La sua bellezza non è né antica né moderna, ma semplicemente è. Io non riuscirei mai a definire anacronistico quel bel suono, come non è anacronistica la bellezza di una rosa o di una gattina. Sono categorie dell' essere, punto. Poi sta al pubblico, ad ognuno di noi decidere in base al proprio gusto cosa ci aggrada di più. Se alcuni al giorno d' oggi trovano stucchevole l' estetica karajaniana, pazienza, non c'è problema. Se un giovane studente di direzione d' orchestra alle prese con il suo primo Bruckner si sentisse in risonanza con le grandi interpretazioni di Karajan, così tanto da prenderlo come un vero e proprio punto di riferimento, non ci vedrei nulla di sbagliato o di stupido e noioso. I veri artisti sono sempre autentici, coerenti con sé stessi e non si snaturano mai per compiacere alle mode e tendenze del momento. L' importante è fare le cose bene. Poi la forma è solo una forma.

 

9 minuti fa, giordanoted dice:

Sai Snorl, io sono un ormai quasi vecchio e sentimentale. Devo troppo a Karajan per rimetterlo in discussione. Eppoi, sinceramente, questa smania di fare continue revisioni e ripensamenti, palinodie e autocritiche, anche basta. Herbert ha accompagnato la mia fioritura musicale. Lo compravo perché era una star? Certo, però mi piaceva, dopo, all'ascolto. E molto. Ero innamorato del tremolo con cui iniziava la Seconda di Bruckner nella lettura di Karajan e i suoi Berliner. Forse il suo Beethoven lo ascoltavo con meno passione (ma che Eroica, ragazzi, anche quella del ciclo finale in digitale tanto criticato!) ma comunque ogni cd di Karajan - la Quinta di Prokofiev! - era per me una rivelazione. So di essere in minoranza, ma mi innamorai anche del suo Sacre (seconda incisione). Eppoi c'è il Ring... eppoi anche i Brandeburghesi così morbidi e dolci, con quei solisti dei Berliner che insomma erano proprio dei fuoriclasse, al flauto, al violino... E il suo Tchaikovsky coi Wiener! Le ultime tre sinfonie, davvero di un altro mondo, cioè "russe", "esotiche", e poi... Sibelius! La Quinta! Sia nella versione Emi che nella DG (diverse ma bellissime entrambe). Vabbè, si è capito. Io Karajan non lo posso spostare da lassù, perché sposterei anche tutta la mia giovinezza, i vent'anni di ascolti e scoperte e amori musicali.

E la Sesta di Mahler!!!

Ecco, due interventi da incorniciare. Bravi! :clapping: Anche per me l'amore per Sibelius è nato con la Quinta sinfonia diretta da HvK... e il Secondo concerto di Brahms con Richter-Haaser, il Deutsches Requiem, La creazione di Haydn, la seconda sinfonia di Honegger, la Salome, Metamorphosen, Pelleas und Melisande di Schoenberg, la Moldava... 

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On 22/5/2019 at 15:17, Ives dice:

Sentito a tratti, non male, ma suono dell'orchestra un pò troppo ordinario, pensavo a letture diverse, più personali. Preferisco Antonini e DeVriend.

Letture molto corrette, al passo coi tempi anche nella scelta dei... tempi.

Io a tutti preferisco Mackerras. Comunque mi vien voglia di fare una bella maratona Adam Fischer: Haydn Mozart Beethoven. Vedo che ora sta completando anche Mahler ma per quello meglio Ivan mi sa.

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1 ora fa, Alucard dice:

Letture molto corrette, al passo coi tempi anche nella scelta dei... tempi.

Io a tutti preferisco Mackerras.

Vero, ottima integrale anche quella del vecchio Mackerras, spesso sottovalutata. La Nona un pò troppo "tradizionale". Perfetto mix con strumenti antichi e moderni.

°°°°°°

Bernstein

Divertimento for Orchestra

Wiener Philharmoniker

Leonard Bernstein

@Snorlax con bis finale del secondo numero, il carinissimo walzer.

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13 ore fa, giordanoted dice:

Sai Snorl, io sono un ormai quasi vecchio e sentimentale. Devo troppo a Karajan per rimetterlo in discussione. Eppoi, sinceramente, questa smania di fare continue revisioni e ripensamenti, palinodie e autocritiche, anche basta. Herbert ha accompagnato la mia fioritura musicale. Lo compravo perché era una star? Certo, però mi piaceva, dopo, all'ascolto

A chi lo dici, per me è stato lo stesso. Provengo da una famiglia a cui non è mai interessata la classica - perlomeno non in maniera approfondita - e quindi fin da piccolo, mi sono dovuto arrangiare da solo, senza alcun consiglio di sorta. Non ne sapevo assolutamente nulla - d'altronde i miei anni non ammontavano ancora a due cifre - e, ovviamente, i miei primi CD furono acquistati senza un minimo di cultura musicale: dunque qual era la scelta più ovvia? Etichetta gialla e von Karajan, of course. Ed ecco i miei primissimi acquisti, in ordine (spero) cronologico:

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Ecco, con questi dischi, un misto mare in cui c'è il meglio (l'Alpensinfonie e Holst, che per quanto criticato, a me continua a piacere) e il peggio del direttore salisburghese (particolarmente loffi il Ravel/Mussorgskij e il Requiem mozartiano) è avvenuta la mia iniziazione, nel bene o nel male, nel mondo della classica. Poi, col passare del tempo, fortunatamente ho scoperto che non esistevano solo Karajan e la DGG, ma comunque il mio inizio è stato tutto qui, e tutto mi sembrava bellissimo, anche quel terribile Requiem, forse uno dei peggiori risultati del direttore salisburghese. Ma per me, a quell'età, "Karajan Gold" non poteva non rappresentare una garanzia di qualità! :cat_lol::cat_lol:

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15 ore fa, giordanoted dice:

Sottoscrivo.

 

13 ore fa, giobar dice:

 

Ecco, due interventi da incorniciare. Bravi! :clapping: Anche per me l'amore per Sibelius è nato con la Quinta sinfonia diretta da HvK... e il Secondo concerto di Brahms con Richter-Haaser, il Deutsches Requiem, La creazione di Haydn, la seconda sinfonia di Honegger, la Salome, Metamorphosen, Pelleas und Melisande di Schoenberg, la Moldava... 

 

13 ore fa, glenngould dice:

@Pinkerton @Snorlax @noone e al suo nuovo avatar

Grazie Giordano, Giobar e Glenn! (quante g!)

 

Da brividi Abbado, come sempre in questo Requiem. La Gheorghiu è intensa e coinvolgente ma risulterebbe più interessante e credibile se la sua tecnica fosse più forte e stabile.

 

Ricambio con questa bella intervista al buon e sempre rimpianto Dino Ciani riguardo Debussy e Puccini.

 

 

Estendo anche al mio amico Tenente @Pinkerton e a @Majaniello , estimatore di questo geniale pianista.

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