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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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On 5/5/2019 at 14:09, Persephone dice:

Grazie mille per la tua bellissima dedica Kraus e nessun problema per il ritardo 😊.

Oggi ti dedico il quintetto per pianoforte e strumenti a fiato in si bemolle maggiore, di Nicolaj Rimsky Korsakov.

Buon ascolto !

Anche a @superburp e al @Viandante del sud

@Persephone Grazie, la produzione cameristica di Rimsky attende ancora una riscoperta.

Controdedico con la deliziosa

Risultati immagini per ottorino respighi la bella dormente marco polo

anche a @Pinkerton

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la "Musica sull'Acqua" di Georg Friedrich Haendel:

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Il mio ascolto/scoperta del giorno è stato l'incredibilmente bello quartetto n. 3 in mib min. per archi di Tchaikovsky, in un'ottima edizione dove ricordo al primo violino Christian Tetzlaff, gli altri no ma sono elencati nel link che allego.

Ecco infatti il movimento che indubbiamente mi ha colpito di più, l'Andante funebre (e ti pareva...)

 

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Buonasera amici 😊

Per tutti voi una bellissima esecuzione della "Patetique" di Beethoven

Bella tutta ! Ma per la sera è indicato il II movimento

 

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Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 3 "Polacca" in re magg., Wiener Philharmoniker, Lorin Maazel

tchaikovsky-symphonynr.3polnische(lorinm

Sto cominciando a spulciare dal ciclo ciaikovskiano di Maazel inciso per la Decca a metà anni '60. Mi aspettavo una cosa abbastanza routinaria e invece, per adesso, non è affatto malaccio. Sono interpretazioni molto scattanti e concitate, innervate da un senso di tensione costante dall'inizio alla fine: in qualche momento avrei preferito una concertazione più rilassata, tuttavia, nel quadro generale, la lettura sembra funzionare. Quello che fa la differenza è la timbrica dell'orchestra viennese: ottoni superbi, dal suono aggressivo, sparato in avanti - che in questo repertorio ci sta tutto - , timpani reboanti, legni ben rifiniti, e una compagine di archi - ovviamente - stratosferica, compatta e dal suono tesissimo. Stupenda la ripresa la ripresa del suono Decca di quegli anni, d'altronde alla consolle c'era Gordon Parry, un nome, una garanzia.

Dedico a @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @glenngould, @Persephone e a chi gradisce...

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in Do maggiore per pianoforte e orchestra di Anton Eberl

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16 ore fa, Snorlax dice:

Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 3 "Polacca" in re magg., Wiener Philharmoniker, Lorin Maazel

tchaikovsky-symphonynr.3polnische(lorinm

Sto cominciando a spulciare dal ciclo ciaikovskiano di Maazel inciso per la Decca a metà anni '60. Mi aspettavo una cosa abbastanza routinaria e invece, per adesso, non è affatto malaccio. Sono interpretazioni molto scattanti e concitate, innervate da un senso di tensione costante dall'inizio alla fine: in qualche momento avrei preferito una concertazione più rilassata, tuttavia, nel quadro generale, la lettura sembra funzionare. Quello che fa la differenza è la timbrica dell'orchestra viennese: ottoni superbi, dal suono aggressivo, sparato in avanti - che in questo repertorio ci sta tutto - , timpani reboanti, legni ben rifiniti, e una compagine di archi - ovviamente - stratosferica, compatta e dal suono tesissimo. Stupenda la ripresa la ripresa del suono Decca di quegli anni, d'altronde alla consolle c'era Gordon Parry, un nome, una garanzia.

Dedico a @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @glenngould, @Persephone e a chi gradisce...

Difficile che Maazel negli anni Sessanta fosse routinario.
E' vero che il ciclo di Ciaikovski rispetto a quello di Sibelius è meno considerato, tuttavia Maazel all'epoca era molto spesso sorprendente.

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35 minuti fa, Wittelsbach dice:

Difficile che Maazel negli anni Sessanta fosse routinario.
E' vero che il ciclo di Ciaikovski rispetto a quello di Sibelius è meno considerato, tuttavia Maazel all'epoca era molto spesso sorprendente.

Vero anche questo. Tuttavia lo scarso rilievo di cui gode quel ciclo ciaikovskiano mi faceva presagire un risultato non proprio memorabile e in ogni caso riguardo alle ultime sinfonie avrei più di qualche cosa da ridire. La simbiosi coi Wiener del tempo è comunque un qualcosa di straordinario. Forse il risultato più alto lo raggiunge col Manfred, inciso a inizio anni '70, strepitoso. A breve magari ci spendo due righe.

By the way io sono un grande estimatore del Maazel della tarda (o tardissima) maturità: i cicli Bruckner/Bayerischen Rundfunks e Mahler/Philarmonia, al netto di qualche risultato non proprio ottimale, contengono delle vere e proprie perle ed è palese una originalissima via interpretativa rispetto a questi due autori, ad oggi, veramente molto abusati.

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Sotto la pioggia un po' di misticismo.

Gregorio Allegri, Miserere me 

A @Snorlax al Viandante del sud e @superburp ...forse anche @giordanoted potrebbe gradire

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24 minuti fa, Persephone dice:

Sotto la pioggia un po' di misticismo.

Gregorio Allegri, Miserere me 

A @Snorlax al Viandante del sud e @superburp ...forse anche @giordanoted potrebbe gradire

Grazie gentilissima, gradisco molto, è un brano che ascolto spesso.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per tromba e orchestra di Johann Nepomuk Hummel:

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ia2mvu-schubertth-preview-m3.jpg

Bisogna riconoscere a De Vriend la capacità di offrire una cifra personale del compromesso tra le letture "tradizionali", che tendevano a ricondurre il compositore austriaco a un orizzonte romantico, e quelle figlie di approcci "filologici" che ne esaltano più la classicità. Il direttore olandese si dimostra buon concertatore, con una compagine che conosce a menadito e che lo segue in ogni dettaglio: i gruppi orchestrali, tra cui meritano una menzione particolare legni e ottoni dal bellissimo suono, sono rifiniti con grande cura, soprattutto dal punto di vista delle dinamiche e dell’articolazione e ciò dà luogo a una trasparenza cristallina nei passaggi meglio riusciti. Secondo volume di un'integrale in via di pubblicazione per la Challenge, dopo un primo volume un pò anonimo, questo è decisamente superiore.

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Handel-BrockesPassion-NMcGegan-front.jpg

Unica Passione handeliana (scritta in un breve soggiorno ad Amburgo nel 1714-15), su testo di Bartold Brockes, sorta di palestra per i lavori della maturità scritti nelle isole britanniche. Le profonde meditazioni bachiane sono lontane anni luce, qui tutto è in funzione del passo drammatico, dell'azione teatrale: i recitativi sono brevissimi e animatissimi, stringatissime le arie, gli immancabili corali sono quasi un'apparizione. Handel costruisce i suoi caratteri pezzo per pezzo, quasi di getto, fino alla loro pienezza, portando l'intreccio al massimo della tensione. L'edizione Hungaroton è nel complesso buona, con musicisti ungheresi su strumenti d'epoca diretti da McGegan. Cantanti discreti, molti ungheresi mai sentiti, ma validi, soprattutto la coppia evangelista-Gesù. Celebre l'edizione Archiv diretta da Wenziger, nonostante il trascorrere del tempo, siamo nel 1967, è ancora potabile (la direzione spesso paludata è la cosa peggiore):

Handel-BrockesPassion-AWenzinger-front.j

Questa è una roba per @Wittelsbach tra un operetta e l'altra 😀...o @Snorlax

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Respighi: Toccata per pianoforte e orchestra

Tozer/BBC PO/Downes

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4 ore fa, Ives dice:

Handel-BrockesPassion-NMcGegan-front.jpg

Unica Passione handeliana (scritta in un breve soggiorno ad Amburgo nel 1714-15), su testo di Bartold Brockes, sorta di palestra per i lavori della maturità scritti nelle isole britanniche. Le profonde meditazioni bachiane sono lontane anni luce, qui tutto è in funzione del passo drammatico, dell'azione teatrale: i recitativi sono brevissimi e animatissimi, stringatissime le arie, gli immancabili corali sono quasi un'apparizione. Handel costruisce i suoi caratteri pezzo per pezzo, quasi di getto, fino alla loro pienezza, portando l'intreccio al massimo della tensione. L'edizione Hungaroton è nel complesso buona, con musicisti ungheresi su strumenti d'epoca diretti da McGegan. Cantanti discreti, molti ungheresi mai sentiti, ma validi, soprattutto la coppia evangelista-Gesù. Celebre l'edizione Archiv diretta da Wenziger, nonostante il trascorrere del tempo, siamo nel 1967, è ancora potabile (la direzione spesso paludata è la cosa peggiore):

Handel-BrockesPassion-AWenzinger-front.j

Questa è una roba per @Wittelsbach tra un operetta e l'altra 😀...o @Snorlax

E perché no?

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7 ore fa, Ives dice:

ia2mvu-schubertth-preview-m3.jpg

Bisogna riconoscere a De Vriend la capacità di offrire una cifra personale del compromesso tra le letture "tradizionali", che tendevano a ricondurre il compositore austriaco a un orizzonte romantico, e quelle figlie di approcci "filologici" che ne esaltano più la classicità. Il direttore olandese si dimostra buon concertatore, con una compagine che conosce a menadito e che lo segue in ogni dettaglio: i gruppi orchestrali, tra cui meritano una menzione particolare legni e ottoni dal bellissimo suono, sono rifiniti con grande cura, soprattutto dal punto di vista delle dinamiche e dell’articolazione e ciò dà luogo a una trasparenza cristallina nei passaggi meglio riusciti. Secondo volume di un'integrale in via di pubblicazione per la Challenge, dopo un primo volume un pò anonimo, questo è decisamente superiore.

Sto ascoltando qualcosa. Condivido le lodi per le sezioni di fiati, che regalano un suono ben tornito e con invidiabili coesione e presenza. Gli archi mi sembrano più anonimi e pure un poco sopraffatti in diversi momenti, forse anche sottodimensionati, nel numerico dei leggii, rispetto alla compatta presenza dei fiati.

 

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24 minuti fa, besugo dice:

Sto ascoltando qualcosa. Condivido le lodi per le sezioni di fiati, che regalano un suono ben tornito e con invidiabili coesione e presenza. Gli archi mi sembrano più anonimi e pure un poco sopraffatti in diversi momenti, forse anche sottodimensionati, nel numerico dei leggii, rispetto alla compatta presenza dei fiati.

 

Ho pensato la stessa cosa. Specie sulla preminenza delle trombe.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per Clarinetto e Orchestra di Bernhard Henrik Crusell:

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19 ore fa, Ives dice:

Handel-BrockesPassion-NMcGegan-front.jpg

Unica Passione handeliana (scritta in un breve soggiorno ad Amburgo nel 1714-15), su testo di Bartold Brockes, sorta di palestra per i lavori della maturità scritti nelle isole britanniche. Le profonde meditazioni bachiane sono lontane anni luce, qui tutto è in funzione del passo drammatico, dell'azione teatrale: i recitativi sono brevissimi e animatissimi, stringatissime le arie, gli immancabili corali sono quasi un'apparizione. Handel costruisce i suoi caratteri pezzo per pezzo, quasi di getto, fino alla loro pienezza, portando l'intreccio al massimo della tensione. L'edizione Hungaroton è nel complesso buona, con musicisti ungheresi su strumenti d'epoca diretti da McGegan. Cantanti discreti, molti ungheresi mai sentiti, ma validi, soprattutto la coppia evangelista-Gesù. Celebre l'edizione Archiv diretta da Wenziger, nonostante il trascorrere del tempo, siamo nel 1967, è ancora potabile (la direzione spesso paludata è la cosa peggiore):

Handel-BrockesPassion-AWenzinger-front.j

Questa è una roba per @Wittelsbach tra un operetta e l'altra 😀...o @Snorlax

Ecco, lavoro che nella mia ignoranza ho sempre trascurato. Dovrò rimediare prima o poi, partendo dall'incisione di Wenzinger. Ora, ti becchi in controdedica:

A.A.V.V., Evensong, Choir of King's College , Cambridge, H. Maclean, Boris Ord

THE_CHOIR_OF_KINGS_COLLEGE,_CAMBRIDGE_EV

...in dedica anche a @Wittelsbach, @Majaniello e a chi gradisce...

 

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13 ore fa, besugo dice:

Sto ascoltando qualcosa. Condivido le lodi per le sezioni di fiati, che regalano un suono ben tornito e con invidiabili coesione e presenza. Gli archi mi sembrano più anonimi e pure un poco sopraffatti in diversi momenti, forse anche sottodimensionati, nel numerico dei leggii, rispetto alla compatta presenza dei fiati.

Sottodimensionati in generale non credo, ristretti nel numero rispetto al consueto Schubert "a grande orchestra" sicuro. Tieni presente che De Vriend anche nell'integrale beethoveniana utilizza pochi archi (solo 4 contrabbassi in quasi tutte le sinfonie). Comunque, cosi:

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51 minuti fa, Snorlax dice:

Ecco, lavoro che nella mia ignoranza ho sempre trascurato. Dovrò rimediare prima o poi, partendo dall'incisione di Wenzinger. Ora, ti becchi in controdedica:

E' un lavoro ignorato un pò da tutti.

°°°°°°

I. Daniel François Esprit Auber : Marco Spada 00:00-08:55 II. Adolphe Adam : Giralda 08:55-16:45 III. Charles Lecocq : La fille de Madame Angot 16:45-21:35 IV. Ambroise Thomas : Mignon 21:35-29:50 V. Robert Planquette : Les cloches de Corneville 29:50-35:05 VI. Daniel François Esprit Auber : Lestocq 35:05-42:45 VII. Adolphe Adam : La poupée de Nuremberg 42:45-47:55 VIII. François Adrien Boieldieu : La Calife de Bagdad 47:55-55:35 Performed by the New Philharmonia Orchestra conducted by Richard Bonynge

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Respighi: Belfagor, 1° atto

varii; Orchestra di Stato Ungherese e Cori diretti da Lamberto Gardelli

@Wittelsbach è opera che fa per te!

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41 minuti fa, Madiel dice:

Respighi: Belfagor, 1° atto

varii; Orchestra di Stato Ungherese e Cori diretti da Lamberto Gardelli

@Wittelsbach è opera che fa per te!

Ti sei accorto che Hungaroton ha in catalogo pure Semirama, la Fiamma e Maria Egiziaca?

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