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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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Goffredo Petrassi: Frammento
Orchestra Giovanile Italiana, Giuseppe Sinopoli

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9 minuti fa, Wittelsbach dice:

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Goffredo Petrassi: Frammento
Orchestra Giovanile Italiana, Giuseppe Sinopoli

Risultati immagini per pozzetto e la madonna

:cat_lol:

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Kaccaturian: Spartacus, 2° atto

Deutsches SO, Jurowski

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22 minuti fa, Wittelsbach dice:

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Goffredo Petrassi: Frammento
Orchestra Giovanile Italiana, Giuseppe Sinopoli

Oh bella! Stavo proprio pensando di acquistare questo disco. Come se la cava Sinopoli con Petrassi? Sulla carta dovrebbe funzionare

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Non ho termini di paragone per questo pezzo, ma il risultato è buono.

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5 ore fa, giordanoted dice:

Be', sai, è come quella scena di Woody Allen in cui va dal giornalaio e dice: mi dia il Times, poi il New Yorker, poi Newsweek, e (piano) una copia di Casalinghe viziose (o qualcosa del genere) e il giornalaio strilla al suo socio: «dove abbiamo messo Casalinghe viziose?»

Diciamo che ci sono storie della musica che sono un po' l'equivalente di Casalinghe viziose. Non è bene traviare i forumisti diffondendo certa roba.

p.s.

Più che Toscanini, Klemp idolatrava Mahler... in un'intervista alla BBC li paragona e dice che Mahler era incredibilmente superiore... poi questo non vuol dire che il suo stile direttoriale fosse improntato a Mahler.... anche Walter idolatrava Mahler e dirigeva in modo così diverso da Klemp... Io tutto sommato trovo una certa continuità nel suo stile. Se ci pensi, negli ultimi anni non dirigeva sempre lentamente o più lentamente, prendi la Seconda di Mahler con la Philharmonia (bellissima) che per l'epoca era abbastanza sostenuta.

 

Sicuramente c'è continuità, tant'è che come dici in certi singoli movimenti aveva tempi piuttosto in linea (anche la 9 di Mahler non è affatto letargica). Lo stile oggettivista poi è sempre stato quello, Toscanini era solo più viscerale e meno analitico. Molte altre cose hanno tempi decisamente moderati, che, bisogna dirlo, egli sapeva reggere bene. Non penso certo che Klemperer si sia ispirato a Toscanini, radici culturali troppo distanti, semmai in epoca prebellica giungevano ad esiti molto meno antitetici di quanto ci si aspetta (tempi, suono, fraseggio ecc).

Tempo fa ho linkato una intervista a Wellesz (audio!) nella quale il compositore descrive lo stile direttoriale di Mahler come un incrocio di Walter e Toscanini, quindi le cose non sono in contraddizione. I due, Walter e Klemp, svilupperanno un aspetto specifico del sommo, tanto da condurli a divergenze proverbiali... Ma del resto di Mahler ce n'è uno (una vera sciagura, per un appassionato di filologia, non avere registrazioni del compositore, con Strauss siamo stati più fortunati). Di una cosa sono certo: Mahler, benché amasse Wagner, era già lontanissimo dalla tradizione wagneriana (parlo di stile direttoriale), di conseguenza i suoi "discepoli". 

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Prima volta assoluta per me

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Ho ascoltato le tre composizioni del maestro Sinopoli qui presenti.

Pour un livre à Venise: 2. Hommage à Costanzo Porta

Tombeau d'Armor III

Frammento sinfonico dall'opera Lou Salomè

Sinopoli dirige solo il primo. Il Tombeau, che è un pezzo per violoncello e orchestra, è diretto da Sylvain Cambreling, solista Peter Bruns. Il Frammento, infine, è proposto da Peter Ruzicka.

L'omaggio a Costanzo Porta è il secondo movimento di una composizione tripartita del 1975. In realtà anche gli altri due movimenti sono un omaggio al Porta, sconosciuto compositore del Cinquecento veneziano. Sinopoli amava la sua città adottiva e la sua storia.
Dal sito dedicato all'autore, si legge:

Cita

Il contrappunto originario perde così la sua fisionomia e si stratifica a diversi livelli tramite il timbro. Lo stesso principio di frammentazione timbrica e contrappuntistica è alla base del secondo pezzo Homage à Costanzo Porta liberamente tratto da un mottetto del II tono.

Prima di leggere questa notazione, scritta da Sinopoli stessa, avevo già capito al semplice ascolto: una commossa trasposizione moderna delle calme sonorità della musica rinascimentale e barocca veneziana, dal bel profumo di Gabrieli.

Il Tombeau, secondo me la composizione più bella oltre che la più lunga delle tre, è ispirato al poema Armor di Tristan de Corbière.
Leggiamo ancora alcune note, stavolta opera di Restagno:

Cita

Il terzo e recentissimo Tombeau d’Armour di Sinopoli ha la forma del Concerto per violoncello e orchestra, destinatario dell’opera. E’ stato Sigfried Palm che ne ha curato la prima esecuzione al festival di Donaueschingen.
I due movimenti di cui si compone il concerto sono fra loro piuttosto diversi essendo il primo costruito secondo una fitta rete di relazioni, intersezioni e sovrapposizioni cui si oppone lo strumento solista seguendo linee la cui tersa semplicità esprime una chiara volontà di canto il secondo assai più pacato ed interiore.
Punto di riferimento del primo movimento sono le tre cadenze del violoncello immediatamente precedute da tre TUTTI orchestrali scorrenti con diversi e fra loro multipli tempi di metronomo dai quali sono dedotti i frammenti che si sovrappongono secondo prospettive articolatissime. L’ingegneria musicale di Sinopoli sembra quindi rivolgersi ai modelli dell’ultima stagione creativa di Bruno Maderna dal quale è madiata anche l’utopistica volontà di canto che ispira le linee del solista.
Il secondo movimento riconduce invece l’ascoltatore alla dimensione più raccolta dei Souvenirs à la mémoire di Sinopoli con le sue variegatissime e penetranti sonorità.

Più banalmente, il clima della prima parte è lento, allucinato, quasi spettrale. Dopo una grande cadenza solistica, sopravviene il secondo episodio, più drammatico e declamatorio, in cui il violoncello alterna vaneggiamenti, esclamazioni e implorazioni.

Il Frammento dell'opera è invece una curiosissima reminiscenza di Alban Berg.
 

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@Snorlax sto ascoltando la 5 di Mahler Maazel/Philarmonia... l'avevi definita solenne e stentorea e mi ero immaginato una super-trombonanta, invece sembra più una specie di Bernstein al negativo, diciamo senza scampo. Non mi pare neanche così tanto eccentrica (non più eccentrica di altre cose di Maazel), a suo modo è geniale nel suo essere sorvegliatissima ed estremamente emotiva al tempo stesso. 

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Elgar: Contrasts op.10 n.3

Bournemouth Sinfonietta diretta da Norman Del Mar

@superburp :cat_lol:

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Buongiorno a tutti voi, amici forumisti ( o forumieri ? )

Oggi sono molto mattiniera ed ecco a voi questa sonata eseguita con strumenti d'epoca, ciliegina sulla torta , una splendida dama in "robe a la francaise".

Et voilà ! 

A chi gradisce ...ma specialmente a @Majaniello

@giobar

@il viandante del sud

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Bernstein

Symphonic Dances from "West Side Story"

LondonSO/Tilson Thomas

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Al netto delle storiche ed eccellenti incisioni dell'Autore, questa di Tilson Thomas datata 1993 è tra le più incandescenti che abbia mai sentito. Finissima negli intermezzi lirico-sentimentali, scatenata ma sempre chiarissima nei pannelli più vorticosi e vernacolari (sentire, ad esempio, la furibonda fuga poliritmica di Cool), rende con la massima vivezza la tavolozza orchestrale bernsteiniana, con una LSO davvero trascinante. Si avvale, peraltro, della limpidissima registrazione in 4D che all'epoca aveva sviluppato la DGG.

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Gershwin

Porgy & Bess - Suite

ChicagoSO/Levine

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Altro bellissimo disco di Jimmy Levine come tutti quelli DG con la ChicagoSO @Snorlax

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37 minuti fa, Ives dice:

Gershwin

Porgy & Bess - Suite

ChicagoSO/Levine

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Altro bellissimo disco di Jimmy Levine come tutti quelli DG con la ChicagoSO @Snorlax

Caso vuole che oggi io abbia cominciato questo:

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On 8/1/2019 at 10:56, Majaniello dice:

 @Persephone prova questo:

MI0001130489.jpg?partner=allrovi.com

Maja-reference: questa e Dutoit/Montreal

Ascoltato ! E mi viene da esclamare : " OLE' " 

Che impeto ! Che energia ! Grazie Niellino, mi hai rivelato qualcosa di splendido.

Questo filone iberico mi sta dando particolari soddisfazioni e sorprende in quanto a originalità.

Non capita spesso di sentire i musicisti di un'orchestra sinfonica che battono le mani , con ritmo "flamenco" , insieme a nacchere, archi e strumenti a fiato classici.

Il risultato è davvero suggestivo e lontano da stereotipi e luoghi comuni.

Qui siamo di fronte all'originalita'.

Questo balletto è unico, e siamo agli antipodi rispetto alla musica dei compositori slavi, dove l'intensità e la passione si avvertono , ma velati di una sottile malinconia.

Qui siamo di fronte al sole e alla passione bruciante.

Mi si perdoni il paragone avventato, che mi costerà forse bacchettate sulle dita.  😄😄

Grazie !

Modificato da Persephone
Mancava una parte di frase

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1 ora fa, Majaniello dice:

Caso vuole che oggi io abbia cominciato questo:

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Tutta roba buona. Ho il primo CD e quello con Sarah Vaughan.

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Gustav MAHLER
Sinfonia n. 2 in do minore "Resurrezione"

Elisabeth Schwartzkopf - Hilde Rossl-Majdan
Philharmonia Chorus & Orchestra
Otto Klemperer

Sempre una meraviglia questo disco

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10 ore fa, Persephone dice:

 

Roba finissima! In genere la Follia ispirava benissimo fior di compositori (dai due CD di Savall si constata agevolmente che, ovunque si pescasse - con un tema così affascinate - si pescava bene...)

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Vivaldi: La Cetra n.1-4

The Academy of Ancient Musica, Hogwood

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Johann Nepomuk Hummel (2° CD della Hummel Edition)

Sonata n. 2 in mi bemolle op. 13 (1805)
Sonata n 5 in fa# min. op. 81 (1819)

Mastroprimiano 

 

Ussignùr! Chi ha trasformato il ripulituzzo Giuanin Nepomuceno della 1a (e, con permesso, della 2a) sonata nell'incredibile Hu(mme)lk della quinta? E chi ha mutato il fortepianino al miele cotonato che s'ascolta deliziati nei primi 25 minuti ca. di questo CD in un pianoforte Broadwood fiammante di zecca, cupo, tenebroso e insolente che atterrisce la platea per i successivi 28, menando fendenti per ogni dove?

Non nego, affé mia, che alle buone maniere della composizione d'apertura si intrecci una discreta vena inventiva che già farebbe dimenticare gli impacci del disco precedente, ma la crescente originalità della Sonata op. 81 in fa# minore, culminante in una danza selvaggia che non saprei se classificare a metà tra una Scozzese e una Polacca (ma forse dico bene se la chiamo Krakowiak), sorprende anche se si sapeva che quest'opera è la più audace e nota del repertorio di questo compositore.

Per certi versi, il fatto di saperlo fa sorgere un certo rimpianto e un timore: non è magari che questo rigoglioso acuto della produzione hummeliana sarà un frutto prezioso ma isolato? Oppure (speroma bin) nel contenuto rimanente dell'Edition ci sarà dell'altro da apprezzare e conservare? 

Segnali incoraggianti in tal senso li abbiamo, se non nel primo tempo incantevole ma fors'anche troppo dell'op. 13, almeno nel finale. Trattasi di un Allegro con spirito (indicazione presente in questa come in tante sonate), ma il bello è che stavolta lo spirito c'è davvero. A margine s'osservi che quest'opera è coeva dell'Eroica e che Hummel non compose alcuna sinfonia nella sua vita, non da ultimo perché era una specie di Chopin ancorato al Classicismo e di orchestre senza pianoforte non voleva sentir nemmeno parlare. 

L'umorismo non era certo carente nel collega-colosso Beethoven. Ragion per cui, dopo questo piacevole saggio di vivacità ammiccante, ci potremmo credere ben attrezzati per affrontare un'opera d'una quindicina d'anni posteriore a questa. Niente di men vero, come ho anticipato: passi l'imperioso unisono che preannunzia subito: "Bada che non scherzo più", ma la circospetta, quasi esitante sezione che lo segue avverte che stiamo assistendo alla ricerca di qualcosa di nuovo. È un po' come se i temi geminassero l'un dall'altro, senza un piano preciso. Ma come, l'allievo-epigono mozartiano, perfetto applicatore della forma-sonata e ripetitore di formule note e stranote, tenta una catartica fuga in avanti? 

L'idea disorienta l'ascoltatore e non si sbriciola al riparo d'un secondo movimento più leggero o almeno rassicurante: d'altronde, quando leggi "Largo con molt'espressione", capisci che il compositore è determinato: ne è una spia un altro minaccioso unisono introduttivo. Nella melodia, però, si fa strada una dolcezza pre-chopiniana profonda e sicura.

Nel finale tutto si altera ulteriormente e lo strumento più versatile che esista sembra diventato una girandola impazzita, ma per fortuna non siamo finiti dalle parti del Clementi che nei terzi tempi faceva rischiare la tendinite ai virtuosi. Con questa danza apparentemente sbilenca (ma in realtà condotta in modo magnifico) Hummel sconfina alla grande e ha vinto tutto, come s'usa dire oggi nei commenti dei video in segno di totale apprezzamento. 

 

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On 6/1/2019 at 14:36, Persephone dice:

Strepitoso !! Grazie per la bellissima dedica di rimando.

Non conoscevo Turina, quindi è un tassello in più per me.

Odo le pennellate di Debussy , certo che si....ma avverto tutta  l'atmosfera squisitamente parigina di Gabriel Faure' , che ADORO ! 😍😍

Qui però la caliente Spagna riscalda e colora i toni caratterizzando in maniera splendida.

Raffinatezza

Grazie !

Lieto del gradimento! Turina visse a Lutetia per alcuni anni e lì prese lezioni da Vincent D'Indy, l'accostamento con Fauré non è peregrino.

 Ha una produzione diversificata (con preponderanza della musica per piano), lo stile però rimane quello impressionista e sino alla fine dei suoi giorni (agli inizi scriveva franckianamente, cambiò dopo la buona riprensione avuta da Albeniz, altro grande di cui consiglio l'ascolto, per esempio con La Vega) 

13 ore fa, Persephone dice:

Buongiorno a tutti voi, amici forumisti ( o forumieri ? )

Oggi sono molto mattiniera ed ecco a voi questa sonata eseguita con strumenti d'epoca, ciliegina sulla torta , una splendida dama in "robe a la francaise".

Et voilà ! 

A chi gradisce ...ma specialmente a @Majaniello

@giobar

@il viandante del sud

Grazie mille, la Follia è stata declinata in tanti modi, ma sempre affascinanti!

Dalla Spagna io sono passato a una sua ex-colonia, con questo pezzo:

Qui la rievocazione è più interiorizzata, queste immense distese prendono vita da fasce sonore sospese tra inusitata violenza ritmica e ipnotiche ondulazioni tra archi e fiati, a cui fanno da contrappunto quieti e rutilanti rintocchi di celesta o piano.

Le pampas emergono in questo ritratto in tutta la loro maestà.

Dedico a te,  @Madiel, @Majaniello, @superburp

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la SInfonia Concertante n.4 in Do maggiore di Johann Christian Bach:

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