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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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19 ore fa, giobar dice:

Tomàs Luis De VICTORIA
Officium defunctorum (Requiem) - 1605

Westminster Cathedral Choir
David Hill

:shok:

Da tempo volevo iniziare l'ascolto di Victoria con questo disco che ha ottime recensioni. L'occasione è giunta in un giorno triste per la morte di un caro amico. Ma la tristezza svapora e si trasfigura davanti alla bellezza suprema, entusiasmante, di questa musica. Siamo nelle vette più alte. Eccezionale. Forse la scoperta più bella degli ultimi anni.

Concordo, proverei, però, anche interpreti spagnoli:

41fxdsV4SRL.jpg

1 ora fa, Snorlax dice:

Pensa te che era intenzione di Ravel - su richiesta di Ida Rubinstein - orchestrare qualche numero di Iberia di Albeniz. Purtroppo fu battuto sul tempo da Arbos e da l'editore Max Eschig che si garantì l'esclusiva. Ravel non la prese benissimo, ma da questa disavventura nacque il Bolero, quindi proprio male non ci è andata. Resta tuttavia il desiderio incolmabile di sapere cosa sarebbero divenuti quei pezzi nelle mani del compositore francese. In ogni caso, dobbiamo accontentarci del professionalismo ben confenzionato di Arbos.

Vero, poteva venir fuori qualche perla raveliana. Qui Surinach si occupa di alcuni brani tralasciati dal collega. Comunque, seppur preferendo l'originale pianistico, è un'operazione affascinante, che alla fine ci può stare (un pò come certi pezzi di Rachmaninov mirabilmente messi in orchestra da Respighi). Certi punti hanno caratteristiche quasi percussive - per esempio l'inizio di Corpus Domini en Sevilla dove nell'accompagnamento di accordi staccati sono introdotte delle dissonanze a puro scopo coloristico (non differenti, nello spirito, dalle cosidette "acciaccature", che sono accordi con note dissonanti, che si trovano in certe sonate di Domenico Scarlatti). Altri momenti (per esempio, la sovrapposizione di temi nella ricapitolazione di Triana) hanno un colore appunto "sinfonico", molto debussyano, che ben giustificano l'orchestrazione.

A proposito di orchestrazioni:

Balakirev

Islamey (arr. Casella)

London Symphony Orchestra

Gianandrea Noseda

@Snorlax e @Madiel

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2 ore fa, Ives dice:

Lavoro giovanile di Casella, che si ingraziava i compositori russi durante il suo soggiorno in quel paese con orchestrazioni e arrangiamenti! 

Ricambio con questo

Scritto in memoria di Fortein Valen, per cui potrebbe interessare anche @giordanoted

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32458850_500_500.jpg

René Leibowitz
Concerto per violino e orchestra
Ivry Gitlis
NDR Sinfonieorchester Hannover diretta dall'autore

Leibowitz è stato a lungo considerato esponente dell'accademismo dodecafonico, o serialista che dir si voglia.
Le sue composizioni sono state spesso oggetto di commenti salaci, ma probabilmente il motivo è uno solo: Leibowitz, integralista darmstadiano prima maniera (ricordate le sue parole su Sibelius?), fu vittima a sua volta dell'integralismo che aveva seminato. Gli integralisti darmstadiani di mezzo, a cominciare da un Boulez che iniziava a diventare sempre più sentenzioso e cattedratico, non gli perdonavano di avere Schonberg come riferimento anziché Webern, appena innalzato a totem dagli scolari zelanti.

Nella fattispecie, non è brutto questo concerto per violino. Diciamo che fa parte della dodecafonia classica che io amo. Non mi dispiace.
In questo doppio cd che ho trovato su Spotify, c'è più che altro musica da camera di Leibowitz, e appare anche un pezzo intitolato Marijuana (op. 54).

C'è su youtube

 

@Madiel, @Majaniello

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4 ore fa, Wittelsbach dice:

 

René Leibowitz
Concerto per violino e orchestra
Ivry Gitlis
NDR Sinfonieorchester Hannover diretta dall'autore

Leibowitz è stato a lungo considerato esponente dell'accademismo dodecafonico, o serialista che dir si voglia.
Le sue composizioni sono state spesso oggetto di commenti salaci, ma probabilmente il motivo è uno solo: Leibowitz, integralista darmstadiano prima maniera (ricordate le sue parole su Sibelius?), fu vittima a sua volta dell'integralismo che aveva seminato. Gli integralisti darmstadiani di mezzo, a cominciare da un Boulez che iniziava a diventare sempre più sentenzioso e cattedratico, non gli perdonavano di avere Schonberg come riferimento anziché Webern, appena innalzato a totem dagli scolari zelanti.

Nella fattispecie, non è brutto questo concerto per violino. Diciamo che fa parte della dodecafonia classica che io amo. Non mi dispiace.
In questo doppio cd che ho trovato su Spotify, c'è più che altro musica da camera di Leibowitz, e appare anche un pezzo intitolato Marijuana (op. 54).

C'è su youtube

 

@Madiel, @Majaniello

Non si capisce se mi associ alla dodecafonia o alla Marijuana :D Comunque sì, sono in un periodo "seriale" (da killer), ma ascolto prevalentemente americani (e Skalkottas). Lo ascolterò, ora ero alle prese con gli ultimi up di Madiel:

 

 

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la "Marcia dei Turchi" di G.B. Lully scritta per "Il borghese gentiluomo" di Molière:

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Thompson

Symphony No. 2

New York Philharmonic

Leonard Bernstein

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Non è un capolavoro, una simpatica facezia americana, molto divertente lo Scherzo jazzistico, sembra quasi Dave Brubeck. E' un pezzo che Bernstein diresse nel suo primo concerto pubblico a Tanglewood all'età di 20 anni (non proprio un pezzo semplicissimo per un giovane, seppur non complesso). Lo ripropose a fine anni '60 come omaggio al compositore, che fu suo maestro di orchestrazione al Curtis Institute di Philadelphia. Recentemente, la Naxos ne ha incisa un'altra edizione con un'orchestra giovanile (esiste anche la versione Koch di Andrew Schenk con orchestra neozelandese e una di Jarvi padre a Detroit per Chandos):

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Piston

The Incredible Flutist - Suite

New York Philharmonic

Leonard Bernstein

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restricted

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On 25/3/2019 at 10:28, Snorlax dice:

Grazie Burpo, dedica graditissima. A parte essere un mengelberghiano della prima ora, questa è una delle poche esecuzioni che mi fa apprezzare appieno questa sinfonia mahleriana, che in realtà non è tra le mie preferite. Mengelberg secondo me era il perfetto direttore mahleriano: aveva capito che per farlo giungere a perfetta coerenza non bisognava andare per toglimento, ma, paradossalmente, enfatizzarne ancor più gli eccessi, spingendolo così al limite. Un po' come faranno, per via diverse, sia Tennstedt sia il vecchio Bernstein.

Ed eccolo qui quel celeberrimo ritardando:

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...quand'è che il  Concertgebouw digitalizzerà tutte le partiture personali di Mengelberg?! C'è da perdere la testa! :cat_trance:

 

On 25/3/2019 at 10:35, superburp dice:

Questo sì che sarebbe interessante (soprattutto a capire quello che ha scritto)!

Lessi anni fa un articolo di Sawallisch dove spiegava come studiava le partiture di Strauss, usando anche lui vari colori per le varie voci.

Sarebbe interessante avere qualche spiegazione sullo studio delle partiture da parte del maestro @adriano conductor.

 

On 25/3/2019 at 10:51, Snorlax dice:

Mengelberg comunque rimane emblematico; le sue partiture - da cui, assieme ai suoi sigari, non si separava mai - sono stracolme di annotazioni certosine, segno che tutte le sue peculiarità direttoriali non erano solamente dovute all'ebbrezza dell'esecuzione dal vivo, ma erano studiatissime, calibrate al millimetro. Infatti Mengelberg era anche sinonimo di  grande precisione esecutiva, nonostante il suo modo creativo di interpretare talvolta possa fare pensare il contrario. Di seguito altri esempi, Bach e Beethoven:

                mengelbscore_400s2.jpg                                                          11a4.jpg

 

On 25/3/2019 at 10:57, superburp dice:

Ma io penso che i direttori di queste "vecchie" scuole non fossero degli improvvisatori totali, anche solo per il fatto che, dovendo dirigere 80-100 strumentisti diversi, non ci si possono permettere improvvisazioni, a meno di non voler combinare disastri.

 

On 25/3/2019 at 11:12, Snorlax dice:

Certamente. Tuttavia, secondo me, molto diverso è l'approccio di Mengelberg, rispetto a direttori come Furtone e a Knappertsbusch, ad esempio. Il primo richiedeva un numero assurdo di ore di prove, che spesso erano estenuanti, anche per via dei lunghi pipponi che il direttore olandese teneva agli orchestrali, in cui tentava di spiegare, in maniera ampollosa e altisonante, la sua lettura del pezzo in questione. I secondi, invece, erano di poche parole, provavano lo stretto necessario, talvolta anche solo gli stacchi - Kna anche per via della sua proverbiale pigrizia - e preferivano lasciare all'ebbrezza del concerto pubblico il culmine del loro percorso interpretativo rischiando di più, e, di tanto in tanto - specie Kna - incappando anche in dei quasi-disastri, ma quando la frittata riusciva - e riusciva spesso - non ce n'era per nessuno. Ovviamente, questo non vuol dire "improvvisare".

Da un certo punto di vista Mengelberg lo vedo molto più vicino a uno come Stokowski; i due condividono moltissimo, anche se di primo acchito non può sembrare.

A vantaggio della discussione, riporto quello di cui si stava parlando quel giorno.

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"Mi pare si sottolinei poco l'importanza per un forum come questo che un professionista come il maestro Adriano scriva qui. Trovo i suoi interventi molto interessanti, complimenti."

Rispondo nello stile Rossini-Sterbini: "Mille grazie, mio signore, del favore, dell'onore. Ah! Di tanta cortesia, obbligato in verità" :-)

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On 13/4/2019 at 17:04, Wittelsbach dice:

32458850_500_500.jpg

René Leibowitz
Concerto per violino e orchestra
Ivry Gitlis
NDR Sinfonieorchester Hannover diretta dall'autore

Leibowitz è stato a lungo considerato esponente dell'accademismo dodecafonico, o serialista che dir si voglia.
Le sue composizioni sono state spesso oggetto di commenti salaci, ma probabilmente il motivo è uno solo: Leibowitz, integralista darmstadiano prima maniera (ricordate le sue parole su Sibelius?), fu vittima a sua volta dell'integralismo che aveva seminato. Gli integralisti darmstadiani di mezzo, a cominciare da un Boulez che iniziava a diventare sempre più sentenzioso e cattedratico, non gli perdonavano di avere Schonberg come riferimento anziché Webern, appena innalzato a totem dagli scolari zelanti.

Nella fattispecie, non è brutto questo concerto per violino. Diciamo che fa parte della dodecafonia classica che io amo. Non mi dispiace.
In questo doppio cd che ho trovato su Spotify, c'è più che altro musica da camera di Leibowitz, e appare anche un pezzo intitolato Marijuana (op. 54).

C'è su youtube

 

@Madiel, @Majaniello

Uff, Leibowitz... come compositore era proprio accademico e non tanto perchè "schoenberghiano". Applicava la serie, la spostava sul pentagramma e fine così. Strano che ti piaccia il Concerto in questione, tra l'altro uno dei suoi pezzi che ebbe più circolazione a suo tempo. Io lo scoprii da ragazzo quando mandarono in onda una sua vecchia incisione anni cinquanta con una orchestra RAI. Mai sentito parlare di Marijuana, chi sa a cosa alludeva... :cat_shocked:

Ricambio con una robetta, proprio nel senso che dura appena tre minuti scarsi

Johann Valentin Rathgeber: Concerto per 2 corni da caccia, 2 violini e basso continuo op.6 n.17

Virtuosi Saxoniae, Ludwig Guttler direzione e solista uno e bino :D 

23 ore fa, Majaniello dice:

Non si capisce se mi associ alla dodecafonia o alla Marijuana :D Comunque sì, sono in un periodo "seriale" (da killer), ma ascolto prevalentemente americani (e Skalkottas). Lo ascolterò, ora ero alle prese con gli ultimi up di Madiel:

 

 

Non ti fa male sentire Wolpe, poi il pezzo in questione è abbastanza potabile per un neofita :girl_hide:

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Se avesi ascoltato questo da piccolo e poi mi avessero domandato cosa avrei voluto fare da grande, avrei risposto: "Una delle note della Musica funebre di Purcell per la Regina Maria, per trovarmi in bellissima compagnia".

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40 minuti fa, Wittelsbach dice:

Se lo volete...

 

Aiuto, è nel canale di Lendalpitts... :wacko: Compositore (mediocrissimo), direi pure dilettante, che si balocca con le serie. Scrive musica dodecafonica e infila il canale di pezzi con questa tecnica, tutto purchè sia serialista :doh: Ci sono dei mattoni terrificanti, soprattutto suoi :D

---

Ruzicka: ... Zuruecknhemen...

Wiener Philharmoniker diretti da Tielemann

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1 ora fa, Madiel dice:

Mai sentito parlare di Marijuana, chi sa a cosa alludeva... :cat_shocked:

 

Lo spiega bene il primo commentatore del pezzo su youtube: " marijuana is great,as for"immediate information" Leibowitz was among the first Europeans to smoke pot, he grew it himself and used the money to pay for his poorer students who couldn't afford music lessons, there is even a strain named after him. He also enjoyed Morphine, Adderal, Cocaine, LSD, PCP, MDMA among others" :shok::confused:

Uhm...oggi rischierebbe seriamente di finire in galera per non poco tempo!

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28 minuti fa, giobar dice:

Lo spiega bene il primo commentatore del pezzo su youtube: " marijuana is great,as for"immediate information" Leibowitz was among the first Europeans to smoke pot, he grew it himself and used the money to pay for his poorer students who couldn't afford music lessons, there is even a strain named after him. He also enjoyed Morphine, Adderal, Cocaine, LSD, PCP, MDMA among others" :shok::confused:

Uhm...oggi rischierebbe seriamente di finire in galera per non poco tempo!

....una specie di Jimi Hendrix insomma...🙄😏

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la marcia del Calumet della Pace da "Les Indes Galantes" di Jean Philippe Rameau interpretata da Nicholas Rivenq e Patricia Petibon.

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5 ore fa, Antiphonal dice:
Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la marcia del Calumet della Pace da "Les Indes Galantes" di Jean Philippe Rameau interpretata da Nicholas Rivenq e Patricia Petibon.

Bellissimo, vista l'estrema semplicità del pezzo e la sua ripetitività ossessiva, rende meglio in scena con i movimenti dei cantanti e i costumi.

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Antonin Dvorak, Danze slave op.46 & op. 72, Symphonieorchester des Bayerischer Rundfunks, Rafael Kubelik

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Posso dire che questa celebre incisione è forse uno dei dischi più belli incisi da Kubelik? Mordente, trasparenza, brio: ecco tre parole per riassumere il contenuto di questo disco. So che ne esiste una precendente incisione Decca che vede il direttore ceco alla testa dei Wiener Philharmoniker, ma che purtroppo non conosco; in ogni caso, qui il risultato è massimo.

Dedico a @Ives, @superburp, @Majaniello, @Persephone e a chi gradisce...

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13 ore fa, Madiel dice:

Aiuto, è nel canale di Lendalpitts... :wacko: Compositore (mediocrissimo), direi pure dilettante, che si balocca con le serie. Scrive musica dodecafonica e infila il canale di pezzi con questa tecnica, tutto purchè sia serialista :doh: Ci sono dei mattoni terrificanti, soprattutto suoi :D

---

Ruzicka: ... Zuruecknhemen...

Wiener Philharmoniker diretti da Tielemann

Lendalpitts? È qualcuno di conosciuto? 

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On 13/4/2019 at 16:39, Madiel dice:

Scritto in memoria di Fortein Valen

Sono incappato in qualche suo lavoro tempo fa, grazie ai video consigliati dal Tubo. Dodecafonia grigia come poche. Non brutta, proprio grigia.

Presumo che l'unico brio nella sua esistenza fosse dato da qualche capo di abbigliamento:

320farteinvalen.jpg

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