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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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3 ore fa, Majaniello dice:

Nella 6 dovresti sentire Sanderling jr (è la preferita di Duggan e di un noto forumista coi gusti più vicini ai tuoi che ai miei).

Anni fa l'aveva consigliata Miasko se non vado errato, diceva che era il punto di partenza di un'integrale che non si realizzò mai.

Quanto a Brahms, @Snorlax, mi stupisci che non citi questa...

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2 ore fa, Wittelsbach dice:

Quanto a Brahms, @Snorlax, mi stupisci che non citi questa...

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Ecco, non la cito mai perché mi evoca un brutto ricordo: nel senso che l'ho prestata a qualcuno - che ovviamente non ricordo - che ha ben pensato di farsene tesoro:cat_angry:. Non so oggi quanto sia facile da trovare questo ciclo, a cui tenevo molto. So che Sanderling ha fatto un remake  - che però non ho mai sentito - presente in un cofanetto Profil, a cui sto da tempo pensando. Ma per ora non cedo, anche perché la Profil è una tentatrice senza cuore...

Comunque, almeno in questo caso, mi sento di dire che Sanderling jr non può minimamente competere col padre....

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Leifs: Concerto per organo e orchestra op.7

Solbergsson, organo; Orchestra Sinfonica Islandese diretta En Shao

 

 

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5 ore fa, Madiel dice:

Problema che non mi sono mai posto.. :o Secondo me, Mascagni aveva impiegato quel soggetto solo perchè aveva consumato le sue cartucce veriste e cercava qualcosa che lo riallacciasse al glorioso passato italiano (ricordiamoci che lavorava in chiave nazionalista). Non era un'operazione di rinnovamento più generale, andando a memoria Le Maschere rimase un caso isolato per molto tempo. Invece, il classicismo era parte integrante del carattere di Busoni e della sua missione estetica, tanto che ne aveva fatto un primo assaggio da giovane con la Lustspielouverture del 1898, ci sono poi altri segnali nella sua prima opera e nella suite Turandot (che anticipa di dieci anni l'opera vera e propria). Il filone neoclassico pose radici in quel periodo, ma si sviluppò pienamente negli anni venti per ovvi motivi storici di rigetto verso il wagnerismo  o la musica di impronta tedesca più in generale. Donna Serpente mi sembra piuttosto un lavoro fiabesco, almeno esteriormente mi pare si avvicini più a L'Amore di Prokofiev. Orfeide è piuttosto esperimento che va al di là del neoclassicismo. Cosa accomuna tutte queste opere ? Un ritorno al passato più o meno evidente, ma in realtà sono assai diverse tra loro perchè si va dalla commedia d'arte, al neo-barocco, al mozartismo di Busoni, agli influssi rossiniani ecc., viene difficile classificarle in una corrente omogenea, soprattutto le prime. Anzi, le opere successive al 1920 mischiano stili e situazioni diverse da renderle ibride. Per esempio un successone del periodo (almeno in Italia):

Commedia, opera buffa, neoclassicismo, parodia del classicismo ? E' tutto e il suo contrario! :D

Beh dai però la presenza delle maschere è un denominatore comune a molte, oppure il testo fiabesco, non volevo certo dire che sono tutte uguali! :D Anche Igor ha scritto Pulcinella, dici che non significa nulla? 

Comunque ho letto che Busoni si ispirava a certe fantasticherie tedesche tipo Flauto Magico, Sogno di una notte, Oberon ecc. In fondo era teatro tedesco anche quello, diciamo "i tedeschi buoni" :cat_lol:

4 ore fa, Wittelsbach dice:

Anni fa l'aveva consigliata Miasko se non vado errato

 

7 ore fa, Majaniello dice:

Nella 6 dovresti sentire Sanderling jr (è la preferita di Duggan e di un noto forumista coi gusti più vicini ai tuoi che ai miei). Io non la conosco, dovrebbe suonare a metà tra Horenstein e Gielen, diciamo più filone tragico che drammatico alla Tennstedt. Proverò anche la 9.

innominato_promessi-sposi.jpg

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20 minuti fa, Majaniello dice:

Beh dai però la presenza delle maschere è un denominatore comune a molte, oppure il testo fiabesco, non volevo certo dire che sono tutte uguali! :D 

Però la tesi sembrava sottintesa :D

Anche Igor ha scritto Pulcinella, dici che non significa nulla? 

Certo, perchè i tempi per il neoclassicismo erano incombenti, e ti ricordo che il suo amico Picasso aveva giusto abbandonato il cubismo nel 1918-1919. Stravinsky aveva fiutato il cambiamento in atto (va detto anche per motivi riguardanti le sue personali vedute artistiche), il post-wagnerismo era in decomposizione da qualche anno e il processo era ben chiaro fuori dalla Germania. Non era stato il solo, basterebbe ricordare cosa faceva Busoni, ma fu il compositore che più diede forma al movimento e ci impresse il suo sigillo per almeno trent'anni. Riguardo al balletto bisogna ricordare che Stravinsky tutto sommato non ha inventato nulla con Pulcinella, perchè giusto nel 1916 lo aveva anticipato l'italiano Tommasini con le Donne di buon umore (sempre commissionato da Diaghilev)

Gli italiani erano proprio all'avanguardia! :dirol:

---

Stasera mi sto ascoltando di fila tutti i poemi sinfonici di Leifs :sleeping_01:

Leifs: Geysir

Orchestra Sinfonica Islandese, Vaenskae

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On 6/1/2019 at 00:01, Wittelsbach dice:

 

Applausoni per pronuncia, quadratura musicale, tecnica...

@Majaniello
@Pinkerton

Ti ringrazio comunque , o Principe, per la dedica che se mi conferma la infima opinione che hai di me, se non altro mi permette  di produrmi, anzi di scatenarmi in una delle mie leggendarie stroncature.

Allora mettiamo in ordine gli aspetti salienti di questa esecuzione.

1) timbro: infelice, gracchiante

2) emissione: selvaggia

3) dizione: "Liù" diventa sempre "Lù" e non si contano le sillabe che questo fior di tenore storpia o si mangia. A 0:49 poi compie l'egregia impresa di saltare una parola intera ("solo")

4) intonazione: diverse le note crescenti o calanti

5) quadratura ritmica: il nostro ignora totalmente il significato e il senso della parola "solfeggio"

6) legato: in genere massacrato oppure, qua e là, del tutto casuale

7) espressione: abolita

 

Nemmeno il grande Lauri Volpi aveva gran rispetto del metronomo. Però le sue deroghe ritmiche avevano sempre una funzione espressiva e in questo live del '41 ci lascia un esempio ancora insuperato di come si deve cantare e di quanta espressività si può ricavare da questa "esortazione patetica" puccinana:

 

 

Al Principe di Baviera, mio signore, e a Giordano e Maja, miei alfieri-

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27 minuti fa, Madiel dice:

Certo, perchè i tempi per il neoclassicismo erano incombenti, e ti ricordo che il suo amico Picasso aveva giusto abbandonato il cubismo nel 1918-1919. Stravinsky aveva fiutato il cambiamento in atto (va detto anche per motivi riguardanti le sue personali vedute artistiche), il post-wagnerismo era in decomposizione da qualche anno e il processo era ben chiaro fuori dalla Germania. Non era stato il solo, basterebbe ricordare cosa faceva Busoni, ma fu il compositore che più diede forma a movimento e ci impresse il suo sigillo per almeno trent'anni. Riguardo al balletto bisogna ricordare che Stravinsky tutto sommato non ha inventato nulla con Pulcinella, perchè giusto nel 1916 lo aveva anticipato l'italiano Tommasini con le Donne di buon umore (sempre commissionato da Diaghilev)

Gli italiani erano proprio all'avanguardia! :dirol:

 

Bellino! Ma a questo punto fu un'idea di Diaghilev... a quanto pare fu una serie di orchestrazioni/rielaborazioni dedicata ai pre-romantici italiani: Scarlatti/Tommasini, Rossini/Respighi, Pergolesi/Stravinsky, Cimarosa/Respighi... 

Volevo ascoltare i balletti di Rieti per Diaghilev, ma non esistono. Su spotify però si trova un balletto Bellini/Rieti su musiche della Sonnambula davvero delizioso!

 

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40 minuti fa, Majaniello dice:

Bellino! Ma a questo punto fu un'idea di Diaghilev... a quanto pare fu una serie di orchestrazioni/rielaborazioni dedicata ai pre-romantici italiani: Scarlatti/Tommasini, Rossini/Respighi, Pergolesi/Stravinsky, Cimarosa/Respighi... 

Volevo ascoltare i balletti di Rieti per Diaghilev, ma non esistono. Su spotify però si trova un balletto Bellini/Rieti su musiche della Sonnambula davvero delizioso!

 

Non proprio, perchè non furono parte di un progetto unitario. Il problema di Diaghilev, detto in soldoni, era stupire (possibilmente con uno scandalo) e fare cassa. L'unica maniera era ripulire le orecchie del pubblico dei suoi balletti dal sopore post impressionista, ma senza replicare il Sacre o Les noces (improponibili). Erano venute meno certe circostanze e bisognava indubbiamente prendere una strada diversa. Mi ripeto, la rivoluzione neoclassica era nell'aria da qualche anno, doveva solo trovare il modo per esplodere. Tommasini scriveva musica classicheggiante da qualche anno e aveva una certa fama, fu impiegato per aprire la strada ad altri. Siccome il suo balletto fu un successone, inevitabile l'entrata in campo di Stravinsky. Solo che quest'ultimo era un genio, per cui da cosa nasce cosa come si suol dire...

A proposito di Rieti, è vero che ci sono rarissimi pezzi in discografia e nessun balletto, ma almeno questo potrebbe avvicinarsi al genere

Mi pare ottima musica, oggi proprio non vedo perchè snobbare così il povero Rieti. 

---

Leifs: Jonas Hallgrimsson in memoriam op.48

Schola Cantorum, Orchestra Sinfonica Islandese, Baeumer

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40 minuti fa, Pinkerton dice:

Ti ringrazio comunque , o Principe, per la dedica che se mi conferma la infima opinione che hai di me, se non altro mi permette  di produrmi, anzi di scatenarmi in una delle mie leggendarie stroncature.

Allora mettiamo in ordine gli aspetti salienti di questa esecuzione.

1) timbro: infelice, gracchiante

2) emissione: selvaggia

3) dizione: "Liù" diventa sempre "Lù" e non si contano le sillabe che questo fior di tenore storpia o si mangia. A 0:49 poi compie l'egregia impresa di saltare una parola intera ("solo")

4) intonazione: diverse le note crescenti o calanti

5) quadratura ritmica: il nostro ignora totalmente il significato e il senso della parola "solfeggio"

6) legato: in genere massacrato oppure, qua e là, del tutto casuale

7) espressione: abolita

 

Nemmeno il grande Lauri Volpi aveva gran rispetto del metronomo. Però le sue deroghe ritmiche avevano sempre una funzione espressiva e in questo live del '41 ci lascia un esempio ancora insuperato di come si deve cantare e di quanta espressività si può ricavare da questa "esortazione patetica" puccinana:

 

 

Al Principe di Baviera, mio signore, e a Giordano e Maja, miei alfieri-

Sadico! Confrontare il top a quel dilettante! Ahahah

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.4 Op.36 "La Calma" di Joseph Wolfl:

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11 ore fa, Madiel dice:

 

Mi pare ottima musica, oggi proprio non vedo perchè snobbare così il povero Rieti. 

Vero accidenti! Ma del resto, scorrendo la lista dei balletti russi, si nota che Rieti stava in mezzo a Stravinsky, Prokofiev, Respighi, Satie, De Falla ecc, proprio un fesso non doveva essere!

Ora mi riascolto lui:

MI0001124399.jpg?partner=allrovi.com

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 @Persephone prova questo:

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Maja-reference: questa e Dutoit/Montreal

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21 minuti fa, Majaniello dice:

 @Persephone prova questo:

MI0001130489.jpg?partner=allrovi.com

Maja-reference: questa e Dutoit/Montreal

Grazie Niellino 😊😊😍

Lo ascolto volentieri e poi ti farò sapere le mie impressioni.

Gioioso martedì 🌹

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On 6/1/2019 at 18:19, giobar dice:

Se ti piace la musica spagnola, non puoi ignorare quest'altro gioiello cameristico

Ti ringrazio @giobar

Questo è veramente un gioiello ! Una perfetta fusione tra il caldo suono degli archi e la presenza cristallina del pianoforte.

La sensualità languida e romantica della Spagna nella sua veste più elegante e raffinata.

Il secondo movimento e' sublime .

Mi ha rallegrato parte della mattina mentre finivo un gilet per un cliente un po" antipatico 😏😁

Gioiosa giornata a te 🌹

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4 ore fa, Majaniello dice:

Vero accidenti! Ma del resto, scorrendo la lista dei balletti russi, si nota che Rieti stava in mezzo a Stravinsky, Prokofiev, Respighi, Satie, De Falla ecc, proprio un fesso non doveva essere!

Assolutamente non un minore, era uno dei compositori italiani più internazionali e noti tra il 1920 e il 1938. Anzi, era più parigino che italiano, a momenti! La sua carriera si rovinò nel 1938 a causa delle leggi razziali, essendo ebreo fu costretto a emigrare. Ebbe un altro quindicennio di moderata fama in USA, perfino insignito di onorificenze, ma poi iniziò a essere eseguito sempre meno anche in quel paese. Mi pare che tenesse un salotto molto vivace a New York fino agli anni sessanta, ma oramai era diventato un residuato di un tempo passato. In Europa, visti i cambiamenti epocali avvenuti, la sua musica era totalmente scomparsa da tempo, prima per le persecuzioni e poi perchè gusti e stili erano radicalmente cambiati. L'aspetto incredibile della vita americana di Rieti è che, nonostante tutto, l'autore continuò a produrre molta musica fino alla morte (quasi centenaria). On line avevo trovato il catalogo del suo legato depositato in non so quale biblioteca statunitense, e comprendeva decine e decine di pezzi scritti fino agli anni ottanta e mai eseguiti o eseguiti solo una volta. Tristissimo.

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Sfogliando una vecchia e perfida storia della musica (non ne rivelerò l'autore nemmeno sotto tortura) mi sono imbattuto in poche righe incredibilmente elogiative di tal Sylvio Lazzari, sudtirolese, ma di formazione francese.

Cercando in rete trovo che ci sono anche alcune cose - come questi Tableaux Maritimes - dirette dal maestro Adriano con la "Moscow Philharmonic"... ecco un esempio dove - di là dai tempi forse un po' troppo indugianti del primo episodio - si coglie l'interesse del direttore per questo musicista, che a primo ascolto sembra uno strano incrocio tra linguaggio lisztiano-wagneriano e meridione (soprattutto nella timbrica, ma anche in certi incisi melodici ben lontani dalla gravità nordica). Qua e là sembra addirittura bizetiano...

Significativo che nel 1920 non si rinvenga in questa musica un'oncia di neoclassicismo né di quel "ritorno a Bach" che allora furoreggiava (e di cui si parlava sopra).

P.s.

Vedo che proprio di questi pezzi e della Sinfonia in Mib avevano parlato proprio Adriano e @Wittelsbach

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Maxwell Davies

Mavis in Las Vegas

BBCPhilharmonic/Maxwell Davies

 

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35 minuti fa, giordanoted dice:

Sfogliando una vecchia e perfida storia della musica (non ne rivelerò l'autore nemmeno sotto tortura) mi sono imbattuto in poche righe incredibilmente elogiative di tal Sylvio Lazzari, sudtirolese, ma di formazione francese.

Cercando in rete trovo che ci sono anche alcune cose - come questi Tableaux Maritimes - dirette dal maestro Adriano con la "Moscow Philharmonic"... ecco un esempio dove - di là dai tempi forse un po' troppo indugianti del primo episodio - si coglie l'interesse del direttore per questo musicista, che a primo ascolto sembra uno strano incrocio tra linguaggio lisztiano-wagneriano e meridione (soprattutto nella timbrica, ma anche in certi incisi melodici ben lontani dalla gravità nordica). Qua e là sembra addirittura bizetiano...

Significativo che nel 1920 non si rinvenga in questa musica un'oncia di neoclassicismo né di quel "ritorno a Bach" che allora furoreggiava (e di cui si parlava sopra).

P.s.

Vedo che proprio di questi pezzi e della Sinfonia in Mib avevano parlato proprio Adriano e @Wittelsbach

Certamente, he ho parlato la prima volta che l'ho ascoltata! Vado a cercarmi quello che ho scritto.

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Intanto

4837761-origpic-d3974e.jpg_0_0_100_100_2

Beethoven, Fidelio, Klemperer Budapest 1948

Un Klemperer classicheggiante, veloce e analitico (o quasi). Recensito or ora nel topic deputato.

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57 minuti fa, Madiel dice:

Assolutamente non un minore, era uno dei compositori italiani più internazionali e noti tra il 1920 e il 1938. Anzi, era più parigino che italiano, a momenti! La sua carriera si rovinò nel 1938 a causa delle leggi razziali, essendo ebreo fu costretto a emigrare. Ebbe un altro quindicennio di moderata fama in USA, perfino insignito di onorificenze, ma poi iniziò a essere eseguito sempre meno anche in quel paese. Mi pare che tenesse un salotto molto vivace a New York fino agli anni sessanta, ma oramai era diventato un residuato di un tempo passato. In Europa, visti i cambiamenti epocali avvenuti, la sua musica era totalmente scomparsa da tempo, prima per le persecuzioni e poi perchè gusti e stili erano radicalmente cambiati. L'aspetto incredibile della vita americana di Rieti è che, nonostante tutto, l'autore continuò a produrre molta musica fino alla morte (quasi centenaria). On line avevo trovato il catalogo del suo legato depositato in non so quale biblioteca statunitense, e comprendeva decine e decine di pezzi scritti fino agli anni ottanta e mai eseguiti o eseguiti solo una volta. Tristissimo.

Io sono ottimista, fino a 10 o 15 anni fa quanta musica (italiana e non) non era stata mai incisa? prima o poi anche la discografia renderà giustizia alla storia.

12 minuti fa, Wittelsbach dice:

Beethoven, Fidelio, Klemperer Budapest 1948

Un Klemperer classicheggiante, veloce e analitico (o quasi). Recensito or ora nel topic deputato.

Klemp assomigliava molto più a Toscanini che non al sè stesso degli ultimi anni, le poche registrazioni anni '20-'30 lo testimoniano. La metamorfosi peraltro si nota di più su alcuni autori e di meno su altri (Haydn e Mozart continuò a dirigerli speditamente), il che mi fa pensare che più che un difetto congenito dovuto all'anzianità il suo fosse proprio un cambio di vedute estetiche.

35 minuti fa, Wittelsbach dice:

Certamente, he ho parlato la prima volta che l'ho ascoltata! Vado a cercarmi quello che ho scritto.

Eccolo:

Sylvio Lazzari, al secolo Josef Silvester Lazzari (1857-1944), austriaco di nascita (anzi, si potrebbe definire italiano, essendo nato a Bolzano), francese d'elezione, si iscrive di forza in quel sottobosco di piccoli talenti che seguirono la maniera francese del sinfonismo tardoromantico. I suoi numi tutelari furono Franck e Chausson, che lo incoraggiarono nella strada della composizione.

Infatti, la Sinfonia in mi bemolle minore (1914) tradisce in pieno l'adesione a questa scuola, anche dopo anni che era passata di moda: intenso cromatismo, orchestrazione raffinata. Seguono lo stesso andazzo, con qualche profumo impressionista, anche i quattro Quadri marittimi, che sono ancora più tardi nell'alveo della sua produzione. Un post romantico sopravvissuto al Novecento.

1 ora fa, giordanoted dice:

Sfogliando una vecchia e perfida storia della musica (non ne rivelerò l'autore nemmeno sotto tortura)

Quanto mistero :cat_lol: Come mai non si può sapere?

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8 minuti fa, Majaniello dice:

 

Quanto mistero :cat_lol: Come mai non si può sapere?

Be', sai, è come quella scena di Woody Allen in cui va dal giornalaio e dice: mi dia il Times, poi il New Yorker, poi Newsweek, e (piano) una copia di Casalinghe viziose (o qualcosa del genere) e il giornalaio strilla al suo socio: «dove abbiamo messo Casalinghe viziose?»

Diciamo che ci sono storie della musica che sono un po' l'equivalente di Casalinghe viziose. Non è bene traviare i forumisti diffondendo certa roba.

p.s.

Più che Toscanini, Klemp idolatrava Mahler... in un'intervista alla BBC li paragona e dice che Mahler era incredibilmente superiore... poi questo non vuol dire che il suo stile direttoriale fosse improntato a Mahler.... anche Walter idolatrava Mahler e dirigeva in modo così diverso da Klemp... Io tutto sommato trovo una certa continuità nel suo stile. Se ci pensi, negli ultimi anni non dirigeva sempre lentamente o più lentamente, prendi la Seconda di Mahler con la Philharmonia (bellissima) che per l'epoca era abbastanza sostenuta.

 

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14 minuti fa, Majaniello dice:

Klemp assomigliava molto più a Toscanini che non al sè stesso degli ultimi anni, le poche registrazioni anni '20-'30 lo testimoniano. La metamorfosi peraltro si nota di più su alcuni autori e di meno su altri (Haydn e Mozart continuò a dirigerli speditamente), il che mi fa pensare che più che un difetto congenito dovuto all'anzianità il suo fosse proprio un cambio di vedute estetiche.

 

 

6 minuti fa, giordanoted dice:

Più che Toscanini, Klemp idolatrava Mahler... in un'intervista alla BBC li paragona e dice che Mahler era incredibilmente superiore... poi questo non vuol dire che il suo stile direttoriale fosse improntato a Mahler.... anche Walter idolatrava Mahler e dirigeva in modo così diverso da Klemp... Io tutto sommato trovo una certa continuità nel suo stile. Se ci pensi, negli ultimi anni non dirigeva sempre lentamente o più lentamente, prendi la Seconda di Mahler con la Philharmonia (bellissima) che per l'epoca era abbastanza sostenuta.

 

Se vi interessa, qui c'è tutta l'opera.

 

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Su Schonberg ho fin troppi buchi. E sì che ho la semi integrale anch'io di Boulez.

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