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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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14 ore fa, il viandante del sud dice:

Prendo in dedica, adoro la musica classica spagnola.

Ricambio con

La musica di Turina si muove tra sinuosi arabeschi ritmici e languide atmosfere à la Debussy, pennellate roride di un profondo sentido andaluso...

Strepitoso !! Grazie per la bellissima dedica di rimando.

Non conoscevo Turina, quindi è un tassello in più per me.

Odo le pennellate di Debussy , certo che si....ma avverto tutta  l'atmosfera squisitamente parigina di Gabriel Faure' , che ADORO ! 😍😍

Qui però la caliente Spagna riscalda e colora i toni caratterizzando in maniera splendida.

Raffinatezza

Grazie !

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4 ore fa, Majaniello dice:

Anche il Brahms RCA fà schifo come suono, assurdo a quell'epoca! Proverò anche la nona. 

Vabè Hurwitz, l'abbiamo detto mille volte, è un po' imprevedibile, ci sono registrazioni che consiglia che sono o diventano le mie preferite, ed altre, di tutt'altro segno, che non capisco come facciano a piacergli. Alla fine nessuno di noi ha una sensibilità a senso unico, il motivo sarà banalmente questo.

While I’m always in favor of pushing the envelope, this strikes me as simply too slow. t’s true that Levine gets string playing of exceptional richness and density, but then he’d bloody well better–after all, you could practically learn to play the violin in the time between notes. I’m sure that Mahler intended those haunting last pages to suggest eternity, not embody it.

C'è da dire che è sempre divertente :D

Mi sa che è esattamente così. Comunque, per me il meglio Hurwitz l'ha dato recensendo l'anemico ciclo beethoveniano di Masur:

The fact that Masur never has shown much ability to project Beethoven’s fire or passion, and contents himself with a certain comfortable, generalized musicality, has not prevented his Beethoven recordings from being reissued countless times in countless formats. [...] Why then do the labels do it? Why, for the same reasons male dogs lick their genitalia: because they can.

Una sagacia degna del miglior Benedetto Croce...:cat_lol:

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5 ore fa, Majaniello dice:

Anche il Brahms RCA fà schifo come suono, assurdo a quell'epoca! Proverò anche la nona. 
 

Levine però si è rifatto sonicamente con questo (nonostante sia live):

4498292.jpg

Integrale che potrebbe piacere @Snorlax

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52 minuti fa, Ives dice:

Levine però si è rifatto sonicamente con questo (nonostante sia live):

4498292.jpg

Integrale che potrebbe piacere @Snorlax

Che ne pensi dell'integrale brahmsiana con la Chicago SO? Giusto ieri sentivo un po' distrattamente la Terza da lì e l'ho trovata molto bella, energica e vigorosa. Mi ha ricordato un po' l'approccio di Jochum (magari sbaglio).

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5 ore fa, Majaniello dice:

A me è proprio la prima metà che appalla, quando cominciano le variazioni su Funiculì funiculà comincia lo spasso! :lol: io poi sono un terrone doc, l'unica musica che mi fa godere fisicamente è il zum-pappà, il resto è tutto un esercizio di intelletto più o meno coinvolgente. Secondo me la geografia (diciamo il sentimento di appartenenza o non appartenenza ad una terra, a delle tradizioni ecc) influenza in maniera determinante la sensibilità nei confronti dell'arte.

Però l'efficacia del poema sinfonico è proprio dovuta al contrasto tra un inizio tragico e il finale brillante - che, alla fine, sono due delle caratteristiche psicologiche degli italiani ancora oggi. Per cui, ti tocca soffrire per forza :D:D:D 

---

 

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15 ore fa, Madiel dice:

Casella portava questo pezzo in tournée nei suoi concerti. I canti siciliani o il motivo pop di Funiculì funiculà non facevano sentire dimenticati per il mondo i nostri connazionali emigrati, e forse si spiega così il suo successo in quel tempo. Questo video, però, è proprio terribile. Il finale, poi, è di una pesantezza teutonica insopportabile, perde ogni slancio fresco e giovanile, diciamo pure "italiano".

Poi passo a una edizione seria

 

Confesso: Casella in genere mi piace moltissimo. Ma Italia per me è uno dei pezzi più brutti della storia della musica, una vera caXXta! Quandoque bonus dormitat Homerus!

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3 ore fa, Persephone dice:

Non conoscevo Turina, quindi è un tassello in più per me.

Odo le pennellate di Debussy , certo che si....ma avverto tutta  l'atmosfera squisitamente parigina di Gabriel Faure' , che ADORO ! 😍😍

Qui però la caliente Spagna riscalda e colora i toni caratterizzando in maniera splendida.

 

Se ti piace la musica spagnola, non puoi ignorare quest'altro gioiello cameristico

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41 minuti fa, giobar dice:

Confesso: Casella in genere mi piace moltissimo. Ma Italia per me è uno dei pezzi più brutti della storia della musica, una vera caXXta! Quandoque bonus dormitat Homerus!

Lo so giobar, lo so, alcuni aspetti troppo italiani della musica (tipo lo zum-papà verdiano) di fanno venire la pelle d'oca :cat_lol:

---

C'è un nudo in copertina, strano che il tubo non abbia ancora censurato :cigar:

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1 minuto fa, Madiel dice:

Lo so giobar, lo so, alcuni aspetti troppo italiani della musica (tipo lo zum-papà verdiano) di fanno venire la pelle d'oca :cat_lol:

Mah, non so, non credo che sia una generica antitalianità, perché apprezzo molto altri pezzi di sapore popolaresco o con richiami folklorici di Casella e altri autori del 900 italiano. E' proprio il pezzo specifico che mi fa venire l'orticaria. Quanto a Verdi e all'opera italiana dell'800 il discorso è molto più complesso e lo zumpapà di Verdi è solo un aspetto.

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Antonio VIVALDI
Dixit Dominus RV 595

Susan Daniel, Margaret Marshall, Felicity Lott
Antony Rolfe Johnson , Thomas Thomaschke

John Alldis Choir
English Chamber Orchestra
Antonio Negri

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6 ore fa, Ives dice:

Levine però si è rifatto sonicamente con questo (nonostante sia live):

4498292.jpg

Integrale che potrebbe piacere @Snorlax

Ecco, questa integrale sinfonica è anni che mi dico di ascoltarla e ancora non l'ho fatto. Dovrò decidermi, visto anche il tuo suggerimento. Oggi tutti brahmsiani, e io vado con questa:

Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa magg., Philharmoniker Hamburg, Simone Young

51PrEIWFsaL.jpg

Qualche mese fa ho comperato questo ciclo brahmsiano al prezzo di una pipa di tabacco assieme all'integrale di Bruckner, sempre diretto dalla Young. Riguardo Bruckner dirò qualcosa più avanti nella discussione dedicata, ma partiamo col dire che in entrambi gli autori la Young se la cava abbastanza bene, nel senso che non viene mai voglia di tapparsi le orecchie, anche se, ovviamente, non tutto le riesce allo stesso modo. Anzitutto la Young non solo ha una grande cura dell'ordito orchestrale, ma imprime un timbro ben preciso alla sua orchestra amburghese: suono molto ricco, archi sontuosi, fiati corposi e sempre presenti. Di sicuro la direttrice australiana non è per un approccio cameristico verso queste partiture, e anche il suddetto Brahms colpisce per un particolare inspessimento timbrico. Nonostante questo, non vi è alcuna perdita di chiarezza, anzi l'intricata scrittura brahmsiana non ne esce per nulla sacrificata. Questa Terza non mi fa gridare al miracolo, ma si ascolta con una certà facilità: l'approccio della Young è quello di un serio e professionalissimo kapellmeister: il tutto risulta solido e senza fronzoli. Io avrei preferito qualche sfumatura in più, soprattutto dal punto di vista agogico, infatti talvolta l'andamento che imprime la direttrice sa un po' di scolastico rischiando di risultare piatto, ma alla fine si respira una seria artigianeria musicale sempre svolta con gusto e senza troppe cadute. Insomma ascoltare queste registrazioni - captate tutte live - non è di sicuro tempo perso. Qualità tecnica top.

Dedico a @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @giordanoted, @superburp e a chi gradisce...

 

 

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On 5/1/2019 at 19:23, giordanoted dice:

Il fatto che l'utente del canale da cui traggo il video abbia scelto l'immagine di Mengelberg - ma che è una moda? Pure la nuova edizione del Doctor Faustus di T.Mann (ed. Mondadori) sfoggia il mitico Willem, ma forse perché i grafici hanno pensato "patto col diavolo" = direttore collaborazionista - è del tutto casuale! A me Willem comunque piace molto, ed è tutta colpa di Glenn Gould - di cui si parlava sopra - che me l'ha fatto conoscere tramite i suoi scritti e mi ha influenzato in modo determinante, come del resto Stokowski. Anzi mi avete fatto venire voglia di riascoltarmi il suo Heldenleben, che possiedo in tre versioni... ma intanto finisco di sorbire l'amaro calice di Shostakovich alle prese con un argomento che lo appassionava assai, e non solo negli ultimi malandati anni di vita: la morte.

Ho comprato una raccolta di scritti schoenberghiani e, scorrendo l'indice, che ti trovo? ELOGIO A MENGELBERG.... ma dai no! pensavo che Arnold fosse una persona seria! :cat_lol:

Comunque, è uno scritto del '19, quindi ancora ci stà. A margine si ricorda anche che Arnold non prese benissimo la "conversione" di Meng alla santa svasticona, ma non poteva essere diversamente, per le ragioni personali che tutti conosciamo.

Una dedica per un 2019 nel segno della polemica pacifica (un ossimoro che ho appena coniato):

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Si parlava dei Melos e ho riesumato questo. La suite è diventata nel tempo una mia passione, sarà anche acerba ma forse mi affascina proprio per il suo essere senza compromessi. Dopo trecento ascolti scorre liscia come Poulenc. A quanto ho capito eri l'unico in forum a sapere che questo disco è diretto da Maderna.

 

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58 minuti fa, Majaniello dice:

 

51kjH00wU0L._SS500.jpg

Si parlava dei Melos e ho riesumato questo. La suite è diventata nel tempo una mia passione, sarà anche acerba ma forse mi affascina proprio per il suo essere senza compromessi. Dopo trecento ascolti scorre liscia come Poulenc. A quanto ho capito eri l'unico in forum a sapere che questo disco è diretto da Maderna.

 

Eh lo sapevo perché proprio Gould menziona la Serenade, proprio in questa edizione, quando rispose a un sondaggio circa i suoi dischi preferiti... e specifica che è diretta da Maderna. Ovviamente da gouldiano (forse un po' meno appassionato che vent'anni fa, lo ammetto) poi mi sono procurato questo cd. Quanto a Mengelberg oggi ho riascoltato il suo Heldenleben con la New York Philharmonic, incisione preistorica (mi pare del '28) e, per citare @Snorlax"non mi ha fatto gridare al miracolo", però nel finale, quando la musica diventa più lirica, secondo me ci sono dei tocchi da maestro nel (leggero stavolta) portamento delle frasi degli archi, che insinuano una sinuosità cullante, dolcissima, che porta a uno spegnimento del poema davvero molto poetico.

Piuttosto dallo stesso boxino in cui era questo Heldenleben, ho ascoltato uno Zarathustra diretto da Koussevitzky con la Boston tanto eccentrico quanto interessante (e splendidamente suonato, c'è un consenso abbastanza unanime che in quegli anni - siamo nel '35 - i Bostonians dessero i punti a tutte le orchestre americane, e non solo americane). 

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15 ore fa, Madiel dice:

Però l'efficacia del poema sinfonico è proprio dovuta al contrasto tra un inizio tragico e il finale brillante - che, alla fine, sono due delle caratteristiche psicologiche degli italiani ancora oggi. Per cui, ti tocca soffrire per forza :D:D:D 

---

 

Questo è uno dei suoi pezzi che preferisco in assoluto!

12 ore fa, Snorlax dice:

Ecco, questa integrale sinfonica è anni che mi dico di ascoltarla e ancora non l'ho fatto. Dovrò decidermi, visto anche il tuo suggerimento.

I Wiener piagnucolano come non mai... un Brahms sentimentalista old-fashioned, a te piacerà sicuro.

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15 ore fa, .Andrea dice:

Che ne pensi dell'integrale brahmsiana con la Chicago SO? Giusto ieri sentivo un po' distrattamente la Terza da lì e l'ho trovata molto bella, energica e vigorosa. Mi ha ricordato un po' l'approccio di Jochum (magari sbaglio).

Se ne è parlato spesso in forum e i giudizi di tutti sono ottimi sul lato tecnico-interpretativo. Più che Jochum, potrebbe ricordare un Szell più appassionato. C'è solo un grande difetto: la presa sonora è indegna per una etichetta gloriosa come la RCA dell'epoca. Su Jochum preferisco la tarda integrale EMI con la LPO.

°°°°°°

Maxwell Davies

An Orkney Wedding With Sunrise

Scottish National Orchestra

Ben Gernon

@Snorlax in controdedica.

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Ok non sono molto concentrato, chè sto facendo altro, ma in sottofondo va il finale della sesta di Mahler diretta da Levine. @Snorlax tu suggerivi l'RCA? sto ascoltando quella live con la BSO; comunque anche questa mi sembra eccellente, e in compenso il suono è pazzesco. Surclassa MTT, che a fronte dei primi movimenti all'insegna di un'eccezionale equilibrio tra sentimento e analisi, sembra non riuscire a tenere assieme il finale, così concentrato com'è sul particolare. Levine si perde più dettagli per strada, ma lascia che la musica scorra senza caricarla di troppi significati. Mi convince insomma, così abbiamo fatto l'en plein di riferimenti in comune! :D Ma sulla musica a cavallo dei due secoli secondo me andiamo più d'accordo di quanto pensi... il problema è prima :P

 

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E quindi, se Mahler fosse stato terrone (e un po' neoclassico):

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3 ore fa, Majaniello dice:

Questo è uno dei suoi pezzi che preferisco in assoluto!

I Wiener piagnucolano come non mai... un Brahms sentimentalista old-fashioned, a te piacerà sicuro.

Da come me li hai riassunti, è un ciclo che non può mancare nella mia discoteca. Vedrò di rimediare...:rolleyes:

1 ora fa, Majaniello dice:

Ok non sono molto concentrato, chè sto facendo altro, ma in sottofondo va il finale della sesta di Mahler diretta da Levine. @Snorlax tu suggerivi l'RCA? sto ascoltando quella live con la BSO; comunque anche questa mi sembra eccellente, e in compenso il suono è pazzesco. Surclassa MTT, che a fronte dei primi movimenti all'insegna di un'eccezionale equilibrio tra sentimento e analisi, sembra non riuscire a tenere assieme il finale, così concentrato com'è sul particolare. Levine si perde più dettagli per strada, ma lascia che la musica scorra senza caricarla di troppi significati. Mi convince insomma, così abbiamo fatto l'en plein di riferimenti in comune! :D Ma sulla musica a cavallo dei due secoli secondo me andiamo più d'accordo di quanto pensi... il problema è prima :P

 

Io posseggo quella precidente RCA con i London Symphony, che, fortunatamente, è una di quelle patisce meno la terribile ripresa sonora comune a tutto il ciclo (in generale quelle registrate a Londra sono le migliori, quelle a Philadelphia più che passabili, terribili invece quelle a Chicago). Ma, da quello che mi dici, la nostra impressione è comune, quindi presumo che l'interpretazione del direttore di Cincinnati non sia mutata molto col tempo. Aspetto le tue impressioni sulla Nona. Fa che non sia il pomo della discordia perché alle None di Levine ci tengo molto!;)

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6 minuti fa, Snorlax dice:

Da come me li hai riassunti, è un ciclo che non può mancare nella mia discoteca. Vedrò di rimediare...:rolleyes:

Io posseggo quella precidente RCA con i London Symphony, che, fortunatamente, è una di quelle patisce meno la terribile ripresa sonora comune a tutto il ciclo (in generale quelle registrate a Londra sono le migliori, quelle a Philadelphia più che passabili, terribili invece quelle a Chicago). Ma, da quello che mi dici, la nostra impressione è comune, quindi presumo che l'interpretazione del direttore di Cincinnati non sia mutata molto col tempo. Aspetto le tue impressioni sulla Nona. Fa che non sia il pomo della discordia perché alle None di Levine ci tengo molto!;)

Nella 6 dovresti sentire Sanderling jr (è la preferita di Duggan e di un noto forumista coi gusti più vicini ai tuoi che ai miei). Io non la conosco, dovrebbe suonare a metà tra Horenstein e Gielen, diciamo più filone tragico che drammatico alla Tennstedt. Proverò anche la 9.

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1 minuto fa, Majaniello dice:

Nella 6 dovresti sentire Sanderling jr (è la preferita di Duggan e di un noto forumista coi gusti più vicini ai tuoi che ai miei). Io non la conosco, dovrebbe suonare a metà tra Horenstein e Gielen, diciamo più filone tragico che drammatico alla Tennstedt. Proverò anche la 9.

Pensa che il mio primo ciclo brahmsiano - acquistato a puntate in edicola - fu proprio quello di Thomas Sanderling a capo della Philharmonia Orchestra. Non ne ho grandi ricordi però, saranno 15 anni che non l'ascolto e sicuramente sarà da qualche parte ricoperto da un grosso strato di polvere. Quasi, quasi, se ho tempo, gli do una rispolverata...:cat_angelic:

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Domanda per @Madiel (abbi pazienza): ma le Maschere di Mascagni quindi sono il precursore di Turandot, Arlecchino, Donna Serpente, Orfeide ecc.? si può parlare di un vero e proprio genere e se sì quali titoli vi rientrano?

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39 minuti fa, Majaniello dice:

Domanda per @Madiel (abbi pazienza): ma le Maschere di Mascagni quindi sono il precursore di Turandot, Arlecchino, Donna Serpente, Orfeide ecc.? si può parlare di un vero e proprio genere e se sì quali titoli vi rientrano?

Problema che non mi sono mai posto.. :o Secondo me, Mascagni aveva impiegato quel soggetto solo perchè aveva consumato le sue cartucce veriste e cercava qualcosa che lo riallacciasse al glorioso passato italiano (ricordiamoci che lavorava in chiave nazionalista). Non era un'operazione di rinnovamento più generale, andando a memoria Le Maschere rimase un caso isolato per molto tempo. Invece, il classicismo era parte integrante del carattere di Busoni e della sua missione estetica, tanto che ne aveva fatto un primo assaggio da giovane con la Lustspielouverture del 1898, ci sono poi altri segnali nella sua prima opera e nella suite Turandot (che anticipa di dieci anni l'opera vera e propria). Il filone neoclassico pose radici in quel periodo, ma si sviluppò pienamente negli anni venti per ovvi motivi storici di rigetto verso il wagnerismo  o la musica di impronta tedesca più in generale. Donna Serpente mi sembra piuttosto un lavoro fiabesco, almeno esteriormente mi pare si avvicini più a L'Amore di Prokofiev. Orfeide è piuttosto esperimento che va al di là del neoclassicismo. Cosa accomuna tutte queste opere ? Un ritorno al passato più o meno evidente, ma in realtà sono assai diverse tra loro perchè si va dalla commedia d'arte, al neo-barocco, al mozartismo di Busoni, agli influssi rossiniani ecc., viene difficile classificarle in una corrente omogenea, soprattutto le prime. Anzi, le opere successive al 1920 mischiano stili e situazioni diverse da renderle ibride. Per esempio un successone del periodo (almeno in Italia):

Commedia, opera buffa, neoclassicismo, parodia del classicismo ? E' tutto e il suo contrario! :D

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Visto che più o meno siamo in quel periodo... ma no, qui siamo circa 30 anni dopo in verità... 

Bellissima musica e bellissimi i dipinti di Segantini.

Nel terzo episodio, Ritorno al paese natio, si sente tutta la maestria teatrale di Zandonai, che davvero evoca i sentimenti dei contadini e dei montanari in viaggio...

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Visto che è stato citato, ascolto Barbirolli dirigere la sesta di Mahler (in studio con la New Philharmonia).

A chi gradisce (miasko sicuro).

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