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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2019

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5 ore fa, superburp dice:

Henze, Undine (Knussen).

A Madiel, Niellovskij, Endymion, Wittel e .Andrea.

Grazie, ricambio con Naama Khoaï da qui:

Xenaxis.jpg

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5 ore fa, superburp dice:

Henze, Undine (Knussen).

A Madiel, Niellovskij, Endymion, Wittel e .Andrea.

Bravo burpo, così si fa ! ^_^ Io ricambio con l'ascolto di questo momento, un altro capolavoro

Weill: Concerto per violino, fiati e percussioni (1924)

Nona Liddell, violino; London Sinfonietta diretta da David Atherton

anche a @Wittelsbach così si ricrede (almeno sulla musica orchestrale di Weill)

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Le prime registrazioni di Michael Rabin per la Columbia

Michael Rabin, violino
Artur Balsam, pianoforte
Columbia Symphony Orchestra
Donald Voorhees

Il disco raccoglie quasi tutte le registrazioni che il grande e sfortunato violinista americano realizzò fra i 13 e i 17 anni di età per la Columbia nei primi anni '50. Solo per i Capricci di Paganini è presentata un'antologia (11 su 24).  Che dire? Prodigioso. Una musicalità e una naturalezza straordinarie accompagnate a una tecnica cristallina che solo in pochi punti dei Capricci di Paganini fa trapelare qualche incertezza di intonazione: ma all'epoca - maggio 1950 - Rabin era appena quattordicenne! Due cose, su tutte, mi sono parse fra le migliori meraviglie violinistiche che abbia mai udito. La Danza slava op. 46 n. 2 di Dvorak nell'arrangiamento di Kreisler e Zigeunerweisen di Sarasate: pezzi d'occasione, è vero, ma eseguiti con una fluidità, una immedesimazione, una intensità, una varietà di accenti che li trasfigurano facendoli apparire dei capolavori in miniatura. Purtroppo la carriera "vera" di Rabin durò pochi anni, perché allo sbocciare dell'età adulta gravi problemi neurologici accompagnati da abusi di alcol e di sostanze lo trasformarono nello spettro di se stesso. Continuò a suonare senza grande successo fino alla morte improvvisa ad appena 35 anni. Conoscendo l'epilogo tragico, è un disco triste.

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6 ore fa, Madiel dice:

Bravo burpo, così si fa ! ^_^ Io ricambio con l'ascolto di questo momento, un altro capolavoro

Weill: Concerto per violino, fiati e percussioni (1924)

Nona Liddell, violino; London Sinfonietta diretta da David Atherton

anche a @Wittelsbach così si ricrede (almeno sulla musica orchestrale di Weill)

Questo interessa anche a me:

ho preso la stessa edizione che ascoltavi (è il disco DGG vero?), su Wellesz per farti un dispetto qualche tuo collaboratore ha messo Scherchen :cat_lol:

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per pianoforte e orchestra n.3 "Kamikaze" di Hisato Ohzawa:

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Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 1 "Sogni d'inverno", London Symphony Orchestra, Igor Markevitch

R-7081683-1433343861-5517.jpeg.jpg

Dato che si stava parlando di Markevitch nella sezione sugli ultimi acquisti musicali, ho ripreso in mano la bellissima integrale ciaikovskiana registrata a Londra intorno alla metà degli anni '60. Che dire? Trattasi di letture no-nonsense eppure idiomaticissime, piene di fantasiose trovate messe sul piatto dal direttore ucraino, che comunque non perde mai di vista la totalità del discorso musicale. Orchestra in gran forma - ottoni su tutti - e persino il settore grave degli archi, che sovente nelle orchestre inglesi risulta un po' timidino, fa sentire la sua presenza. Integrale che sicuramente dovrebbe godere di più considerazione presso più ampio pubblico.

...a @Ives, @Majaniello, @superburp, @Wittelsbach e a chi gradisce...

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2 ore fa, Snorlax dice:

Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 1 "Sogni d'inverno", London Symphony Orchestra, Igor Markevitch

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Dato che si stava parlando di Markevitch nella sezione sugli ultimi acquisti musicali, ho ripreso in mano la bellissima integrale ciaikovskiana registrata a Londra intorno alla metà degli anni '60. Che dire? Trattasi di letture no-nonsense eppure idiomaticissime, piene di fantasiose trovate messe sul piatto dal direttore ucraino, che comunque non perde mai di vista la totalità del discorso musicale. Orchestra in gran forma - ottoni su tutti - e persino il settore grave degli archi, che sovente nelle orchestre inglesi risulta un po' timidino, fa sentire la sua presenza. Integrale che sicuramente dovrebbe godere di più considerazione presso più ampio pubblico.

...a @Ives, @Majaniello, @superburp, @Wittelsbach e a chi gradisce...

Concordo e ottima occasione per risentire questa rara sinfonia:

R-2533949-1289429345.jpeg.jpg

Ma in questa edizione, che trovo eccellente, del giovane MTT. @Snorlax

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19 ore fa, Majaniello dice:

Questo interessa anche a me:

ho preso la stessa edizione che ascoltavi (è il disco DGG vero?), su Wellesz per farti un dispetto qualche tuo collaboratore ha messo Scherchen :cat_lol:

Esatto è quella DG, che tutto sommato è ancora il riferimento. In discoteca ho anche una edizione Decca-Juilliet (più che buona) .... e Scherchen :axehead:

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Con tutto il rispetto per il grande Rozhdestvenskij, preferisco l'edizione moderna Chandos con Sinaiskij :o

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Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 "Scozzese"

Kolner Rundfunk-Sinfonie-Orchester
Dimitri Mitropoulos

Registrata appena una settimana prima della morte di Mitropoulos, è una interpretazione capolavoro che conquista per l'ariosità, la vivacità nel rendere il vorticoso dialogo strumentale, la cura nel dare il giusto peso a ogni frase, la frenesia che contraddistingue ogni movimento.  Bellissima

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Buona Giornata a @Ives e a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per oboe e orchestra di Franz Josef Haydn:

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Tornata in patria dopo la trasferta 😊

Per ritemprar lo spirito e riprendere il lavoro quotidiano mi gusto il Concerto n. 2 dei Brandeburghesi di Bach Senjor.

A voi tutti amici miei 😊 ed in particolare a @kraus

 

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1 ora fa, Persephone dice:

Tornata in patria dopo la trasferta 😊

Per ritemprar lo spirito e riprendere il lavoro quotidiano mi gusto il Concerto n. 2 dei Brandeburghesi di Bach Senjor.

A voi tutti amici miei 😊 ed in particolare a @kraus

 

Grazie Persy :) Da Bach a (un altro) Bach per passare da una dedica all'altra:

WF. Bach

12 Polonaises per clavicembalo

Claudio Astronio

Il capolavoro cembalistico di Guglielmo il Pacifico, una sorta di camaleonte musicale che avvicenda pezzi aforistici di varia estrazione socio-musicale tra modo minore e maggiore fino alla tonalità di sol (ma l'autentica perla visionaria è la seconda, quella in do minore). Per non rendere il CD un po' troppo breve, Astronio ci suona anche il 

Concerto in sol F40 (BR A13b) per clavicembalo solo.

Anche così non abbiamo proprio un disco chilometrico (dura poco più di 55 minuti), ma vabbè. Agitare con cura prima dell'ascolto, aut. min. rich. 

 

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Hans Pfitzner, Tre Preludi dal "Palestrina", Orchester der Deutschen Oper Berlin, Christian Thielemann

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Primo disco inciso da Thielemann per la DGG, rimane ancora oggi una delle più belle registrazioni del tanto dibattuto maestro tedesco, che come direbbe @Majaniello, è la delizia dei tromboni, o aspiranti tali, come il sottoscritto. Particolare il programma scelto dal giovane direttore, che si muove con mano sicura tra le cose non proprio più mainstream di Strauss e alcuni estratti pfitzneriani. Di quest'ultimi, la resa dei tre preludi dal Palestrina è tra le più belle che io abbia potuto sentire, e marca già le caratteristiche che renderanno Thielemann amato/odiato: una maniacale cura per la timbrica e per un suono elegantissimo e sontuoso, talvolta fin troppo (ma non è questo il caso), molto à la Karajan - tale padre, tale figlio! verrebbe quasi da dire - ed un uso molto elastico e libero delle agogiche. Talvolta Thielemann non riuscirà del tutto, potendo sembrare quasi una pallida copia dei grandi interpreti di una (suppostissima!) tradizione germanica, ma in questo particolare repertorio ci sguazza benissimo, e sinceramente, a parte le affinità interpretative, a lui va tutta la mia stima e simpatia per la sua onesta intellettuale, ossia quella di essere un trombone senza compromessi. :rolleyes: A parte gli scherzi, disco riuscitissimo e che vale sicuramente la pena.

Dedico a @Wittelsbach, @miaskovsky, @giordanoted, @superburp e a chi gradisce...

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3 ore fa, Endymion dice:

Riascolto

a Madiel, che me li fece scoprire nel lontano 2015 :D

Madiel, ossia cose buone dal mondo! :cat_goofy: 

Ricambio con questo, forse potrebbe piacerti

 

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L'ascolto centrale odierno, che dedico a @Snorlax, è stato il primo atto del Lohengrin, edizione dei primi anni Sessanta, con i Wiener diretti da Rudolf Kempe, incisione per la EMI. 

Per ora, direi capolavoro discografico, che dona di questa opera un'interpretazione bruciante, ma nettissima, quasi severa, düreriana. Ma senza foschie nibelungiche, anzi, di una chiarezza cartesiana. C'era qualcuno, prima di Boulez, che sapeva mettere in rilievo le strutture wagneriane senza cedere nulla all'aridità o alla scolasticità. Che direttore, Kempe! E inoltre ha ragione Elvio Giudici quando dice che Kempe, che a Vienna eseguiva molta opera italiana, fa emergere tutta la latinità di questa che è la più italiana delle opere non solo wagneriane, ma tedesche in generale, nel periodo romantico. Disaccordo, a margine, con Giudici, che censura la "soavità" dell'araldo Otto Wiener, che invece è splendido come il resto del cast.

Snorlax, se non la conosci, fiondati!

 

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CPE Bach
Concerto per piano in re Wq. 45 (H. 478)
Concerto per piano in sol Wq. 3 (H. 405)
Concerto per piano in sol Wq. 44 (H. 477)
Concerto per piano in sol min. Wq. 32 (H. 442)

Sempre Rémy e gli Amici di Filippo.

C'è un po' di tutto: da uno degli ultimissimi concerti per tastiera del Nostro (prima del Doppio Wq. 47 che in ogni caso lo segue di un decennio) a uno dei primi (il Wq. 3 è roba del 1737, poi rivisto nel '45 come tanti lavori del Carl Bach giovine). La palma del pezz mieux va però al finale del Concerto in sol minore, che sta cronologicamente nel mezzo (1754).

Certo a uno come CPE non si poteva certo dire "N'avi a mmanciari pani duru", perché fin da ragazzo se la cavava in grande stile, asfaltando quelle difficoltà che tanto mandavano ai matti tanti suoi contemporanei alle prime armi.

Segue un Locatelli in gran forma e in grande spölvero di cui poi diròvvi.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto per tromba e orchestra in Mi bemolle maggiore di Franz Josef Haydn

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Pietro Antonio Locatèu

Concerti grossi opp. 1 nnn. 1-6

Ruhadze - violino primo solista, direttore, scenografo, fonico di presa diretta e suggeritore
I suoi immarcescibili, inossidabili e collericamente inviolabili Violini Capricciosi

Per la serie "Tra concerto e sinfonia mi risento a casa mia", il benefico Pietrantonio dimostra che il livello dei suoi capolavori per violino, a differenza del tonno 150 g di bontà in olio d'oliva, non era insuperabile: così ci squaderna un sestetto d'assi nella manica, a tempo e modalità alternati (maggiore-minore e poi ancora maggiore e minore) e brevemente barocchi poiché durano una decina di minuti ciascuno. I primi 3 sono divisi in cinque tempi, gli ultimi in quattro, con un gran finale in do minore dagli echi corelliani.

Vai Ruhadze, sei tutti voi:

E dopo lo splendore del sublime, Schutz! Parte il contrappunto vocale per rinfrancar lo spirito tra un concerto e l'altro:

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