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ginop710

Diploma privatisti, anno 2018/2019

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Buongiorno a tutti,

premetto che ho letto le passate discussioni che in qualche modo trattano l'argomento ma scrivo un nuovo post perché in esse non ho trovato risposte chiare per queste due domande specifiche - ammesso che di risposte ce ne siano.

La domanda prima è: è possibile ancora sostenere da privatista l'esame di diploma del vecchio ordinamento per l'anno 2018/2019?

L'altra domanda è: esistono particolari casi in cui il direttore, un direttore, a seguito di richiesta documentata di un'attività artistica, possa dispensare il candidato dal dare esami di compimento intermedi, in ragione di quelle documentazioni artistiche?
Esempio: musicista concertista, con pubblicazione di dischi ecc.

Un saluto a tutti e grazie in anticipo a chi avrà la pazienza di scrivere due righe.

Gino.

 

 

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Alla prima domanda risponderei: temo di no. Il vecchio ordinamento è in via di esaurimento dall'anno accademico 2011-2012. Da allora è concesso terminare gli studi soltanto agli studenti che erano già iscritti.

Alla seconda domanda: bisogna interndersi. Se parli dei compimenti intermedi del vecchio ordinamento, vedi sopra. Se invece ti riferisci in genere alla possibilità di abbreviare il corso di studi per meriti, questo è senz'altro possibile per il preaccademico. Per triennio e biennio funziona come l'università.

Ma perché non ti rivolgi direttamente al conservatorio interpellando la segreteria, un professore delegato o lo stesso direttore? Ogni conservatorio ha regole proprie su questioni anche non secondarie e qui le risposte non possono che essere generiche.

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12 ore fa, giobar dice:

Alla prima domanda risponderei: temo di no. Il vecchio ordinamento è in via di esaurimento dall'anno accademico 2011-2012. Da allora è concesso terminare gli studi soltanto agli studenti che erano già iscritti.

Alla seconda domanda: bisogna interndersi. Se parli dei compimenti intermedi del vecchio ordinamento, vedi sopra. Se invece ti riferisci in genere alla possibilità di abbreviare il corso di studi per meriti, questo è senz'altro possibile per il preaccademico. Per triennio e biennio funziona come l'università.

Ma perché non ti rivolgi direttamente al conservatorio interpellando la segreteria, un professore delegato o lo stesso direttore? Ogni conservatorio ha regole proprie su questioni anche non secondarie e qui le risposte non possono che essere generiche.

Grazie per la risposta, giobar.

Riguardo alla prima questione, la cosa raccontata dai conservatori è questa: non lo sanno ancora. Almeno i direttori di quelli che ho potuto contattare.

La seconda domanda era relativa alla prima. Mi spiego meglio: mi pareva esistesse nel V.O. una possibilità simile, ne avevo sentito dire ma non ricordo quando, da chi, e poi nessuno mi ha più saputo aiutare. Nel nuovo ordinamento, essendo l'equiparazione (al sistema universitario europeo) evidente e dichiarata, va da sé che non si potrebbe nemmeno considerare questa possibilità, anzi ci sarebbe in aggiunta da considerare l'obbligo di frequenza per ogni corso da frequentare. 
(Questo volendo non parlare di qualcosa che invece sta succedendo nei conservatori e a proposito del nuovo ordinamento: e cioè il bisogno di far cassa, e quindi di considerare gli iscritti eventuali (e non più così tanti come un tempo), una risorsa economica decisiva, tanto da rendere ufficioso ciò che non potrebbe mai essere ufficiale: sostenere solo gli esami senza frequenza, per esempio,  e via dicendo). 
Inutile dire che la musica, in tutto questo, assume via via un carattere di secondarietà sempre più preoccupante. Ma tant'è.

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On 20/11/2018 at 13:11, ginop710 dice:

Grazie per la risposta, giobar.

Riguardo alla prima questione, la cosa raccontata dai conservatori è questa: non lo sanno ancora. Almeno i direttori di quelli che ho potuto contattare.

La seconda domanda era relativa alla prima. Mi spiego meglio: mi pareva esistesse nel V.O. una possibilità simile, ne avevo sentito dire ma non ricordo quando, da chi, e poi nessuno mi ha più saputo aiutare. Nel nuovo ordinamento, essendo l'equiparazione (al sistema universitario europeo) evidente e dichiarata, va da sé che non si potrebbe nemmeno considerare questa possibilità, anzi ci sarebbe in aggiunta da considerare l'obbligo di frequenza per ogni corso da frequentare. 
(Questo volendo non parlare di qualcosa che invece sta succedendo nei conservatori e a proposito del nuovo ordinamento: e cioè il bisogno di far cassa, e quindi di considerare gli iscritti eventuali (e non più così tanti come un tempo), una risorsa economica decisiva, tanto da rendere ufficioso ciò che non potrebbe mai essere ufficiale: sostenere solo gli esami senza frequenza, per esempio,  e via dicendo). 
Inutile dire che la musica, in tutto questo, assume via via un carattere di secondarietà sempre più preoccupante. Ma tant'è.

Non so se ci leggi ancora, ma dopo lo scambio del mese scorso ho appreso casualmente altre notizie che ho riportato anche in un altro topic. Le riporto: è la legge a stabilire espressamente che "le istituzioni assicurano la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici"  (art. 12, comma 2, D.P.R. 212/2005). Pertanto tutti i conservatori sono tenuti a far concludere il corso di studi secondo il v.o. (con rilascio del diploma) a chi ha iniziato prima della riforma. Ciò vale anche per i privatisti perché il MIUR, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato (10.6.2016 n. 2502), ha stabilito con una circolare innovativa che "gli studenti privatisti, i quali alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici avevano già sostenuto almeno un esame dell'ordinamento previgente, possano concludere il loro percorso di studi, a parità di condizioni con gli altri studenti "interni" del vecchio ordinamento" (circ. 5.5.12.2016 n. 28964). Perciò, sia che abbia iniziato come "interno" con il vecchio ordinamento sia che abbia sostenuto come privatista almeno un esame sempre col v.o., dovresti poter proseguire e concludere in qualsiasi concervatorio il corso di studi col v.o. Ogni forma di resistenza specifica è illegittima e può essere contrastata e vinta con ricorsi interni o, al peggio, ricorrendo a un avvocato ed eventualmente al TAR. E' chiaro che poi, se vieni ammesso all'esame dopo l'ingiunzione dell'avvocato o addirittura la sentenza del TAR, devi essere più che bravissimo per superarlo...

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