Vai al contenuto
johnluke

Il mio (lungo) percorso

Recommended Posts

Buongiorno a tutti,

Come giá accennato in sede di presentazione, mi sono avvicinato con relativi metodo e applicazione al mondo della classica un paio d'anni fa, dopo molte false partenze sia in gioventú quanto in etá adulta, occasionalmente annoiato dal pop e dall'elettronica.

Non é peró facile di questi tempi addentrarsi in un terreno cosí ostico, senza un'adeguata preparazione di base. Quasi subito pertanto ho dovuto confrontarmi con una questione di fondo, ovvero cosa ascoltare e perché (ascoltare "quello che piaceva" avrebbe funzionato, se solo avessi avuto le competenze per discernere tra generi, epoche e compositori, senza andare piú o meno a casaccio).

Alla fine ho optato dopo qualche ricerca e lettura per il percorso piú naturale, quello rigorosamente cronologico, iniziando dunque dalla musica medievale e, con santissima pazienza, affrontando un compositore per volta, senza fretta, selezionando naturalmente per ciascuno di essi le composizioni piú significative.

Percorso che, prima di arrivare a Gershwin e Sostakovic, mi terrá probabilmente impegnato per decenni, ma dopo una certa etá si smette di avere fretta per cui non mi faccio scoraggiare. :-)

L'idea di condividere questo percorso con tutti voi mi stimola e mi onora ed é cosí che nasce questo topic, qualora ció non contravvenga le regole di questa comunitá.

Le mie osservazioni potranno spesso riportare inesattezze storiche o tecniche, o risultare banali o scontate, di ció mi scuso anticipatamente, come giá largamente ribadito la mia voce é quella dell'uomo di strada, che a un certo punto della sua vita intuisce che i significati di bellezza ed armonia (non necessariamente in senso strettamente muscale) trascendono quelli di rumore e consumo, e con buone dosi di spregiudicatezza e goffaggine, inizia a perseguirle con bramosia.

Una tardiva premessa: nella speranza di non risultare troppo tedioso, qualora avessi sbagliato sezione nel forum sono pronto a tornare velocemente sui miei passi.

Detto ció, prima tappa Pérotin. Personaggio relativamente oscuro, vissuto tra il XII e il XIII secolo, allievo di Léonin presso Notre Dame, in quella che, anche grazie alla sua opera, sará poi la culla della polifonia e dell'ars nova. Pérotin risulta infatti aver integrato ed esteso il Magnus Liber della musica della suddetta Cattedrale, raccolta sulla quale il Léonin aveva giá messo mano (o forse scritto interamente di suo pugno, non saprei).

C'é un solo CD del Pérotin in circolazione, che io sappia, ed é quello inciso dall'Hilliard Ensemble. Ed é da qui che é partito il mio viaggio. A dire la veritá prima ho anche esplorato le opere di Ildegarda di Bingen, ma le pubblicazioni musicali in commercio raramente risultano fedeli al nudo ed ascetico canto monodico di inizio millennio, adornando le sublimi melodie con accompagnamenti strumentali, elettroniche e ténor piú o meno adeguati, ragion per cui non ho ritenuto di dovermi soffermare oltre sulle pur evocative litanie della benedettina germanica.

Dicevo di Pérotin. Ma mi sto giá dilungando troppo e il mio tempo per adesso é finito qui. Aggiorneró il topic a breve, se nulla osta.

Buona domenica!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sembra davvero una discussione promettente. Mi auguro che si possa sviluppare coerentemente rispetto alle premesse e senza troppe interruzioni e divagazioni, soprattutto perché credo che possa configurarsi come un valido supporto per la tua crescita musicale e quella di tutti coloro i quali si sentono chiamati ad un maggiore approfondimento della storia della musica.

Pérotin l'ho scoperto casualmente, leggendo il nome della rosa. È stato uno dei miei rari ascolti di musica medievale: sebbene mi ci fossi avvicinato con un certo timore di essere di fronte ad un'esperienza non troppo entusiasmante, ho trovato piacevole l'ascolto del Sederunt Principes. Sicuramente si tratta di un autore interessante per chi ha intenzione di esplorare le origini della polifonia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, johnluke dice:

C'é un solo CD del Pérotin in circolazione, che io sappia, ed é quello inciso dall'Hilliard Ensemble. Ed é da qui che é partito il mio viaggio. A dire la veritá prima ho anche esplorato le opere di Ildegarda di Bingen, ma le pubblicazioni musicali in commercio raramente risultano fedeli al nudo ed ascetico canto monodico di inizio millennio, adornando le sublimi melodie con accompagnamenti strumentali, elettroniche e ténor piú o meno adeguati, ragion per cui non ho ritenuto di dovermi soffermare oltre sulle pur evocative litanie della benedettina germanica.

@giobar, @hurdy-gurdy, @Fibbo, @Nitriero Cavalleone che ne dite? Voi qua dentro siete forse i maggiori ascoltatori di Santa Ildegarda, siete sempre rimasti appagati dall'Ensemble Sequentia.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie mille per gli interventi!

In effetti l'unico CD in mio possesso di Hildegard von Bingen é proprio dell'Ensemble Sequentia ("Symphoniae"). Dopo i vari ascolti su YouTube é stato quello che ho deciso di acquistare, eppure a memoria mia anche in questa registrazione sono inserite parti strumentali (immagino aggiunte a posteriori). Altre raccolte che ho ascoltato rasentano l'easy listening e la new age.... e ho lasciato perdere.

Tornando a Pérotin.
L' "optimus discantor" in questione, maestro nella composizione di organa e forse massimo esponente dell'ars antiqua, fece qualcosa che nessun altro aveva fatto prima, ovvero riproporre il graduale liturgico a quattro voci, rielaborando lo studio del maestro Léoninus. Pérotin, partendo dalla monodia e dal canto gregoriano, getta cosí le basi, idealmente ma non solo, della musica sacra polifonica, genere che poi troverá piena espressione nel secolo successivo (il 'trecento) con l'ars nova di de Machaut, Dufay e Després. Ma cerco di non fare troppi voli pindarici.

mobile.0kns26.jpg

Nell'incisione della Hilliard Ensemble, sono i graduali Viderunt Omnes e Sederunt Principes, prima e ultima traccia, a farla da padroni. Il resto delle tracce (9 in totale) contiene altre composizioni attribuite al Pérotin, piú altre anonime, a due e tre voci.
In veritá anche il Viderunt Omnes e il Sederunt Principes, che si dice siano state eseguite nelle notti di Natale e Santo Stefano degli Anni Domini 1198 e 1199, sono composizioni solo parzialmente polifoniche, dal momento che solo la prima parte di ogni versetto prevede l'uso di piú voci (alternandosi in modalitá organum o discantus) mentre il resto del canto liturgico viene eseguito come monodia in pieno stile gregoriano.

Ascoltando il CD, dopo averne letto in rete recensioni e guide all'ascolto, i termini che con piú facilitá riesco ad associare alla sua musica sono "spazialitá", "vibrazioni", "spiritualitá". Il canto liturgico viene affidato al tenor che lo esegue dilatato, attraverso note lunghissime, sulle quali le voci superiori tessono melismi e variazioni, o quantomeno io é cosí che riesco, banalmente, a definirle.

L'ascolto di questo CD é stato per me illuminante. La musica certo non é facilissima,  ma assolutamente evocativa e di mirabile importanza storica.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quel CD è un capolavoro. La polifonia è sopratutto apprezzabile nei discanti, dove il canto gregoriano funge da base per le altre voci. Comunque anche Beata Viscera è un pezzo incredibile in cui è evidente che non è tanto il contrappunto e basta la cosa fondamentale  ma le idee e la qualità generale del discorso. E' una voce sola con il basso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In realtà ci sono tanti CD con musiche di Perotinus. Se intendi una monografia forse hai ragione, ma ha poco senso nel mondo della musica antica ricercare il disco monografico a tutti i costi.

Per quanto riguarda Ildegarda, forse è la tua concezione eccessivamente idealistica ad essere in errore. Abbellimenti e accompagnamenti strumentali erano molto probabilmente la norma, come lo fu anche per il canto gregoriano per secoli prima della "rinascenza" del 19mo secolo. Il canto gregoriano veniva molto volte abbellito polifonicamente al momento, altre accompagnato con gli strumenti (organo, serprente), a volte eseguito con una scansione ritmica libera seguendo il testo, altre volte eseguito secondo scansioni ritmiche ben definite a dispetto del testo. 

Io mi orienterei su questo disco

Forse se tanti gruppi altamente specializzati nell'esecuzione di musica medievale si comportano in un tal modo dovresti rivedere il tuo ideale di fedeltà.

Mi fa molto piacere che tu stia effettuando questo percorso ma mi sembra che il tuo approccio sia sbagliato. Va bene la fulminazione improvvisa ma attento a non diventare una sorta di evangelico americano della musica classica. 

La verità è che la musica classica, particolarmente quella antica, è sempre stata influenzata dalle circostanze prettamente materiali. L'improvvisazione e l'estemporaneità sono fenomeni sempre rintracciabili nelle fonti musicali di qualsiasi epoca. La scrittura nel medioevo aveva funzione prettamente mnemonica, non serviva a fissare tutti gli aspetti dell'esecuzione musicale.

Tu parli di parti strumentali aggiunte "a posteriori" (ma a posteriori di cosa, precisamente?) ma la verità è che qualunque composizione medievale tu stia ascoltando è già frutto di una intensa attività di interpretazione e di adattamento. I manoscritti di Ildegarda non specificano tempo, velocità di esecuzione, abbellimenti, non specificano altezza dei suoni assoluta, agogica, fraseggio, pronuncia (da non sottovalutare), numero di esecutori, eventuali parti strumentali. In molta musica medievale la parte del tenor era effettivamente affidata a strumenti.

La tua concezione della musica sacra medievale è simile a quella degli esteti tedeschi dell'800 relativamente all'arte classica: bella, pura, senza macchia, bianca, lucente. Nulla di più vero.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
16 minuti fa, Alucard dice:

In realtà ci sono tanti CD con musiche di Perotinus. Se intendi una monografia forse hai ragione, ma ha poco senso nel mondo della musica antica ricercare il disco monografico a tutti i costi.

Concordo. Io ho questo di Deller, più volte ristampato con diverse copertine, che contiene anche le composizioni certe di Perotinus:

R-2003302-1257939852.jpeg.jpg

Per quanto riguarda s. Ildegarda e i Sequentia, per me quei dischi sono tutti straordinari: ovviamente il gruppo ha dovuto ricostruire le strumentazioni e molto altro, ma questa è una costante nella prassi della riscoperta e dello studio della musica antica. Non esistendo nei manoscritti note sulla strumentazione necessaria per queste musiche e sul tipo di ensemble con cui eseguirle, si è dovuto procedere per intuito e basandosi su fonti di altro genere (anche iconografiche), in alcuni casi andando proprio a ricostruire strumenti scomparsi di cui si ignorava completamente il suono e la tecnica esecutiva. I vari Binkley, Clemencic, Munrow ecc. sono stati i pionieri e le loro incisioni restano tuttora pietre miliari. E le interpretazioni dello stesso brano variano notevolmente da gruppo a gruppo: quindi, mi permetto di suggerire al nostro nuovo amico che è pressoché inutile cercare la versione "definitiva" , ma di ascoltarne più di una: in ognuna si troveranno motivi di interesse, giacché dell'originale non v'è certezza :) .

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 ore fa, Alucard dice:

In realtà ci sono tanti CD con musiche di Perotinus. Se intendi una monografia forse hai ragione, ma ha poco senso nel mondo della musica antica ricercare il disco monografico a tutti i costi.

Per quanto riguarda Ildegarda, forse è la tua concezione eccessivamente idealistica ad essere in errore. Abbellimenti e accompagnamenti strumentali erano molto probabilmente la norma, come lo fu anche per il canto gregoriano per secoli prima della "rinascenza" del 19mo secolo. Il canto gregoriano veniva molto volte abbellito polifonicamente al momento, altre accompagnato con gli strumenti (organo, serprente), a volte eseguito con una scansione ritmica libera seguendo il testo, altre volte eseguito secondo scansioni ritmiche ben definite a dispetto del testo. 

Io mi orienterei su questo disco

Forse se tanti gruppi altamente specializzati nell'esecuzione di musica medievale si comportano in un tal modo dovresti rivedere il tuo ideale di fedeltà.

Mi fa molto piacere che tu stia effettuando questo percorso ma mi sembra che il tuo approccio sia sbagliato. Va bene la fulminazione improvvisa ma attento a non diventare una sorta di evangelico americano della musica classica. 

La verità è che la musica classica, particolarmente quella antica, è sempre stata influenzata dalle circostanze prettamente materiali. L'improvvisazione e l'estemporaneità sono fenomeni sempre rintracciabili nelle fonti musicali di qualsiasi epoca. La scrittura nel medioevo aveva funzione prettamente mnemonica, non serviva a fissare tutti gli aspetti dell'esecuzione musicale.

Tu parli di parti strumentali aggiunte "a posteriori" (ma a posteriori di cosa, precisamente?) ma la verità è che qualunque composizione medievale tu stia ascoltando è già frutto di una intensa attività di interpretazione e di adattamento. I manoscritti di Ildegarda non specificano tempo, velocità di esecuzione, abbellimenti, non specificano altezza dei suoni assoluta, agogica, fraseggio, pronuncia (da non sottovalutare), numero di esecutori, eventuali parti strumentali. In molta musica medievale la parte del tenor era effettivamente affidata a strumenti.

La tua concezione della musica sacra medievale è simile a quella degli esteti tedeschi dell'800 relativamente all'arte classica: bella, pura, senza macchia, bianca, lucente. Nulla di più vero.

 

"Lezione" apprezzatissima!

Ammetto di riconoscermi nella tua interpretazione della mia visione pura (anzi, puritana) e idealistica della musica classica, sacra e medievale in primis, e sono pronto a ricredermi. Ho l'impressione che scrivendo in questo forum mi dovrò ricredere molte volte ma va benissimo, si impara di più confrontandosi! :-)

Nel mio immaginario, l'austerità e l'essenzialità della vita di clausura doveva per forza sposarsi con altrettanto essenziali (oggi diremmo "minimali") esecuzioni ed interpretazioni dei canoni musicali, ma effettivamente non sappiamo se e con quali abbellimenti questi suonassero, tra le acute volte gotiche delle cattedrali e dei conventi mitteleuropei. Del resto non si dice che Ildegarda stessa adornasse e facesse vestire a festa le sue fidate monache, perché si presentassero dignitosamente al cospetto del Signore?  

La figura di Ildegarda rimane comunque in parte enigmatica. Non viene, salvo miei errori di ricerca, neppure citata nel trattato di storia della musica che utilizzo per orientarmi nel mio viaggio (Storia della Musica di C.Casini, Bompiani), pur essendo stata (sbaglio?) uno dei primi autori documentati e riconosciuti dei quali ci siano giunti scritti musicali autografi. In compenso per effetto del suo passato (cito wikipedia) di "scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista e compositrice, filosofa, linguista, cosmologa, guaritrice, naturalista, consigliera politica e profetessa", in rete (ahi ahi, la rete....) viene a volte dipinta come icona di un certo spiritualismo di convenienza, naturalistico e visionario, direi molto moderno... e probabilmente questa percezione ha anch'essa influenzato il mio superficiale giudizio sulla qualità media delle incisioni musicali riportanti il suo nome. Avrei dovuto cercare meglio.

Quando parlo di parti strumentali aggiunte a "posteriori" intendo dire "inventate" o "ipotizzate" dall'esecutore a mo' di "arrangiamento". Questo, lo trovo assolutamente perdonabile e comprensibile se si tratta di linee di voci di sostegno o, al limite, di pedaleria organistica (e se non sbaglio l'Ensemble Sequentia rientra in questa categoria), molto meno se (come in un paio di registrazioni che ho ascoltato -devo aver pescato proprio male!-) si tratta di cori angelici, archi, arpe e campanellini sintetici. Ho provato a cercare su YouTube le incisioni in questione ma non le ho più trovate... peccato, le avrei postate a titolo di esempio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi permetto di inserirmi in questa stimolante conversazione anzitutto per ringraziare, non conosco la musica sacra medievale e queste vostre lezioni saranno  utili per ampliare e arricchire le mie conoscenze.

Oltre alla citazione colta su Perrotin mi ha colpita in particolare un aspetto messo in luce da Johnluke, ovvero...."cosa ascoltare" .

spero di non essere inopportuna e prolissa, non me ne vogliate, ma da sempre mi appassiona una tematica : Come e perché si sceglie una determinata opera ? 

L'arte, in tutte le sue forme , sia essa musica, sia pittura, sia architettura o letteratura, e' il frutto di un complesso e molteplice lavoro, l'artista e' costantemente impegnato in un supremo sforzo volto a coniugare la sua visione estetica e creativa (oserei dire di natura soprannaturale), con aspetti tecnici, razionali e qualitativi ,imprescindibili per poter consegnare il proprio tributo di bellezza al mondo.

Resta un mistero, a volte, il motivo per cui Il fruitore di tale genesi sceglie proprio QUELLA MUSICA, quel quadro o quel capolavoro letterario.

Ammiro il rigore sistematico di Johnluke, il suo procedere in ordine cronologico, lo apprezzo in quanto "disordinata" cronica quale sono tendo a procedere in modo diverso.

Tengo a precisare che non esiste un metodo migliore di un altro per iniziare un percorso di conoscenza della musica, ogni metodo e' strettamente personale è soggettivo.

Posso accennare se permettete al mio approccio che e' in qualche modo legato al l'istinto e ai sensi più profondi.

Nell'arco della mia vita ho svolto studi artistici di diverso genere e ho concentrato le mie energie in ambiti diversi da quello musicale, ciò nonostante la musica mi avvince sin dalla tenera età e ho iniziato molto presto ad acquistare vinili di musica classica.

La mia passione ha resistito negli anni a dispetto delle lezioni di pianoforte che mia madre ha voluto impormi da bambina, non sono una musicista e se proprio avessi desiderato suonare uno strumento avrei optato per altro.

Come potete immaginare il mio corso di pianoforte ebbe vita breve .

la mia e' una professione creativa e non riesco a immaginare il mio lavoro senza l'ispirazione preziosa e altissima  della musica.

Scelgo cosa ascoltare in base al mio stato mentale e a ciò che "sento" più vicino e consono a quello che sto creando in quel determinato momento.

Le mie realizzazioni non sono orfane, nascono sempre dall'ispirazione per una determinata valenza estetica , epoca storica o espressione musicale.

La musica classica suscita in me sensazioni e tocca leve profondissime, mi aiuta a tradurre in forma tangibile ciò che la mia mente immagina.

Con l'arrivo dell'età "matura" (anche se mi sento ancora una ragazza) sento l'esigenza di conoscere e studiare in maniera più precisa ciò che ascolto, soprattutto dal punto di vista storico e perché no tecnico.

Mi esalta il pensiero di poter conoscere il contesto e la vita dei compositori classici mentre scrivevano i loro capolavori, quel che sentivano o provavano nel loro cuore .....haime' forse non è dato di sapere.

Spero di non avervi tediato

 

Omaggi 

 

Persephone 🌹

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sul rapporto fra scrittura ed esecuzione nella musica medievale il discorso è abbastanza lungo: il repertorio di Notre-Dame a cui ascrivere Perotin, Leonin e anche altri che sicuramente non ci sono pervenuti, era denominato "Ars antiqua" con cui si identificava espressamente la nascita dell'arte polifonica con organa e discanti, e in secondo luogo il problema del perfezionamento della notazione musicale in seno a una cerchia di intenditori, accademici e studiosi. Problema questo molto importante. Una delle prime testimonianze è costituita da un trattato chiamato "Musica enchiriadis" nel Nono secolo, il quale è un manuale vero e proprio di teoria musicale in cui venivano poste le regole con cui si doveva affrontare l'esecuzione e la scrittura di pezzi polifonici liturgici. A questo seguirono tutta una serie di trattati che estendevano le possibilità degli intervalli e sostanzialmente toglievano mano a mano il primato al canto monodico gregoriano da cui si era partiti semplicemente raddoppiando la voce con appositi intervalli. La musica di Perotin  e della sua scuola è il culmine di questo processo in cui era venuta a identificarsi una pratica musicale con il termine "ars" ovvero con un apparato teorico da conoscere per poter affrontare brani polifonici. In questo senso sul canto monodico ogni volta venivano scritte nuove parti secondo le regole e in ciò consisteva il lavoro dell'autore. La pratica ovviamente era presente ma fu l'intervento razionale e sistematico a far nascere una vera e propria cultura musicale, soggetta a possibili sviluppi, ed è per ciò che da qui si vuole riconoscere di solito la nascita della musica occidentale in senso "classico".

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
8 ore fa, Persephone dice:

Ammiro il rigore sistematico di Johnluke, il suo procedere in ordine cronologico, lo apprezzo in quanto "disordinata" cronica quale sono tendo a procedere in modo diverso.

 

Ma io sono un pessimo elemento, un ostinato, categorico, iperlogico maniaco del controllo, che non riesce ad assaporare la delizia del particolare se prima non ha decifrato i paradigmi del generale. Deformazione professionale, credo.

8 ore fa, Persephone dice:

Scelgo cosa ascoltare in base al mio stato mentale e a ciò che "sento" più vicino e consono a quello che sto creando in quel determinato momento.

Sei giá avanti! Hai giá delle conoscenze che ti consentono di eseguire scelte razionali.... Io, anche, vorrei a volte ascoltare musica in base al mio stato mentale, ma per le mie insufficienti conoscenze, semplicemente non so dove andarla a prendere, non ancora. Se non scegliendo ripetutamente tra i miei 10 CD da autogrill. Di qui l'esigenza di conoscere, prima ancora di scegliere consapevolmente.

Credo che la musica classica possa essere vissuta in duplice modo, come processo culturale, oppure semplicemente goduta, fruita. E credo che il primo approccio sia propedeutico al secondo, il fine ultimo. Almeno, credo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, nachtigall dice:

Sul rapporto fra scrittura ed esecuzione nella musica medievale il discorso è abbastanza lungo: il repertorio di Notre-Dame a cui ascrivere Perotin, Leonin e anche altri che sicuramente non ci sono pervenuti, era denominato "Ars antiqua" con cui si identificava espressamente la nascita dell'arte polifonica con organa e discanti, e in secondo luogo il problema del perfezionamento della notazione musicale in seno a una cerchia di intenditori, accademici e studiosi. Problema questo molto importante. Una delle prime testimonianze è costituita da un trattato chiamato "Musica enchiriadis" nel Nono secolo, il quale è un manuale vero e proprio di teoria musicale in cui venivano poste le regole con cui si doveva affrontare l'esecuzione e la scrittura di pezzi polifonici liturgici. A questo seguirono tutta una serie di trattati che estendevano le possibilità degli intervalli e sostanzialmente toglievano mano a mano il primato al canto monodico gregoriano da cui si era partiti semplicemente raddoppiando la voce con appositi intervalli. La musica di Perotin  e della sua scuola è il culmine di questo processo in cui era venuta a identificarsi una pratica musicale con il termine "ars" ovvero con un apparato teorico da conoscere per poter affrontare brani polifonici. In questo senso sul canto monodico ogni volta venivano scritte nuove parti secondo le regole e in ciò consisteva il lavoro dell'autore. La pratica ovviamente era presente ma fu l'intervento razionale e sistematico a far nascere una vera e propria cultura musicale, soggetta a possibili sviluppi, ed è per ciò che da qui si vuole riconoscere di solito la nascita della musica occidentale in senso "classico".

Post come questo sono il motivo per cui ho deciso di iscrivermi a questo forum. Grazie!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Guarda, generalizzare è sempre problematico ma basta ascoltare la musica dei conventi di epoche a noi più vicine e per cui disponiamo di documentazioni più ampie. 

Le monache si tenevano ben all'avanguardia sia per stile che per organico. Quando arriverai al 600 ti consiglio questo

se non hai problemi con l'inglese ti consiglio di ascoltare il terzo disco (tracce 23-24) in cui si ricostruisce il contesto musicale al tempo di questa compositrice.

Il riassunto è: alle monache veniva insegnato il canto e il suonare nei conventi (come sarà poi negli ospedali, come quello della Pietà famosissimo dove operò Vivaldi) e che d'altro lato la chiesa spingeva per rendere le funzioni attrattive per il popolo, come se fossero concerti veri a propri. Questo è molto interessante perché sappiamo che nel 18mo secolo, a Napoli (ma sicuramente sarà stato uguale in tutta Italia), i fedeli correvano da chiesa a chiesa per sentire le ultime hits. Non dimentichiamoci che all'epoca operavano Pergolesi e Durante. 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 ore fa, johnluke dice:

Ma io sono un pessimo elemento, un ostinato, categorico, iperlogico maniaco del controllo, che non riesce ad assaporare la delizia del particolare se prima non ha decifrato i paradigmi del generale. Deformazione professionale, credo.

Sei giá avanti! Hai giá delle conoscenze che ti consentono di eseguire scelte razionali.... Io, anche, vorrei a volte ascoltare musica in base al mio stato mentale, ma per le mie insufficienti conoscenze, semplicemente non so dove andarla a prendere, non ancora. Se non scegliendo ripetutamente tra i miei 10 CD da autogrill. Di qui l'esigenza di conoscere, prima ancora di scegliere consapevolmente.

Credo che la musica classica possa essere vissuta in duplice modo, come processo culturale, oppure semplicemente goduta, fruita. E credo che il primo approccio sia propedeutico al secondo, il fine ultimo. Almeno, credo.

Ecco.....anzitutto io non sono in grado di citare solamente alcune frasi del testo come hai fatto tu....e ciò la dice lunga ahahaha :D

In secondo luogo vorrei spezzare una lancia a favore dei cosiddetti  CD in edizione "economica", io posseggo alcune raccolte e alcuni CD pescati nei cestoni delle offerte speciali di alcuni grandi multistore tipo Mondadori e Feltrinelli, a volte in quella moltitudine mi è capitato di scovare cosucce interessanti anche se in "edizione poveretta". 

Ad esempio una raccolta integrale delle Sinfonie di Beethoven dirette da Claudio Abbado, veramente gradevole oserei dire.

Se non sai dove "andare a prendere" la musica posso darti alcuni consigli di carattere immediato, ci sono  stazioni radio interessanti a mio avviso, la prima è Radio Marconi, come filosofia di base di tale frequenza FM c'è proprio il concetto er cui la musica vada semplicemente goduta , in assenza di informazioni di carattere didattico o esplicativo.

Non è male.....però io ho il vizio di voler sapere che cosa sta deliziando i miei timpani QUINDI mi trovo molto spesso a utilizzare Shazam per identificare il dolce suono, ma Shazam è piuttosto ignorante quando si tratta di pezzi ricercati e poco famosi quindi la ricerca non produce alcun risultato.

Molto valida è Radio Classica, la ascolto con grande piacere e oltre a trasmettere musica eccelsa manda in onda programmi molto specifici con un grado di approfondimento davvero notevole a mio avviso. Se provi a dare un'occhiata sul sito web vedrai che ha un palinsesto davvero interessante.

Oppure c'è sempre la stazione Rai....che non è male.

Un altra fonte di ottima musica è la rivista "Amadeus" che presenta ad ogni numero un Cd di buona qualità, quindi con un prezzo interessante puoi garantirti ottimi ascolti e spiegazioni esaurienti all'interno della rivista.

Proprio grazie a questa pubblicazione sono riuscita a procurarmi alcuni dei miei CD preferiti, in primis un doppio numero contenente l'opera per flauto e arpa di Mozart...e qui finalmente lo confesso ...Mozart è il mio preferito :wub:

Spero di non aver fatto pubblicità politicamente scorretta ...per cui gli Admin potrebbero cacciarmi :rolleyes:

 

Omaggi 

 

Persephone :loved_kid:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
12 ore fa, Alucard dice:

Comunque prima di Ildegarda c'è Kassia

Anch'essa fu badessa.

Posso permettermi di esprimere un giudizio ? .....pura meraviglia ! 

Per quanto riguarda il discorso sulle monache nei conventi mi viene automatico fare un parallelo con altre forme d'arte, la chiesa era il luogo dove ascoltare le ultime hits è proprio vero, inoltre era il luogo dove ammirare affreschi, dipinti e sculture.

Le forme più antiche di produzione e fruizione artistica sono strettamente legate agli ordini monastici e alle strutture religiose.

Piccola considerazione personale, nulla di più.

Grazie ancora per la meravigliosa citazione

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@ Alucard: meravigliosa! Questa proprio non la conoscevo.... Grazie! Dubbio: un'altra donna, un'altra badessa. Pura casualitá?

@ Persephone: ottimi consigli grazie! Cercheró le frequenze FM delle radio... Del resto con 160 km al giorno in auto, di tempo per ascoltare musica ne ho... Daró un'occhiata anche ad Amadeus.

Mi state proponendo tutti eccellenti spunti di ascolto e divagazioni musicali.... mi state rendendo difficile perseguire nel mio metodo rigorosamente cronologico, ma cercheró di resistere :-)

Anche i Salmi a otto sono grandiosi. Sono ancora in fase ars nova e ho le orecchie assuefatte dalla spigolositá tutta gotica dei contrappuntisti fiamminghi... non sono abituato a tutta questa armonia... inebriante.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 ore fa, johnluke dice:

@ Alucard: meravigliosa! Questa proprio non la conoscevo.... Grazie! Dubbio: un'altra donna, un'altra badessa. Pura casualitá?

@ Persephone: ottimi consigli grazie! Cercheró le frequenze FM delle radio... Del resto con 160 km al giorno in auto, di tempo per ascoltare musica ne ho... Daró un'occhiata anche ad Amadeus.

Mi state proponendo tutti eccellenti spunti di ascolto e divagazioni musicali.... mi state rendendo difficile perseguire nel mio metodo rigorosamente cronologico, ma cercheró di resistere :-)

Anche i Salmi a otto sono grandiosi. Sono ancora in fase ars nova e ho le orecchie assuefatte dalla spigolositá tutta gotica dei contrappuntisti fiamminghi... non sono abituato a tutta questa armonia... inebriante.

160 km.....? Al giorno ?? :blink:

Caspiterina !!! Ne hai di tempo per ascoltar musica !!! :D

Omaggi

Persephone :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
16 ore fa, Persephone dice:

160 km.....? Al giorno ?? :blink:

Caspiterina !!! Ne hai di tempo per ascoltar musica !!! :D

In realtà la maggior parte del tempo la passo al telefono... per lavoro
Ma mettere i concerti brandeburghesi a palla ai semafori coi finestrini aperti d'estate non ha prezzo ^____^

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 19/4/2018 at 11:44, johnluke dice:

In realtà la maggior parte del tempo la passo al telefono... per lavoro
Ma mettere i concerti brandeburghesi a palla ai semafori coi finestrini aperti d'estate non ha prezzo ^____^

ahahahaha :D:lol:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Salutato Maestro Pérotin, con un bel salto di un secolo abbondante il mio viaggio é continuato facendo la conoscenza di un prete di Reims: Gugliemo di Machault (o Machaut).

Questo signore, leggo, é stato uno dei principali esponenti della prima generazione della cosiddetta ars nova, scuola di origine franco-fiammingo che introdusse non solo un nuovo sistema di notazione ritmico-musicale, ma segnó anche l'intero sviluppo della musica trecentesca nel continente sviluppando e portando all'estremo tecnicismo le tecniche contrappuntistiche dell'ormai affermata polifonia.

Machaut, per quanto fosse un ecclesiastico a tutti gli effetti, compose inddifferentemente musica sacra e profana (segno, generalmente parlando, del progressivo affrancarsi della figura del musicista dall'ambiente ecclesiastico e del suo affermarsi come artista autonomo, non necessariamente al servizio della Chiesa), ma é ricordato soprattutto per aver composto la Messe di Nostre Dame, che si dice sia stata eseguita nel 1364 proprio a Notre Dame per l'incoronazione di Carlo V il Saggio (da non confondersi con Carlo V d'Asburgo, di un paio di secoli piú giovane) e che, a quanto pare, é la prima messa composta unitariamente (ovvero in tutte le sue parti: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) che sia giunta ai giorni nostri.

mobile.2ehufv.jpg

Di quest'opera, mi sono procurato la registrazione dell'ensemble Vienna Vocal Consort (in realtá l'offerta é molto ampia). L'ascolto di questo CD, al mio orecchio ineducato, non é stato facile né immediato. La musica della Messe di Nostre Dame richiama le forme dell'architettura gotica stessa attraverso le quali suonava, quasi settecento anni fa. É fatta di cuspidi, iperboli, chiaroscuri. Ombre e dissonanze.

Machaut applica ripetutamente ai temi principali delle varie sezioni della messa regole e variazioni, secondo rigidi principi matematici, o quantomeno geometrici, con abbondanza di proporzioni e simmetrie, adattandole per rendere il risultato finale in qualche modo musicalmente coerente.

Solo dopo qualche ascolto ho percepito finalmente la scala discendente di 5 note (si-mi) che funge da trait-d'union di tutte le sezioni della messa e sempre solo dopo qualche ascolto ho apprezzato la tecnica dell'hoquetus (canto "a singhiozzo" nel quale piú voci si alternano nell'esecuzione della melodia, nota dopo nota) con le quali il compositore chiude le sezioni stesse.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se vuoi impressionarti (positivamente o negativamente, dipende) ascolta la versione del gruppo Graindelavoix

Lascio anche un aneddoto riguardo Machaut che può servire a carpirne la sua statura nella sua stessa epoca: tutti i testi di Machaut furono musicati solo ed esclusivamente da Machaut. Nessun altro compositore dell'epoca tentò di metterli in musica, forse per rispetto e timore. O comunque non ci è rimasta traccia di eventuali tentativi (che probabilmente saranno anche stati compiuti estemporaneamente).

 

Il vienna vocal consort mi pare faccia uso di voci femminili? Storicamente indifendibile. La messa di machaut è scritta per voci maschili intere, un contraltista è perfettamente capace di eseguirne la parte del triplum. In nessuna occasione una donna avrebbe potuto cantare una messa con un gruppo di uomini in chiesa.

 

La migliore versione in commercio è per me quella dell'ensemble Diabolus in Musica (etichetta Alpha)

 

Pionieristica quella dell'ensemble Organum

 

e musicologicamente interessante quella del clemencic consort che tenta di ricostruire il contesto sia fuori dalla chiesa che dentro la chiesa.

R-2353809-1279041190.jpeg.jpg

https://www.discogs.com/it/Guillaume-de-Machaut-Clemencic-Consort-René-Clemencic-La-Messe-De-Nostre-Dame/release/2353809

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Alucard Impressionante, vorrei avere la tua cultura musicale! Professionista o appassionato autodidatta?

Proseguendo il mio cammino al fianco di Machaut, ho poi conosciuto l'uomo oltre il prete, uomo peraltro di certo non insensibile al fascino femminile.

Nel Reméde de Fortune, Machaut canta il proprio amore per una gentile donzella di corte, nel pieno stereotipo dell'amor cortese. Machaut nel suo poema musicale (di fatto una raccolta di testi musicati secondo i generi piú in voga dell'epoca, dal lai al rondeau, dal virelai alla ballata) dopo aver incontrato la Speranza, trova il coraggio di dichiararsi alla propria amata, dalla quale viene finalmente accettato e invitato al castello. Il poeta-compositore supera così il proprio stesso destino (la Fortune, appunto) assumendo il controllo delle proprie azioni e rivelando così sorprendentemente una personalitá molto moderna per il suo tempo.

mobile.3gcuw9.jpg

Quello che colpisce di quest'opera sono le appassionate sinceritá e trasparenza del messaggio, Machaut sembra confessare a cuore aperto i propri pensieri, timori, pudori, speranze e passioni di uomo medievale, chiuso nella sua umanissima intimitá mentre lá fuori echeggiano i tamburi di guerra e la peste minaccia il futuro. Ombre fuori, luci dentro, in un contrasto di prospettive ancora una volta tutto gotico.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Abbondantemente meditato sul destino dell'uomo e sui margini che la Speranza ci concede ispirandoci a utilizzare la nostra volontá e il nostro arbitrio attraverso il Reméde de Fortune, il passo sucessivo é stato quello di incontrare il Machaut mottettista, giá peraltro assaporato in alcune parti della Messa di Nostre Dame.

mobile.4vipah.jpg

Qui ritorna, per quello che mi é concesso capire, il Machaut geometra e architetto, dove le linee melodiche piú o meno predominanti sono via via sostenute da tappeti di tenor e contra-tenor in un'infinita girandola di variazioni di non facile metabolizzazione per il mio orecchio profano.

La trama armonica tessuta dal compositore si dilata e si contorce, e, seppur occasionalmente la melodia principale brilli di genuina luce propria ("De Souspirant Cuer" é commovente in certi passaggi, "Diligenter Inquiramus" apre il cuore, "Veni Creator Spiritus" tracima di intima e commossa devozione), tutte le composizioni pur nelle loro originarie asperitá risultano in qualche modo riavvolgersi su se stesse in un clima di intimo misticismo, senza che l'uno o l'altro elemento abbia il sopravvento e senza che vi sia all'interno dei brani un vero e proprio sviluppo lineare, né  pause né crescendo, né apprezzabili variazioni ritmiche.

Un pò come quando guardando il mare cerchi di seguire vita e morte delle singole onde, ma percepisci poi in fondo solo la sua uniforme e indistinta vastitá.

Credo che ci sia un tesoro nascosto in questo difficile CD e prima o poi lo troveró perché il mio gradimento aumenta a ogni suo ascolto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

You need to be a member in order to leave a comment

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×