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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con i concerti per oboe e orchestra di Georg Philipp Telemann:

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61U+gXGBy-L.jpg

Kars aveva inciso negli anni '70 alcuni buoni dischi per la Decca (Mozart, Schubert, Messiaen...) e sembrava avviato verso una carriera di livello internazionale. Poi, però, si fece prete cattolico. Qui lo ritroviamo live nel 1976 nella sala piccola del Concertgebouw di Amsterdam alle prese con l'amato Messiaen: il suono è più che accetabile per un documento d'archivio come questo che restituisce a buon livello tutta la maestria tecnica, la potenza, la delicatezza e il calore del pianismo di Kars, qui immortalato nel momento di massima qualità e comunicazione.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/messiaen-kars-musica-teologia-padre-compositore

@il viandante del sud

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Primo ascolto:

chan10957.jpg

edit: mi aspettavo qualcosa di più... Evocations è un po' una sbobbetta impressionista, fatta bene e con bei momenti - perchè Roussel è un grande - però... era solo il 1912!

 

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Ospite

Il chitarrino le suonerò..siiiì...

PS: Giuseppe Antonio Brescianello, con la sua spiccata originalità, fu musicista di prima grandezza. Ascoltate questo disco, per esempio:
51Po8FmkyDL.jpg

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le discussioni su Wagner mi sfiancano.... Ligeti, concerti:

41tsJ4GFMuL._SS500.jpg

71UpiUJQAVL._SX679_.jpg

dedica @zeitnote, per riappacificarci sotto l'albero del modernismo....

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Schoenberg: Moses und Aron, 2° atto

Solti

A tutti coloro che considerano i libretti di Wagner come "letteratura" (sorry, oggi ho lo sghignazzo facile :cat_lol:)

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Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore, Berliner Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler - live 27/IV/1954

 

...ovviamente a @Nitriero Cavalleone, @superburp e a chi gradisce!

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On 18/5/2018 at 15:27, Madiel dice:

Berg ? :huh: Viandante sta bene ? :cat_lol:

Post di prova, vediamo se tutto funziona...

Intanto ricambio con un Copland di terza mano:

https://youtu.be/nOFoq3j4XPo

:D Berg lo "frequento" da un po' e quel concerto, per quanto ascoltato poche volte, ha sempre avuto una fascinazione particolare per me, non so forse perché è il momento di trapasso tra un mondo in decadenza e un mondo - ancora incerto - che verrà.

On 19/5/2018 at 22:06, zeitnote dice:

Grazie mille! Gradisco molto, non conosco questa incisione, ma immagino la Faust molto a suo agio nel cesellare le pieghe intime di questa partitura.
Se cerchi un'edizione di questo concerto i cui suoni si elevano dritti alla sfera degli angeli, prova questa:
118883874.jpg

L'edizione che ho ascoltato è in allegato, assieme al concerto di Beethoven, ad una rivista di settore questo mese. Diciamo che al momento è sufficiente :D

E' una delle ultime incisioni di Abbado, di un nitore "matematico". Pensa che questa incisione mi ha fatto rivalutare il Concerto di Beethoven, che non è (era?) tra i miei pezzi preferiti scritti dal genio bonnense.

 

12 ore fa, Ives dice:

61U+gXGBy-L.jpg

Kars aveva inciso negli anni '70 alcuni buoni dischi per la Decca (Mozart, Schubert, Messiaen...) e sembrava avviato verso una carriera di livello internazionale. Poi, però, si fece prete cattolico. Qui lo ritroviamo live nel 1976 nella sala piccola del Concertgebouw di Amsterdam alle prese con l'amato Messiaen: il suono è più che accetabile per un documento d'archivio come questo che restituisce a buon livello tutta la maestria tecnica, la potenza, la delicatezza e il calore del pianismo di Kars, qui immortalato nel momento di massima qualità e comunicazione.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/messiaen-kars-musica-teologia-padre-compositore

@il viandante del sud

Messiaen! Ti dico grazie del pensiero, questo compositore è per me un enigma. Ho ascoltato pochissimo e diciamo che non posso al momento esprimere qualsivoglia giudizio estetico. Mi sono ripromesso di approfondirlo più in là , per quanto la Turangalila ascoltata molto tempo addietro mi lasciò una buona impressione.

Adesso:

Joaquín Turina: Piano Quartet Op. 67; Piano Quintet Op. 1; Piano Sextet Op. 7

Quartetto per piano, op. 67

@giobar, @Majaniello, @Nitriero Cavalleone, @Snorlax

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in mi minore per Flauto e Orchestra di Frantisek (Franz) Benda:
 
 

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Ospite
On 21/5/2018 at 19:28, Majaniello dice:

le discussioni su Wagner mi sfiancano.... Ligeti, concerti:

41tsJ4GFMuL._SS500.jpg

71UpiUJQAVL._SX679_.jpg

dedica @zeitnote, per riappacificarci sotto l'albero del modernismo....

Grazie. Due bellissimi dischi, specie il primo che mi sta molto a cuore.

Quanto a Wagner e Freud, credo che la discussione (per chi è interessato: thread "Bruckner") corresse lungo il filo di un equivoco. Per me in Wagner si ritrova la messa in scena - più o meno consapevole, ma senza tanti veli - di quelle dinamiche e costellazioni psichiche, nascoste e innominabili, che saranno tematizzate in maniera esplicita per la prima volta da Freud all'interno di un campo del sapere. I personaggi wagneriani sono pulsionali, cioè fondamentalmente agiti da un fascio di forze che provengono da aree della nostra psiche fuori dal diretto controllo della coscienza vigile. Il fatto che per fare ciò si serva della narrazione e trasfigurazione mitica (o della fabula) è interessante poiché è un metodo cui ricorrerà lo stesso Freud. Tu, invece, insisti più sulla psicoanalisi in quanto "clinica", ovvero in quanto pratica e processo di cura (the dangerous method) che libera il soggetto dai suoi demoni. Ecco, non è certo mia intenzione sdoganare l'idea che Wagner fosse un terapeuta o un analista ante-litteram, anzi era lui che ne avrebbe avuto bisogno, ma per sua fortuna era la sua arte la sua "(auto)analisi".
Quanto all'intreccio di amore e morte (riguardo alle tue notazioni sul Tristano) in psicoanalisi ti suggerisco di rileggere quel piccolo testo pazzesco di Freud che è "Al di là del principio del piacere".

Adesso ascolta, purtroppo con audio precario, la meravigliosa Partita XV di Brescianello:

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Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore, Berliner Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler - live 18/XII/1949

 

... a @il viandante del sud e a chi gradisce!

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Felice genetliaco a Riccardino Wagner con: Lohengrin, S. Konya, L. Rysanek, E. Blanc, A. Varnay, K. Engen, Chor und Orchester der Bayreuther Festspiele 1958, André Cluytens

419P8U0bDdL.jpg

...a @Wittelsbach, @Pinkerton e @zeitnote ...e, ovviamente, a chi gradisce!

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23 ore fa, Snorlax dice:

Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore, Berliner Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler - live 27/IV/1954

...ovviamente a @Nitriero Cavalleone, @superburp e a chi gradisce!

 

21 ore fa, il viandante del sud dice:

:D Berg lo "frequento" da un po' e quel concerto, per quanto ascoltato poche volte, ha sempre avuto una fascinazione particolare per me, non so forse perché è il momento di trapasso tra un mondo in decadenza e un mondo - ancora incerto - che verrà.

L'edizione che ho ascoltato è in allegato, assieme al concerto di Beethoven, ad una rivista di settore questo mese. Diciamo che al momento è sufficiente :D

E' una delle ultime incisioni di Abbado, di un nitore "matematico". Pensa che questa incisione mi ha fatto rivalutare il Concerto di Beethoven, che non è (era?) tra i miei pezzi preferiti scritti dal genio bonnense.

Messiaen! Ti dico grazie del pensiero, questo compositore è per me un enigma. Ho ascoltato pochissimo e diciamo che non posso al momento esprimere qualsivoglia giudizio estetico. Mi sono ripromesso di approfondirlo più in là , per quanto la Turangalila ascoltata molto tempo addietro mi lasciò una buona impressione.

@giobar, @Majaniello, @Nitriero Cavalleone, @Snorlax

Grazie ad entrambi per le dediche ;)
Brahms-Furt è un binomio sempre vincente, mentre di Turina non ho mai sentito nulla, quindi sarà uno stimolo ad avvicinarlo.
Controdedico lo splendido concerto per violino di Berg Alla memoria di un angelo, che casualmente sia io sia il Viandante avevamo già ascoltato qualche giorno fa. Stavolta il solista è Gidon Kremer con la Symphonie -Orchester des Bayerischen Rundfunks diretta da sir Colin Davis. Anche per me questo Concerto ha sempre avuto un valore speciale, ma in questi ultimi tempi ancor di più.
51GUC9C92sL._SY355_.jpg

P.S.: @il viandante del sud : mi fa piacere che tu voglia approfondire Messiaen, un musicista che adoro. Tutto ciò che ho ascoltato finora di lui, poco se si pensa alla sua sterminata produzione, mi ha entusiasmato. I Vingt Regards sono a mio parere una delle composizioni più alte ed ispirate (dall'alto, ovvio) mai scritte. Ti auguro buoni ascolti, vedrai che la musica del buon Olivier ti piacerà. :)

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Erno DOHNANYI
Konzertstuck in re maggiore per violoncello e orchestra

Janos Starker
Philharmonia Orchestra
Walter Susskind

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Holst: Egdon Heath

Royal Scottish NO, Lloyd-Jones

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in La maggiore per Flauto e Orchestra di Frantisek (Franz) Benda:

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11 ore fa, Snorlax dice:

Felice genetliaco a Riccardino Wagner con: Lohengrin, S. Konya, L. Rysanek, E. Blanc, A. Varnay, K. Engen, Chor und Orchester der Bayreuther Festspiele 1958, André Cluytens

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...a @Wittelsbach, @Pinkerton e @zeitnote ...e, ovviamente, a chi gradisce!

 

Non sbagli un colpo Snorlax. Questo Lohengrin è fra i miei preferiti. Cluytens all'aspetto epicheggiante antepone una lettura lirica, non di rado sommessa e  introspettiva, attenta ai dettagli. I cantanti, esclusa la Varnay, dura, fissa e spigolosa negli acuti, sono tutti al loro meglio. Konya canta con voce morbida e limpida, equilibrio e varietà di fraseggio; la Rysanek  è in ottima forma vocale e appare particolarmente ispirata; anche Blanc si fa valere delineando un Telramund particolarmente espressivo. Astrid Varnay infine, compensa le incipienti crepe vocali con la personalità, il temperamento e l'approfondita conoscenza del ruolo.

 

 

 

 

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A proposito di Wagner, ascoltavo questo:

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Riflessioni personali ad alta voce: non avevo mai, almeno razionalmente, badato a quanto Wagner ci fosse ancora nella Chamber symphony 1... non solo alcuni vizi armonici (ad esempio il trucco della sospensione e del ripiegamento cromatico, in alto o in basso, insomma lo sfruttamento della sensibile), ma proprio di scrittura, ad esempio il famoso "gruppetto" che Wagner utilizza massivamente come abbellimento vocale e strumentale (mutuato dal barocco o, chissà, dai vocalismi di Bellini), ma ci sono anche alcuni slanci mahleriani (tipicamente il clichè del "trampolino", due note brevi congiunte o quasi e un salto verso l'alto di intervallo molto ampio su nota lunga), e altre cosette... gli sviluppi sono brahmsiani, o comunque di vocazione neoclassica (variazione, forma sonata e contrappunto), ma quelli rimarranno. L'emancipazione da un linguaggio così radicato nel dna degli artisti di quell'epoca dev'essere stata un'operazione lunga e laboriosa, inventare un altro sistema, se ti trovavi in Germania, sarà parso una specie di tentativo di fuga estremo, come quando a furia di correggere e variare un disegno ti accorgi che non lo aggiusterai mai,  che sotto il disegno originario si continuerà ad intravedere, quindi cancelli tutto e ricominci daccapo.

In una delle analisi di flaminionline si dice: la prima Kammersymphonie, ultimata nel luglio 1909, sembra voler recidere decisamente il cordone ombelicale col passato, salvo poi sottolineare che la sua maggiore innovazione armonica le quarte sovrapposte, intese come unità strutturale di base, erano elemento generatore anche della Settima Sinfonia di Mahler (1905) [per caso, un ascolto recente]La cosa che più mi ha colpito però è questa considerazione dell'autore:

Se questa composizione è un vero punto di svolta nella mia evoluzione da questo punto di vista [il rapporto tra armonia e struttura], esso lo è ancor più per il fatto che presenta un primo tentativo di creare un'orchestra da camera. Si poteva forse già prevedere il diffondersi della radio, e un'orchestra da camera in questo caso sarebbe stata in grado di riempire la stanza di un appartamento con una quantità sufficiente di suono. C'era forse la possibilità, in prospettiva, di poter provare con un gruppo ristretto di strumentisti a costi inferiori in modo più approfondito, evitando le spese proibitive delle nostre orchestre-mammuth. La storia mi ha deluso da questo punto di vista: la mole delle orchestre ha continuato a crescere, e nonostante il gran numero di composizioni per piccolo complesso, anch'io ho dovuto tornare a scrivere per grande orchestra.

Non avevo mai visto il problema (in questo caso del superamento dell'orchestra wagneriana) da un punto di vista sociologico. Schoenberg era veramente preoccupato che la sua musica non rimanesse intrappolata nell'incomunicabilità, tra accademie e piccoli circuiti. Probabilmente era anche atterrito da altri modelli di comunicazione. Mi spiego anche certe riflessioni sociologiche appunto, oltre che banalmente psicologiche, a cui spinge il Mosè che ascoltavo l'altro giorno, dove qualcosa va storto proprio a livello di comunicazione. Certo il contesto storico (primi anni '30, in questo caso) dev'essere stato di profonda ispirazione.

Esecuzione eccellente e nient'affatto seriosa (anzi a tratti ironica, nella sinfonia 2), col consueto equilibrio tra comunicatività e tecnica che contraddistingue quest'ensamble.

ai classicisti, ai wagneriani e ai modernisti 

°°°°

Intanto, nel 1909 in Inghilterra si viaggiava sulle nuvole:

beati loro.

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5 ore fa, Pinkerton dice:

Non sbagli un colpo Snorlax. Questo Lohengrin è fra i miei preferiti. Cluytens all'aspetto epicheggiante antepone una lettura lirica, non di rado sommessa e  introspettiva, attenta ai dettagli. I cantanti, esclusa la Varnay, dura, fissa e spigolosa negli acuti, sono tutti al loro meglio. Konya canta con voce morbida e limpida, equilibrio e varietà di fraseggio; la Rysanek  è in ottima forma vocale e appare particolarmente ispirata; anche Blanc si fa valere delineando un Telramund particolarmente espressivo. Astrid Varnay infine, compensa le incipienti crepe vocali con la personalità, il temperamento e l'approfondita conoscenza del ruolo.

Grazie Pink, con uno dei sempre preziosi commenti - che difficilmente potrò emulare, data la loro sintesi e profondità - mi hai pure risparmiato la risposta a @giordanoted😉. Per via delle voci - lo dico molto modestamente, dato il mio deficit sull'argomento - un po' fuori parte mi è sembrato K.Engen nel ruolo di Re Enrico, dato che il basso americano mi sembra dotato di una voce, seppur piacevole, fin troppo chiara e giovanile per questo ruolo. Ma si tratta di dettagli.

Anch'io amo molto questo Lohengrin, come amo molto Cluytens, per me uno dei più grandi direttori - e forse il più grande direttore di area francofona - della sua generazione. Pochi interpreti sono stati così versatili in tutto il repertorio come il direttore belga. Consiglio, a chi non lo conoscesse, di procurarsi anche il Tannhauser del '55, oltre alle relativamente più famose registrazioni dei Maestri cantori, di cui io prediligo quella con Gustav Neidlinger nel ruolo di Sachs. Cluytens - di cui anche Knappertsbusch aveva una stima immensa - rappresenta una vera alternativa wagneriana, infatti il direttore, come dici tu, ci ha lasciato un Wagner dal carattere dal carattere prevalentemente lirico, attento ai dettagli, screziatissimo, ma sempre appassionato, in cui non mancano poderosi slanci emozionali. Insomma una lettura molto raffinata, grazie anche all'uso discreto e sapienziale dei rubati, in cui Cluytens era un maestro come pochi.

Si dice molto - e gustamente, per carità - della novità del giovane Karajan nella Bayreuth del secondo dopoguerra. Ma, per me, anche Cluytens, rappresenta una novità grande, grandissima in seno al Tempio wagneriano.

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On 21/5/2018 at 20:44, Madiel dice:

A tutti coloro che considerano i libretti di Wagner come "letteratura" (sorry, oggi ho lo sghignazzo facile :cat_lol:)

Beh, insomma, anche la letteratura umoristica ha la sua dignità artistica...:cat_lol:

°°°°°°

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@Majaniello

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Adesso, Ives dice:

Beh, insomma, anche la letteratura umoristica ha la sua dignità artistica...:cat_lol:

°°°°°°

1200x630bb.jpg

Chi sarebbe TAFFANEL?

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