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Cosa state ascoltando ? Anno 2018


Madiel
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6 ore fa, noone dice:

ahah, sono riuscita a farti postare un disco di Wagner :lol: I'm the best :lol:

Sto ascoltando sul tubo il Liebestod da quel cd... senza parole :rolleyes:

e direi senza parole, Boehm era un grandissimo nell'opera lirica wagneriana e pure post :o Quel disco è tutto perfetto. Tutto.

Nella tarda maturità, poi, era riuscito a raggiungere una rara coincidenza emotivo-intellettuale con le musiche che dirigeva. Non si butta via mai nulla.

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Bruckner3_Tennstedt_PH04093.jpg

Bruckner, Sinfonia n. 3
Radio Bavarese
Klaus Tennstedt
Live 1976

In questa incisione dal vivo di buonissima qualità (seppure un certo hiss sonoro non manchi) Tennstedt segue una strada simile a quella di Kurt Sanderling, pur non utilizzando la famigerata edizione Rattig.

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1 ora fa, Madiel dice:

AAVV: Panufnik Variations (sul tema di Universal Prayer) (2006, 2007, 2008, 2009, 2010)

Risultati immagini SO, FS Roth

Ottime, ma in alcuni momenti un po' vecchiotte come stile: per esempio che senso ha scrivere à la Copland nel 2009 (Variation 5 di tale Toby Young) ? Altrove sono genericamente moderne, ma mai niente di terribile per l'ascoltatore medio: turgori orchestrali, un po' di enfasi, qualche momento di rarefazione sonora, rare eccentricità armoniche, ritmi stravinskyani un po' quadrati (senza esagerare con dissonanze e scansioni pericolose), restano sempre nell'alveo della tonalità. Neppure Panufnik è mai stato tanto regressivo :cat_lol: Le compositrici che hanno partecipato all'opera sono, in media, migliori dei colleghi uomini (che spesso denotano un qualcosa di acerbo, forse dovuto alla loro età media tra i 28-30 anni). Interessante tale Anjula Semmens (Variation 9). Bravetto pure Larry Goves. Certo, però, che se guardiamo a cosa hanno fatto i loro nonni negli anni cinquanta-settanta.. :unsure:

Continuo con James Moriarty: Granular Fragments

idem

Bel pezzo, ben fatto e piacevole all'ascolto, ma già visto e sentito mille volte.

La cosa buffa di questo cd è che i venti compositori si assomigliano un po' tutti. Togliamo il vecchio Matthews (classe 1947), per forza di cose un vero professionista e con ben altre esperienze alle spalle, il resto è abbastanza anonimo.

 

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Ecco, a proposito di Panufnik, è interessante notare il trattamento della tonalità abbastanza inedito per l'epoca (1983) e dell'organico cameristico, con le sue sonorità statiche e "strane" (evocazioni, le chiamava l'autore, di danze o di patterns, a me sembrano piuttosto meditazioni su un paesaggio). La cosa sorprendente è la costruzione del pezzo, che si sviluppa come per ramificazione e gemmazione su un temino di poche note, spesso trattato con fini simbolici (specifici accordi e dissonanze, polifonie particolari ecc.). Rispetto ai "legacies" di cui sopra, il moderato autore anglo-polacco sembra di una modernità quasi radicale - in effetti lo è, Arbor Cosmica resta un pezzo molto impegnativo all'ascolto, a tratti pure criptico.

Panufnik: Arbor Cosmica, per orchestra d'archi (1983)

New York Chamber Symphony diretta dall'Autore

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3 ore fa, noone dice:

Ti dico solo che io sono cresciuta con mio papà che mi ripeteva continuamente la frase "Karl Böhm è stato il più grande direttore di tutti i tempi", e che il mio fratello più grande si chiama Carlo, vedi tu :P Io ho tutto il suo Mozart nel cuore, tutto. La prima volta che ho sentito da bambina le miracolose note delle Nozze, del Così, del Don Giò, erano tutte sotto la sua straordinaria, precisissima, magnetica bacchetta. E la prima trilogia dapontiana non si scorda mai :rolleyes: Più tardi mi sono innamorata anche del suo Strauss operistico, natürlich :rolleyes:

nel teatro musicale di Wagner, Strauss e Mozart andava benissimo.

---

Schnittke: Peer Gynt, atto 3° ed Epilogo

idem

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2 minuti fa, Snorlax dice:

Sono curioso...com'è? Non ho mai ascoltato l'integrale di Tilson Thomas...

L'integrale neppure io, ho solo questa Nona. Quando l'ho presa temevo fosse fiacca, trattandosi di un'orchestra da camera, invece si difende abbastanza. Anche i cantanti e il coro funzionano. Certo non è Furt durante e dopo la WWII (ma sarebbe impossibile pretenderlo) né Karajan anni '60 e nemmeno Giulini coi Berliner o Maazel con Cleveland (per citare le None per me più monumentali), ma è comunque una versione da conoscere per la sua particolarità.

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