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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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1 ora fa, nachtigall dice:

Strauss

Sinfonia delle Alpi

Karajan con i berliner.

Ho visto che questo pezzo molti lo considerano un capolavoro, altri un pezzo della peggiore retorica. Io sono più d'accordo con i primi. Non conosco ancora le Opere ma fino ad ora questa mi sembra la composizione che più sintetizza il mondo straussiano. E' ovvio che la musica non ha nulla a che fare con la storia della scampagnata in montagna ,quello è un pretesto per rappresentare una "purificazione morale" come scrisse Strauss stesso. Mi è parso anche che l'autore si sia ispirato pesantemente alla sesta di Mahler: i campanacci, la celesta, la densità monolitica della polifonia, molti temi che mi hanno ricordato il finale, il senso della perdita,ecc. Mi sbaglio?Va anche detto che l'interpretazione è incredibile sotto ogni punto di vista, probabilmente fra le cose migliori di Karajan.

 

Mi ci metto anch'io, rimasi folgorato nel 1996, a 15 anni, con l'audizione del disco di Rudolf Kempe. Un imprinting difficilmente cancellabile, per quanto mi riguarda.
Anzi grazie, questo commento mi ha ricordato che voglio sentirmi la Natursymphonie di Hausegger, messa anche su Wellesz!

 

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17 minuti fa, Madiel dice:

:mellow: aiuto.... Uno ? Spero non ce ne siano altri... :cat_lol:

Sono solo due... (Scala e RAI).
Di quello da farsi in studio venne approntata solo la Valchiria, poi il Maestro passò a miglior vita.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in Sol maggiore per Flauto e Orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach

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On 30/1/2018 at 13:55, Majakovskij dice:

Capisco la tua ipersensibilità per certi versi, il libretto è una componente dell'opera quanto la musica e la messinscena. Tu dici "siccome l'idioma italiano è da noi immediatamente comprensibile, saltano all'occhio certi svarioni che, viceversa, passerebbero in secondo piano, rendendomi l'opera meno respingente". E' un punto di vista interessante, che hai ribadito altrove parlando del potere suggestivo assoluto di Wagner, che tu ascolti prescindendo l'aspetto ideologico. 

Questo si riallaccia a ciò che dicevo prima: la musica italiana è tendenzialmente "trasparente", lo è nella sua organizzazione musicale (da alcuni giudicata rozza), lo è nei suoi testi. Se conosci i suoi linguaggi non puoi fare a meno di "capirla", quindi di accorgerti delle sue qualità, positive e negative. Questi aspetti sono divisivi, come tutte le idee chiare nella forma e nel contenuto generano una polarizzazione forte del pubblico. Certa intoccabile musica tedesca (Wagner, Bruckner, Mahler) si presenta impenetrabile, e non è una questione linguistica, è scritta per non essere mai compresa fino in fondo, detto dagli stessi appassionati del genere, spesso all'oscuro dei significati reconditi delle opere che ascoltano, o come te addirittura disinteressati. Mentre il discorso su Verdi o Puccini può esaurirsi sul piano socio-psicologico (un discorso alla portata di tutti), non ho mai sentito un wagneriano o un mahleriano parlare di musica con cognizione senza tirare in ballo la filosofia e la spiritualità (con esiti disastrosi, per ciò che mi riguarda).

Possiamo vederla come un valore aggiunto, l'insondabilità dell'arte, io però tendo a vederla al contrario: un'arte che si lascia subire parlando ad un livello così viscerale (nel caso di Wagner con un linguaggio - quello delle quadriadi - studiato psicoacusticamente per essere efficace!) ma che intende confondere sul piano dei significati sta minando alla base la nostra coscienza critica inibendo così la percezione della nostra capacità individuale, quindi la possibilità di salvarci nel mondo da soli. In fondo tu dici "proprio perchè non comprendo fino in fondo riesco ad apprezzare, perchè eventuali limiti formali o ideologici rimangono sommersi e quindi non sono fastidiosi". Il punto è proprio questo, questo ragionamento è figlio di un'arte che, per come è concepita, asseconda l'idea della conoscenza come limite e non come arma. 

Attenzione chè la musica che invita a trascurare la riflessione sul contenuto istilla, così facendo, una visione precisa, perchè è nella dimensione dell'oscurità da essa costruita che alimenta i meccanismi difensivi dell'inconscio (la fuga, la ricerca dell'accudimento ecc.). L'idea di poter apprezzare la potenza emotiva prescindendo il messaggio ideologico è il vero tranello, perchè la forma fornisce di per sè un messaggio chiaro. Un messaggio che ha a che fare più con l'erotismo che con l'affettività, più con la speculazione che con l'esposizione, più con la superstizione (lo spirito) che con la realtà (la coscienza), più con lo sfruttamento dei processi mentali che con l'analisi degli stessi. Così facendo asseconda quello spontaneo autoripiegamento che il cervello innesca d'avanti alle brutture del mondo, piuttosto che impegnarsi a contrastarlo.

Il pessimismo "alla tedesca" trova la sua soluzione, rapida e indolore, nel rifugio in sè stesso (e quindi nell'abisso, nella beatitudine dell'immobilità), quello "all'italiana", con la denuncia dell'inguaribilità dell'uomo, fornisce una chance di riscatto, attraverso una strada lunga, tortuosa, incerta; entrare in contatto con le nostre contraddizioni dovrebbe spingerci, se non ad un'azione correttiva, almeno a quella consapevolezza che necessariamente deve preluderla, cavalcare il dolore e la paura magnificandoli attraverso l'ignoranza ci pone invece in una posizione decisamente più remissiva. I contraccolpi sociali sono ovvi: la prima ci mette in attesa di un salvatore (un amante, un comandante, un dio, un credo) o ci spinge alla fuga (la fanciullezza, i mondi fantastici ecc), la seconda ci inchioda allo specchio e ci dice che, se mai esiste una possibilità, non sarà nessun altro a salvarci se non noi stessi. Dura accettare di essere solo il frutto delle nostre azioni.

Tutto questo passa attraverso la mortificazione piuttosto che l'esaltazione della conoscenza, in una dicotomia tra suggestione e riflessione. L'arte come psicofarmaco, che spaccia l'occultamento del sintomo per benessere, o l'arte come proiezione di un faticoso percorso di autoanalisi e di crescita? Siamo chiamati a fare una scelta tutti i giorni. Quanto (inutile) compiacimento si prova a ritrovarsi nei racconti di Mahler, e quanto può essere viceversa imbarazzante rivedersi nei personaggi di Puccini, a tal punto da negarne l'evidente profonda miseria (vedi la discussione su Manon di qualche tempo fa). E' chiaro che chi associa i due è completamente fuori strada. Simpatia ed empatia sono due meccanismi molto differenti, nonostante la desinenza comune. L'importante è rendersene conto, poi come dico io ognuno di noi può scegliere se curarsi o drogarsi.

PS: ovviamente i miei toni sono quelli che sono, ma nulla di personale, è semplicemente come interpreto io la questione.

Mado', sei il testimone di Geova del forum :lol:!

Scherzi a parte, discorso interessante che come puoi immaginare non condivido per la parte "tedesca" (del melodramma non conosco ancora così tanto per esprimermi). Quando sarò più pronto ne riparleremo.

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45 minuti fa, superburp dice:

Mado', sei il testimone di Geova del forum :lol:!

.

Speriamo di no.

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4 ore fa, superburp dice:

Mado', sei il testimone di Geova del forum :lol:!

Si, ma cosi però...

Frate.jpg

:D

°°°°°°

Nielsen

Clarinet Concerto

VandeWiel/Philharmonia/P.Jarvi

Nielsen_concertos_SIGCD477.jpg

 

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Antonin Dvorak

Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore op.33

Andras Schiff, pianoforte 

Wiener Philharmoniker

Christoph von Dohnanyi, direttore

@Ives, naturalmente 👍

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Intanto, mentre si studia, a basso volume...

Benjamin Britten, Purcell realizations

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...musica per rinfrancar lo spirito!

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3 ore fa, glenngould dice:

Antonin Dvorak

Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore op.33

Andras Schiff, pianoforte 

Wiener Philharmoniker

Christoph von Dohnanyi, direttore

@Ives, naturalmente 👍

Merci...ricambio con:

Schumann

Symphony No. 2

Herreweghe

Schumann_2_4_hma1951848_SV.gif

Bellissima...ma @Majakovskij l'aveva inserita nelle sue scorribande schumanniane?

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                                      JOHANNES   BRAMS

                                    10  intermezzi 

      Glenn Gould eseguiti sul suo storico Steinway CD 318 

Reg.1961

 

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Robert SCHUMANN
Studi in forma di variazione su un tema di Beethoven WoO 31

Eric Le Sage, pianoforte

Opera abbastanza negletta, poco eseguita e poco incisa, di Schumann. Essendovi più autografi differenti, risalenti a diverse date, è risultato difficile anche realizzare un'edizione critica soddisfacente. E' di fatto una serie di "ragionamenti" sul tema dell'Allegretto della Settima di Beethoven. Come in altri casi, per Schumann, si tratta di variazioni sui generis, perché il tema originale è spesso soltanto lo spunto per sviluppi che portano molto lontano. Sono d'accordo con Rattalino che trova in molti di questi pezzi (tema più 15 studi-variazioni) sprazzi di assoluta genialità.  Fra un paio d'ore ascolterò il pezzo dal vivo dalle mani di Alexander Lonquich, uno dei pochi grandi pianisti che l'abbiano in repertorio.

 

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Anton Bruckner, Sinfonia n. 7 (ed. Haas), SWR Stuttgart, Kurt Sanderling

MI0001043476.jpg?partner=allrovi.com

... a @giordanoted e agli altri bruckneriani che come me non ne possono più di altre menate! ;)

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Panufnik: Sinfonia Mistica (n.3)

Royal Concertgebouw Risultati immagini diretto dall'Autore

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51tnf65bHUL.jpg

Penultimo cd: Mozart K 320 Posthorn e Concerto per oboe di Haydn.
Un classicismo che ricorda certe prove vitaminiche dell'Harnoncourt col Concertgebouw.

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Ah: le Sinfonie Bruckner, come ci si può aspettare, sono particolarmente belle, specie 8 e 9.

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26 minuti fa, Wittelsbach dice:

51tnf65bHUL.jpg

Penultimo cd: Mozart K 320 Posthorn e Concerto per oboe di Haydn.
Un classicismo che ricorda certe prove vitaminiche dell'Harnoncourt col Concertgebouw.

Sì, ma secondo te è giusto che per colpa tua finirò sul lastrico? :D

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Non conoscevo questo documentario sul "making of" del film Farinelli il Castrato di Gérard Courbiau: interessante vedere al lavoro i cantanti e i tecnici del suono impegnati nella ricostruzione della voce. Per chi ha apprezzato il film e la sua colonna sonora, una curiosità che merita uno sguardo.

 

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48 minuti fa, Nitriero Cavalleone dice:

Non conoscevo questo documentario sul "making of" del film Farinelli il Castrato di Gérard Courbiau: interessante vedere al lavoro i cantanti e i tecnici del suono impegnati nella ricostruzione della voce. Per chi ha apprezzato il film e la sua colonna sonora, una curiosità che merita uno sguardo.

 

Interessante, l’avevo visto nel Blu-Ray del film, se non erro. Se ti interessa l’argomento guarda questo, se non l’hai già visto (occhio che è un po’ forte).

 

Intanto ascolto questo

 

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Ospite
12 ore fa, Snorlax dice:

Anton Bruckner, Sinfonia n. 7 (ed. Haas), SWR Stuttgart, Kurt Sanderling

MI0001043476.jpg?partner=allrovi.com

... a @giordanoted e agli altri bruckneriani che come me non ne possono più di altre menate! ;)

In preda all'atmosfera di euforia bruckneriana di questi giorni, ieri ho preso il CD qui in basso (appena uscito). Registrazione del 1999. Sarà la stessa del disco citato qui sopra?
716ytlWo7uL._SL1200_.jpg

la foto in copertina non è tra le più felici. Sembra che apostrofi un oboista :  "A 'mbecille, che stai affa', t'allarghi?....nun vedi che se arto en ca**o e du barattoli..."

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On 1/22/2018 at 11:00, giobar dice:

Ma hai assistito alla prima col cellista principale dell'orchestra Robert Demaine o a una delle repliche avventurose col trio di violoncellisti? E' successo che, dopo la prima, Demaine ha dato forfait: l'orchestra, per tutelare la sua privacy, ha parlato di ragioni personali, in pratica sputtanandolo come se fosse scappato davanti a un impegno più grande di lui. E' stato lui a chiarire che, in realtà, aveva avuto seri problemi di salute e sarà assente èer qualche settimana. Gli unici violoncellisti che avessero in repertorio il concerto erano in Europa e non potevano raggiungere Los Angeles in tempo. Allora l'orchestra, anziché sostituire il pezzo, ha pensato bene di lanciare un appello fra i violoncellisti della zona che ne conoscessero almeno delle parti. Si sono fatti avanti in tre e  il concerto è stato eseguito suddividendo i vari movimenti fra i tre violoncellisti, con grande successo e divertimento di pubblico.

Sono andato all'ultima replica di domenica pomeriggio. Mi stupisce che siano riusciti a tenere quel concerto in piedi. Perché è tanta roba; a parte la bravura dei violoncellisti ci stava la coreografia del balletto (che è prevista dal compositore e non era stata mai proposta in concerto) e un'orchestra non convenzionale (molti strumenti particolari come il mandolino e il cimbalom ungherese). Cambiare i solisti penso sia una bella botta per attacchi e sincronizzazione con la coreografia. Non so poi quanta libertà avessero il ballerino e le due ballerine, per quanto ne capisco di estetica del balletto giravano scazzati per conto loro dentro tre triangoli delimitati da delle barre luminose. Poi ogni tanto se ne fulminava qualcuna. A volte srotolavano un pacco di stoffa bianco, giusto così per fare, o continuavano a ballare nel silenzio tra un movimento e l'altro. La Susanna Malkii nella talk pre-concerto ha suggerito di non over-analizzare la musica e che il balletto voleva essere una decodifica (una sorta di premasticazione) già fatta per il pubblico dal coreografo. A parte questo, é stato sicuramente un concerto spettacolare, colorato, da prendere così, senza farsi seghe mentali. 

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3 ore fa, zeitnote dice:

In preda all'atmosfera di euforia bruckneriana di questi giorni, ieri ho preso il CD qui in basso (appena uscito). Registrazione del 1999. Sarà la stessa del disco citato qui sopra?
716ytlWo7uL._SL1200_.jpg

la foto in copertina non è tra le più felici. Sembra che apostrofi un oboista :  "A 'mbecille, che stai affa', t'allarghi?....nun vedi che se arto en ca**o e du barattoli..."

Sì è esattamente la stessa! Però la mia copertina è più bella! :D(evidentemente il Sanderling allora 87enne non ci stava molto a posare)

Fammi sapere cosa te ne pare, per me è una delle Settime di riferimento...

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Dimitrij Shostakovich, Dalla poesia popolare ebraica op. 79a, Cronen/Burmeister/Schreirer, Berliner Sinfonie-Orchester, Kurt Sanderling

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...a @zeitnote

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Albert Roussel

Sinfonia n. 1 "Poema della foresta"

Orchestra radio-sinfonica di Strasburgo diretta da Charles Bruck

Opera forse ancora immatura di Roussel, acerba, ma che si ascolta con piacere. In particolare i momenti più distesi e lirici, come il terzo movimento, "Sera d'estate". Più convenzionale nel suo romanticismo un po' berlioziano il finale "Fauni e driadi". Eccellente, dal tocco leggero e fine, la direzione di Bruck, un allievo di Monteux.

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