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Cosa state ascoltando ? Anno 2018


Madiel
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Korngold

Sinfonia op. 40

Composizione scritta da Korngold dopo la guerra. Questo bambino prodigio viennese del 1897, che Mahler definì "Un genio" ed era figlio di Julius Korngold, importante critico musicale e sostanzialmente successore di Hanslick, aveva a modo suo fatto parte di quell'epoca affascinantissima che in Austria fu il passaggio tra i due secoli. Famose le due opere Violanta e Die tote Stadt, scritte da giovane e tuttora molto interessanti, al pari dell'Anello di Policrate e della geniale Die Kathrin (1938), che ho recensito e che considero un lavoro teatrale fondamentale nel Novecento. Nel 1935, dopo aver riadattato le musiche di Mendelssohn del Sogno per uno spettacolo di Reinhardt, cominciò a scrivere per il cinema hollywoodiano, lavorando in Captain Blood. Seguirono tutta una serie di colonne sonore davvero magnifiche, soprattutto quella della Leggenda di Robin Hood con Erroll Flynn (che in Italia non si sente, perché nell'osceno ridoppiaggio fatto dalla Rai negli anni Ottanta ebbero l'ardire di rimuoverla sostituendola con altre musiche anonime, Dio sa per quale motivo). Mentre era in America a lavorarci, Hitler annesse l'Austria e Korngold, ebreo, preferì non tornarci. Fece ritorno in Europa subito dopo la Guerra, ma gli inizi del sussiego musicale germinato attorno a Darmstadt lo misero in cattiva luce: il suo decadentismo era troppo "reazionario". Tornò quindi in America, dove scrisse questa bella Sinfonia tra il '47 e il '52. Un'opera morbosa e sensitiva, in cui l'humus culturale in cui crebbe trapela, ma senza gigionate simil mahleriane, anzi con un pizzico di disincanto. Non male la resa di Werner Andreas Albert, anche se mi piacerebbe sentire altre edizioni (che ci sono).
Sarebbe bellissima anche la Serenata sinfonica, ma sta su un altro disco di questi quattro.

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22 ore fa, LudwigII dice:

Sto proseguendo la mia rassegna di ascolti mozartiani, con questo cd che ho trovato assai deludente: una lettura superficiale "all'acqua di rose", stupidina, orchestra senza peso, Andante del 21 ridotto ad una barzelletta per la frettolosita, esattamente il contrario dell'eccessiva lentezza di Barenboim ascoltato ieri. Entrambi deludenti per motivi opposti, ma questo è veramente privo di sostanza. Cd inutile, da evitare. 

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Ciao carissimo!

Io possiedo la  prima integrale di Zacharias che contiene il disco in questione. Effettivamente confermo la tua impressione di sciatteria generale per un concerto che, dietro un'apparente spensieratezza, nasconde un lato drammatico (parlo del n.21)

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18 minuti fa, Wittelsbach dice:

41N4SAS18KL.jpg

Korngold

Sinfonia op. 40

Composizione scritta da Korngold dopo la guerra. Questo bambino prodigio viennese del 1897, che Mahler definì "Un genio" ed era figlio di Julius Korngold, importante critico musicale e sostanzialmente successore di Hanslick, aveva a modo suo fatto parte di quell'epoca affascinantissima che in Austria fu il passaggio tra i due secoli. Famose le due opere Violanta e Die tote Stadt, scritte da giovane e tuttora molto interessanti, al pari dell'Anello di Policrate e della geniale Die Kathrin (1938), che ho recensito e che considero un lavoro teatrale fondamentale nel Novecento. Nel 1935, dopo aver riadattato le musiche di Mendelssohn del Sogno per uno spettacolo di Reinhardt, cominciò a scrivere per il cinema hollywoodiano, lavorando in Captain Blood. Seguirono tutta una serie di colonne sonore davvero magnifiche, soprattutto quella della Leggenda di Robin Hood con Erroll Flynn (che in Italia non si sente, perché nell'osceno ridoppiaggio fatto dalla Rai negli anni Ottanta ebbero l'ardire di rimuoverla sostituendola con altre musiche anonime, Dio sa per quale motivo). Mentre era in America a lavorarci, Hitler annesse l'Austria e Korngold, ebreo, preferì non tornarci. Fece ritorno in Europa subito dopo la Guerra, ma gli inizi del sussiego musicale germinato attorno a Darmstadt lo misero in cattiva luce: il suo decadentismo era troppo "reazionario". Tornò quindi in America, dove scrisse questa bella Sinfonia tra il '47 e il '52. Un'opera morbosa e sensitiva, in cui l'humus culturale in cui crebbe trapela, ma senza gigionate simil mahleriane, anzi con un pizzico di disincanto. Non male la resa di Werner Andreas Albert, anche se mi piacerebbe sentire altre edizioni (che ci sono).
Sarebbe bellissima anche la Serenata sinfonica, ma sta su un altro disco di questi quattro.

Direi questa:

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Anche quest'altra è celebre ma secondo me meno dirompente:

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3 ore fa, Wittelsbach dice:

41N4SAS18KL.jpg

Korngold

Sinfonia op. 40

Composizione scritta da Korngold dopo la guerra. Questo bambino prodigio viennese del 1897, che Mahler definì "Un genio" ed era figlio di Julius Korngold, importante critico musicale e sostanzialmente successore di Hanslick, aveva a modo suo fatto parte di quell'epoca affascinantissima che in Austria fu il passaggio tra i due secoli. Famose le due opere Violanta e Die tote Stadt, scritte da giovane e tuttora molto interessanti, al pari dell'Anello di Policrate e della geniale Die Kathrin (1938), che ho recensito e che considero un lavoro teatrale fondamentale nel Novecento. Nel 1935, dopo aver riadattato le musiche di Mendelssohn del Sogno per uno spettacolo di Reinhardt, cominciò a scrivere per il cinema hollywoodiano, lavorando in Captain Blood. Seguirono tutta una serie di colonne sonore davvero magnifiche, soprattutto quella della Leggenda di Robin Hood con Erroll Flynn (che in Italia non si sente, perché nell'osceno ridoppiaggio fatto dalla Rai negli anni Ottanta ebbero l'ardire di rimuoverla sostituendola con altre musiche anonime, Dio sa per quale motivo). Mentre era in America a lavorarci, Hitler annesse l'Austria e Korngold, ebreo, preferì non tornarci. Fece ritorno in Europa subito dopo la Guerra, ma gli inizi del sussiego musicale germinato attorno a Darmstadt lo misero in cattiva luce: il suo decadentismo era troppo "reazionario". Tornò quindi in America, dove scrisse questa bella Sinfonia tra il '47 e il '52. Un'opera morbosa e sensitiva, in cui l'humus culturale in cui crebbe trapela, ma senza gigionate simil mahleriane, anzi con un pizzico di disincanto. Non male la resa di Werner Andreas Albert, anche se mi piacerebbe sentire altre edizioni (che ci sono).
Sarebbe bellissima anche la Serenata sinfonica, ma sta su un altro disco di questi quattro.

Die tote Stadt mi piacque molto. Quasi quasi mi procuro anche le altre opere che suggerisci.

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Riguardo a Korngold, bellissima l'edizione di Previn sopra citata! La Sinfonia è un piccolo gioiello, nonostante un linguaggio d'effetto e narrativo come quello di una musica di film, forse un po' fuori luogo per il genere.

---

Io provo questo, in primo ascolto

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute :cat_lol:

 

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6 ore fa, glenngould dice:

Ciao carissimo!

Io possiedo la  prima integrale di Zacharias che contiene il disco in questione. Effettivamente confermo la tua impressione di sciatteria generale per un concerto che, dietro un'apparente spensieratezza, nasconde un lato drammatico (parlo del n.21)

Gentile GG, non possiedo alcuna integrale dei concerti mozartiani di Zacharias, ma solo un paio di cd singoli. Quello sopra citato e un altro, ascoltato i giorni scorsi, da cui sono stato colpito favorevolmente, ossia questo Emi in cui è diretto da Wand 

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Questo al contrario dell'altro si eleva al di sopra della media. Movimenti lenti molto valorizzati rispetto alla routine, contrappunto con i fiati molto dettagliati nei movimenti veloci. Un cd che merita di essere ricordato. Notevole anche la direzione. 

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On 24/7/2018 at 18:18, LudwigII dice:

Vediamo questo

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@superburp (grazie per la dedica) 

Qualche nota che mi sono appuntato su questo ascolto di ieri. 

Altro cd avaro di soddisfazioni. Nel concerto n. 20 l'orchestra diretta da Abbado è fiacca e priva di incisività, l'ingresso di Gulda è pregevole ma poi si trascina stancamente per l'intero concerto. Il limite maggiore: è piatto dinamicamente, nessuna sfumatura, noioso. Nel 21 l'orchestra è leggermente più viva, ma il pianista non emoziona mai e si trascina in un torpore privo di vita vera. Anche qua piatto dinamicamente. Mortale per una musica così. Cd evitabile. 😝

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Primo ascolto

Arutiunian: Concerto per tromba e orchestra (1950)

Maurice André; Orchestre Philharmonique de l'ORTF diretta da  Maurice Suzan

Concerto piuttosto interessante. Pur essendo un frutto della musica stalinista, l'autore aveva vinto pure il Premio Stalin nel 1949, non presenta la retorica molesta tipica di quel periodo. Bello il breve movimento lento con i suoi tratti maliconici, vagamente sciostakoviciani eppure mai tetri. Nella conclusione c'è qualche episodio popolaresco e un po' di virtuosismo del solista, ma l'autore si tiene nei margini del buon gusto. Direi che la fama goduta presso i trombettisti sia corretta.

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Guest nachtigall

Strauss

Frammento di Schlagobers;

Suite da Josephs Legende;

dal solito boxino di Kempe.

In teoria questo dovrebbe essere lo Strauss minore di poco interesse o così almeno mi aspettavo, mentre invece la qualità mi è sembrata comunque ottima. Dal frammento di Schlagobers sembra che Strauss nonostante il suo essere raffinato e il suo spiccato senso estetico - cosa che lo rende un po' un'eccezione fra i compositori tedeschi, solitamente non molto sofisticati e che raramente hanno dimostrato di poter concepire nelle loro grandiose costruzioni l'umorismo o la "frivolezza" - condivida con i suoi compatrioti l'incapacità di creare musica per il balletto, visto che il tutto risulta comunque troppo denso e pesante. Però a me il balletto non interessa e la musica risulta molto bella. Mentre Josephs Legende ( o almeno la suite) una volta ribadito quanto scritto sopra può benissimo essere accostato agli altri poemi sinfonici. A me ha ricordato molto lo Zarathustra per il carattere della musica in generale.

P.S: l'unica pecca del boxino è che non contiene alcune opere come ad esempio le musiche festive di Strauss che mi sarebbero interessate molto.

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22 ore fa, Madiel dice:

Primo ascolto

Arutiunian: Concerto per tromba e orchestra (1950)

Maurice André; Orchestre Philharmonique de l'ORTF diretta da  Maurice Suzan

Concerto piuttosto interessante. Pur essendo un frutto della musica stalinista, l'autore aveva vinto pure il Premio Stalin nel 1949, non presenta la retorica molesta tipica di quel periodo. Bello il breve movimento lento con i suoi tratti maliconici, vagamente sciostakoviciani eppure mai tetri. Nella conclusione c'è qualche episodio popolaresco e un po' di virtuosismo del solista, ma l'autore si tiene nei margini del buon gusto. Direi che la fama goduta presso i trombettisti sia corretta.

Concerto che ebbe un periodo di grande popolarità molti anni fa perché il primo movimento venne usato da Enrico Stinchelli come sigla per la sua prima trasmissione alla Rai, "Fffortissimo". Ricordo che quella musica dirompente e sbarazzina suscitò interesse e se ne parlò persino su qualche giornale.

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On 25/7/2018 at 14:06, Wittelsbach dice:

Sarà il caldo o che altro? 😮

Sono stato assente alcuni giorni, senza nemmeno poter leggere il forum, e vedo solo oggi gli esiti di una zuffa virtuale di cui, evidentemente, sono stati cancellati i pezzi più virulenti. Ovviamente non commento, ma dico soltanto che mi dispiace molto, a prescindere, l'uscita di zeitnote.  

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34 minuti fa, giobar dice:

Sono stato assente alcuni giorni, senza nemmeno poter leggere il forum, e vedo solo oggi gli esiti di una zuffa virtuale di cui, evidentemente, sono stati cancellati i pezzi più virulenti. Ovviamente non commento, ma dico soltanto che mi dispiace molto, a prescindere, l'uscita di zeitnote.  

Dispiace anche a me, Giobar. Zeit è  un amico e un forumista di valore, ma i toni del dialogo non dovrebbero mai arrivare all'offesa personale.

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23 minuti fa, giobar dice:

Sono stato assente alcuni giorni, senza nemmeno poter leggere il forum, e vedo solo oggi gli esiti di una zuffa virtuale di cui, evidentemente, sono stati cancellati i pezzi più virulenti. Ovviamente non commento, ma dico soltanto che mi dispiace molto, a prescindere, l'uscita di zeitnote.  

Che mi sono perso? e soprattutto che c'entra zeitnote? vabè non mi va di leggere tutto, fà nulla, avevo già chiarito il senso della mia battuta, che non era assolutamente offensiva (me ne guardo bene dal farmi bannare!), nè mi sono sentito offeso dal vaffa di giordano. Siamo in vacanza, relax 😎

°°°°

Mi sto convincendo che questo Ohana era un buon compositore, cioè non saprei... a me piace, ecco, ma non mi pare annoverato tra i grandi francesi del periodo. 

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8 ore fa, giobar dice:

Concerto che ebbe un periodo di grande popolarità molti anni fa perché il primo movimento venne usato da Enrico Stinchelli come sigla per la sua prima trasmissione alla Rai, "Fffortissimo". Ricordo che quella musica dirompente e sbarazzina suscitò interesse e se ne parlò persino su qualche giornale.

Non lo sapevo affatto! :D Comunque, il Concerto è di ottima fattura. All'inizio mi aspettavo qualcosa alla Kachaturian, cioè più sbracato e "pop", invece mantiene una solida coerenza stilistica e il movimento lento è assai bello. Soprattutto, ha poche idee e ben impostate, una caratteristica che apprezzo sempre nella musica.

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7 ore fa, Pinkerton dice:

ma i toni del dialogo non dovrebbero mai arrivare all'offesa personale.

La misura della persona viene data da come si comporta: scuse e assicurazioni in privato al solo scopo di rimanere qui, si azzarda pure un minimo di stima per l'interlocutore, per poi confermare gli insulti in pubblico alla prima occasione. Inqualificabile.

Un altro suo grande classico nelle polemiche: ma quanto sei imbecille, però siamo amici! :wacko: E poi c'era quell'insopportabile filo di disprezzo pseudo-aristocratico per gli interlocutori "non all'altezza", proprio disgustoso. Evito di polemizzare oltre limitandomi ai suoi atteggiamenti forumistici, perché ingiusto infierire su un assente.

Il fesso, comunque, alla fine sono stato io perchè ho derogato al regolamento per farlo rientrare dopo la prima cancellazione, credendo ingenuamente ai suoi piagnistei. Una lezione da tenere in conto per altri casi simili.

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