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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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La suite è un lavoro tendenzialmente tonale, caratterizzato da influenze folcloriche e qualche reminiscenza tardoromantica filtrata però con una certa leggerezza.... musica avvincente e piacevole comunque! 

Segue il concerto, questo chiaramente dodecafonico, ma in fondo con uno stile riconoscibile e accostabile per alcuni versi al lavoro precedente. Mi aspettavo una musica più spigolosa, invece c'è un fondo suadente ed ironico al contempo, senza eccessive prevalenze di carattere, come ad evitare che la situazione diventi troppo autocompiaciuta da un lato o eccessivamente grottesca dall'altro. Intrigante e freschissimo. Ora mi ascolto anche l'Ouverture.

@Madiel mi piace di più di Wellesz, è molto meno trombone :cat_lol:

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Johannes Brahms, Sinfonia n. 4 in mi min., NDR-Sinfonieorchester, Gunter Wand

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Incisione live del dicembre '97, per me assai superiore al ciclo brahmsiano precedente, risalente agli inizi degli anni '80. Se l'anteriore registrazione, quasi toscaniniana, mostrava una chiarezza ed una compattezza esemplari, qui Wand, pur mantenendone le caratteristiche positive, mostra ancor una maggior consapevolezza e comprensione del dettato brahmsiano, preferendo tempi un po' più rilassati, ed esibendo una bellezza di suono e una classe che pochi possono vantare. Tutto è calibratissimo, e le sfumature dell'orchestra di Brahms paiono dosate al millimetro, con un equilibrio tra le sezioni invidiabile. Wand è lontano dai fremiti parossistici di un Furtwangler o di un Jochum, o di quel pazzo di Stokowski, tuttavia tutta la sinfonia è percorsa da una tensione quasi impercettibile, e il direttore tedesco dà così prova della sua capacità di costruzione, con una fluidità senza pari. Insomma, una gran bella registrazione.

La dedico a @Wittelsbach e a @Majaniello (a cui potrebbe pure piacere)...:bye:

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Guest nachtigall

Richard Strauss

Sinfonia domestica

Kempe

----

Continuazione di Ein Heldenleben (riascoltata e forse non così malaccio come mi era sembrata, alla fine ha una sua coerenza) questo poema a un primo ascolto lascia un po' perplessi. Come sempre la musica è fenomenale, a parte forse il finale che risulta poco calibrato, però è l'intento o meglio il contenuto dell'opera a risultare rischioso. Veramente è la celebrazione della vita matrimoniale come porto sicuro in cui approdare ed esprimere liberamente le proprie capacità ed energie oltre che una propria visione del mondo ? Mi viene da pensare che Strauss sia stato molto fortunato nella sua vita anche in questo ambito oppure che sia un lavoro frutto di una ingenuità eccessiva, visto che il tutto risulta veramente scritto con convinzione e quindi né una presa per i fondelli né un omaggio generico.

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47 minuti fa, Snorlax dice:

Johannes Brahms, Sinfonia n. 4 in mi min., NDR-Sinfonieorchester, Gunter Wand

Incisione live del dicembre '97, per me assai superiore al ciclo brahmsiano precedente, risalente agli inizi degli anni '80. Se l'anteriore registrazione, quasi toscaniniana, mostrava una chiarezza ed una compattezza esemplari, qui Wand, pur mantenendone le caratteristiche positive, mostra ancor una maggior consapevolezza e comprensione del dettato brahmsiano, preferendo tempi un po' più rilassati, ed esibendo una bellezza di suono e una classe che pochi possono vantare. Tutto è calibratissimo, e le sfumature dell'orchestra di Brahms paiono dosate al millimetro, con un equilibrio tra le sezioni invidiabile. Wand è lontano dai fremiti parossistici di un Furtwangler o di un Jochum, o di quel pazzo di Stokowski, tuttavia tutta la sinfonia è percorsa da una tensione quasi impercettibile, e il direttore tedesco dà così prova della sua capacità di costruzione, di una fluidità senza pari. Insomma, una gran bella registrazione.

La dedico a @Wittelsbach e a @Majaniello (a cui potrebbe pure piacere)...:bye:

Grazie Snorl, recensii anni fa una prima di Wand molto ben fatta ma un po' noiosa per me, che cercavo più impatto... non ricordo quale fosse però, non sono esperto wandiano. In quel caso è anche colpa della sinfonia, la quarta è tutt'altra storia e certo potrebbe piacermi. Miei riferimenti personali in questa sinfonia: Szell, Steinberg, Schuricht tra quelle storiche, tra quelle digitali Solti (suggerimento di @Ives ), Blomstedt e Nagano le uniche che mi hanno convinto. Sinfonia difficilissima.

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2 ore fa, Majaniello dice:

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La suite è un lavoro tendenzialmente tonale, caratterizzato da influenze folcloriche e qualche reminiscenza tardoromantica filtrata però con una certa leggerezza.... musica avvincente e piacevole comunque! 

Segue il concerto, questo chiaramente dodecafonico, ma in fondo con uno stile riconoscibile e accostabile per alcuni versi al lavoro precedente. Mi aspettavo una musica più spigolosa, invece c'è un fondo suadente ed ironico al contempo, senza eccessive prevalenze di carattere, come ad evitare che la situazione diventi troppo autocompiaciuta da un lato o eccessivamente grottesca dall'altro. Intrigante e freschissimo. Ora mi ascolto anche l'Ouverture.

@Madiel mi piace di più di Wellesz, è molto meno trombone :cat_lol:

Sono due cose molto diverse, però il greco è senz'altro un genio. Il 1°  Concerto per pianoforte e orchestra segna l'allontanamento da Schoenberg e credo sia da considerare il primo capolavoro di Skalkottas. I lavori cameristici del 1929-1930 rientrano nel manierismo seriale di uno scolaro di genio, poi ad un tratto (e inaspettatamente) l'autore si libera dell'ingombrante maestro. L'opera lasciò assai perplesso Schoenberg, tanto i rapporti tra i due si ruppero di lì a poco: l'austriaco proprio non riusciva a concepire una composizione costruita su diverse serie complete e parziali. Una caratteristica, però, ancora più rivoluzionaria rispetto a tutti i dodecafonici dell'epoca riguarda la concezione complessiva del pezzo, in tutto e per tutto un frutto della scuola di Busoni (in cui si era formato l'autore) piuttosto che di Schoenberg: orchestrazione razionale e nitida, contrasti dialogici ben definiti tra massa e solista di evidente impianto neobarocco, il romanticismo del movimento lento di controllata intensità proprio come richiedeva il nuovo classicismo di Busoni. La parte pianistica potrebbe avere delle influenze sia di Bartok (1° Concerto) che di Stravinsky (Concerto per pianoforte e fiati), ma sono proprio degli accenni, o per meglio dire degli umori perché Skalkottas non imitava mai, che vengono inglobati nella personalità vigorosa dell'autore. Una caratteristica ancora da evidenziare è la polifonia complessa, di chiara impronta barocca, tipica dello stile di Skalkottas. L'Ouverture Concertante, del 1944 circa, è proprio tipica dell'ultima maniera pseudo-seriale, in cui riesce a far convivere la sua anima espressionista con la purezza formale neoclassica.

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57 minuti fa, Majaniello dice:

Miei riferimenti personali in questa sinfonia: Szell, Steinberg, Schuricht tra quelle storiche, tra quelle digitali Solti (suggerimento di @Ives ), Blomstedt e Nagano le uniche che mi hanno convinto. Sinfonia difficilissima.

Di Carlos Kleiber che ne pensi?

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1 ora fa, nachtigall dice:

Richard Strauss

Sinfonia domestica

Kempe

----

Continuazione di Ein Heldenleben (riascoltata e forse non così malaccio come mi era sembrata, alla fine ha una sua coerenza) questo poema a un primo ascolto lascia un po' perplessi. Come sempre la musica è fenomenale, a parte forse il finale che risulta poco calibrato, però è l'intento o meglio il contenuto dell'opera a risultare rischioso. Veramente è la celebrazione della vita matrimoniale come porto sicuro in cui approdare ed esprimere liberamente le proprie capacità ed energie oltre che una propria visione del mondo ? Mi viene da pensare che Strauss sia stato molto fortunato nella sua vita anche in questo ambito oppure che sia un lavoro frutto di una ingenuità eccessiva, visto che il tutto risulta veramente scritto con convinzione e quindi né una presa per i fondelli né un omaggio generico.

Il problema, secondo me, sta solo nel titolo e nell'aggettivo "domestica". L'ascoltatore classico medio è, in genere, un po' moralista (come faceva notare lo stesso Strauss a suo tempo a chi lo criticava), per cui basta un titolo in apparenza sbagliato per farsi idee preconcette. La musica della Domestica è meravigliosa oltre che saldamente costruita, né più e né meno di Eine Alpensymphonie o di Ein Heldeleben, lavori che si "prendono sul serio" e quindi piacciono di più :D

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43 minuti fa, .Andrea dice:

Di Carlos Kleiber che ne pensi?

Fa benissimo come sempre, ma mi sono ultimamente disaffezionato all'idea di un Brahms esistenzialista tutto ripiegato o viceversa fortemente appassionato (penso a Jochum), a Brahms non interessava raccontare i sentimenti umani nè parlare di concetti sovrannaturali, il romanticismo è solo un atteggiamento, una posa attraverso la quale intavolava un discorso di musica sulla musica. Il suo materialismo me lo fa apparire molto moderno, per quanto fosse il re degli accademici quindi, sulla carta, un conservatore. Questa la mia idea, almeno.

1 ora fa, nachtigall dice:

Richard Strauss

Sinfonia domestica

Kempe

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Continuazione di Ein Heldenleben (riascoltata e forse non così malaccio come mi era sembrata, alla fine ha una sua coerenza) questo poema a un primo ascolto lascia un po' perplessi. Come sempre la musica è fenomenale, a parte forse il finale che risulta poco calibrato, però è l'intento o meglio il contenuto dell'opera a risultare rischioso. Veramente è la celebrazione della vita matrimoniale come porto sicuro in cui approdare ed esprimere liberamente le proprie capacità ed energie oltre che una propria visione del mondo ? Mi viene da pensare che Strauss sia stato molto fortunato nella sua vita anche in questo ambito oppure che sia un lavoro frutto di una ingenuità eccessiva, visto che il tutto risulta veramente scritto con convinzione e quindi né una presa per i fondelli né un omaggio generico.

Proprio perchè è scritto con convinzione e non con tratti satirici non sai mai se è una presa per i fondelli o se dice sul serio! Strauss non è un caricaturista, ciò non toglie che possa essere un bravo attore. E' l'aspetto della sua musica che me lo rende così intrigante. Tra i poemi preferisco proprio quelli dove gioca con quest'equivoco, mentre preferisco meno quelli dove sembra prendersi più sul serio.

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Anton Bruckner, Sinfonia n. 8 in Do min, (vers. 1887, ed. Novak), National Symphony Orchestra of Ireland, Georg Tintner

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Per me la più bella registrazione - assieme a Gielen - della prima versione dell'Ottava. Prima o poi vorrei dirne qualcosa nella discussione dedicata, ma per ora la dedico ai bruckneriani, e ovviamente, anche a chi gradisce...

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1 ora fa, .Andrea dice:

Di Carlos Kleiber che ne pensi?

Ragazzi, non so se frega a qualcuno, ma colgo l'occasione per confessarvelo: trovo Kleiber jr. una delle personalità più sopravvalutate dell'ultimo secolo. Io non sono mai riuscito a scorgerne il genio, per me forse il meglio lo ha dato con gli Strauss a Capodanno. Apprezzo il suo Freischutz - ma è anche merito di una splendida Staatskapelle di Dresda - e un po' il suo Tristano. E il resto - né il suo Beethoven, né il suo Schubert - non mi sembra niente di trascendentale. Per carità, mi sembra tutto a posto, ma mi manca sempre qualcosa, qualcosa di fondamentale. Ma probabilmente è perché è un direttore lontanissimo dalle mie corde...

Vabbé, dovevo dirvelo, ora chi vuole può pure linciarmi... :girl_sad:

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Io amo moltissimo il Tristano mentre ho amplissime perplessità sulla Traviata, concepita tra l'altro con un atteggiamento decisamente sorpassato riguardo il testo.

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2 ore fa, nachtigall dice:

Richard Strauss

Sinfonia domestica

Kempe

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Continuazione di Ein Heldenleben (riascoltata e forse non così malaccio come mi era sembrata, alla fine ha una sua coerenza) questo poema a un primo ascolto lascia un po' perplessi. Come sempre la musica è fenomenale, a parte forse il finale che risulta poco calibrato, però è l'intento o meglio il contenuto dell'opera a risultare rischioso. Veramente è la celebrazione della vita matrimoniale come porto sicuro in cui approdare ed esprimere liberamente le proprie capacità ed energie oltre che una propria visione del mondo ? Mi viene da pensare che Strauss sia stato molto fortunato nella sua vita anche in questo ambito oppure che sia un lavoro frutto di una ingenuità eccessiva, visto che il tutto risulta veramente scritto con convinzione e quindi né una presa per i fondelli né un omaggio generico.

E' così. La sua Pauline era una donna di forte personalità, e non incapace di dargli grattacapi di vario genere. Ma i due si amavano immensamente, incondizionatamente.
A una delle schermaglie con lei Strauss dedicò perfino un'intera opera lirica: Intermezzo.

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25 minuti fa, Majaniello dice:

Fa benissimo come sempre, ma mi sono ultimamente disaffezionato all'idea di un Brahms esistenzialista tutto ripiegato o viceversa fortemente appassionato (penso a Jochum), a Brahms non interessava raccontare i sentimenti umani nè parlare di concetti sovrannaturali, il romanticismo è solo un atteggiamento, una posa attraverso la quale intavolava un discorso di musica sulla musica. Il suo materialismo me lo fa apparire molto moderno, per quanto fosse il re degli accademici quindi, sulla carta, un conservatore. Questa la mia idea, almeno.

Devo ammettere che la sua è l'unica Quarta che abbia mai ascoltato (tranne un fugace ascolto di Karajan di cui non ricordo le impressioni) e mi è sembre bastata. Sarà che ci sono particolarmente affezionato. Proverò Szell e Solti.

13 minuti fa, Snorlax dice:

Ragazzi, non so se frega a qualcuno, ma colgo l'occasione per confessarvelo: trovo Keiber jr. una delle personalità più sopravvalutate dell'ultimo secolo. Io non sono mai riuscito a scorgerne il genio, per me forse il meglio lo ha dato con gli Strauss a Capodanno. Apprezzo il suo Freischutz - ma è anche merito di una splendida Staatskapelle di Dresda - e un po' il suo Tristano. E il resto - né il suo Beethoven, né il suo Schubert - non mi sembra niente di trascendentale, mi sembra tutto a posto, ma mi manca sempre qualcosa, qualcosa di fondamentale. Ma probabilmente è perché è un direttore lontanissimo dalle mie corde...

Vabbé, dovevo dirvelo, ora chi vuole può pure linciarmi... :girl_sad:

Io conosco il suo Brahms e il suo Beethoven (la Settima) e mi sono sempre piaciuti molto, così come il suo Tristan. Non ho però molti termini di paragone, sono ancora giovane (non solo di età, ma anche come esperienza di ascolti) e sono ancora nella fase di scoperta più che di confronto, quindi non so formulare un vero e proprio giudizio musicale. 

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Guest nachtigall
1 ora fa, Madiel dice:

Il problema, secondo me, sta solo nel titolo e nell'aggettivo "domestica". L'ascoltatore classico medio è, in genere, un po' moralista (come faceva notare lo stesso Strauss a suo tempo a chi lo criticava), per cui basta un titolo in apparenza sbagliato per farsi idee preconcette. La musica della Domestica è meravigliosa oltre che saldamente costruita, né più e né meno di Eine Alpensymphonie o di Ein Heldeleben, lavori che si "prendono sul serio" e quindi piacciono di più :D

Penso proprio che sia così. Oppure sarà che visti i tempi, in riferimento anche a quanto dice Wittelsbach, suscita invidia e quindi diffidenza.

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10 ore fa, nachtigall dice:

Penso proprio che sia così. Oppure sarà che visti i tempi, in riferimento anche a quanto dice Wittelsbach, suscita invidia e quindi diffidenza.

E' che la domestica ha pochi passaggi che fanno battere il cuoricino... non c'è mistero, eroismo, non c'è tensione verso l'infinito, in più è musica parecchio incasinata che va seguita, non ha l'appiglio di un plot avventuroso-fantastico che ti porti altrove con la testa tipo Heldenleben o Don Quixote, non è musica che evoca spazi, scenari, sensazioni di elevazione come la Alpen, non ci sono particolari riflessioni filosofiche dietro (Morte, Zarathustra). Solo la prevedibilità della tranquilla vita borghese, per giunta dipinta come un idillio. Più che invidia penso che susciti disinteresse, o fastidio, la ricca borghesia intellettuale è alla ricerca del tormento e dell'estasi, magari dalla "domestica" si sente anche un po' presa per il c.... 

°°°°

Fortuna che su Spotify c'è tutto lo Skalkottas della Bis (evidentemente da Spotify lucrano e da Wellesz no, la solita scarsa lungimiranza dei discografici). 

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Il secondo concerto parte come fosse un lavoro più aspro, ma da subito rivela la sua propensione verso atmosfere jazzate in salsa dodecafonica. Permane la stranissima sensazione a metà tra mistero e divertimento. Bellissima orchestrazione, specie l'uso dei fiati, e grande capacità contrappuntistica. Dopo se ho tempo mi riascolto un po' di Busoni. 

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1 ora fa, .Andrea dice:

Risultati immagini per skalkottas bis 32 piano pieces

32 Pezzi mi hanno incuriosito. Oggi ascolto i primi 15. 

aaahh, tutti bellissimi :wub_anim:

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17 ore fa, Snorlax dice:

Ragazzi, non so se frega a qualcuno, ma colgo l'occasione per confessarvelo: trovo Kleiber jr. una delle personalità più sopravvalutate dell'ultimo secolo. Io non sono mai riuscito a scorgerne il genio, per me forse il meglio lo ha dato con gli Strauss a Capodanno. Apprezzo il suo Freischutz - ma è anche merito di una splendida Staatskapelle di Dresda - e un po' il suo Tristano. E il resto - né il suo Beethoven, né il suo Schubert - non mi sembra niente di trascendentale. Per carità, mi sembra tutto a posto, ma mi manca sempre qualcosa, qualcosa di fondamentale. Ma probabilmente è perché è un direttore lontanissimo dalle mie corde...

Vabbé, dovevo dirvelo, ora chi vuole può pure linciarmi... :girl_sad:

A me le incisioni di Carlos piacciono. Credo comunque anch'io che sia un po' sopravvalutato: forse ad amplificarne un poco la fama ha concorso anche il fatto che abbia inciso col contagocce. I suoi dischi sono pochissimi, ma li trovo tutti abbastanza validi (seppur non migliori di tante altre interpretazioni), specialmente il Tristano (per me secondo solo a quello di Furt), e persino il suo Concerto di Capodanno, forse tra i tanti quello con il programma più insolito ed interessante in assoluto. :)

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@Madiel: ma cosa avrebbe di così geniale questo Skalkottas? Ho ascoltato alcune cose che avete postato in questi ultimi anni e, con tutto il rispetto, mi è sembrata musica normalissima, un neoclassicismo anche abbastanza palloso con a volte qualche svisata dissonante e qualche divagazione quasi jazzistica. Come tanta altra musica del Novecento che si trova a tonnellate sul Tubo... Ma forse sono io a non capirlo abbastanza...

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41 minuti fa, Nitriero Cavalleone dice:

A me le incisioni di Carlos piacciono. Credo comunque anch'io che sia un po' sopravvalutato: forse ad amplificarne un poco la fama ha concorso anche il fatto che abbia inciso col contagocce. I suoi dischi sono pochissimi, ma li trovo tutti abbastanza validi (seppur non migliori di tante altre interpretazioni), specialmente il Tristano (per me secondo solo a quello di Furt), e persino il suo Concerto di Capodanno, forse tra i tanti quello con il programma più insolito ed interessante in assoluto. :)

Fondamentalmente, pur avendo un giudizio più negativo, sono anche d'accordo. Penso avesse un'affinità particolare con gli Strauss viennesi - ma in fondo, chi era il padre?! - e il Concerto di Capodanno, ma anche il Fledermaus sono le cose più riuscite. Il resto non so, non ho ascoltato nulla - anche certe cose dal vivo, che non ho trovato per nulla trascinanti - sinceramente, che mi abbia fatto gridare al miracolo. Penso che il personaggio sia stato sopravvalutato in virtù, oltre che per la discografia risicata, del anche per il suo carattere, così ritroso e schivo, così lontano da certi divismi - volontari o involontari - à la Karajan (che lo stimava) o à la Bernstein (che invece lo riteneva  un grande bluff). Detto questo, per me rimane un buon direttore, ma nulla più, e, voglio dire, ricordiamoci sempre che aveva un padre come Erich, che, sia come ampiezza di repertorio, sia come originalità d'approccio - sebbene non sia sempre vicino ai miei gusti - per me lo superava di molte misure.

Sia chiaro che non voglio cominciare una polemica anti-kleiberiana, la mia è, più che altro, una confessione personale...:rolleyes:

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58 minuti fa, Snorlax dice:

Fondamentalmente, pur avendo un giudizio più negativo, sono anche d'accordo. Penso avesse un'affinità particolare con gli Strauss viennesi - ma in fondo, chi era il padre?! - e il Concerto di Capodanno, ma anche il Fledermaus sono le cose più riuscite. Il resto non so, non ho ascoltato nulla - anche certe cose dal vivo, che non ho trovato per nulla trascinanti - sinceramente, che mi abbia fatto gridare al miracolo. Penso che il personaggio sia stato sopravvalutato in virtù, oltre che per la discografia risicata, del anche per il suo carattere, così ritroso e schivo, così lontano da certi divismi - volontari o involontari - à la Karajan (che lo stimava) o à la Bernstein (che invece lo riteneva  un grande bluff). Detto questo, per me rimane un buon direttore, ma nulla più, e, voglio dire, ricordiamoci sempre che aveva un padre come Erich, che, sia come ampiezza di repertorio, sia come originalità d'approccio - sebbene non sia sempre vicino ai miei gusti - per me lo superava di molte misure.

Sia chiaro che non voglio cominciare una polemica anti-kleiberiana, la mia è, più che altro, una confessione personale...:rolleyes:

Forse Bernstein lo riteneva un grande bluff, però avevano la passione in comune per i giochi di memoria...

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che foto...:cat_lol:

Per chi l'ha sentito dal vivo, da ricordare anche il suo Otello con Domingo...e la Bohème...

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