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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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2 ore fa, Majaniello dice:

boh, è un po' incasinata in effetti... è un'opera che non avevo mai ascoltato, mentre le altre sinfonie sì (ne avevamo già parlato anni fa, credo proprio della terza). Mi piace il suo distaccarsi quasi completamente dalle scorie romantiche (che cos'è l'espressionismo in fondo?), però sembra che grazie a quelle scorie romantiche Searle riuscisse a dare un contenuto alla sua musica, che così mi pare un po' fine a sè stessa e senza una meta espressiva. Comunque, riascoltando in questi giorni "cose dodeca" mi sto accorgendo che con la serie non ho alcun problema, il mio problema è proprio con Webern! mi farò prestare il libro da burpo, ora che lo compra e lo legge :D E poi sarò pronto per la svolta bouleziana.... :cat_lol:

Piuttosto, mi dovrò decidere ad affrontare Wellesz (il compositore) che, a naso, mi piacerà molto.

In effetti è vero, Searle rimase sempre un romantico per il suo modo di concepire un discorso musicale fatto di contrasti accesi, il webernismo lo aveva danneggiato. Non è un caso che la produzione tarda dal 1964 al 1982, anno della morte, è spesso anonima e sterile, interessante solo dal punto di vista teorico. Un buon talento buttato via.

Non è detto che ti presterà il libro a breve, prima deve capire come scrivere minuetti weberniani. Lo sai che burpo è lento e ci metterà un po' :cat_lol:

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20 ore fa, Majaniello dice:

Da piccolino mi piaceva... certo Brahms e Bruckner mi sembravano incomprensibili, la semplicità del buon Piotr era più alla mia portata. Oggi la sinfonia Manfred, per la quale avevo un residuo di stima, mi è sembrata un megapasticcio, tra i poemi sinfonici, tolto forse Romeo e Giulietta (che è un'ouverture in forma sonata) ci sono altri disastri, tipo Francesca da Rimini. Quando scriveva i temi puri e cristallini e li metteva uno di fila all'altro (vedi i balletti) era un genio - nell'800 non è che ci fossero tanti autori validi di quel genere - anche per l'opera era piuttosto portato. Era il classico autore melodico che aveva bisogno di lavorare sulla situazione scenica, le architetture non facevano per lui. Sinfonia meno peggio: la 4. A livello puramente tematico sarebbero belle anche le prime, non trovo 'sto gran stacco qualitativo, solo che fino alla 3 prevale il folclore, dalla 4 comincia l'ossessione della morte (che poi è quella che tira). I concerti ok, almeno quelli più riusciti.

PS: leggo che la 4 di Tanayev è del 1901, non vale! :D 

La Quarta di Taneyev è stata pubblicata nel 1901, ma è stata finita nel 1898...quindi dai, sono ancora nei tempi!:PFammi sapere come l'hai trovata!

La Sinfonia "Manfred" l'ho trovata anch'io sempre pasticciata, al contrario per la Francesca ho un vero e proprio debole...

Non voglio essere ripetitivo, ma ricordo di avere letto da qualche parte (purtroppo non ricordo il luogo preciso), che Britten aveva un parere riguardo a Ciaikovskij assai simile al tuo! Affermava per l'appunto che il genio del compositore russo si esprimeva appieno soltanto nei balletti (soprattutto) e in qualche opera piuttosto che nella musica pura. E infatti The Prince of pagodas voleva essere un omaggio proprio a questo favoloso mondo ciaikovskiano...

 

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21 ore fa, Snorlax dice:

Dopo Ciaikovskij, cambio genere e per cena mi ascolto: Giuseppe Verdi, Aida, C. Mancini, M. Filippeschi, G. Simionato, R. Panerai, G. Neri, Orchestra Sinfonica e Coro di Roma della RAI, Vittorio Gui

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...registrazione che ho sottratto alla polvere dei miei scaffali, ma che per ora mi sembra assai godibile. La direzione di Gui mi sta appassionando, ho qualche riserva sulla protagonista, mentre Filippeschi, senza essere un campione di raffinatezza, lo trovo alquanto esaltante. E il resto del cast mi sembra molto azzeccato (Simionato e Neri soprattutto!) senza troppe riserve. Ma siccome io ne capisco troppo poco di queste cose, vorrei erudirmi con i sempre preziosi pareri di @Pinkerton e @Wittelsbach, ma anche di chiunque altro!:D

Malgrado sia stata snobbata dalla critica,  Snorlax, quest'Aida dei primi anni '50 merita di essere conosciuta. Vittorio Gui dirige con mano sicura e la compagine dei cantanti, tutti in ottima forma vocale, è di tutto rispetto. La Mancini è un'Aida convenzionale e con qualche sottolineatura veristicheggiante  ma la voce è solida e timbrata. Filippeschi non avrà avuto una personalità spiccatissima ma è un Radames assai attrezzato vocalmente, rigoglioso e squillantissimo e capace anche, in sede di tecnica vocale, di esibire una gamma dinamica facile e sufficientemente varia oltre che appropriata. Negli anni '50 di Radames di simile portata tecnico-vocale ce n'era rimasto qualcuno ( Corelli, Tucker, il primo Del Monaco). In seguito (e fino ad oggi) tenori così dotati, nel ruolo non se ne sono più sentiti.   Bene per me anche l'Amonasro di Rolando Panerai, dalla dizione nitida e scandita e dagli acuti  timbratissimi. Veramente ottima sotto ogni aspetto l'Amneris di Giulietta Simionato e bene anche Giulio Neri. Riassumendo: un'Aida più che valida.

 

 

 

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10 minuti fa, Pinkerton dice:

 

 

Malgrado sia stata snobbata dalla critica,  Snorlax, quest'Aida dei primi anni '50 merita di essere conosciuta. Vittorio Gui dirige con mano sicura e la compagine dei cantanti, tutti in ottima forma vocale, è di tutto rispetto. La Mancini è un'Aida convenzionale e con qualche sottolineatura veristicheggiante  ma la voce è solida e timbrata. Filippeschi non avrà avuto una personalità spiccatissima ma è un Radames assai attrezzato vocalmente, rigoglioso e squillantissimo e capace anche, in sede di tecnica vocale, di esibire una gamma dinamica facile e sufficientemente varia oltre che appropriata. Negli anni '50 di Radames di simile portata tecnico-vocale ce n'era rimasto qualcuno ( Corelli, Tucker, il primo Del Monaco). In seguito (e fino ad oggi) tenori così dotati, nel ruolo non se ne sono più sentiti.   Bene per me anche l'Amonasro di Rolando Panerai, dalla dizione nitida e scandita e dagli acuti  timbratissimi. Veramente ottima sotto ogni aspetto l'Amneris di Giulietta Simionato e bene anche Giulio Neri. Riassumendo: un'Aida più che valida.

 

 

 

Grazie Pinkerton, sempre puntualissimo nei tuoi rilievi. In realtà anche a me la Mancini poi ha convinto, ma avevo paura di spararne una delle mie visto le grandi e impietose critiche che ho letto, anche in questo Forum, nei riguardi del soprano romano.

Comunque alla fine, questa registrazione, che come tu dici, è stata tanto snobbata, tanto da essere persino dimenticata, risulta essere l'Aida più soddisfacente ed equilibrata in mio possesso...

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Louis Théodore GOUVY
Sinfonietta in re maggiore op. 80

Deutsche Radio Philharmonie Saarbrucken Kaiserslautern
Jacques Mercier

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Isaac ALBENIZ
Suite espanola
(orch. Rafael Fruhbeck de Burgos)

New Philharmonia Orchestra
Rafael Fruhbeck de Burgos

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Franz Schubert, Sinfonia n. 8 "Incompiuta", Berliner Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler (live 15/IX/1953)

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...una delle tante preziose gemme tratte dallo splendido cofanetto Audite che raccoglie tutti i live per la RIAS. Qualità audio superlativa, se qualcuno amante del direttorissimo, o della buona musica in generale :P,  non ce l'avesse, se l'accaparri prima che sparisca. Testimonio che ho le medesime registrazioni edite da altre case discografiche e non c'è paragone!

Dedico, ovviamente, a @superburp e a @Nitriero Cavalleone e a chi gradisce!

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Georg Philipp TELEMANN
Concerti e sonate per viola da gamba

Hille Perl
Freiburger Barockorchester
Petra Mullejans

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Disco semplicemente stupendo

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10 ore fa, Majaniello dice:

Vedo sopra che si parlava di Patetica, mi è capitato di rispolverare (molto rapidamente) alcuni movimenti di sinfonie di Tchaikovsky in questi giorni. Ne ho ricevuto un'impressione pessima! non è tanto la sintonia con l'autore e i suoi tormenti (che ho perso ormai da anni), quella non ce l'ho neanche con Bruckner, piuttosto mi sono sembrate proprio composizioni rudimentali, ripetitive, retoriche... non skippare è stato impossibile. Certo, i temi magnifici abbondavano, c'è da dire, ma non è che basti a scrivere una sinfonia. E' proprio vero che al popolo basta la bella melodia per essere contento, panem et circenses.

Sono d'accordo con te su tutta la linea... Credo sia la prima volta in assoluto che capita :crying_anim02:!

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8 ore fa, Madiel dice:

Non è detto che ti presterà il libro a breve, prima deve capire come scrivere minuetti weberniani. Lo sai che burpo è lento e ci metterà un po' :cat_lol:

Devo capire le istruzioni di montaggio della serie, dopodiché sarà fatta :lol:.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in Re minore per flauto e orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach, primogenito di J.S.Bach

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7 ore fa, Antiphonal dice:
Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in Re minore per flauto e orchestra di Carl Philipp Emanuel Bach, primogenito di J.S.Bach

Il primogenito era Wilhelm Friedemann, più vecchio di quattro anni.

A proposito di Bach (Johann Sebastian) ieri avevo voglia di ascoltare, dopo un lungo periodo di disintossicazione, le trascrizioni di Stokowski. Tra le tante incisioni che ha fatto, secondo me quelle con l'orchestra filarmonica ceca per la Decca sono le migliori. Il tipico sound spesso e scintillante degli archi è inimitabile. Al riascolto, mi sono convinto che come orchestratore, Stokowski non era da meno che come direttore. 

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On 10/5/2018 at 14:06, Majaniello dice:

@Wittelsbach mi sai suggerire un sinfonista russo ottocentesco (pre-1899 quindi) con un minimo di capacità di sviluppo formale? Non Rimsky (che scriveva poemi sinfonici mascherati), non Borodin (troppo ingenuo)... forse il giovane Glazunov? so che sei un esperto...

Con un minimo di capacità dici?
Balakirev, Sergei Taneiev.

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23 ore fa, Snorlax dice:

La Quarta di Taneyev è stata pubblicata nel 1901, ma è stata finita nel 1898...quindi dai, sono ancora nei tempi!:PFammi sapere come l'hai trovata!

Ne ho ascoltato un pezzo... Taneyev di certo conosceva il contrappunto però... ti chiedi sempre dove voglia andare a parare, ho fatto fatica a seguirlo, la felicità tematica di Tchaikovsky poi mi pare davvero lontana, boh riproverò.

3 minuti fa, Wittelsbach dice:

Con un minimo di capacità dici?
Balakirev, Sergei Taneiev.

Giustappunto... Balakirev stava nel "gruppo" vero? credo di non aver mai sentito nulla di suo.

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Comunque la parola chiave è "minimo". Non ti aspettare delle genialate.
Al massimo potresti indagare Grechaninov, che scrive in quello stile ma è del Novecento.
Però se si naufraga nel Novecento bisognerà pur dire che quello che risponde davvero a questi requisiti è Miaskovski, un mezzo genio senza alcun dubbio.

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Gounod, sinfonie n.°1-2 (Marriner). Sono proprio due sinfonie piacevoli da ascoltare. A giobar.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Comunque la parola chiave è "minimo". Non ti aspettare delle genialate.
Al massimo potresti indagare Grechaninov, che scrive in quello stile ma è del Novecento.
Però se si naufraga nel Novecento bisognerà pur dire che quello che risponde davvero a questi requisiti è Miaskovski, un mezzo genio senza alcun dubbio.

Beh, non sono d'accordo sul fatto che Balakirev sia un minimo. Le due sinfonie sono opere senz'altro riuscite e importanti, anche a prescindere dalle fisime formaliste di Maja.E comunque a Balakirev si devono almeno due veri capolavori, il poema sinfonico Tamara e la fantasia per pianoforte Islamey (mi sembra strano che Maja non l'abbia mai sentita perché è nel repertorio di molti grandi pianisti di ieri e di oggi).

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25 minuti fa, giobar dice:

Beh, non sono d'accordo sul fatto che Balakirev sia un minimo.

C'è stato un malinteso. Non mi riferivo alla statura del compositore, quanto piuttosto al requisito di un minimo di "capacità di sviluppo formale", che non è da tutti:
Le due Sinfonie di Kalinnikov per me una decina d'anni fa furono una grandissima scoperta, e se guardi il vecchio thread dei capolavori nascosti mi vedrai citarle.

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Comunque, tra un casino e l'altro, sono arrivato al quinto cd su 60, arriveranno le consuete analisi nel thread deputato.
Sulle esecuzioni, posso dire che apprezzo molto più Harnoncourt di Leonhardt, che ha un'orchestra dal suono più tagliente e abrasivo, e che trovo fin troppo gelido.

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2 ore fa, giobar dice:

Beh, non sono d'accordo sul fatto che Balakirev sia un minimo. Le due sinfonie sono opere senz'altro riuscite e importanti, anche a prescindere dalle fisime formaliste di Maja.E comunque a Balakirev si devono almeno due veri capolavori, il poema sinfonico Tamara e la fantasia per pianoforte Islamey (mi sembra strano che Maja non l'abbia mai sentita perché è nel repertorio di molti grandi pianisti di ieri e di oggi).

Alludevo al Balakirev delle sinfonie... 

3 ore fa, Wittelsbach dice:

Comunque la parola chiave è "minimo". Non ti aspettare delle genialate.
Al massimo potresti indagare Grechaninov, che scrive in quello stile ma è del Novecento.
Però se si naufraga nel Novecento bisognerà pur dire che quello che risponde davvero a questi requisiti è Miaskovski, un mezzo genio senza alcun dubbio.

Sì se entriamo nei primi del '900 abbiamo diverse grandi sinfonie, anche non russe (Ives, Sibelius, Langgaard ecc). Mi chiedevo se esistesse una sinfonia tardo-ottocentesca di una certa qualità, alternativa ai soliti modelli tedeschi, atteso che escludo Dvorak (stesso discorso di Tchaikovsky, ma con ancor meno talento) e ancor più tutto il sinfonismo francofono post-wagneriano (Franck, D'Indy, Chausson, Magnard, Widor ecc), autori a mio avviso di molto inferiori al loro modello (che pure detesto, ma almeno era un grande compositore). in Francia salvo la sinfonia 3 di Saint-saens e quella di Dukas. Kalinnikov mi pare un buon esempio di "capolavoro nascosto": nessuna genialata, ma temi discretamente memorabili uniti ad una certa coerenza formale. Anton Rubinstein invece mi pare un altro pataccone.

edit: c'è anche Enescu tra i sinfonisti tardoromantici del '900.

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3 ore fa, Majaniello dice:

Ne ho ascoltato un pezzo... Taneyev di certo conosceva il contrappunto però... ti chiedi sempre dove voglia andare a parare, ho fatto fatica a seguirlo, la felicità tematica di Tchaikovsky poi mi pare davvero lontana, boh riproverò.

Sì, ma caro Maja la felicità tematica di Ciaikovskij ce l'avranno avuta sì e no altri tre o quattro compositori in tutta la storia della musica! :P

E la Prima di Scriabin? (Con le altre due andiamo fuori tempo massimo...)

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5 ore fa, giordanoted dice:

A proposito di Bach (Johann Sebastian) ieri avevo voglia di ascoltare, dopo un lungo periodo di disintossicazione, le trascrizioni di Stokowski. Tra le tante incisioni che ha fatto, secondo me quelle con l'orchestra filarmonica ceca per la Decca sono le migliori. Il tipico sound spesso e scintillante degli archi è inimitabile. Al riascolto, mi sono convinto che come orchestratore, Stokowski non era da meno che come direttore

Concordo alla grande. Ho anche le successive registrazioni con la London Symphony, ma quelle DECCA Phase4, le superano, sarà la strepitosa del suono, sarà l'esecuzione dal vivo, o magari il particolare suono dell'orchestra ceca. Fatto sta che in quel 1972 i praghesi si beccarono un gran bel concerto, poiché oltre alle trascrizioni bachiane furono eseguiti le Variazioni Enigma di Elgar e Il Poema dell'estasi di Scriabin. Fortunatamente per i posteri, tutto è stato messo su disco.

E l'orchestrazione dei Quadri di Mussorgskij ti aggrada? Io la trovo molto sottovalutata...

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10 minuti fa, Snorlax dice:

E l'orchestrazione dei Quadri di Mussorgskij ti aggrada? Io la trovo molto sottovalutata...

Dovrei risentirla, è un po' che non ascolto la sua versione dei Quadri. Mi piace moltissimo anche l'orchestrazione della mazurka di Chopin e della Cattedrale sommersa di Debussy, che ho ascoltato dopo le trascrizioni bachiane. Certo, sono versioni grandiloquenti, del resto Stokowski era stato organista da giovane, quando l'organo era diventato uno strumento dalla sontuosità fonica impressionante. Questo ha sicuramente avuto un ruolo nella sua concezione del suono.

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8 minuti fa, Snorlax dice:

E la Prima di Scriabin? (Con le altre due andiamo fuori tempo massimo...)

E' quella corale? me la ricordo una mattonata proto-rachmaninoviana...

un tempo avevo messo tra le sinfonie ottocentesche da salvare persino la Faust di Liszt (terribile). Mi piace ancora Scheherazade, ma non è propriamente una sinfonia (oddio, neanche la Fantastica di Berlioz lo è).

Alla fine mi piace di più l'800 cameristico... sono un rivoluzionario da salotto :rofl:

Da riscoprire la musica sacra dell'800, piuttosto.

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