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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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Buona Giornata a @Wittelsbach che ringrazio per la gradita dedica ed a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in mi minore per Flauto e Orchestra di Johann Joachim Quantz:

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Molto piacevole!


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All'ascolto dell'Op. 77 di J. Brahms, per J. Jansen e A. Pappano 2015.

La non urgenza come intensità situazionale: sapidazionale e formale insieme.

Un'intenzione d'ombreggiature non banale, e nel senso di una resa di percorrenze e luoghi, diciamo fiabeschi e perciò risolti seppure miticamente, confermata nella cadenza.

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Robert Schumann, Sinfonia n. 4 in re minore, Wiener Philharmoniker, Karl Bohm

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...a chi gradisce...

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Such a fun ...!

 

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Ascolto l'Op. 7 di J. Sibelius, per O. Vänskä 2016.

Come a dire: fosse per noi un Orff lo avremmo gradito più divertente :-)

 

 

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Bartok: Il Mandarino meraviglioso suite

Chicago SO, Martinon

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WOLFGANG AMADEUS MOZART
Sinfonia Concertante per violino e viola K 364
Amati Chamber Orchestra
Yuri Gandelsman vla - Gil Sharon vl. e direzione

Sinfonia Concertante per fiati K 297b
Nieuw Sinfonietta Amsterdam/Lev Markiz

Da un cd allegato alla rivista Amadeus

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Varèse: Arcana (1927)

Chicago SO, Martinon

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Hector Berlioz, Ouvertures, Orchestre du Théatre National de l'Opera, André Cluytens

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...dedico (sperando sia di suo gradimento!:rolleyes:) a @Majaniello!

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Alexander SCRIABIN
Sonata per pianoforte n. 3 in fa diesis minore op. 23

Vladimir Sofronitzky

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in sol minore per due flauti e orchestra di Johann Joachim Quantz

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La Johannes Passion di Gardiner ha gli stessi pregi di quella secondo san Matteo.
Il coro è potentissimo per colore ed espressività, e stupisce per il magistero tecnico.
Del cast, a svettare è l'evangelista del solito Anthony Rolfe-Johnson, davvero al suo massimo qui.
Degli altri, Michael Chance è corretto, così come si apprezzano i tenori Rufus Muller e (soprattutto) Neil Archer. Gutturale e sconnesso Cornelius Hauptmann, modesta Ruth Holton e debole, privo di carisma il Cristo di Varcoe.

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17 ore fa, Snorlax dice:

Hector Berlioz, Ouvertures, Orchestre du Théatre National de l'Opera, André Cluytens

R-9137676-1479060472-2671.png.jpg

...dedico (sperando sia di suo gradimento!:rolleyes:) a @Majaniello!

Grazie Snorl! 

Ricambio con:

10569208.jpg

40 minuti fa, Wittelsbach dice:

 

La Johannes Passion di Gardiner ha gli stessi pregi di quella secondo san Matteo.
Il coro è potentissimo per colore ed espressività, e stupisce per il magistero tecnico.
Del cast, a svettare è l'evangelista del solito Anthony Rolfe-Johnson, davvero al suo massimo qui.
Degli altri, Michael Chance è corretto, così come si apprezzano i tenori Rufus Muller e (soprattutto) Neil Archer. Gutturale e sconnesso Cornelius Hauptmann, modesta Ruth Holton e debole, privo di carisma il Cristo di Varcoe.

Witt però copia queste recensioni in "Bach", peccato si perdano nel mare magno di questo topic.

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

R-7029645-1453904023-7308.jpeg.jpg

La Johannes Passion di Gardiner ha gli stessi pregi di quella secondo san Matteo.
Il coro è potentissimo per colore ed espressività, e stupisce per il magistero tecnico.
Del cast, a svettare è l'evangelista del solito Anthony Rolfe-Johnson, davvero al suo massimo qui.
Degli altri, Michael Chance è corretto, così come si apprezzano i tenori Rufus Muller e (soprattutto) Neil Archer. Gutturale e sconnesso Cornelius Hauptmann, modesta Ruth Holton e debole, privo di carisma il Cristo di Varcoe.

Concordo anche qui, il punto dolente di queste incisioni sono proprio i ruoli di basso: se va bene c'è Olaf Bar (che ricordo però imponente Gesù con Solti, incisione tra le "romantiche" che ascolto ancora con piacere, non so se la conosci), se va male Hauptmann che è davvero incolore e "cigolante". Varcoe vabbè poverino non funziona mai. Rolfe-Johnson lo trovo idiomaticissimo, a metà anni '80 ha fatto anche lui cose pregevoli: Monteverdi, Britten, certo Mozart. Poi è declinato, anche perchè i mezzi vocali erano limitati e si è impegnato (o lo hanno impegnato) in repertorio troppo gravoso per la sua voce.

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FRITZ KREISLER
Liebesfreud Liebesleid
(Ruggiero Ricci, Fritz Kreisler, Jascha Heifetz, David Oistrakh, Christian Ferras, Shlomo Mintz, Gidon Kremer, Anne-Sophie Mutter)

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Non avevo mai ascoltato niente di Kreisler: niente male questo doppio antologico, mi piace questa musica con a tratti persino qualche sentore jazzistico e in altri aspetti fortemente legata al passato.

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On ‎16‎/‎04‎/‎2018 at 18:21, Madiel dice:

Varèse: Arcana (1927)

Chicago SO, Martinon

Eh, uno degli Arcana migliori di sempre :o

On ‎16‎/‎04‎/‎2018 at 15:15, Madiel dice:

Bartok: Il Mandarino meraviglioso suite

Chicago SO, Martinon

Un'ottima edizione.

L'esplorazione della raccolta Chicago-Martinon riserva delle interessanti sorprese. Per esempio, non sapevo avesse inciso anche questi (conosco solo i successivi per EMI)

Ravel: La Valse, Boléro

idem

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Arrivato oggi un altro boxino di Stokowski, da cui ho appena finito di ascoltare...

Manuel de Falla, El amor brujo, Shirley Verrett, Philadelphia Orchestra, Leopold Stokowski

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Sebbene Stokowski abbia inciso precedentemente altre volte il capolavoro di de Falla, questo disco risulta essere assai significativo in quanto sancisce il ritorno, dopo decenni, del direttore inglese alla sua amata Philadelphia Orchestra. In realtà conosco poche altre versioni del balletto di de Falla - ho quella con Navarro (con la Berganza) e quella di Ansermet (perdonatemi, ma non ricordo la solista) - ma questa le surclassa entrambe ampiamente. Entrambe le versioni che conoscevo, mi sembrano sbiancate, opache, dopo avere sentito questa. Certo Stokowski, ma questo oramai è risaputo, si prende qualche libertà, ritocca l'orchestrazione qua e là, ma il risultato è sorprendente, coloratissimo, massimamente atmosferico. Le Danze vengono rese benissimo, suono lussureggiante ma mai patinato, e comunque, Stokowski fa tirare fuori gli artigli agli splendidi fiati della Philadelphia (una prima tromba strepitosa), ottenendo, per l'appunto, un risultato graffiante. Merito della splendida riuscita è anche Shirley Verrett, che riesce a surclassare la Berganza, nonostante l'handicap della lingua. La cantante americana sembra tagliata apposta per questa parte, infatti con il suo timbro, lievemente gutturale, sembra veramente di avere una cantante di Flamenco davanti agli occhi. Stokowski inoltre, grazie ai suoi personalissimi tocchi, dà alla cantante svariate occasioni per esprimersi appieno (per esempio gli inaspettati ritenuti nella Canzone dell'amor dolido). Un ascolto da cui tutti i fan di Manuel de Falla non possono prescindere.

Dedico a @Wittelsbach, @Majaniello e @zeitnote e a tutti quelli che gradiscono...

 

 

 

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Charles-Marie WIDOR
Sonata per flauto e pianoforte op. 34

James Galway, flauto
Christopher O'Riley, pianoforte

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con i concerti da camera di Antonio Vivaldi:

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Buongiorno a tutti :wub:

Mozart K 138 Divertimento in F 1st mov. Allegro 

 

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20 ore fa, Ives dice:

Concordo anche qui, il punto dolente di queste incisioni sono proprio i ruoli di basso: se va bene c'è Olaf Bar (che ricordo però imponente Gesù con Solti, incisione tra le "romantiche" che ascolto ancora con piacere, non so se la conosci), se va male Hauptmann che è davvero incolore e "cigolante". Varcoe vabbè poverino non funziona mai. Rolfe-Johnson lo trovo idiomaticissimo, a metà anni '80 ha fatto anche lui cose pregevoli: Monteverdi, Britten, certo Mozart. Poi è declinato, anche perchè i mezzi vocali erano limitati e si è impegnato (o lo hanno impegnato) in repertorio troppo gravoso per la sua voce.

21 ore fa, Majaniello dice:

 

Witt però copia queste recensioni in "Bach", peccato si perdano nel mare magno di questo topic.

Avete ragione ambedue!

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Con la "prima volta" della Messa in si minore di Gardiner abbiamo a che fare con un'edizione sempre e comunque celebrata, nella quale molti, come sempre, sono i motivi di gradimento.
Ne volevo parlare perché vorrei approfondirla. Io la posseggo in uno dei famigerati box antologici, quello con la copertina rossa: magnifica occasione di risparmio, ma purtroppo secca perdita editoriale, dato che il libriccino è solo uno striminzito sunto delle track, mentre l'edizione originaria prevedeva senz'altro i bei libelli tipici della Archiv, magari con notazioni scritte da Gardiner stesso.
Ecco, dal libretto mi sarebbe piaciuto sapere come mai, ogni tanto, al posto o insieme al coro intero cantano alcuni solisti. In base a che criterio Gardiner decide di farli cantare qui sì e lì no? E' un'approccio che sta a metà strada tra il coro intero e le cosiddette "parti reali", sia pure con predilezione per il tessuto corale più denso. Queste voci "semisolistiche" in certi casi sono veramente disastrose: sentire il controtenore, certo Ashley Stafford (cercare il suo sito internet, si dedica perfino all'osteopatia), che attacca la parte centrale del Kyrie con suoni durissimi.
In ogni caso, la prestazione del coro Monteverdi la trovo al di sopra di ogni lode, per precisione, colore e calore. Nonché, aggiungo, per la pronuncia del latino, davvero curata non solo nella dizione ma anche nell'accento.
L'orchestra segue sulla stessa lunghezza d'onda (le trombe poi sono gloriose). Dissento su alcune scelte interpretative: cos'è quel finale del Crucifixus in cui il coro sembra smettere di cantare per far "morire" il brano?

Quanto al canto, ammetto che mi è piaciuta senza riserve Nancy Argenta, voce sopranile morbida, corretta e soprattutto con una pronuncia del latino che non ha nulla di anglosassone. Non è male neanche Patrizia Kwella, che pure è impensierita dai modesti acuti. Michael Chance nell'Agnus Dei è un po' troppo fisso, ma complessivamente ci dà una discreta prestazione contraltile. Tra i tenori, non male Howard Milner nel duetto, ma assolutamente disastroso il carneade Wynford Evans nel sublime Benedictus: senza voce, e per giunta accompagnato da un flauto a becco che stona parecchio e pare asmatico, poiché l'esecutrice Lisa Beznosiuk prende fiato troppo spesso, spezzando un'infinità di frasi nel loro mezzo. Modesti i due bassi, con Stephen Varcoe che nel Quoniam non stringe amicizia con l'intonazione, ma che pare più timbrato e solido del Richard Loyd Morgan che affronta insipidamente l' Et in spiritum sanctum.

In ogni caso, che coro ragazzi!

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Ospite


Si passa dai giochi sull'acqua alle scosse elettriche e dai turbini delle correnti d'aria agli sommovimenti tellurici, come se gli elementi di cui siamo fatti fossero proprio i miti. Un uso davvero spregiudicato del violino. 

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Non conosco Arnold! per essere un outsider in forum va forte (ricordo che ha diversi fans). Leggo: He admitted once in an interview that the major influences on him had been Berlioz, Mahler, Sibelius, Bartók and jazz. 

edit: il tema dell'andante in effetti è Mahler 100%...

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