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Madiel

Cosa state ascoltando ? Anno 2018

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1 ora fa, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Curlew River, P. Pears, J. Shirley-Quirk, H. Blackburn, B. Drake, English Opera Group Chorus & Orchestra sotto la supervisione di Benjamin Britten e Viola Tunnard

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...dedico a @superburp, @Madiel, @Majaniello, @Ives e a chi gradisce...

Ma sai che non ho mai ascoltato questo pezzo ? E' considerato all'unanimità, credo, un capolavoro ma non ho mai avuto occasione di indagare!

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23 ore fa, Snorlax dice:

Edgard Varèse, Arcana/Intégrales/Ionisation, Los Angeles Philharmonic Orchestra. Zubin Mehta

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Non conosco molte alternative, ma che disco ragazzi! Ogni volta che ascolto queste incisioni californiane di Mehta, mi sorprendo (negativamente) di come si sia bruciato troppo in fretta questo direttore. Ho Arcana anche diretta da Pierino Boulez con la Filarmonica di New York, che sarà pure un'esecuzione più analitica, ma in confronto a questa me la ricordo di una mosciaggine :P sconcertante. Riascoltarlo dopo (tantissimo) tempo è stata una buona idea, quasi quasi poi vado avanti con Kraft...

Dedico a @Madiel e a @superburp, ma anche a chi gradisce...

E' un disco importante, ma in discoteca ho solo le ristampe dei pezzi di Kraft (diretti benissimo a dire il vero, le ho pure caricate su youtube). Pierino è valido, ma vanno bene (e pure meglio) Martinon e Chailly. Per fortuna Arcana è un pezzo ben servito in disco e le edizioni di riferimento non mancano.

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1 ora fa, Madiel dice:

Ma sai che non ho mai ascoltato questo pezzo ? E' considerato all'unanimità, credo, un capolavoro ma non ho mai avuto occasione di indagare!

Madiel, aspetto trepidante una tua indagine allora:rolleyes:. Mi fido di chi lo considera un capolavoro; di sicuro è la porta d'accesso alla tarda maturità britteniana, nonché, a mio parere, uno dei pezzi più complessi e difficili del compositore britannico, anche a causa del sincretismo di elementi che vi è presente. Basti pensare che si tratta di una church parable (la prima di tre), con un argomento tutt'altro che religioso e fortemente influenzata dal teatro Noh giapponese. Il libretto di Plomer è molto terreno, quasi naif, mentre la musica di Britten si muove in una atmosfera di misteriosa rarefazione, in cui è compresente un'estrema libertà - l'uso personalissimo di differenti forme e stili, il trattamento originalissimo dell'esigua e poco ortodossa compagine strumentale, ma anche un grande rigore - la straniante presenza di sole voce maschili, in ossequio alla tradizione del genere - che fanno del Curlew River una delle chiavi di volta di tutta la produzione britteniana. Pur scorgendone la grandezza, è un pezzo che non sono ancora riuscito a ben comprendere, spero col tempo di ruscire di apprezzarlo sempre di più... magari una tua lettura, mi faciliterà il compito...;)

Io posseggo l'esecuzione supervisionata dall'autore - che penso basti e avanzi - ma da quel che so ne esiste anche una incisione di Marriner che non dovrebbe essere niente male...

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32 minuti fa, Snorlax dice:

Madiel, aspetto trepidante una tua indagine allora:rolleyes:. Mi fido di chi lo considera un capolavoro; di sicuro è la porta d'accesso alla tarda maturità britteniana, nonché, a mio parere, uno dei pezzi più complessi e difficili del compositore britannico, anche a causa del sincretismo di elementi che vi è presente. Basti pensare che si tratta di una church parable (la prima di tre), con un argomento tutt'altro che religioso e fortemente influenzata dal teatro Noh giapponese. Il libretto di Plomer è molto terreno, quasi naif, mentre la musica di Britten si muove in una atmosfera di misteriosa rarefazione, in cui è compresente un'estrema libertà - l'uso personalissimo di differenti forme e stili, il trattamento originalissimo dell'esigua e poco ortodossa compagine strumentale, ma anche un grande rigore - la straniante presenza di sole voce maschili, in ossequio alla tradizione del genere - che fanno del Curlew River una delle chiavi di volta di tutta la produzione britteniana. Pur scorgendone la grandezza, è un pezzo che non sono ancora riuscito a ben comprendere, spero col tempo di ruscire di apprezzarlo sempre di più... magari una tua lettura, mi faciliterà il compito...;)

Io posseggo l'esecuzione supervisionata dall'autore - che penso basti e avanzi - ma da quel che so ne esiste anche una incisione di Marriner che non dovrebbe essere niente male...

Sì, sono notizie che mi erano già note, in astratto è un pezzo che "conosco" per studi fatti sul repertorio inglese. Non molto tempo fa stavo pure per acquistarlo in disco. Dovrebbe perfino piacermi perché il Britten cameristico mi è sempre stato molto gradito. Sarà la volta che mi decido veramente...

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Stasera niente ascolti, ho passato una giornata divertentissima con un grande amico del web che ho conosciuto di persona dopo 15 anni (quindici !) di email :o Una giornata indimenticabile su e giù per la Costa a parlare di tutto e di più. Stanco morto, mi rifugio nella lettura di un libro nella prima edizione italiana consegnato proprio stamane : il 10° volume della New Oxford History of Music :cat_smile: Un volume che, nonostante i cinquant'anni alle spalle, è ancora validissimo sulla musica di fine ottocento e primo novecento.

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Curlew River di Britten è bellissimo, l'ho ascoltato dal vivo. È una riscrittura di una leggenda giapponese, quelle atmosfere di perdita e di dolore nei bambini che erano tanto congeniali a Britten, come Giro di vite. La musica è traslucida, molto meno spessa di opere come Billy Budd o Peter Grimes, infatti l'orchestra, mi pare di ricordare, è molto ridotta. Ci vogliono però buoni cantanti. L'opera incisa da Britten sicuramente sarà validissima anche da questo punto di vista. Ricordo la rappresentazione, allestita nella basilica romana di Santa Maria in Aracoeli, come una specie di sogno. 

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46 minuti fa, Snorlax dice:

Madiel, aspetto trepidante una tua indagine allora:rolleyes:. Mi fido di chi lo considera un capolavoro; di sicuro è la porta d'accesso alla tarda maturità britteniana, nonché, a mio parere, uno dei pezzi più complessi e difficili del compositore britannico, anche a causa del sincretismo di elementi che vi è presente. Basti pensare che si tratta di una church parable (la prima di tre), con un argomento tutt'altro che religioso e fortemente influenzata dal teatro Noh giapponese. Il libretto di Plomer è molto terreno, quasi naif, mentre la musica di Britten si muove in una atmosfera di misteriosa rarefazione, in cui è compresente un'estrema libertà - l'uso personalissimo di differenti forme e stili, il trattamento originalissimo dell'esigua e poco ortodossa compagine strumentale, ma anche un grande rigore - la straniante presenza di sole voce maschili, in ossequio alla tradizione del genere - che fanno del Curlew River una delle chiavi di volta di tutta la produzione britteniana. Pur scorgendone la grandezza, è un pezzo che non sono ancora riuscito a ben comprendere, spero col tempo di ruscire di apprezzarlo sempre di più... magari una tua lettura, mi faciliterà il compito...;)

Io posseggo l'esecuzione supervisionata dall'autore - che penso basti e avanzi - ma da quel che so ne esiste anche una incisione di Marriner che non dovrebbe essere niente male...

Credo che la visione scenica sia molto importante... c'è una scena molto importante dell'attraversamento del fiume... è una specie di collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti. In generale, è un'opera che secondo me beneficia molto di una qualche forma di rappresentazione, proprio per i suoi forti elementi allegorici e la sua tensione emotiva.

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la Sinfonia n.2 in Re maggiore di Muzio Clementi:

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11 ore fa, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Curlew River, P. Pears, J. Shirley-Quirk, H. Blackburn, B. Drake, English Opera Group Chorus & Orchestra sotto la supervisione di Benjamin Britten e Viola Tunnard

...dedico a @superburp, @Madiel, @Majaniello, @Ives e a chi gradisce...

Grazie, conosco il pezzo. E' una concezione dell'Opera ridotta all'essenza, scarnificata e spiritualizzata, qualcosa che Britten riprese poi con The Prodigal Son e The Burning Fiery Furnace. Ricambio con:

 

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52 minuti fa, Fibbo dice:

Grazie, Fibbo. Contemporaneo inglese di Handel e di lui acerrimo nemico, soprattutto dopo che il Sassone gli fu preferito per la composizione della musica cerimoniale dell’incoronazione di Giorgio II. E' un autore dal discreto artigianato musicale, un suo TeDeum è in catalogo Channel Classics abbinato a quello di Utrecht handeliano. Questo disco Cedille è un lusso, brani gradevoli e interpreti eccellenti:

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Però, ricambio con:

 

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Sono in debito con @Snorlax di un po' di dediche:

secondo me ti piace anche, sembra Shostakovich. 

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53 minuti fa, Ives dice:

Grazie, Fibbo. Contemporaneo inglese di Handel e di lui acerrimo nemico, soprattutto dopo che il Sassone gli fu preferito per la composizione della musica cerimoniale dell’incoronazione di Giorgio II. E' un autore dal discreto artigianato musicale, un suo TeDeum è in catalogo Channel Classics abbinato a quello di Utrecht handeliano. Questo disco Cedille è un lusso, brani gradevoli e interpreti eccellenti:

 

quel CD di Greene purtroppo non è in mio possesso....grazie per la segnalazione

dopo l'Haydn di ieri, sto continuando con un altro magnifico CD di Pogorelich
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a te, @Majaniello , @superburp

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Questo audio radiofonico alla RAI di Roma del 1970 fu proposto dalla Arkadia tanti anni fa, ora se ne appropria la Sony, presumo per il centenario di Bernstein. Nulla a che vedere con lo splendido Fidelio successivo in studio (e in video) coi Wiener, ne siamo lontani anni luce. Bernstein qui dirige il traffico e pure svogliatamente e in preda a una frenesia sbrigativa con poco senso se non quello di finire prima la serata; l'orchestra è fallace, il coro stona ovunque e i cantanti sono sgraziatissimi, nonostante i grandi nomi in ballo (forse il migliore, il più "umano" è Theo Adam) ma molti a fine corsa. Audio discreto per le voci, confuso per l'orchestra.

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Gustav Mahler 

Sinfonia n.1 in re maggiore "Titano"

Chicago Symphony Orchestra 

Direttore, Carlo Maria Giulini 

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Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY
SInfonia n. 3 in la minore op. 56 "Scozzese"

Kolner Rundfunk-Sinfonieorchester
Dimitri Mitropoulos

Registrazione che precede di una sola settimana la tragica morte del direttore sul podio della Scala. Non si direbbe certo la prova di una persona gravemente malata, tali sono l'energia, la concentrazione, la lucidità, l'attenzione alle sfumature e il piglio quasi guerriero che caratterizza alcuni momenti. Una prestazione superlativa, forse la più bella "Scozzese" che abbia ascoltato in disco.

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2 ore fa, .Andrea dice:

e con Horos da qui:

Risultati immagini per xenakis tamayo horos

A @Madiel e @Majaniello

 

eh, stasera hai mangiato pesante... :D:D 

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Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la Sinfonia n.4 in Re maggiore di Muzio Clementi

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Feruccio Busoni, Fantasia da J.S. Bach BWV 253

Pianista Igor Levit

(Ascolto da Spotify l'ultimo disco, intitolato "Life", quasi tutto composto di trascrizioni, di questo pianista di cui sento molto parlare e che però non avevo mai ascoltato).

p.s.

Alla prima impressione mi sembra bello scocciato (romanesco per: fuori di testa) questo Levit, ma sarà scocciato vero o posa? Spero la prima.

Comunque Nietzsche l'avrebbe odiato.

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On 9/10/2018 at 20:32, Snorlax dice:

Benjamin Britten, Curlew River, P. Pears, J. Shirley-Quirk, H. Blackburn, B. Drake, English Opera Group Chorus & Orchestra sotto la supervisione di Benjamin Britten e Viola Tunnard

51VLKdooUlL._SS500.jpg

...dedico a @superburp, @Madiel, @Majaniello, @Ives e a chi gradisce...

 

18 ore fa, il viandante del sud dice:

Sono tutti pezzi che non conosco, prima o poi li ascolterò (chissà quando però :D).

Ricambio con una farsa giovanile di Rossini, La cambiale di matrimonio (Benedetti-Michelangeli), sperando vi piaccia.

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Salve, sono nuovo del forum. Finalmente qualcosa di sensato e ben fatto per tutti i cultori di musica classica.

Ultimamente, sto ascoltando le suite inglesi di J.S. Bach (naturalmente), interpretate da Blandine Rannou. Ancora non conoscevo questa versione (a parte la VI suite), poiché la mia passione per quel meraviglioso strumento denominato clavicembalo è arrivata tardi rispetto all'uscita di questo doppio CD della Zig Zag Territoires (2003). Per fortuna che, pochi mesi addietro, ci ha pensato Alpha a ripubblicare questo incisione, ora disponibile a medio prezzo. Devo pur dire che già conoscevo la Rannou per le sue interpretazioni discografiche di Rameau e di F. Couperin (dischi bellissimi, raffinati), apprezzando moltissimo l'approccio di questa clavicembalista. Anche nelle suite inglesi non mi ha affatto deluso e sono arcicontento per questo acquisto.

Amo moltissimo anche la lettura di Pascal Dubreuil su CD Ramée (incisione del 2013).

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