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fraghila

Incostanza nello studio

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Salve a tutti.
Mi piacerebbe aprire una discussione circa l'incostanza nello studio. Chi è che soffre di questa "malattia"? Io ne sono affetta, sfortunatamente, e nonostante i mille tentativi di pianificare lo studio, di pormi degli obiettivi, di sforzarmi a studiare anche controvoglia, non riesco mai a studiare per 6 giorni di fila (togliendo la domenica) in maniera concentrata e produttiva. Questo genera in me frustrazione e pensieri negativi. So di avere molto potenziale, ma allo stesso tempo so di avere questo grosso limite, dovuto probabilmente alla mia poca tenacia di fronte alle difficoltà che lo studio di uno strumento prevede, o forse anche a scarse motivazioni, e ad un insegnante mediocre. Ho 23 anni, sono al terzo anno di Conservatorio, e per l'età che ho dovrei aver raggiunto un certo livello, che invece manca.
Considerazioni, esperienze, soluzioni a riguardo?

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33 minuti fa, Wittelsbach dice:

Devi provare a riflettere e a capire che cosa vuoi fare del tuo futuro.

Direi di sì. In effetti, se penso a me stessa flautista fra qualche anno, non so se mi ci vedrei. Per certi versi sì, ma per altri no. Ho un lato creativo che è stato sopito, a cui vorrei dare sfogo, ma pare che attualmente dorma sonni profondi. La rigidità del Conservatorio e della musica classica a volte mi sta un po' stretta, però d'altra parte mi farebbe troppo male lasciare, più che altro per il rimpianto che un giorno potrei avere. Forse ho bisogno di capire se davvero posso arrivare da qualche parte, e a che livello. Ho sempre pensato ad una carriera in orchestra, ma da quando frequento l'ambiente accademico, sono rimasta un pochino disillusa. Non è tutto rose e fiori, c'è una competizione da matti e ognuno è pronto a sputare veleno addosso ad un altro. Non so se sono pronta a questo. Il punto è che sento di star sprecando le mie capacità, o meglio, non so quali siano le mie reali capacità, e quali i miei limiti.

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Prova a diplomarti e a cercare fortuna all'estero, in Paesi dove questo mestiere gode di maggior considerazione.

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On 28/11/2017 at 22:48, fraghila dice:

Direi di sì. In effetti, se penso a me stessa flautista fra qualche anno, non so se mi ci vedrei. Per certi versi sì, ma per altri no. Ho un lato creativo che è stato sopito, a cui vorrei dare sfogo, ma pare che attualmente dorma sonni profondi. La rigidità del Conservatorio e della musica classica a volte mi sta un po' stretta, però d'altra parte mi farebbe troppo male lasciare, più che altro per il rimpianto che un giorno potrei avere. Forse ho bisogno di capire se davvero posso arrivare da qualche parte, e a che livello. Ho sempre pensato ad una carriera in orchestra, ma da quando frequento l'ambiente accademico, sono rimasta un pochino disillusa. Non è tutto rose e fiori, c'è una competizione da matti e ognuno è pronto a sputare veleno addosso ad un altro. Non so se sono pronta a questo. Il punto è che sento di star sprecando le mie capacità, o meglio, non so quali siano le mie reali capacità, e quali i miei limiti.

Ciao! mi permetto di consigliarti per prima cosa un insegnante valido, che ti convinca pianamente.

Solo così infatti troverai l'ispirazione, è la condizione minima per fare progressi. Al resto pensaci dopo.

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1 ora fa, muzikant dice:

Ciao! mi permetto di consigliarti per prima cosa un insegnante valido, che ti convinca pianamente.

Solo così infatti troverai l'ispirazione, è la condizione minima per fare progressi. Al resto pensaci dopo.

Ti ringrazio. Mi sembra un ottimo consiglio, e una cosa a cui sto pensando già da molto tempo. Sai per caso consigliarmi un buon insegnante a Napoli, ma anche in Campania? Mi hanno parlato molto bene di Tommaso Rossi. Pensavo anche a Silvia Bellio, primo flauto al Teatro San Carlo, ma non se ne dice granché bene, soprattutto per l'impostazione che dà ai suoi allievi. Fino a poco tempo fa c'era anche Bernard Labiausse, ma non dà più lezioni private.

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Non conosco nessuno di quelle parti :(...

Comunque non hai che da provare per vedere chi ti convince maggiormente. Leggo sul cv di Silvia Bellio che oltre ad avere esperienza all'estero ha studiato con i grandissimi della scuola francese ( Marion- Larrieu-Guyot) e sicuramente un pensierino ce lo farei, anche se non la conosco come didatta.  ( non dare mai ascolto alle malelingue, giudica sempre con le tue orecchie :) ).

 

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