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10 ore fa, il viandante del sud dice:

Quando si dice che la musica allunga la vita!

Non avevo mai sentito parlare della signora - r.i.p. - cosa ha composto?

Anni da avevamo un paio di suoi video su Wellesz, ma poi ce li hanno cancellati :doh: Autrice sviluppatasi negli anni venti, il suo stile riguarda la musica italiana di quel periodo, un po' sul genere di Pizzetti. Ignoro se in seguito se abbia aggiornato il lessico, ma ho il sospetto di no perchè altrimenti sarebbe citata tra i compositori d'avanguardia.

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11 ore fa, il viandante del sud dice:

Quando si dice che la musica allunga la vita!

Non avevo mai sentito parlare della signora - r.i.p. - cosa ha composto?

Anni da avevamo un paio di suoi video (musica corale) su Wellesz, ma poi ce li hanno cancellati :doh: Autrice sviluppatasi negli anni venti, il suo stile riguarda la musica italiana di quel periodo, un po' sul genere di Pizzetti. Ignoro se in seguito se abbia aggiornato il lessico, ma ho il sospetto di no perchè altrimenti sarebbe citata tra i compositori d'avanguardia.

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A 76 anni è scomparso il grande Mariss Jansons, stroncato da un attacco di cuore. Da tempo soffriva di problemi cardiaci, che l'avevano costretto a rinunciare a molti impegni concertistici. Triste anno il 2019 per il mondo della classica, visto il grande numero di decessi illustri.

https://www.apemusicale.it/joomla/news/47-news2019/8598-la-scomparsa-di-mariss-jansons-1943-2019

Jansons_1600x900-1-1120x630.jpg

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RIP😥 già ebbe gravi problemi cardiaci anni fa.

Periodo d'oro, a mio parere, con le orchestre di San Pietroburgo e di Oslo, principalmente con autori russi tardo-romantici:

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Il periodo più recente con il Concertgebouw e poi con l'orchestra della Radio Bavarese, improntato allo scavo dei grandi sinfonisti austro-tedeschi, mi dice poco e niente.

Molto belle alcune sue sinfonie di Shosta:

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2 minuti fa, Ives dice:

RIP😥 già ebbe gravi problemi cardiaci anni fa.

Periodo d'oro, a mio parere, con le orchestre di San Pietroburgo e di Oslo, principalmente con autori russi tardo-romantici:

81e8g7kv9RL._SX425_.jpg61wVahmr6sL._SX466_.jpg

Il periodo più recente con il Concertgebouw e poi con l'orchestra della Radio Bavarese, improntato allo scavo dei grandi sinfonisti austro-tedeschi, mi dice poco e niente.

Molto belle alcune sue sinfonie di Shosta:

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Concordo con te Ives, sia l'ultima parte del periodo ad Amsterdam che sia gli anni finali di quello monacense sono stati avari di esecuzioni memorabili, anzi spesso ho avuto la sensazione che fossero "tirate via". Meglio fare riferimento ai dischi che hai proposto. Anche Shostakovich, pur non essendo tutto allo stesso livello, contiene delle gemme. La simbiosi con l'orchestra della capitale norvegese, invece, rimane un chiaro esempio di come la perfetta affinità tra un direttore e un orchestra "di periferia" possa condurre a risultati eccellenti sia sul piano artistico che su quello tecnico. Io per questo ricorderei anche Dvorak e Sibelius - sebbene quest'ultimo, fin troppo frenetico, non sia proprio my cup of tea:

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A Mariss Jansons devo una delle primissime mie esperienze di ascolto critico e consapevole. Parliamo di circa 40 anni fa, mi stavo appassionando molto alla musica classica e i miei genitori avevano cominciato a portarmi ogni tanto ai concerti. Un bel giorno era in programma la Quinta di Ciaikovski e sul podio era previsto un giovanissimo direttore sovietico, alle prime uscite oltre cortina. Io ero abituato al classico disco di Bernstein, con un approccio tornito e quasi barocco, rifinitissimo in ogni dettaglio e la musica strappacore che sprizzava lacrime e sentimento da ogni dove. Ecco, la visione scabra, violenta, con suoni lacerati e laceranti che offrì Jansons quella sera fu per me la rivelazione di come un capolavoro possa prestarsi a letture plurime, anche inconciliabili tra loro ed egualmente valide. Era malato da tempo e di recente i suoi frequenti e spesso improvvisi forfait avevano destato polemiche. Ma evidentemente non ce la faceva. Riposi in pace.  

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3 ore fa, Ives dice:

RIP😥 già ebbe gravi problemi cardiaci anni fa.

Periodo d'oro, a mio parere, con le orchestre di San Pietroburgo e di Oslo, principalmente con autori russi tardo-romantici:

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Mi fa piacere che citi proprio questi dischi.
Nessuno mi ha fatto piacere la pestifera Seconda di Rachmaninov come lui.

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Lui era di formazione sovietica, quindi approccio a Tchaikovsky simil-Mravinsky analitico, "classicista" e poco propenso alle melensaggini. Lo stesso dicasi per Rach.

@Snorlax concordo, ad esempio è meglio il suo Mahler giovanile con la Oslo Philharmonic (seppur niente di trascendentale) che quello spesso loffio degli anni recenti in Baviera:

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E ha fatto pure Bruckner, almeno le sinfonie maggiori:

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Mi dispiace, anche se è un direttore che conoscevo più di fama che per ascolti veri e propri. Cercherò di ascoltare qualcosa per conoscerlo meglio.

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On 2/12/2019 at 15:42, superburp dice:

Mi dispiace, anche se è un direttore che conoscevo più di fama che per ascolti veri e propri. Cercherò di ascoltare qualcosa per conoscerlo meglio.

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https://www.classicstoday.com/review/review-5747/

E Hurwitz ne confronta alcuni passi con l'edizione Furtwängler/Hamburg 1951. Curioso l'abbinamento al raro Joachim.

@Snorlax

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E' morto ieri il grande pianista americano Dalton Baldwin, uno dei più importanti accompagnatori di cantanti degli ultimi 50 anni. Avrebbe compiuto 88 anni fra una settimana. Come nel caso di altri grandi come Gerald Moore e Irwin Gage, è semplicistico definirli accompagnatori, perché tutto erano, Baldwin e costoro, tranne che semplici sostegni armonici e ritmici per il cantante di turno, perché avevano una perizia strumentale e una sensibilità interpretativa che consentivano loro di essere sempre coprotagonisti e di svelare le ricchezze della parte pianistica anche quando si presentavano insieme a maestri della liederistica come Souzay, Norman, Von Stade, Van Dam o Ameling (solo alcuni dei grandi cantanti che hanno lavorato con Baldwin). 

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E' scomparso il noto violinista e docente Massimo Marin, vincitore di numerosi premi, che insegnò per ben 37 anni al Conservatorio di Torino

https://www.conservatoriotorino.gov.it/articoli-in-evidenza/necrologio-maestro-massimo-marin/?fbclid=IwAR2Mb3NoQWyGnYUmgq349tz_7qmYsEZDypVA97GSqexyEVWqkw5djQhZ00Q

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Il giorno di Natale è morto il grande tenore tedesco Peter Schreier. Aveva 84 anni ed era malato da tempo. Per molto tempo, soprattutto quando la forma vocale cominciava e declinare e non gli consentiva più di affrontare tutti i ruoli del suo ampio repertorio, svolse anche, in modo eccellente pur nell'ambito di una impostazione tradizionale, l'attività di direttore. Sentii dal vivo, diretta da lui, una commovente Passione secondo Giovanni di Bach.

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Sentito anche io diverse volte dal vivo come Evangelista in entrambe le Passioni bachiane, dirigeva Sawallisch. E poi l'ultima volta a metà anni '90 si dirigeva da solo. Liederistica austro-tedesca il suo cavallo di battaglia, le Passioni bachiane e qualche ruolo mozartiano. Grande fraseggiatore e cesellatore. Un pò manierato nello stile. Dirò che non è da cestinare certo suo Bach con strumenti moderni (fatto a Dresda) da direttore/cantante per chi non ama troppo la filologia, s'intende, ma neanche approcci pachidermici.

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L'ultimo giorno dell'anno sono morti il grande violinista olandese Jaap Schoder, pioniere della prassi esecutiva filologica, e il regista Harry Kupfer.

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E' morto il grande clarinettista francese Guy Deplus. Fra l'altro, fu importante collaboratore di Pierre Boulez e fondatore, con lui, dei famosi concerti del Domaine Musical. Aveva 95 anni.

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E' venuto a mancare a quasi 79 anni Barry Tuckwell, uno dei più grandi cornisti della sua generazione, per 13 anni (1955-1968) primo corno della London Symphony Orchestra, prima di intraprendere una lunga e prolifica carriera da solista.

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