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Rinaldino

Gli ascolti della settimana - Anno 2017

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Comunque l'esecuzione segnalata, bellissima, non è completa ma è il solo primo movimento.

Io ho ascoltato questa

 

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Sono passate quasi due settimane e voglio lasciare il mio commento sul brano di Faurè.

Premesso che: 1. non ho molta familiarità con questo autore 2. non ho molta simpatia per la musica francese in generale :D (anche se ce la sto mettendo tutta per superare le mie idiosincrasie in merito), ho cercato quanto più il tempo mi ha permesso di documentarmi sulla vita e la poetica di Faurè.

Il quintetto nel complesso mi sembra un'opera molto eterogenea. Noto, infatti, una netta differenza tra il primo e il terzo movimento probabilmente dovuta anche alla gestazione quasi ventennale del quintetto (scritto tra il 1887 e il 1905). Nello specifico, il primo tempo si presenta come una intima meditazione nella quale il tema iniziale, scuro e tragico, è contrapposto ad una zona tematica più calma e serena. Molto bello il tema "di passaggio" a 1'29'' che ci porta dalla tonalità minore a quella maggiore. Purtroppo, unica nota a mio parere negativa, è la parte pianistica per il 90% composta di arpeggi (non capisco questa mania dei francesi per gli arpeggi!). Questo movimento ha una struttura molto solida che mi ricorda certa musica da camera di Brahms; inoltre ho notato come il registro usato sia prevalentemente quello centrale, pochi sono i momenti nei quali si tocca l'acuto. Come detto, molto intimo e meditato. E' il mio movimento preferito.

Il secondo movimento l'ho dovuto riascoltare molte volte perchè dopo 2/3 minuti la testa era da un'altra parte :D; tuttavia ciò che più mi ha colpito è la complessità del tessuto armonico davvero ardita in alcuni punti e la parte pianistica più ricca rispetto al primo movimento. Scritto nella serena tonalità di sol maggiore, il movimento procede placidamente presentando linee melodiche liricheggianti, colpite ogni tanto da qualche zona d'ombra. Non ho guardato la partitura, ma mi pare che in questo movimento Faurè utilizzi molto gli strumenti facendoli dialogare a coppia.

Il terzo movimento si apre con un tema degno del "Childern's corner" di Debussy o della raccolta "For children" di Bartok. Ho sempre pensato a quanto sia difficile scrivere il movimento finale di un brano quando il primo si presenta così già complesso (penso ad esempio alla Settima Sinfonia di Mahler; la sonata "Kreutzer" di Beethoven, ecc...); infatti mi sembra che il terzo movimento non regga il confronto con gli altri due. Naturalmente questo è un mio personalissimo parere.

Per concludere: il pezzo nel complesso mi ha colpito favorevolmente; purtroppo il terzo tempo e l'uso del pianoforte nel primo tempo mi fanno scendere un po' con il giudizio: 7/10.

Se non sono state già fatte altre proposte, vorrei proporre la Toccata n.1 in do minore BWV911 di J.S.Bach (per l'esecuzione magari possiamo decidere insieme se al clavicembalo o al pianoforte).

Inoltre, vorrei suggerire che chi propone il brano della settimana almeno lo commenti per primo o durante la settimana stessa!

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1 ora fa, glenngould dice:

Inoltre, vorrei suggerire che chi propone il brano della settimana almeno lo commenti per primo o durante la settimana stessa!

In realtà la regola è proprio quella.

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7 minuti fa, Endymion dice:

In realtà la regola è proprio quella.

Ah ecco, la ignoravo.

Vado a fare un ripasso del vecchio topic, grazie!

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3 ore fa, glenngould dice:

Sono passate quasi due settimane e voglio lasciare il mio commento sul brano di Faurè

anche io mi sono dedicato poco all'ascolto, ma è un pezzo che conosco perchè ho tutta l'opera di Faurè a casa.

Cita

Premesso che: 1. non ho molta familiarità con questo autore 2. non ho molta simpatia per la musica francese in generale :D (anche se ce la sto mettendo tutta per superare le mie idiosincrasie in merito), ho cercato quanto più il tempo mi ha permesso di documentarmi sulla vita e la poetica di Faurè.

Il quintetto nel complesso mi sembra un'opera molto eterogenea. Noto, infatti, una netta differenza tra il primo e il terzo movimento probabilmente dovuta anche alla gestazione quasi ventennale del quintetto (scritto tra il 1887 e il 1905). Nello specifico, il primo tempo si presenta come una intima meditazione nella quale il tema iniziale, scuro e tragico, è contrapposto ad una zona tematica più calma e serena. Molto bello il tema "di passaggio" a 1'29'' che ci porta dalla tonalità minore a quella maggiore. Purtroppo, unica nota a mio parere negativa, è la parte pianistica per il 90% composta di arpeggi (non capisco questa mania dei francesi per gli arpeggi!). Questo movimento ha una struttura molto solida che mi ricorda certa musica da camera di Brahms; inoltre ho notato come il registro usato sia prevalentemente quello centrale, pochi sono i momenti nei quali si tocca l'acuto. Come detto, molto intimo e meditato. E' il mio movimento preferito.

Il secondo movimento l'ho dovuto riascoltare molte volte perchè dopo 2/3 minuti la testa era da un'altra parte :D; tuttavia ciò che più mi ha colpito è la complessità del tessuto armonico davvero ardita in alcuni punti e la parte pianistica più ricca rispetto al primo movimento. Scritto nella serena tonalità di sol maggiore, il movimento procede placidamente presentando linee melodiche liricheggianti, colpite ogni tanto da qualche zona d'ombra. Non ho guardato la partitura, ma mi pare che in questo movimento Faurè utilizzi molto gli strumenti facendoli dialogare a coppia.

Il terzo movimento si apre con un tema degno del "Childern's corner" di Debussy o della raccolta "For children" di Bartok. Ho sempre pensato a quanto sia difficile scrivere il movimento finale di un brano quando il primo si presenta così già complesso (penso ad esempio alla Settima Sinfonia di Mahler; la sonata "Kreutzer" di Beethoven, ecc...); infatti mi sembra che il terzo movimento non regga il confronto con gli altri due. Naturalmente questo è un mio personalissimo parere.

è così, è il classico ibrido tra impressionismo francese e tardoromanticismo tedesco... il pianoforte in questo caso assolve alla funzione impressionista, da qui il fatto di essere relegato a figurazioni piuttosto monotone. La scrittura del primo movimento va quindi più associata a quella di alcuni brani di Debussy. Anche la scrittura in contrappunto "a coppie" la ritroviamo tipicamente in quest'autore, è come se Faurè usasse una scrittura orizzontale "a fasce" per evitare una verticalizzazione (e quindi una densità) eccessiva. In Faurè non si ha mai un senso di profondità brahmsiano proprio grazie a questo stratagemma e a quello, da te ricordato, dell'estensione "raccolta". Qualcuno dice che il compositore (che in vecchiaia soffrì di un difetto d'udito che gli comprometteva la percezione delle frequenze estreme) utilizzasse il registro centrale per motivi appunto psico-acustici, diciamo così. In realtà credo che fosse una caratteristica del suo linguaggio che sottendeva un preciso intendimento espressivo, che in Faurè è genericamente "contenimento ed equilibrio", tra gli stili, tra le sonorità, tra le componenti musicali (melodia e armonia). La sua è una musica equivoca e sempre in bilico: da notare come le melodie siano anche piuttosto elusive, anche nel movimento centrale; Faurè usa un cromatismo pseudo-wagneriano ma molto diluito, ogni tanto cambia direzione per dare alla musica un senso di instabilità ma rimane sempre nell'ambito delle deviazioni (non incontriamo mai passaggi quasi atonali come avveniva nel tardo Liszt, per esempio), un continuo vagare che richiede una certa attenzione all'ascolto, anche perchè spesso i processi di tensione e rilascio esasperati nella musica tedesca sono fortemente attenuati a privilegiare un discorso continuo. L'ultimo movimento, è vero, sembra essere diversamente costruito. Per me non è inferiore, anzi sembra tentare una sintesi tra i turgori romantici e una stilizzazione tipicamente modernista, quasi neoclassica alla maniera che sarà quella di un Milhaud (la differenza di scrittura nella parte di piano è molto indicativa). Voto 7,5

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7 ore fa, Endymion dice:

In realtà la regola è proprio quella.

Forse @dvorak_in_the_jungle non la conosceva, essendo un neofita del topic.

Comunque meno male, stavo iniziando a perdere le speranze :o

Se avete una proposta per la settimana prossima, la metto già in calendario, e poi proseguiamo regolarmente.

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58 minuti fa, Rinaldino dice:

Se avete una proposta per la settimana prossima, la metto già in calendario, e poi proseguiamo regolarmente.

mi sa che glenn aveva proposto Bach...

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2 ore fa, Majakovskij dice:

mi sa che glenn aveva proposto Bach...

Sì, ho letto dopo.

Per me va bene, anche perché il pezzo l'ho pure strimpellato un po'.

PS. Nuova regola, taggatemi in ogni nuova proposta così non mi perdo nulla :)

 

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Quindi per domani confermiamo Bach?

Quanto alla questione piano/clavicembalo io direi entrambi, tanto il pezzo è relativamente breve (ovviamente compatibilmente con la disponibilità di video su YT).

@glenngould riesci a scrivere due righe per domani sera? :)

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23 ore fa, Rinaldino dice:

Quindi per domani confermiamo Bach?

Quanto alla questione piano/clavicembalo io direi entrambi, tanto il pezzo è relativamente breve (ovviamente compatibilmente con la disponibilità di video su YT).

@glenngould riesci a scrivere due righe per domani sera? :)

Perdonami, non proprio avuto modo di buttare giù qualche considerazione!

Proverò domattina

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18 ore fa, glenngould dice:

Perdonami, non proprio avuto modo di buttare giù qualche considerazione!

Proverò domattina

Non ti preoccupare, mi bastava la conferma :)

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Gabriel FauréPiano Quintet n°1 in d op.89: mi ritrovo a dover dare un giudizio un pó contrastante, sono d'accordo con gli aspetti indicati da Glenn e Maja sulla costruzione del brano e l'interessante utilizzo dell'armonia e della melodia. Però lo trovo tutto sommato noioso, venti minuti di musica che sembra volutamente ripiegarsi ancora e ancora su sé stessa dovrebbero avere alla base un materiale di partenza più incisivo. Voto: 6,5.

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Johann Sebastian Bach - Toccata n.2 in do minore BWV911

La Toccata n.2 fa parte di un gruppo di sette scritto da Bach a Weimar tra il 1709 e il 1712. In queste pagine, nonostante la giovane età del nostro (nemmeno trentenne), si nota già quella maestria nel gestire le forme che caratterizzerà tutta l'opera di Bach.

Nonostante la Toccata, per definizione, si presenti sostanzialmente come forma libera, Bach riesce nell'intento di unire insieme la fantasia improvvisativa all'architettura della fuga. La Toccata è un unico movimento suddiviso però al suo interno da varie sezioni: si apre, come da tradizione, con delle scale veloci a mò di recitativo che danno un senso di improvvisazione. Segue un adagio nel quale Bach intreccia nelle varie voci un tema ascendente che sfocia in una Fuga. Questa è poi interrotta da un'altra sezione dallo stile improvvisativo che porta nuovamente alla Fuga. Non si tratta di una semplice ripetizione perchè il tema della stessa viene affiancato ad un altro che ne cambia completamente l'aspetto. Anche questa Fuga non si conclude, ma dopo una serie di progressioni apre nuovamente una sezione improvvisativa per poi concludersi con delle scale veloci nella tonalità di do maggiore.

Sebbene opera di un giovane Bach, come dicevo, si nota la maestria nel trattamento delle forme. Tuttavia le Toccate bachiane, insieme ad altre opere coeve, si presentano come veri e propri laboratori di ricerca e di studio che porteranno il nostro alla creazione del Clavicembalo ben temperato. Infatti, in questa toccata è chiaro che Bach stesse esplorando attraverso varie forme le possibilità dell'armonia tonale che andava sempre più affermandosi.

A dispetto della divisione in sezioni, mi sembra che Bach riesca a dare un senso di continuità non solo nel passare da una forma all'altra senza soluzione di continuità, ma anche usando una figurazione precisa che viene ripetuta sia nelle parti più libere che in quelle fugate (detto volgarmente, nota lunga - due note corte - nota lunga, spero si sia capito).

Per quanto sia imbarazzante dover dare un "voto" a Bach, darei 8,5/10 solamente perchè altrimenti dovrei dare 15 o 16 al Clavicembalo e 20 all'Arte della Fuga :ph34r:

A proposito ho ascoltato sia la versione al cembalo che quella al piano. Ho preferito quella di Pinnock al cembalo sul tubo.

Simpatico il commento di un utente sul finale della Toccata:

"The ending sounds like Bach had to go somewhere and he had to hurry :)."

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Faure: come sempre parto dalla premessa che io di musica 800esca non so praticamente nulla.

L'impressione che mi ha dato, dopo aver confrontato le mie sensazioni a pelle con i vostri commenti, è quella di una composizione né carne né pesce. Faure sembra voler condurre un discorso pseudo-impressionistico in uno schema dialogico più classico. Ciò che ne risulta, per me, sono 20 minuti di vacuità in cui citando Endymion 

Cita

 venti minuti di musica che sembra volutamente ripiegarsi ancora e ancora su sé stessa

A rafforzare quest'opinione è anche la successione di 2 tempi lenti ma di durata corposa e senza movimenti interni che possano scuotere un po' l'aria e l'interesse dell'ascoltatore.

Avrei preferito un pezzo più breve ma puramente impressionistico o altrettanto lungo ma più classico nel linguaggio e nell'andamento generale.

E perché dico 20 minuti e non 30? Perché al contrario dei primi due movimenti (che a me son sembrati un movimento unico tanto dalla mancanza di uno discorso chiaro e netto) il terzo non solo è di tutt'altra fattura, ma è anche salvabile in sé se liberato dai due mattoni che lo precedono. Qui c'è un bel tema, seppur non capisco come mai venga ripetuto così tante volte a inizio movimento, che viene elaborato nei limiti di tempo adatti a questo genere di musica, senza cercare di allungare il vino con l'acqua fino a rendere il tutto indigesto. Io lo considero un pezzo a sé stante che ho riascoltato isolato più volte. Le sviolinate romantiche sono inevitabili immagino.

Voto: 6.

A dopo/domani per Bach.

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Fauré, Quintetto n.1, op.89

Pezzo mai sentito. Primo movimento molto interessante e di taglio sperimentale, con uno slancio sensuale che avvolge l'ascoltatore. Secondo movimento già più noioso, ma ha incisi melodici di prim'ordine. Sembra che la musica stia per svilupparsi in un qualche modo, poi sul più bello recede dai suoi passi e si accontenta di rimanere in coordinate espressive più che generiche. Il finale è pieno di sfumature, a tratti ha una lucentezza che mi ricorda la seta, con un languore espressivo che mi sembra affine alle sue chansons. In effetti c'è un istante che ricorda Milhaud pure a me :blink: (circa due minuti prima della fine). Nel complesso è un lavoro personale, attento al dettaglio (forse anche troppo), tutto sommato unitario.  Più che altro, ascoltare trenta minuti di languore quasi continuo alla fine stanca, sembra esserci una tensione emotiva che non si risolve mai, fine a sé stessa. E' un continuo "salire", ma per sopportare la fatica c'è bisogno di una meta (o almeno averne un miraggio). Forse la monotonia espressiva è il suo unico, vero difetto. Ho ascoltato questa versione

Voto: 7+

---

Castiglioni, Salmo XIX

Poche storie, ha ragione glenngould. Forse sono meno entusiasta per considerarlo addirittura un capolavoro assoluto, ma comunque è un lavoro "grande". Di certo una delle musiche più belle che ho mai sentito di Castiglioni. Voto: 9

 

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Date le circostanze direi di prolungare l'ascolto bachiano per la settimana in corso :)
(Per quanto riguarda la prossima si accettano proposte invece, vorrei cercare di ripristinare la cadenza settimanale del topic, se possibile).

 

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Johann Sebastian Bach - Toccata n.2 in do minore BWV911

Le toccate di Bach sono un vero laboratorio del giovane compositore, che si misura col virtuosismo rapsodico, il melodismo intenso e intricato, fughe e fugati di vario genere ma anche, simultaneamente, coi ritmi della danza, come osservava glenngould. Questa toccata non fa eccezione, anche se forse non è una delle più brillanti del lotto. Benchè siamo ancora lontani dalla complessità degli sviluppi che il compositore raggiungerà di lì a poco, in questa composizione c'è già tutto, frivolezza ballabile, profondità mistica, sfoggio di bravura, "affetti" di varia natura (nella fuga, come suo solito, si avvicendano momenti patetici, quasi teneri, a momenti esaltanti e drammatici). A parte le toccate di Alessandro Scarlatti, non sono a conoscenza di pezzi cembalistici coevi dello stesso genere di simile varietà stilistica ed espressiva (eventuali suggerimenti sarebbero ben accetti). Voto 8,5

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5 minuti fa, Rinaldino dice:

Date le circostanze direi di prolungare l'ascolto bachiano per la settimana in corso :)
(Per quanto riguarda la prossima si accettano proposte invece, vorrei cercare di ripristinare la cadenza settimanale del topic, se possibile).

 

noooooo dai! un'altra proposta si può fare! (anche perchè il pezzo di Bach è breve, e molti di noi lo conoscono già). Oggi è lunedì, fai in tempo a ripristinare da questa settimana, sono sicuro che ognuno di voi ha già in testa una proposta, sparate su!

PS: ovviamente mi rimetto alla tua suprema autorità per la decisione finale :thank_you2:

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On 13/2/2017 at 12:49, Majakovskij dice:

noooooo dai! un'altra proposta si può fare! (anche perchè il pezzo di Bach è breve, e molti di noi lo conoscono già). Oggi è lunedì, fai in tempo a ripristinare da questa settimana, sono sicuro che ognuno di voi ha già in testa una proposta, sparate su!

PS: ovviamente mi rimetto alla tua suprema autorità per la decisione finale :thank_you2:

Pioggia di proposte :D
A parte gli scherzi amici utenti, cosa vogliamo fare? Proposte per ravvivare il topic? :(

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Johann Sebastian BachToccata n°2 in do minore BWV 911: questo genere di composizioni bachiane, dove si raggiunge un equilibrio tra costruzione e spontaneità, sono tra le mie preferite. Io non amo Bach, al di là dell'ammirazione per la sua straordinaria abilità la sua musica difficilmente mi coinvolge, quindi condivido la difficoltà espressa da Glenn nel "giudicare", e condivido anche il voto. Voto: 8,5.

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Guest Virgin12
19 minuti fa, Rinaldino dice:

Pioggia di proposte :D
A parte gli scherzi amici utenti, cosa vogliamo fare? Proposte per ravvivare il topic? :(

Buongiorno Rinaldino.

Io avrei una proposta, ma eviterei di commentarla (per ovvi motivi). 

Un capolavoro passato inosservato nel fiume di ascolti. 

Io ho solo fiuto,  voi avete la penna. :)

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45 minuti fa, Rinaldino dice:

Pioggia di proposte :D
A parte gli scherzi amici utenti, cosa vogliamo fare? Proposte per ravvivare il topic? :(

Stavo pensando a Lutosławski, ma vi chiedo un paio di giorni per la presentazione. Che ne dite della Sinfonia n°4?

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3 ore fa, Endymion dice:

Stavo pensando a Lutosławski, ma vi chiedo un paio di giorni per la presentazione. Che ne dite della Sinfonia n°4?

Ottimo!

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5 ore fa, Endymion dice:

Stavo pensando a Lutosławski, ma vi chiedo un paio di giorni per la presentazione. Che ne dite della Sinfonia n°4?

5 ore fa, Virgin12 dice:

Buongiorno Rinaldino.

Io avrei una proposta, ma eviterei di commentarla (per ovvi motivi). 

Un capolavoro passato inosservato nel fiume di ascolti. 

Io ho solo fiuto,  voi avete la penna. :)

Quali dei due? :huh:

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Bach: 

 

Concordo in tutto, ancora, con Endy. Questo Bach italianizzato è decisamente il mio preferito. Ci si sente Frescobaldi, e Scarlatti. Se Bach conoscesse la musica di quest'ultimo io non saprei dirlo però. 

Voto 9. Qualcuno mi saprebbe indicare una discografia recente delle toccate per cembalo di Bach? Voglio ascoltarle tutte!

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