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Rinaldino

Gli ascolti della settimana - Anno 2017

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Bentrovati,
ricominciamo l'augusta tradizione di questo topic in vista dell'anno nuovo.

Per ora le regole sono le stesse di sempre (1-3 ascolti preferibilmente di periodi diversi ogni settimana, debitamente commentati e valutati dagli utenti), ma se qualcuno dovesse avere suggerimenti e proposte migliorative è ovviamente invitato a farsi avanti.

Registro degli ascolti

I Settimana: 16/01 - 22/01

II - III Settimana: 23/01 - 05/02

IV - V Settimana: 06/02 - 19/02

VI Settimana: 20/02 - 26/02

VII Settimana: 27/02 - 05/03

 

 

PS: A breve provvederò a creare un nuovo foglio di calcolo predisposto per registrare i voti, sul modello di quello vecchio.

 

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Castiglioni - Salmo XIX 

Non sono un esperto, e purtroppo non ho neanche il libretto del cd ad aiutarmi, quindi mi limiterò a qualche impressione su questo brano che tenevo a farvi ascoltare.
Questo salmo sembra la tipica composizione del Castiglioni maturo, anzi si può dire che in 15 minuti riassume quella che è l'estetica cui era approdato all'epoca questo compositore così peculiare e così ancora poco conosciuto. Per cominciare, la cifra del "pulviscolo sonoro", un fondale che ritroviamo anche in altre composizioni del periodo, costruito attraverso una fittissima e rapidissima scrittura dei violini spesso coadiuvati da altri strumenti (la celesta ad esempio) nell'estremo registro acuto. In generale balza all'orecchio una attenzione alla ricerca timbrica notevole, che non disdegna di pescare anche dalla tradizione (si ascolti ad esempio l'associazione tra flauti e voci femminili e strumenti più gravi come il fagotto o il clarinetto basso con le voci maschili). I timbri in generale appaiono quasi sempre divisi e associati a gruppi in virtù di una similitudine coloristica e di registro.

I versi del Salmo sono variamente musicati, senza soluzione di continuità si passa da una omoritmia corale molto spezzata (probabile residuo weberniano?), alla polifonia rinascimentale, fino a peccaminosi abbandoni al virtuosismo barocco, specie nell'interplay tra soprano leggero e soprano lirico, che sembra ricostruire il tradizionale rapporto soprano-contralto spingendolo ai limiti più elevati delle tessiture. Non ci sono mai citazionismi pedissequi però: il risultato è frutto di una commistione di stili talvolta lontani, stili di cui il compositore si serve come meri strumenti ognuno con una sua ragione espressiva, mixandoli all'occorrenza in uno stesso tempo e rivisitandoli alla luce del suo stile (un altro esempio è la schizofrenica parte con clavicembalo in accompagnamento d'un coro parlato, anzi sussurrato). Opera di scrittura sopraffina - Castiglioni dimostra, oltre ad una certa sensibilità melodica, anche grande dimestichezza con il contrappunto - e tuttavia immune da sterile intellettualismo grazie ad un certo immediato appeal conferito dalle luminosità sgargianti dell'orchestra e dalle suddette reminiscenze della tradizione storica, la sinergia di questi elementi crea un ambiente familiare ed al contempo straniante.

Voto 8

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So molto poco la musica classica italiana del XX secolo e non posseggo i codici culturali per capirla e apprezzarla davvero.
Devo dire che quindi é stata una piacevole sorpresa per me scoprire questo brano. Malgrado la sua complessità, l'ho trovato di una linearità essenziale che mi ha permesso di apprezzarlo sin dal primo ascolto. Noseda é uno dei miei direttori preferiti e questa serie di regitrazioni dedicata ai compositori italiani con la Chandos é fantastica. Ogni disco é quasi perfetto. Bravissime le soprano che non conoscevo; un'altra bella sorpresa.

Per me 7/10

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Non converrebbe prima fare un appello degli utenti partecipanti? Ora che mancano anche Flaux e Ludwig chi rimane a proporre e commentare?

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2 ore fa, Alucard dice:

Non converrebbe prima fare un appello degli utenti partecipanti? Ora che mancano anche Flaux e Ludwig chi rimane a proporre e commentare?

Se n'è parlato in Cosa state ascoltando e pare che ci sia interesse, per cui per quanto mi riguarda procediamo e vediamo come va :)

 

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L'ho ascoltato, ma mi sembra un discorso troppo frammentato per i miei gusti. La prima parte è espressiva e mi piace, poi per il resto va a momenti. Lo riascolterò un'altra volta tra un po' prima di esprimermi definitivamente.

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11 ore fa, Rinaldino dice:

Se n'è parlato in Cosa state ascoltando e pare che ci sia interesse, per cui per quanto mi riguarda procediamo e vediamo come va :)

 

Infatti, mi pare che giobar, endy, Madiel, oltre ai qui presenti, abbiano dato loro entusiastica adesione... poi non è detto che Pollini, giordano e gli altri che hanno, pur salutariamente, partecipato in passato non tornino a scrivere. Anche a me dispiace che non ci sia più Flaux, per inciso.

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2 ore fa, Majakovskij dice:

Infatti, mi pare che giobar, endy, Madiel, oltre ai qui presenti, abbiano dato loro entusiastica adesione... poi non è detto che Pollini, giordano e gli altri che hanno, pur salutariamente, partecipato in passato non tornino a scrivere. Anche a me dispiace che non ci sia più Flaux, per inciso.

Anche io ho dato la mia piena disponibilità!

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2 ore fa, Majakovskij dice:

Infatti, mi pare che giobar, endy, Madiel, oltre ai qui presenti, abbiano dato loro entusiastica adesione... poi non è detto che Pollini, giordano e gli altri che hanno, pur salutariamente, partecipato in passato non tornino a scrivere. Anche a me dispiace che non ci sia più Flaux, per inciso.

Confermo, sto proprio ascoltando il brano proposto.

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18 ore fa, Rinaldino dice:

Se n'è parlato in Cosa state ascoltando e pare che ci sia interesse, per cui per quanto mi riguarda procediamo e vediamo come va :)

 

perfetto!

Preparo le mie pocket picks.

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Confermo il mio interesse per la ripresa di questo topic e trovo stimolante la proposta castiglionesca di Maja, sulla quale mi soffermerò nel fine settimana.

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Eccomi!

Dopo ripetuti ascolti, voglio dare anche io il mio contributo a questa discussione.

Innanzi tutto, due parole su Castiglioni: quando scrisse il Salmo XIX, come è stato fatto notare da Maja, il nostro era giunto ad una completa maturazione del suo stile e questo brano è la sintesi delle conquiste musicali del compositore milanese (se penso che per 14 anni abbiamo passeggiato per le stesse vie…).

Come in ogni brano di Castiglioni, è completamente inutile cercare uno sviluppo o un’elaborazione delle idee. Esse sono poste in maniera da formare frammenti contrapposti come fossero pannelli indipendenti gli uni dagli altri.

In questo caso l’unità del pezzo viene data dal testo e credo che sia utilissimo conoscerlo e analizzarlo perché Castiglioni crea la sua musica a partire dal significato del testo stesso.

Il Salmo può essere diviso in tre parti principali: la prima ci parla del creato il quale a sua volta ci parla della gloria di Dio; la seconda è una riflessione sulla Legge di Dio e sui suoi effetti nell’uomo; la terza è una riflessione introspettiva nel quale l’uomo riflette sull’uomo. Il Salmo si conclude con un’invocazione alla grazia di Dio. Il testo, apparentemente frammentario nelle tre parti, è in realtà un viaggio dal macroscopico (l’universo) al microscopico (l’animo umano) e la stessa musica di Castiglioni in un certo senso abbraccia questo viaggio anche dal punto di vista musicale. Però non vi aspettate una sorta di “storia della musica” in note: le varie tecniche compositive usate, come anche le soluzioni timbriche vengono utilizzate secondo la necessità che si presenta di volta in volta (poi mi spiegherò meglio).

Dunque, partiamo dal principio.

 

La prima strofa musicata segue queste parole: “I cieli narrano la gloria di Dio”, essa è affidata alla sola sezione femminile del coro accompagnata dal “pulviscolo musicale” tipico di Castiglioni. Facile intuirne il significato: sta parlando dei “cieli” e non solo lo spazio, ma (il plurale nel testo ebraico è fondamentale) i CIELI, uno spazio infinitamente distante; ecco perché l’utilizzo delle voci femminili e dei registri sovracuti degli strumenti. Il successivo “Il firmamento narra l’opera delle Sue mani” sposta la visione più in basso: il firmamento è l’atmosfera terrestre e l’essere umano è l’opera delle Sue mani, quindi, voci maschili. Il pulviscolo sovracuto rimane comunque perché si sta parlando di Dio.

- Al minuto 2:30 poi entrano le due soliste accompagnate da scale della celesta e del clavicembalo (il pulviscolo sempre presente). Una esegue una “melodia” veloce con note acute, l’altra ripete le stesse parole, ma con note lunghe e più basse: è una sorta di dialogo tra le due sulle parole “Un giorno ne parla ad un altro” guarda caso! (provate ad ascoltare Cantus planus sempre di Castiglioni)

- Arriviamo a 3:37 dove il coro maschile letteralmente SUSSURRA il testo “non è racconto, non è linguaggio, NON E’ VOCE CHE POSSA ESSERE INTESA”, chiaramente…

- Al minuto 4:19 il coro espone il testo con un meraviglioso fugato sulle parole “Per ogni terra ne CORRE il suono" per arrivare a 5:05 dove si parla del “padiglione” del sole e del suo sorgere simile a quello di uno sposo che esce dalla camera nuziale e percorre il suo giro come un atleta: il coro maschile mi ricorda molto lo Stravinsky della Sinfonia di Salmi e anche certo Petrassi (coro di morti); questo fino al minuto 5:50 dove coro e orchestra esplodono in un possente Do maggiore (questo la prima volta mi ha fatto balzare dalla sedia al pianoforte per vedere se fosse veramente quello): il testo in questo caso ci parla della potenza solare (intesa anche come potenza divina) che raggiunge ogni luogo della terra (“nulla sfugge al suo calore”).

 

Finita la prima parte, vi è un “interludio” che introduce la seconda (8:30).

Il coro intona “La Legge del Signore è perfetta” e così via, il testo viene cantato, ma anche spezzato affidando di volta in volta frasi o parole alle singole sezioni del coro. Volevo soltanto far notare, ed è una costante del modo di comporre di Castiglioni, che al termine di questo pannello si sentono le voci femminili intonare la frase “giusti tutti quanti” eseguendo degli intervalli di quarta giusta! (10:05)

La seconda sezione termina con le due soliste che cantano accompagnate da un flauto (o un ottavino) le parole “Son più preziosi dell’oro…più dolci del miele”…

 

La terza sezione (11:41) è quella dell’introspezione. A questo punto il salmista dice “Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli OCCULTI”: qui siamo passati dal sovracuto dell’inizio alle regioni più basse dell’orchestra (controfagotto, tuba, ecc…) proprio a simboleggiare la profondità dell’animo umano: credo che sia il momento più intimo di tutta la partitura; la parola PECCATO è una serie di note discendenti che toccano il punto più basso di tutto il brano: impressionante.

Si conclude con una sorta di coda finale che è introdotta dal suono di una campana (14:03) sulle parole “Siano gradite le meditazioni del mio cuore dinanzi a Te, o Signore, mia Rocca, Redentor mio” (o qualcosa di simile) da parte di coro femminile e due soliste: è una preghiera, una richiesta di grazia che si conclude con quattro rintocchi della campana. Così dalla contemplazione del creato si è arrivati alle regioni più oscure dell’animo umano: esso è il vero IGNOTO inesplorato di tutto l’Universo.

Spero di non aver stancato con questa riflessione che non ha nessuna pretesa particolare, anzi, e giungo al mio voto.

Per me è 10.

Dieci all’arte di Castiglioni e dieci all’uomo Castiglioni che non si lascia mai ingabbiare da tecnicismi, accademismi e non può, come tutti i geni, essere catalogato in scuole o correnti. Lui è davvero COMPOSITORE, nel senso più stretto del termine.

 

E dieci pure perché un po’ di campanilismo ci vuole: abbiamo avuto Signori compositori nella nostra nazione e li abbiamo lasciati morire e dimenticati.

E a Milano non c’è nemmeno via Niccolò Castiglioni…robb de matt

 

Dieci.

(e bravo Maja, dieci pure a te :D)

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On 20/1/2017 at 16:17, glenngould dice:

 

Dieci.

(e bravo Maja, dieci pure a te :D)

scherzi? bravo te!! bella analisi :clapping:

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- Niccolò Castiglioni, Salmo XIX: non conoscevo Castiglioni se non di nome, quella proposta da Maja è una composizione molto interessante. Mi hanno sorpreso l'immediatezza e la linearità, al primo impatto sembra addirittura troppo spoglia, l'ho apprezzata maggiormente con ascolti ripetuti. Lo dico perchè il soggetto si presterebbe a soluzioni più monumentali e magniloquenti, invece la musica è di assoluta economia. Belle le sonorità cristalline e limpide, più raffinate e ricercate che virtuose. Il primo riferimento che viene in mente è senz'altro Webern, concordo con Maja, direi anche nella seconda parte con le strofe spezzate tra i vari cori, mi ricorda quasi una klangfarbenmelodie, anche se è chiaramente altra cosa. Un compositore senz'altro da approfondire. Infine, complimenti assoluti a glenn, la sua spiegazione è davvero magistrale! Voto: 8

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Amici, grazie a tutti per i contributi (ne approfitto anche per unirmi agli elogi per l'ottimo intervento di @glenngould).

Vi ricordo che ancora manca una proposta d'ascolto per la settimana prossima (se serve ne ho una di scorta, ma insomma pensateci :)).

Più tardi metterò il link al foglio elettronico con i voti inseriti (e spero di avere anche il tempo di mettermi in pari con l'ascolto, anche se lo conosco già).

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La settimana non è ancora finita, dunque dico anch'io la mia.

NICCOLO' CASTIGLIONI
Salmo XIX

Si tratta di un salmo abbastanza famoso, ed è davvero interessante che Castiglioni abbia voluto musicarlo. Di solito, nella storia della musica, queste parole hanno ricevuto un trattamento improntato alla gioia e alla grandiosità: basta vedere l'analogo salmo musicato da Benedetto Marcello, oppure il coro iniziale della Cantata BWV 76 di Bach, che prevede un'inevitabile tromba solista.
Del tutto differente l'approccio di Castiglioni. Si comincia con un curioso esordio perfino vagamente minimalista, che poi sfocia negli arabeschi delle due voci. Poi un rapsodismo tutto in "parlando", e un passo melismatico marcatamente arcaizzante, forse citazionistico. Per contro, il breve interludio strumentale profuma di modernismo tedesco. La composizione poi continua con vette di misticismo davvero aurorale, in contrapposizione a certe sonorità sotterranee e magmatiche delle voci virili. Una composizione ricca e varia.
Voto: 8
 

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Eccomi, mi scuso per il ritardo.

 

Castiglioni: bellissima l'analisi di glenn e io non voglio negare le capacità tecniche ed espressive di questo autore però mi trovo concorde con burp. Il discorso è estremamente frammentato, un eclettismo musicale non miscelato a dovere che ricorda quei video su youtube "storia della musica classica in 5minuti" in cui i periodi si succedono uno dietro l'altro senza continuità. Non apprezzo nemmeno la tecnica del pulviscolo musicale, che è appunto la trasposizione in piccolo della frammentata macrostruttura generale; e nemmeno il coro sussurrato, molto fastidioso. In definitiva l'uso delle tecniche espressive risulta innaturale, affettato, come ascoltare un madrigale eccessivamente accademico che fa uso delle convenzioni espressive senza originalità. Nonostante, ovviamente, Castiglioni non segua alcune  simili il risultato però è il medesimo. Spero nessuno mi odi se gli do la sufficienza: 6. 

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3 ore fa, Alucard dice:

Spero nessuno mi odi se gli do la sufficienza: 6. 

Assolutamente :D

Credo che sia giusto esprimere il proprio parere in piena libertà senza esserne giudicati, soprattutto per quanto riguarda la musica che dipende così tanto dalla percezione personale che è impossibile stabilirne un assoluto. Ben vengano anche i giudizi negativi quando siano motivati (naturalmente, ciò vale anche per quelli positivi o estremamente di parte come il mio :P). Il bello di questo topic sta proprio nel poter leggere quello che un brano dice agli altri, traendone anche spunti di riflessione ed è per questo motivo che lo leggevo assiduamente (anzi, seguivo la scaletta settimanale) anche quando non partecipavo al forum.

Il confronto è l'anima di questo topic. Senza considerare il fatto che ho la possibilità di ascoltare brani e autori poco conosciuti e - questo sì, mi piace - abbandonare determinati preconcetti immotivati e trovare la giusta "chiave" per poter apprezzare ciò che ora non mi piace o mi è indifferente. Gould (quello vero) parlando di Schumann affermava di non amarlo in nessun modo, però aggiungeva: "però, per essere giusti, bisogna dire che molta gente interpreta Schumann con grande convinzione e vede in lui virtù che io, invece, considero difetti". Ecco, lo stimolo più grande sta in questo per me: sapere quello che altri vedono.

Scusate il polpettone, se mi fate piacere Faurè vi faccio un monumento :cat_lol:

 

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3 ore fa, dvorak_in_the_jungle dice:

Qualora servano suggerimenti per la nuova settimana:

 

se poi andiamo su un altro brano mi va benissimo, cosi scopro nuove cose

Se entro stasera non ci sono altre proposte, direi che possiamo procedere con Fauré (tra l'altro questo pezzo non mi è familiare, sono incuriosito). :)

 

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3 ore fa, glenngould dice:

Gould (quello vero) parlando di Schumann affermava di non amarlo in nessun modo, però aggiungeva: "però, per essere giusti, bisogna dire che molta gente interpreta Schumann con grande convinzione e vede in lui virtù che io, invece, considero difetti".

che gran paracu*** Gould :D

3 ore fa, glenngould dice:

se mi fate piacere Faurè vi faccio un monumento :cat_lol:

A me Faurè piace più di Brahms! è un compositore così sfuggente... sembra epigono di chiunque (di Chopin, Debussy, di Brahms, appunto) ma finisce per essere originale e poco inquadrabile. E poi amo il suo tono confidenziale, non si capisce mai quanto coinvolto... Per essere un tardo(ne)-romantico è un compositore interessante :cat_lol:

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