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Cosa state ascoltando ? Anno 2017


Madiel

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On 24/10/2017 at 20:08, Wittelsbach dice:

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I primi due cd con Brahms: Requiem Tedesco, Overture accademica, Overture tragica, Canto del Destino, Rapsodia per contralto, Variazioni op. 56. Una bella retrospettiva sulla giovinezza del direttore, qui ritratto nei primi anni Sessanta al timone dei Wiener Symphoniker.

Anni fa rimasi piuttosto deluso dalle sue sinfonie di Brahms dirette appunto con i Wiener Symphoniker. Mancavano di personalità da quel che ricordo. Confermi?

Invece approfittando dell'influenza ieri ho visto il dvd del Falstaff diretto da Giulini con Bruson. Complessivamente mi è sembrata una bella esecuzione, anche se Barbara Hendricks (Nannetta) mi pare lanci un paio di brutti suoni. La conosci?

Ora invece ascolto le Sea pictures di Elgar (Baker, Barbirolli). A miasko (se ancora ci legge) e chi altro può apprezzare (penso zeit ed anche tu, dai).

P.S.: Certo che in quel Falstaff a Ford qualche sospetto sull'infedeltà della moglie dovrebbe venire visto il colore della pelle della figlia... :cat_lol:

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4 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

IGOR STRAVINSKIJ
Pulcinella
L'Orchestre de la Suisse Romande/Ernest Ansermet

Fantastico :o

addirittura ? Non esageriamo... :D

---

Jacques Hétu: Concerto per pianoforte e orchestra (1969)

Vallecillo, piano - The Louisville Orchestra diretta da P. Hétu

 

 

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4 ore fa, Madiel dice:

addirittura ? Non esageriamo... :D

Beh, sono un pergolesiano, mi sono entusiasmato per l'omaggio di Stravinskij al buon Giovanni Battista.

P.S.: e comunque quel cofanetto di Stravinskij-Ansermet non mi pare male, stando a quanto ho finora ascoltato (i primi 3 cd). Certo, Dorati è più roboante e fiammeggiante, ma anche queste letture non sono da buttare via, anzi.

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28 minuti fa, Nitriero Cavalleone dice:

Beh, sono un pergolesiano, mi sono entusiasmato per l'omaggio di Stravinskij al buon Giovanni Battista.

P.S.: e comunque quel cofanetto di Stravinskij-Ansermet non mi pare male, stando a quanto ho finora ascoltato (i primi 3 cd). Certo, Dorati è più roboante e fiammeggiante, ma anche queste letture non sono da buttare via, anzi.

non mettevo affatto in dubbio il valore del capolavoro stravinskyano, un modello per tutta la musica neoclassica citazionista! Più che altro dubitavo del buon vecchio carroarmato Ansermet, ma vedo che te ne sei accorto anche tu da solo... :lol:

---

François Morel: Antiphone

The Louisville Orchestra diretta da R. Whitney

 

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8 ore fa, Madiel dice:

non mettevo affatto in dubbio il valore del capolavoro stravinskyano, un modello per tutta la musica neoclassica citazionista! Più che altro dubitavo del buon vecchio carroarmato Ansermet, ma vedo che te ne sei accorto anche tu da solo... :lol:

Davvero bello il Pulcinella, sì. Per quanto riguarda questo cofanetto di Ansermet, diciamo che come spesso mi accade è stato un acquisto fatto d'istinto (era un'ottima offerta del mio negozio di fiducia). Solo dopo ho letto il tuo giudizio non entusiastico (e direi sostanzialmente a ragione), anche se ho altresì letto che sono considerate comunque incisioni storiche e di riferimento per la reciproca stima che univa Stravinskij al direttore svizzero. Non essendo uno stravinskiano incallito, e possedendo altre versioni delle sue opere maggiori (Dorati su tutte) per ora me lo faccio bastare. ;)

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Sempre da

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Ascolti vari di questi giorni

Brahms: le Sinfonie

Rispondo così anche a @superburp: non mi stupisce che ti piacciano poco, sono singolarmente antiromantiche in una lettura che oggi va piuttosto di moda ma ai tempi doveva essere un discreto shock. In quest'ottica, mi è piaciuta la Quarta (moltissimo), ma anche la Prima. Mi ha lasciato più freddo la relativa freddezza e razionalità della Seconda. Biasimo, come sempre in questi casi, l'idea di non ripetere l'esposizione, ma all'epoca si usava così.

Haydn: Sinfonie Sorpresa, Militare e Pendola

Interpretazioni davvero da ascoltare, impostate sull'estrema vitalità, qualcosa che si rivedrà in parte nel successivo Bernstein. Comunque davvero coinvolgenti.

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19 ore fa, Majakovskij dice:

a proposito di Brahms:

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@Ives @superburp che l'ha ascoltata anche live! 

In questi giorni ho riascoltato/rivisto la sua integrale di Schumann (l'hanno trasmessa su SKY). Devo dire che apprezzo lo studio sulla prassi esecutiva d'epoca (emerge molto bene dal documentario allegato ai concerti, dove le prime parti della Kammerphilarmonie spiegano quali sono le differenze di suono e di tecnica all'epoca di Schumann), meno certe ruvidezze d'approccio e taluni tempi davvero velocissimi. Comunque, è molto bella, nel complesso. In Brahms come se la cava?

17 ore fa, Alucard dice:

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Un giudizio anche sintetico? Lo volevo comprare...

1 ora fa, Wittelsbach dice:

Sempre da

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Ascolti vari di questi giorni

Brahms: le Sinfonie

Rispondo così anche a @superburp: non mi stupisce che ti piacciano poco, sono singolarmente antiromantiche in una lettura che oggi va piuttosto di moda ma ai tempi doveva essere un discreto shock. In quest'ottica, mi è piaciuta la Quarta (moltissimo), ma anche la Prima. Mi ha lasciato più freddo la relativa freddezza e razionalità della Seconda. Biasimo, come sempre in questi casi, l'idea di non ripetere l'esposizione, ma all'epoca si usava così.

Haydn: Sinfonie Sorpresa, Militare e Pendola

Interpretazioni davvero da ascoltare, impostate sull'estrema vitalità, qualcosa che si rivedrà in parte nel successivo Bernstein. Comunque davvero coinvolgenti.

Sawallisch fece un remake brahmsiano per EMI negli anni '90 con la LPO (incise pure i concerti con Kovacevich). I londinesi suonano decisamente meglio. L'approccio, però, non va oltre un'onesta routine. Credo sia stata stampata anche da Brilliant.

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2 ore fa, Ives dice:

In questi giorni ho riascoltato/rivisto la sua integrale di Schumann (l'hanno trasmessa su SKY). Devo dire che apprezzo lo studio sulla prassi esecutiva d'epoca (emerge molto bene dal documentario allegato ai concerti, dove le prime parti della Kammerphilarmonie spiegano quali sono le differenze di suono e di tecnica all'epoca di Schumann), meno certe ruvidezze d'approccio e taluni tempi davvero velocissimi. Comunque, è molto bella, nel complesso. In Brahms come se la cava?

In Brahms non è precipitoso, benchè chiaramente stacchi tempi filologici... l'unico difetto che trovo è un range dinamico ridotto, non riesco a capire se è la ripresa del suono o cosa, certe esplosioni mi paiono trattenute, o meglio lontane. Per il resto, l'approccio paaviano con gli archi molto leggeri e poco vibrati, i fraseggi aerei un po' autocompiaciuti e un certo slancio nei passaggi più concitati secondo me funziona molto bene con Brahms, più con Brahms che con Bruckner (autore che Paavone frequenta più assiduamente, non ho mai capito perchè, benchè la sua prima mi piaccia). E' un Brahms sognante e un po' sornione, ovviamente - che lo dico a fare - di grande trasparenza delle trame, qualità fondamentale in un autore così complesso polifonicamente.  E' un Brahms originale in una discografia non ricchissima di alternative, quantomeno se si cerca qualcosa di aggiornato (Chailly, bello quanto vuoi, ha sempre un piede nel passato, Nelsons è ancor più classico). Io almeno sono rimasto a Mackerras, Berglund, e il solito Gardiner a corrente alternata, un po' poco rispetto alla quantità di incisioni totali presenti sul mercato. Ho la sensazione che, a 30 anni dalla nascita della filologia moderna, demolire la tradizione esecutiva del repertorio tardoromantico sia ancora considerato rischioso e impopolare, laddove nel repertorio del primo ottocento l'approccio informato (o seminformato) è diventata la norma o quasi.

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29 minuti fa, Majakovskij dice:

In Brahms non è precipitoso, benchè chiaramente stacchi tempi filologici... l'unico difetto che trovo è un range dinamico ridotto, non riesco a capire se è la ripresa del suono o cosa, certe esplosioni mi paiono trattenute, o meglio lontane. Per il resto, l'approccio paaviano con gli archi molto leggeri e poco vibrati, i fraseggi aerei un po' autocompiaciuti e un certo slancio nei passaggi più concitati secondo me funziona molto bene con Brahms, più con Brahms che con Bruckner (autore che Paavone frequenta più assiduamente, non ho mai capito perchè, benchè la sua prima mi piaccia). E' un Brahms sognante e un po' sornione, ovviamente - che lo dico a fare - di grande trasparenza delle trame, qualità fondamentale in un autore così complesso polifonicamente.  E' un Brahms originale in una discografia non ricchissima di alternative, quantomeno se si cerca qualcosa di aggiornato (Chailly, bello quanto vuoi, ha sempre un piede nel passato, Nelsons è ancor più classico). Io almeno sono rimasto a Mackerras, Berglund, e il solito Gardiner a corrente alternata, un po' poco rispetto alla quantità di incisioni totali presenti sul mercato. Ho la sensazione che, a 30 anni dalla nascita della filologia moderna, demolire la tradizione esecutiva del repertorio tardoromantico sia ancora considerato rischioso e impopolare, laddove nel repertorio del primo ottocento l'approccio informato (o seminformato) è diventata la norma o quasi.

Concordo, anche nei CD di Schumann c'è quella sensazione sonora, forse è la registrazione...in video molto meglio, più netto e potente il suono.

Su Brahms il panorama "alternativo" è quello.

 

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11 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Davvero bello il Pulcinella, sì. Per quanto riguarda questo cofanetto di Ansermet, diciamo che come spesso mi accade è stato un acquisto fatto d'istinto (era un'ottima offerta del mio negozio di fiducia). Solo dopo ho letto il tuo giudizio non entusiastico (e direi sostanzialmente a ragione), anche se ho altresì letto che sono considerate comunque incisioni storiche e di riferimento per la reciproca stima che univa Stravinskij al direttore svizzero. Non essendo uno stravinskiano incallito, e possedendo altre versioni delle sue opere maggiori (Dorati su tutte) per ora me lo faccio bastare. ;)

i rapporti tra Igor e Ernest dopo decenni di forte amicizia diventarono complessi, se non proprio freddi, ad un certo punto il direttore svizzero lo ripudiò per la sua svolta serialista.  Confesso che Ansermet non mi convince in quel doppio cd, le incisioni Decca della maturità siano un po' "allentate" anche per colpa della sua ideologia fenomenologica (ma, per fortuna, non raggiunge l'elefantiasi di Celibidache). Troppe pippe mentali, troppa debolezza che, secondo me, non si riflette oggettivamente nel testo musicale. Preferisco Dorati anche io. Forse il celebre direttore aveva inclinazione maggiore con altri autori, penso a Martin, nello stesso periodo (anni cinquanta-sessanta) incise alcuni pezzi orchestrali e un oratorio (Et in terra pax) con risultati eccellenti. L'altro doppio cd Decca con questo autore è da consigliare senza indugio, c'è piena condivisione spirituale, oltre al fatto che è musica meno esigente e più vicina alla sua filosofia musicale. Di recente avevo intenzione di approfondire il suo pensiero e comprarmi il celebre librone "Les fondements de la musique dans la conscience humaine". L'avevo pure trovato a un prezzo d'antiquariato vantaggiosissimo, ma sono stato battuto sul tempo e così ho rinunciato :mellow: Nuovo è troppo costoso per le mie tasche.

---

 

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Come non lasciarsi cullare da questo inno alla bellezza?

PS 1: L'esecuzione di Zimerman nel suo ultimo CD ti stende!
PS 2: Dopo mi ascolto anche Serkin.
PS 3: Schnabel qui non mi piace. Riduce un po' tutto a tempo di marcetta e manca di lirismo.

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