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Cosa state ascoltando ? Anno 2017


Madiel
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On 1/6/2017 at 13:02, Euripide dice:

Ouverture Coriolano diretta da Gardiner:

Ammazza come corre! :o 

Che incisioni conoscevi? il Coriolano suonato con il suo tempo dura circa 7 minuti, le principali incisioni informate adottano quella velocità (Hogwood, Gardiner, Norrington, Immerseel, Chailly quelli che mi vengono in mente), ma ci sono anche prestigiose incisioni storiche che staccano più o meno gli stessi tempi (Klemperer '27, Toscanini, Reiner, Ansermet). E' musica che deve trasmettere affanno e urgenza, quindi sono gli altri che rallentano, non Gardiner che corre :D

 

 

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14 ore fa, Euripide dice:

Sono sempre stato abituato a Bernstein per questa ouverture, ma conosco pure Abbado, Karajan e soprattutto Kleiber, che pure fugge come un matto. :D Però se dici che va suonata così mi fido. Bernstein la fa durare 9 minuti, aiuto :o 

Bernstein-Beethoven è un binomio controverso e non sempre di successo, sicuramente non si può prendere a riferimento (io, quando si parla di LvB, non lo cito mai). Altrettanto artefatto mi pare, col senno di oggi, il Beethoven di Karajan. Tu sei musicista, devi fidarti del tuo orecchio e del tuo modo di sentire, per questo ti ho messo i link alle esecuzioni di Reiner e Karajan, due registrazioni più o meno coeve e quindi facilmente confrontabili. Io cerco di partire dalle qualità intrinseche che la scrittura stessa contiene, per capire qual'è la dimensione più naturale in cui darle forma, altrimenti il rischio è quello di lasciarci suggestionare dai trucchetti più o meno consapevoli di certi interpreti.

Per come la vedo io, Reiner è teso, ansiogeno, spaventoso, asseconda spontaneamente la scrittura singhiozzante, spezzata e piena di fermate, la sua è la colonna sonora di una fuga in un labirinto... Karajan al solito è poderoso e levigato, direi proprio paludato, afflitto da una certa (solita) boria, almeno in quest'ouverture il suo modo di dirigere ha una resa piuttosto scarsa e impressiona solo per le qualità tecniche. La sua poeticità è generica, di affettività indulgente (secondo tema cantabile), il suo titanismo piuttosto mausoleico, privo di senso teatrale, dimostra insomma che il direttore non ha colto l'idea drammatica che è alla base del pezzo, o che l'ha voluta ignorare per piegare la musica alla sua estetica.

Kleiber è interessante, perchè se ci fai caso non adotta un tempo molto rapido, ma attraverso un fraseggio studiatissimo e un'articolazione degli archi molto aggressiva e ansimante riesce comunque a rendere la qualità thriller di questa ouverture, probabilmente è questo che ti porta a ricordarlo come "uno che corre". Si può arrivare allo stesso obiettivo attraverso strade diverse, l'essenziale è conservare intatto il carattere della musica, e questo fa Kleiber, sceglie un tempo leggermente più ampio ma lo gestisce in modo da conferirgli le stesse qualità di Reiner. Ma parliamo di un interprete dalla sensibilità rarissima, prima ancora che dal grande magistero tecnico.

 

 

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1 ora fa, Euripide dice:

Complimenti come al solito per la tua disamina, sempre brillante. Io per le mie scarse conoscenze ho poco da dire, posso dire solo che secondo me, staccare un tempo piuttosto veloce per questa ouverture, come fa per esempio Reiner (drammaticamente meraviglioso), fa sì che le (poche) parti cantabili e liriche di questa ouverture debbano adeguarsi a tale velocità e quindi forzate e costrette a correre ad un andamento che secondo me è sbagliato. La soluzione sarebbe rallentare sensibilmente in tali parti ma poi non so fino a che punto regga coerentemente la lettura della partitura. Comunque credo sia la prima volta che ascolto Reiner, lo approfondirò certamente perchè mi è piaciuto tantissimo.

C'è pure questa di Zinman, sotanzialmente nel filone hip oriented:

Bernstein è ancora più granitico di Karajan.

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1 ora fa, Euripide dice:

Questo mi mancava :o Ero convinto che Bach avesse scritto solo gli Oratori di Pasqua e Natale

Dedica al bachiano di ferro @Majakovskij :D

ma dai, non lo sapevi ? :cat_lol: Io l'ho comprato giusto di recente in una bella edizione, insieme all'oratorio pasquale.

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2 ore fa, Euripide dice:

Stasera, tra l'altro, ho assistito al concerto di fine anno degli allievi di un liceo musicale (mi viene la pelle d'oca quando metto insieme queste due parole e pensare cosa rappresentano in Italia i licei musicali attuali) qui dalle mie parti: un programma da fare schifo (anche musica leggera e pop), e il rimanente di musica classica è stato letteralmente affrontato coi piedi. E non parlo soltanto della inadeguadezza delle esecuzioni, del pessimo livello tecnico dei ragazzi, fosse solo quello ci passerei pure sopra, ma intendo proprio la concezione di come presentare certo repertorio alla gente. Ma stiamo scherzando. Fosse stata solo musica leggera avrei pure capito, ma presentare il Bolero di Ravel (vantandosi, nella sua presentazione, tra l'altro, di averlo pure ridotto a metà del minutaggio anzichè quello reale) trascritto chissà da chi per un'orchestra pop col finale letteralmente cambiato e tra l'altro facilitato fa veramente venire i brividi. Cioè vi prego, la pianola nel Bolero di Ravel NO vi supplico. Questa è gente che domani dovrebbe iscriversi al coservatorio. Sono completamente esterrefatto '_'

:o 

insomma, non è più una gara a chi ce l'ha più lungo ?  :cat_lol:

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On 4/6/2017 at 16:42, Ives dice:

C'è pure questa di Zinman, sotanzialmente nel filone hip oriented:

Le ouverture di Zinman non sono affatto male, vero! incisioni che ogni tanto mi è capitato di riascoltare, mentre mi sono quasi subito disaffezionato alle sinfonie, valide quando uscirono, oggi forse - con tutta la concorrenza che c'è - piuttosto generiche.

Dirò pure, a proposito di concorrenza, che in questi giorni mi è capitato di buttare un orecchio distratto ad Haselbock (primi due movimenti della nona appena uscita) e... boh! sarà che ad ogni nuova uscita beethoveniana le mie aspettative sono sempre più elevate, ma non mi ha detto granchè.

°°°

gran ciddì, solo Ferrandini vale già il biglietto:

516CtBsV44L.jpg

controdedica all'amico @Euripide 

 

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Adesso, Ives dice:

Quello che cantava Teorema? Prendi una donna trattala male...e fuori dal letto nessuna pietà...mitico:

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:D

Stavo per scriverlo io, ma sembrava una battuta troppo becera :cat_lol:

°°°°

il Coriolano da qui:

888837636223.jpg

certo che Beethoven è sempre Beethoven...

Spoiler

 

 

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30 minuti fa, giobar dice:

E  io i meno noti, ma raffinatissimi, sei concerti per violino op. 6

Pina Carmirelli
I Musici

che non ho mai sentito e che ero sul punto di acquistare qualche giorno fa. Ho lasciato perdere perché indeciso sull'edizione :mellow:

---

Crumb: Apparition per mezzosoprano e pianoforte amplificato

DeGaetani e Kalish

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6 minuti fa, Madiel dice:

che non ho mai sentito e che ero sul punto di acquistare qualche giorno fa. Ho lasciato perdere perché indeciso sull'edizione :mellow:

E' un Vivaldi più severo, guardingo e pudico del solito. Gli scatenamenti e gli estri sono più contenuti, in favore di un incedere mediamente compassato, di per sé comunque interessantissimo per la solita maestria costruttiva dell'autore e animato pur sempre dagli episodi di virtuosismo, di tenerezza e di accelerazioni pazze che costituiscono la cifra stilistica di Vivaldi. Quanto all'interpretazione, non so. Possiedo solo questa dei Musici con la Carmirelli (registrazione 1977), che come al solito, è un modello di pulizia e di musicalità. Di recente ho letto più di un'intervista a importanti musicisti attuali impegnati nel campo delle interpretazioni storicamente informate che, sorprendentemente, parlano molto bene del Vivaldi dei Musici. In effetti, sarei curioso anche io di districarmi fra le interpretazioni più recenti, specialmente delle raccolte meno note come questa. Per esempio, qualcuno può dare un giudizio (argomentato) sul disco dell'op. 6 dell'Arte dell'arco per Brilliant?

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