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EMISSIONE - testata, armonici, "Sonoritè"


Nafta
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Un saluto a tutti gli utenti del Forum e grazie per l'ospitalità :smile_anim: !

Come ho scritto nella mia presentazione, suono saxofono, clarinetto e flauto ma non sono soddisfatto dei risultati che ho raggiunto con quest'ultimo e allora ho deciso di prendermi del tempo per correggere la mia impostazione. Il flauto, col passare degli anni, mi piace sempre di più, ne ho sempre più bisogno e quindi ora trovo sia opportuno fare un investimento sullo studio dell'emissione che non sono riuscito a centrare appieno in passato.

Ricomincio da 3, ovvero avrei organizzato queste sessioni di studio in tre blocchi:

1) - Studio con la sola testata - 2 suoni con la testata aperta (rispetto allo strumento montato dovrebbero essere A2 e A3) e 3 suoni con la testata chiusa (dovrebbero essere Bb1 - D3 - C#4).

2) - Studio degli armonici partendo dalle 3 fondamentali più basse. Nel caso del C basso la sequenza sarà: C1 - C2 - G2 - C3 - E3 - G3 - Bb3 - C4

3) - Marcel Moyse - De la Sonoritè

Mi sono messo sotto da un paio di settimane e sembra che il programma funzioni, comincio a "sentire" meglio lo strumento ma la strada è appena incominciata :mellow: .

Innanzitutto chiedo se questo è un programma sensato; in merito c'è tantissimo, io ho cercato di condensare quanto ho ascoltato, visto e letto in un "pacchetto" organico che non superasse inizialmente i 60 minuti, con l'intento di ridurre ulteriormente la tempistica man mano che riesco ad ottenere più facilità nei risultati.

Avrei già un sacco di cose da chiedere ma non voglio rendere questo post iniziale troppo lungo, per cui rimanderei a più avanti la descrizione dei singoli esercizi con le relative difficoltà che sto incontrando - naturalmente sperando che la cosa possa interessare anche qualcun altro oltre me :unsure: .

Saluti :bye:

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22 ore fa, Nafta dice:

ho deciso di prendermi del tempo per correggere la mia impostazione.

Innanzitutto congratulazioni per i buoni propositi, ma non vorrei scompigliare i tuoi programmi di studio... hai mai pensato di prendere poche lezioni da un maestro? :unsure:
Il problema dell'autodidattismo è che spesso, nonostante tutte le buone intenzioni di questo mondo, c'è sempre qualcosa che sfugge al nostro occhio anche guardandoci allo specchio. Io non ho mai studiato solo con la testata, se non la prima settimana forse, non ricordo... XD esercitarsi con gli armonici è ottimo!

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4 ore fa, Flaux dice:

Innanzitutto congratulazioni per i buoni propositi, ma non vorrei scompigliare i tuoi programmi di studio... hai mai pensato di prendere poche lezioni da un maestro? :unsure:
Il problema dell'autodidattismo è che spesso, nonostante tutte le buone intenzioni di questo mondo, c'è sempre qualcosa che sfugge al nostro occhio anche guardandoci allo specchio. Io non ho mai studiato solo con la testata, se non la prima settimana forse, non ricordo... XD esercitarsi con gli armonici è ottimo!

Condivido pienamente Flaux, in effetti non sono proprio da solo in balia delle onde: pur non andando a lezione in modo "ufficiale", riesco però a vedermi un paio di volte al mese con un mio caro amico e collega flautista che mi dà delle belle strigliate :unsure:! E' stato lui a consigliarmi di fermarmi e riprendere le basi: "Hai un bel fraseggio, una ritmica strepitosa e poi butti via tutto con 'sto suono dimm..." :lol:!

In una sola seduta con lui ho già imparato a rilassare molto di più la mia imboccatura, a trovare un appoggio più largo e morbido del labbro inferiore sulla boccola e a concentrare meglio il flusso d'aria spingendo di meno per ottenere gli acuti. Tuttavia credo mi sarebbe di grande aiuto ascoltare quanti qui nel Forum vorranno intervenire con idee, suggerimenti e critiche, io almeno ci spero... :mellow:.

Attualmente con la testata aperta inizio col produrre il A fondamentale cercando di sostenerlo con un suono "pieno e teso", poi passo al A dell'ottava superiore cercando di attaccarlo pulito senza però stringere troppo per non assottigliare il suono. Quindi mi esercito su questo salto d'ottava (legato e in terzina) cercando di collegare bene i due suoni: mi rendo conto che se lavoro con la gola ben aperta riesco a ridurre notevolmente il movimento delle labbra.

Chiudendo poi la testata con il pollice pratico le note lunghe sugli altri 3 suoni e dopo li eseguo in sequenza su e giù legati. Qui la distanza tra le note è maggiore, serve maggiore flessibilità e il movimento delle labbra è un po' più evidente, soprattutto per prendere la nota più bassa. Infine, chiudendo e aprendo alternativamente con il pollice la testata, mi esercito sull'intera sequenza di 5 note, tutte legate tra loro dallo stesso flusso d'aria.

Tra i vari problemi che incontro il primo è stupido e fastidioso: tendo ad allungare il collo in avanti come una tartaruga e devo auto-correggermi un sacco di volte. Questo mi succede anche con il flauto montato... mi prederei a schiaffi :angry:! Il secondo è che parto bene rilassato ma poi, soprattutto nelle note più acute, tendo a far troppa pressione con la boccola :angry:.

La terza questione riguarda la gola: ho sempre saputo che va tenuta aperta e rilassata. OK, su questo forse ci sono, però ho notato una cosa importante e chiedo consiglio: se invece di tenere la gola semplicemente aperta e rilassata mi impegno attivamente a creare più volume interno (aprendo un po' di più la mandibola e soprattutto alzando il palato molle), mi pare di ottenere un suono più pieno ma anche più facilità nei passaggi tra le note con minor necessità di movimento delle labbra... è plausibile? Grazie, un saluto a tutti :bye:

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15 ore fa, fabbry dice:

Conosci questi video dell'ottimo Giampaolo  Pretto? Sicuramente troverai preziosi consigli.

https://www.youtube.com/watch?v=40GfJK3T588

No, non lo conoscevo affatto e ti ringrazio molto per avermelo indicato :)! Ho visitato il sito personale, il canale YT e il sito dei corsi DILS e ho trovato tante cose interessanti, alcune delle quali geniali, da seguire con attenzione, grazie mille!!

Nel frattempo comincio a portare a casa qualche risultato tangibile: sulla sequenza di armonici legati sono riuscito, partendo dal C basso, a raggiungere il C4 con una sola presa di fiato. Fino a qualche giorno addietro dovevo fermarmi al Bb3, prendere fiato e riprendere dal G3 la sequenza finale, G3 - Bb3 - C4, non solo per il fiato ma soprattutto perché quel Bb3 era già molto "tirato per i capelli", cosa che rendeva il salto successivo davvero improbabile. Ora, riuscendo a dirigere meglio l'aria, posso affrontare tutta la sequenza con una dinamica costante mf o addirittura mp, anche là sugli armonici più acuti che prima ottenevo maldestramente "di spinta". Con la faringe ben aperta e appoggiandomi bene dall'inizio sul C basso, ora l'aria mi basta per tutta la sequenza e quel C4 armonico adesso è decisamente più "docile" del suo omonimo "ufficiale" che trovo invece piuttosto duro nell'attacco oltre che crescente.

Alcune considerazioni di questi giorni: andando verso gli armonici superiori sembra ci sia una maggiore affinità tra l'armonico che si sta suonando ed il secondo successivo a questo - invece che quello direttamente sopra - con il probabile risultato di "saltare" una nota della sequenza; non so se dipenda dalla questione delle armoniche pari e dispari, ma ho notato che l'armonico immediatamente successivo va "cercato" con più attenzione di quello più sopra ancora, infatti all'inizio quel C4 riuscivo più facilmente a prenderlo a partire dal G3 che non dal Bb3 che è molto più vicino :unsure:.

Le ultime note acute mi vengono decentemente solo se mi mantengo del tutto rilassato tranne la faringe, impegnata in un atteggiamento molto simile agli istanti che precedono un conato di vomito :mellow:.

Al momento la sequenza intera con un solo fiato mi riesce solo dopo svariati tentativi, conquistando un suono alla volta. Una volta raggiunto anche il C4 posso ripetere l'intera sequenza per un tot di volte - oggi sono arrivato ad una decina - poi qualcosa inizia a deteriorarsi, è come se non riuscissi più a concentrare l'aria e, cosa veramente odiosa, mi parte una vibrazione delle labbra (una sorta di minuscola pernacchia involontaria, tipo il ronzio di un insetto) che mi avvisa che il giocattolo si è rotto :(!

Immagino che per molti tutto questo sia estremamente banale, tuttavia per me sono scoperte importanti perché a mio tempo non ho avuto la possibilità di studiare seriamente il flauto, dovendo procurarmi da vivere quotidianamente con la musica nelle situazioni più disparate. Spero tuttavia di non risultare indisponente con i miei post, mi rendo conto che una preparazione seria debba seguire ben altri percorsi con livelli di dedizione molto al di sopra delle mie possibilità. Saluti :bye:

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On lunedì 29 febbraio 2016, Nafta dice:

Condivido pienamente Flaux, in effetti non sono proprio da solo in balia delle onde: pur non andando a lezione in modo "ufficiale", riesco però a vedermi un paio di volte al mese con un mio caro amico e collega flautista che mi dà delle belle strigliate :unsure:! E' stato lui a consigliarmi di fermarmi e riprendere le basi: "Hai un bel fraseggio, una ritmica strepitosa e poi butti via tutto con 'sto suono dimm..." :lol:!

Se hai qualche collega flautista che possa seguirti ogni tanto sei già a metà dell'opera... ^^
Ma perché le note le chiami con il sistema anglosassone? :blink: 

Non saprei dirti quella cosa del più volume interno, ma davvero, meno cose fai e meno hai da pensare (mo' sposto la mandibola così e il palato cosà) mentre suoni e più otterrai risultati. L'essere rilassati è davvero fondamentale, soprattutto con le note acute. Se ti piace il sistema anglosassone puoi sentire anche i consigli di Galway:

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10 ore fa, Flaux dice:

(...) Ma perché le note le chiami con il sistema anglosassone? :blink: 

Lo faccio da sempre e pensavo fosse una pratica condivisa anche qui, chiedo scusa.

Grazie per il video di Sir Galway... è sempre fantastico quando tira fuori quel suo suono "liquido" anche solo dalla testata! Copre davvero molto il foro della boccola, sembrerebbe controproducente ma a giudicare dai suoi risultati... :o

Per la questione del volume interno credo sia più semplice di quel che si può raccontare a parole: si tratta di collegare un certo atteggiamento al suono e dopo un po' diventa naturale perché ogni volta che lo fai il suono migliora e i passaggi sono più facili con un minor movimento di labbra e alle cose più facili ci si abitua molto volentieri :lol:!

Continuando la serie "Acqua Calda Discovering" ho constatato come il Sonoritè del Moyse sia davvero utile.

Per ora sono soltanto arrivato al n.4, ho proceduto molto lentamente stando diversi giorni su ogni esercizio, ripetendo diverse volte i singoli passaggi. Ho compiuto le discese di semitoni, toni interi, terze minori e terze maggiori presi dal registro medio e basso. Sono partito molto crescente sulle note alte pur con la testata fuori di circa 8/9mm e ora invece riesco ad intonare abbastanza bene un po' tutto con la testata fuori di 5mm. La nota più critica rimane il Do# centrale (devo verticalizzare tantissimo l'aria per non crescere) e le basse che, se prese singolarmente risultano giuste e timbrate ma se ci arrivo molto dall'alto risultano ancora deboli e calanti. Ho ancora qualche problema con il primissimo attacco delle note più acute: cresco sempre al primo tentativo per poi aggiustarmi nelle ripetizioni successive :scratch_one-s_head:.

Tra un paio di giorni comincerò con la 3a ottava, spero di non andarmi a schiantare perché al momento sono molto soddisfatto di come procede lo studio, comincio ad avere un senso più preciso del timbro e dell'intonazione... sento lo strumento un po' più "mio"... speriamo di poter continuare così :dance2: Grazie, a presto! :bye:

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  • 1 month later...

Pagina degli acuti superata con dignità :P!

Ora la bestia nera è il n. 1A di pag. 10: note basse da fare con dinamica pp-ff-pp su 4 misure a 60 bpm il quarto :ph34r:. Ci sono già da una settimana, l'inizio è stato drammatico per l'intonazione e la gestione dell'aria (ne spreco tanta), ora va meglio ma ho dovuto capitolare sulla velocità: 100 al quarto è il massimo della lentezza che mi posso permettere con quelle prese di fiato.

Sto imparando a gestire foro e direzione dell'aria in funzione della dinamica, con un flusso d'aria costante, cercando di contenere il più possibile le involontarie variazioni d'intonazione. E' difficile anche perché non tutte le note dello strumento suonano allo stesso modo (intonazione e resistenza).

Sono un po' preoccupato per la velocità, vorrei scendere almeno ad 80 bpm ma al momento è improponibile: le prime 4 misure di una sequenza riesco a farcela perché parto molto carico ma nella ripetizione schiatto prima della fine per esaurimento scorte... :wacko:!

Il mio maestro dice che è normale, che devo solo imparare ad utilizzare meglio il fiato soprattutto nelle dinamiche forti dove ne spreco di più. "Ci vuole tempo e costanza". Tutte le volte che nella vita si incontra una rogna seria vengono tirati in ballo tempo, costanza, determinazione, pazienza e fiducia, quando poi ti dicono "abbi fede" vuol dire che sei spacciato... <_<!

Qualcuno può darmi qualche idea che mi aiuti a superare questa difficoltà? Quando a vostro tempo avete studiato il Sonorité del Moyse, riuscivate a suonare l'es. 1A a 60 bpm :o?

Come sempre grazie, un saluto :bye:

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