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Gli ascolti della settimana 2016


Rinaldino
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Buongiorno a tutti e bentrovati :)
L'idea è di ricominciare con gli ascolti questa settimana, sperabilmente già domani. Quest'anno introduciamo un paio di novità radicali (no divisioni in periodi, meno brani, e in generale un'organizzazione settimanale più rilassata) e vediamo come va. Ovviamente sono super benvenuti consigli e suggerimenti, per chi non li avesse già forniti nel vecchio topic.
Questa settimana è in programma il recupero di Le Réveil des oiseaux di Olivier Messiaen (proposto da Endymion) e io propongo anche Partita for 8 Voices di Caroline Shaw (ma se avete proposte alternative non esitate).
Auguri a tutti per un buon anno pieno di ascolti interessanti e proficue discussioni!

CALENDARIO 2016
_____________________________________________________________
I settimana : 9 - 16  Gennaio 2016

Olivier Messiaen - Le Réveil des oiseaux (proponente Endymion)
Caroline Shaw - Partita for 8 Voices (proponente Rinaldino)

II settimana : 17 - 23 Gennaio 2016
Bernhard Lang - DW8 (proponente mdm67)
Maurice Ravel - Introduction et Allegro (proponente Rinaldino)

III settimana : 24 - 30 Gennaio 2016
Pietro Antonio Locatelli - Sinfonia Funebre (proponente kraus)

IV settimana: 8 -14 marzo 2016

Louis Moureau Gottschalk - Bamboula (proposto da alucard)

Alfredo Casella - Concerto per violoncello e orchestra op.58 (proposto da giobar)

 

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Riporto la descrizione che feci nel vecchio topic Gli ascolti della settimana 2015, al quale rimando anche per alcune osservazioni che facemmo con Flaux ed Euripide.

Le Réveil des oiseaux di Olivier Messiaen è un'opera per pianoforte e orchestra, composta nel 1953 su commissione di Heinrich Strobel, direttore del festival di Donaueschingen. La prima esecuzione avvenne l'11 Ottobre dello stesso anno, con Yvonne Loriod al pianoforte, e la SWR Sinfonieorchester Baden Baden diretta da Hans Rosbaud. La dedica è triplice: a Jacques Delamain, noto ornitologo, a Yvonne Loriod, pupilla di Messiaen ed in seguito la sua seconda moglie, e "a tutti gli uccelli delle nostre foreste".
Gli scritti di quegli anni mostrano un Messiaen che si interrogava profondamente sul cammino della musica: ai suoi studenti di composizione confidò "siamo tutti in una profonda notte, e io non so dove sto andando". Era ancora impegnato nella composizione mediante complesse strutture matematiche, ma già profondamente affascinato dal canto degli uccelli. Organizzava spedizioni per ascoltare e trascrivere il loro canto, ma era ostacolato dalla sua mancanza di conoscenze ornitologiche. Ad aiutarlo fu l'avvenuta conoscenza, nell'Aprile del 1952, del noto ornitologo Jacques Delamain. Da allora, la musica di Messiaen ricorse sempre più al canto degli uccelli, come mostra la sequela di capolavori degli anni seguenti.

 

E' la sua prima opera di una certa lunghezza basata sulla trascrizione del canto degli uccelli, ed è il suo primo lavoro unicamente basato su di essi. Ha lasciato intatti le melodie e i ritmi, fatte salve le necessarie modifiche che ne consentissero la trasposizione strumentale. L'intervento dell'autore riguarda la scelta degli strumenti, l'ordine assegnato ad ogni canto e la decisione su quanta parte di ogni canto utilizzare. Si è molto discusso sul grado di fedeltà col quale Messiaen avrebbe trasposto il canto degli uccelli, con varie opinioni, ma è bene ricordare che lo stesso Olivier disse sempre che gli stessi dovevano necessariamente essere adattati, trasponendoli verso registri più gravi e rallentando spesso il tempo, così come "la riproduzione dei timbri degli uccelli mi ha costretto a delle costanti invenzioni di accordi, di sonorità, di combinazioni di suoni e di complessi di suoni che sfociano in un pianoforte che non suona armonicamente come gli altri pianoforti". Gli uccelli cantano spesso in intervalli inferiori al semitono, caratteristica che ne rende impossibile l'esatta riproduzione al pianoforte. Nel descrivere il suo metodo di lavoro, disse che un canto è raccolto in tante differenti osservazioni e trascrizioni, poi messe assieme, finchè una particolare frase viene selezionata e prescelta come caratteristica. Inoltre, particolare importante anche se non strettamente musicale, i canti di alcuni uccelli, come la capinera e il luì, si evolvono e cambiano nel corso delle generazioni, e sono ormai diversi da quelli sentiti a suo tempo da Messiaen.

 

Un'avvertenza: nella descrizione oscillerò spesso tra i termini strumento ed uccello, sia per non appesantire troppo la descrizione, sia perchè questa era effettivamente la volonta di Messiaen, che chiese che nel programma della prima non fosse inclusa la sua biografia, poichè era "desideroso di scomparire dietro agli uccelli". L'edizione di Boulez va benissimo, io ho quella diretta da Kent Nagano, molto bella ugualmente, ma col difetto di seguire una suddivisione delle tracce quadripartita che può creare qualche problema nel seguire la struttura dell'opera.

 

L'opera descrive, attraverso i canti di svariate specie di uccelli, la vita in una foresta francese dalla mezzanotte al mezzogiorno successivo. Ogni esemplare ha la sua voce in uno strumento diverso (fa eccezione il pianoforte, come vedremo). Ha una struttura ad arco, suddivisa in cinque sezioni, con il culmine nel "Coro dell'alba".
- La prima sezione, la mezzanotte, è introdotta da una cadenza al pianoforte, il canto dell'usignolo, presto raggiunto da due compagni, ancora al pianoforte, che intrecciano contrappuntisticamente i loro canti. Un breve silenzio è seguito dai pochi richiami isolati e sparsi di altri uccelli notturni. Riecco un usignolo, il suo canto suddiviso tra il flauto, il clarinetto e il pianoforte;
- La seconda sezione, le quattro del mattino. Il pianoforte introduce i canti della sterpazzola e del pettirosso, finchè una melodia che passa per il pianoforte, la viola e l'oboe annuncia il grande coro dell'alba;
- La terza sezione è il climax dell'opera, il coro dell'alba. Vi è dapprima un esteso solo pianistico, il canto del pettirosso, ed ecco che gli uccelli si risvegliano, sovrapponendo polifonicamente i propri canti, introdotti uno ad uno, in un grande tutti che impiega la quasi totalità dell'orchestra. Una meraviglia polifonica. Al sorgere del sole, tutto tace in un silenzio improvviso;
- La quarta sezione, i canti del mattino, è introdotta, inframezzata e conclusa da tre diverse cadenze pianistiche: le prime due sono i canti della capinera e del merlo, mentre la terza cadenza sovrappone i canti di diversi uccelli. E' interessante notare che in questa sezione gli uccelli si avvicendano come in una conversazione a più voci;
- La quinta sezione, il mezzogiorno. Tutto si arresta una seconda volta in un totale silenzio. Il brano termina con una coda breve e controllata, con gli interventi tenui e distanti dei violini e delle percussioni.

 

Amo molto questo brano di Messiaen, anche se non raggiunge la complessità ritmica della Chronochromie, né ha il respiro narrativo della Turangalîla. Trovo convincente la resa sonora di una natura libera e sbrigliata, eppure alcune caratteristiche tipiche della sua musica, come l'assenza di una vera e propria pulsazione ritmica unita alla sua gigantesca maestria timbrica, e la struttura ad arco, che conferisce un ordine superiore ad una vicenda apparentemente caotica, trasfigurano questo canto della foresta in un brano fuori dal tempo. Voto: 10

Metto il link dell'edizione presente su Wellesz, che è anche la prima esecuzione assoluta. E' comunque un brano noto, si trovano altre esecuzioni sia su YT che su Spotify:

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1 minuto fa, LudwigII dice:

Ottimo ! Ben ritrovati compagni di viaggio.
Cercherò di partecipare.

Per iniziare dagli auspicati suggerimenti, una ovvietà: in testa occorre una mappa di navigazione o come preferite calendario, per orientarsi.

tranquillo, siamo nelle mani di Rinaldino ! ^_^

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Olivier Messiaen, Réveil des oiseaux (1953): Messiaen ha aperto con questa composizione una via nuova nella musica d’avanguardia dei primi anni cinquanta, stretta da il morente neoclassicismo e la  nascente serialità post weberniana - quest'ultima propugnata proprio dal suo allievo integralista Boulez come unica via della nuova musica. Il canto degli uccelli gli permetteva di evitare una scelta imbarazzante e di mettere meglio a fuoco un campo di ricerca che avrà, di lì a poco, esiti incredibili nella sua musica. Alcuni presupposti c’erano stati proprio nella Turangalila sopra citata, in Cantéyodjaya (1949) e nei Quatre études de rythme (1949), lavori dove il ritmo diviene determinante ai fini strutturali del pezzo. Anche la musica dell’estremo oriente influenza Messiaen nella ricerca di sonorità sofisticate, fatte sia di colori brillanti, smaltati, ottenuti soprattutto con percussioni metalliche o accostamenti inusuali di strumenti. Il canto degli uccelli viene, per la prima volta nella storia della musica, analizzato nelle sue più minute cellule ritmiche, e serve da materia astratta sulla quale creare strutture polifoniche piuttosto complesse. Vanno aggiunti la ricercatezza timbrica, assolutamente nuova per il tempo e sotto certi versi ancora sconcertante oggi, e l'economia costruttiva al limite dell'atematico. Questi sono, secondo me, i pregi principali. I difetti mi sembrano risiedere nel decorativismo fine a sè stesso, alla fine stucchevole, e nella mancanza di quella spiritualità naturalistica che sarà delineata meglio in seguito. Per gusto personale, non lo trovo neanche poi così poetico. Réveil non è un approdo, e neanche un modello, direi sia piuttosto un primo catalogo delle potenzialità del nuovo linguaggio. E’ una partitura, cioè, foriera di molte conseguenze tecnico-espressive che Messiaen approfondirà meglio negli anni successivi. Sarà un crescendo a partire dalla stilizzazione di Oiseaux éxotiques (1956), passando per la complessità assoluta timbrica-ritmica di Chronochromie (1960), per arrivare a una sintesi in Couleurs de la cité céléste (1962). Motivo per cui, un voto alto, ma senza esagerare, mi sembra il più corretto. Voto: 8 ½

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Io riprendo il discorso fatto su Caroline Shaw – Partita for 8 Voices (2012).
Come avevo detto, che sfortuna che Gould scrisse il suo So you want to write a fugue? non negli ultimi vent'anni, ma bensì nel 1963. A seguire mi sono immaginata questa Partita eseguita da Italiani, con una pronuncia inglese non proprio impeccabile... XD
Non riesco a cogliere l'innovazione apportata da questo brano. Al primo ascolto mi fermai all'Allemande, benché apprezzai alcune sonorità, mi stancai quasi subito. Sembra un saggio su "le possibilità della voce" e sappiamo quanto io l'adori come strumento musicale... nient'affatto. x__x Non dubito che sia anche una provocazione bella e buona fine a se stessa, soprattutto la Courante e i commenti sono esilaranti. A tratti ricorda invece la colonna sonora dei film di Peter Jackson, sì, avete capito bene! A tratti la staticità e la ripetitività ne sono padroni indiscussi. Però alla gente piace, è entusiasta, i voti positivi si sprecano. Beh, a me non piace, voto 4 ½ . L'avevo detto che saremmo iniziati male. U__U
La domanda successiva è: come mai Rinaldino hai proposto questo brano? C'è qualche aspetto che non ho colto? (:

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Caroline Shaw, Partita for 8 Voices (2012): anche io mi chiedo in cosa consista la novità del pezzo. Anzi, dirò di più, mi chiedo se ha qualche interesse artistico. Dopo Sinfonia di Berio (1968) e Stimmung di Stockhausen (1981) ha senso comporre musica così ? Se vi affascinano gli incastri polifonici moderni di voci si possono pure prendere in considerazione opere più "antiche", come i cori di Schoenberg o Fuge aus der Geographie di Toch (1930). Ed è pure un lavoro noiosissimo, timbricamente e ritmicamente troppo ripetitivo. Lo avevo già ascoltato poco tempo fa su suggerimento di mdm67 in altro topic, qui confermo l'impressione negativa. Spazzatura kitsch. Voto: 4

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Caroline Shaw: Partita, per 8 voci

Non mi intendo di modernità "colta", ma credo che lo stile di questo pezzo sia un pochettino tagliato fuori dal potersi considerare "oggetto d'arte", o quantomeno di arte più o meno impegnata. Tantomeno non conosco per niente l'autrice, credo di averla sentita nominare altrove ultimamente qui in forum. Sarebbe questa la modernità, anzi la  musica della contemporaneità? Non credo, mi rifiuto di crederlo, concordo con Madiel assolutamente quando dice che basta pensare a brani più "antichi" ma molto meglio costruiti per spazzare via subito questa roba. Musica d'impianto sostanzialmente tonale peraltro, nessuna ricercatezza particolare timbrica (eccetto forse qualche sforzo nel terzo brano, la corrente), dal gusto a tratti squisitamente celtico (non so però di dove sia l'autrice) e che cerca di fare talvolta il verso a sonorità rinascimentali ma, a mio avviso, con scarsi risultati. Insomma mi sono annoiato a morte, mi sono emozionato di più a vedere oggi il gol di Higuain su azione contro il Frosinone :D voto 5

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5 ore fa, Euripide dice:

dal gusto a tratti squisitamente celtico (non so però di dove sia l'autrice

E' cresciuta oltreoceano, è un made in USA anche come formazione accademica.
A titolo di curiosità quoto l'esatta motivazione per la quale le conferirono il premio Pulitzer per quello stesso brano:

Cita

Partita for 8 Voices, by Caroline Shaw (New Amsterdam Records)
A highly polished and inventive a cappella work uniquely embracing speech, whispers, sighs, murmurs, wordless melodies and novel vocal effects (New Amsterdam Records).

La lista completa -qui-.

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Io l'ho proposta perché mdm67 mi aveva incuriosito e perché tutto sommato non mi dispiace, anche se condivido molte delle critiche. Sostanzialmente è un brano del tutto inattuale e molto leggero, direi addirittura semplice (o banale), che però si fa ascoltare volentieri, a cervello semispento. L'intenzione era partire con un ascolto poco impegnativo, oltre che prendere un po' in giro gli ammericani :)
Comunque se volete facciamo ancora in tempo a cambiare!

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2 ore fa, Rinaldino dice:

Io l'ho proposta perché mdm67 mi aveva incuriosito e perché tutto sommato non mi dispiace, anche se condivido molte delle critiche. Sostanzialmente è un brano del tutto inattuale e molto leggero, direi addirittura semplice (o banale), che però si fa ascoltare volentieri, a cervello semispento. L'intenzione era partire con un ascolto poco impegnativo, oltre che prendere un po' in giro gli ammericani :)
Comunque se volete facciamo ancora in tempo a cambiare!

siamo ancora in tempo per aggiungere una cosuccia, la settimana è appena iniziata :cat_lol:  Io l'ho trovato abbastanza bruttino, banale e inutile, mi pare proprio di aver buttato via del tempo ascoltandolo :o Fa pure una pessima figura con quello di Messiaen, che è un pezzo senz'altro importante e perfino "bello".

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2 minuti fa, Madiel dice:

siamo ancora in tempo per aggiungere una cosuccia, la settimana è appena iniziata :cat_lol:  Io l'ho trovato abbastanza bruttino, banale e inutile, mi pare proprio di aver buttato via del tempo ascoltandolo :o Fa pure una pessima figura con quello di Messiaen, che è un pezzo senz'altro importante e perfino "bello".

Ma te lo sapevo che l'avresti trovato inutile :D
Per i tuoi standard avrei dovuto proporre chessò, A-ronne di Berio :P

 

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2 minuti fa, Rinaldino dice:

Ma te lo sapevo che l'avresti trovato inutile :D
Per i tuoi standard avrei dovuto proporre chessò, A-ronne di Berio :P

 

non ho niente in contrario verso il decorativismo, però ci vogliono ben altro gusto e capacità artigianali per elevarlo a forma d'arte. Insomma, bisogna fare le cose in grande ! ;)

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14 ore fa, Rinaldino dice:

Io l'ho proposta perché mdm67 mi aveva incuriosito e perché tutto sommato non mi dispiace, anche se condivido molte delle critiche. [...]
Comunque se volete facciamo ancora in tempo a cambiare!

Ormai abbiamo già votato... XD e vi raccomando: ogni proposta è debito, non si torna indietro!
Messiaen lo devo riascoltare.

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Una proposta che intendevo fare da tempo: la Sinfonia funebre di Locatelli (ca a mmatin' ce scetamm' allere). Non è molto lunga e mi sembra meriti una riscoperta.

 

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49 minuti fa, kraus dice:

Una proposta che intendevo fare da tempo: la Sinfonia funebre di Locatelli (ca a mmatin' ce scetamm' allere).

Per il momento direi di condividere commenti e valutazioni sui pezzi di questa settimana, siamo solo a lunedì. ^^
Li hai ascoltati? Non vuoi lasciarci qualche impressione?! So che forse non sono proprio in linea con i tuoi gusti musicali...

Riprendendo le mie precedenti opinioni: nel brano di Messiaen c'è l'incipit del tema di Ritorno al futuro, sapevatelo. Devo dire che la nuova versione è molto più ovattata di come la ricordavo. Rimango parzialmente irremovibile sull'uso del pianoforte in maniera così percussiva e castigata. <_< Però il mio pessimismo pianistico si sta addolcendo. XD

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13 minuti fa, Flaux dice:


Li hai ascoltati? Non vuoi lasciarci qualche impressione?! So che forse non sono proprio in linea con i tuoi gusti musicali...
 

Indovinato. Ad ogni modo non intendevo proporre il pezzo di Locatelli hic et nunc. Va benissimo anche se lo si considera per l'avvenire.

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13 minuti fa, kraus dice:

Indovinato. Ad ogni modo non intendevo proporre il pezzo di Locatelli hic et nunc.

Beh, ma abbiamo bisogno anche dei pareri negativi, non solo delle parole lusinghiere e dei voti alti, altrimenti che gusto c'è? :P Siamo qui per metterci in gioco come ascoltatori. Io te lo dissi come buono proposito per questo nuovo topic del 2016, poi ovviamente fai come preferisci. ;)

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Adesso, Flaux dice:

Beh, ma abbiamo bisogno anche dei pareri negativi, non solo delle parole lusinghiere e dei voti alti, altrimenti che gusto c'è? :P Siamo qui per metterci in gioco come ascoltatori. Io te lo dissi come buono proposito per questo nuovo topic del 2016, poi ovviamente fai come preferisci. ;)

Mah, nel caso della Shaw, se mi chiamaste in causa si potrebbe parlare di accanimento :D 

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Olivier Messiaen Le Réveil des oiseaux
Credo che Messiaen non sia autore per me. Ci sono diversi modi per descrivere, è vero, e questo suo approccio frammentario e percussivo -al limite dell'atematico come raccontava Madiel- non credo rendi sempre giustizia alla fonte alla quale si è ispirato. L'uso del pianoforte rimane un enigma irrisolto. Non ci sono momenti distensivi, non è nemmeno un invito all'ascoltatore alla contemplazione... sembra una natura di metallo. Dopo ripensamenti vari, ho deciso che assegnerò un 6+.

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36 minuti fa, Flaux dice:

Olivier Messiaen Le Réveil des oiseaux
Credo che Messiaen non sia autore per me. Ci sono diversi modi per descrivere, è vero, e questo suo approccio frammentario e percussivo -al limite dell'atematico come raccontava Madiel- non credo rendi sempre giustizia alla fonte alla quale si è ispirato. L'uso del pianoforte rimane un enigma irrisolto. Non ci sono momenti distensivi, non è nemmeno un invito l'ascoltatore alla contemplazione... sembra una natura di metallo. Dopo ripensamenti vari, ho deciso che assegnerò un 6+.

non so perché, ma me l'aspettavo! :D Se ascolti Catalogue des oiseaux, come minimo impazzisci.... ^_^

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29 minuti fa, Madiel dice:

non so perché, ma me l'aspettavo! :D Se ascolti Catalogue des oiseaux, come minimo impazzisci.... ^_^

Ma guarda che ho iniziato bene l'anno, con un 10 pieno... come somma. XD

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