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Cosa state ascoltando ? Anno 2016


Madiel
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9 ore fa, Madiel dice:

eh ? :blink: Stai confondendo con il canale di Wittelsbach, noi non abbiamo alcuna restrizione :D

:weird:....tutte le fortune avete :cat_lol::lol: ..Ho capito, a dire il vero pensavo che il problema fosse sia di Verbosomusicante che vostro, ma ricordavo male allora, come non detto era solo una osservazione che mi è venuta da fare vedendo la durata del video sopra, meglio così per il canale Wellesz.

- - -

 

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3 minuti fa, PetarPopara dice:

Non ricordavo ascolti wagneriani di @kraus - io sono più a mio agio col Novecento estremo che con Wagner, le vie del gusto per me sono un mistero.

Ce n'è di ascolti wagneriani by kraus, ce n'è, hai voglia... :D Tra l'altro Wagner mi piace una cifra (I like Wagner a digit, come dicono gli anglosassoni a Roma e i romani a Londra), al punto che - per un classicista galantista reazionario qual io mi vanto - la sua è la musica del futuro. Raggiunge vertici biodinamici autobloccanti & mozzafiato quando ascolto Tristano e Isotta.

A proposito di memoria, pensavo che PetarPopara fosse un nuovo nickname di Saint Just, salvo poi accorgermi che sono due forumisti distinti. Il caldo fa brütti scherzi...

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1 ora fa, kraus dice:

A proposito di memoria, pensavo che PetarPopara fosse un nuovo nickname di Saint Just, salvo poi accorgermi che sono due forumisti distinti. Il caldo fa brütti scherzi...

Brutti scherzi li fa chi cambia nickname senza dirlo in giro :innocent_x: e ha una personalità forumistica talmente vaga che nessuno se ne accorge :content_kid: (scusate l'OT ma sono a un torneo e non ho voglia né di musica né di altro, però vi seguo)

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«Dirigerla costituisce un'esperienza distruttiva: assorbe completamente, debbono passare due o tre giorni prima di riprendersi». Così la pensava Karajan, dei Tre pezzi per orchestra op 6 di Berg. 

Li ho appena ascoltati nel cd del cofanetto di Sinopoli sulla seconda scuola viennese. Li ripropongo nella versione del giovane Abbado, dal canale benemerito.

 

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4 ore fa, kraus dice:

Ce n'è di ascolti wagneriani by kraus, ce n'è, hai voglia... :D Tra l'altro Wagner mi piace una cifra (I like Wagner a digit, come dicono gli anglosassoni a Roma e i romani a Londra), al punto che - per un classicista galantista reazionario qual io mi vanto - la sua è la musica del futuro. Raggiunge vertici biodinamici autobloccanti & mozzafiato quando ascolto Tristano e Isotta.

A proposito di memoria, pensavo che PetarPopara fosse un nuovo nickname di Saint Just, salvo poi accorgermi che sono due forumisti distinti. Il caldo fa brütti scherzi...

:o:o:o

pure io mi sono perso qualche puntata... poi le opere di Wagner sono l'esatta negazione (anche nell'estetica, nella filosofia, nei contenuti) dell'opera mozartiana... davvero il gusto alle volte è insondabile :D 

Se dal punto di vista squisitamente musicale, volendosi fermare all'800 come fai tu, l'avanzamento che portò a livello tecnico è indubbio (fosse solo per l'ampliamento del concetto di armonia classica), io continuo a trovare Wagner un compositore invecchiato malissimo, a prescindere dai gusti e da quanto può piacere o no la sua musica come pura tappezzeria d'ascolto, mi pare non ci sia alcun punto di contatto con la realtà in cui viviamo oggi, mi pare che Wagner possa descrivere solo la sua epoca e la sua cultura, è davvero un pezzo di Ottocento tedesco caduto dallo spazio. Sono convinto che se la musica classica fosse libera di rappresentare la società in un sistema di equilibrio "sano" e non corrotto come quello che viviamo, se quindi per due terzi non continuasse a vegetare come un pezzo da museo arroccato nelle grandi sale da concerto, nei repertori di tradizione e nelle logiche del commercio delle major del settore che tale repertorio si porta appresso, Wagner verrebbe relegato ai libri di storia e ai nostalgici appassionati di quella musica e di quella filosofia, e non allestito con la frequenza con cui ancora si fà. Non riesco davvero a immaginare non come possa "piacere" ma come possa "interessare" oggi un Parsifal. Persino Schumann è più moderno di lui, in fondo la sua patologica ossessione dei "due io" (e la difficile integrazione di questo dualismo in una società "etichettante"), la riottosità ad accettare il mondo adulto (e quindi la fuga dalle brutture ma anche dalle responsabilità), il rifugio in una figura pseudo-materna mascherata ed elevata ad amore totalizzante, sono tematiche psicologiche che ritroviamo oggi come ieri, e sono proposte spesso con la sola mediazione simbolica (le maschere ad esempio) o letteraria. In Wagner la sovrastruttura ideologica/filosofica/fantastica è così prevalente da fagocitare tutto il resto, anche i pochi messaggi assoluti che, volendo, possiamo sforzarci di rintracciare nella sua poetica. Immagino un wagneriano doc (non uno che ascolta Wagner limitandosi a seguire la storiella, ma uno che ci si ritrova dentro con le scarpe) come un alieno incapace di vivere la società e il presente, uno che per fuggire dalla consapevolezza di tale incapacità si autoeleva ad eroe/intellettuale (come il Divino Riccardo insegna raccontandoci le avventure dei suoi in fondo sfigati personaggi), arrampicato in un fumoso pessimismo autodistruttivo-schopenhaueriano-nietzscheiano (o chi vi pare) che, se aveva già poco senso a quell'epoca, figurarsi oggi quanto è scollato dal mondo. L'unico grosso elemento di attualità che trovo è l'attitudine a volersela raccontare (o volersi bere quel che raccontano gli altri) pur di evitare il contatto con il reale e con l'idea di diventare protagonisti veri della propria vita. Mozart, a dispetto dei detrattori che lo riducono a pessimo intrattenitore di corte, rimarrà un autore attuale e universale (parlo dei capolavori lirici in particolare, ma anche di tutto il resto, fino alle sonate per pianoforte), quello che racconta la sua musica, per chi ha voglia di approfondirla, il suo discorso attorno all'uomo senza pudori e (quasi) senza mistificazioni, condotto con ironia e disarmante leggerezza, può trovare riscontro in qualsiasi epoca. Ed io trovo la sua musica tutt'altro che evasiva e mistificatoria, è semmai cruda in modo sottile, antiretorico e sì anche un po' patinato. Secondo me non è un caso il fatto che fu uno dei compositori di riferimento di una delle correnti più importanti del primo '900, un'epoca di presa di coscienza della verità, un'epoca di persecuzione delle opinioni, un periodo dove gli autori che contavano e hanno contato nella storia scappavano proprio dal wagnerismo.

°°°°

ascolto, per un caso, una cosa attuale ma anche no:

 

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12 minuti fa, Majakovskij dice:

:o:o:o

pure io mi sono perso qualche puntata... poi le opere di Wagner sono l'esatta negazione (anche nell'estetica, nella filosofia, nei contenuti) dell'opera mozartiana... davvero il gusto alle volte è insondabile :D 

Mi sono nascosto bene, in tutti questi anni :) 

Cita

Se dal punto di vista squisitamente musicale, volendosi fermare all'800 come fai tu,

1827, per la precisione :lol: Mannaggia quella pormonite che se portò via er nostro caro Beetove...

Cita

Resto della citazione

Boh, a me Wagner piace perché mi piace la sua musica. Non saprei dirlo in altro modo. Che sia moderno o no, pace. Anzi, no, aspetta...

12 minuti fa, Majakovskij dice:

Non riesco davvero a immaginare non come possa "piacere" ma come possa "interessare" oggi un Parsifal. Persino Schumann è più moderno di lui

Ecco perché Wagner mi garba più di Schumann! Trovata la quadra.

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1 minuto fa, kraus dice:

Mi sono nascosto bene, in tutti questi anni :) 

1827, per la precisione :lol: Mannaggia quella pormonite che se portò via er nostro caro Beetove...

Beethoven era in fase intrombonimento... cominciava a sentirsi fuori dal mondo, avrebbe forse lasciato qualche altro capolavoro estremo in ambito cameristico, ma la sua rivoluzione l'aveva già compiuta negli anni d'oro. Va bene così insomma.

3 minuti fa, kraus dice:

Boh, a me Wagner piace perché mi piace la sua musica. Non saprei dirlo in altro modo.

nel tuo caso non avevo dubbi :D però mi hai dato lo spunto per un pippottone, era parecchio che non ne facevo uno... poi sennò mi intasate la posta coi messaggi "Maja... che fine hai fatto... torna!!" :lol:

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13 minuti fa, Majakovskij dice:

Mozart, a dispetto dei detrattori che lo riducono a pessimo intrattenitore di corte, rimarrà un autore attuale e universale (parlo dei capolavori lirici in particolare, ma anche di tutto il resto, fino alle sonate per pianoforte), quello che racconta la sua musica, per chi ha voglia di approfondirla, il suo discorso attorno all'uomo senza pudori e (quasi) senza mistificazioni, condotto con ironia e disarmante leggerezza, può trovare riscontro in qualsiasi epoca. Ed io trovo la sua musica tutt'altro che evasiva e mistificatoria, è semmai cruda in modo sottile, antiretorico e sì anche un po' patinato. 

Nelle Lezioni di musica (che purtroppo si sono guastate irrimediabilmente in questi ultimi tempi :D) hanno sovente messo in evidenza le caratteristiche atemporali mozartiane. Dagli esperimenti ritmici nei Quartetti Prussiani, talvolta inquietanti alle sonate finto-ottimiste. Quel che ha fatto nel Don Giovanni o nelle Nozze è la dimostrazione del proverbio "Alla curva si prova il barbiere". Dietro quella curva lui s'è spinto senza difficoltà, i contemporanei sono rimasti alla distinzione secca tra opera buffa e opera seria. 

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5 minuti fa, Majakovskij dice:

Beethoven era in fase intrombonimento... cominciava a sentirsi fuori dal mondo, avrebbe forse lasciato qualche altro capolavoro estremo in ambito cameristico, ma la sua rivoluzione l'aveva già compiuta negli anni d'oro. Va bene così insomma.

Ma veramente non mi sembrava... Il terzo stile è quanto di più lontano dalla retorica si possa immaginare e c'entra assai poco con l'ultima Sinfonia. Prendiamo, che so, la Sonata op. 96 per violino, le sonate o i quartetti. C'è chi parlava di Nirvana, ascoltando il finale dell'op. 111. Sotto sotto altri venti-quaranta-cinquant'anni di vita glieli avrei dati, al buon Ludwig.

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1 minuto fa, kraus dice:

Nelle Lezioni di musica (che purtroppo si sono guastate irrimediabilmente in questi ultimi tempi :D) hanno sovente messo in evidenza le caratteristiche atemporali mozartiane. Dagli esperimenti ritmici nei Quartetti Prussiani, talvolta inquietanti alle sonate finto-ottimiste. Quel che ha fatto nel Don Giovanni o nelle Nozze è la dimostrazione del proverbio "Alla curva si prova il barbiere". Dietro quella curva lui s'è spinto senza difficoltà, i contemporanei sono rimasti alla distinzione secca tra opera buffa e opera seria. 

Ma infatti io la grandezza di Mozart non l'ho mai identificata nelle belle melodie (che sapeva scrivere), o nelle soluzioni di carattere costruttivo che pure aveva imparato ad utilizzare e sviluppare, la grandezza di Mozart stà nella quasi sempre presente convivenza di caratteri contrastanti, dramma, frivolezza, sentimentalismo, erotismo, desiderio di vendetta, paura della morte, gioia, impotenza ecc. Alle volte si nasconde nelle notine di transizione, nelle appoggiature delle sue sonate, altre nelle grandi costruzioni drammaturgiche delle sue opere... Haydn, che probabilmente era pure un musicista superiore in senso stretto, non aveva ad esempio questa capacità di osservazione e rielaborazione della realtà, o forse non gli interessava farlo. Mozart in fondo fu un "galante sovversivo", non tanto perchè scriveva parolacce nelle sue lettere private, quanto proprio per l'aspetto curiosamente (per l'epoca) antropologico che aveva la sua musica.

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18 minuti fa, kraus dice:

Ma veramente non mi sembrava... Il terzo stile è quanto di più lontano dalla retorica si possa immaginare e c'entra assai poco con l'ultima Sinfonia. Prendiamo, che so, la Sonata op. 96 per violino, le sonate o i quartetti. C'è chi parlava di Nirvana, ascoltando il finale dell'op. 111. Sotto sotto altri venti-quaranta-cinquant'anni di vita glieli avrei dati, al buon Ludwig.

sì sì conosco bene Beethoven (forse il compositore che ho "consumato" di più in vita mia), e ho capito a cosa alludi. La verità è che anche le ultime eccelse opere cameristiche risentono di un isolamento  dalla storia (che nel suo caso era pure fisico oltre che culturale) inequivocabile. Beethoven ad un certo punto prese la sua strada, in pubblico quella della riproposizione in grande stile dei suoi clichè più abusati (vedi la IX e la Messa), in privato il recupero di una complessità barocca a servizio di una poetica "fuori dal mondo", che infatti rimase lettera morta per decenni. Del resto cosa avrebbe dovuto fare? era estraneo sia al romanticismo che si affacciava in Germania, sia al "modernismo" ante-litteram che si viveva in Italia con Rossini. In questo senso, avesse avuto altri 20 anni a disposizione, penso che ci avrebbe regalato qualche altro enigmatico quartetto che non avrebbe spostato la sua importanza nella storia. Sono più dispiaciuto per Schubert, che invece aveva appena incominciato a tracciare una via nuova e interessante e che invece oggi viene ricordato per la Trota <_<

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46 minuti fa, Majakovskij dice:

sì sì conosco bene Beethoven (forse il compositore che ho "consumato" di più in vita mia), e ho capito a cosa alludi. La verità è che anche le ultime eccelse opere cameristiche risentono di un isolamento  dalla storia (che nel suo caso era pure fisico oltre che culturale) inequivocabile. Beethoven ad un certo punto prese la sua strada, in pubblico quella della riproposizione in grande stile dei suoi clichè più abusati (vedi la IX e la Messa), in privato il recupero di una complessità barocca a servizio di una poetica "fuori dal mondo", che infatti rimase lettera morta per decenni. Del resto cosa avrebbe dovuto fare?

Mai porre limiti alla fantasia beethoveniana... ;) Sulla Messa, permettimi, ho dei dubbi. Una delle opere meno apprezzate non solo dal pubblico (non ricordo di averla mai vista in un programma da concerto e/o in un calendario di concerti per abbonati), ma anche dai critici. Buscaroli ha avuto gioco facile a metterla in evidenza nel suo librone su Beeth, dedicandole un capitolo, e Riezler è stato uno dei pochi a precederlo, affermando tra l'altro che ci sono stati beethoveniani docche che hanno eluso quell'opera fingendo di ignorarla nelle loro biografie. 

Cita

era estraneo sia al romanticismo che si affacciava in Germania, sia al "modernismo" ante-litteram che si viveva in Italia con Rossini. In questo senso, avesse avuto altri 20 anni a disposizione, penso che ci avrebbe regalato qualche altro enigmatico quartetto che non avrebbe spostato la sua importanza nella storia. Sono più dispiaciuto per Schubert, che invece aveva appena incominciato a tracciare una via nuova e interessante e che invece oggi viene ricordato per la Trota <_<

Mica solo per quella, dai... C'è anche La morte e la fanciulla, qualche lied, le sonate. Ultimamente la discografia s'è spinta fino ai capolavori corali nascosti.

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5 ore fa, kraus dice:

pensavo che PetarPopara fosse un nuovo nickname di Saint Just, salvo poi accorgermi che sono due forumisti distinti.

@SaintJust non si connette da gennaio, gli auguro di aver trovato la sua strada nel frattempo, se ci legge ancora.
Ma tu, kraus, che frequentavi assiduamente il topic scacchi... dovresti sapere chi si nasconde dietro a Petar... :blink:

1 ora fa, Majakovskij dice:

poi le opere di Wagner sono l'esatta negazione (anche nell'estetica, nella filosofia, nei contenuti) dell'opera mozartiana...

Ottimo, bandiamo Wagner dal forum. XD

Camomillone per tutti coloro che gradiscono: Introduzione e Rondò Capriccioso

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18 minuti fa, Flaux dice:

@SaintJust non si connette da gennaio, gli auguro di aver trovato la sua strada nel frattempo, se ci legge ancora.
Ma tu, kraus, che frequentavi assiduamente il topic scacchi... dovresti sapere chi si nasconde dietro a Petar... :blink:

Boh, mi sarò distratto. Tornerò sulla discussione scacchistica per rinfrescarmi le idee. Intanto m'è rivenuta voglia di ascoltare il Mozart prussiano:

 

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2 ore fa, Majakovskij dice:

:o:o:o

pure io mi sono perso qualche puntata... poi le opere di Wagner sono l'esatta negazione (anche nell'estetica, nella filosofia, nei contenuti) dell'opera mozartiana... davvero il gusto alle volte è insondabile :D 

Se dal punto di vista squisitamente musicale, volendosi fermare all'800 come fai tu, l'avanzamento che portò a livello tecnico è indubbio (fosse solo per l'ampliamento del concetto di armonia classica), io continuo a trovare Wagner un compositore invecchiato malissimo, a prescindere dai gusti e da quanto può piacere o no la sua musica come pura tappezzeria d'ascolto, mi pare non ci sia alcun punto di contatto con la realtà in cui viviamo oggi, mi pare che Wagner possa descrivere solo la sua epoca e la sua cultura, è davvero un pezzo di Ottocento tedesco caduto dallo spazio. Sono convinto che se la musica classica fosse libera di rappresentare la società in un sistema di equilibrio "sano" e non corrotto come quello che viviamo, se quindi per due terzi non continuasse a vegetare come un pezzo da museo arroccato nelle grandi sale da concerto, nei repertori di tradizione e nelle logiche del commercio delle major del settore che tale repertorio si porta appresso, Wagner verrebbe relegato ai libri di storia e ai nostalgici appassionati di quella musica e di quella filosofia, e non allestito con la frequenza con cui ancora si fà. Non riesco davvero a immaginare non come possa "piacere" ma come possa "interessare" oggi un Parsifal. Persino Schumann è più moderno di lui, in fondo la sua patologica ossessione dei "due io" (e la difficile integrazione di questo dualismo in una società "etichettante"), la riottosità ad accettare il mondo adulto (e quindi la fuga dalle brutture ma anche dalle responsabilità), il rifugio in una figura pseudo-materna mascherata ed elevata ad amore totalizzante, sono tematiche psicologiche che ritroviamo oggi come ieri, e sono proposte spesso con la sola mediazione simbolica (le maschere ad esempio) o letteraria. In Wagner la sovrastruttura ideologica/filosofica/fantastica è così prevalente da fagocitare tutto il resto, anche i pochi messaggi assoluti che, volendo, possiamo sforzarci di rintracciare nella sua poetica. Immagino un wagneriano doc (non uno che ascolta Wagner limitandosi a seguire la storiella, ma uno che ci si ritrova dentro con le scarpe) come un alieno incapace di vivere la società e il presente, uno che per fuggire dalla consapevolezza di tale incapacità si autoeleva ad eroe/intellettuale (come il Divino Riccardo insegna raccontandoci le avventure dei suoi in fondo sfigati personaggi), arrampicato in un fumoso pessimismo autodistruttivo-schopenhaueriano-nietzscheiano (o chi vi pare) che, se aveva già poco senso a quell'epoca, figurarsi oggi quanto è scollato dal mondo. L'unico grosso elemento di attualità che trovo è l'attitudine a volersela raccontare (o volersi bere quel che raccontano gli altri) pur di evitare il contatto con il reale e con l'idea di diventare protagonisti veri della propria vita. Mozart, a dispetto dei detrattori che lo riducono a pessimo intrattenitore di corte, rimarrà un autore attuale e universale (parlo dei capolavori lirici in particolare, ma anche di tutto il resto, fino alle sonate per pianoforte), quello che racconta la sua musica, per chi ha voglia di approfondirla, il suo discorso attorno all'uomo senza pudori e (quasi) senza mistificazioni, condotto con ironia e disarmante leggerezza, può trovare riscontro in qualsiasi epoca. Ed io trovo la sua musica tutt'altro che evasiva e mistificatoria, è semmai cruda in modo sottile, antiretorico e sì anche un po' patinato. Secondo me non è un caso il fatto che fu uno dei compositori di riferimento di una delle correnti più importanti del primo '900, un'epoca di presa di coscienza della verità, un'epoca di persecuzione delle opinioni, un periodo dove gli autori che contavano e hanno contato nella storia scappavano proprio dal wagnerismo.

°°°°

ascolto, per un caso, una cosa attuale ma anche no:

 

Questa è certamente un'interessante analisi se si intende la musica di Wagner dal punto di vista puramente ideologico: ritengo però di gran lunga più rilevante, nell'analisi di un'opera musicale, la qualità della musica in se, intesa come linguaggio e scienza, scindendo quest'ultima da tutto l'apparato ideologico, propagandistico, utilitaristico che viene poi ad essa attribuito dal compositore stesso o dalla critica, peraltro spesso ambiguo ("la musica è inadatta ad esprimere alcunché al di fuori di essa", I. Stravinsky); vedendola sotto questa prospettiva, la musica di Wagner non risulta più essere quel corpus mitologico e fantastico adatto ad una società estremamente differente da quella odierna, ma quella del compositore che tramite le proprie scelte formali nonché gli espedienti artistici fino ad allora mai utilizzati (o perlomeno mai utilizzati come fece Wagner) diede il definitivo colpo di grazia all'ormai decadente sistema tonale. Anche poi si volesse comunque ascoltare Wagner crogiolandosi nelle vicissitudini delle sue opere, il caso dell'alieno fuori dal mondo che hai descritto rappresenterebbe un estremo, l'equivalente di un'Emma Bovary o di un Don Chisciotte, altrimenti lo stesso discorso potrebbe essere fatto per qualsivoglia strumento artistico tale da portare il fruitore verso lidi differenti rispetto a quelli della sua quotidiana esistenza: meglio trovare un paradiso artificiale in un buon libro o nella musica, piuttosto che in luoghi potenzialmente ben più dannosi.

---

Schubert, sinfonia n. 9 "La Grande"
Furtwängler, Orchestra filarmonica di Vienna
12/05/43, Stoccolma 
Tahra

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