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Cosa state ascoltando ? Anno 2016


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12 ore fa, Majakovskij dice:

Si dice che i tempi "strani" di schnabel fossero dettati da esigenze di ampiezza dei supporti fisici sui quali registrava (siamo negli anni 30). Diverse testimonianze dicono che dal vivo usasse tempi un po' più coerenti.

Hai ragione, sono pur sempre registrazioni datate, ma non posso ascoltare qualcosa pensando a come sarebbe stato se... ^^
la testimonianza sonora quella è e quella rimane.

Franz Liszt - Sonetto 123

(tumblr_inline_mgfh9kGrBc1qid2nw.gif ) ...dopo questo sonetto vorresti ascoltare il silenzio.

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8 ore fa, Flaux dice:

Dvorak - Romanza per Violino & Orchestra, Op. 11

A chi gradisce. (:

Mamma mia, che splendore. *_*

 

Anche se sono ancora agli inizi dell'apprendimento del tedesco, è forse arrivato il momento di apprezzare i Lieder.

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2 ore fa, Flaux dice:

Hai ragione, sono pur sempre registrazioni datate, ma non posso ascoltare qualcosa pensando a come sarebbe stato se... ^^
la testimonianza sonora quella è e quella rimane.

Franz Liszt - Sonetto 123

(tumblr_inline_mgfh9kGrBc1qid2nw.gif ) ...dopo questo sonetto vorresti ascoltare il silenzio.

prima del silenzio ascolta anche questo

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4 ore fa, Flaux dice:

Hai ragione, sono pur sempre registrazioni datate, ma non posso ascoltare qualcosa pensando a come sarebbe stato se... ^^
la testimonianza sonora quella è e quella rimane.

Franz Liszt - Sonetto 123

(tumblr_inline_mgfh9kGrBc1qid2nw.gif ) ...dopo questo sonetto vorresti ascoltare il silenzio.

Giusto, era solo una puntualizzazione. Alla fine sono d'accordo con te, per questo ritengo schnabel importante ma non riferimento nella discografia beethoveniana: pianismo talvolta fortunoso (probabilmente non c'erano possibilità di fare diverse take), condizionato dal mezzo e dal supporto di registrazione...insomma tante emozioni, importanza documentale però dopo (come integrali) si sono realizzati prodotti più compiuti. Il giudizio sull'interprete è invece una questione diversa, le intenzioni generali dell'artista si intuiscono quel che basta per farsi un'idea della sua caratura.

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23 ore fa, Evangelion0189 dice:

Mamma mia, che splendore. *_*

Ja, du hast Recht! ^^

21 ore fa, vul dice:

prima del silenzio ascolta anche questo

Chi pensa che Liszt sia solo fuochi d'artificio e articolazioni impossibili non ha capito nulla infatti, ma quel sonetto in particolare è per me un canto interrotto, il finale è proprio qualcosa di non detto e di ascoltarlo suonato dal vivo ancora non se ne parla purtroppo.  :girl_cray3:
Dell'album della Svizzera adoro il brano del lago, quelle figurazioni alla sinistra che imitano le onde, ma anche questo è molto bello. Tuttavia hai postato Arrau (sicuri?) con Liszt, verrai scomunicato per questo!  XD


Ai violinisti e ai flautisti che si siano cimentati nella trascrizione e studio. (:

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On ‎28‎/‎04‎/‎2016‎ ‎11‎:‎45‎:‎16, superburp dice:

Quell'ouverture non mi ha detto molto, torno al mio tormentone degli ultimi giorni:

 

P.S.: Ieri sera ho fatto sentire a mia moglie il finale di questo concerto. Lei mi ha guardato un po' schifata chiedendomi se fosse roba mia :lol: (magari!).

tua moglie è proprio una a-musa ! :D La musica brasiliana ha una caratteristica che la rende attraente: riflette il calore, la franca emotività, la serenità e la vivacità dei brasiliani. Sembra banale scritto così, ma dagli ascolti (molti) che ho finora fatto tutti i compositori hanno questo dato comune. I pochi che, in alcuni momenti della loro esistenza tentano di evadere da tale chiché infilandosi nell'avanguardia più estrema, prima o poi tornano all'ovile. Il modo di approccio alla materia del compositore brasiliano è sempre chiaro, conciso, diretto, qualche volta difetta nel modo di costruire (credo dovuto all'esempio di Villa-Lobos, imitato ancora oggi). Si potrebbe dire che sia assente lo spirito tragico, al massimo si sfiora il drammatico, soprattutto nei movimenti lenti si percepisce una malinconia struggente. Si rifuggono le emozioni cosidette "profonde" tipiche degli europei o di certi autori nordamericani. A mio modo di vedere è anche un bene, si evitano tante pippe mentali del compositore che al povero ascoltatore proprio non riguardano :P

---

che strano, questo Berger nel 1964 era ancora convinto di poter scrivere una sinfonia "mahleriana", nel senso di una narrazione fondata su precisi temi, il loro dialogo e sviluppo, sulla differenziazione tonale ecc.. Un prototipo già morto all'epoca, non era seguito neppure nei paesi del realismo socialismo,  ma che è stato recuperato diversi decenni dopo. Musica inattuale per quel tempo, ma oggi non è disprezzabile.

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On 27/4/2016, 11:35:54, zeitnote dice:

Una sinfonia in 4 movimenti con indicazione di tonalità nel titolo è forse il modo con cui Hindemith ribadisce quella "forza del passato", che ha nella tonalità il suo cuore pulsante e il suo soffio vitale, senza i quali la musica sarebbe solo algida attività della mente, pensiero calcolante che combina suoni come biglie su un pallottoliere.

@superburp, @vella, @Gustav von Aschenbach 

Concordo esplicitamente, poi chi voglia continuare a scrivere e/o ascoltare clusters di millemila note faccia pure, ma non è un'idea che condivido. Poi "non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo", sia chiaro... Ora: Holst, The planets.

A quanti debba controdediche (ed a "zeit").

 

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3 ore fa, Pollini dice:

Concordo esplicitamente, poi chi voglia continuare a scrivere e/o ascoltare clusters di millemila note faccia pure, ma non è un'idea che condivido.

giusto dopo gli ascolti di @Endymion:D

a proposito di diritto di dire, non capisco il senso di quel che dici... secondo me non c'è nessuna idea da condividere, la musica è musica, da quella tribale ai Beatles, da Mozart a Xenakis, possiamo dire che è bella/brutta o che è scritta bene/male, che è profonda o leggera ecc. ma (lo dico a voi a cui piace tanto la filosofia) non negarne l'esistenza... perchè mi pare che il discorso, detto con le solite perifrasi, sia sempre la distinzione tra ciò che è "vera musica" e ciò che è "rumore", quindi tra ciò che esiste come arte e ciò che è un bluff che allontana l'uomo dai propri valori, dalla propria essenza; discorsi da Entartete Musik , nè più nè meno. Musica è una espressione dell'uomo legata alla storia e alla cultura di chi scrive e chi ascolta, è un dato di fatto dell'evoluzione della società insomma. Sarebbe come dire "chi vuole usare l'acqua calda faccia pure, ma non condivido l'idea della caldaia". Se l'uomo è arrivato alla caldaia (che esiste a prescindere) c'è stata un'esigenza, un progresso. A me pare ridicolo anche sottolinearlo in un forum di musica, come se un pittore dicesse "non sarebbe male chiudere il MOMA di New York" (magari qualche appassionato d'arte lo penserà pure, in Italia), chissà perchè tra i musicisti (anche ad alti livelli!) permangono ancora certe resistenze. Superiamola 'sta cosa dei linguaggi di serie A, B e C (se quello era il senso della frase, come mi pare di capire, visto che quotava una considerazione del genere che legava la qualità della musica a dicotomie come caldo/algido, cuore/mente, soffio vitale/calcolo, giusto giusto la spiegazione di "musica degenerata" che faceva "baffetto" quasi un centinaio d'anni fa a suo uso e consumo, per vietare musica che poteva scuotere le coscienze e sostenere musica funzionale al suo programma moralizzatore), non è colpa di nessuno se l'800 è terminato, se i linguaggi del '900 storico si sono evoluti, non è colpa di nessuno se esiste l'avanguardia "colta" e se esiste la musica rock-pop o il jazz o se le tribù del centrafrica suonano ancora i tamburi. Anzi sì, è colpa dell'uomo, merito dell'uomo, ancora, esigenza dell'uomo (giusto per uscire da questo dualismo moralizzatore). E, a questo giro, lo dico senza voler far polemica con qualcuno in particolare (anche perchè ho sentito giudizi del genere tanto da Madiel o kraus, quanto da zeit o da te, benchè a diversi livelli di accanimento, quindi....). Gente come Berio o Bernstein hanno speso una vita nel cercare di far passare questo concetto, che "c'è musica e musica", non in senso discriminatorio, ma nel senso che è sempre musica, in varie forme, ci piaccia o no.

Te ne dico una mia: ho acquistato praticamente a scatola chiusa l'opera integrale di Webern, sai il "gigante" Webern, venerato da tutti... a parte qualcosa del periodo di mezzo, le mie orecchie l'hanno trovato inascoltabile. Prendiamo una cantata o un quartetto, tutti parlano di rigore, di sintesi, qualcuno parla di "lirismo" weberniano... bene io non ci sento niente del genere, solo stridenti note "apparentemente a caso", e aggiungo che non mi danno neanche alcuna emozione. Ci può stare che posso non avere familiarità/empatia con un linguaggio (magari chissà, tra 20 anni dopo tanti ascolti scoccherà qualcosa), ma è evidentemente un mio limite. Non conoscere quella lingua non mi permette di dare un giudizio qualitativo nè morale nè tantomeno storico, posso solo dire che è musica che non capisco e non gradisco. Difficile per me dire se un russo mi sta dicendo fesserie o cose importanti, dato che il russo non lo conosco. Per me le sue parole rimarranno un cumulo di clusters, di certo non posso prendermela con lui se è nato in Russia o se non ha imparato l'italiano! Io in questo forum non ho mai letto una frase tipo "mi dispiace, questa musica non la capisco". Difficile dirlo, mi rendo conto. In quanti abbiamo ridacchiato d'avanti ai "fischioni" (come aveva preso ironicamente a chiamarli anche lui) di Saint Just, eppure lo studio, la passione e la competenza con cui lui parlava e "trattava" quella musica (fosse soltanto lui sulla terra, ma ovviamente non è il solo) era ammirevole, e che lui si sbagliasse o meno nelle sue valutazioni, il fatto stesso che ascoltasse quella musica con interesse rendeva quella forma di espressione necessaria, quindi non bella o brutta, valida. Non è un'idea da condividere (come a dire una fede da abbracciare), è un linguaggio da capire, se lo si vuol capire (si può non avere interesse a farlo, legittimamente). 

Di Schumann, personalmente, POSSO dire (nel senso di "essere capace di", non nel senso che qualcuno debba o no darmi un'autorizzazione a farlo), perchè egli parla una lingua che conoscono fatta di una sintassi che lui ha scelto di adoperare, sintassi che ho assimilato negli anni e che mi dà dei parametri per dire "buono o cattivo", "sincero o di maniera" ecc. (per inciso, nessuno venga più a dirmi che cerco di spacciare il mio gusto con pseudoanalisi perchè è uno stupido giochino dialettico per rigirare la frittata ai lettori più sprovveduti, piuttosto fatemi capire dove le mie analisi sono fallaci). Guarda, posso dire che sia musica imperfetta, bella o brutta, che sia geniale o compitino, che sia di maggiore o minore importanza storica, ma non che non sia musica, e non posso non considerare Schumann un compositore, negherei un fatto storico. Eppure quanta musica romantica mi suona frutto di mero calcolo, di applicazione sterile e scolastica di clichè, ancor più di certa musica d'avanguardia! Si parla tanto di "rispetto per l'arte" ma a me pare che, se proprio vogliamo introdurlo il concetto di "rispetto", avere a priori una visione ristretta del concetto di "arte" sia l'atteggiamento più irrispettoso in assoluto che si possa avere, un atteggiamento che nella storia dell'arte (e non solo dell'arte) ha creato solo un sacco di casini e di ingiustizie, un modo di pensare che ha solo impoverito l'uomo e a creato alibi "culturali" per le lotte di classe e di potere e addirittura razziali. A qualcuno evidentemente questi schieramenti fanno piacere, ora in questo contesto si sta consumando e si consumerà per un po' la prevedibile e noiosa "guerra fredda" post-bellica dei link tra depositari della tradizione e fautori dell'innovazione a botte di elogi e dispregi, con tanto di manie di proselitismo. Cose già viste. Se questa dialettica vi fa star bene... certo fuori lanciamo un messaggio piuttosto gretto (ben peggiore, dal mio punto di vista, di qualche mia valutazione negativa su un pugno di sinfonie ottocentesche), ci credo che mi guardano male quando dico che ascolto musica classica! non è sempre colpa dell'ignoranza degli altri.

PS: se poi NON intendevi dire quello che io ho inteso beh.... allora sarò contento che tu sia d'accordo con me e che mi abbia dato involontariamente un bello spunto per questo pippottone (da quando Pinkerton mi ha citato questo termine l'ho inserito di diritto nel mio Devoto-Oli :D ).

 

 

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On 28/4/2016, 22:58:07, kraus dice:

Tra Britten e Purcell c'è un filo lontano ma tenace, che va oltre il legame stabilito da quest'opera. Quel poco che conosco di Britten mi suona come una derivazione (con parecchio tempo in mezzo, s'intende) della musica di Purcell. Poi magari è un'impressione che dovrò rivedere completamente.

The Fairy Queen, devo riascoltarla. L'avevo acquistata in una bella edizione, questa:

51hq%2BhzAsiL.jpg

 

Molto bella si, ottimo acquisto!
Io ho un doppio CD, che era allegato non so quanti anni fa alla rivista ''Amadeus'' , per la direzione di Ottavio Dantone.
E poi di Purcell ho anche The Indian Queen e The Tempest, edizioni Naxos. Qui sotto la prova fumante.:D
Di certo la scelta dei dipinti o dei dettagli dei dipinti non è delle più felici :mellow:

2zi0xub.jpg  2ag3s7k.jpg  315g0lz.jpg

Infine già che ci siamo e che era li vicino agli altri metto anche questo disco, che se non sbaglio l'ho visto qualche giorno fa postato da te:o

2pt2dq8.jpg

On 28/4/2016, 22:58:07, kraus dice:

Purcell e Handel: quando il genio melodico diventa classe. Todo lo de ellos (y de Mozart, desde luego) me parece bonito:

Siguramentes! :D

Ascolto adesso musica strumentale da 'indian queen'. Poi, data l'occasione volevo aggiungere un piccolo papiro su Purcell..,ma ho visto che c'è il topic dedicato :ph34r: quindi andrò ad occupare spazio di la :cat_lol:

 

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On 4/29/2016, 2:59:21, Wittelsbach dice:

New entry nel mio canale

Wilhelm Georg Berger (1929-1993): Sinfonia n. 4 Op. 30 "Tragica"
Orchestra della Radio di Berlino, direttore Horia Andreescu

Dietro questo ingannevole nome teutonico si cela, nientemeno, un compositore rumeno. Che ha scritto qualcosa come una ventina di sinfonie. Questa è la Quarta, che risale al 1964. Ve la sottopongo.

@Madiel, @Majakovskij, @vella, @superburp
 

Grazie per il pensiero.

Tanto sono in una fase di neofitismo-entsuaismo-parossistico in cui fagocito tutto. Piano piano raffino il mio personalissimo vella-senso critico.

Per dire, in questo Berger non son riuscito a trovare l'appiglio giusto per farlo mio. Mi è mancato il senso complessivo, la direzione.

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16 ore fa, Majakovskij dice:

giusto dopo gli ascolti di @Endymion:D

a proposito di diritto di dire, non capisco il senso di quel che dici... secondo me non c'è nessuna idea da condividere, la musica è musica, da quella tribale ai Beatles, da Mozart a Xenakis, possiamo dire che è bella/brutta o che è scritta bene/male, che è profonda o leggera ecc. ma (lo dico a voi a cui piace tanto la filosofia) non negarne l'esistenza... perchè mi pare che il discorso, detto con le solite perifrasi, sia sempre la distinzione tra ciò che è "vera musica" e ciò che è "rumore", quindi tra ciò che esiste come arte e ciò che è un bluff che allontana l'uomo dai propri valori, dalla propria essenza; discorsi da Entartete Musik , nè più nè meno. Musica è una espressione dell'uomo legata alla storia e alla cultura di chi scrive e chi ascolta, è un dato di fatto dell'evoluzione della società insomma. Sarebbe come dire "chi vuole usare l'acqua calda faccia pure, ma non condivido l'idea della caldaia". Se l'uomo è arrivato alla caldaia (che esiste a prescindere) c'è stata un'esigenza, un progresso. A me pare ridicolo anche sottolinearlo in un forum di musica, come se un pittore dicesse "non sarebbe male chiudere il MOMA di New York" (magari qualche appassionato d'arte lo penserà pure, in Italia), chissà perchè tra i musicisti (anche ad alti livelli!) permangono ancora certe resistenze. Superiamola 'sta cosa dei linguaggi di serie A, B e C (se quello era il senso della frase, come mi pare di capire, visto che quotava una considerazione del genere che legava la qualità della musica a dicotomie come caldo/algido, cuore/mente, soffio vitale/calcolo, giusto giusto la spiegazione di "musica degenerata" che faceva "baffetto" quasi un centinaio d'anni fa a suo uso e consumo, per vietare musica che poteva scuotere le coscienze e sostenere musica funzionale al suo programma moralizzatore), non è colpa di nessuno se l'800 è terminato, se i linguaggi del '900 storico si sono evoluti, non è colpa di nessuno se esiste l'avanguardia "colta" e se esiste la musica rock-pop o il jazz o se le tribù del centrafrica suonano ancora i tamburi. Anzi sì, è colpa dell'uomo, merito dell'uomo, ancora, esigenza dell'uomo (giusto per uscire da questo dualismo moralizzatore). E, a questo giro, lo dico senza voler far polemica con qualcuno in particolare (anche perchè ho sentito giudizi del genere tanto da Madiel o kraus, quanto da zeit o da te, benchè a diversi livelli di accanimento, quindi....). Gente come Berio o Bernstein hanno speso una vita nel cercare di far passare questo concetto, che "c'è musica e musica", non in senso discriminatorio, ma nel senso che è sempre musica, in varie forme, ci piaccia o no.

Te ne dico una mia: ho acquistato praticamente a scatola chiusa l'opera integrale di Webern, sai il "gigante" Webern, venerato da tutti... a parte qualcosa del periodo di mezzo, le mie orecchie l'hanno trovato inascoltabile. Prendiamo una cantata o un quartetto, tutti parlano di rigore, di sintesi, qualcuno parla di "lirismo" weberniano... bene io non ci sento niente del genere, solo stridenti note "apparentemente a caso", e aggiungo che non mi danno neanche alcuna emozione. Ci può stare che posso non avere familiarità/empatia con un linguaggio (magari chissà, tra 20 anni dopo tanti ascolti scoccherà qualcosa), ma è evidentemente un mio limite. Non conoscere quella lingua non mi permette di dare un giudizio qualitativo nè morale nè tantomeno storico, posso solo dire che è musica che non capisco e non gradisco. Difficile per me dire se un russo mi sta dicendo fesserie o cose importanti, dato che il russo non lo conosco. Per me le sue parole rimarranno un cumulo di clusters, di certo non posso prendermela con lui se è nato in Russia o se non ha imparato l'italiano! Io in questo forum non ho mai letto una frase tipo "mi dispiace, questa musica non la capisco". Difficile dirlo, mi rendo conto. In quanti abbiamo ridacchiato d'avanti ai "fischioni" (come aveva preso ironicamente a chiamarli anche lui) di Saint Just, eppure lo studio, la passione e la competenza con cui lui parlava e "trattava" quella musica (fosse soltanto lui sulla terra, ma ovviamente non è il solo) era ammirevole, e che lui si sbagliasse o meno nelle sue valutazioni, il fatto stesso che ascoltasse quella musica con interesse rendeva quella forma di espressione necessaria, quindi non bella o brutta, valida. Non è un'idea da condividere (come a dire una fede da abbracciare), è un linguaggio da capire, se lo si vuol capire (si può non avere interesse a farlo, legittimamente). 

Di Schumann, personalmente, POSSO dire (nel senso di "essere capace di", non nel senso che qualcuno debba o no darmi un'autorizzazione a farlo), perchè egli parla una lingua che conoscono fatta di una sintassi che lui ha scelto di adoperare, sintassi che ho assimilato negli anni e che mi dà dei parametri per dire "buono o cattivo", "sincero o di maniera" ecc. (per inciso, nessuno venga più a dirmi che cerco di spacciare il mio gusto con pseudoanalisi perchè è uno stupido giochino dialettico per rigirare la frittata ai lettori più sprovveduti, piuttosto fatemi capire dove le mie analisi sono fallaci). Guarda, posso dire che sia musica imperfetta, bella o brutta, che sia geniale o compitino, che sia di maggiore o minore importanza storica, ma non che non sia musica, e non posso non considerare Schumann un compositore, negherei un fatto storico. Eppure quanta musica romantica mi suona frutto di mero calcolo, di applicazione sterile e scolastica di clichè, ancor più di certa musica d'avanguardia! Si parla tanto di "rispetto per l'arte" ma a me pare che, se proprio vogliamo introdurlo il concetto di "rispetto", avere a priori una visione ristretta del concetto di "arte" sia l'atteggiamento più irrispettoso in assoluto che si possa avere, un atteggiamento che nella storia dell'arte (e non solo dell'arte) ha creato solo un sacco di casini e di ingiustizie, un modo di pensare che ha solo impoverito l'uomo e a creato alibi "culturali" per le lotte di classe e di potere e addirittura razziali. A qualcuno evidentemente questi schieramenti fanno piacere, ora in questo contesto si sta consumando e si consumerà per un po' la prevedibile e noiosa "guerra fredda" post-bellica dei link tra depositari della tradizione e fautori dell'innovazione a botte di elogi e dispregi, con tanto di manie di proselitismo. Cose già viste. Se questa dialettica vi fa star bene... certo fuori lanciamo un messaggio piuttosto gretto (ben peggiore, dal mio punto di vista, di qualche mia valutazione negativa su un pugno di sinfonie ottocentesche), ci credo che mi guardano male quando dico che ascolto musica classica! non è sempre colpa dell'ignoranza degli altri.

PS: se poi NON intendevi dire quello che io ho inteso beh.... allora sarò contento che tu sia d'accordo con me e che mi abbia dato involontariamente un bello spunto per questo pippottone (da quando Pinkerton mi ha citato questo termine l'ho inserito di diritto nel mio Devoto-Oli :D ).

 

 

Detto in poche parole: la Musica è un linguaggio non-verbale, e conta molto anche quanto è espresso "tra le righe". Il problema di tanta Musica atonale e dissonante è proprio questo: tra le righe si leggono cose che non condivido, è come se il messaggio sia "il Mondo va male, ma a me in realtà non me ne frega niente". Qualche eccezione c'è, ma il più delle volte è ai confini, come il concerto per violino di Ligeti:

 

E comunque che ci sia Musica e Musica non lo metto in dubbio: uno può continuare benissimo sulla strada di Webern e di Xenakis. Però è una strada che non condivido e non percorrerei mai, anche se ammetto senza problemi il suo diritto ad esser presente.

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3 ore fa, hurdy-gurdy dice:

F.J. Haydn
Sinfonie Nr. 1-5
The Hanover Band
Roy Goodman

A @Fibbo.

grazie hurdy, l'Haydn di Goodman è sempre un bel sentire, peccato non abbia completato l'integrale.....
ricambio con

Léonin
Sacred Music from 12th-century Paris - vol.1
Red Byrd + Cappella Amsterdam
MI0000987410.jpg?partner=allrovi.com
 

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On 29/4/2016, 22:09:28, Flaux dice:

Di sicuro però quella colpa non spetterà a Schnabel: l'ho trovato alquanto portato all'eccesso ora in velocità ora in lentezza, gli manca l'equilibrio secondo me ma certamente meglio di Boimboim. Forse proprio l'accostamento con Wolfetto mi fa apprezzare quella sonata, è breve e concisa, un pregio che a Ludwig van spesso va stretto.

Dvorak - Romanza per Violino & Orchestra, Op. 11

A chi gradisce. (:

 

On 29/4/2016, 23:24:07, Majakovskij dice:

Si dice che i tempi "strani" di schnabel fossero dettati da esigenze di ampiezza dei supporti fisici sui quali registrava (siamo negli anni 30). Diverse testimonianze dicono che dal vivo usasse tempi un po' più coerenti. Io come si sa in Beethoven preferisco Gulda tra gli interpreti storici e la misconosciuta Grinberg, però a Schnabel va riconosciuta una spontaneità e una varietà di caratteri ancora lontana da certe stereotipizzazioni interpretative che si acuiranno nel secondo dopoguerra.

 

 

Io più che incoerente lo trovo corrivo.

Se dipendeva dai supporti di registrazione mi sembra strano che abbia accettato di registrare. E poi non era chissà quanto più vecchio di altri grandi pianisti che hanno registrato in quegli anni.

 

Riprendo la settimana mozartiana (nel senso di Camargo Guarnieri però :D):

 

Lo sto apprezzando di più della settimana scorsa, però restano migliori i primi due concerti in cui non soffoca il colore brasiliano.

Però gli devo riconoscere che non mi sembra mai scimmiottare in maniera palese i modelli europei (per quanto si sentano soprattutto quando gioca appunto a fare l'europeo come in questo concerto), aveva un suo stile.

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2 ore fa, superburp dice:

Io più che incoerente lo trovo corrivo. Se dipendeva dai supporti di registrazione mi sembra strano che abbia accettato di registrare. E poi non era chissà quanto più vecchio di altri grandi pianisti che hanno registrato in quegli anni.

Secondo Wiki: Nel corso di una tournée in Spagna, Schnabel scrisse a sua moglie che durante un concerto in cui suonava le Variazioni Diabelli di Beethoven, all'inizio provò un senso di colpa per il pubblico. "Sono l'unico qui che sta gioendo per questo concerto, e vengo anche pagato; essi pagano e devono soffrire", scrisse.

...vero, solo mentre suoni Beethoven per gli altri puoi essere colto da simili pensieri. @Majakovskij lo so che non sei d'accordo! :this: Per il resto, l'integrale completa risalirebbe al 1935. Se è vero che venne etichettato da  Harold C. Schonberg come "the man who invented Beethoven", nulla da dire... anche se i compositori non andrebbero inventati ma riscoperti. XD

Schubert - Marcia militare

Una schubertiade per voi.

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1 ora fa, Flaux dice:

Secondo Wiki: Nel corso di una tournée in Spagna, Schnabel scrisse a sua moglie che durante un concerto in cui suonava le Variazioni Diabelli di Beethoven, all'inizio provò un senso di colpa per il pubblico. "Sono l'unico qui che sta gioendo per questo concerto, e vengo anche pagato; essi pagano e devono soffrire", scrisse.

...vero, solo mentre suoni Beethoven per gli altri puoi essere colto da simili pensieri. @Majakovskij lo so che non sei d'accordo! :this: Per il resto, l'integrale completa risalirebbe al 1935. Se è vero che venne etichettato da  Harold C. Schonberg come "the man who invented Beethoven", nulla da dire... anche se i compositori non andrebbero inventati ma riscoperti. XD
 

:rofl: che cattiva!!

la frase che hai citato è abbastanza celebre. C'è da dire che all'epoca Beethoven era considerato autore difficile e noioso, poche cose sue venivano programmate (le solite), immaginati le p*** di chi si andava a sorbire un'ora e passa di variazioni sul tema di Diabelli (che sono un bello scoglio anche per il beethoveniano doc) quando a malapena riusciva a tollerare il Chiaro di Luna. Però l'opera divulgativa di Schnabel è stata importantissima perchè ha aperto una strada che oggi è inflazionatissima ma all'epoca era praticamente imbattuta. I pianisti "beethoveniani" di fatto non esistevano: Fischer era un'altra mosca bianca, e benchè studioso e revisore, aveva molto meno Beethoven in repertorio di quanto si possa pensare. Backhaus da giovane era famoso più per Schumann che per Beethoven.

 @superburp, in effetti corrivo lo era, nel senso che correndo ogni tanto perdeva note, fraseggi ecc. Però se fotografi altri passaggi trovi l'originalità del dettaglio e quel senso di "spontanea illuminazione" che personalmente vado sempre ricercando negli interpreti. Schnabel fu un vero pioniere, negli anni '30 nessuno si sarebbe mai sognato di registrare un'INTEGRALE delle sonate di Beethoven, quando si registravano a malapena brani sparsi e Kreisleriana (per tornare a Schumann) si eseguiva ancora piena di tagli. Credo che il supporto originario (e unico) dell'epoca fosse il 78 giri, che offriva pochi minuti a facciata. Immagina come si doveva impazzire con le durate dei brani! di certo si faceva di tutto per farceli stare per intero in una facciata, in modo da non spezzarli quando era possibile. Questo si rifletteva sui tempi di esecuzione che diventavano condizionati dal disco stesso. Anche le dinamiche non potevano essere troppo ampie perchè i mezzi che catturavano il suono non erano sensibili come lo saranno solo 10 o 15 anni più tardi. In più, ma questa è una mia ipotesi, l'approccio che ha il pianista a volte tende ad essere quasi didattico (quando non esteriore) forse per venire incontro alle esigenze di un pubblico non tanto avvezzo come noi all'ascolto contemplativo di certo repertorio (la testimonianza riportata da Flaux sopra è emblematica).

Tant'è che l'esperimento Schnabel rimarrà isolato per un bel po' di anni (a dimostrazione che all'epoca c'era ancora un interesse troppo scarso verso quella musica e degli impedimenti tecnologici troppo grandi da permettere registrazioni dignitose), dobbiamo infatti aspettare i primi anni '50 per avere le prime integrali "moderne" di Backhaus, Kempff e Gulda (pochi lo sanno, ma la sua prima integrale è datata 1951).   

 

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