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Cosa state ascoltando ? Anno 2016


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27 minuti fa, kraus dice:

Dicerolti brevemende, come direbbe Biscardi colto da un accesso di dantismo

:rofl:...un fenomeno! :lol: stralci del suo talento rimangono impressi in mia memoria (infatti lo sto proprio adesso emulando credo)) quando conduceva il Processo, ai mitici tempi del Mandrolone...du iu no mandrolone? :lol:

Cita

per me "easy listening" è segno che il compositore è un grande. È difficile scrivere musica orecchiabile.

capito :)..E comunque ho visto usare quella locuzione qua sul forum, anche in quel caso in senso non spregiativo credo. E un giorno, se troverò il coraggio, mi piacerebbe fare qua una riflessione con domanda, sempre da profano quale sono..Il problema è riuscire a mettere per iscritto in modo chiaro cosa voglio dire :paint_x: sempre a proposito della musica orecchiabile e non-orecchiabile in relazione con la relativa difficoltà di invenzione, e altre cose.

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7 minuti fa, wolowitz dice:

 

:rofl:...un fenomeno! :lol: stralci del suo talento rimangono impressi in mia memoria (infatti lo sto proprio adesso emulando credo)) quando conduceva il Processo, ai mitici tempi del Mandrolone...du iu no mandrolone? :lol:

Basterebbe il suo denghiù, per quanto intenzionale, a farne un'icona della lingua italiena ("Now your English is better than your Italian!" E tte credo, pe' quello che cce vole...). Tornando in tema, il prossimo ascolto è il lied più intrigante, anche se certamente non il più segreto, del sig. Schubert. Difficile da comprendere all'inizio - ma solo nelle prime battute, intendo - per la sua dolente fissità tematica, si lascia poi cantare all'infinito, anche otto volte all'ora come capita a me per la giuoia dei miei vicini:

 

7 minuti fa, wolowitz dice:

capito :)..E comunque ho visto usare quella locuzione qua sul forum, anche in quel caso in senso non spregiativo credo. E un giorno, se troverò il coraggio, mi piacerebbe fare qua una riflessione con domanda, sempre da profano quale sono..Il problema è riuscire a mettere per iscritto in modo chiaro cosa voglio dire :paint_x: sempre a proposito della musica orecchiabile e non-orecchiabile in relazione con la relativa difficoltà di invenzione, e altre cose.

Sarebbe da provarci. Mi sembra tra l'altro che in forum non ci siano discussioni specifiche sull'argomento. 

 

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1 ora fa, zeitnote dice:

Heinrich Boll: Tosse durante il concerto

"Mio cugino Bertram è uno di quei nevrotici che, senza essere minimamente raffreddati, durante i concerti cominciano di punto in bianco a tossire. La cosa comincia con una blanda, quasi gentile raschiatina di gola non dissimile dall’accordatura di uno strumento, poi man mano aumenta finchè, con una snervante consequenzialità, assurge ad un abbaiare esplosivo, che fa sventolare come leggerissime vele i capelli delle signore sedute dinanzi a noi.
Conforme alla sua sensibilità, Bertram tossisce forte quando la musica scende al pianissimo, più leggermente quando invece aumenta di volume. Con quella sua voce sgradevole egli costituisce, per così dire un contrappunto disarmonico. Per di più, siccome ha una memoria eccellente e conosce le partiture da cima a fondo, mi fa quasi da guida musicale, a me che ho così poca cultura. Quando comincia a sudare, le orecchie gli si arrossano, quando trattiene il fiato e tira fuori di tasca delle pasticche per la tosse, quando comincia a diffondersi un odore penetrante di eucalipto, io so che la musica promette di attenuarsi. E in effetti: l’archetto del violinista sfiora appena lo strumento, le mani del pianista sembrano aleggiare immateriali sul pianoforte. Un’interiorità tutta tedesca, che par quasi di afferrare coi sensi, si diffonde nella sala, e Bertram siede ora con le guance gonfie, negli occhi una profondissima melanconia, finchè di colpo esplode.
Dato che nella nostra città ai concerti vanno solo le persone ben educate, è naturale che nessuno si volti a guardarlo e nemmeno bisbigli qualche formula pedagogica al suo indirizzo, eppure si sente come il pubblico stenti a reprimere l’indignazione, come ogni volta abbia un sussulto, perché ormai Bertram non ha più freni. Esce dalla sua bocca un muggito quasi ininterrotto, che, poi decresce quando il tempo da eseguire “piano” volge finalmente al termine. Dopo di che Bertram trangugia tutto quel succo di eucalipto, e il suo pomo d’Adamo va su e giù come un ascensore molto veloce.
Il tremendo è che Bertram, con la sua tosse, sembra chiamare in lizza gli altri nevrotici più o meno latenti. Come cani che si riconoscano al latrato, quelli gli rispondono da ogni lato della sala. E, cosa strana, io stesso, che di solito non mi raffreddo mai e ho tutt’altro che i nervi scossi, io stesso, quando più a lungo dura il concerto, sento una voglia sempre più irresistibile di tossire. Sento che le mani mi s’ inumidiscono, che un crampo interno mi afferra. E a un tratto so che ogni sforzo è inutile, so che dovrò tossire. Mi sento raschiare in gola, non riesco più a respirare, sono in un bagno di sudore, il mio spirito è fuori servizio e la mia anima è piena d’angoscia esistenziale. Comincio a sbagliare la respirazione, tiro fuori il fazzoletto, nervoso, per premerlo contro la bocca in caso di emergenza, e ormai non ascolto più il concerto, ma l’abbaiare nevrotico di questi ipersensibili che da un momento all’altro sono stati fatti scendere in lizza.
Poco prima dell’intervallo mi accorgo che l’infezione nevrotica ha ormai toccato il fondo. Non resisto ormai più e comincio a emulare Bertram, arrivo tra un colpo di tosse e l’altro sino all’inizio della pausa, poi corro al guardaroba appena iniziano gli applausi. Marcio di sudore, scosso da convulsioni, corro all’aperto passando davanti al portiere.
Ciascuno capirà che ho cominciato a rifiutare con cortese fermezza gli inviti di Bertram. Solo di tanto in tanto partecipo con lui a qualche manifestazione culturale: quando sono sicuro che in orchestra prevalgano gli ottoni o che cori maschili intonino canti come “Il rombo del tuono” o “La slavina”, composizioni insomma dov’è garantita una certa quantità di “fortissimi”. Però è proprio questo tipo di musica che mi interessa meno.
Non ha senso che i medici vogliano convincermi che è un fenomeno nervoso, per cui basta che faccia uno sforzo di volontà. Lo so che è un fenomeno nervoso, ma il fatto è che i miei nervi mi tradiscono quando sto vicino a Bertram. E non c’è sforzo di volontà che tenga. Non ce la faccio proprio. Si vede che stava scritto in cielo che come sforzi di volontà sarei sempre stato una frana.
Adesso scorro con tristezza i programmi delle società di concerto. Non posso accettare le loro gentili offerte, perché so che sarà presente anhe Bertram. E appena avrò sentito la sua prima raschiatina di gola, non riuscirò più a controllarmi."

Bellissima parentesi letteraria,  Zeitnote. 

Non è da te ?.

Ho apprezzato molto. 

 

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10 minuti fa, Fibbo dice:

F.J.Haydn
90-91-92
THB - R.Goodman
51KuB56apGL.jpg
per tornare al discorso di ieri, qui si può trovare un'eccellente 92 hip

a Ives,hurdy,kraus,zeit

Grazie Fibbo :) Allora ti controdedico lo stesso interprete, lo stesso compositore, la stessa collana, ma una sinfonia differente:

https://vimeo.com/116868257

 

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4 ore fa, Flaux dice:

@vulSui testi di divulgazione, rispondendo @giobar, se non vuoi affidarti (*tu generico) a pubblicazioni in altre lingue, sarebbe forse il caso di sperare in ottime traduzioni di testi più interessanti e autorevoli già in circolazione da anni.

Quando tuttavia scrivi dei testi, per me, sarebbe importante fare emergere il lato musicologico ovvero scevro il più possibile da prese di posizione personali, chiaro nelle fonti da cui hai attinto e tutto il resto. Ti assicuro che in tal caso non pubblicheresti più di 4/5 testi buoni nella tua intera vita perché la ricerca costa fatica e tempo.

 

Quelle che esponi mi sembrano petizioni di principio del tutto astratte. Che vuol dire " sperare in ottime traduzioni di testi più interessanti e autorevoli già in circolazione da anni"? In questi chiari di luna editoriali dovrei affidarmi alla vaga speranza che qualche mecenate o qualche dissennato sponsor investa del denaro per far tradurre e pubblicare roba che interessa a ben pochi lettori? Se avessi vissuto di questa speranza, senza nel frattempo nutrirmi utilmente dei numerosi testi divulgativi di Rattalino, starei ancora a chiedermi se, oltre a Mozart, Beethoven e Chopin, ci sono stati altri bravi compositori che hanno scritto per il pianoforte. E quali sono i testi "più interessanti e autorevoli"? Libri di Rattalino come "Pianisti e fortisti", "Da Clementi a Pollini", ma anche quello sul concerto per pianoforte e orchestra e le varie monografie sui alcuni dei più importanti pianisti del 900 offrono un panorama informativo ricchissimo e per me davvero molto interessante. Non sono roso dal tarlo di cercare qualcosa di ancora più interessante.  E poi, che c'entra il "lato musicologico" con la divulgazione basic cui si è onorevolmente dedicato Rattalino senza mai ambire a pretese musicologiche con connotati tecnico-scientifici? Credo che per lui, come per altre grandi firme della nostra cultura musicale (penso a Mila, ad Abbiati, anche a Courir o al buon - si fa per dire - Isotta) si adatti meglio la definizione di musicografo piuttosto che quella di musicologo o di storico della musica, qualifiche che, almeno oggi, esigono un tasso di scientificità nelle modalità di ricerca e di esposizione che in loro non si riscontra (con qualche eccezione per Mila). Ma ciò non significa che il loro lavoro non sia stato utile e importante come mediatori della cultura musicale fra l'ambito dei supertecnici e quello dei semplici appassionati che desiderano solo ampliare un po' le loro conoscenze.

Aggiungo una cosa. Non confondiamo i vari ambiti dell'attività di persone come Rattalino (ma ciò vale anche per gli altri musicografi citati prima): da un lato c'è l'attività di divulgatore, dall'altro quella di critico militante. Per Rattalino poi ci sono anche quelle di organizzatore musicale e di docente. Vero che a volte la divulgazione è un po' "inquinata" dal giudizio critico, ma per qualsiasi lettore medio è facile discernere i vari piani. E, a prescindere da certi giudizi critici, a volte assai lambiccati, espressi per esempio su Arrau, Richter o Gould, è comunque interessantissimo apprendere della biografia, della carriera, dell'impostazione interpretativa e di altri aspetti della loro attività.

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3 ore fa, Virgin dice:

 

- chi scatarra ai concerti di musica classica. 

Ma porca miseria ( sì può dire porca miseria?),  se sei raffreddato,  STAI A CASA.  Oppure al secondo colpo di tosse Ti ALZI E TE NE VAI. 

 

 

Vabbè, ma mettiti nei panni di chi ha speso magari 60 euro per il biglietto, acquistato dopo una lunga fila, ed è in attesa da anni, a volte da sempre, di sentire "quel" musicista. Ammetterai che è contro natura stare a casa o alzarsi e andarsene. E' invece pura buona educazione cercare di limitare i danni, assumere della codeina prima del concerto, ingozzarsi di caramelle lenitive, soffocare i colpi di tosse o al limite cercare di concentrarli nelle pause fra un movimento e l'altro. L'ultima volta che sentiì Sokolov dal vivo, ci andai con la bronchite e 39° di febbre ma nessuno, credo, si accorse che ero in quelle condizioni. E tuttora resta, nella mia memoria, uno dei concerti più straordinari cui abbia mai assistito: se non ci fossi andato, oggi sarei molto più povero. Così come sarebbe furbo - ma la furbizia non è da tutti e certamente non è nel patrimonio delle signore ingioiellate con borsette dotate di catene sferraglianti - portare delle caramelle già scartate o in astucci da cui siano prelevabili silenziosamente. E poi, le altre persone del pubblico spesso sono troppo tolleranti. Sere fa, al concerto della Mullova, la mia vicina settantenne ha cominciato a scartare una rumorosa caramella. Sono stato ben poco cortese e ho sibilato: "signora, la pianti" - "perché?" (e già rispondere così denota un QI sottozero) - "perché mi sta disturbando". Si è guardata in giro e vedendo gli altri che annuivano ha ricacciato la caramella dentro la borsetta ed è stata zitta e buona per il resto del concerto.

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5 ore fa, Flaux dice:

Intervengo sulla questione Ratt. per puntualizzare alcune cose.
Sicuramente, come diceva @vul, un critico non deve sapere suonare il pianoforte (ma lui è diplomato e ha insegnato per anni anche in Conservatorio e altrove!)... ma c'è gente che di fatto non lavora e in tv (era una diretta?), un ambiente che spesso è pianificazione a tavolino, fai esibire una persona che non ha avuto voglia/tempo di ripassare quelle due battute e sarà anche stata pagata immagino... questa è divulgazione? Ma chiamare un giovane diplomato a fare da supporto musicale no? Non ho letto cosa ha scritto di Cziffra perché finirei solo per ridere o piangere. Sui testi di divulgazione, rispondendo @giobar, se non vuoi affidarti (*tu generico) a pubblicazioni in altre lingue, sarebbe forse il caso di sperare in ottime traduzioni di testi più interessanti e autorevoli già in circolazione da anni.

Quando tuttavia scrivi dei testi, per me, sarebbe importante fare emergere il lato musicologico ovvero scevro il più possibile da prese di posizione personali, chiaro nelle fonti da cui hai attinto e tutto il resto. Ti assicuro che in tal caso non pubblicheresti più di 4/5 testi buoni nella tua intera vita perché la ricerca costa fatica e tempo.

Sono molto dispiaciuta, pensavo non fosse contagiosa... XD vorrà dire che il prossimo video è tutto per te!

in sostanza la cultura musicale di rattalino non prevede il materiale audiovideo di youtube ad esempio e numerose altre fonti audiovisive. ignorando quindi l'esistenza di esibizioni documentate dai video, si permette ripetutamente di dubitare sulla tecnica esecutiva (ad esempio di cziffra) e sosteneva che ad esempio cziffra eseguiva lo studio op 10 n 1 suonando con due mani la parte che in realtà lui esegue (come tutti) con la sola destra. simili strombellerie le racconta su altri aspetti tecnici di altri pianisti tant'è che molti dei suoi 'avversari' (molti per ovvie ragioni) sostengono che rattalino sia così in malafede a causa di una forma di cieca invidia per tutti i pianisti più capaci di lui (in senso tecnico, dato che ovviamente, come si nota in quel video dove lui suona malamente la polacca) si nota che lui si permette di metterci 'del core' ed è quindi il perfetto pianista dilettante che prima ancora di superarsi tecnicamente, esegue brani molto al di sopra delle sue capacità. un pianista diplomato non canna quella polacca come fa rattalino manco se dimentica il pianoforte per 30 anni. chi poi lo conosce bene sa anche che rattalino era mediocrissimo pianista. ma questo non significa nulla. significa molto se utilizza se stesso come metro di giudizio delle capacità altrui poiché il suo metro risulta essere troppo distante dalla realtà, dai canoni tecnici minimi. poi sinceramente un conto è sentire richter che parla male di michelangeli. un conto è sentire rattalino.

rattalino è perfettamente insignificante per chi la musica la esegue. per chi suona. soprattutto se ha avuto la fortuna di non incontrarlo nemmeno come insegnante (mi pare che purtroppo insegni).

poi chiaro, sarà uomo di cultura e probabilmente divulgatore. ma sinceramente i suoi libri sono utili come un libro i odifreddi per un fisico matematico. ovvero perfettamente inutili se non come passatempo in chiave di lettura romanzata delle cose che riguardano il pianoforte. 

chiaramente la sua fetta di mercato è enorme poiché sono tanti gli appassionati che invece di stare 8 ore al piano leggono per 8 ore rattalino (tempo minimo per leggere credo il suo libro più breve dei 238 libri inutili che ha scritto). ma si sa, se non ci fossero baricco rattalino e tanti altri, probabilmente il mercato discografico o meglio il mercato dei libri probabilmente ne risentirebbe parecchio. in ogni caso preferisco la letteratura musicata di arbasino bortolotto e ross, alla pseudoscienza rattaliniana.

e ovviamente, per riallacciarmi a quanto detto anche da @Flaux sostengo che un ottimo maestro di pianoforte non deve per forza essere un ottimo pianista. le abilità pedagogiche spesso sono altre anche in musica. difficilmente un pianista si mette alla tastiera per mostrare il gesto tecnico all'allievo, ma deve trasfigurare la musica in parole e spiegarla, e su questo rattalino è capace (meno di molti altri - vedere nomi fatti sopra), ma gli va riconosciuto. il problema sta nella sua sordità. ben diversa da quella beethoveniana, perciò sul fronte dell'insegnamento è probabilmente pertinente quanto lo è nel giudicare 'un allievo' come sergio fiorentino. insomma, non è una persona credibile.

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Un pezzo poco conosciuto di un grande talento

Sergei Prokofiev, Schizzo Autunnale Op. 8
Orchestra del Concertgebouw, direttore David Robertson

Completamente sconosciuto il direttore per me! :o Vedo che è un americano di carriera americana, magari @Ives ne sa qualcosa.

Dedica a @Madiel, @wolowitz, @Virgin, @Majakovskij, @Flaux
 

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Le musiche mancate di stasera:

S'aveva a andare a un concerto in tre, invece per ragioni diverse nessuno di noi vi si è recato. In compenso la Classica di Prokof'ev l'ho ascoltata di recente su Rai5 diretta da Valcuha. 

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6 ore fa, Wittelsbach dice:

Un pezzo poco conosciuto di un grande talento

Sergei Prokofiev, Schizzo Autunnale Op. 8
Orchestra del Concertgebouw, direttore David Robertson

Completamente sconosciuto il direttore per me! :o Vedo che è un americano di carriera americana, magari @Ives ne sa qualcosa.

Dedica a @Madiel, @wolowitz, @Virgin, @Majakovskij, @Flaux
 

di questo Robertson, direttore discreto ma senza estro (almeno a giudicare da come dirige Ives su youtube), ho alcuni dischi. Il meglio lo dà in un cd di Milhaud, già Erato oggi nel boxone Warner "Une vie heureuse" tutto dedicato al grande Darius, dove ha inciso brillantemente alcuni concerti per pianoforte. Il merito, però, è essenzialmente del magnifico Claude Helffer, un pianista specializzato in questo repertorio, e che con la sua vivacità ha contaminato pure l'ingessato Robertson! Insomma, il direttore ha fatto un disco eccellente suo malgrado :D Un paio di mesi fa lo avevo molto criticato nella 4a di Ives, c'è un video noiosissimo in cui, oltre a far dormire tutti (esecutori e pubblico), deturba la musica con l'uso del Theremin (che ci sta una cippa) :wacko: Magari con Prokofiev si scatena. Conosco questo pezzo da pochissimo, nella classica edizione di Jarvi, e confesso che mi ha colpito poco. E' più che altro una curiosità giovanile, Prokofiev si guardava attorno (Scriabin, Glazunov soprattutto) e cercava uno stile orchestrale personale. Solo qua e là, specie nella parte centrale a circa 3" (Jarvi, ma attenzione che la sua esecuzione dura meno di ben due minuti secchi), c'è una frase enfatica che conduce all'apice del pezzo e che sembra anticipare certa musica prokofieviana della tarda maturità. Per un attimo, subito dopo il climax che si dilegua poco alla volta, pare di percepire qualcosa del meraviglioso Canto Sinfonico (1933). E' solo un barlume anticipatore che non riesce a raggiungere l'intensità emotiva del Canto. Esiste inciso anche da Rozhdestvenskij, che credo sia stato il primo ad occuparsene negli anni ottanta, ma il disco Melodya è oggi un miraggio per collezionisti.

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13 ore fa, Wittelsbach dice:

Un pezzo poco conosciuto di un grande talento

Sergei Prokofiev, Schizzo Autunnale Op. 8
Orchestra del Concertgebouw, direttore David Robertson

Completamente sconosciuto il direttore per me! :o Vedo che è un americano di carriera americana, magari @Ives ne sa qualcosa.

Dedica a @Madiel, @wolowitz, @Virgin, @Majakovskij, @Flaux
 

Si, lo conosco, è direttore stabile a St.Louis da 10 anni a questa parte. E' un discreto interprete della musica del suo paese e molto attivo nel 900 storico e nel repertorio contemporaneo. Molto quotate, e a ragione secondo me, le sue registrazioni di Adams e Reich. L'ho sentito anche in Britten e Bartok...molto deludente. La carriera l'ha fatta soprattutto con l'orchestra di St. Louis e in Europa a Lione e alla BBC. In Francia, ha rispolverato molte partiture rare di Lalo (balletto Namouna), Milhaud e Saint-Saens. Forse, questo può interessarti:

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mussorgsky, lavori per pianoforte a 4 mani

baglini e prosseda al pianoforte

a flaux e chi gradisce

molto interessante anche la lettura dei quadri di baglini. Un po' alla moda, esasperata nelle dinamiche ma di grande impatto

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19 ore fa, zeitnote dice:

Heinrich Boll: Tosse durante il concerto

"Mio cugino Bertram è uno di quei nevrotici che, senza essere minimamente raffreddati, durante i concerti cominciano di punto in bianco a tossire. La cosa comincia con una blanda...

:D  :thumbsup_x:

 

J.S. BACH Suite B minor n. 2 - Polonaise, Minuetto, Badinerie

Buon fine settimana^^

 

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Riscopriamolo:

Pare che non sia una semplice rielaborazione dell'Ottetto per fiati op. 103. Stamattina la fd ne ha trasmesso un'interpretazione travolgente (o almeno, tale era nel caso dell'ultimo movimento, che ho captato appena sveglio) a cura del Quartetto d'archi di Venezia coadiuvato da Danilo Rossi alla viola. Già che ci sono aggiungo anche l'ultimo movimento nell'esecuzione disponibile nel tubo:

Non poche sono le ritrascrizioni di opere beethoveniane (non tutte a cura o con la supervisione dell'autore, va detto), ma quasi tutte sono ignote al grande e medio pubblico. Ci sta vederne un sommario elenco ricorrendo alla consulenza scritta di Poggi & Vallora (che già s'eran prodigati per elencare l'opera omnia mozartiana, brahmsiana, chopiniane e nin so quali altre):

Op. 4 Quintetto per archi in cui vien riversato l'Ottetto op. 103 (e in realtà opportunamente rielaborato, in modo da ricavarne, a detta del critico Abraham, "sotto molti punti di vista, un lavoro nuovo";

Op. 38 Trio per piano in mib, trascrizione d(ell)'autore del Settimino op. 20;

Op. 41 Serenata per flauto e piano, in re, in cui si riduce la Serenata op. 25, composizione di successo. Trascrizione ad opera di F. X. Kleinheinz, ma revisione a cura dell'autore;

Op. 42 Notturno per viola e piano, sempre in re, a sua volta riproduzione della Serenata op. 8, altro picco popolare beethoveniano (benché scarsamente considerato dalla critica, come tante opere del suo primo periodo). Anche in questo caso è una trascrizione a cura di F. X. Kleinheinz, revisionata direttamente da Beeth;

Op. 104 Altro quintetto per archi, in do minore, travestimento di un'opera impegnata qual è i Trio op. 1 n. 3. L'autore dell'arrangiamento è ignoto, ma Beethoven ci ha messo personalmente gli occhi, con l'aiuto di tal Kaufmann, per correggere e verificare che fosse tutto a posto;

Hess 34 Quartetto per archi in mi, ossia versione impegnata della Sonata op. 14/1, stavolta a cura dello stesso autore;

Hess 65 Versione facile per piano solo del 3° mov. del Concerto n. 3 per piano e orchestra op. 37;

Hess 90 Versione pianistica delle Creature di Prometeo op. 43.

Infine, è proprio una trascrizione (di Diabelli, per pianoforte) a conservarci l'ultima opera scritta da Beethoven, il suo "Ultimo pensiero musicale", ideato per quintetto d'archi.

 

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Chi l'ha detto che il Romanticismo concertistico non ha prodotto capolavori per il pianoforte?

Io di sicuro, e non solo. Però la collezione Hyperion in materia interèssami alquanto.

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