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Strembald

Il mondo della voce per negati: l'esperto risponde

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Cari amici, dopo aver chiesto pareri, opinioni ed aver tastato prima il terreno eccomi che mi sono fatto coraggio ed ho finalmente inaugurato questo topic che volevo aprire da tempo immemore.:moil:

Ho un’immensa fiducia nelle potenzialità didattiche di questo forum, vista la costanza di dibattiti interessanti e stimolanti fra utenti con alti livelli di competenza.

Il mio grande sogno (uno dei tanti) era quello di riversare, in un solo topic, tutto quello che poveri utenti come me  hanno sempre voluto chiedere sul mondo della vocalità e non hanno mai osato chiedere, magari un po’ perché argomenti troppo estesi per essere trattati in altri topic, o semplicemente per timidezza.

Sappiamo che il mondo della voce è pieno di sfumature, interpretazioni, nozioni di tecnica, prassi esecutive frammiste, queste, a manie di grandezza, critica del pubblico etc, etc….

La caratura di tanti utenti qui dentro è davvero alta (Pinkerton, Wittels, Ives, giordano…tanto per fare 2-3 nomi) ognuno dei quali tramite le proprie competenze, interessi e passioni può dare tantissimo ad utenti meno preparati ma desiderosi di migliorarsi, specie sotto un’ala protettrice esperta.:superman2:

Questo mio desiderio è partito leggendo le dettagliatissime recensioni di Wittels, e soprattutto i cammei di Pinkerton (con tanto di esempi audio-video). Non riuscendo sempre a cogliere tutte le sfumature scritte e discusse, ho sentito il bisogno di migliorarmi, per mettermi almeno su un piano di piena comprensione.:nerd:

Mi piacerebbe che ogni utente che avesse un dubbio, una curiosità o semplicemente un consiglio da chiedere sul mondo della voce, si faccia coraggio e lo mettesse nero su bianco in questo topic, approfittando della gentile disponibilità di chiunque voglia aiutarlo nel districarsi in questo mondo.

In questo topic possono essere fatte ovviamente domande diverse, di diverso livello e con diverse moli di approfondimento…

Spero davvero che questo sia un nuovo punto di partenza per crescere insieme e per divertirci imparando, dando ancora di più, a questo magnifico forum, una dimensione  di vera e propria fonte di cultura…:bb:

 

Un enorme grazie anticipato a tutti coloro che vorranno partecipare…:clapping:

 

PS: io sarei già pronto con tanti piccoli grandi quesiti, ma non vorrei partire subito sparato per non far sembrare questo topic un qualcosa di mio uso e consumo…anche se sono fomentatissimo:rolleyes:

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Va bene---visto che nessuno si fa avanti comincio io...

ecco l'argomento:

Falsetto e falsettone, cosa differisce davvero nella tecnica di emissione? quanto si usavano prima (a detta degli storici) e quanto ora? quando sono pericolosi e quando necessari? Quali sono ruoli vocali che si avvalgono di questa tecnica? e cosa si intende per fraseggio "sottile" facilitato con il falsettone a scapito del carattere "eroico" degli acuti?

 

Spero che qualche samaritano esperto fra di voi si faccia avanti...magari con qualche esempio pratico :D, così che mi metto anche io ad ascoltare e riascoltare per fare progressi d'orecchio! ;)

 

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1 ora fa, Strembald dice:

 

Falsetto e falsettone, cosa differisce davvero nella tecnica di emissione? quanto si usavano prima (a detta degli storici) e quanto ora? quando sono pericolosi e quando necessari? Quali sono ruoli vocali che si avvalgono di questa tecnica? e cosa si intende per fraseggio "sottile" facilitato con il falsettone a scapito del carattere "eroico" degli acuti?

 

Sono molte le tue domande, Strembald, su queste due forme dell'emissione di testa. Lasciami il tempo di raccogliere qualche esempio. Domani ti rispondo.

 

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On 29/12/2015, 18:23:50, Strembald dice:

Va bene---visto che nessuno si fa avanti comincio io...

ecco l'argomento:

Falsetto e falsettone, cosa differisce davvero nella tecnica di emissione? quanto si usavano prima (a detta degli storici) e quanto ora? quando sono pericolosi e quando necessari? Quali sono ruoli vocali che si avvalgono di questa tecnica? e cosa si intende per fraseggio "sottile" facilitato con il falsettone a scapito del carattere "eroico" degli acuti?

 

Peer "falsetto", Strembald, si intende un'emissione prevalentemente di testa e per "falsettone" un falsetto rinforzato, più robusto come spessore e volume ma sempre ottenuto agendo solo sui bordi delle corde vocali. La differenza sta nella maggiore spinta diaframmatica impressa alle note in falsettone. Sia falsetto che falsettone comunque devono essere ben appoggiati al diaframma ed essere corredati da armonici.La funzione di questi due modi di emissione è quella di risparmiare le corde vocali e di poter toccare note più alte. Fino alla seconda metà dell'Ottocento l'emissione falsettistica era largamente impiegata nel settore acuto sia dai tenori che dai baritoni

L'impiego del canto "di testa" porta anche, ma non necessariamente, a un orientamento stilistico verso un canto stilizzato,incorporeo e soave, quando non femmineo.

La sua distinzione con la "mezzavoce" non ha confini definiti specie quando il cantante ha una mezzavoce con una forte componente di testa:

L'esempio che segue, Strembald, è istruttivo a questo riguardo e ci propone un cantante, Ferruccio Tagliavini, la cui mezzavoce, per altro di straordinaria purezza e morbidezza, è alquanto falsettistica: svariati passaggi rasentano il falsetto puro e il Si acuto conclusivo , a 3:31, è un esempio di "falsettone":

 

 

 

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Un esempio di come probabilmente era impiegata l'emissione di falsetto nel melodramma protoottocentesco ce la offre Giorgio Morino nel Pirata di Bellini.

In realtà Morino ricorre a svariati tipi di emissione e il risultato è quello di un fraseggio alquanto vario ed eloquente:

 

 

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Un celeberrimo esempio di "falsettone" è l'impossibile Fa 4 sopracuto che Bellini mette nei Puritani alla fine del concertato "Credeasi misera". Quella che emette Luciano Pavarotti appare, a tutti gli effetti, una nota di timbro femminile ( 4:52):

 

 

 

Notevole , nello stesso brano, è anche William Matteuzzi

 

 

 

Chi invece inciampa maldestramente proprio sul Fa4 è la nuova star tenorile americana Laurence Brownlee:

 

 

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Tornando a Tagliavini che probabilmente, fra i grandi tenori, fu quello che più di ogni altro seppe mettere a frutto l'emissione di falsetto ascoltiamolo nel Barbiere rossiniano, dove si apprezza , grazie alla  perfetta centratura della voce, una straordinaria capacità di modulare e legare:

 

 

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Vi sono poi cantanti,specializzati nel repertorio barocco, i controtenori, che utilizzano esclusivamente l'emissione di testa. 

Anche in questa categoria si può distinguere il falsetto puro dal falsetto rinforzato o "falsettone".

Un cantante che rinforza molto il suo falsetto conferendogli spessore, colori e vibrazioni è David Daniels, qui esemplare nello Stabat Matrer vivaldiano:

 

 

Più incline all'emissione di falsetto puro, dal timbro più chiaro, esile e asciutto è Philippe Jaroussky:

 

 

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21 ore fa, Pinkerton dice:

Peer "falsetto", Strembald, si intende un'emissione prevalentemente di testa e per "falsettone" un falsetto rinforzato, più robusto come spessore e volume ma sempre ottenuto agendo solo sui bordi delle corde vocali. La differenza sta nella maggiore spinta diaframmatica impressa alle note in falsettone. Sia falsetto che falsettone comunque devono essere ben appoggiati al diaframma ed essere corredati da armonici.La funzione di questi due modi di emissione è quella di risparmiare le corde vocali e di poter toccare note più alte. Fino alla seconda metà dell'Ottocento l'emissione falsettistica era largamente impiegata nel settore acuto sia dai tenori che dai baritoni

L'impiego del canto "di testa" porta anche, ma non necessariamente, a un orientamento stilistico verso un canto stilizzato,incorporeo e soave, quando non femmineo.

La sua distinzione con la "mezzavoce" non ha confini definiti specie quando il cantante ha una mezzavoce con una forte componente di testa:

L'esempio che segue, Strembald, è istruttivo a questo riguardo e ci propone un cantante, Ferruccio Tagliavini, la cui mezzavoce, per altro di straordinaria purezza e morbidezza, è alquanto falsettistica: svariati passaggi rasentano il falsetto puro e il Si acuto conclusivo , a 3:31, è un esempio di "falsettone":

 

 

 

Mamma mia Pink, sei davvero formidabile!!! Sono da non molto tornato dal mio turno di reperibilità e ho trovato tutte queste chicche...

Ho letto e riletto più volte i tuoi "appunti teorici" ma per ora sono riuscito ad ascoltare con attenzione solo i due video di Tagliavini, (ma domani farò molta attenzione a tutti gli altri e commenterò)

Dunque già il tutto mi sembra più chiaro, e da quello che mi sembra di aver capito l'uso del falsetto o falsettone è anche in parte scelta stilistica a discrezione del cantante, considerando anche le abitudini esecutive dei vari artisti e le prassi delle varie epoche. In ogni caso in questo primo video credo in onestà di aver colto il volume del falsettone in quel Si acuto. Anche a 1:30 mi sembra anche un passaggio in modalità in falsetto più marcata, e ancora di più mi sembra di scorgerlo in un brevissimo passaggio da 2:03 a 2:05. In qiest'ultimo caso mi sembra a 2:04 di sentire proprio i muscoli laringei letteralmente chiudersi! Però non avverto un senso di stridulo o di ruvidezza, il timbro mi sembra sempre "soave e delicato" usando i tuoi termini, ma avverto proprio una sorta di sforzo nel "chiudere lo strumento vocale" (perdonami questo gergo da carpentiere, ma è per farmi capire).

Considerando ciò che hai detto inoltre, si può parlare del falsetto come una tecnica "a discrezione" del cantante? Ovvero, è corretto dire che un artista può decidere, magari entro certi limiti, quanto cantare in falsetto? Oppure a volte il falsetto è un modo solo per "difendere l'usura vocale"?

 

Per quanto riguarda questo video invece:

19 ore fa, Pinkerton dice:

 

 

...anche a 2:04 percepisco una precisa intenzione di falsettare l'acuto. E sento poi un passo al registro di petto più o meno a 2:27, anche se non in maniera continuativa per il resto del brano.

Il falsetto in ogni caso mi sembra sempre uno stile meno ricco di armonici come risultato finale...anche se poi tu dici che in reraltà la ricchezza di suono andrebbe preservata il più possibile. Ma allora considerando anche il volume limitato, come si fa ad apprezzare bene dal vivo questa scelta stilistica? In studio mi verrebbe da pensare che è tutto più facile.

 

La bravura di Tagliavini che tu fai notare l'hai evidenziata nella sua capacità di legare con equilibrio e raffinatezza. Ma intendi solo legare le note o anche legare fra i vari passaggi di emissioni diverse?

 

Ti ringrazio per questi preziosi contributi...domani mi "studio" le parti mancanti!:D  E intanto auguro a te e a tutti una buona fine e un buon inizio d'anno!

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On 30/12/2015, 23:08:58, Pinkerton dice:

Un celeberrimo esempio di "falsettone" è l'impossibile Fa 4 sopracuto che Bellini mette nei Puritani alla fine del concertato "Credeasi misera". Quella che emette Luciano Pavarotti appare, a tutti gli effetti, una nota di timbro femminile ( 4:52):

 

 

 

Notevole , nello stesso brano, è anche William Matteuzzi

 

 

 

Chi invece inciampa maldestramente proprio sul Fa4 è la nuova star tenorile americana Laurence Brownlee:

 

 

Ho fatto un confronto fra queste tre prestazioni. E direi che alla fin fine mi appare proprio Matteuzzi ad uscirne vincitore parlando nello specifico del fa sovracuto. Il timbro di matteuzzi appare completamente differente da quello di Pavarotti (di stampo clamorosamente femminile come lo descrivi tu). Ora, Matteuzzi è in una prestazione live, ripreso da lontano, ed in un ambiente che avrà sicuramente la sua dose di eco e di risonanze, però non so ma forse qui il suo è il vero falsettone, cioè il falsetto con un bel volume e degli armonici lussureggianti, mentre mi sembra che siano proprio questi armonici ad essere molto più deboli in Pavarotti. 

Lawrence Brownlee anche ho ascoltato con attenzione. La sua voce nel Fa sopracuto raggiunge a mio modestissimo avviso un volume diciamo decente, ma è come se per raggiungere quel volume mandasse a rotoli tutto il resto, cioè la sua voce letteralmente zoppica, diventa instabile, quasi incontrollata...sembra che in un battibaleno desideri che finisca al più presto quella frase musicale per porre fine ad un equilibrismo che tutto sommato fosse durato ancora un po' poteva farlo cascare in qualche figuraccia...

...sento che all'improvviso manchi forza, controllo e sicurezza....il suo vibrato cambia e diventa "turbolento" e le note seguenti più che una bella frase sembrino infilzare di acciaccature non scritte...

 

In più in quelle che mi sembra siano un do# acuto ed un do acuto poco dopo del do# ma tutti e due prima del fa, anche in questi due acuti Brownlee sembra avere "meno fiato" sia di Pavarotti che di Matteuzzi (che hanno pieno controllo della situazione in questo punto)...e mi pare, di conseguenza, che questo arrivare già "stanco" su questi due do, pregiudichi la riuscita di quella pazza nota che lo aspetta al varco.

Non so se sia riuscito a far capire i miei tentativi di comprensione di tutta la faccenda nel complesso...:unsure:

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On 31/12/2015, 19:32:49, Strembald dice:

La bravura di Tagliavini che tu fai notare l'hai evidenziata nella sua capacità di legare con equilibrio e raffinatezza. Ma intendi solo legare le note o anche legare fra i vari passaggi di emissioni diverse?

Tagliavini, Strembald, emette suoni di testa molto buoni perché perfettamente appoggiati e centrati oltre che ben proiettati sui punti di risonanza e quindi ricchi di armonici.

Ciò permette al tenore reggiano di modulare e di legare con grande morbidezza oltre che, come tu giustamente hai notato, di passare da un tipo all'altro di emissione.

Spesso Tagliavini enfatizza il "legato" ricorrendo ad ampi portamenti ( specie discendenti) che rimarcano l'espressione soave ma che talora le conferiscono anche un ché di lezioso, ora  lacrimoso, ora  svenevole che può sconfinare nel manierato. Nessuno è perfetto. Nondimeno molte sue esecuzioni del periodo migliore ( indicativamente fino al 1948) posseggono un equilibrio, una rifinitezza e una purezza vocale incomparabili.

 

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7 ore fa, Strembald dice:

Ho fatto un confronto fra queste tre prestazioni. E direi che alla fin fine mi appare proprio Matteuzzi ad uscirne vincitore parlando nello specifico del fa sovracuto. Il timbro di matteuzzi appare completamente differente da quello di Pavarotti (di stampo clamorosamente femminile come lo descrivi tu). Ora, Matteuzzi è in una prestazione live, ripreso da lontano, ed in un ambiente che avrà sicuramente la sua dose di eco e di risonanze, però non so ma forse qui il suo è il vero falsettone, cioè il falsetto con un bel volume e degli armonici lussureggianti, mentre mi sembra che siano proprio questi armonici ad essere molto più deboli in Pavarotti. 

Lawrence Brownlee anche ho ascoltato con attenzione. La sua voce nel Fa sopracuto raggiunge a mio modestissimo avviso un volume diciamo decente, ma è come se per raggiungere quel volume mandasse a rotoli tutto il resto, cioè la sua voce letteralmente zoppica, diventa instabile, quasi incontrollata...sembra che in un battibaleno desideri che finisca al più presto quella frase musicale per porre fine ad un equilibrismo che tutto sommato fosse durato ancora un po' poteva farlo cascare in qualche figuraccia...

...sento che all'improvviso manchi forza, controllo e sicurezza....il suo vibrato cambia e diventa "turbolento" e le note seguenti più che una bella frase sembrino infilzare di acciaccature non scritte...

 

In più in quelle che mi sembra siano un do# acuto ed un do acuto poco dopo del do# ma tutti e due prima del fa, anche in questi due acuti Brownlee sembra avere "meno fiato" sia di Pavarotti che di Matteuzzi (che hanno pieno controllo della situazione in questo punto)...e mi pare, di conseguenza, che questo arrivare già "stanco" su questi due do, pregiudichi la riuscita di quella pazza nota che lo aspetta al varco.

Non so se sia riuscito a far capire i miei tentativi di comprensione di tutta la faccenda nel complesso...:unsure:

Ti sei spiegato benissimo e , riguardo al confronto fra le tre esecuzioni del Fa4 di cui sopra, sono perfettamente d'accordo con te.

Sopracuto a parte però, Pavarotti ha un colore e un'eloquenza superiori anche al pur ottimo Matteuzzi.

Rispetto a loro comunque Brownlee è poco più di un semidilettante.

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51 minuti fa, Pinkerton dice:

Tagliavini, Strembald, emette suoni di testa molto buoni perché perfettamente appoggiati e centrati oltre che ben proiettati sui punti di risonanza e quindi ricchi di armonici.

Ciò permette al tenore reggiano di modulare e di legare con grande morbidezza oltre che, come tu giustamente hai notato, di passare da un tipo all'altro di emissione.

Spesso Tagliavini enfatizza il "legato" ricorrendo ad ampi portamenti ( specie discendenti) che rimarcano l'espressione soave ma che talora le conferiscono anche un ché di lezioso, ora  lacrimoso, ora  svenevole che può sconfinare nel manierato. Nessuno è perfetto. Nondimeno molte sue esecuzioni del periodo migliore ( indicativamente fino al 1948) posseggono un equilibrio, una rifinitezza e una purezza vocale incomparabili.

 

chissà però magari all'epoca erano tutti effetti che l'ascoltatore medio aprezzava di più...certo però che uno stile di questo tipo, parlo per opinione personale, rischierebbe alla lunga di risultare un pò stucchevole per le mie orecchie...ma almeno qui si parla di uno che sa cantare. Ma eccedere con i portamenti, non e' rischioso poi per la salute della voce se diventa un vezzo prolungato nel tempo? Spesso alcuni hanno evidenziato in Di Stefano questo vezzo (che si percepisce anche nel repertorio della canzone napoletana da lui bazzicato) e lo hanno additato come una delle cause del suo decadimento vocale...hai una qualche opinione in proposito?

49 minuti fa, Pinkerton dice:

Ti sei spiegato benissimo e , riguardo al confronto fra le tre esecuzioni del Fa4 di cui sopra, sono perfettamente d'accordo con te.

Sopracuto a parte però, Pavarotti ha un colore e un'eloquenza superiori anche al pur ottimo Matteuzzi.

Rispetto a loro comunque Brownlee è poco più di un semidilettante.

ah, si si si, tolto il fa anche io su Pavarotti concordo con te. Ora non sono nessuno per poter esprimere giudizi così netti come puoi permetterti di fare tu, ma effettivamente Brownlee ne esce un po' con le ossa rotte...ne deduco che il tuo "star tenorile" con cui hai etichettato Brownlee fosse molto ironico:)

 

Tutte queste spiegazioni mi fanno anche rendere conto della mia debolezza in fatto di gergo tecnico vocale (tipo sui concetti precisi di note centrate e con voce ben appoggiata al diaframma) ma cavolo non demordo!! Mi devo mettere a studiare di più:lol:

 

 

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ah, Buon 2016 e complimenti a Strembald per questo interessante topic. Ma il falsetto è sempre una cosa buona o no ? Senza farla lunga rileggendo topic passati m' è parso che alcuni iscritti, ma forse pure Pink e Witt, talvolta abbiano scritto che tal cantante ha usato il falsetto come mezzo diciamo di ripiego perchè non in grado di emettere una vera e propria mezza-voce. Tra l' altro direi che il confine tra mezza-voce e falsetto è molto labile. Ad esempio questo Pavarotti 56 enne, al minuto 1.17 emette sul lo vedo un falsetto o una mezza-voce ? (preciso che qualunque cosa emetta l' effetto mi piace)

 

 

e, citando poi un tenore che in passato ho difeso a spada tratta, questa è una compilation di mezze-voci Distefaniane o di falsetti ?

 

 

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3 ore fa, alfiocarrettiere dice:

ah, Buon 2016 e complimenti a Strembald per questo interessante topic. Ma il falsetto è sempre una cosa buona o no ? Senza farla lunga rileggendo topic passati m' è parso che alcuni iscritti, ma forse pure Pink e Witt, talvolta abbiano scritto che tal cantante ha usato il falsetto come mezzo diciamo di ripiego perchè non in grado di emettere una vera e propria mezza-voce. Tra l' altro direi che il confine tra mezza-voce e falsetto è molto labile. Ad esempio questo Pavarotti 56 enne, al minuto 1.17 emette sul lo vedo un falsetto o una mezza-voce ? (preciso che qualunque cosa emetta l' effetto mi piace)

 

 

e, citando poi un tenore che in passato ho difeso a spada tratta, questa è una compilation di mezze-voci Distefaniane o di falsetti ?

 

 

Il falsetto di Pavarotti nell'Elisir a 1:10, Alfio, è smunto e opaco ma, tutto sommato, si lascia ascoltare.

Il primo falsetto di Di Stefano , quello della Forza del Destino, è anche peggio perchè strozzato e semiafono. Poi gli altri esempi sono alterni e, in base al periodo di registrazione, sono più o meno accettabili. Le registrazioni degli anni migliori dimostrano comunque una grande capacità di modulare in decrescendo, cioè di smorzare.

Tanto Di Stefano quanto Pavarotti quando emettevano simili note creavano una cesura , uno scarto dinamico oltre che timbrico nella loro linea di canto che diveniva disomogenea e frammentaria. A differenza di Tagliavini, per il quale questo tipo di emissione era una scelta stilistico-interpretativa e che comunque lo sapeva emettere, per loro il falsetto era un ripiego che doveva sostituire una mezzavoce di cui non possedevano la tecnica di emissione. In realtà, come si evince dagli esempi sonori, non possedevano neppure una corretta tecnica di emissione di falsetto.

Che anche il falsetto debba essere emesso con lucentezza e rotondità lo dimostra ancora Tagliavini in questo live americano di Lucia del '48:

 

 

E' impietoso , Alfio, il confronto in questo finale fra Tagliavini e Di Stefano il quale a partire da 0:44 dissemina la sua aria di falsettini spenti e al limite dell'udibilità salvo poi aprire improvvisamente la voce a squarciagola  strozzandola letteralmente sui Fa di "O bell'alma innamorata". (2:04 e seg.).Che poi certi critici analfabeti di vocalità parlassero per il tenore siciliano, quando cantava così male, di " verità drammatica", ciò non va certo a loro credito.

Anche qui non c'è storia: Tagliavini è un grande professionista, Di Stefano solo un dilettante.

 

 

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Finora abbiamo parlato di tenori che usano , più o meno bene, il falsetto, ,magari come surrogato della mezzavoce.

Per chi volesse invece sapere cosa sia una vera mezzavoce  piena, morbida, rotonda e lucente, ecco venirci in aiuto, sempre nel finale di Lucia,

il grande Beniamino Gigli, nella sua magistrale registrazione del 1927:

 

 

 

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2 ore fa, alfiocarrettiere dice:

Se possibile, o sommo Pink, mi piacerebbe, quando hai tempo, vedere postato qualche esempio di mezza-voce legato anche alle altre categorie vocali maschili e ai ruoli femminili

Nei primi anni di carriera Renata Tebaldi possedeva una mezzavoce flautata, sospesa, di straordinaria purezza timbrica:

 

 

 

 

 

 

Fra i baritoni Fisher Dieskau disponeva di un'eccellente tecnica di emissione delle intensità ridotte che comprendeva anche il falsetto:

 

 

 

In splendida mezzavoce baritonale pura, non falsettistica, è questa esecuzione storica di Giuseppe de Luca. Timbro chiaro, dizione nitida, levità  e morbidezza di emissione:

 

 

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22 ore fa, alfiocarrettiere dice:

ah, Buon 2016 e complimenti a Strembald per questo interessante topic. 

Auguri anche a te alfio, ma soprattutto un grazie anche te che partecipi a questa discussione con dei contributi interessantissimi...l'intento è proprio quello di condividere curiosità che in tanti in questo forum possono soddisfare in maniera esemplare.

22 ore fa, alfiocarrettiere dice:

 

 

In questo video da te postato, e in questo caso mi rivolgo anche a Pinkerton e a chiunque voglia intervenire, a 0:22 Di stefano canta una porzioncina di Core ngrato, in cui, lasciando perdere la questione falsetto, falsetto brutto e mezzavoce brutta, mi sembra che prenda letteralmente la "rincorsa" su certe note (in particolar modo l'attacco), diciamo dei portamenti forse eccessivi...

Ecco anche nel pezzo completo come nell'attacco vocale faccia lo stesso tipo di scelta:

Come mai sceglie di fare così? é un modo per aiutare lo stile "smorzato" che lo contraddistingue (e quindi i suoi tentativi di falsetto) per rendere il tutto più mieloso e dolce, o è semplicemente un vezzo che copre delle lacune tecniche (cioè il "vorrei ma non posso")? Ad esempio Schipa, Lanza ed altri non fanno così nella stessa canzone... In che modo eventualmente queste abitudini possono col tempo rovinare la voce o i passaggi vocali?

 

Per quanto riguarda il confronto Di Stefano-Tagliavini-Gigli, debbo dire che fra questi ultimi due, in termini di percezione sonora sento molta differenza fra Di stefano e gli altri due, mentre il confine Tagliavini-Gigli è decisamente più labile (visto che uno è un autentico falsetto ben condotto come dici tu Pink, e l'altra è una perla di mezzavoce). Più labile per me intendo eh, cioè come limite percettivo che al momento mi sento di dovervi confessare...:unsure:

---con questo argomento mi rendevo conto di aprire un baule pieno di segreti, ma non mi immaginavo di dovermi confrontare con ascolti così pieni di minuzie e variabili...OTTIMO!!!:D

 

Cari Pink e alfiocarrettiere, quanto è dura la salita dell'apprendistato del melomane accidenti!!! :lol:

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6 ore fa, Strembald dice:

 

In questo video da te postato, e in questo caso mi rivolgo anche a Pinkerton e a chiunque voglia intervenire, a 0:22 Di stefano canta una porzioncina di Core ngrato, in cui, lasciando perdere la questione falsetto, falsetto brutto e mezzavoce brutta, mi sembra che prenda letteralmente la "rincorsa" su certe note (in particolar modo l'attacco), diciamo dei portamenti forse eccessivi...

Ecco anche nel pezzo completo come nell'attacco vocale faccia lo stesso tipo di scelta:

Come mai sceglie di fare così? é un modo per aiutare lo stile "smorzato" che lo contraddistingue (e quindi i suoi tentativi di falsetto) per rendere il tutto più mieloso e dolce, o è semplicemente un vezzo che copre delle lacune tecniche (cioè il "vorrei ma non posso")? Ad esempio Schipa, Lanza ed altri non fanno così nella stessa canzone... In che modo eventualmente queste abitudini possono col tempo rovinare la voce o i passaggi vocali?

Io sinceramente, Strembald, non percepisco nessuna "rincorsa": percepisco solo un falsetto esangue e soffocato nell'ambito di un'esecuzione monocorde, legnosa e , a tratti, forzatissima.

Senti con che mezzavoce di  intensa e pastosa morbidezza Caruso, a 1:48, canta questo attacco, (e ben altra cosa rispetto allo sbraitare di un Di Stefano in avanzato declino) e come tutta la sua esecuzione sia fluida, rotonda e musicale:

 

 

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25 minuti fa, Pinkerton dice:

Io sinceramente, Strembald, non percepisco nessuna "rincorsa": percepisco solo un falsetto esangue e soffocato nell'ambito di un'esecuzione monocorde, legnosa e , a tratti, forzatissima.

 

E' quasi incredibile, ragazzi, che quindici anni prima quello stesso tenore potesse cantare in quest'altro modo. Qui non serve più stare a vedere la tecnica di canto, l'emissione, la mezzavoce, il falsetto, l'appoggio e tutto il resto.

Qui si resta incantati e basta:

 

 

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On 3/1/2016, 21:15:41, Pinkerton dice:

 

E' quasi incredibile, ragazzi, che quindici anni prima quello stesso tenore potesse cantare in quest'altro modo. Qui non serve più stare a vedere la tecnica di canto, l'emissione, la mezzavoce, il falsetto, l'appoggio e tutto il resto.

Qui si resta incantati e basta:

 

 

Questo video è veramente esemplare Pink. E pensare che la registrazione piatta e precaria non gli rende manco tanta giustizia!

In ogni caso quella "rincorsa" di cui parlavo provo a spiegartela più precisamente (cioè nel mio gergo da falegname di paesello):D. Intendo per "rincorsa" un attacco non fatto preciso con la nota iniziale (vedi caruso) ma proprio facendo una specie di glissando dal grave all'acuto fino a raggiungere la nota vera e propria d'attacco (caaaaAAAAAtariiii) per intenderci. Non so se si possa effettivamente parlare correttamente di portamento...

 

Un'altra idea di confronto che mi è venuta in mente è il "celeste Aida" che a quanto so verdi ha concepito quasi tutto in pianissimo nella partitura. Qui in questi due video abbiamo un Kaufmann in studio e un Pavarotti alla scala "live". Kaufmann  (il celeste Aida comincia a 1:00) effettivamente lo canta, da un punto di vista della dinamica, a mio avviso in rispetto alla partitura. Qui sembra usi un falsetto che non so, mi pare un pochino debole in alcuni punti, ma a 4:17 (vicino al sol) fa, mi sembra, un diminuendo continuo e non facile (e questo andrebbe a suo pieno merito) ma cosa esattamente sacrifica kaufmann qui per raggiungere questo livello di smorzato? Tra l'altro la sua è una voce parecchio scura, rispetto a quella di Pavarotti, e a volte Kaufmann mi da proprio l'impressione di tendere a scurirla più di quanto non lo sia già. 

Qui sotto Pavarotti ha uno stile di canto completamente opposto (eppure stiamo parlando dello stesso pezzo), dove esegue il brano praticamente sempre a piena voce. Ma perchè cantare così in barba alle indicazioni di partitura? Per carità bellissima voce, ma davvero come si può perdonare una libertà così sfacciatamente evidente? Lo ha fatto per far emergere più il "personaggio Pavarotti" piuttosto che il cantante? Oppure si fa semplicemente "bello" davanti ad un pubblico che magari conosce perfettamente le note ma non la partitura in questione? O ancora, spaventato dalla riuscita del suo pianissimo evita tutto in blocco e va di potenza?

Come diceva Antonio Lubrano, "la domanda sòrge spondanea": l'onestà del cantante deve essere più legata alle capacità intrinseche della sua voce/tecnica, o più fedele ad una partitura che andrebbe sempre onorata come punto di partenza? Insomma Vigliaccheria, presunzione o furbetteria? Cosa un severo melomane loggionista dovrebbere preferire se non avesse scelta? Correttezza senza effetto o effetto senza correttezza?:scratch_one-s_head::scratch_one-s_head:

Pink comunque per la tua pazienza e disponibilità ti faranno prima o poi "Santo Subito" del forum!:pope:

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1 ora fa, Strembald dice:

Questo video è veramente esemplare Pink. E pensare che la registrazione piatta e precaria non gli rende manco tanta giustizia!

In ogni caso quella "rincorsa" di cui parlavo provo a spiegartela più precisamente (cioè nel mio gergo da falegname di paesello):D. Intendo per "rincorsa" un attacco non fatto preciso con la nota iniziale (vedi caruso) ma proprio facendo una specie di glissando dal grave all'acuto fino a raggiungere la nota vera e propria d'attacco (caaaaAAAAAtariiii) per intenderci. Non so se si possa effettivamente parlare correttamente di portamento...

Ho capito cosa indendevi Strembald. Questo modo di emettere certe note ( specie sulle vocali "a" in zona centrale) più che un portamento è un rinforzo, o qualcosa a cavallo fra le due cose.

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On 5/1/2016, 18:08:58, Strembald dice:

 

Un'altra idea di confronto che mi è venuta in mente è il "celeste Aida" che a quanto so verdi ha concepito quasi tutto in pianissimo nella partitura. Qui in questi due video abbiamo un Kaufmann in studio e un Pavarotti alla scala "live". Kaufmann  (il celeste Aida comincia a 1:00) effettivamente lo canta, da un punto di vista della dinamica, a mio avviso in rispetto alla partitura. Qui sembra usi un falsetto che non so, mi pare un pochino debole in alcuni punti, ma a 4:17 (vicino al sol) fa, mi sembra, un diminuendo continuo e non facile (e questo andrebbe a suo pieno merito) ma cosa esattamente sacrifica kaufmann qui per raggiungere questo livello di smorzato? Tra l'altro la sua è una voce parecchio scura, rispetto a quella di Pavarotti, e a volte Kaufmann mi da proprio l'impressione di tendere a scurirla più di quanto non lo sia già. 

Qui sotto Pavarotti ha uno stile di canto completamente opposto (eppure stiamo parlando dello stesso pezzo), dove esegue il brano praticamente sempre a piena voce. Ma perchè cantare così in barba alle indicazioni di partitura? Per carità bellissima voce, ma davvero come si può perdonare una libertà così sfacciatamente evidente? Lo ha fatto per far emergere più il "personaggio Pavarotti" piuttosto che il cantante? Oppure si fa semplicemente "bello" davanti ad un pubblico che magari conosce perfettamente le note ma non la partitura in questione? O ancora, spaventato dalla riuscita del suo pianissimo evita tutto in blocco e va di potenza?

Come diceva Antonio Lubrano, "la domanda sòrge spondanea": l'onestà del cantante deve essere più legata alle capacità intrinseche della sua voce/tecnica, o più fedele ad una partitura che andrebbe sempre onorata come punto di partenza? Insomma Vigliaccheria, presunzione o furbetteria? Cosa un severo melomane loggionista dovrebbere preferire se non avesse scelta? Correttezza senza effetto o effetto senza correttezza?:scratch_one-s_head::scratch_one-s_head:

Ottimo intervento Strembald, hai colto il senso delle due esecuzioni. Pavarotti "spiana" la partitura ignorando quasi tutte le indicazioni dinamiche e cantando quasi tutto in mezzo-forte. Inoltre, volendo fare il lirico spinto senza esserlo, tende a forzare il suono.Kaufmann invece è ligio alla partitura e rispetta i segni di espressione prendendo a modello la celebre versione al pianoforte di Caruso del 1902. Che sia Caruso il suo riferimento lo si capisce anche dal Si bemolle acuto finale che il divo Jonas emette, come Caruso, in un falsettone poi smorzato. Inoltre entrambi hanno timbro molto scuro, decisamente baritonale.

A ben guardare Kaufmann è persino più vario nella dinamica rispetto a Caruso ma quest'ultimo gli è nettamente superiore. Perchè? La risposta è semplice.

Perchè Caruso sa usare in modo magistrale le emissioni attenuate ( sia "di testa" che "di petto"), appoggiando l'emissione in sintonia con la respirazione,  mantenendole intense e timbrate e ricavandone colori vocali di eccellente caratura.Kaufmann invece, che ha una tecnica approssimativa, quando riduce la colonna di suono, nove volte su dieci emette note fibrose e spente quando non soffocate. Niente dolcezza, niente luminosità, evidente il tono artificioso.

Seguendo la partitura qui sotto, Strembald, ascolta, a 0:31 sulla parola "serto",  che colore vocale, diafano e sospeso, Caruso escogita per realizzare la prescrizione verdiana "dolce", così come a 1:11 ("Il tuo bel cielo vorrei ridarti") rispetta il "sempre dolcissimo" facendo poi seguire un marcato ma anche morbidissimo portamento discendente. Vedi, caro amico, entrambi i tenori hanno voce corposa e baritonale ma Caruso sa rendere perfettamente il tono estatico e sognante voluto da Verdi mentre Kaufmann risulta piuttosto compassato e calligrafico, sostanzialmente privo di calore e estraneo al clima emotivo richiesto.

Il motivo, lo ripeto, è perchè Caruso sa cantare e Kaufmann no.

 

 

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