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Riflessione sul conservatorio corso jazz


Ospite

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Ciao a tutti, apro questa discussione aprirmi a voi riguardo agli innumerevoli dubbi che ho in questi ultimi anni nel desiderio di entrare prossimamente al conservatorio per specializzarmi nel jazz e ho riflettuto tantissimo, molto probabilmente dirò alcune inezie e chiedo a voi perfavore di aiutarmi a capire perché vorrei avere un'idea più chiara di ciò che mi circonda oggi giorno (vi ringrazio già in anticipo)... Io in effetti sono molto giovane e ho le idee abbastanza chiare riguardo a quello che voglio fare in futuro e non sarà quello di entrare nelle orchestre per fare classica o altro sempre inerente alla classica. Molti musicisti (e specifico, nel mio caso, clarinettisti) hanno avuto in passato studi di tipo classico (si pensa per esempio a Benny Goodman o i più recenti come Eddie Daniels o il nostro connazionale Henghel Gualdi o il conosciutissimo Gianluigi Trovesi [...]) per poi passare al genere jazz senza gravi mancanze o vuoti, insomma, non dovevano studiarsi a memoria le triadi delle scale a memoria o formare una pentatonica o una scala blues suppongo... E qui mi chiedo... A partire dagli anni '40 mancavano i corsi jazz oppure esistevano nel conservatorio? O dovevi capire in autonomia come funzionava il tutto o da un professionista? Insomma (perdonatemi) io vedo questi corsi jazz come un'alternativa ideale per colui che ha le idee chiare eppure mancherà sempre qualcosa alla fine che la classica ti può dare e il jazz no. Il jazz ti insegna in particolare come improvvisare etc... Però hai bisogno di virtuosismo e un suono stupendo affinché tu possa suonare bene in generale e splendidamente all'interno del jazz e che proprio i studi classici potevano darti. In passato era così giusto? Correggetemi se sbaglio ma voglio capire se in passato era sempre stato così data la mia completa ignoranza (nei conservatori si faceva jazz o no, se era così difficile capire il jazz o come si riusciva a capirlo senza internet ma con dei metodi e che metodi, etc...). Grazie mille per la pazienza e per le risposte che mi darete.

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A partire dagli anni '40 mancavano i corsi jazz oppure esistevano nel conservatorio? O dovevi capire in autonomia come funzionava il tutto o da un professionista?

Per quel che io sappia è molto più verosimile la seconda opzione. Tieni presente che corsi di jazz, elettronica, etc. sono per lo più invenzioni "moderne", si sono affermati soprattutto con la riforma. Oggi è di moda avere un titolo per tutto, in tutti i campi, tuttavia la regola sempre valida è il saper fare e avere talento. Quello non c'è corso di studi che te lo possa insegnare, soprattutto in un campo come quello artistico, stanne certo.

Ricordo una lezione-concerto di Bollani nella quale consigliò di studiare tanto finché si è giovani e si riferiva se non sbaglio alla classica, ad un percorso di studi tradizionale. Per quel che mi risulta non ha frequentato corsi di Jazz. Sull'improvvisazione, secondo me non si impara... è gran parte innata e istintiva, tant'è che non tutti i musicisti o amatori di musica si dilettano ad improvvisare. Ovvio che più sei ad un livello tecnico avanzato (digitale e teorico) più le improvvisazioni saranno sofisticate, saprai costruire la materia... non è solo questione di "cuore e istinto" ci mancherebbe.

io vedo questi corsi jazz come un'alternativa ideale per colui che ha le idee chiare eppure mancherà sempre qualcosa alla fine che la classica ti può dare e il jazz no. Il jazz ti insegna in particolare come improvvisare etc...

Anche Mozart o Chopin improvvisavano e tanto, la composizione è legata anche all'improvvisazione e loro non seguirono nessun corso di Jazz... ma studi classicissimi e rigorosi. Quindi non direi che la classica abbia meno da offrirti di Jazz e sempre che esista il preaccademico di Jazz...

Ma nel caso avessi ancora qualche dubbio, puoi leggerti le biografie di musicisti jazz e farti un'idea del loro percorso formativo.

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Anche Mozart o Chopin improvvisavano e tanto, la composizione è legata anche all'improvvisazione e loro non seguirono nessun corso di Jazz... ma studi classicissimi e rigorosi. Quindi non direi che la classica abbia meno da offrirti di Jazz e sempre che esista il preaccademico di Jazz...

Ti ringrazio per avermi risposto è colmato parte dei miei dubbi.

concordo pienamente, infatti, i classicisti dell'epoca come Mozart, Mussorgsky, Beethoven, Vivaldi, Bach [...] Erano - per quanto oggigiorno le persone con una certa mentalità li vedono solo come dei "classicisti" - in realtà erano molto jazzisti di idee. Non è che facevano le scale blues o armoniche o pentatoniche ma hanno realizzato e scritto dei brani innovativi non solo all'epoca ma anche ai giorni nostri vengono ricordati. E' vero che la musica jazzistica moderna risale dal periodo prima della apartheid dove la razza di colore veniva emarginata e segregata a lavorare in campi di cotone però se non fosse stato grazie ai compositori antecedenti a questo periodo non ci sarebbe stata la musica che ascolteremo oggigiorno.

Per quel che io sappia è molto più verosimile la seconda opzione. Tieni presente che corsi di jazz, elettronica, etc. sono per lo più invenzioni "moderne", si sono affermati soprattutto con la riforma. Oggi è di moda avere un titolo per tutto, in tutti i campi, tuttavia la regola sempre valida è il saper fare e avere talento. Quello non c'è corso di studi che te lo possa insegnare, soprattutto in un campo come quello artistico, stanne certo.

Ricordo una lezione-concerto di Bollani nella quale consigliò di studiare tanto finché si è giovani e si riferiva se non sbaglio alla classica, ad un percorso di studi tradizionale. Per quel che mi risulta non ha frequentato corsi di Jazz. Sull'improvvisazione, secondo me non si impara... è gran parte innata e istintiva, tant'è che non tutti i musicisti o amatori di musica si dilettano ad improvvisare. Ovvio che più sei ad un livello tecnico avanzato (digitale e teorico) più le improvvisazioni saranno sofisticate, saprai costruire la materia... non è solo questione di "cuore e istinto" ci mancherebbe.

Ti ringrazio anche per queste informazioni...

Concordo il fatto che forse è una specie di moda oggigiorno, infatti giusto oggi parlavo con i miei parenti di questa situazione e discutendo a lungo abbiamo trovato dei collegamenti con altre discipline anche se abbiamo hanno fatto degli esempi brandi brandi mi hanno fatto capire come era all'epoca la vita e com'è adesso: per esempio il painter che "dipinge" o meglio ancora vandalizza i muri. In passato era vietato farlo, oggigiorno ci sono pure le scuole che ti insegnano come fare eppure non c'era bisogno di una istituzione oppure un altro esempio che abbiamo fatto era del panettiere che in passato faceva il pane per passione, oggigiorno ci sono delle scuole in cui ti insegnano come fare l'impasto e come cucinare [...] (sono esempi un po' così che mi hanno fatto capire meglio come era all'epoca rispetto ad adesso che in effetti, anche per fare le cose più semplici hai bisogno di una laurea).

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un altro esempio che abbiamo fatto era del panettiere che in passato faceva il pane per passione, oggigiorno ci sono delle scuole in cui ti insegnano come fare l'impasto e come cucinare [...] (sono esempi un po' così che mi hanno fatto capire meglio come era all'epoca rispetto ad adesso che in effetti, anche per fare le cose più semplici hai bisogno di una laurea).

Il problema è che in passato imparavi un mestiere spesso sul campo (andando a bottega) e poi lavoravi, guadagnavi. Oggi neppure un titolo di studi e/o un ottimo curriculum ti garantisce nulla... Inoltre c'è una concorrenza neppure paragonabile ad esempio a quella del tempo dei nostri nonni, la mia è sempre stata una battaglia persa con mia nonna per farle capire che oggi il mondo è diverso. E' un mondo strano, non credo che basti una vita per capirne le dinamiche e inoltre è in continua evoluzione. Devi stare in campana e al passo con i tempi se non vuoi essere inghiottito.

Per questo, qualunque strada tu decida di intraprendere, ti consiglio di avere quanto meno l'appoggio della tua famiglia e tantissima passione che ti aiuterà a sopportare qualsiasi delusione... perché bisogna mettere in conto anche quelle. In bocca al lupo!

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Il problema è che in passato imparavi un mestiere spesso sul campo (andando a bottega) e poi lavoravi, guadagnavi. Oggi neppure un titolo di studi e/o un ottimo curriculum ti garantisce nulla... Inoltre c'è una concorrenza neppure paragonabile ad esempio a quella del tempo dei nostri nonni, la mia è sempre stata una battaglia persa con mia nonna per farle capire che oggi il mondo è diverso. E' un mondo strano, non credo che basti una vita per capirne le dinamiche e inoltre è in continua evoluzione. Devi stare in campana e al passo con i tempi se non vuoi essere inghiottito.

Per questo, qualunque strada tu decida di intraprendere, ti consiglio di avere quanto meno l'appoggio della tua famiglia e tantissima passione che ti aiuterà a sopportare qualsiasi delusione... perché bisogna mettere in conto anche quelle. In bocca al lupo!

Condivido tantissimo il tuo pensiero... purtroppo il mondo è così e in effetti se non ti adegui rischi poi di perderti ed è molto triste da questo punto di vista e rende tutto molto difficile, non solo la musica ma la vita in se.

Vorrei ringraziarti tantissimo per le belle parole, mi hai aiutato veramente tanto a riflettere... grazie mille davvero...

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Il jazz nei conservatori è cosa abbastanza recente... se non erro fu Giorgio Gaslini il primo docente all'Accademia di S. Cecilia a Roma e al Conservatorio di Milano negli anni Settanta.


Però a mio avviso (e qui la dico grossa, non linciatemi) il jazz non è musica che si può studiare in conservatorio... è un'attitudine, un feeling, un qualcosa che va oltre lo studio e la tecnica. L'improvvisazione, concordo con Flaux, è innata ed istintiva: lo studio e la tecnica arrivano fino ad un certo punto, ma la dote più importante di un jazzista è a mio avviso nel sapersi "sentire" con il proprio strumento e con gli altri. L'improvvisazione si costruisce per interazione, per osmosi ed influenza tra uno strumento e l'altro, seppur profondamente differenti. Nell'impro radicale e poliritmica la pulsazione si sente dentro, e poi esce fuori creandosi concretamente. Solo se si ha questo feeling la si può sentire assieme agli altri musicisti con cui si suona. Personalmente ho sempre dato più importanza al feeling che non alla tecnica :)


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L'improvvisazione si costruisce per interazione, per osmosi ed influenza tra uno strumento e l'altro, seppur profondamente differenti. Nell'impro radicale e poliritmica la pulsazione si sente dentro, e poi esce fuori creandosi concretamente. Solo se si ha questo feeling la si può sentire assieme agli altri musicisti con cui si suona. Personalmente ho sempre dato più importanza al feeling che non alla tecnica :)

C'è poco da dire e non sono discordante. Bisogna metterci le giuste emozioni (senza trascurare qualcosa con le scale ma quando fai una qualunque improvissazione non ti ricordi per forza le pentatoniche o tutto il procedimento fatto...)

Il jazz nei conservatori è cosa abbastanza recente... [...]. Il jazz non è musica che si può studiare in conservatorio... è un'attitudine, un feeling, un qualcosa che va oltre lo studio e la tecnica. L'improvvisazione, concordo con Flaux, è innata ed istintiva: lo studio e la tecnica arrivano fino ad un certo punto, ma la dote più importante di un jazzista è a mio avviso nel sapersi "sentire" con il proprio strumento e con gli altri.

E' vero, molto recente, ma, oggigiorno ti serve avere un diploma seppure specifico (nel mio caso fare jazz, quando andrò fuori dall'Italia presenterò vari documenti e non sarò un diplomato in classica bensì un diplomato specializzato nel jazz [...]) e io dico la mia perché appunto vorrei un po' sfogarmi che in effetti questi corsi non mi sembra che rendano facile il tutto e come voi sostengo che improvvisare (che sia una sorta di interpolazione come nel Klezmer o in molti altri generi al di fuori del jazz) ci vuole molto feeling e un briciolo di virtuosismo e dico che questi corsi - almeno, fino a quando non sarò dentro - non so se mi aiuteranno nella improvvisazione, di sicuro non peggiorerò ma non voglio confondermi le idee... io avrei bisogno di improvvisare tanto perché sono abituato a suonare molto spesso dei pezzi senza base. Quando sono nella mia Big Band quasi mai mi fanno provare quando in effetti avrei bisogno di fare qualcosa...(ma lasciamo stare, hanno una mentalità chiusa li dentro che se provo a fare qualcosa di mio istintivo - sebbene sia giusto - mi falciano) e io mi sento un po' un grullo a farli questi corsi triennali (o adesso li chiamano corsi sperimentali...) quando sarebbe semplice suonare con alcuni. Poi mi rendo conto che (purtroppo) per vivere in questo mondo incasinato hai bisogno del diploma e in questo caso nel jazz ma per me non ha senso avere un diploma o un attestato che mi certifica la mia bravura... Cioè voglio dire che uno non dovrebbe spendere il proprio tempo e denaro in qualcosa che magari non lo prepara totalmente al mondo esterno se è già notevolmente bravo e non ha bisogno di seguire la storia però oggigiorno hai bisogno un diploma per qualsiasi cosa se no non ti aiuta nessuno... per questo secondo me non ha senso che per andare a suonare anche nel più mero dei posti hai bisogno di un attestato. Non so se capite cosa intendo... è un po' come la maturità: in passato bastavano solo le medie e andavi a subito a lavorare (anche se non avevi una grande cultura o padronanza del linguaggio). Oggigiorno affinché tu possa lavorare hai bisogno di almeno la maturità e non tutto ciò che hai studiato ti serve nel mondo del lavoro ma solo il minimo e indispensabile mentre il resto ti serve poco nella vita quotidiana... non dico che inutile ma per continuare una vita tranquilla piena di benessere hai solo bisogno del stretto e indispensabile... io non sono straordinario anche se mi piacerebbe esserlo come erano i musicisti all'epoca ma io sono io e loro sono loro e hanno avuto influenze e vite diverse... ciò mi mette tristezza da un punto di vista ma da un altro mi da una specie di forza perché mi preparò al domani sebbene incasinato (ecco) ma comunque abbastanza preparato...

Scusate lo sfogo in generale ho veramente bisogno di parlare riguardo a ciò e nessun'altro meglio di voi è in grado di aiutarmi in questo momento nero nero...

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