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Gli ascolti della settimana 2015


LudwigII
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Se non ci sono altre proposte, ne faccio una io per il barocco: Jean-Féry Rebel, Les Eléments

Quanto al secondo 900, un'idea ce l'avrei fra le tante cose possibili, ma mi sembra che il pezzo di Druckman fosse stato accettato...

io l'avevo detto, Kosmogonia 200 anni prima :D

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poco fa avevo pensato proprio a te (Endy è un po' che non si sente, ora andrebbe bene una sua proposta). Ma sì dai, Madiel lo mettiamo in castigo per un turno :spiteful: . Proponi pure ancora Ligeti o Dutilleux se vuoi, che importa ?!

:D

Vedo che giobar ha già qualche idea, inoltre si potrebbe ascoltare qualcosa di nuovissimo (SaintJust dove sei? :D). Facciamo così: se non si risolve nel giro di uno-due giorni, vi comunico le mie proposte.

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inoltre si potrebbe ascoltare qualcosa di nuovissimo (SaintJust dove sei? :D).

Voleva proporre Mancuso mi par di ricordare...

Ma per il Classicismo non dovevamo ascoltare la Nona di Ludovico? Io avevo già preparato i popcorn immaginandomi epiche battaglie... popcorn.gif

A me piace molto la lettura muscolare degli Emerson (che tra l'altro suonano tutte e otto le parti da soli se non ricordo male, in registrazioni sovrapposte).

In che senso? :blink: Non avevano tempo di incontrarsi per registrarsi insieme?!

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:yes:

Grazie ;)

Come possibilità alternativa a Pletnev (per l'interpretazione del solo I tempo, purtroppo) c'è questo video qui, dove abbiamo all'opera un clavicordo che è certo più aderente al contesto in cui l'opera venne composta. Incomprensibile la scomparsa pressoché totale degli altri tempi.

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In che senso? :blink: Non avevano tempo di incontrarsi per registrarsi insieme?!

Nel senso che gli Emerson sono solo quattro, ma suonano tutte e otto le parti, presumo registrando due quartetti sovrapposti :ninja:

PS: io comunque una propostina per il secondo novecento ce l'avrei, ma è sul versante potenziale robaccia, quindi incoraggio Endy a procedere (anche perché ho già proposto qualcosa questa settimana).

Vorrei invece prenotarmi per il primo novecento la prossima settimana.

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non so come sono le regole della discussione, se ho facoltà di proporre e se, una volta proposto, devo partecipare al tris d'ascolti, però io vi butterei Roger Sessions : Divertimento per orchestra (1959), durata 23 min. circa... se e quando avete un posticino, visto che ho notato che c'è gente in coda, non vorrei fare come le nonnine in macelleria, che ti distrai un attimo e ti passano avanti :D


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non so come sono le regole della discussione, se ho facoltà di proporre e se, una volta proposto, devo partecipare al tris d'ascolti, però io vi butterei Roger Sessions : Divertimento per orchestra (1959), durata 23 min. circa... se e quando avete un posticino, visto che ho notato che c'è gente in coda, non vorrei fare come le nonnine in macelleria, che ti distrai un attimo e ti passano avanti :D

Non c'è nessun obbligo di partecipare a tutti gli ascolti, anche se lo spirito della discussione sarebbe quello. L'importante è che il proponente introduca il brano, in modo da dare qualche informazione utile al suo inquadramento. Per me Sessions va benissimo.

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:D

Vedo che giobar ha già qualche idea, inoltre si potrebbe ascoltare qualcosa di nuovissimo (SaintJust dove sei? :D). Facciamo così: se non si risolve nel giro di uno-due giorni, vi comunico le mie proposte.

Beh, sì, c'era l'idea di portare il concertino di Mancuso. Però, se si vuole dare la precedenza a Maja, che non ha ancora proposto niente, per me è decisamente ok :D

Scusate, comunque, se non partecipo tanto a questo topic. Purtroppo, quando gli ascolti obbligati hanno un minutaggio elevato (diciamo superiore a 20 minuti), faccio fatica ad organizzarmi con gli ascolti. :(

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Altre allegre osservazioni (tratte dal CD Naxos) sulla Sonata in fa# minore:




La Sonata in fa# minore, Wq. 52/5, è stata scritta nel 1744 e pubblicata nel 1763 assieme ad altre cinque sonate come secondo "sequel" delle Sechs Sonaten fürs Clavier (sei sonate per clavicembalo). Il primo movimento presenta un contrasto fra lo slancio delle battute iniziali e una melodia secondaria cantabile. Il tempo centrale, Poco andante, è un'aria accompagnata con discrezione, una sorta di promemoria delle istruzioni date da CPE stesso nel suo Saggio sulla vera arte di presentare una lunga melodia per tastiera. La sonata termina con un ritorno alla tonalità minore d'impianto in una trama che sviluppa ulteriormente il dialogo introdotto nel movimento precedente.



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PS: Ho letto la sinossi de L'invisibile città di Kitezh e non mi convinceva, mi sapeva un po' di film "fantasy"... Poi però ad ascoltarne alcuni estratti potrei anche pensare di ascoltarla.

Più che fantasy, io l'ho trovato profondamente intriso di religiosità... :unsure:

Comunque Korsky pare fosse ateo.

Nel senso che gli Emerson sono solo quattro, ma suonano tutte e otto le parti, presumo registrando due quartetti sovrapposti :ninja:

In tal caso hanno tutta la mia stima! :lol:

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Premetto che non ho idea di cosa mi passasse per la testa, quando ho detto che questa terna sarebbe stata quella con i voti più bassi. Gli ascolti successivi al primo mi hanno fatto cambiare decisamente idea.

- Josquin Desprez, Stabat Mater: un sentito ringraziamento a Regolo per aver proposto questa perla. Dopo un primo ascolto un pò incerto sono rimasto assolutamente rapito, anch'io sono molto colpito dai continui passaggi tra maggiore e minore. Ho apprezzato in particolare la seconda parte, dove il testo parla dell'aspirazione al Paradiso dei fedeli. Alcune parti, come il Flammis urar ne succensus, sono davvero da brividi, si corre seriamente il rischio di commuoversi, ma tutta la composizione è magnifica. Acclarato definitivamente che questa musica mi coinvolge in maniera davvero inaspettata, devo cominciare ad ascoltarla con un pò di criterio. Voto: 9,5

- Felix Mendelssohn, Ottetto per archi op. 20: composizioni come queste attenuano il mio senso di estraneità alla musica ottocentesca. E' davvero sbalorditivo pensare che sia opera di un quindicenne, è perfettamente calibrata, bella, di grande personalità. Volendo fare un appunto, il ritmo è un pò troppo uniformemente forsennato, ma non riesco davvero a considerarlo un difetto, è evidente che sia stata costruita proprio con questo carattere. Voto: 8,5

- Emil von Reznicek, Symphonische Variationen über das "Kol Nidrei": l'unica cosa che mi lascia perplesso di quest'opera è la data di composizione, nel 1929 mi sembra un pò fuori tempo massimo. Valutando la musica per sè stessa, sono delle belle variazioni, l'Adagio, l'Andantino ed il Landler sono decisamente adatte ai membri dell'Ordine Mahleriano, ma tutta l'opera è molto ben realizzata. Voto: 7,5

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il ritmo è un pò troppo uniformemente forsennato, ma non riesco davvero a considerarlo un difetto, è evidente che sia stata costruita proprio con questo carattere.

Proprio per questo non ho capito come si possa imputare a Mendelssohn, almeno per questo pezzo, un effetto sonnifero (v. la striscia di Schroeder e Snoopy postata stamattina da Flaux in CSA). Al più il contrario, perchè soprattutto il primo tempo, che domina l'intera opera, è pervaso da una frenesia incontenibile.

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Proprio per questo non ho capito come si possa imputare a Mendelssohn, almeno per questo pezzo, un effetto sonnifero (v. la striscia di Schroeder e Snoopy postata stamattina da Flaux in CSA). Al più il contrario, perchè soprattutto il primo tempo, che domina l'intera opera, è pervaso da una frenesia incontenibile.

Ma no, il senso di quella striscia era elogiativo :o

Il mmm era un segno di soddisfazione, non di sonnolenza :D

Comunque mi manca solo il brano di Reznicek: Josquin mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto sobrio e umano, molto diverso dal caleidoscopio luminoso di Brumel dell'altra volta.

L'ottetto di Mendelssohn per me è uno di quei lavori miracolosi come la Gran Partita di Mozart: ispiratissimo dall'inizio alla fine, semplice nelle intenzioni e perfetto nella realizzazione, equilibrato ma non prevedibile, coinvolgente ma non istrionico, non posso che dargli il massimo.

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Ma no, il senso di quella striscia era elogiativo :o

Esattamente. :yes3: Per la cronaca la vignetta era questa:

20.jpg

Snoopy è talmente entusiasta della musica di Mendelssohn da cadere rapito dai sensi, sedotto dal modo di suonare di Schroeder che per una volta tanto non è intento a Ludwigolizzare la vignetta! Chiusa parentesi Peanutsiana. «Questo Ottetto va suonato da tutti gli strumenti nello stile di un'orchestra sinfonica. I piani e i forti vanno rispettati attentamente e sottolineati con più forza di quanto si usa in opere di questo genere». Detto questo credo che l'Ottetto per archi op.20 possa meritarsi un 9 tenendo anche conto che fu composto da un Felix sedicenne.

Emil Nikolaus von Reznicek: Symphonische Variationen

In effetti, come ha detto Endymion, guardi la data di composizione e ricontrolli per vedere se avevi letto giusto... 1929! :blink:

Si riferisce alla preghiera ebraica e vengono definite variazioni tragiche, mmm sarà ma di tragico non c'è poi molto a mio parere tranne che nel finale. Anch'io proporrei un 7,5.

Mi manca un ascolto. Nel frattempo qualche altro temerario si è cimentato con Korsky? 08.gif

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Felix Mendelssohn, Ottetto per archi op. 20: composizioni come queste attenuano il mio senso di estraneità alla musica ottocentesca. E' davvero sbalorditivo pensare che sia opera di un quindicenne, è perfettamente calibrata, bella, di grande personalità. Volendo fare un appunto, il ritmo è un pò troppo uniformemente forsennato, ma non riesco davvero a considerarlo un difetto, è evidente che sia stata costruita proprio con questo carattere. Voto: 8,5

L'ottetto è sicuramente un'opera di grande scrittura ed equilibrio, giustamente molto celebre, a me piace molto anche il quintetto coevo, e in generale la sua musica per archi (quartetti, sinfonie giovanili). Benchè la musica sinfonica fosse inevitabilmente ancorata ai modelli beethoveniani, una composizione come questa è emblematica dello stile che aveva assunto la musica da camera in quel periodo; sembrava di vivere una fase di reattività "vitalistica" dopo la scomparsa di Schubert (e dello stesso Beethoven), cui l'esorbitante e visionaria produzione pianistica dell'amico Schumann sembra partecipare come una delle possibili, e più estreme, manifestazioni. A cavallo con gli anni '40 si ha la sensazione che cambi qualcosa, e anche lo stile di Felix pare mutarsi, entrare in una seconda fase e volgere verso la tradizionale inquietudine autoreferenziale e autocommiserativa che noi oggi attribuiamo alla musica romantica tedesca. Se si eccettua l'ultimo quartetto, nato come si sa in circostanze particolari e comunque in linea con questo stile, (cui si aggiunge forse l'ultimo quintetto, vado a memoria), il nostro accantona quartetti e affini e si dedica con più assiduità alla musica con pianoforte, come a mettere in secondo piano il gioco polifonico degli archi in favore di un organico più compatto e congeniale ad una dialettica dei contrasti più che dei dialoghi: il risultato è una musica dal carattere più drammatico e tormentoso (nascono i trii, il sestetto e le sonate con violoncello) più affine alla coeva produzione di uno Schumann giustappunto entrato nella sua fase accademica e meno ottimistica (ho sempre pensato, più che a motivi biografici, a una fase storica precisa cui queste svolte sembrano tutte legate). Devo dire che sono opere che amo di meno, e in generale trovo il periodo dagli anni '40 agli anni '70 il meno interessante del secolo (eccetto i capolavori teatrali di Verdi e di Wagner).

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Esattamente. :yes3: Per la cronaca la vignetta era questa:

20.jpg

Snoopy è talmente entusiasta della musica di Mendelssohn da cadere rapito dai sensi, sedotto dal modo di suonare di Schroeder che per una volta tanto non è intento a Ludwigolizzare la vignetta!

Grazie dell'esegesi, proprio non ci ero arrivato! :hi:

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Anche voi avete avuto la sensazione che lo Stabat Mater di Josquin nell'esecuzione messa in prima pagina, quella di Herreweghe, abbia un difetto: non si capiscono le parole? O sono tutte così? La composizione è stupenda ma devo dire di aver faticato non poco, pur avendo il testo sott'occhio sul pc, a seguire i cantanti.

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Anche voi avete avuto la sensazione che lo Stabat Mater di Josquin nell'esecuzione messa in prima pagina, quella di Herreweghe, abbia un difetto: non si capiscono le parole? O sono tutte così? La composizione è stupenda ma devo dire di aver faticato non poco, pur avendo il testo sott'occhio sul pc, a seguire i cantanti.

Un pò si, specie ai primi ascolti. Più che altro si accavallano le varie strofe.

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E' già venerdì, e resta da decidere l'ascolto per il secondo novecento/XXI secolo. Io cedo volentieri il posto in primis a SaintJust, che ha già proposto da tempo il Concertino di Mancuso, e poi ai nuovi arrivati (del topic :D) Maja e bwv. Per me aspettare qualche settimana non è un problema, e allargare la platea dei proponenti e dei partecipanti mi sembra un buon modo per stimolare ancor più la discussione.


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Ho fatto 2/3 degli ascolti e vengo sempre a scarruffarvi le medie coi miei voti massimi. Ma come si fa a dare meno?



Josquin Desprez, Stabat Mater, Voto: 10 Giudizio: Commovente


Grazie a chi l'ha proposto per avermelo fatto scoprire. Un portale per la trascendenza (e la preghiera).



Felix Mendelssohn-Barholdy, Ottetto, Voto: 10 Giudizio: Genio di un altro pianeta


Questo è un pezzo che conoscevo già abbastanza, ma la versione dei Musici su youtube è tutta un'altra cosa rispetto a quella schifezza degli Emerson che suonano come al solito come androidi "cui è stata asportata l'amigdala" © dott. Pollini. Il genio melodico, la sorgività lirica. Caro signor Wagner, lei avrà pure avuto le sue cupe tube e le sue soggioganti melodie infinite, ma la melodia di Mendelssohn che sa sempre dove andare...


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Josquin Desprez - Stabat Mater 8
Bello, ma non credo sia paragonabile a Brumel... aveva più del "senza tempo". Con Desprez siamo di nuovo approdati ad un livello più terreno. Per questo credo che non possa superare il voto che avevo assegnato a Brumel.

Qualcosa di estremamente Medioevale/Rinascimentale e solo strumentale lo ascolteremo mai? Io purtroppo non ho nulla da proporre :(, ma non mi dispiacerebbe lasciare l'ambiente ecclesiastico e visitare le corti e i castelli. :wub:

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Josquin Desprez - Stabat Mater 8

Bello, ma non credo sia paragonabile a Brumel... aveva più del "senza tempo". Con Desprez siamo di nuovo approdati ad un livello più terreno. Per questo credo che non possa superare il voto che avevo assegnato a Brumel.

Qualcosa di estremamente Medioevale/Rinascimentale e solo strumentale lo ascolteremo mai? Io purtroppo non ho nulla da proporre :(, ma non mi dispiacerebbe lasciare l'ambiente ecclesiastico e visitare le corti e i castelli. :wub:

:ohno02: a me ha fatto esattamente l'effetto contrario, cioè tanto sublime Desprez, quanto il precedente lo sentivo ben ancorato per terra e mi pareva persino mi riportasse indietro nel tempo, Brumel l'ho percepito come pesante e arcaico.

Questa settimana sono indaffarato e in ritardo, spero almeno di riuscire a votare.

Per ora il pezzo che mi è piaciuto di più è stato quello di Reznicek (compositore molto interessante, una bella sorpresa), anche se probabilmente gli altri due sono ben più importanti. Poi vedrò di tirare le somme tra gradimento personale e valore più o meno oggettivo.

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Sono nuovo in questo topic... Per la prossima settimana non "già prenotata" posso proporre qualcosa di Xenakis (per il periodo "Secondo novecento" ovviamente)? E vediamo che succede...

Per esempio, Jonchaies:

[media]https://www.youtube.com/watch?v=Ryiu2MYmmBY

Benvenuto allora !

ottima proposta, che già conosco, uno dei pezzi più famosi probabilmente di Xenakis :ok:

Completata la prossima settimana, poi aggiornerò i link in prima pagina.

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Completo gli ascolti con



Emil Von Reznicek, Variazioni sinfoniche su Kol Nidrey, Voto: 8, Giudizio: Pazzoide interessante


Un burlone con stile, un po' conservatore un po' disimpegnato un po' straussiano-schrekeriano-mahleriano un po' operetta. Ma aveva classe e una personalità propria. Da approfondire.


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