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Emissione con il clarinetto in LA


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Buongiorno a tutti,


mi chiamo Filippo e sono un nuovo iscritto.


Sono un clarinettista dilettante, ma con una discreta base tecnica alle spalle: mi sono diplomato nel 2001, ma dopo qualche anno dal diploma ho (quasi) abbandonato la musica per dedicarmi ad un lavoro che mi consentisse di mantenere una famiglia... insomma ci siamo capiti.


Identikit: suono due clarinetti (Sib e La) Buffet RC, e come bocchino uso un M30, ance Vandoren V12 numero 3 e 1/2.


Vorrei un parere da parte vostra sul mio rapporto "difficile" con il clarinetto in LA: premesso che lo ho acquistato da poche settimane, ma in passato ho suonato un altro RC gemello per diversi anni, entrami un po' datati (metà/fine anni '80), e ho riscontrato le stesse difficoltà. Il nuovo acquisto è passato recentemente tra le mani di un bravo riparatore per cui dovrebbe essere a posto dal punto di vista meccanico.


Il problema è che mentre con il Sib riesco ad avere un controllo completo del suono (nei limiti delle mia capacità), ovvero sono in grado di passare dal fortissimo con suono bello pieno, al pianissimo quasi impercettibile, lo stesso non riesco e fare con il La. Il forte è sempre un po' strozzato, come se ci fosse qualcosa che impedisce il flusso dell'aria come sul Sib, mentre il piano è sempre e rischio fischio e devo controllarlo molto per mantenere il suono.


Secondo voi da cosa può dipendere? E' normale che il clarinetto in La sia "difficile" oppure dipende dalla mia impostazione? O ancora potrebbe servire avere un bocchino o ance diverse per i due strumenti?



Grazie mille!


Filippo


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Ciao Filippo, non ho mai avuto un clarinetto in la, però è un clarinetto particolare perché è più grave, se possiamo dire, del clarinetto in sib, perché è stato realizzato al meglio per simulare la voce umana, un po' come il corno di bassetto in fa, usati nei concerti di Mozart, ha un suono ancora più profondo e lo rende leggermente più "difficile" perché tieni conto dell'espressione, non sono fatti per improvvisare ma per esprimere al meglio le note, e quindi non credo che puoi fare note fortissime. Considera che è nuovo, e in effetti c'è il suo periodo di tempo, di utilizzo prima che puoi effettivamente usarlo al meglio. Il bocchino in effetti è molto chiuso, ma va bene, perché nell'm30 vanno bene ance di spessore sul 3 e per esagerare sul 4, sembra però strano che anche nel vecchio buffet che avevi riscontravi gli stessi problemi.

Io purtroppo non l'ho mai provato, non saprei aiutarti, maestro e king of clarinet ne sanno qualcosa.

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No è chiaro, mi sembra, appunto strano che anche in un clarinetto datato hai avuto gli stessi problemi, io non ho abbastanza conoscenze per poterti aiutarti, visto che non l'ho mai provato quello in la, conviene aspettare qualche consiglio da ,come ho detto prima, da maestro e king, loro lo sanno meglio di me, dato che hanno anche il particola in la, sanno come aiutarti meglio di qualunque altro.

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Buongiorno a tutti,

mi chiamo Filippo e sono un nuovo iscritto.

Sono un clarinettista dilettante, ma con una discreta base tecnica alle spalle: mi sono diplomato nel 2001, ma dopo qualche anno dal diploma ho (quasi) abbandonato la musica per dedicarmi ad un lavoro che mi consentisse di mantenere una famiglia... insomma ci siamo capiti.

Identikit: suono due clarinetti (Sib e La) Buffet RC, e come bocchino uso un M30, ance Vandoren V12 numero 3 e 1/2.

Vorrei un parere da parte vostra sul mio rapporto "difficile" con il clarinetto in LA: premesso che lo ho acquistato da poche settimane, ma in passato ho suonato un altro RC gemello per diversi anni, entrami un po' datati (metà/fine anni '80), e ho riscontrato le stesse difficoltà. Il nuovo acquisto è passato recentemente tra le mani di un bravo riparatore per cui dovrebbe essere a posto dal punto di vista meccanico.

Il problema è che mentre con il Sib riesco ad avere un controllo completo del suono (nei limiti delle mia capacità), ovvero sono in grado di passare dal fortissimo con suono bello pieno, al pianissimo quasi impercettibile, lo stesso non riesco e fare con il La. Il forte è sempre un po' strozzato, come se ci fosse qualcosa che impedisce il flusso dell'aria come sul Sib, mentre il piano è sempre e rischio fischio e devo controllarlo molto per mantenere il suono.

Secondo voi da cosa può dipendere? E' normale che il clarinetto in La sia "difficile" oppure dipende dalla mia impostazione? O ancora potrebbe servire avere un bocchino o ance diverse per i due strumenti?

Grazie mille!

Filippo

Ti spiego Filippo!

Il clarinetto in la è un clarinetto più lungo e più pesante del classico sib, ha più legno, quindi più materiale da mettere in vibrazione!Un ennesimo fattore che non aiuta e che i costruttori"Patricola buffet" utilizzano lo stesso tipo di cameratura sia per sib che per la, tranne la Selmer, che crea cameratura totalmente differenti per alcuni modelli tra sib e la,

L'unica cosa che puoi fare è cercare di studiarci tanto e magari trovare un ancia un tantino più morbida per il clarinetto in la, così da facilitare molti passaggi!

Di norma su strumenti in la un po duri è consono tamponare in gorotex così da alleggerire lo strumento! È anche possibile che il tuo clarinetto non sia stato utilizzato molto anche essendo abbastanza datato, comunque il consiglio è sempre lo stesso, cioè studia!

Uno dei tanti motivi del perche mi sono levato il Patricola era che mi risultava essere uno strumento che vibrava poco e non mi permetteva certe cose che con il Selmer invece vengono spontanee!!

Se hai bisogno di alcune dritte puoi contattarmi tranquillamente con un messaggio privato!

Ah dimenticavo una cosa che a me aiutava tanto!

Utilizza lo stesso barilotto del sib su la, e dovrebbe andare un po' meglio!!

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Grazie mille. In effetti lo strumento sembra essere stato usato poco negli ultimi mesi / anni, e suonandolo da una decina di giorni le cose vanno già meglio.

Quindi mi pare di capire che in caso di eventuale acquisto futuro mi consigli di provare un selmer? Anche per il Sib o solo il La?

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Grazie mille. In effetti lo strumento sembra essere stato usato poco negli ultimi mesi / anni, e suonandolo da una decina di giorni le cose vanno già meglio.

Quindi mi pare di capire che in caso di eventuale acquisto futuro mi consigli di provare un selmer? Anche per il Sib o solo il La?

Io personalmente ho avuto svariati strumenti professionali, tra cui buffet e Patricola e ora Selmer.

La cosa migliore a mio parere è avere una coppia di Selmer "io possiedo il Recital, a mio parere il migliore, ma anche gli altri modelli sono validi"

e avere anche un Buffet "rc o prestige" in sib per svariati utilizzi! Tutti dicono che il recital sia uno strumento duro da suonare sopratutto il la, cosa che non condivido assolutamente! Anzi, qualche volta faccio fatica a tenerlo a bada! È uno strumento che possiede tantissimo suono ma ahimè essendo un suono scurissimo nel suo set-up originale non è tanto indicato in orchestra,infatti se devo suonare questo utilizzo una fascetta particolare dal suono un po' più chiaro, sennò metto su un Buffet prestige e suono alla grande! Una cosa di cui mi pento amaramente è di aver venduto il mio Buffet Tosca! Non l'avessi mai fatto! Ora ho scambiato il mio Patricola in la" di cui appunto non ero soddisfatto" con un Buffet Prestige con cui mi trovo magnificamente negli ambiti sopracitati ma il Tosca era senz'altro migliore !

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Buongiorno a tutti,

mi chiamo Filippo e sono un nuovo iscritto.

Sono un clarinettista dilettante, ma con una discreta base tecnica alle spalle: mi sono diplomato nel 2001, ma dopo qualche anno dal diploma ho (quasi) abbandonato la musica per dedicarmi ad un lavoro che mi consentisse di mantenere una famiglia... insomma ci siamo capiti.

Identikit: suono due clarinetti (Sib e La) Buffet RC, e come bocchino uso un M30, ance Vandoren V12 numero 3 e 1/2.

Vorrei un parere da parte vostra sul mio rapporto "difficile" con il clarinetto in LA: premesso che lo ho acquistato da poche settimane, ma in passato ho suonato un altro RC gemello per diversi anni, entrami un po' datati (metà/fine anni '80), e ho riscontrato le stesse difficoltà. Il nuovo acquisto è passato recentemente tra le mani di un bravo riparatore per cui dovrebbe essere a posto dal punto di vista meccanico.

Il problema è che mentre con il Sib riesco ad avere un controllo completo del suono (nei limiti delle mia capacità), ovvero sono in grado di passare dal fortissimo con suono bello pieno, al pianissimo quasi impercettibile, lo stesso non riesco e fare con il La. Il forte è sempre un po' strozzato, come se ci fosse qualcosa che impedisce il flusso dell'aria come sul Sib, mentre il piano è sempre e rischio fischio e devo controllarlo molto per mantenere il suono.

Secondo voi da cosa può dipendere? E' normale che il clarinetto in La sia "difficile" oppure dipende dalla mia impostazione? O ancora potrebbe servire avere un bocchino o ance diverse per i due strumenti?

Grazie mille!

Filippo

Rientra tutto nella normalità Filippo, sono due strumenti diversi, uno è più lungo l'altro è più corto, uno ha più materiale, l'altro meno. Avere strumenti con camerature diverse non risolve il problema anzi lo accentua. Se si compra una coppia di strumenti nuovi bisogna cercare il più possibile di selezionarli in maniera tale che abbiano caratteristiche simili. Dopodichè è utile suonarli in maniera alternata, nulla vieta di studiare con il clarinetto in La a giorni alterni. Piano piano ci si fa l'abitudine... Non è un problema così grande come sembra. C'è chi passa dal clarinetto al piccolo o al basso, quando addirittura non cambia strumento e suona il sax senza grossi problemi... Devi solo accettare il fatto che sono strumenti diversi e quindi qualche piccola differenza ci sarà sempre ma con un pò di studio diventano problemi irrilevanti. Anche tra Sib e piccolo, o tra sib e basso le cose funzionano in maniera diversa, ma un clarinettista che suona questi strumenti deve saperli gestire indifferentemente.

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Certamente, non metto in dubbio che strumenti diversi vadano suonati in modo diverso.

Solo che a volte ho la sensazione che lo strumento sia strozzato, non so bene come spiegarlo.

Comunque farò tesoro dei vostri consigli e cercherò di suonarli entrambi a lungo, vediamo cosa ne viene fuori.

Ciao!

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Certamente, non metto in dubbio che strumenti diversi vadano suonati in modo diverso.

Solo che a volte ho la sensazione che lo strumento sia strozzato, non so bene come spiegarlo.

Comunque farò tesoro dei vostri consigli e cercherò di suonarli entrambi a lungo, vediamo cosa ne viene fuori.

Ciao!

Certo, ho capito benissimo a cosa ti riferisci, ma è normale questo perché ti aspetti che suoni come un Sib, ma in realtà un pò tutti i clarinetti in La danno questa sensazione, qualcuno di più qualcuno di meno... A volte il problema si attenua sfogandoli, a volte no, dipende... Il mio clarinetto in la suona quasi come il Sib, però già quando l'ho scelto era così e sfogandosi ha guadagnato ancora qualcosina, ma una lieve differenza la percepisco sempre. Non è un problema del tuo strumento e non riguarda nemmeno la tua emissione o la tua impostazione.

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Rientra tutto nella normalità Filippo, sono due strumenti diversi, uno è più lungo l'altro è più corto, uno ha più materiale, l'altro meno. Avere strumenti con camerature diverse non risolve il problema anzi lo accentua. Se si compra una coppia di strumenti nuovi bisogna cercare il più possibile di selezionarli in maniera tale che abbiano caratteristiche simili. Dopodichè è utile suonarli in maniera alternata, nulla vieta di studiare con il clarinetto in La a giorni alterni. Piano piano ci si fa l'abitudine... Non è un problema così grande come sembra. C'è chi passa dal clarinetto al piccolo o al basso, quando addirittura non cambia strumento e suona il sax senza grossi problemi... Devi solo accettare il fatto che sono strumenti diversi e quindi qualche piccola differenza ci sarà sempre ma con un pò di studio diventano problemi irrilevanti. Anche tra Sib e piccolo, o tra sib e basso le cose funzionano in maniera diversa, ma un clarinettista che suona questi strumenti deve saperli gestire indifferentemente.

Non è assolutamente vero che suonare due strumenti con camerature diverse accentua i problemi, anzi! Se una casa produttrice crea il sib con un tipo di cameratura e il la invece con una cameratura diversa, e magari un tantino più grande o più piccola ( Faccio il paragone con i Selmer odyssee .arthea, saint louis che hanno tutti cameratura 14.50 nel sib e nel La 14.55 o con il selmer Privilege, Sib:14.60 La: 14.50) si possono ovviare alla gran parte dei problemi di cui parla Filippo! Creare una cameratura totalmente diversa per il La può solamente giovare in primis all'emissione e poi all'intonazione, e all'omogeneità tra i registri!!

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Non è assolutamente vero che suonare due strumenti con camerature diverse accentua i problemi, anzi! Se una casa produttrice crea il sib con un tipo di cameratura e il la invece con una cameratura diversa, e magari un tantino più grande o più piccola ( Faccio il paragone con i Selmer odyssee .arthea, saint louis che hanno tutti cameratura 14.50 nel sib e nel La 14.55 o con il selmer Privilege, Sib:14.60 La: 14.50) si possono ovviare alla gran parte dei problemi di cui parla Filippo! Creare una cameratura totalmente diversa per il La può solamente giovare in primis all'emissione e poi all'intonazione, e all'omogeneità tra i registri!!

Appunto... se una sola casa produttrice, non tutte le case produttrici, segue questa politica un motivo ci sarà... Se la soluzione a tutti i problemi fosse quella adottata dalla casa produttrice dei tuoi strumenti, anche le altre ditte la seguirebbero, oppure tutti suonerebbero strumenti come i tuoi... Probabilmente la Selmer ha puntato su determinati obiettivi come ha sempre fatto del resto. Questi obiettivi possono essere più o meno discutibili, ma la valutazione è sempre molto soggettiva. Tuttavia un dato di fatto certo è che la stragrande maggioranza dei clarinettisti sceglie altri brand e a me sembra un dato molto significativo. Detto questo, come ripeto io ho due strumenti con cameratura uguale e che mi danno risultati davvero molto simili, questo perché sono stato molto attento in fase di selezione. Come tutti ben sappiamo spesso e volentieri tra strumenti uguali (stessa tonalità, stessa marca, stesso materiale, stesso modello) ci sono delle differenze, bisogna saper sfruttare bene questo discorso di eterogeneità quando si va a comporre una coppia di strumenti.

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Appunto... se una sola casa produttrice, non tutte le case produttrici, segue questa politica un motivo ci sarà... Se la soluzione a tutti i problemi fosse quella adottata dalla casa produttrice dei tuoi strumenti, anche le altre ditte la seguirebbero, oppure tutti suonerebbero strumenti come i tuoi... Probabilmente la Selmer ha puntato su determinati obiettivi come ha sempre fatto del resto. Questi obiettivi possono essere più o meno discutibili, ma la valutazione è sempre molto soggettiva. Tuttavia un dato di fatto certo è che la stragrande maggioranza dei clarinettisti sceglie altri brand e a me sembra un dato molto significativo. Detto questo, come ripeto io ho due strumenti con cameratura uguale e che mi danno risultati davvero molto simili, questo perché sono stato molto attento in fase di selezione. Come tutti ben sappiamo spesso e volentieri tra strumenti uguali (stessa tonalità, stessa marca, stesso materiale, stesso modello) ci sono delle differenze, bisogna saper sfruttare bene questo discorso di eterogeneità quando si va a comporre una coppia di strumenti.

Per Produrre un nuovo Modello Sib e La di diversa cameratura occorre il doppio del tempo e il doppio dei fondi per Creare due progetti differenti!!

Anche Patricola offre al consumatore delle chicche che Buffet o Selmer non offrono, come per esempio la possibilità di avere lo stesso clarinetto in due legni diversi, il fatto di poter placcare le chiavi in oro, il fatto di avere barilotti cerchiati in metallo o in legno o avere tutte le chiavi con viti di regolazione! Se un Brand utilizza queste tecniche non è detto che un altro faccia lo stesso, e per fortuna aggiungerei!! Se tutti si copiassero a vicenda ci sarebbe un solo tipo di clarinetto con tanti nomi diversi! Ecco perchè Selmer " e ultimamente Buffet con il progetto Divine" Sono le uniche a creare strumenti con camerature diverse! E' normale che ti trovi bene con strumenti dalla stessa cameratura ma se ad esempio suonassi una coppia di Privilegè(ovviamente selezionata) ti accorgeresti del passaggio tra sib e La solo dal semitono di differenza tra i due strumenti!

Per Altro conto, nei Buffet la differenza è abbastanza evidente! Nei modelli Rc e Prestige insorgono notevoli differenze tra sib e la! Il La risulta sempre più duro del Sib e necessita di un periodo molto lungo di sfogatura!

Poi sul fatto che " la stragrande maggioranza dei clarinettisti" scelga Buffet, sai meglio di me che non sia un fattore di qualità ma solo perché la buffet viene "imposta" dai professori per via degli accordi con i commercianti che trattano prevalentemente Buffet!

Nel mio conservatorio chi studia con quello ha Patricola, chi studia con quell'altro ha Buffet presi dove dice lui, e chi studia con il mio professore è libero di scegliere qualsiasi Brand desidera, motivo il quale ho avuto Buffet, poi Patricola e ora Selmer,quest'ultimo risultato il migliore clarinetto mai avuto o provato!

Poi i Selmer vanno tantissimo sopratutto in Spagna dove la "Stragrande maggioranza dei clarinettisti" suona Recital!

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Per Produrre un nuovo Modello Sib e La di diversa cameratura occorre il doppio del tempo e il doppio dei fondi per Creare due progetti differenti!!

Anche Patricola offre al consumatore delle chicche che Buffet o Selmer non offrono, come per esempio la possibilità di avere lo stesso clarinetto in due legni diversi, il fatto di poter placcare le chiavi in oro, il fatto di avere barilotti cerchiati in metallo o in legno o avere tutte le chiavi con viti di regolazione! Se un Brand utilizza queste tecniche non è detto che un altro faccia lo stesso, e per fortuna aggiungerei!! Se tutti si copiassero a vicenda ci sarebbe un solo tipo di clarinetto con tanti nomi diversi! Ecco perchè Selmer " e ultimamente Buffet con il progetto Divine" Sono le uniche a creare strumenti con camerature diverse! E' normale che ti trovi bene con strumenti dalla stessa cameratura ma se ad esempio suonassi una coppia di Privilegè(ovviamente selezionata) ti accorgeresti del passaggio tra sib e La solo dal semitono di differenza tra i due strumenti!

Per Altro conto, nei Buffet la differenza è abbastanza evidente! Nei modelli Rc e Prestige insorgono notevoli differenze tra sib e la! Il La risulta sempre più duro del Sib e necessita di un periodo molto lungo di sfogatura!

Poi sul fatto che " la stragrande maggioranza dei clarinettisti" scelga Buffet, sai meglio di me che non sia un fattore di qualità ma solo perché la buffet viene "imposta" dai professori per via degli accordi con i commercianti che trattano prevalentemente Buffet!

Nel mio conservatorio chi studia con quello ha Patricola, chi studia con quell'altro ha Buffet presi dove dice lui, e chi studia con il mio professore è libero di scegliere qualsiasi Brand desidera, motivo il quale ho avuto Buffet, poi Patricola e ora Selmer,quest'ultimo risultato il migliore clarinetto mai avuto o provato!

Poi i Selmer vanno tantissimo sopratutto in Spagna dove la "Stragrande maggioranza dei clarinettisti" suona Recital!

Non penso che il problema riguardi il progetto, anche perché per costruire due clarinetti con cameratura uguale serve comunque un progetto differente. Comunque mi sembra che stiamo divagando troppo. Capisco che tu voglia difendere le tue scelte, ma qui il problema è un'altro. Un amico ha chiesto come poter risolvere un problema e la risposta non può essere comprati un Selmer. Io credo carissimo Filippo che l'unica cosa che potresti fare oltre ciò che ti ho già detto se gli strumenti sono tanto differenti, è provare a montare un barilotto differente sul clarinetto in la, potrebbe ovviare di molto il tuo problema (per differente intendo proprio di un'altra marca, tipo Backun , Nuvolari, Ripamonti, Orsi, ecc...)

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Non penso che il problema riguardi il progetto, anche perché per costruire due clarinetti con cameratura uguale serve comunque un progetto differente. Comunque mi sembra che stiamo divagando troppo. Capisco che tu voglia difendere le tue scelte, ma qui il problema è un'altro. Un amico ha chiesto come poter risolvere un problema e la risposta non può essere comprati un Selmer. Io credo carissimo Filippo che l'unica cosa che potresti fare oltre ciò che ti ho già detto se gli strumenti sono tanto differenti, è provare a montare un barilotto differente sul clarinetto in la, potrebbe ovviare di molto il tuo problema (per differente intendo proprio di un'altra marca, tipo Backun , Nuvolari, Ripamonti, Orsi, ecc...)

Io non ho mai detto lascia perdere buffet e compra Selmer anzi, è stato lui a ribadire "ma quindi per un acquisto futuro tu consigli Selmer"'...ma comunque!

Condivido il fatto di prendere un barilotto diverso! Magari un fatboy della backun che è un barilotto che allegerisce lo strumento al contrario degli altri della backun che lo appesantiscono appena o un barilotto Nuvolari della serie gold che è molto buono, però attenzione, essendo fatti questi ultimi di materiale sintetico bisogna provarli per vedere se entrano bene nello strumento e se entra bene il bocchino!

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  • 2 weeks later...

Ciao Filippo,


inizialmente avevo anch'io la stessa percezione con il mio clarinetto in la (buffet rc di terza mano).


Facevo abbastanza fatica e non avevo lo stesso controllo che ho sul clarinetto in sib, mi sembrava che il suono faticasse ad uscire, che lo strumento fosse tappato..non mi trovavo affatto bene.



Io ho risolto il mio problema.. suonandoci su tantissimo!


Per un periodo ho suonato solo con il clarinetto in la.. riscaldamento, note lunghe, scale, esercizi.. tutto.


Usare ance più leggere aiuta, come già qualcuno ha suggerito.


In questa maniera forse un pò radicale ora ho lo stesso controllo sui due strumenti.



Ciao ciao!


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Ti spiego Filippo!

Il clarinetto in la è un clarinetto più lungo e più pesante del classico sib, ha più legno, quindi più materiale da mettere in vibrazione!Un ennesimo fattore che non aiuta e che i costruttori"Patricola buffet" utilizzano lo stesso tipo di cameratura sia per sib che per la, tranne la Selmer, che crea cameratura totalmente differenti per alcuni modelli tra sib e la,

L'unica cosa che puoi fare è cercare di studiarci tanto e magari trovare un ancia un tantino più morbida per il clarinetto in la, così da facilitare molti passaggi!

Di norma su strumenti in la un po duri è consono tamponare in gorotex così da alleggerire lo strumento! È anche possibile che il tuo clarinetto non sia stato utilizzato molto anche essendo abbastanza datato, comunque il consiglio è sempre lo stesso, cioè studia!

Uno dei tanti motivi del perche mi sono levato il Patricola era che mi risultava essere uno strumento che vibrava poco e non mi permetteva certe cose che con il Selmer invece vengono spontanee!!

Se hai bisogno di alcune dritte puoi contattarmi tranquillamente con un messaggio privato!

Ah dimenticavo una cosa che a me aiutava tanto!

Utilizza lo stesso barilotto del sib su la, e dovrebbe andare un po' meglio!!

Dici che ti sei "levato" il Patricola. Come mai, non andava più bene?

Mi ricordo ancora quando avevi postato le foto di quando li avevi acquistati e ne parlavi molto bene....Che cosa è successo?

PS magari lo sai (o forse qualcuno del forum lo sa) visto che di strumenti ne hai provati tanti.....Che cosa ne pensi del Divine?

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Dici che ti sei "levato" il Patricola. Come mai, non andava più bene?

Mi ricordo ancora quando avevi postato le foto di quando li avevi acquistati e ne parlavi molto bene....Che cosa è successo?

PS magari lo sai (o forse qualcuno del forum lo sa) visto che di strumenti ne hai provati tanti.....Che cosa ne pensi del Divine?

Beh, il tempo passa, i gusti cambiano e anche le esigenze di uno strumentista!

Prima di prendere i Patricola avevo un Tosca, che ho cambiato con i Patricola perché mi veniva uno strumento troppo Facile da suonare e volevo uno strumento più duretto!

I Patricola andavano bene, poi con il tempo anche loro sono diventati Semplici! Sarà perché avrò cominciato a soffiare più forte, sa che si saranno sfogati, alla fine non mi hanno più soddisfatto!

Secondo me possiedono meno suono di un Buffet o di un Selmer anche se qualitativamente non è brutto!

La meccanica è sempre leggerissima! Cioè, quando lo suoni secondo me non ti senti padrone assoluto dello strumento! è come se non tenessi nulla in mano, e alla fine questa sensazione mi ha stancato!

Alla fine sono andato a Parigi e ho selezionato una coppia di Selmer Recital direttamente in Atelier!

Dopo alcuni mesi che suono Selmer posso affermare con assoluta certezza che sia davvero, davvero un bello strumento, sicuramente migliore "Per me" di qualsiasi altro!

Pesante, meccanica presente, corpo più grosso, suono più grande e più scuro!

Tralasciando ciò, sfortunatamente non ho ancora avuto il piacere di provare il Divine, ma molte persone che lo hanno provato,compreso il mio insegnate, mi hanno detto che è davvero un buon clarinetto, molto semplice e molto elegante!

Spero di provarlo !!

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Jimmy, un mio amico psicologo (nonchè bravo clarinettista e saxofonista) chiamava questo particolare atteggiamento "feticismo dello strumento", ovvero ci si occupa di oggetti invece di occuparsi della musica per cui questi oggetti sarebbero stati costruiti. Il malato nasconde a se stesso la malattia convincendosi che cambiando oggetto migliorerà anche il suo modo di fare musica, ma invariabilmente accade il contrario (cosa che il soggetto tende a negare con una certa ostinazione). In questo modo ci si trova in un circolo vizioso di spese pazze e considerazioni errate sulla natura degli strumenti che si provano.

E' abbastanza grave, ma quasi sempre passa da se senza bisogno di particolari cure. La cosa poco bella è che ci passiamo quasi tutti, e senza rendercene conto (colpa dell'industria?).

Vedrai che passerà anche a K. La giovane età e un ego evidentemente smisurato non lo aiutano, ma credo che passerà anche a lui.

Tornando in argomento non posso fare a meno di condividere quanto dice Marta. Se lo strumento è a posto (e così pare) non c'e' bisogno di comprare un barilotto più leggero o più pesante (i barilotti si cambiano per esigenze professionali molto particolari, come soluzione estrema per risolvere un problema di intonazione, e facendoseli possibilmente fare da un artigiano che abbia preso delle misure precisissime al tuo clarinetto. Cambiare barilotto per risolvere un normale problema di impostazione su uno strumento che non si è abituati a suonare è un capriccio controproducente e capace di far piombare l'acquirente nell'inferno del feticismo strumentale). Non commento nemmeno il consiglio di provare i tamponi in gore-tex per alleggerire lo strumento - qui siamo nel regno del feticismo più avanzato.

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Jimmy, un mio amico psicologo (nonchè bravo clarinettista e saxofonista) chiamava questo particolare atteggiamento "feticismo dello strumento", ovvero ci si occupa di oggetti invece di occuparsi della musica per cui questi oggetti sarebbero stati costruiti. Il malato nasconde a se stesso la malattia convincendosi che cambiando oggetto migliorerà anche il suo modo di fare musica, ma invariabilmente accade il contrario (cosa che il soggetto tende a negare con una certa ostinazione). In questo modo ci si trova in un circolo vizioso di spese pazze e considerazioni errate sulla natura degli strumenti che si provano.

E' abbastanza grave, ma quasi sempre passa da se senza bisogno di particolari cure. La cosa poco bella è che ci passiamo quasi tutti, e senza rendercene conto (colpa dell'industria?).

Vedrai che passerà anche a K. La giovane età e un ego evidentemente smisurato non lo aiutano, ma credo che passerà anche a lui.

Tornando in argomento non posso fare a meno di condividere quanto dice Marta. Se lo strumento è a posto (e così pare) non c'e' bisogno di comprare un barilotto più leggero o più pesante (i barilotti si cambiano per esigenze professionali molto particolari, come soluzione estrema per risolvere un problema di intonazione, e facendoseli possibilmente fare da un artigiano che abbia preso delle misure precisissime al tuo clarinetto. Cambiare barilotto per risolvere un normale problema di impostazione su uno strumento che non si è abituati a suonare è un capriccio controproducente e capace di far piombare l'acquirente nell'inferno del feticismo strumentale). Non commento nemmeno il consiglio di provare i tamponi in gore-tex per alleggerire lo strumento - qui siamo nel regno del feticismo più avanzato.

Scusa se te lo dico, ma un ragionamento del genere non ha molto senso!

Il cambiare strumenti ricercando determinate caratteristiche non credo sia una malattia o come la definisci tu o il tuo "amico-clarinettista-psicologo" feticismo dello strumento! È semplicemente avere in mente delle determinate caratteristiche di suono che accompagnate a dello studio concreto e ad uno strumento specifico possono essere raggiunte, è palese che con la stessa ancia bocchino e fascetta non si ha lo stesso suono suonando Patricola e poi suonando Recital!

Uno strumento non è per tutti,quindi è bene ricercare lo strumento che possa essere il migliore per la persona che deve suonarlo!

Sopratutto mi ha fatto molto ridere il fatto che non abbia senso cambiare barilotto o tamponare in maniera diversa lo strumento!

Un barilotto diverso può aiutare in moltissime occasioni e non è necessario farlo adattare da un "artigiano" come dici tu a meno che tu non sia Meloni o Carbonare!

Poi per quanto riguarda i tamponi, che sono una parte molto importante per quanto riguarda il risultato sonoro di un clarinetto, ti consiglio di andare ad informarti sulle specifiche e sulle modifiche al suono che ogni tipo di tamponi apporta allo strumento!

Sotto questo ultimo punto tengo a precisare che anche Meloni ha "stranamente" cambiato i tamponi del Tosca che normalmente vengono montati in gorotex con la pelle.. Suppongo che sia un feticista dello strumento anche lui.

Come ultimo punto vorrei spiegato su che base tu possa affermare che possiedo un "ego evidentemente smisurato" come dici tu, visto che comunque, non mi conosci, non mi pare di aver scambiato messaggi con te, e credo di aver espresso solo delle mie personali considerazioni del perché ho cambiato strumenti!

In conclusione continuo COMUNQUE a sostenere la mia tesi, che mi è stata anche confermata da maestro" che tralaltro so per certo non essere un "feticista dello strumento" visto che ha cambiato solo due strumenti in 30 anni!

Un barilotto più "semplice" come qualche modello della backun o della nuvolari è una tamponatura in gorotex alleggeriscono in modo considerevole un clarinetto!

Saluti

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Jimmy, un mio amico psicologo (nonchè bravo clarinettista e saxofonista) chiamava questo particolare atteggiamento "feticismo dello strumento", ovvero ci si occupa di oggetti invece di occuparsi della musica per cui questi oggetti sarebbero stati costruiti. Il malato nasconde a se stesso la malattia convincendosi che cambiando oggetto migliorerà anche il suo modo di fare musica, ma invariabilmente accade il contrario (cosa che il soggetto tende a negare con una certa ostinazione). In questo modo ci si trova in un circolo vizioso di spese pazze e considerazioni errate sulla natura degli strumenti che si provano.

E' abbastanza grave, ma quasi sempre passa da se senza bisogno di particolari cure. La cosa poco bella è che ci passiamo quasi tutti, e senza rendercene conto (colpa dell'industria?).

Vedrai che passerà anche a K. La giovane età e un ego evidentemente smisurato non lo aiutano, ma credo che passerà anche a lui.

Tornando in argomento non posso fare a meno di condividere quanto dice Marta. Se lo strumento è a posto (e così pare) non c'e' bisogno di comprare un barilotto più leggero o più pesante (i barilotti si cambiano per esigenze professionali molto particolari, come soluzione estrema per risolvere un problema di intonazione, e facendoseli possibilmente fare da un artigiano che abbia preso delle misure precisissime al tuo clarinetto. Cambiare barilotto per risolvere un normale problema di impostazione su uno strumento che non si è abituati a suonare è un capriccio controproducente e capace di far piombare l'acquirente nell'inferno del feticismo strumentale). Non commento nemmeno il consiglio di provare i tamponi in gore-tex per alleggerire lo strumento - qui siamo nel regno del feticismo più avanzato.

Ah un ultima cosa, se il discorso dell'ego fosse riferito al mio nickname che utilizzo qui, come puoi andare a verificare all'interno del mio profilo ho creato questo account circa 5 anni fa, quindi quando avevo 12 anni, penso che una cosa del genere ci possa stare considerando l'età.

Scusa Maestro per l'off topic.

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Se ti interessa sostenere a spada tratta le tue bizzare tesi su tamponi e barilotti fai pure. Francamente non mi interessa entrare in polemica sulle produzioni di Backun, Selmer o Buffet. Nei termini in cui imposti la questione sarebbe come parlare di Fiat, Ford e Bmw. Se non te ne rendi conto sono affari tuoi. Per me questo è feticismo, per qualcun altro può essere normale, bene, io ho espresso la mia idea. Non è che tutti quelli che studiano il clarinetto o ne fanno la propria professione passano la vita a provare modelli diversi, tamponi, barilotti e legature per tentare di migliorare il proprio modo di suonare. Ci sono diversi modi di migliorarsi. Può essere che il tuo approccio si dimostri valido per te, e che in futuro ti permetterà di toglierti tante belle soddisfazioni artistiche (cosa che ti auguro), ma per me (secondo quella che è la mia modesta esperienza di musico e insegnante) è il peggior approccio possibile.


Sul barilotto io ho scritto:


"Cambiare barilotto per risolvere un normale problema di impostazione su uno strumento che non si è abituati a suonare è un capriccio controproducente".


Se sai leggere si parla di impostazione. Le problematiche artistiche e professionali sono diverse da quelle di una fase di re-impostazione sullo strumento dopo una lunga pausa di inattività (questo è l'argomento del presente topic).


Di conseguenza il consiglio di cambiare barilotto o tamponi non è intelligente in questa sede. Meloni o altri, in questo contesto, non c'entrano niente. E c'entra ancora meno la tua ironica "supposizione" sul presunto feticismo di Meloni. Si sta parlando di altro.



Ciao.


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Se ti interessa sostenere a spada tratta le tue bizzare tesi su tamponi e barilotti fai pure. Francamente non mi interessa entrare in polemica sulle produzioni di Backun, Selmer o Buffet. Nei termini in cui imposti la questione sarebbe come parlare di Fiat, Ford e Bmw. Se non te ne rendi conto sono affari tuoi. Per me questo è feticismo, per qualcun altro può essere normale, bene, io ho espresso la mia idea. Non è che tutti quelli che studiano il clarinetto o ne fanno la propria professione passano la vita a provare modelli diversi, tamponi, barilotti e legature per tentare di migliorare il proprio modo di suonare. Ci sono diversi modi di migliorarsi. Può essere che il tuo approccio si dimostri valido per te, e che in futuro ti permetterà di toglierti tante belle soddisfazioni artistiche (cosa che ti auguro), ma per me (secondo quella che è la mia modesta esperienza di musico e insegnante) è il peggior approccio possibile.

Sul barilotto io ho scritto:

"Cambiare barilotto per risolvere un normale problema di impostazione su uno strumento che non si è abituati a suonare è un capriccio controproducente".

Se sai leggere si parla di impostazione. Le problematiche artistiche e professionali sono diverse da quelle di una fase di re-impostazione sullo strumento dopo una lunga pausa di inattività (questo è l'argomento del presente topic).

Di conseguenza il consiglio di cambiare barilotto o tamponi non è intelligente in questa sede. Meloni o altri, in questo contesto, non c'entrano niente. E c'entra ancora meno la tua ironica "supposizione" sul presunto feticismo di Meloni. Si sta parlando di altro.

Ciao.

Continuo comunque a non essere d'accordo con te su vari punti!

Un clarinetto in la sarà sempre più duro di un sib e per questo moltissimi strumentisti cercando di ovviare a questo "inconveniente" montano un barilotto di marca diversa, o montano un ancia più semplice con una legatura che fa vibrare di più l'ancia, o in casi dove lo strumento è davvero duro è consono tamponare lo strumento in gorotex poiché essendo un materiale che assorbe pochissimo il suono fa vibrare di più il tutto.

Dici che i barilotti vanno cambiati solo se si ha un "grave problema di intonazione"e che quindi si ottiene comunque lo stesso suono, ti invito a provare dei barilotti backun della stessa identica misura del tuo tradizionale e noterai subito che l'intonazione è rimasta identica ma che il suono cambia, visto che sono dei barilotti specifici per ottenere dei risultati diversi!

Ho fatto l'esempio di meloni poiché, come hai scritto, cambiare i tamponi non ha senso! E allora perché lui li ha cambiati non montando i tradizionali bensì un modello specifico?

Il fatto che io sostenga la mia tesi è perché ha dei fondamenti, cosa che la tua non ha!

Non so quali clarinettisti conosci tu, i clarinettisti che conosco io "la maggioranza dei migliori" utilizzano diversi materiali in base a cosa, a che strumento e in che contesto debbano suonare!

Ti consiglio vivamente di andare a provare un po di roba così da poterti rendere conto di cosa cambia o cosa no. Quando avrai fatto questo potremo tranquillamente disquisire sul fatto che magari non li trovi utili per il tuo modo di suonare!

Ma da come ne parli " sopratutto il fatto del barilotto" si capisce che non hai ancora avuto la possibilità di provare nulla di cui stiamo parlando qui!

Ti pregherei inoltre di finirla di parlare di roba" quali tue strane supposizioni campate in aria e feticismi di vario genere musicale-strumentale" visto che il titolo del topic non parlava di questo!

Siamo andati un po troppo fuori dal seminato!

Saluti

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