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Cosa state ascoltando ? Anno 2015


Madiel
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Dopo aver ascoltato il Liszt di Richter (assolutamente convincente), vado con brahms

Concerto per violino, violoncello e orchestra

Rca Victor symphony orchestra, wallenstein

Heifetz e piatigorsky

A chi gradisce

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Non dirlo a me... ne ho almeno 3 versioni dirette da Furt: 1942, 1951 e 1953. La versione del 1951 tra l'altro è incisa piuttosto bene. Quella del 1942, comunque, è davvero da brividi.

domandona agli esperti: esistono registrazioni "giovanili" di Furtwangler? quanto si riesce ad andare indietro? sul tubo non si trova molto, quasi tutta roba "recente"... ascoltando Celibidache, Klemperer ma pure - grazie a burpo - quel kiappone di Kiappertbush nelle loro fasi pre-arteriosclerosi mi sto convincendo che la krukkagine, più che una malattia a insorgenza precoce, è come l'Alzheimer, precipita coll'avanzare dell'età :D Mi chiedevo se ci fosse differenza tra un Furt anni '20 e uno anni '50, ecco (dai che ci scappa la rivalutazione!).

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Scherzi?! Tutto ciò che riguarda Tscikovski (credo che lo pronuncino così in russo) è nelle mie corde!

Bene, mi fa piacere e allora persisto con Pogorelich alle prese con i russi

https://www.youtube.com/watch?v=QO5gSG_B2pk

Dedica agli stessi di prima più dejure che avevo colpevolmente dimenticato.

domandona agli esperti: esistono registrazioni "giovanili" di Furtwangler? quanto si riesce ad andare indietro? sul tubo non si trova molto, quasi tutta roba "recente"... ascoltando Celibidache, Klemperer ma pure - grazie a burpo - quel kiappone di Kiappertbush nelle loro fasi pre-arteriosclerosi mi sto convincendo che la krukkagine, più che una malattia a insorgenza precoce, è come l'Alzheimer, precipita coll'avanzare dell'età :D Mi chiedevo se ci fosse differenza tra un Furt anni '20 e uno anni '50, ecco (dai che ci scappa la rivalutazione!).

La prima registrazione di Furt è del '26 (ouverture del Freischütz e quinta di Beethoven). Sentendo l'inizio di quella quinta

https://www.youtube.com/watch?v=Qz7D7QpHEng

l'approccio è sempre lo stesso (aveva comunque già 40 anni all'epoca, non era un ragazzino), anche perchè secondo me dipende molto dalla formazione culturale. Mi spiace, mi sa niente rivalutazione per te :D. Comunque la sua quinta più travolgente è quella del '43 (anche quella del 25/5/1947, primo concerto a Berlino dopo la guerra, è molto emozionante), non so se l'hai ascoltata.

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l'approccio è sempre lo stesso (aveva comunque già 40 anni all'epoca, non era un ragazzino), anche perchè secondo me dipende molto dalla formazione culturale. Mi spiace, mi sa niente rivalutazione per te :D. Comunque la sua quinta più travolgente è quella del '43 (anche quella del 25/5/1947, primo concerto a Berlino dopo la guerra, è molto emozionante), non so se l'hai ascoltata.

No non la conosco credo... ora sto ascoltando questa, beh sì che la formazione culturale sia quella è indubbio, ma a parte il vizietto (abbastanza diffuso) di allargare e accentuare la cellula iniziale, mi pare che comunque si ascolti un rigore ritmico e una nettezza dell'esecuzione superiore alle prove più tarde. Anche i momenti staccati più largamente non sono mai esageratamente "lasciati andare" e il suono, benchè di consistenza spessa, è meno roboante (mi rendo conto che ci si mette anche una presa sonora che negli anni '20 era quel che era). Insomma la mia teoria non sembra campata in aria, negli anni '20 la scuola "mendelssohniana" e quella "wagneriana" erano più vicine di quanto non lo saranno negli anni '50 e '60. Prima ho citato Celibidache un po' a sproposito, oltre ad essere di un'altra generazione, la sua virata verso i lidi della sonnolenza (peraltro mai bagnati dalle onde del magniloquio) è più attribuibile a ragioni estetiche frutto di speculazioni (molto molto) personali.

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Pietro Antonio LOCATELLI


Concerti grossi op. 1



The Raglan Baroque Players


Elizabeth Wallfish & Nicholas Kraemer



Le possibilità sono due: a) Locatelli ha scritto molto di meglio e di più avvincente (le Introduttioni teatrali, ad esempio); b ) la presenza simultanea di due concertatori più che arricchire l'esecuzione la appiattisce (anche per la Wallfisch e per Kraemer, infatti, c'è di meglio e di meno ingessato). Interpretazione perfettina, raffinata, registrata benissimo ma letargica. Detto perché tutti capiscano: two balls! :lazy:


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No non la conosco credo... ora sto ascoltando questa, beh sì che la formazione culturale sia quella è indubbio, ma a parte il vizietto (abbastanza diffuso) di allargare e accentuare la cellula iniziale, mi pare che comunque si ascolti un rigore ritmico e una nettezza dell'esecuzione superiore alle prove più tarde. Anche i momenti staccati più largamente non sono mai esageratamente "lasciati andare" e il suono, benchè di consistenza spessa, è meno roboante (mi rendo conto che ci si mette anche una presa sonora che negli anni '20 era quel che era). Insomma la mia teoria non sembra campata in aria, negli anni '20 la scuola "mendelssohniana" e quella "wagneriana" erano più vicine di quanto non lo saranno negli anni '50 e '60. Prima ho citato Celibidache un po' a sproposito, oltre ad essere di un'altra generazione, la sua virata verso i lidi della sonnolenza (peraltro mai bagnati dalle onde del magniloquio) è più attribuibile a ragioni estetiche frutto di speculazioni (molto molto) personali.

Boh, l'ascolterò tutta domani, ora concludo la giornata dedicata a Pogorelich:

https://www.youtube.com/watch?v=OUx86u30ACY

Era veramente bravo, peccato per il crollo avuto.

Domani voglio comunque risentire la sua op.111 per verificare il secondo movimento. Lui e molti altri grandi pianisti hanno secondo me il difetto di trattarlo in maniera troppo cangiante tra una variazione e l'altra, come se non fosse anche il finale di una sonata. Per questo in quel pezzo il mio riferimento resta ancora Backhaus (anche se devo ripassare altri grandi come Serkin).

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>https://www.youtube.com/watch?v=7Vx-m0V1lsYChopin non posso non dedicarlo a Flaux e Desa (più i pogorelichiani).

Mi ritengo sia chopiniano che pogorelichiano, quindi mi prendo la dedica.

Ricambio con bruckner (se gradisci), sinfonia n.3

Kolner radio so, wand

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Scherzi?! Tutto ciò che riguarda Tscikovski (credo che lo pronuncino così in russo) è nelle mie corde!

Davvero? :blink: Ora come ora mi sfugge, non ricordo di averlo mai sentito nominare e la pronuncia di Wiki mi sembra tutto fuorché russa...

>https://www.youtube.com/watch?v=7Vx-m0V1lsY

Chopin non posso non dedicarlo a Flaux e Desa (più i pogorelichiani).

Ah eccolo, il mio studio! ^^ Grazieee! Dai che un giorno lo suoneremo anche noi! :yes_x: Fosse anche in tarda età e male non importa... merita! Grazie anche per Tchaikovsky. Come l'hai trovato? E l'accoppiata Abbado-Pogo? Comunque sei sopravvissuto al primo concerto, vedi che non era nulla di impossibile!

Visto che è tutto il giorno che ascolto Chopin, ora mi concedo un sospiro con Liszt che ti dedico.

Liszt Concert Etude S.144 No.3 "Un Sospiro"

>https://www.youtube.com/watch?v=Pq-y9KGqssc

Estendo a chi gradisce.

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Jean-Philippe RAMEAU


Premier livre de pièces de clavecin e Suite in mi minore



Marcelle Meyer, pianoforte




Le incisioni di Rameau della Meyer sono semplicemente meravigliose. La musica respira con tempi che paiono giustissimi e un fraseggio delicato, cullante e sottilmente malinconico. Incantevole.


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ho appena cominciato, credo riuscirò ad ascoltare giusto il primo movimento:



71Ci3tUNM9L._SY450_.jpg



mi sta quasi convincendo che sia grande musica...


dovrò confrontarla con la mia interpretazione occidentale preferita, ossia quella di Berglund (toh! un altro Paavo!).



ad Antheil se passa di qui


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Guest zeitnote

Ancora, inesorabilmente Wunderhorn...


4010276024408.jpg



La vita terrena, mamma dammi del pane, altrimenti muoio...aspetta piccolo mio, che domani...accidenti, Mahler che pesca nelle torbide acque del sentimentalismo popolare...



A giordano & Pinkerton


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domandona agli esperti: esistono registrazioni "giovanili" di Furtwangler? quanto si riesce ad andare indietro? sul tubo non si trova molto, quasi tutta roba "recente"... ascoltando Celibidache, Klemperer ma pure - grazie a burpo - quel kiappone di Kiappertbush nelle loro fasi pre-arteriosclerosi mi sto convincendo che la krukkagine, più che una malattia a insorgenza precoce, è come l'Alzheimer, precipita coll'avanzare dell'età :D Mi chiedevo se ci fosse differenza tra un Furt anni '20 e uno anni '50, ecco (dai che ci scappa la rivalutazione!).

Le registrazioni degli anni Venti-Trenta, seppur poche, ci sono (credo che la più antica sia del 1926). Ma il Furt significativo è quello degli anni a cavallo della guerra; le registrazioni dei primi anni Cinquanta, pure valide (anche se personalmente preferisco quelle degli anni Quaranta), sono in genere più gradite agli appassionati per la migliore qualità sonora.

Qui, qui e qui la discografia completa.

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Le registrazioni degli anni Venti-Trenta, seppur poche, ci sono (credo che la più antica sia del 1926). Ma il Furt significativo è quello degli anni a cavallo della guerra; le registrazioni dei primi anni Cinquanta, pure valide (anche se personalmente preferisco quelle degli anni Quaranta), sono in genere più gradite agli appassionati per la migliore qualità sonora.

Qui, qui e qui la discografia completa.

E in linea generale direi che il cambio nel suo stile si avverte più dagli anni '50 in poi, con esecuzione complessivamente più posate (mantenendo comunque sempre lo stesso approccio).

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418KQ5Z8NCL.jpg

Va bene la resa drammatica, ma non al prezzo di scadere nella scompostezza vocale. A Weikl qui capita spesso di tralignare. Peccato.

Ai baritoni, se esistono ancora.

Mi piace questa tua carrellata di ascolti del Wunderhorn. Quale preferisci?

A me non piacciono le versioni in cui fanno intervenire le due voci se nella poesia ci sono due personaggi (mi pare in Revelge).

Ho un ricordo bello dell'edizione di Abbado con Quasthoff e la von Otter, mentre Ives parla bene di quella di Boulez (mi riferisco alle edizioni che non hanno il "difetto" che mi infastidisce).

https://www.youtube.com/watch?v=ZXBxZdunXLI

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Guest zeitnote

Mi piace questa tua carrellata di ascolti del Wunderhorn. Quale preferisci?

A me non piacciono le versioni in cui fanno intervenire le due voci se nella poesia ci sono due personaggi (mi pare in Revelge).

(...)

Ti dirò che alla fine continuo a preferire la prima versione che comprai ormai tanti anni fa. Un equilibrio perfetto tra resa vocale e orchestrale (lo stesso Tennstedt indugia su qualche pesantezza qua e là)

51KTK88Ur3L._SX355_.jpg

Qui non c'è neanche la doppia voce. ;)

Molto belli anche Gielen ed Herreweghe. Semplicemente sublime Lucia Popp in quella di Tennstedt. Poi c'è Boulez/Kozena/Gerhaher in video, ma non l'ho ancora affrontato.

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