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Antiphonal

Grido di disperazione: secondo voi, perché i leggìi...

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Mi rivolgo a tutti, ma innanzitutto ai tastieristi (pianisti, cembalisti, organisti).

Secondo voi perché diavolo li fanno così piccoli e stretti? E' un sadismo ai danni degli artisti (soprattutto in fase di studio)?

Solo quelli dei grandi pianoforti a coda sono REALMENTE spaziosi, e ciò mi meraviglia ancor di più visto che sui pianoforti a coda si studia e si fanno concerti A MEMORIA!

Insomma, io mi trovo ogni domenica a suonare su un grosso organo Tamburini e sul leggio tre fogli verticali "A4" formato "portrait" (quindi appoggiati sul lato stretto) ci vanno a malapena, e talvolta almeno uno cade (probabilmente si suicida, pur di non farsi suonare...).

Non va meglio col pianoforte di casa. Appena appoggio l'edizione Ricordi del 1977 del "Gradus", si sbraga e talvolta me lo rovescia addosso. Vabbè... sarà allergia a quella musica.

Col clavicembalo poi, non ne parliamo nemmeno. Sembra che il leggio, insieme a tutto lo strumento, debba crollare da un momento all'altro sotto il peso dell'ed. Urtext del Clavicembalo Ben Temperato (ma basta anche lo spartito delle Goldberg).

Solo una volta ho provato tanta soddisfazione: a Santa Maria Maggiore di TRENTO dove il leggio era largo ben 180 (centottanta!!!!) centimetri e ci si poteva disporre (disponendo di buona vista) un'intera sonata tutta intera foglio per foglio!!!

Voi Che ne pensate? E se organizzassimo una ribellione? della serie "LO VOGLIAMO GRANDE E GROSSO e soprattutto RESISTENTE"?!?! :D

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P.S. ai due organi monumentali costruiti da Barthélémy Formentelli sia a Roma (S.Maria degli Angeli) sia a Rieti (S.Domenico) i leggii sono stupendi, sono vere sculture (non a caso intagliate da Stefano Bellani) ma quanto sono piccoli!!!!

Insomma io la cosa la trovo aberrante, non so voi... attendo giudizi e possibilmente levate di forche, torce e sadiche croci celtiche alla volta dei costruttori dei microleggii!!!

Seguiamo l'esempio di questi orchestrali!

angry-mob.jpg

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Ma in realtà tra qualche anno non ci sarà nemmeno più il problema, tutto diventerà digitale... :ninja:


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Si, ma se hai un pezzo di 3 pagine dovrai "toccare" lo schermo due volte. Se invece posso stamparlo, preferisco mettere le tre stampe su un leggio e non dover mai togliere le mani dalla tastiera per girare!

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Persino l'arcimoderna consolle dell'organo di Notre-Dame a Parigi, appena inaugurata, ha un enorme leggio in plexiglass (o vetro?) larga quanto tutta la quinta tastiera. Quindi vuol dire che gli organisti leggono la musica su supporti cartacei tradizionali. Non c'è un video integrato nel leggio per la lettura di e.book musicali (vabbè, se uno vuole, se lo porta e l'appoggia sul leggio non è un problema, ma resta il fatto che il leggio l'hanno costruito davvero grande!)

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Antiphonal, anche i leggii orchestrali sono causa delle migliori risate inopportune durante i concerti! Quando poi si suona all'aperto, o si riempiono di mollette (effetto filo del bucato) o si è destinati a rincorrere le note non solo sulla tastiera :D



Io detesto il mio leggio: non sostiene il peso di più di due partiture, così quando me ne dimentico, vedo crollare rovinosamente Tchaikovsky su Mozart su Elgar (solitamente sui miei piedi, come è giusto!) :lol:


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Antheil attento a non fare come il grande Bernstein, che mandò al tappeto il primo leggio dei Wiener durante una Renana:

http://www.youtube.com/watch?v=t3eh5R-a_jI

Ma, forse, come Celentano che a Sanremo si dimenticava volutamente le parole delle sue canzoni, potrebbe diventare un vezzo da star: abbattere il leggio più vicino...per vedere l'effetto che fa.

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Certo, se persino i direttori d'orchestra di tutto rispetto hanno questo problema, vuol dire che è proprio grave! :)

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Sono d'accordo. Secondo me il problema più grave succede in alcuni organi antichi (ma anche moderni…) dove il leggio è costruito solo per appoggiare libri organistici (ovvero, A4 orizzontali anziché verticali…)… In questo modo appoggiare che so, un clavicembalo ben temperato della urtext henle verlag diventa impossibile. E così un sacco di altri pezzi per tastiera...


Anche sui pianoforti verticali la cosa non migliora più di tanto...


Soluzione?


Sul mio organo che ho costruito in casa con hauptwerk ho preso una tavola di legno lunga 1 metro e così sono apposto :paint_x:


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Sono d'accordo. Secondo me il problema più grave succede in alcuni organi antichi (ma anche moderni…) dove il leggio è costruito solo per appoggiare libri organistici (ovvero, A4 orizzontali anziché verticali…)… In questo modo appoggiare che so, un clavicembalo ben temperato della urtext henle verlag diventa impossibile. E così un sacco di altri pezzi per tastiera...

Anche sui pianoforti verticali la cosa non migliora più di tanto...

Soluzione?

Sul mio organo che ho costruito in casa con hauptwerk ho preso una tavola di legno lunga 1 metro e così sono apposto :paint_x:

E infatti anch'io sull'organo Johannus - "customizzato" che mi sono fatto costruire ho un leggio bello largo, è in chiesa che non posso modificare né toccare nulla (altrimenti la Madre Superiora mi sbrana e sputa pure i miei ossi)!

:) ma anche :(

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Aggiungo anche un'altra cosa che non riguarda solo il leggio ma anche le tastiere vere e proprie:

Il fatto è assolutamente VERO!!! per anni e anni a Gaeta mi sono sempre chiesto perché trovavo le tastiere degli organi (praticamente tutti elettronici, all'epoca) sempre sporche di nero. Ma un nero veramente untuoso e difficile da pulire.

Roba da diventarne matti!!!

Alla fine ho scoperto perché!!! Perché tutti i venerdì sera si riuniva immancabilmente il "Coro delle signore" accompagnate all'organo da una di loro, già all'epoca ultrasessantenne (e oggi quasi novantenne...). Siccome si riunivano dopo aver preparato la cena ed essendo una città di mare dove si osserva il Venerdì era finalmente chiaro perché le tastiere diventavano nere...

Insomma, il fatto era questo: la signora-organista in genere veniva dunque alle prove del venerdì non appena aveva finito di pulire il pesce e se per caso aveva preparato seppie e calamari, come tutti sanno, le tastiere assumevano inconfondibili macchie di nero di seppia praticamente indelebile!

:embarassed_kid:

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che brutte cose… eliminalo il tuo post antiphonal che mi fa venire i brividi !



Comunque il discorso non si limita ai leggìi! Quanti hanno difficoltà a salire su un organo, a stare seduto su uno spazio largo neanche un metro, porte blindate, porte piccolissime!!!


Io dico così perché ho la fortuna (e sfortuna) di sedere su un organo antico Vegezzi-Bossi (con 5000 canne e rara pedaliera completa) tutte le domeniche e per salire devo: aprire una porta blindata girando 3 volte le chiavi, salire le scale strettissime, aprire un'altra porta semiblindata, accendere le luci, passare dal mantice, passare dalla "piccola biblioteca liturgica" AL BUIO, fare attenzione ai gradini, e finalmente aprire "a fortuna" la porta che ti ritrovi davanti (che non vedi perché c'è buio) e accedere finalmente all'organo!


:oneeyed01:


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Guarda Hans von Grobel, mi hai fatto venire in mente le famosissime parole di Frescobaldi:

"Non senza fatiga si giunge al fine"

probabilmente si riferiva alle gimkane che doveva fare -con fatiga e a lume di candela- per accedere all'organo amato-odiato di San Pietro...

E a quell'epoca di leggii per gli organisti nemmeno se ne parlava... si e no si poteva appoggiare qualche foglio sulla ribaltina del copritastiera e sperare che non scivolasse :(

E' stato un grandissimo organista ma ha dovuto patire di tutto anche lui.

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Solo quelli dei grandi pianoforti a coda sono REALMENTE spaziosi, e ciò mi meraviglia ancor di più visto che sui pianoforti a coda si studia e si fanno concerti A MEMORIA!

Però a me capita spesso di vedere pianisti che, in concerto, utilizzano sullo Steinway a coda dei leggii enormi per distribuirvi sapientemente pressoché tutti i fogli del pezzo che devono suonare. Succede in genere nei concerti di musica contemporanea o per gruppi da camera, dove è più raro che il pianista suoni a memoria. In quel modo, oltre tutto, non c'è bisogno del voltapagine e si evita alla radice il rischio di incomprensioni col pianista che sono spesso all'origine di pasticci clamorosi.

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Però a me capita spesso di vedere pianisti che, in concerto, utilizzano sullo Steinway a coda dei leggii enormi per distribuirvi sapientemente pressoché tutti i fogli del pezzo che devono suonare. Succede in genere nei concerti di musica contemporanea o per gruppi da camera, dove è più raro che il pianista suoni a memoria. In quel modo, oltre tutto, non c'è bisogno del voltapagine e si evita alla radice il rischio di incomprensioni col pianista che sono spesso all'origine di pasticci clamorosi.

Giusta osservazione. E questa la dice lunga sulla comodità dei leggìi larghi e spaziosi! :ok:

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Nel mio ultimo concerto, su uno degli organi moderni più grandi di Roma, ho dovuto combattere non solo con il leggìo stretto ma anche con il braccio d'ottone della lampada troppo bassa che faceva venire in avanti i libri! :( :( :(

Come diceva Nanni Moretti: "continuiamo a farci del male..."

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